Ciclomercato, adesso passiamo in rassegna le big

18.01.2024
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Seconda parte dell’analisi del ciclomercato per la nuova stagione. Qui sono prese in esame alcune delle più grandi squadre a cominciare dalle due, Visma-Lease a Bike e Soudal QuickStep che per settimane hanno “rischiato” di fondersi, riducendo fortemente la forza lavoro nel nuovo eventuale sodalizio, sia a livello di corridori che di maestranze.

La cosa che emerge dall’analisi è il gran numero di neopro’, molti di coloro che si sono messi in luce nella passata stagione da under 23 ma anche da junior, seguendo così quella “moda” della ricerca del talento sempre più precoce che sta contraddistinguendo il ciclismo contemporaneo. Molti di loro partono già con grandi ambizioni, vedremo quanti riusciranno a emergere sin dalla loro prima stagione fra i grandi.

Per Foss, prima della chiamata alla Ineos, si era parlato addirittura di prematuro ritiro
Per Foss, prima della chiamata alla Ineos, si era parlato addirittura di prematuro ritiro

Ineos Grenadiers

Dopo un inverno alle prese con grandi sommovimenti societari, il team britannico ha smosso poco le acque nel ciclomercato, con appena 4 arrivi. Fra loro l’ex iridato a cronometro Tobias Foss e Oscar Rodriguez che vuole tornare lo specialista delle brevi corse a tappe che Astana e Movistar non hanno visto. Arriva anche il danese Storm, fondamentale per la vittoria del connazionale Philipsen al mondiale junior.

Intermarché Circus Wanty

La squadra belga mantiene nel complesso la sua impostazione con pochi cambi, 6 nuove entrate a fronte di 7 uscite. C’è molta curiosità per i due neopro’, il nostro Francesco Busatto e quell’Alexy Faure-Prost secondo al Valle d’Aosta e 5° al Giro Next Gen. Arriva anche Kevin Colleoni, in cerca di maggiori spazi rispetto a quelli avuti alla Jayco.

Per Milan dopo il bronzo europeo nel quartetto la stagione su strada inizierà a fine mese
Per Milan dopo il bronzo europeo nel quartetto la stagione su strada inizierà a fine mese

Lidl-Trek

Quella della formazione americana nel ciclomercato è una rivoluzione, con 10 new entry tra cui spiccano Tao Geoghegan Hart sul quale il team conta molto nei grandi giri; Jonathan Milan punta per le vittorie di tappa ma non solo; Patrick Konrad e Sam Oomen uomini pesanti nella strategia per le gare a tappe e italiani di spessore come Bagioli, da seguire nelle classiche, Consonni, uomo da sprint e Felline, pronto a una seconda giovinezza.

Movistar

Anche per la formazione spagnola ci sono 10 entrate e stupisce il fatto che molte non siano nazionali. Arriva il francese Cavagna, punta per le cronometro ma anche un nugolo di italiani con Cimolai, Formolo, l’iridato U23 a cronometro Milesi e Moro. Vedremo poi che ruolo saprà ritagliarsi Quintana dopo aver perso un anno per squalifica.

Lamperti con 9 vittorie nel 2023 si è guadagnato una grande chance alla Soudal
Lamperti con 9 vittorie nel 2023 si è guadagnato una grande chance alla Soudal

Soudal QuickStep

Scongiurata la fusione con la Jumbo Visma, la squadra si è mossa un po’ tardi sul ciclomercato trovando due corridori in cerca di rilancio come Landa e Moscon e puntando poi su molti giovani, come Huby trionfatore alla Corsa della Pace, l’americano Lamperti con ben 8 vittorie nel 2023, William Junior Lecerf che in Belgio considerano l’ennesimo talento precoce del proprio movimento.

Team Dsm-Firmenich PostNL

Ennesima squadra con la regola dei 10 nuovi ingressi. Fra questi spicca innanzitutto Fabio Jakobsen, stella delle volate pronto a riempire il carniere del team e molte altre nuove entrate come Roosen e Van Den Berg sembrano state scelte per supportarlo. A Barguil e Leemreize invece il compito di mettersi in luce nelle gare a tappe a supporto di Bardet.

Ewan con la nuova maglia della Jayco AlUla, per l’australiano un ritorno a casa
Ewan con la nuova maglia della Jayco AlUla, per l’australiano un ritorno a casa

Team Jayco AlUla

Pochi innesti ma pesanti per la squadra australiana che ha iniziato subito alla grande con i due titoli nazionali di Luke Plapp. Alla Jayco arriva anche Caleb Ewan in cerca di un importante rilancio, come anche lo svizzero Schmid che rispetto alla Soudal potrebbe trovare più considerazione. Grande curiosità anche per l’arrivo di due neopro che hanno fatto molto bene nelle categorie giovanili come De Pretto e il danese Foldager.

Visma-Lease a Bike

Cambiamento profondo nel team dopo la magica tripletta nei grandi giri, con la partenza di Roglic cambiano le strategie. Arrivano Uijtdebroeks dopo un travagliato rapporto con la Bora, anche lui per maturare come specialista delle corse a tappe e Jorgenson, da promuovere a luogotenente di Vingegaard. Da seguire la crescita dei giovani norvegesi Hagenes e Staune-Mittet come anche del britannico Tulett.

Isaac Del Toro ha bagnato subito il suo esordio tra i pro’ con una vittoria al Tour Down Under
Isaac Del Toro ha bagnato subito il suo esordio tra i pro’ con una vittoria al Tour Down Under

Uae Team Emirates

Sette acquisti nel ciclomercato per la squadra di Pogacar, improntati soprattutto a sviluppare alternative future allo sloveno. In tal senso vanno interpretati gli approdi dei giovani Morgado e Del Toro, convincenti nelle corse a tappe ma da seguire anche lo svizzero Christen, già inglobato dallo scorso agosto. Più vicini a Pogacar invece gli acquisti di Politt e Sivakov, mentre c’è molta curiosità su come si potrà lavorare su Baroncini.

