Elisa Balsamo, 24 anni, ha chiuso la valigia e per la prima volta da un anno, al suo interno non c’era la maglia iridata. Nel momento in cui leggerete questa parole, la campionessa del mondo in carica è in volo fra Malpensa e Abu Dhabi, da cui poi con gli altri azzurri spiccherà il volo verso Sydney.
La Vuelta è stata l’ultima corsa con la maglia iridata; un viaggio iniziato a Leuven il 25 settembre 2021La Vuelta è stata l’ultima corsa con la maglia iridata; un viaggio iniziato a Leuven il 25 settembre 2021
«Diciamo che ha fatto abbastanza effetto – dice – non portare quella maglia. Mi consolo col fatto che è stato un anno veramente positivo. Però nel dubbio non ho riposto niente, chi lo sa come finisce la storia…».
Gli occhi puntati
Il percorso di Balsamo fino ai mondiali di Wollongong è passato per la Vuelta, con una vittoria di tappa che ha confermato la buona condizione. E anche se il mondiale, come ama ripetere, è sempre qualcosa di particolare, il senso di aver fatto il proprio dovere è una bella compagnia su cui appoggiarsi.
La prova su strada delle donne elite misura 164,3 chilometri: una distanza importante
«L’anno scorso – spiega – arrivai a Leuven con addosso la rabbia di voler risollevare una stagione difficile che non era andata come volevo (la delusione delle Olimpiadi fu davvero un duro colpo, ndr). Adesso invece arrivo dalla stagione più bella e sicuramente ho più occhi puntati addosso. L’anno scorso nessuno avrebbe creduto che fossi capace di vincere un mondiale, adesso magari a qualcuno potrebbe venire in mente. Perciò volo in Australia con l’idea di dare il massimo, ma senza mettermi troppe pressioni addosso».
Un mondiale aperto
Di sicuro questi mesi nella Trek-Segafredo hanno mostrato una Balsamo molto più solida e meno… velocista. La vittoria nel Trofeo Binda, che il suo tecnico Arzeni aveva teorizzato in anni non sospetti, ha iniziato a mostrare un’atleta completa che vincendo poi anche la Gand-Wevelgem e il campionato italiano, ha dimostrato di saper stringere i denti in salita. E poi di sapersi sempre fare giustizia con il suo sprint. Per questo il percorso nervoso di Wollongong – lungo 164,3 chilometri con tratto in linea, salita lunga e 5 giri del circuito – potrebbe non essere uno scoglio insormontabile.
Esperienza e buon umore: il 2022 di Balsamo alla Trek è stato un anno da incorniciareEsperienza e buon umore: il 2022 di Balsamo alla Trek è stato un anno da incorniciare
«E’ un tracciato molto aperto – riflette – e dipenderà molto da come verrà affrontato. Potrebbe succedere che la Van Vleuten punti a tutta la salita lunga e che si ritrovino nel circuito finale in un piccolo gruppo selezionato, come anche che vada via una fuga più innocua e alla fine si rimescoli tutto. Sicuramente la Trek-Segafredo mi ha dato tanto. Avere compagne esperte come Elisa Longo Borghini, Lucinda Brand ed Ellen Van Dijk aiuta a crescere. Alla Valcar non c’erano, per cui sono soddisfatta di quello che ho fatto prima e anche molto della mia scelta successiva».
L’iride in gioco
In questo quadro di solidità, si inserisce anche il nuovo progetto azzurro di Paolo Sangalli, che ha ripreso il buono costruito negli ultimi anni da Salvoldi e ha portato dentro la sua flemma e la capacità di vivere vigilie e avvicinamenti meno pressanti.
Per favore, verrebbe da sorridere, qualcuno le dia una maglia: Elisa non ha mai indossato quella della TrekPer favore, verrebbe da sorridere, qualcuno le dia una maglia: Elisa non ha mai indossato quella della Trek
«Abbiamo una bella squadra – dice Balsamo – con la sola pecca di Marta (Cavalli, ndr) che sconta ancora i postumi della caduta del Tour. Credo che saremo un bel gruppo, pronto a reagire alle situazioni della corsa. Sangalli sta cercando di darci tranquillità, non mette pressioni e questo lo apprezzo molto, perché preferisco lavorare concentrata seguendo il mio percorso. E comunque anche per lui sarà il primo mondiale, magari sarà emozionato. Quindi si va in Australia per rimettere in gioco la mia maglia iridata. Sicuramente mi ci sono affezionata, ma in ogni caso sono molto contenta di come siano andate le cose finora».
Letizia Paternoster passerà alla BikeExchange-Jayco. Un team australiano per lei che è metà australiana. Gli stimoli per realizzare i sogni non mancano
La definizione che Elisa Longo Borghini dà di sé usando l’aggettivo “montagnina” si chiarisce di colpo quando l’autostrada esce dall’ultima galleria e atterra nella valle di Ornavasso. E’ la porta di un altro mondo. Silenzioso. Di pietra e legno. Con la gigantesca cava di marmo da cui fu estratto il marmo del Duomo di Milano che fora la montagna di fronte, a ribadire la solidità di queste pietre e di queste persone.
E’ un venerdì di gare in tutto il mondo. Al Simac Ladies Tour Anastasia Carbonari ha appena sperimentato la durezza dell’asfalto, invece la Val d’Ossola s’è fermata per qualche ora in onore della sua campionessa.
Ospiti e amici
Per lei sono arrivati Elisa Balsamo, Davide Plebani e Tatiana Guderzo, Francesca Barale e Leo Hayter, il compagno vincitore del Giro U23. Ma soprattutto sono arrivati gli alpini, i papà e le mamme, i bambini del Pedale Ossolano in cui anche Elisa mosse i primi passi. E’ il paese che la abbraccia e ha scelto per farlo il Santuario della Madonna del Boden, uno dei luoghi sacri del ciclismo.
La strada ti solleva dalla valle, che presto resta in basso. I bambini si arrampicano di tornante in tornante, piccoli come simpatici folletti dei boschi. Accoglieranno Elisa e percorreranno con lei gli ultimi metri. Ci sono anche i nipoti e suo fratello Paolo, che tiene in braccio il piccolo Pietro che dorme beato. C’è il suo mondo e c’è il suo sguardo diverso da quello delle corse.
«E’ sempre bello essere premiata qui a casa mia – sorride, con la camicia, i jeans, un filo di trucco e la sua Trek – perché comunque mi sento parte di una comunità. Ed è bello, perché essendo sempre via, corri il rischio di essere un po’ alienata da tutto. Invece così mi fanno sentire a casa. Mi motiva tanto vedere i ragazzini del Pedale Ossolano, la società in cui sono cresciuta anche io. Il fatto che siano presenti ed entusiasti di me e di quello che sta tutto intorno al nostro movimento, anche con Pippo Ganna e Francesca Barale, è veramente emozionante».
Suo nipote Pietro, il più piccolo, con la maglia tricolore e i colori TrekAlla festa anche il fratello Paolo, a sua volta professionista dal 2004 al 2014Elisa è stata scortata fino al Santuario dai bambini del Pedale OssolanoSuo nipote Pietro, il più piccolo, con la maglia tricolore e i colori TrekAlla festa anche il fratello Paolo, a sua volta professionista dal 2004 al 2014Elisa è stata scortata fino al Santuario dai bambini del Pedale Ossolano
Pippo in alta quota
Ganna sta preparando il mondiale nel solito rifugio Omaroli ad altissima quota, che in linea d’aria è a due passi da qui. Con lui c’è Matteo Sobrero. I due vengono fuori da un videomessaggio per Elisa e l’applauso è scrosciante. I genitori Ganna però sono qui e raccontano della bellezza del posto.
«In teoria sarebbe vicino – sorride Marco – ma se perdi l’ultima funivia, resti giù. In cima è bello, il wifi c’è e non c’è. Per mandare quel messaggio saranno dovuti uscire fuori».
Poi raccontano della salita che prosegue oltre il Santuario e di Pippo che partirà a breve per l’Australia. Intorno ci sono alberi e silenzio e in quel rivendicare le proprie origini, c’è la dimensione della Longo.
