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Vince la Kopecky, domina la Sd Worx, Cecchini racconta

03.04.2022
5 min
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Oudenaarde esplode in un boato quando Lotte Kopecky vince la volata a tre, per di più battendo un’olandese, la Van Vleuten. Perché okay la sportività per Van der Poel, ma dopo una doppietta “orange” tra gli uomini, una vittoria olandese anche tra le donne sarebbe stato troppo. Qui già i musi erano lunghi per l’assenza di Van Aert. Per fortuna la campionessa nazionale ha tenuto alte le sorti del Belgio. Lei e le sue compagne del Team Sd Worx hanno davvero corso alla grande.

Una raggiante Elena Cecchini ci racconta la corsa della sua SD Worx
Una raggiante Elena Cecchini ci racconta la corsa della sua SD Worx

Dominio Sd Worx

Il Fiandre delle donne scatta dalla piazza di Oudenaarde, in linea d’aria 400 metri dietro l’arrivo. E’ una vera Ronde. Il clima è esattamente quello degli uomini. E se le danno di santa ragione anche loro. Anzi, forse anche di più. 

E’ Elena Cecchini, compagna di squadra di Lotte Kopecky che ci porta nella corsa.

«Con questa squadra certe corse si sentono all’inverosimile – racconta soddisfatta Elena, come se avesse vinto lei stessa – Avevamo un po’ di pressione perché dopo questo “tre su tre” della Trek-Segafredo… Sapete, c’è un po’ di competizione!

«A parte gli scherzi, le gare scorse forse erano un po’ troppo facili per noi, per il nostro stile di corsa e oggi che c’era la possibilità tutte noi abbiamo fatto il possibile per vincere».

Ordini di scuderia

La festa ad Oudenaarde prosegue. I bar, i camioncini dello street-food e i ristoranti continuano a lavorare. E c’è da festeggiare per il podio che qui, come protocollo vuole, vede il primo uomo e la prima donna insieme. 

«Lotte – continua Elena – è una grande campionessa e per lei vincere la Ronde con il tricolore sulle spalle credo sia il massimo. Penso che non ci sia qualcosa di più bello in carriera. Se lo merita, ce lo meritiamo».

«Si lavorava per la Kopecky. Soprattutto in quella situazione nel finale con due su tre delle nostre. La Van Vleuten è fortissima, ma si sa che Lotte in volata ha qualcosa in più. Pertanto quelli erano gli ordini di scuderia, anche perché facendo così anche Chantal (Van den Broek-Blaak, ndr) per radio mi ha detto che sapeva di poter fare podio. E averne due sul podio qui è una grande cosa».

Koppenberg spartiacque 

Una corsa più dura quella donne rispetto al passato. Più chilometri (quasi dieci), ma soprattutto rispetto allo scorso anno è stato inserito il Koppenberg: 600 metri terribili. E questo ha influito sull’andamento della corsa. E’ stato un po’ uno spartiacque.

«Dal Koppenberg in poi – spiega Elena – essere lì davanti è stata durissima. Molte, io compresa,  dopo quel muro non abbiamo avuto più le gambe. Il mio lavoro era di aiutare a tenere davanti le ragazze proprio fino al Koppenberg e poi semmai entrare nell’attacco successivo. E in quest’ultimo passaggio mi sono un po’ mancate le gambe appunto».

«Però siamo state unite e poi per radio avevamo il supporto di Anne Van der Breggen, che in una gara così con la sua esperienza sa bene cosa significa soffrire in quei momenti, come sul Paterberg. Ci ha detto che le ragazze erano tutte stanche e quindi dovevamo continuare. E’ bello essere parte di questa squadra in giornate così».

«Bisogna anche considerare che siamo quasi alla fine delle prime classiche, per cui tante sono pronte per le Ardenne, ma tante altre iniziano ad essere stanche».

Applausi a Oudenaarde

Si dice sempre che il ciclismo femminile sia in crescita. Ebbene, oggi più di altre volte, tutto ciò è stato palpabile. Oudenaarde ha preparato un’accoglienza incredibile. Al via davvero tanti tifosi e gente con autografi e cartoline come per gli uomini.

In particolare ci ha colpito un bambino, Lino, sette anni, piccolo ciclista. Appassionatissimo. Conosceva tutte le ragazze e alle sue preferite regalava una maglia fatta con una sorta di “Lego” che riproduceva i colori del team a cui apparteneva. Tutte si sono fatte la foto.

«Davvero una partenza molto bella – ha detto la Cecchini – Sul palco mi sono fermata un attimo a guardare la piazza di Oudenaarde per godermi il momento. E’ sempre bellissimo correre qui. Nelle settimane scorse abbiamo avuto questo tempo un po’ anomalo, ma il Belgio è questo. Secondo me sono giornate come oggi, dove piove, dove c’è qualche fiocco di neve, dove c’è il pubblico che ti ripagano. Che ne vale la pena».