Ciclomercato con tanti botti, c’è chi viene e c’è chi va…

17.01.2024
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Sono ben 157 i corridori che, fra cambi di squadra e promozioni dalle categorie e/o dalle serie inferiori cambiano maglia nel WorldTour. Alcuni hanno anche smesso, come Oss in apertura. Sarà pur vero che l’annunciata e poi sfumata fusione tra Jumbo Visma e Soudal QuickStep ha tenuto ferme moltissime trattative per quasi due mesi, ma il ciclomercato è stato comunque scoppiettante con trasferimenti bomba come quello di Primoz Roglic.

Cambiano soprattutto gli assetti di alcune squadre, basti pensare che ora con Pogacar, Vingegaard, lo stesso Roglic ed Evenepoel ben 4 team puntano apertamente alla maglia gialla del Tour. Esaminiamo nel dettaglio che cosa si è mosso in ognuna delle squadre della massima serie, attraverso due puntate andando in rigoroso ordine alfabetico e partendo dalla formazione del campione del mondo.

Axel Laurance, iridato U23, è stato promosso in prima squadra e vuole subito mettersi in mostra
Axel Laurance, iridato U23, è stato promosso in prima squadra e vuole subito mettersi in mostra

Alpecin Deceuninck

La squadra olandese non cambia di molto la sua intelaiatura anche se si registrano 7 uscite rimpiazzate. Il riferimento resta naturalmente l’iridato Van der Poel, ma vanno seguiti con attenzione alcuni neopro come il campione del mondo U23 Laurance, il tedesco Uhlig vincitore del Liberazione 2022 e anche il nostro Vergallito.

Arkea B&B Hotels

Cambi profondi nel team francese che assume sempre più un’immagine di squadra dedita alle vittorie parziali. Demare, arrivato lo scorso agosto, ha ora un’ottima spalla nel connazionale Senechal. Acquisto casalingo anche con Venturini in cerca di un rilancio, ma l’addio di Bouhanni e la partenza di Hofstetter rischia di pesare in termini di punti per il ranking.

Bruttomesso accesso alla prima squadra dopo un solo anno al CTF. Si punta sulle sue qualità veloci
Per Alberto Bruttomesso accesso alla prima squadra dopo un solo anno al CTF. Si punta sulle sue qualità veloci

Astana Qazaqstan Team

Squadra profondamente rinnovata quella kazaka, addirittura 14 i nuovi arrivi. Fra loro italiani di blasone come Gazzoli promosso dal team Devo e Fortunato, mentre Morkov e Ballerini sono stati ingaggiati pensando espressamente al Tour di Cavendish e alla caccia al record di tappe. Attenzione anche all’eritreo Mulubrhan, campione africano molto capace nelle brevi corse a tappe.

Team Bahrain Victorious

Appena quattro le nuove entrate nel Team Bahrain Victorious, di cui una risale già allo scorso giugno. Quella di Antonio Tiberi sul quale il team investe molto in questa sua prima stagione completa. Altro italiano che approda al team è Alberto Bruttomesso dopo solo un anno nella filiera del Cycling Team Friuli. Qui rischiano di pesare di più le uscite: Landa, Milan, Pernsteiner.

Il passaggio di Roglic alla Bora ha cambiato gli equilibri del mercato. I tedeschi ora puntano al Tour
Il passaggio di Roglic alla Bora ha cambiato gli equilibri del mercato. I tedeschi ora puntano al Tour

Bora Hansgrohe

Ben 8 nuovi arrivi per il team tedesco e il principale, Primoz Roglic, sposta ancor di più il baricentro del team tedesco verso i grandi giri, con l’obiettivo di sbancare il Tour schierando tutti i suoi big. Arriva anche Daniel Martinez dalla Ineos che sarà la punta al Giro. Promosso l’ex iridato junior Herzog, approda al team anche Sobrero dalla Jayco AlUla con ambizioni personali.

Cofidis

La squadra francese accoglie ben 12 nuovi arrivi. Tutte scelte che vanno a occupare posti strategici, come Elissonde e Aimé De Gendt chiamati a dare man forte alle punte Martin e Zingle. Molta fiducia viene riposta su Oldani, più libero da compiti di supporto. Si punta poi al pieno rilancio dell’ex promessa Alexis Gougeard.

Dopo aver dato alla Cofidis una vittoria al Tour dopo 15 anni, Lafay passa agli antichi rivali dell’AG2R
Dopo aver dato alla Cofidis una vittoria al Tour dopo 15 anni, Lafay passa agli antichi rivali dell’AG2R

Decathlon AG2R La Mondiale Team

Sette nuovi acquisti che a prima vista possono sembrare marginali, ma non è così. Victor Lafay può spostare in avanti le ambizioni del team sia in alcune classiche che come cacciatore di tappe al Tour. Lo stesso dicasi per Armirail mentre De Bondt vuole ritrovare il colpo di pedale del successo al Giro 2022 a Borgo Valsugana. Attenzione poi al giovane belga Pollefliet, molto valido anche su pista.

EF Education EasyPost

Squadra profondamente “svecchiata, con ben 7 neopro e fra loro anche alcuni prospetti molto attesi al salto di categoria come l’irlandese Rafferty vincitore del Valle d’Aosta e il britannico Nerurkar in luce al Giro Next Gen. Fra gli anziani spazio a Rui Costa dall’Intermarché e al reintegro di Valgren dopo il terribile incidente del giugno 2022.