La festa si è svolta presso il Santuario della Madonna del Boden, sopra OrnavassoLa Madonna del Boden, recita il cartello, è Patrona di chi ama pedalareQuando il cuore fa la differenza: l’immagine è quella dell’arrivo di TokyoLa festa si è svolta presso il Santuario della Madonna del Boden, sopra OrnavassoLa Madonna del Boden, recita il cartello, è Patrona di chi ama pedalareQuando il cuore fa la differenza: l’immagine è quella dell’arrivo di Tokyo
La testa dura
Montagnino significa conoscere le regole. Apprezzare la roccia da cui si viene. Aver sviluppato la forza interiore per partire da casa e prendersi il mondo. E poi avere subito la voglia di tornare. Non per niente, la casa in cui vive con Jacopo Mosca è ai primi due chilometri di questa stessa salita.
«Ho la testa dura come i sassi – dice – da buona ornavassese. Finora è stato un anno strano. Di fatto tutti gli appuntamenti che mi ero data li ho cileccati. In compenso ho vinto tante altre corse che non mi aspettavo e nel modo che non mi aspettavo. La Parigi-Roubaix, ma anche il Women’s Tour vinto grazie a una volata. Un anno strano, ma non significa necessariamente che sia stato peggiore. Un anno col sorriso. Un altro anno col sorriso».
Ecco l’enorme buco sulla montagna di fronte: è l’Antica Cava MoschiniLa cava è chiusa e viene utilizzata per visite, concerti e il presepeDall’Antica Cava è stato estratto i marmo per il Duomo di MilanoEcco l’enorme buco sulla montagna di fronte: è l’Antica Cava MoschiniLa cava è chiusa e viene utilizzata per visite, concerti e il presepeDall’Antica Cava è stato estratto i marmo per il Duomo di Milano
Piccoli guerrieri
I bambini del Pedale Ossolano la guardano come si fa con una sorella maggiore. L’amica viene prima della campionessa. Per loro c’è la bici e la bici gli permette di esprimersi. Sono soldi di cacio. Qualcuno cade perché non sgancia il pedale. Sua nipote Anna si avvicina, ma lei è già grande e sorride decisa.
Fra il pubblico ci sono anche Paolo Sangalli ed Elisabetta Borgia, tecnico e mental coach azzurri. Paolo è in ritiro qui vicino con le donne junior e lo vedi che avere accanto le due “Elise”, la Longo e la Balsamo, renda meno tesa la vigilia del mondiale. C’è anche Paolo Barbieri, addetto stampa della Trek-Segafredo. Dice di essere in vacanza, ma le due “Elise” meritano comunque un occhio…
«Le lascio tranquille – dice Sangalli – ho capito che a questi livelli non serve stressarle. Si alleneranno. Elisa e Bertizzolo faranno la Vuelta, ma non perché debbano dimostrarmi qualcosa, solo per completare il lavoro. Vi sono piaciuti gli europei? Rachele Barbieri ha fatto un lavoro eccezionale, peccato che Balsamo non fosse nel suo giorno migliore, altrimenti la Wiebes non passava. Ma c’eravamo».
La festa si. aperta con l’Inno di Mameli. Presente anche il cittì azzurro SangalliElisa Balsamo ha donato la sua maglia iridata a don Roberto, parroco del SantuarioLe borracce della Madonna del Boden in omaggio a tutti i partecipantiFoto ricordo di Elisa Longo Boeghini con gli alpini che hanno organizzato la festaLa festa si. aperta con l’Inno di Mameli. Presente anche il cittì azzurro SangalliElisa Balsamo ha donato la sua maglia iridata a don Roberto, parroco del SantuarioLe borracce della Madonna del Boden in omaggio a tutti i partecipantiFoto ricordo di Elisa Longo Boeghini con gli alpini che hanno organizzato la festa
Ci vediamo a Wollongong
Parlano di vittorie, chiedono medaglie… Non sanno che non si fa? La scaramanzia è una cosa seria, pensiamo, ma intanto il cielo minaccia pioggia. Elisa fa in tempo a snocciolare un’altra perla.
«Va bene vincere le medaglie – dice – ma non vedo perché questo mi dovrebbe cambiare. Certo, ho più impegni, ma la fila all’Esselunga devo farla lo stesso. Guercilena scherzando dice che abito in Kosovo, perché qui non ci sono centri commerciali né le altre cose che ci sono vicino alla città. Siamo lontani, per fortuna c’è l’autostrada. Ma volete sapere una cosa? A me sta bene così».
I successi tra i professionisti di Ganna, Sobrero, Balsamo e Longo Borghini sono straordinari. Come sta crescendo il movimento ciclistico giovanile piemontese da cui provengono? Lo abbiamo chiesto al Coordinatore Tecnici Regionali, Francesco Giuliani
Ci sono treni che passano e che vanno presi al volo. Lorena Wiebes salta su quello azzurro per diventare la nuova campionessa europea battendo l’Italia di Balsamo e Barbieri con tanto di fiato sospeso.
Il vialone di Odeonplatz a Monaco si trasforma in una stazione per treni ad alta velocità. Nella volata generale da un lato c’è quello arancione dell’Olanda che va forte ma inizia a stentare e perdere vagoni. Dall’altro c’è quello dell’Italia lanciatissimo ed organizzato con Guarischi, Sanguineti e Barbieri pronte a pilotare Balsamo. Dietro di loro praticamente carrozze singole al gancio per posizioni di rincalzo. Quando Wiebes capisce che le italiane sono messe meglio, ecco che esce l’istinto della sprinter di razza che è in lei. Lorena si mette a ruota di Balsamo ed appena Sanguineti si toglie, anticipa tutte e si ributta a sinistra per il proprio allungo.
Il finale dell’europeo non si gioca solo sulla linea del traguardo, ma anche dopo. Sia Wiebes che Balsamo danno il colpo di reni. Nessuno esulta. Le loro nazionali si stringono attorno agli smartphone dei rispettivi staff per aspettare il verdetto del replay. Oro all’Olanda, argento e bronzo all’Italia.
Il podio europeo. Wiebes in mezzo alle azzurre Balsamo e Barbieri
La volata di Balsamo e Barbieri. Dietro si vede Sanguineti che prega…
Il podio europeo. Wiebes in mezzo alle azzurre Balsamo e Barbieri
La volata di Balsamo e Barbieri. Dietro si vede Sanguineti che prega…
Vittoria speciale
«E’ vero, oggi non ho vinto come al solito – ci dice ridendo Wiebes, al suo diciottesimo successo stagionale – però penso che sia speciale vincere anche così, di pochissimo. Il finale è stato davvero veloce. Oggi è stata una volata lunga e molto serrata. L’Italia è venuta su molto veloce dalla parte destra della strada. Noi invece dalla parte sinistra poi ho dovuto prendere il loro treno, che viaggiava meglio del nostro in quel momento».
«Tuttavia oggi noi abbiamo lavorato tutto il giorno. Siamo stati una grande squadra. E sono orgogliosa delle mie compagne. Così come sono orgogliosa di poter vestire questa maglia, con cui tra l’altro ho un bel feeling. L’avevo già vinta nel 2017 da junior in Danimarca. Ed anche allora c’era stata una volata come quella di oggi dove non si sapeva chi avesse vinto».
Wiebes controlla sullo smartphone le immagini della volata. Stessa cosa per le italiane
Wiebes e le sue compagne esultano. I replay hanno dato l’esito sperato
Wiebes sorride per il verdetto finale. E’ campionessa europea come nel 2017 da junior
Lorena Wiebes intervistata prima della partenza. Era la favorita numero uno
Wiebes controlla sullo smartphone le immagini della volata. Stessa cosa per le italiane
Wiebes e le sue compagne esultano. I replay hanno dato l’esito sperato
Wiebes sorride per il verdetto finale. E’ campionessa europea come nel 2017 da junior
Lorena Wiebes intervistata prima della partenza. Era la favorita numero uno
Zero recriminazioni
Se gli scontri diretti Balsamo-Wiebes sono ancora favorevoli all’atleta oranje, bisogna dire che il gap negli sprint con la neo-campionessa europea si è ridotto. Quanto meno qui in Baviera. Lo riconosce subito il cittì Paolo Sangalli, decisamente soddisfatto del risultato.
«Normalmente la Wiebes vince dando due bici a tutte, oggi invece no, se l’è sudata. Si è trovata di fronte una grande Italia. Il nostro treno ha dimostrato che siamo una squadra vera, unita, forte».
