Guarischi, quell’oro ha portato una nuova consapevolezza

17.07.2022
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Vincere resta la miglior ricetta per ritrovare morale anche se vieni da buoni risultati. Ai Giochi del Mediterraneo Barbara Guarischi ha vinto la medaglia d’oro nella prova in linea che ha senz’altro più valore di quello che rappresenta.

In Algeria – sede della manifestazione – la velocista azzurra ha finalizzato in modo impeccabile la tattica del cittì Sangalli e il lavoro delle sue compagne ritrovando il successo personale (il decimo in carriera) a distanza di tre anni dall’ultima volta (prima tappa del Thuringen Lotto Ladies Tour).

Contando che lo scorso maggio a Milton, nella tappa canadese della Nations Cup in pista, era arrivata la vittoria con il quartetto nell’inseguimento a squadre, questo 2022 sta riservando alla trentunenne della Movistar delle soddisfazioni che forse pensava di non rivivere più. Con lei abbiamo fatto il punto della situazione tra prossime gare e nuovi obiettivi.

Barbara, bronzo al campionato italiano e oro ad Orano nel giro di una settimana. Partiamo da qui.

Sono risultati che ci volevano, per tutti questi anni un po’ oscuri. Il terzo posto al tricolore mi aveva dato buon umore e conferme della condizione. Della gara al Mediterraneo sono contenta invece per Paolo (il cittì Sangalli, ndr) e perché si è vista una grande Italia. Non era scontato che vincessimo…

Infatti talvolta le corse più facili sono quelle più insidiose.

Esattamente. Direi che sono proprio le più difficili da interpretare. Hai gli occhi di tutti puntati addosso. Appena ti muovi, tutti ti vengono a ruota e rischi di sprecare inutilmente. Ad Orano sono stati ottanta chilometri molto veloci. La prima parte ad inseguirci un po’ tutte, specie con Francia e Spagna, le altre nazionali più accreditate. Nella seconda parte di gara invece abbiamo iniziato ad attaccare due a due e le nostre avversarie hanno iniziato a subirci.

Quando sei stata convocata, eri già stata designata come leader della volata?

No, non sapevamo ancora nulla della tattica. Io avevo detto fin subito che mi sarei messa a disposizione della squadra senza alcun problema. Devo ringraziare tutte le formazioni in cui sono stata che mi hanno insegnato questa particolare predisposizione al sacrificio per le compagne. Solo il mattino della gara il cittì ha deciso che lo sprint lo avrei fatto io.

In nazionale c’è sempre questo bel clima che fa la differenza.

Sì, è proprio il valore aggiunto del nostro gruppo. Ci uniamo sempre tanto e sempre di più. E lo osservavo con attenzione proprio ai Giochi del Mediterraneo. Siamo partite qualche giorno prima e fino alla vigilia non abbiamo pensato alla gara. Abbiamo pensato alla nostra aggregazione che poi sfruttiamo in corsa. Senza retorica, ma l’unione fa la forza.

Come hanno preso la tua vittoria alla Movistar?

Molto bene. Inizialmente dovevamo andare a correre il Lotto Belgium Tour, ma avevo detto alla squadra che ci tenevo ad andare via con la nazionale. Idem per altre tre mie compagne che erano convocate con la Spagna. I nostri tecnici hanno cambiato idea saltando la corsa al Nord. E alla fine ho avuto ragione io.

Il cittì Sangalli ti ha già confermata per gli Europei.

Fa sempre piacere essere considerati. Ringrazio Paolo per questo. E’ sempre un onore indossare la maglia azzurra e poter aiutare la squadra. A Monaco di Baviera correremo per la Balsamo, che ha dimostrato di andare forte su tanti terreni. Abbiamo un’alternativa come Consonni che sta andando anche bene. Per l’europeo (che si disputerà il 21 agosto, ndr) bisognerà essere al cento per cento perché la concorrenza sarà molto alta. Voglio arrivarci pronta. Infatti mi sto preparando a Livigno dove resterò fino al 27 luglio.

Quindi niente Tour Femmes?

No, non era nei programmi. La nostra squadra in Francia dovrebbe ricalcare quella vista al Giro Donne. Io farò due gare in Svezia e subito dopo correrò il Tour di Scandinavia (dal 9 al 14 agosto, ndr). Tutte corse WorldTour che mi piacciono molto. Specialmente nella gara a tappa vado per fare risultato, per vincere indipendentemente da chi ci sarà. Poi a grandi linee dovrei fare il Tour de l’Ardeche e la Tre Valli Varesine. Vorrei poi fare un po’ di pista a settembre e ottobre.

A proposito di questo, anche il cittì Villa ti tiene in considerazione. Punti a Parigi 2024?

Preparare la pista da un mese all’altro non è l’ideale. Bisognerebbe fare un bell’inverno allenandosi bene, cercando di capire i margini di miglioramento e dove possono esserci. Vorrei fare strada e pista, ma dovrò stare attenta alla programmazione per riuscire a fare combinare bene le due attività. La vedo dura partecipare al prossimo mondiale in pista (in Francia a Saint-Quentin-en-Yvelines dal 12 al 16 ottobre, ndr) anche perché ci sono le giovani che stanno andando molto forte. L’idea comunque è tornare in pista poi se si andrà alle Olimpiadi sarà solo il cronometro a deciderlo.

Qualche consapevolezza in più l’hai riacquistata dopo l’oro al Mediterraneo?

Direi di sì. Tuttavia sono ancora troppo onesta con me stessa. Un corridore sa sempre dove può arrivare in certe gare o in altre. So quanto posso valere, ma è ovvio che se in volata hai una come la Wiebes so che è difficile batterla. Forse dovrei osare di più. Sì, lo farò.