Eddy Le Huitouze dopo un’ottima carriera U23 ora fa il grande salto, puntando a crono e non solo
Eddy Le Huitouze dopo un’ottima carriera U23 ora fa il grande salto, puntando a crono e non solo

Groupama Fdj

Escono molti grossi calibri dal team, come Demare, Pinot ritiratosi, Storer e i nuovi arrivi non sembrano andare a coprire i loro ruoli. Dalla Bora ecco Walls dopo una stagione piuttosto opaca, mentre Bystrom, Russo e Sarreau non dovrebbero spostare gli equilibri. Sale però di categoria Eddy Le Huitouze, bronzo europeo 2022 a cronometro e forte anche nelle classiche del Nord.

Vinokourov: «L’Astana punterà alle gare di un giorno»

02.09.2023
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Cambiare volto: è questo il binario lungo il quale si sta muovendo a passi decisi l’Astana-Qazaqstan di Alexandre Vinokourov. Fino a qualche anno fa i turchesi erano lo squadrone per le corse a tappe. Poi col tempo le cose, come per tutti, sono cambiate e il team manager kazako si è trovato a fare i conti con nuove realtà e nuovi corridori.

In questi giorni Vinokourov è nel pieno dei lavori. Il titolo mondiale degli amatori è stata una parentesi, tra l’altro neanche troppo ricercata. «La granfondo iridata – racconta il campione olimpico di Londra 2012 – si svolgeva dove c’era il mondiale dei pro’ e così mi sono buttato. Percorro ancora circa 10.000 chilometri l’anno. Adesso sarò sugli 8.000. In realtà stavo preparando un Ironman, ma questo è saltato. C’era questa gara proprio a Glasgow e sono andato. Oggi pedalo per divertirmi e per tenermi in forma».

Dodici corridori ufficialmente in rosa per il 2024. Nuovi volti in arrivo come Charmig, Fortunato, Kanter, Mulubrhan (per tutti Henok) e Shelling e un’eta media decisamente bassa. Il più vecchio è capitan Lutsenko che ha 30 anni. Il Dna di questo team sta cambiando.

Alexandre Vinokourov (classe 1973) team manager dell’Astana-Qazaqstan ha vinto il mondiale per amatori a Glasgow
Alexandre Vinokourov (classe 1973) team manager dell’Astana-Qazaqstan ha vinto il mondiale per amatori a Glasgow
Alex sono giorni frenetici di ciclomercato: come si sta muovendo la tua Astana-Qazaqstan?

Quella che sta nascendo è un’Astana un po’ diversa, non più una squadra votata alle “GC”, alle classifiche generali, specie nei grandi Giri, ma una squadra che andrà a caccia di altri obiettivi: gare di un giorno, sprint… Che poi è quello che abbiamo iniziato a fare già quest’anno. 

In rosa per il 2024 per ora avete 12 corridori: la lista deve crescere. Come farete?

Riguardo alla rosa siamo un po’ più su dei 12, siamo a 15-16 atleti (alcuni contratti evidentemente devono essere depositati, ndr). Proprio per quel che dicevo, in questi giorni di mercato stiamo cercando di rinnovare con Velasco, che oltre al fatto di aver vinto l’italiano, sta crescendo bene, sta trovando continuità. E lo stesso vale per Scaroni e per Gazzoli. Michele, al quale abbiamo dato una seconda possibilità, è un atleta che può fare bene sia negli sprint, magari non di gruppo pieno, che in salita. E anche nelle classiche del Belgio può dire la sua.

Fortunato è molto più vicino allo “stile Astana”, ma avete preso un corridore come Mulubrham Henok: come mai?

Avevamo parlato con il suo procuratore e già venivamo dall’esperienza con Merhawi Kudus, un’esperienza positiva con questa tipologia, interessante, di ragazzi e ci siamo detti: perché no? Con Henok abbiamo iniziato a parlare al Giro d’Italia. E’ un profilo che può fare bene e ha già vinto, anche una corsa a tappe in Cina. Può crescere pensando a questo tipo di gare. Non dico che da domani possa vincere una Tirreno, ma magari un Turchia o le classiche italiane.

Fortunato si aggiunge alla compagine kazaka. “Vino” ha espresso grandi elogi nei suoi confronti
Fortunato si aggiunge alla compagine kazaka. “Vino” ha espresso grandi elogi nei suoi confronti
Prima Alex hai parlato di una metamorfosi, dalle classifiche generali alle corse di un giorno: ma come si attua questa trasformazione?

Noi storicamente avevamo questo Dna. Siamo stati la squadra di Contador, di Vincenzo (Nibali, ndr) due volte, di Aru, di Lopez… ma con la riduzione di budget oggi questa tipologia di atleti non puoi averla. Cambia tutto, altrimenti ti fai male. E così ho cercato corridori che hanno voglia di sacrificarsi prima di tutto, che hanno fame di vincere. Lo scorso anno è stato un disastro, sotto molti punti di vista a partire da malattie e infortuni vari, pertanto era necessario cambiare strategia.

Cambiare strategia…

Per forza, se avessimo continuato in quel modo fra due anni saremmo stati fuori dal WorldTour e per noi sarebbe impossibile. Se domani trovassi 5 milioni di euro in più per il budget cambierebbe ancora. Ci siamo dunque rimboccati le maniche.

Battistella è uno dei confermati anche per il 2024. Sarà uno dei cardini della squadra di Vinokourov
Battistella è uno dei confermati anche per il 2024. Sarà uno dei cardini della squadra di Vinokourov
L’obiettivo per adesso sono i punti per il WorldTour?

Certo. Oggi i costi sono lievitati e gli stessi corridori costano di più. L’UCI ha detto che il budget medio di una squadra WorldTour è di 25 milioni di euro, ma noi siamo lontani da quella media. E allora dovevamo cambiare strategia. Per esempio, adesso puntiamo molto sui corridori kazaki per le gare in Asia, soprattutto sui Giochi Asiatici (10-25 settembre in Cina, ndr). Per noi sono importanti. Speriamo di fare bene con Pronskiy, Fedorov, Lutsenko. In più cerchiamo i punti UCI per poter portare il secondo atleta alle Olimpiadi. Lutsenko è alla Vuelta proprio per questo motivo.