«Le ragazze sono state perfette – finisce il tecnico milanese – poi le volate si vincono e si perdono e ci sta. Anzi, merito e complimenti all’Olanda che ha vinto ma noi oggi abbiamo disfatto la loro fortissima formazione. Sono contentissimo. Una volta in più abbiamo dimostrato che siamo una squadra. Dispiace solo per Bastianelli che stava male, alle prese con una brutta tracheite. Avrebbe dovuto coprire la ruota di Elisa».
«Rachele? E’ una che tira le volate a sessantacinque all’ora, quindi bastava che non smettesse di pedalare per finire di slancio e guadagnarsi un grande piazzamento, come il bronzo».
Il cittì Sangalli con Elena Cecchini a fine gara. Rivivono assieme alcuni momentiIl cittì Sangalli con Elena Cecchini a fine gara. Rivivono assieme alcuni momenti
«Non c’è da recriminare nulla quando perdi per così poco – spiega Elena Cecchini in mixed zone – Lorena è una fuoriclasse. Abbiamo provato a metterla in crisi. L’Olanda ha fatto tutta la gara davanti, compatta e sprecando molto. Tant’è che alla fine hanno dovuto sfruttare il nostro treno. Noi non abbiamo la forza e i motori per fare quello che hanno fatto loro. Noi eravamo più veloci in generale e quindi potevamo fare solo un treno che uscisse all’ultimo».
«Seconda e terza è un buon risultato perché stavolta la vittoria è mancata per poco. E’ stata un’ottima prestazione. Sapevo che oggi era difficile battere la Wiebes ma avevamo una buona squadra per provarci. Oggi abbiamo corso da 8. Speriamo di prenderci un voto più alto in Australia».
Medaglie pesanti
Quest’anno bisogna riconoscerlo. In volata perdere dalla Wiebes equivale ad una mezza vittoria. Finora Lorena è apparsa sempre imbattibile ma le azzurre hanno capito che forse non è sempre così.
«Le ragazze hanno fatto un treno perfetto, devo ringraziarle – confida Balsamo mentre raggiunge il bus azzurro – ci ho creduto fino alla fine. Sul traguardo non mi sembrava così netta la vittoria di Wiebes, tant’è che anche lei non lo sapeva. Esco contenta da questa gara perché perdere al fotofinish non è come perdere di due bici di distacco».
«Dopo il Tour sono stata ferma una settimana – prosegue l’iridata in carica – quindi erano solo quindici giorni che mi allenavo. Devo dire che il riposo si è fatto sentire, mi ha fatto bene, dopo un inizio di stagione davvero intenso. Tornare alle gare così fa davvero tanto piacere ed è incoraggiante. Onestamente non sento molta pressione addosso.
«Quest’anno in maglia iridata me lo sono davvero goduto, finora la cosa più bella della mia carriera ciclistica, qualcosa che va vissuto almeno una volta nella vita. In Australia l’intenzione è quella di difendere la maglia e so già che non sarà facile».
Le due medaglie azzurre. E’ stata una grande Italia
La nazionale italiana alla partenza di Landsberg Am Lech
Sanguineti doveva essere l’angelo custode di Balsamo in gara
Le due medaglie azzurre. E’ stata una grande Italia
La nazionale italiana alla partenza di Landsberg Am Lech
Sanguineti doveva essere l’angelo custode di Balsamo in gara
«Mi dispiace che non siamo riusciti a cogliere il gradino più alto – analizza Barbieri che conquista il bronzo europeo su strada dopo due ori e un argento su pista la settimana scorsa – ma credo che sia un ottimo trampolino di lancio per ciò che sarà il mondiale per le ragazze. In volata siamo sempre più vicine a Lorena. Elisa ha mancato la vittoria di pochissimo. Non avremmo mai pensato di farcela così come abbiamo fatto».
«Oggi non era nei miei pensieri la medaglia – conclude la 25enne modenese – Il mio lavoro era quello di pilotare Elisa, lasciandola il più veloce possibile in volata. E per me era importante dimostrarle anche che di me si può fidare perché non abbiamo mai corso assieme. Siamo riuscite a fare il buco poi io ho dato il colpo di reni perché ho capito che potevo fare terza. Alla fine è stato bellissimo aspettare tutte assieme l’esito della gara.
«Elisa non era convinta di aver perso, ci abbiamo sperato tutte quante. Dobbiamo essere molto fiere di noi stesse per tutto quello che abbiamo fatto. Abbiamo fatto un grande treno».
Sarà ancora Olanda-Italia. Una sfida che si rinnova ad ogni competizione femminile e che tocca l’apice all’europeo. Da quando esiste la rassegna continentale (prima edizione nel 2016), le oranje hanno vinto cinque volte su sei, ogni volta con un’atleta diversa. Le uniche che hanno combattuto questa egemonia, riuscendola ad interrompere in una occasione, sono state le nostre ragazze. Nel 2018 a Glasgow Marta Bastianelli vinse, nemmeno a dirlo, davanti ad una olandese, Marianne Vos, mentre per altre tre volte un’azzurra è finita seconda (oltre ad un bronzo).
Europeo 2017, a Herning Marianne Vos brucia allo sprint Giorgia Bronzini
Europeo 2018. Volata a Glasgow. Bastianelli batte Vos e Brennauer
Europeo 2019. Ad Alkmaar vittoria in casa di Amy Pieters davanti a Cecchini e Klein
Europeo 2020, Plouay. Longo Borghini attacca, resiste solo Van Vleuten che poi vince la volata a due
Europeo 2017, a Herning Marianne Vos brucia allo sprint Giorgia Bronzini
Europeo 2018. Volata a Glasgow. Bastianelli batte Vos e Brennauer
Europeo 2019. Ad Alkmaar vittoria in casa di Amy Pieters davanti a Cecchini e Klein
Europeo 2020, Plouay. Longo Borghini attacca, resiste solo Van Vleuten che poi vince la volata a due
A circa una settimana dalla prova in linea (in programma domenica 21 agosto, per un totale di 128 chilometri) abbiamo provato ad ipotizzare col cittì azzurro che tipo di scenari potrebbero uscire. E ci scappano anche dei parallelismi calcistici…
Paolo come sta andando l’avvicinamento all’europeo?
Bene, ma non benissimo. A parte il mio investimento in bici, per il quale sto meglio, c’è stata la caduta di Consonni in pista. Si è procurata una frattura ad una spalla e quindi non potrò averla. Non ci voleva proprio. Poi ho temuto quando Cecchini è caduta a Vargarda in Svezia. Ha battuto la testa, ma fortunatamente non si è fatta nulla. Ecco, direi che siamo a posto così, anche troppo. In ogni caso a Monaco sapremo ovviare alla sfortuna. Anziché con tre punte, giocheremo con due ed un mediano in più.
Spiegaci meglio questo schema.
Il tridente sarebbe stato Balsamo, Barbieri e Consonni. Loro tre sono le velociste che emergono dai risultati. Le gerarchie erano queste e così rimangono, con Elisa leader. E’ la velocista più completa in circolazione. Invece Rachele arriverà dagli europei in pista con un bel colpo di pedale. La defezione di Chiara non scombina i nostri piani, ma è ovvio che mi dispiaccia molto non averla. Al suo posto schiererò Arianna Fidanza che sa fare bene anche i… lavori sporchi durante la corsa, oltre ad essere veloce qualora si trovasse in fuga. Senza dimenticare che tutte le altre nostre ragazze sanno fare altrettanto. Siamo ben coperti per ogni situazione.
Rachele Barbieri sarà la seconda punta della nazionale di Sangalli
Maria Giulia Confalonieri lavoratrice e veloce. Sarà la solita preziosa pedina
Arianna Fidanza farà entrambe le prove. Prima a crono poi in linea
Barbara Guarischi può lavorare per le compagne ma sa anche finalizzare
Ilaria Sanguineti sarà il pesce pilota di Balsamo in caso di arrivo in volata
Alessia Vigilia correrà la crono degli europei
Per Rachele Barbieri, quello al Giro d’Italia è stato il primo debutto importante del 2022
Maria Giulia Confalonieri lavoratrice e veloce. Sarà la solita preziosa pedina
Arianna Fidanza farà entrambe le prove. Prima a crono poi in linea
Barbara Guarischi può lavorare per le compagne ma sa anche finalizzare
Ilaria Sanguineti sarà il pesce pilota di Balsamo in caso di arrivo in volata
Alessia Vigilia correrà la crono degli europei
Marcatura a uomo o a zona sulle olandesi?
Sempre a zona, anche se sappiamo che in certe occasioni i puristi della zona marcavano a uomo i fuoriclasse avversari. Ad oggi guardando le convocate dell’Olanda, loro punteranno tutto sulla Wiebes. Dovremo rovinare il loro intento di arrivare ad uno sprint di gruppo. Vogliamo fargli consumare un po’ di energie per chiudere sulle fughe in cui ci siamo noi e loro no. Anche se poi loro avranno Van Dijk che può tirare tutto il giorno o al posto di 2-3 atlete. Noi siamo una squadra ben assortita, le ragazze so che sapranno interpretare bene le disposizioni visto che non avremo le radioline.
Se l’idea è sempre quella di non arrivare in volata, dove si deciderà la corsa?
Secondo me sarà una corsa dura perché aperta tante soluzioni. Se ci fosse stata una salita sarebbe stata più facile da prevedere. Bisognerà essere brave a cogliere l’attimo giusto. Questo potrebbe essere l’aspetto decisivo della gara e noi abbiamo ragazze bravissime in questo. Non fermerò nessuna ragazza in fuga se la situazione sarà a noi favorevole. Vogliamo evitare una volata generale, ma se dovessimo arrivarci sapremmo cosa fare. E se ci batteranno, renderemo merito alle avversarie. Credo anche che la gara maschile ci darà qualche indicazione. Comunque credo che Wiebes battezzerà un paio di ruote, per forza. Anche lei potrebbe muoversi se lo faranno le sue rivale più dirette.
Dovrete tenere un occhio anche sulle possibili sorprese, se così si possono definire…
Esattamente. Penso subito a Kopecky. Anche il Belgio sembra avere disegnato una squadra solo per lei. E lei è l’altra grande favorita. Anche altre nazionali non vanno sottovalutate. Francia con Copponi, Spagna con Alonso potrebbero approfittare di quel marcamento di cui parlavo prima. Così come potrebbe fare la stessa Germania che corre in casa. Poi attenzione ai colpi da finisseur. Ad esempio Van Dijk (campionessa uscente, ndr), Reusser o Cordon-Ragot sono capaci di anticipare tutte e arrivare fino al traguardo da sole.
Kopecky al Tour ha ottenuto due podi in volata
Van Dijk campionessa uscente lavorerà per Wiebes ma sa essere finisseur
La Reusser al Tour ha vinto con un’azione solitaria. A Monaco può fare altrettanto?
Kopecky al Tour ha ottenuto due podi in volata
Van Dijk campionessa uscente lavorerà per Wiebes ma sa essere finisseur
La Reusser al Tour ha vinto con un’azione solitaria. A Monaco può fare altrettanto?
Per quanto riguarda la cronometro cosa può dirci?
E’ un percorso ondulato di ventiquattro chilometri (si disputerà mercoledì 17 agosto a Furstenfeldbruck, a circa 30 chilometri da Monaco, ndr). Non siamo tra le favorite. La faranno Arianna Fidanza e Alessia Vigilia. Arianna sta facendo un bel percorso sulla disciplina. E’ un investimento per il futuro, contando che la prepara Marco Pinotti, che è stato uno specialista. Alessia invece ha ripreso la via giusta. Da junior era una atleta con grande prospettiva nelle crono. L’ho chiamata perché credo che valga la pena puntare ed investire su di lei. Da loro mi aspetto più la prestazione che il risultato. E se arriva il risultato tanto meglio.
Tanta Italia. L’ordine d’arrivo della sesta tappa del Tour Femmes si tinge ancora tanto del nostro tricolore ma a vincere è ancora quello olandese. Sul traguardo di Rosheim Marianne Vos domina lo sprint su Marta Bastianelli, Lotte Kopecky e davanti ad altre sei italiane. Dal quarto al decimo posto troviamo nell’ordine Balsamo, Persico, Confalonieri, Guazzini, Barbieri e Longo Borghini con la sola Niewiadoma (ottava) a spezzare questa lunga scia azzurra.
La trentacinquenne della Jumbo-Visma conquista la sua seconda frazione alla Grande Boucle femminile mantenendo la maglia gialla e, grazie agli abbuoni, guadagnando altro margine su Silvia Persico, ora a 30”, mentre dalla volata finale era stata tagliata fuori Lorena Wiebes, vittima di una rovinosa caduta a circa 20 chilometri dall’arrivo.
Ma di tutta questa Italia così ben presente in volata in Francia, a cui è mancato solo il sigillo, cosa ne pensa il cittì Paolo Sangalli? Glielo abbiamo chiesto, scoprendo però una sua amara disavventura personale.
Sangalli si congratula con la Balsamo per il successo al Trofeo Binda. L’iridata sarà la capitana azzurra agli europei di Monaco Sangalli si congratula con la Balsamo per il successo al Trofeo Binda. L’iridata sarà la capitana azzurra agli europei di Monaco
Paolo, prima di parlare delle tue ragazze al Tour Femmes, ci racconti cosa ti è successo?
Mercoledì sono stato investito da un’automobilista poco lontano da casa. Ero ad un semaforo in una strada secondaria. Quando sono ripartito al verde e avevo già fatto più di mezzo incrocio una macchina mi ha colpito mentre svoltava. Per fortuna, se così possiamo dire, che mi sono reso conto della manovra azzardata di questa persona e sono riuscito a cadere senza battere la testa. Ho riportato la frattura composta della scapola e ho quattro dita lussate. Lei piangendo mi ha detto che non mi ha visto, che è la solita frase che dicono tutti. Io capisco ma serve più attenzione da parte degli automobilisti altrimenti diventa un massacro ogni giorno. Ne parlo solo per sensibilizzare la questione della sicurezza verso i ciclisti, non per dare colpe.
Meglio tornare a parlare di ciclismo pedalato e dell’Italia. Partiamo da Balsamo. Sta lavorando tanto per la squadra ma non sembra quella vista al Giro Donne.
Elisa non so se sia in calo di condizione perché non ho parlato col suo preparatore però so che lei è una ragazza che normalmente non sbaglia la preparazione. Ci può stare che adesso non sia brillante ma lo avete visto anche voi, si sta sacrificando per le compagne. Io credo che la Trek-Segafredo punti alla vittoria finale del Tour con Longo Borghini e questo probabilmente va a togliere qualcosa per le vittorie di tappa.
Preoccupato in vista dell’europeo?
Assolutamente no. Elisa (Balsamo, ndr) ha tutto il tempo di recuperare e ritrovare la forma migliore da qui al 21 agosto, giorno della nostra prova in linea.
Marta Bastianelli ha conquistato sette vittorie nel 2022. E’ stata campionessa europea nel 2018
Rachele Barbieri ha centrato due successi nel 2022 ma ne vuole uno nel WT
GP Oetingen, vince Wiebes. Consonni e Confalonieri completano il podio. Potremmo rivederle tutte all’europeo
Marta Bastianelli ha conquistato sette vittorie nel 2022. E’ stata campionessa europea nel 2018
Rachele Barbieri ha centrato due successi nel 2022 ma ne vuole uno nel WT
GP Oetingen, vince Wiebes. Consonni e Confalonieri completano il podio. Potremmo rivederle tutte all’europeo
Ci hai sempre detto che avreste avuto delle alternative. Può essere Bastianelli che oggi ha fatto seconda?
Sì, certo. Marta è una campionessa senza tempo. Mi fa piacere che si stia riscattando dopo un periodo opaco, dovuto a problemi fisici. Le avevo chiesto di mettersi in mostra in questo Tour. Lo ha fatto non appena anche lei è stata libera da obblighi tattici, dopo che nei giorni scorsi ha lavorato tanto per Mavi Garcia.
Tra le altre frecce dell’Italia, c’è anche la Barbieri.
Anche se ne ha già ottenute due in stagione, a Rachele manca solo la vittoria ultimamente. Ma di quelle WT, sarebbe la ciliegina sulla torta. E’ sempre stata presente nelle ultime volate importanti dagli italiani al Giro Donne fino qui in Francia. Arriva da due anni in cui praticamente non aveva mai corso a questi livelli. Le ho detto che sta facendo un ottimo lavoro e di avere pazienza che verranno i risultati.