Insomma, “Vino”, c’è una vera rivoluzione in atto, si cambiano strategia e Dna. Un altro aspetto che abbiamo notato è che state insistendo parecchio sui giovani. State cercando d’inserirne altri?

Qualche corridore con cui stiamo trattando c’è. Uno di questi è Isaac Del Toro, che ha vinto il Tour de l’Avenir. Stiamo provando a prenderlo, ma ci sono diverse squadre dietro di lui. Ma poi io confido molto anche in Garofoli. Gianmarco è forte, ma è stato anche sfortunato. Ha davvero un grande potenziale.

Tre punti sull’estate di Remco analizzati con Cassani

16.07.2023
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Si torna a parlare di Remco Evenepoel. Che faccia delle dichiarazioni egli stesso o che venga coinvolto indirettamente, il fuoriclasse belga è come sempre al centro dell’attenzione. Il corridore della Soudal-Quick Step ha annunciato la partecipazione alla Vuelta. Contestualmente sono riemerse le voci di mercato che lo riguardano e un suo connazionale, un grande ex del pedale, Van Impe, ha detto che non capisce perché Remco non sia andato al Tour.

Sono argomenti che hanno una loro valenza e che vogliamo commentare con Davide Cassani. Pochi come l’ex cittì conoscono i corridori e certe dinamiche, visto che è stato da entrambi le parti.

In questi giorni Evenepoel si trova sul Passo San Pellegrino, in Val di Fassa, per un training camp in altura con la squadra (foto Instagram)
In questi giorni Evenepoel si trova sul Passo San Pellegrino, in Val di Fassa, per un training camp in altura con la squadra (foto Instagram)

Che vada in Spagna

Con Cassani partiamo dal ritorno alla Vuelta. Evenepoel ha vinto l’ultima edizione, dovrà confermarsi e rivincere è più difficile che vincere. Senza contare che è lui e pertanto è quasi costretto a farlo.

«Per me – spiega Cassani – è giusto che Remco torni alla Vuelta, tanto più per come gli è andato il Giro d’Italia. Ed un corridore così è giusto vederlo in quel palcoscenico. Va per vincere e ha tutto quello che gli serve per riuscirci. Sappiamo chi è nelle corse di un giorno, ma se in futuro vuole vincere un Tour deve cimentarsi negli altri grandi Giri».

Alla Vuelta Remco parte da vincitore uscente e chissà se anche da favorito. E’ lecito pensare che potrebbe ritrovare Primoz Roglic e persino Geraint Thomas. E Roglic se sta bene è un ostacolo mica da poco.

«Quando parliamo di Evenepoel si pretende sempre la vittoria, ma ci sono anche altri campioni che si sono scontrati in passato e hanno perso. Ma non può non andare per paura di perdere. Questa partecipazione è giusta per il suo futuro».

La Soudal-Quick Step è votata tutta per Remco. E sarà così sia a San Sebastian che alla Vuelta
La Soudal-Quick Step è votata tutta per Remco. E sarà così sia a San Sebastian che alla Vuelta

Quelle voci di mercato

C’è poi il discorso del ciclomercato. In questo periodo, per di più, si parla molto di calciomercato, delle sue cifre folli e dei trasferimenti impensabili… e Remco è anche un ex calciatore. Per Evenepoel la Ineos-Grenadiers è ripartita all’attacco. Gli inglesi avrebbero puntato gli occhi persino su Pogacar. 

Queste voci che escono possono mettergli dei tarli nella testa? Magari qualche certezza sulla tua squadra potrebbe venire meno.

«Un “tarlino” – riprende Cassani – per me glielo mettono queste voci. Anche in questo caso si parla del suo futuro. Ci sono in ballo soldi, tanti soldi… però penso anche che il rapporto tra Lefevere (il team manager della Soudal-Quick Step, ndr) ed Evenepoel sia talmente solido che quello che esce non è poi quello che succede realmente tra di loro. Un altro anno con questa squadra lo fa sicuro, due non lo so…

«La Soudal – sponsor belga – è sempre più incentrata su di lui, tanto più che Alaphilippe fa fatica (e Jakobsen dovrebbe andare via, ndr). Lefevere è un volpone, uno dei team manager più esperti e in ogni caso saprà come fare».

Questa affermazione di Cassani un po’ ci colpisce. Perché dovrebbe fare un solo anno se Remco ha un contratto fino al 2026 (incluso) con la Soudal-Quick Step?

«Non ho una vera motivazione, è più una mia sensazione. Vedo che ormai ci sono squadre che hanno un grandissimo potere di acquisto e non possono stare alla finestra se in giro ci sono certi corridori».

Dopo essere caduto nella crono, Evenepoel si è riscattato vincendo il titolo nazionale su strada
Dopo essere caduto nella crono, Evenepoel si è riscattato vincendo il titolo nazionale su strada

Su Van Impe…

Infine c’è il sasso lanciato da Lucien Van Impe. L’ex campione belga, re del Tour del 1976, ha detto che Evenepoel doveva andare in Francia, anche se non era pronto al duello con Vingegaard e Pogacar. Come la pensa Cassani?

«Per me invece – spiega l’ex cittì – ha fatto bene Remco a non andare. Uno come lui al Tour ci deve andare preparandolo da un anno e non perché al Giro ha preso il Covid e si è ritirato. Anche in questo caso avrebbe avuto una pressione fortissima. Okay non avrebbe vinto, ma deve andarci nella condizione ottimale. Un Tour si inizia a preparare da novembre».

«E’ vero però che non è pronto a duellare con “quei due” nelle tre settimane. Primo, perché siamo di fronte a due fenomeni dei grandi Giri. E secondo, perché, come ripeto, certe gare non s’inizia a prepararle da maggio».