Poi abbiamo visto bene Confalonieri e Guazzini.
Maria Giulia è senz’altro nella rosa degli europei. E’ un corridore molto importante per noi. Sa entrare nelle fughe, è molto veloce e lavora tanto per le compagne nel finale. Sarà una pedina fondamentale. Vittoria invece non potrà correre a Monaco perché ha già disputato l’europeo U23 in Portogallo. Avevo chiesto di convocarla ma la UEC, anche se sono stati fatti in due periodi e sedi diverse, li considera una unica manifestazione.
Guardando l’ordine d’arrivo di oggi ci sono anche Persico e Longo Borghini ma immaginiamo ci sia un discorso a parte per loro…
Esatto. Silvia sta facendo un grande Tour ma visto che sta andando forte da tanto tempo ed è nelle papabili per il mondiale dovrà fare un periodo di stacco e recupero per preparare al meglio la gara in Australia. Lo stesso vale per Elisa. Quel mondiale sarà lungo e duro. Va preparato davvero bene.
Vos e Wiebes, qui argento ed oro ai Giochi Europei del 2019, saranno le avversarie principali all’europeo per l’Italia di Sangalli Vos e Wiebes, qui argento ed oro ai Giochi Europei del 2019, saranno le avversarie principali all’europeo per l’Italia di Sangalli
A questo punto, come si batte la Wiebes in volata?
Eh, bella domanda (sospira e sorride, ndr). La Wiebes vince gli sprint in qualunque condizione. E poi ha iniziato a tenere molto bene anche sugli strappi duri. Però si può battere, studieremo come. Se con il suo club è capitana unica e tutte lavorano per lei, magari in nazionale non succede la stessa cosa. Non so ancora chi correrà tra le olandesi, bisogna capire le loro gerarchie e gli equilibri. C’è anche la Vos in grande forma che non bisogna mai dimenticare. Noi di sicuro abbiamo più affiatamento come nazionale e lo abbiamo sempre dimostrato
Queste tappe ti hanno dato ulteriori spunti per la tattica dell’europeo?
Sì, non arrivare in una volata di gruppo. Proprio oggi riguardavo meglio il circuito finale (13 chilometri da ripetere due volte, ndr) dopo il tratto in linea di un centinaio di chilometri. Andrà via una fuga ma bisogna entrare a Monaco con già il gruppo compatto perché poi sarebbe un problema ricucire. E’ un circuito complicato, con tante curve veloci ma non così scontato da interpretare. L’ultima curva secca è quella del triangolo rosso dove praticamente si fa una inversione ad U. Lì bisognerà essere ben posizionati e attenti.
P.S. In serata Silvia Persico, si legge nel comunicato della giuria, è stata declassata all’ultimo posto del suo gruppo per pericoloso cambio di traiettoria in volata. Ma ciò non toglie la buona prova delle italiane.
Non c’è mai nulla di banale in questo Tour Femmes. La quinta tappa, da Bar-le-Duc a Saint-Dié-des-Vosges, è già nella storia sia per i suoi 175,6 chilometri di gara (la più lunga stagionale e in assoluto per il ciclismo femminile), sia per il successo di Wiebes su Balsamo, all’ennesimo capitolo della loro sfida.
Alle loro spalle Marianne Vos, che mantiene la maglia gialla (ed anche quella verde) incrementando ora a 20” il vantaggio su Silvia Persico, settima al traguardo e sempre seconda nella generale. L’ordine d’arrivo si tinge di altro tricolore italiano grazie al quarto posto di Rachele Barbieri, al sesto di Maria Giulia Confalonieri e all’ottavo di Vittoria Guazzini.
Dicevamo, Wiebes contro Balsamo, una sfida che terrà banco ancora per tanti anni a seguire e che oggi si aggiorna nuovamente a livello statistico. In diciotto occasioni sono finite assieme sul podio di cui già sei volte quest’anno.
Al momento comanda questa particolare graduatoria la ventitreenne olandese del Team DSM con undici primi posti a fronte dei sei della campionessa del mondo della Trek Segafredo. Curiosamente l’unica volta in cui a sorpresa in uno sprint sono finite nell’ordine seconda e terza, è stato alla Dwars door de Westhoek nel 2018 dietro alla vietnamita Thi That Nguyen.
Esulta Lorena Wiebes. Quello della quinta tappa del Tour Femmes è il 17° successo stagionale, il 63° in carrieraEsulta Lorena Wiebes. Quello della quinta tappa del Tour Femmes è il 17° successo stagionale, il 63° in carriera
Lo sprint di Lorena…
Il canovaccio è stato quello che sempre di più si vede nelle gare femminili, sulla falsariga di quelle maschili. Figurarsi poi in una frazione da oltre quattro ore e mezza. Evade la fuga (di quattro atlete in questo caso), il gruppo la tiene sotto osservazione fino a un vantaggio massimo di 4′ prima di recuperare in modo lungo ed inesorabile riprendendo l’ultima fuggitiva ai meno 3. Per gran parte a guidare l’inseguimento c’è stato il Team DSM. Portare la Wiebes per vincere la tappa era una missione.
«Sono molto contenta, perché Franziska (Koch, ndr) ha fatto un grande sforzo controllando la gara fin dall’inizio – racconta Lorena, al secondo sigillo in questo Tour Femmes – Quando le quattro battistrada hanno toccato il massimo vantaggio, lei ha dettato il ritmo del gruppo ed è riuscita a stabilizzare il distacco. È stato uno sforzo incredibile, quindi sono felice di aver ottimizzato il tutto con la vittoria».
«Lo dite voi che sono la migliore velocista al mondo – prosegue la Wiebes, che a fine stagione, malgrado un contratto fino al 2024, dovrebbe lasciare il suo team per passare alla SD Worx – A me non piace dire questo di me stessa. Oggi però mi sentivo bene e sono molto felice della mia prestazione.
«L’obiettivo di questo Tour Femmes per me è la maglia verde (deve recuperare 26 punti alla Vos, ndr) ma dobbiamo cercare di tenere davanti per la generale Juliette (Labous, ndr) che è molto in forma. Oggi la squadra ha fatto un bello sforzo collettivo. Questa è la cosa più importante».
Balsamo seconda nella sesta tappa del Tour Femmes. Poi tanta Italia. Confalonieri (a sx) sesta, Persico settima e Barbieri quarta (a dx)⁹Balsamo seconda nella sesta tappa del Tour Femmes. Poi tanta Italia. Confalonieri (a sx) sesta, Persico settima e Barbieri quarta (a dx)
E quello di Elisa
Una Wiebes così è difficile per chiunque batterla. Soprattutto se nel finale capitano dei disguidi imprevisti. La Trek-Segafredo negli ultimi chilometri rileva in testa la DSM per impostare la propria volata per Elisa Balsamo. Tira lungo la Van Dijk anche perché prima del triangolo rosso c’è una curva a gomito a destra in leggera discesa che può creare selezione. La campionessa europea la prende davanti e dà un’altra lunga “trenata” prima di cedere il compito a Elisa Longo Borghini sul lato sinistro della strada.
Lì però la piemontese ha una indecisione. Ai 350 metri la strada volge verso destra ma lei imbocca una via di fuga a sinistra. E’ bravissima a restare in piedi e a ritornare nella coda del gruppo principale senza perdere ulteriori secondi e posizioni nella generale.
«E’ stata una tappa molto lunga – spiega la Balsamo appena tagliato il traguardo, forse un po’ condizionata allo sprint dalla manovra errata della Longo Borghini – In gara non c’è stato un ritmo molto alto però alla fine abbiamo cercato di fare del nostro meglio in volata. Ed è andata bene così. Devo ringraziare la mia squadra che ha fatto un ottimo lavoro. Le mie compagne sono state davvero brave a portarmi davanti per la volata».
Longo Borghini a 350 metri dal traguardo della quinta tappa ha imboccato una svolta a sinistra per sbaglio e senza conseguenzeLongo Borghini a 350 metri dal traguardo della quinta tappa ha imboccato una svolta a sinistra per sbaglio e senza conseguenze
Curva sbagliata
«Cosa è successo verso il traguardo? – descrive quell’episodio Longo Borghini – Sono cose che succedono ma è chiaro che è stato un mio errore. Pensavo di dover andare dritto ma non ricordavo infatti che ci dovesse essere una curva a sinistra. Ovviamente non l’ho fatto apposta. Non è colpa di nessuno, solo mia. Per fortuna è andato tutto liscio, anche la Vos ha fatto un grande numero per evitarmi.
«Mi dispiace per tutto il gruppo perché la mia più grande preoccupazione era quella di aver fatto cadere qualcuno. Alla luce di tutto, possiamo farci su una bella risata. Spero che l’abbiate fatta anche voi guardando quel momento».
La sesta tappa, da Saint-Dié-des-Vosges a Rosheim di 128,6 chilometri, ha un profilo mosso anche se sarà l’ultima occasione per le velociste prime delle due tappe di montagna. Attenzione però che la Cote de Boersch (2 km al 4,4%) a meno 9 potrebbe essere il trampolino di lancio per le big della generale e creare più scompiglio del previsto. Perché in questo Tour Femmes non c’è nulla di banale.
Vittoria Guazzini ci spiega il perché di tanta gioia della vittoria della Balsamo. Il loro è un rapporti di amicizia vera e di tante sfide spalla a spalla
IL PORTALE DEDICATO AL CICLISMO PROFESSIONISTICO SI ESTENDE A TUTTI GLI APPASSIONATI DELLE DUE RUOTE:
VENITE SU BICI.STYLE
bici.STYLE è la risorsa per essere sempre aggiornati su percorsi, notizie, tecnica, hotellerie, industria e salute
Come le rockstar che fissano le date dei propri tour itineranti, anche Paolo Sangalli sta trascorrendo un’estate in giro per il mondo. Il cittì della nazionale femminile infatti negli ultimi due mesi è stato a Wollongong in Australia per il sopralluogo del percorso iridato (attorno al 10 giugno), poi ritiro azzurro a Livigno ed infine in rapida successione altre sei manifestazioni. Già fatti il campionato italiano nella bassa modenese, Giochi del Mediterraneo in Algeria, la tappa di Bergamo al Giro Donne ed europei U23/junior in Portogallo. Il bottino finora con la nazionale è piuttosto ricco.
Pioggia di medaglie
Ad Orano due ori con Guazzini a crono e Guarischi in linea nell’evento che il Coni considera il più importante dopo l’Olimpiade. Ad Anadia tante altre medaglie. Oro nel mixed relay junior, poi argento e bronzo junior rispettivamente con Ciabocco e Venturelli nella prova su strada. Tra le elite due argenti entrambi con Guazzini sia a crono che in linea sempre dietro l’olandese Shirin Van Anrooij. E a conferma della bontà delle spedizioni, in tutte le prove troviamo sempre un’altra azzurra nella top ten.
L’oro di Guazzini al Mediterraneo prima medaglia dell’era Sangalli (foto Coni/Pagliaricci)
L’oro di Guarischi nella prova in linea al Mediterraneo (foto Coni/Pagliaricci)
Crono europea U23. Ancora Guazzini argento dietro l’olandese Van Anrooij e davanti alla francese Le Net
L’oro di Guazzini al Mediterraneo prima medaglia dell’era Sangalli (foto Coni/Pagliaricci)
L’oro di Guarischi nella prova in linea al Mediterraneo (foto Coni/Pagliaricci)
Crono europea U23. Ancora Guazzini dietro l’olandese Van Anrooij
Le prossime “fermate” garantite di Sangalli saranno il Tour Femmes, gli europei elite a Monaco di Baviera il prossimo 21 agosto e chiusura del cerchio il 24 settembre col mondiale. Tutto questo peregrinare serve per avere sotto controllo la situazione delle azzurre, sia quelle certe di una convocazione sia quelle papabili, benché il tecnico milanese abbia (avuto) le idee chiare sulle formazioni da schierare in ogni appuntamento.
Paolo partiamo da una curiosità. Quanto hai contribuito al disegno del Giro Donne?
Posso dire che ho collaborato abbastanza. In alcune tappe ho proprio dato indicazioni precise, soprattutto per quelle in Sardegna e quella di Bergamo. Invece per le due in Trentino ho detto come dovevano essere. Anche se non ci ho messo troppo mano, la frazione di Cesena onestamente me l’aspettavo così come si è svolta, benché il fattore caldo abbia influito tanto.
Quali erano queste indicazioni?
Posso farvi l’esempio della crono di apertura a Cagliari. Avevo chiesto che non fosse più di 5 chilometri, in modo che le italiane che hanno fatto pista, come Balsamo, Consonni o altre nostre velociste, potessero prendere la maglia rosa qualora avessero vinto la prima tappa in linea e non avessero avuto un grosso distacco a cronometro. E così è stato. Poi ho chiesto che i percorsi ricalcassero in parte quelli degli europei U23, elite e mondiali. Insomma ho pensato alle italiane. D’altronde erano diciassette anni che le nostre ragazze non vincevano almeno tre tappe al Giro Donne (ultima volta nel 2005 con tre successi di Giorgia Bronzini, ndr)
Tre ori, tre argenti e un bronzo. Il bottino raccolto finora da Sangalli tra Mediterraneo e europei U23 e junior
Elisa Balsamo al Giro Donne 2022 ha vinto le tappe di Tortolì e Reggio Emilia, indossando la maglia rosa per due giorni
Chiara Consonni a Padova ha conquistato l’ultima frazione del Giro Donne
Tre ori, tre argenti e un bronzo tra Mediterraneo ed europei per Sangalli
Balsamo al Giro ha vinto a Tortolì e Reggio Emilia, indossando la maglia rosa per due giorni
Chiara Consonni a Padova ha conquistato l’ultima frazione del Giro Donne
Le italiane al Giro come le hai viste?
Cavalli ha fatto seconda ed è venuta fuori nelle tappe dure, quella del Maniva e le due trentine.Longo Borghini ha fatto una scelta intelligente, ovvero quella di puntare alle tappe anche se poi non è riuscita a vincere, chiudendo con un buon quarto posto. Balsamo è stata protagonista nella prima parte con due vittorie e la maglia rosa. Consonni ha chiuso con una gran volata. Cecchini ha finito in crescendo. Poi bene Magnaldi, Bertizzolo, Barbieri e tutte le altre del giro azzurro.
Torniamo ai tuoi viaggi. Com’è saltare da un posto all’altro?
E’ una cosa utile, che poi ti ritrovi alle gare. Ad esempio Livigno è servito per tutte le ragazze per lavorare bene, specie per la Guazzini che ha potuto recuperare. E’ scesa senza più dolore al ginocchio e quindi con la testa libera. Infatti ha disputato una grande cronometro al Mediterraneo, a prescindere dalle concorrenti. Ha fatto la prestazione che doveva fare. In questi giorni sto facendo una visita alle ragazze che stanno facendo altura.
Che riferimenti hai preso durante questi viaggi?
Tantissimi. Sia su di noi, sia sulle avversarie. Per quanto riguarda la nazionale in vista dell’europeo le gerarchie sono già fatte. Balsamo capitano unico, ma avremo anche l’alternativa. Le altre lavoreranno per lei. Questo non significa che si lavorerà per tenere chiusa la corsa. Vuol dire anche andare in fuga e non farle fare fatica. La strategia sarà ben precisa, anche perché con una Wiebes del genere che sta vincendo tutte le volate, bisogna cercare di fare un certo tipo di corsa. L’olandese è sì uno spauracchio, ma anche uno stimolo per trovare soluzioni per tagliarla fuori.
Per il mondiale invece?
Prenderò spunti dopo il Tour anche se al Giro Donne è venuta fuori una ragazza come Silvia Persico. Una come lei, vedendo la corsa che ha fatto, non posso non considerarla. Ad oggi è dentro al gruppo a pieni voti, senza alcun dubbio. Anche per l’Australia bisognerà studiare una tattica giusta.
Guazzini, Vitillo, Malcotti e Barale (a destra) alla partenza degli europei U23 ad Anadia
Cristina Tonetti al Giro Donne 2022 si è messa in luce con tanti chilometri di fuga (foto Zoe Soullard)
Vitillo, Malcotti e Barale (a destra) alla partenza degli europei U23 ad Anadia
B Cristina Tonetti al Giro Donne 2022 si è messa in luce con tanti chilometri di fuga (foto Zoe Soullard)
Quali altre ragazze ti hanno impressionato?