Ciclomercato: ai punti è ancora sfida fra UAE e Jumbo

26.12.2022
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Mentre il calciomercato sta per riaprire, il ciclomercato è praticamente chiuso. Restano liberi gli svincolati, i senza contratto, ma il grosso è fatto. E come se è fatto. Il sito di statistiche di ciclismo, ProCyclingStats, ha pubblicato un’interessante graduatoria che, stante alle attuali compravendite, mette in classifica chi si è rinforzato di più e chi meno. La graduatoria è stilata in base ai punti UCI dei singoli corridori.

Ed emergono dei dati interessanti. C’è più di una sorpresa, ma non è detto che chi abbia perso punti navighi in cattive acque o che la sua rosa abbia perso valore. E’ una classifica interessante, molto indicativa, ma che va presa con le molle.

La classifica dei team che più si sono rinforzati nella rosa sommando i punti dei singoli corridori (fonte ProCyclingStats)
La classifica dei team che più si sono rinforzati. A destra il bilancio fra corridori in entrata e in uscita (fonte ProCyclingStats)

UAE vs Jumbo ai punti

A rinforzarsi ancora di più sono i due team che si sono contesi la maggior parte delle corse quest’anno, a partire dal Tour de France. E sono, nell’ordine, la UAE Emirates e Jumbo-Visma, che la classifica UCI l’ha anche vinta.

In casa di Pogacar incide moltissimo l’arrivo di Adam Yates. Il solo inglese porta nelle “casse degli emiri” 1.132 punti UCI, punti che chiaramente vengono tolti alla Ineos-Grenadiers, la squadra di provenienza. Giusto ribadirlo, anche per capire il meccanismo.

Altri pezzi forti sono Tim Wellens (oltre 500 punti) e Jay Vine (quasi 500). Ma al netto dei punti, la UAE si è rinforzata perché ha preso due ottimi scalatori che potranno affiancare Tadej nei momenti cruciali. O magari gli stessi corridori potranno fare classifica altrove svincolando altri compagni che possono dedicarsi alla causa di Pogacar.

Un esempio ipotetico: Adam Yates fa il Giro e consente ad Almeida di andare al Tour (anche se il portoghese ha annunciato la sua sfida alla maglia rosa). Ecco però che Pogacar avrebbe al suo fianco un super “gregario”. Ottimo anche l’acquisto di Grosschartner, sempre in ottica di supporto per i grandi Giri.

Un altro motivo per cui la UAE balza in testa è dovuto anche al fatto che non ha perso nomi giganteschi ricchi di punti. Molti erano a fine contratto e ne avevano davvero pochi. Alla fine il bilancio tra i punti persi e quelli guadagnati segna +1.491.

La Jumbo-Visma invece punta in “casa”. In arrivo due acquisti pesanti, due olandesi: Dylan Van Baarle (730 punti) e Wilco Kelderman (438). Ma in prospettiva è ottimo l’ingaggio del giovane Thomas Gloag, che di punti ne ha “solo” 63. Quindi okay i punti, ma la valutazione va fatta a 360°.

Carapaz ha sfiorato il Giro, ha vinto tre tappe e la maglia di miglior scalatore alla Vuelta e il titolo nazionale a crono, lascia la Ineos per la EF
Carapaz ha sfiorato il Giro, ha vinto tre tappe e la maglia di miglior scalatore alla Vuelta e il titolo nazionale a crono, lascia la Ineos per la EF

Terra di mezzo

Completa il podio la EF Education-EasyPost. Merito dell’acquisto più costoso di tutto il WT: Richard Carapaz. Il campione olimpico ha portato nelle casse dei blu-fucsia oltre 1.200 punti.

In bilancio positivo ci sono otto squadre. L’ultima di questa è la Cofidis, ma di fatto è quasi un pareggio. Nessun super acquisto così come nessuna cessione super, anche se perde il nostro Davide Villella.

Si passa poi nella zona rossa. Delle 18 WorldTour, perché è giusto ricordare che questa classifica prende in considerazione i team di prima fascia, ce ne sono dieci col segno negativo. 

La prima, cioè quella con il difetto minore, è la Jayco AlUla (la BikeExchange). Ma anche in questo caso si può dire che gli australiani abbiano chiuso in pareggio: con appena 8 punti UCI in meno di valore rispetto all’anno passato. Il dato è curioso però. La Jayco infatti è la seconda squadra che ha fatto più mercato con dieci entrate, tra cui il campione italiano Zana, e dieci uscite. 

Adam Yates quest’anno ha vinto il Deutschland Tour, è passato dalla Ineos alla UAE
Adam Yates quest’anno ha vinto il Deutschland Tour, è passato dalla Ineos alla UAE

Bahrain e Ineos indietro

Di certo a queste latitudini della classifica spiccano i nomi di Bahrain-Victorious e soprattutto di Ineos-Grenadiers. Parliamo di due squadroni e tra l’altro sono proprio in coda: terzultimi e penultimi. Come mai? Cosa succede?

Partiamo dalla Bahrain. Nonostante l’acquisto di Andrea Pasqualon che porta in dote oltre 400 punti, si paga la perdita di Dylan Teuns avvenuta nel corso dell’estate. Il belga era un corridore da ben 939 punti. In più salutano anche Colbrelli e Luis Leon Sanchez.

E alla Ineos? Il bilancio degli inglesi è clamoroso: -2.229 punti. In parte lo abbiamo detto prima: hanno perso il corridore più pregiato del mercato WT, Carapaz, e quello subito dietro, Adam Yates. Senza dimenticare Van Baarle.

Però hanno preso Arensmans che potrà essere una pedina importantissima, si sono ritrovati in casa Leo Hayter e riabbracceranno Bernal.