Tra le under 23 abbiamo un grande movimento. Su tutte, Guazzini, Zanardi e Vitillo, Gasparrini e Malcotti ma anche molte ragazze della Top Girls Fassa Bortolo come Bariani e Tonetti, atlete di prospettiva. Ho tanta possibilità di scelta. Un’altra ragazza che aspetto, e che mi è mancata, è Camilla Alessio che sta recuperando da alcuni problemi di salute.
Lo avevamo detto dopo Cittiglio. E’ una fortuna avere questi problemi di abbondanza…
Direi proprio di sì, anche se bisogna saperla gestire. Ho avuto nazionali sempre molto competitive pur facendo del turnover. Però la cosa che mi piace di più è che tutte le ragazze arrivano super motivate. Tutte vogliono mettersi al servizio delle compagne. Pensate che dopo la fine dell’europeo U23, con Guazzini seconda e Zanardi quarta, la prima preoccupazione di tutte le nostre ragazze era di capire come stesse Gasparrini che era rimasta coinvolta in una brutta caduta nel finale. Con uno spirito così, tutto è più semplice per me.
Dopo la trasferta in Olanda con le juniores, Marta Bastianelli ha seguito anche il Liberazione assieme al cittì Sangalli. Come va nei panni del tecnico?
IL PORTALE DEDICATO AL CICLISMO PROFESSIONISTICO SI ESTENDE A TUTTI GLI APPASSIONATI DELLE DUE RUOTE:
VENITE SU BICI.STYLE
bici.STYLE è la risorsa per essere sempre aggiornati su percorsi, notizie, tecnica, hotellerie, industria e salute
Balsamo, Kool, Vos, la volata al Giro d’Italia Donne è questione loro. A Reggio Emilia nella quinta frazione la campionessa del mondo in carica bissa il sigillo di Tortolì battendo le due olandesi mentre Consonni e Bastianelli completano la top five. Settima Rachele Barbieri e nona Emanuela Zanetti si segnalano in uno sprint particolarmente caotico.
Al triangolo rosso infatti una caduta coinvolge, fra le tante, Martina Fidanza, Vas, Zanardi, Longo Borghini e Norsgaard che sembra subito quella con le conseguenze più serie. La danese della Movistar passa il traguardo tenendosi costato e spalla destra con smorfie di dolore condite da grandi lacrime. In partenza al podio-firma ci aveva confidato, incrociando le dita, che sperava di fare risultato.
Decisiva l’ultima curva in volata. Balsamo la prende in testa e vince. Consonni la prende dietro e chiude quarta
Barnes, Bariani e Carbonari durante la fuga a 5 della quinta tappa
Monticolo e Vitillo sono le due atlete che hanno dato il via alla fuga al km 16
Decisiva l’ultima curva in volata. Balsamo la prende in testa e vince
Barnes, Bariani e Carbonari durante la fuga a 5 della quinta tappa
Monticolo e Vitillo sono le due atlete che hanno dato il via alla fuga al km 16
Le formazioni delle prime tre hanno preso in mano la situazione quando stavano lasciando troppo spazio alla fuga. Carbonari, Barnes, Vitillo, Monticolo e Bariani (ultima ad arrendersi e ripresa a 5 km dalla fine) hanno avuto fino a 5’20” a circa 40 km dalla fine. Sulle primissime colline reggiane il gruppo le ha messe nel mirino riducendo sensibilmente il margine e a quel punto bisognava concentrarsi solo su chi avrebbe preso in testa l’ultima curva secca a sinistra – a -200 metri – che portava al traguardo. Balsamo la imbocca davanti, il resto è storia nota.
Il bis di Elisa
«E’ un bilancio positivo finora – dice la 24enne della Trek-Segafredo che rafforza la propria leadership della maglia ciclamino – non posso che essere contenta. Oggi la mia squadra ha fatto nuovamente un grande lavoro. Domani sarà molto bello partire da casa a Sarnico. Sarà una frazione impegnativa che si presta molto alle fughe. Staremo a vedere. Per quanto riguarda la caduta, in radio ho sentito Elisa (Longo Borghini, ndr) che diceva che era rimasta coinvolta. Non vedendola arrivare mi sono preoccupata. Dopo il traguardo le ho detto che mi aveva fatto prendere un infarto. Spero che sia lei che tutte le altre ragazze stiano bene. Questa vittoria la dedico a tutta la mia squadra».
L’abbraccio tra le due Elise a Reggio Emilia. La Balsamo era preoccupata per la Longo Borghini
Guercilena si è voluto subito sincerare delle condizioni di Longo Borghini
I graffi sulla gamba sinistra di Longo Borghini, segni della caduta all’ultimo chilometro
L’abbraccio tra Elisa a Reggio Emilia. La Balsamo era preoccupata per la caduta di Longo Borghini
Guercilena si è voluto subito sincerare delle condizioni di Longo Borghini
I graffi sulla gamba sinistra di Longo Borghini, segni della caduta all’ultimo chilometro
Felicità Guercilena
A due chilometri e mezzo dall’arrivo avevamo incontrato Luca Guercilena, team manager della Trek-Segafredo, che stava andando ad ispezionare quella famosa ultima curva per poi dare indicazioni all’ammiraglia.
«Ero comodo per venire a Reggio Emilia – ci ha detto – prima di raggiungere gli uomini al Tour de France. I nostri obiettivi qui al Giro Donne erano chiari puntando alle tappe.Finora ne abbiamo vinte due, abbiamo vestito la maglia rosa, stiamo indossando quella ciclamino. Siamo soddisfatti. Vedremo poi con Longo Borghini se ci sarà la possibilità di fare qualcosa o comunque restare agganciata alla top ten. Non sembra nulla di grave la sua caduta. Tutto ancora può succedere, ma la maglia rosa al momento ce l’ha una delle atlete più forti degli ultimi cinque anni per le gare a tappe. Quest’anno le ragazze hanno fatto e vinto tanto, dobbiamo gestirle al meglio visto che la stagione è ancora lunga».
Le domande di Chiara
Dietro alle solite tre, si affaccia la Consonni che ha scalato una posizione rispetto allo sprint di Tortolì. Dopo l’arrivo nella zona dei bus la intercettiamo poco prima di partire verso la prossima tappa. Accanto a lei c’è Davide “Capo” Arzeni e la chiacchierata con loro è un piacevole confronto.
«Cosa manca? Non so, cosa dici Capo?», chiede Chiara in modo scherzoso al suo diesse attento ad ascoltarla. «La grinta ce l’ho, ho voglia di fare risultato e intanto mi sto facendo vedere. Speriamo di fare un podio della fine. In volata ho preso l’ultima curva troppo indietro e non sono più riuscita a recuperare. Pensavo che il rettilineo fosse un po’ più lungo. C’è sempre tanto nervosismo.Non avendo treni troppo lunghi ma solo di 2/3 ragazze, una cerca di prendere la posizioni saltando da una ruota all’altra nei treni delle altre formazioni e si crea caos. Ci riproverò a Padova, anche se ho Bergamo nel cuore e domani vorrei fare qualcosa».
Chiara Consonni è alla ricerca del podio in uno sprint senza il suo solito trenoChiara Consonni è alla ricerca del podio in uno sprint senza il suo solito treno
Le risposte del Capo
Il botta e risposta Valcar-Travel&Service continua sviscerando i temi della giornata.
«Mi fa piacere, devo dire che Chiara vede bene le cose in volata», ribatte Arzeni mentre la Consonni lo incalza ricordandogli che corre in gruppo tutti i giorni. «Qui non è come alla Gand-Wevelgem dove i team si presentano con sei velociste. Qui ci sono le squadre con le capitane per la generale ed anche se c’è la regola della neutralizzazione dei 3 chilometri per le cadute, tutte vogliono stare davanti lo stesso per tenere le posizioni migliori.
«Sono felicissimo per Elisa ma corre per un’altra squadra. Noi però, cronometro a parte, siamo sempre stati nelle prime dieci. Il bilancio è positivo, ma sarebbe potuto esserlo ancora di più se nella terza tappa non ci fosse stato l’infortunio di Olivia Baril (ventuno punti di sutura ad un ginocchio per una caduta appena dopo il via di Villasimius, ndr). Lei era la nostra atleta designata per la classifica, ma abbiamo dovuto cambiare un po’ in corsa i nostri piani. A Cesena la Persico si è fatta trovare prontissima. Viviamo alla giornata».
Elena Balsamo con Davide Arzeni dopo l’oro mondiale di LeuvenElena Balsamo con Davide Arzeni
«Per gli sprint posso dire che Chiara è una delle prime tre velociste al mondo – conclude Arzeni la sua disamina – Corre per vincere, anche per battere Elisa. Ma anche Chiara ha fatto qualche errorino. Lei avverte la mancanza di una come la Sanguineti, che per me è la miglior pesce-pilota del mondo, però Chiara deve fare esperienza sapendosi arrangiare in queste situazioni in cui è sola. Ho fatto una scelta di portare ragazze più per la salita che per gli sprint anche per questo motivo».
La sesta tappa – Sarnico-Bergamo di 114,7 chilometri con 5 gpm di terza categoria e lo strappo secco della città alta a tre dalla fine – sembra tagliata apposta per corridori come Balsamo e Vos. Bisognerà vedere chi si inserirà accanto a loro.
Dopo l'intervista con Longo Borghini, abbiamo chiarito con Davide Arzeni qualcosa sul mondiale di Silvia Persico: un errore tattico e calendario da rivedere
A Montichiari giornata intensa per le nazionali della pista. Il cittì Villa ed il suo staff prepara gli ultimi dettagli in vista degli europei di Grenchen
IL PORTALE DEDICATO AL CICLISMO PROFESSIONISTICO SI ESTENDE A TUTTI GLI APPASSIONATI DELLE DUE RUOTE:
VENITE SU BICI.STYLE
bici.STYLE è la risorsa per essere sempre aggiornati su percorsi, notizie, tecnica, hotellerie, industria e salute
E’ stato il giorno della rivincita. Ad Olbia, traguardo della terza tappa del Giro Donne, il podio rispecchia quello di ieri, ma con posizioni rimescolate. Marianne Vos stavolta gioca d’esperienza ed astuzia centrando il 31° successo parziale alla corsa rosa. Charlotte Kool risale una posizione chiudendo dietro la sua connazionale ed Elisa Balsamo finisce terza in una volata che la Trek-Segafredo aveva apparecchiato per lei tirando negli ultimi chilometri.
Il canovaccio della giornata è quello di ventiquattro ore prima. Dodici attaccanti di una fuga durata una sessantina di chilometri abbondanti con Ragusa e Vigilia le ultime ad essere riprese a 9 dalla fine. I vari treni lavorano, la velocità si alza e la frenesia pure. La Vos decide di anticipare lo sprint sorprendendo la campionessa del mondo che, sedendosi negli ultimi metri in leggera ascesa, viene passata anche dalla olandese del Team DSM, brava a trovare un varco giusto per confermarsi ai primi posti.
Vos tra Kool e Balsamo. Il futuro e la storia del ciclismo femminile sul podio di Olbia
Vos su Kool. Il traguardo di Olbia si tinge di arancione
Vos tra Kool e Balsamo. Il futuro e la storia del ciclismo femminile sul podio di Olbia
Vos su Kool. Il traguardo di Olbia si tinge di arancione
Vos non sbaglia due volte
«Quella di oggi – racconta Marianne in mixed zone – è stata una volata molto più corta rispetto a ieri. Sapevo che c’era una piccola pendenza, sono partita forte e ho continuato più che potevo, fino alla fine. E’ stato grande vincere. Prima dello sprint sapevo che dovevo stare nella giusta posizione poiché il finale era molto tecnico.
«Non è stata la rivincita di ieri – riprende la 35enne della Jumbo Visma – lo sapete anche voi, no?! Quell’arrivo è già dimenticato anche se avrei voluto vincere naturalmente. Questo è lo sport. Oggi mi sentivo bene e ci ho riprovato ancora. A Cesena non ho l’obiettivo di prendere la maglia rosa (in classifica ora è a 6” da Balsamo, ndr). Siamo qui con l’intento di centrare successi di tappa. La Balsamo non è solo una sprinter, ma una fantastica atleta. Pensavo che la maglia arcobaleno le mettesse pressione ed invece no. Lei è davvero forte e oggi ho battuto una delle migliori al mondo».
Elisa a confronto
Appena dopo l’arrivo una Balsamo delusa viene avvicinata da una Longo Borghini interrogativa. La prima Elisa tranquillizza la seconda e poi più tardi spiegherà: «Ogni volata è a sé. Come dicevo ieri, Marianne è fortissima ed è sempre bello correre contro di lei. Oggi era un arrivo completamente diverso. Gli ultimi dieci chilometri erano veramente difficili e stressanti. Oggi è stata semplicemente più forte. Mi spiace non aver vinto in maglia rosa ma l’importante era conservarla. Siamo contente così. La tappa di Cesena è dura e noi non terremo la gara chiusa. Le ragazze che vanno più forte in salita si potranno giocare le proprie carte e io vedrò come starò».
Balsamo e Longo Borghini parlano del finale della terza tappa. Si aspettavano qualcosa di piùBalsamo e Longo Borghini si aspettavano qualcosa di più
Novità Kool
La rivelazione di questo inizio Giro Donne, se così possiamo definirla, è senza dubbio Charlotte Kool. Lo scorso dicembre ci aveva parlato di lei Lorena Wiebes, sua coetanea e capitana al Team DSM, quando avevamo fatto una panoramica sulle migliori sprinter in circolazione.
«Ero lì ieri, ero lì oggi – ci confida la classe ’99 nata a Blaricum, un paesino di novemila anime – Spero che la vittoria arrivi presto, alla prossima volata. Cosa mi è mancato per vincere? Ho aspettato forse un po’ troppo a partire. Abbiamo perso le altre compagne abbastanza presto. Eravamo un po’ tristi perché è come se avessi mostrato uno spirito vulnerabile. Le ragazze vogliono aiutarmi ed io voglio fare del mio meglio. Ora abbiamo la possibilità di sfruttare la sosta per impostare la tattica delle prossime tappe. Abbiamo tanto da migliorare ma siamo certi che conquisteremo presto la vittoria»
Charlotte Kool quest’anno ha vinto il Gp Eco-Struct davanti a Rachele Barbieri e alla sua compagna WiebesCharlotte Kool quest’anno ha vinto il Gp Eco-Struct davanti a Barbieri e Wiebes
Alla corsa rosa la Kool si sta facendo conoscere meglio. Noi l’avevamo avvicinata all’ombra del suo bus prima del via della terza frazione. La voglia di restare sul podio di giornata si leggeva nei suoi occhi e si intuiva dal suo sorriso.
«Il rapporto col Giro Donne al momento è davvero ottimo – continua la ricciola olandese – e l’atmosfera emozionante. Finora i percorsi sono stati bellissimi e la Sardegna è un’isola eccellente. Anche il livello della corsa è davvero alto.
«Io il nome nuovo per le volate? – risponde Kool – Penso di averlo già un po’ saputo facendo buone corse in primavera anche se il mio ruolo è cambiato rispetto al passato. Qui devo lavorare per Lorena cercando di pilotarla nel finale degli sprint però so che posso avere delle opportunità in cui posso mostrare le mie doti veloci. Con Lorena ho un rapporto buonissimo, abitiamo assieme nel nostro centro di squadra in Limburgo, ci alleniamo tanto assieme e in tutte le gare siamo sempre compagne di stanza. Abbiamo la stessa età, ci conosciamo bene dai tempi delle junior dove eravamo rivali. Ora è meglio essere nella stessa squadra. Da lei posso imparare molto ma credo che possiamo imparare molto l’una dall’altra»
Charlotte Kool prepara il computerino alla partenza di Cala GononeCharlotte Kool prepara il computerino alla partenza di Cala Gonone
Parigi è nei suoi sogni non dal punto di vista turistico quanto più da quello agonistico.
«Vincere in futuro sui Campi Elisi – conclude Charlotte Kool – sarebbe fantastico. Quest’anno non credo che capiterà (non correrà il Tour de France Femmes e la prima maglia gialla è l’obiettivo dichiarato di Wiebes come ci aveva detto qualche mese fa, ndr). Avrò tempo per farlo nei prossimi anni. La Parigi-Roubaix è invece la classica dei sogni. Intanto la voglio provare a fare poi capire come poterla vincere»