Tra i corridori coinvolti nel mercato Kristoff era il più prezioso con 1.410 punti, ma ha lasciato il WorldTour
Tra i corridori coinvolti nel mercato Kristoff era il più prezioso con 1.410 punti, ma ha lasciato il WorldTour

Non solo punti

Chi invece ha fatto un mercato in netta uscita è stata la sorpresa dell’anno, la Intermarché Wanty Gobert. L’ultima arrivata nel WorldTour si era comportata alla stragrande. Con diverse vittorie di peso e parecchi piazzamenti. Eppure ha lasciato andare via Kristoff, il corridore più costoso in assoluto del mercato con 1.410 punti. Per fortuna il norvegese non è andato a rinforzare nessuna rivale del WT, essendo passato alla Uno-X (professional). Ha perso Pasqualon e, ad oggi, ha perso anche Pozzovivo. Con il rinnovo di Pozzo sarebbe ancora ultima ma vicinissima alla Ineos.

Merita invece un pensiero la Groupama-Fdj. La squadra francese è nella zona rossa, ma come abbiamo detto i numeri possono trarre in inganno.

Madiot ha fatto una vera rivoluzione portando dalla continental alla prima squadra un sacco di ragazzi. Atleti fortissimi ma che di fatto hanno pochi punti. E sulla stessa base ha perso Guarnieri. Jacopo di punti ne aveva ben pochi, ma che corridore è? Demare il suo sostituto non lo troverà con uno schiocco di dita. Nel complesso però questa squadra ha una rosa davvero competitiva, con tanti ragazzini terribili.

In che modo il ranking UCI cambierà il mercato?

05.08.2022
4 min
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Come si sta muovendo dunque il mercato? Ne parliamo con Alex Carera, procuratore tra i più esperti. Solo ieri abbiamo proposto una carrellata dei maggiori nomi che hanno cambiato casacca, la stanno cambiando o se la terranno stretta.

Ma noi vorremmo analizzarlo meglio nel suo insieme. Cosa emerge da questo primo scorcio di ciclomercato? La classifica UCI con la salvezza/retrocessione delle squadre ha inciso in qualche modo su questi movimenti? 

Carera 2021
Alex Carera è uno dei procuratori più esperti
Carera 2021
Alex Carera è uno dei procuratori più esperti

L’incertezza della retrocessione

C’è davvero o no questa caccia ai velocisti in questo mercato estivo? Di base sembrano essere loro che portano più punti. Ma Carera è subito molto chiaro.

«La situazione – dice Alex – è semplice: la novità è che la classifica UCI per i team ha dato un’impronta a questo mercato. Ci sono dei team, anche grandi squadre, che rischiano di perdere la licenza WorldTour. Se al termine della stagione si arriva al 19° posto, si perde la licenza, ma per un’altra stagione si ha il diritto di partecipare alle corse più importanti. Se invece si arriva ventesimi si perde sia la licenza, sia questo diritto. Israel-Premier Tech e Lotto-Soudal, per ora, sono le ultime due.

«E il problema qual è? Che i contratti stipulati rischiano di essere nulli. Mi spiego. Quando tu firmi un contratto e assicuri a quell’atleta un contratto (e un calendario, ndr) da WorldTour e poi non lo fai questo può decadere.

«In questo modo le squadre a rischio, per un anno almeno, fanno fatica a prendere corridori buoni. Quelli di seconda fascia okay, ma quelli di prima non li prendi. Quei corridori non vengono da te rischiando di non poter fare certe corse, di non avere sicurezze in generale».

Tim Merlier, trionfa alla Bredene Koksijde Classic: il belga è passato dalla Alpecin alla Quick Step
Tim Merlier, trionfa alla Bredene Koksijde Classic: il belga è passato dalla Alpecin alla Quick Step

Caccia ai velocisti?

Noi stessi, stando anche a quel che ci dissero lo scorso anno alcuni team manager, abbiamo pensato ad una vera caccia ai velocisti. Gli sprinter, vincendo di più, o comunque anche piazzandosi di più nelle prime posizioni, tendono a portare un maggior numero di punti. Di conseguenza sono i più gettonati.

Ma anche in questo Alex Carera, aggiusta il tiro. «L’idea dei velocisti e di chi più vince e porta punti è anche giusta – spiega Alex – ma è sbagliata l’attribuzione dei punti. Non può essere che l’Arkea-Samsic a maggio abbia raccolto più punti con delle gare minori di quanto non abbia fatto la Trek-Segafredo in tutto il Giro d’Italia. O che una vittoria in una tappa del Tour valga come un settimo posto a San Sebastian (ottavo se rapportato al Giro, ndr).

«Detto ciò, io non vedo una caccia ai velocisti. Avere il velocista non è garanzia di punti. I punti, così dicono le statistiche, li portano i corridori completi. I corridori alla Lorenzo Rota per intenderci».

La caccia al velocista ha senso se si è un team francese, belga o olandese. Perché? Perché lassù ci sono molte corse veloci, piatte anche per conformazione territoriale, molte 1.1 che assegnano tanti punti.

«Loro sì che cercano il velocista. E infatti se si va a vedere la classifica delle professional degli ultimi anni, è stata vinta (andando a ritroso) da: Alpecin-Deceuninck, Intermarché Wanty Gobert due volte e TotalEnergies. Ma nel calendario italiano quante ce ne sono di corse così? Ben poche».

Il “dream team” continental della Groupama-FDJ… Per Carera, Madiot non poteva perdere i suoi gioielli
Il “dream team” continental della Groupama-FDJ… Per Carera, Madiot non poteva perdere i suoi gioielli

E sulla Groupama-FDJ…

Altro aspetto che ci ha colpito di questo mercato e che commentiamo con Alex è il passaggio multiplo dei ragazzi della Groupama-FDJ dalla continental alla WorldTour. E’ questo il futuro?

«Sì, ho visto – commenta Carera – ne hanno fatti passare otto. Per me è un’eccezione. Perché avevano la miglior squadra continental del mondo. Si è visto dai risultati al Giro U23, al Valle d’Aosta e si vedrà all’Avenir (anche se si correrà per nazioni, i suoi corridori brilleranno, ndr). Avevano i migliori atleti. Hanno fatto un ottimo lavoro di reclutamento e proprio per questo non potevano permettersi di perderli. Quando gli ricapita un team con quelle qualità?».

«Se poi mi chiedete se le continental sono il futuro, io dico sì. Non tanto perché creano dei bacini di giovani, ma perché consentono uno scambio di atleti e un calendario più fresco. Di fatto una squadra non ha 30 corridori, ma ne ha 45».

Ciclomercato, il walzer delle firme. Chi va, chi resta, chi saluta

04.08.2022
6 min
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Forse mai come quest’anno il ciclomercato è così avanti. Appena pochi giorni fa, con l’arrivo del primo agosto, che ha riaperto i transfer e gli spazi per gli stagisti, sono emerse news anche abbastanza importanti. News in continua evoluzione: diverse di ora in ora.

Come sempre c’è chi cerca di rinforzarsi (i team) e chi è a caccia di un contratto migliore (i corridori). La questione dei punti e delle retrocessioni da WorldTour a professional poi ha portato uno scossone ulteriore al ciclomercato. Si va alla ricerca degli atleti vincenti, velocisti in particolare, e dei giovani.

Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde completeranno la carriera fine stagione
Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde completeranno la carriera fine stagione

Addii importanti

Ma prima di parlare dei trasferimenti, questa volta è bene partire da chi lascia. A liberare dei posti infatti sono dei corridori importanti, dei veri campioni che hanno anche ingaggi importanti e questo dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, lasciare un po’ di manovra in più ai team stessi.

Smettono Nibali, Valverde e Dumoulin, senza dimenticare Philippe Gilbert e Richie Porte. Gli stessi spazi che nel corso della stagione, ma ovviamente con differente impatto, avevano già lasciato Visconti, Zakarin, Trainini. Ma non solo solo loro. La lista dei “fine carriera” supera le venti unità. 

Tuttavia, per ora almeno, proprio le squadre di Nibali e Valverde, cioè Astana Qazqstan e Movistar, non si sono mosse molto.

Dopo la vittoria del Valle d’Aosta 2021 e il 2° posto di quest’anno, Thompson passerà nella prima squadra con molti suoi compagni
Dopo la vittoria del Valle d’Aosta 2021 e il secondo posto di quest’anno, Thompson passerà nel team WorldTour

Rivoluzione francese

Appurati i passaggi di Zana alla BikeExchange-Jayco e di Conci alla professional della Alpecin-Deceuninck, sono interessanti gli arrivi nel WorldTour di Leo Hayter e Lennert Van Eetvelt. Il re del Giro U23 passa dalla Hagens Berman Axeon alla Ineos-Grenadiers. Mentre per il vice del Giro U23, Lennert Van Eetvelt, di fatto si tratta di un salto di categoria: dalla continental della Lotto-Soudal alla prima squadra.

Una vera rivoluzione francese riguarda la Groupama-FDJ: ben otto atleti della continental passano nella WorldTour. Loro l’hanno chiamata la “nouvelle vague”. Gli otto sono: Romain Gregoire, Lenny Martinez, Reuben Thompson, Enzo Paleni, Laurence Pithie, Sam Watson, Paul Penthoet e il nostro Lorenzo Germani. E questo è davvero un evento storico per quel che riguarda i settori giovanili del ciclismo (e del ciclomercato).

Marc Madiot, il team manager, aveva detto di voler rinnovare parecchio, di dare più spazio alla sua “cantera”e con 11 corridori in scadenza lo poteva fare… e lo ha fatto! A proposito: uno di questi atleti in scadenza è Attila Valter, vicinissimo alla Jumbo-Visma che vuole un uomo per la salita… casomai ne avesse pochi!

Stessa sorte di Germani e compagni per un altro italiano, Marco Frigo. Il veneto passa dalla continental alla WT della Israel-Premier Tech. Ma si sapeva da un po’.

Bardet (al centro) resterà al Team Dsm, il quale si sta muovendo non poco. Fatta un’offerta importante a Kung che ha rifiutato
Bardet (al centro) resterà al Team Dsm, la cui offerta è stata invece rifiutata da Kung

Ganna 2027

Ma forse la lista più lunga è quella dei rinnovi. E contrariamente a quel che ci si poteva attendere non appaiono solo nomi di corridori giovani. 

Per esempio hanno prolungato il loro contratto, tra gli altri, Thomas De Gent, Michael Matthews, Ion Izaguirre, Bauke Mollema, Romain Bardet, Jasper Stuyven e Simon Yates.

Ma lo hanno fatto anche Mads Pedersen, Lennard Kamna, David Gaudu, Tiesj Benoot e Biniam Girmay. Tra i rinnovi ce ne sono due che colpiscono: il prolungamento di Thomas Pidcock e di Filippo Ganna. Se per tutti gli altri si tratta di arrivare al massimo fino al 2025, i due campioni olimpici hanno prolungato con la Ineos-Grenadiers fino al 2027.

De Lie: la sua giovane età e il fatto di essere un velocista tengono a galla la Lotto-Soudal
De Lie: la sua giovane età e il fatto di essere un velocista tengono a galla la Lotto-Soudal

Allarme “arancione”

Da qui si passa ai senza contratto per la prossima stagione. Ad oggi 4 agosto: sono senza squadra a fine anno corridori di spessore come i nostri Pozzovivo, Guarnieri, De Marchi, Pasqualon, Brambilla, Cataldo. Il tempo per risolvere la questione c’è, ma neanche si può stare super rilassati.

E a proposito di Guarnieri, “Jacopone” dovrebbe dormire sonni tranquilli. Se infatti non dovesse rinnovare con la rivoluzionata Groupama-FDJ, c’è pronta la Lotto-Soudal per fare da apripista a Ewan e De Lie (entrambi con il contratto fino al 2024). In virtù dell’anno “jolly” anche in caso di retrocessione a professional, la Lotto, che rischia tantissimo, gioverebbe della wild card che ora spetta alla Alpecin-Deceuninck per intenderci. E questo non è secondario per continuare ad investire e reperire sponsor (tanto più che Soudal passa con Quick Step).

Pozzovivo invece dovrebbe restare alla corte di Piva. Il diesse ci disse che erano soddisfattissimi del lucano. 

Con Jakobsen e l’arrivo ormai certo di Merlier, Cavendish rischia di essere il terzo velocista della Quick Step
Con Jakobsen e l’arrivo ormai certo di Merlier, Cavendish rischia di essere il terzo velocista della Quick Step

Chi firma e chi… forse

Lasciano il WorldTour Clement Champoussin (dall’Ag2R-Citroen all’Arkea Samsic) e Alexander Kristoff (dalla Intermarché Wanty Gobert alla Uno-X) in quello che è un trionfo dello spirito norvegese. Un bel passaggio per chi come il vincitore della Sanremo 2014 è nella seconda parte della carriera. 

Acque un po’ più mosse per gli altri. Ci sta che possano aggiungersi alla lista di coloro che finiscono alle professional.

Tra i senza contratto a fine anni ci sono anche stranieri di calibro. Il nome più caldo è quello di Carapaz. Ma solo su carta, perché è “certo” che sarà nelle fila della EF Education EasyPost, tanto più che che la squadra americana ha ufficializzato Cepeda, suo amico e compagno di allenamenti, e Andrey Amador altro fedelissimo di Richard. Si attende la comunicazione.

Ma il campione olimpico (nella foto di apertura) è in ottima compagnia. Nella stessa situazione ci sono Cavendish e Froome? Di certo loro dovranno prendere una decisione. Entrambi gli inglesi hanno detto di non voler smettere (Froome ha ancora un anno di contratto), ma hanno 37 anni. Cav ha un’offerta importante dalla B&B Hotels che sarà supportata da un grande secondo sponsor: Carrefour. Lui però non sembra propenso a lasciare il WT.

Mentre Froome vorrebbe almeno provare ad iniziare il 2023, valutare come sta visto che è in ripresa, e quindi decidere se continuare o meno. Il tutto sempre con la Israel-Premier Tech.

Pogacar e Quintana in una foto scattata al Tour 2021. Un’inconsapevole anticipazione della collaborazione futura?
Pogacar e Quintana in una foto scattata al Tour 2021. Un’inconsapevole anticipazione della collaborazione futura?

UAE che movimenti

Infine uno sguardo più attento alla UAE Emirates. Sfruttando la scadenza di alcuni corridori, si vira nettamente sui grandi Giri e sul rafforzamento del team, tanto più dopo l’ultimo Tour.

Majka dovrebbe restare in UAE Emirates, semmai per lui si tratta su un ritocco al rialzo del contratto. Ma occhio a Quintana. Solo l’altro ieri, dopo aver parlato ad una radio del Sud della Francia, sembrava stesse per rinnovare con l’Arkea-Samsic, ma proprio la UAE pare abbia puntato gli occhi su Nairo.

Per quanto riguarda le classiche e le ruote veloci, per un Rui Costa che passa dalla UAE alla Intermarché Wanty Gobert, c’è un Tim Wellens che arriva (non ufficiale ancora). Mentre Gaviria potrebbe raggiungere l’amico Sagan alla Total Energies e il velocista non sarebbe rimpiazzato.

Formolo, Trentin, Ulissi, tutti e tre in scadenza, sono dati verso il rinnovo.

Piccolo (già) saluta la Drone Hopper. La EF lo aspetta

01.08.2022
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Poco più di un mese. E’ la permanenza di Andrea Piccolo alla Drone Hopper-Androni. Le voci di qualche giorno fa che lo davano verso la EF Education-EasyPost sono vere e da oggi, primo agosto, con il ciclomercato aperto, il trasferimento è possibile.

Giovanni Ellena, direttore sportivo di lungo corso e pietra miliare del gruppo di Gianni Savio e Marco Bellini, e Savio stesso ci confermano che questo addio è ufficiale: da oggi Andrea Piccolo è del team americano.

Campionato italiano 2022, Piccolo rientra alle gare dopo quasi 5 mesi di stop ed è subito quarto (foto Drone Hopper/Sirotti)
Campionato italiano 2022, Piccolo rientra alle gare dopo quasi 5 mesi di stop ed è subito quarto (foto Drone Hopper/Sirotti)

Terza squadra del 2022

Piccolo era finito nel ginepraio della Gazprom-RusVelo. Una corsa ad inizio anno e poi nulla più. Nulla più fino al 26 giugno, quando 36 ore dopo aver avuto il via libera per passare alla Drone Hopper-Androni ce lo eravamo ritrovati al Alberobello, dove aveva ottenuto un eccellente quarto posto.

Di fatto si tratta del terzo cambio di maglia nella stessa stagione (la quarta se si considerano i 12 mesi, visto che la scorsa estate era ancora all’Astana). Ma i motivi stavolta sono buoni, di certo migliori della volta precedente. Si tratta di motivi sportivi, di prestazioni e non di una guerra, quella russo-ucraina, che tra l’altro ha ben poco a che fare con il ciclismo.

Tutto è avvenuto in modo estremamente veloce. Tutto è avvenuto nella seconda metà di luglio. Con il corridore quasi colto di sorpresa. Evidentemente gli uffici del suo procuratore Giuseppe Acquadro, che ha capito la forza dell’atleta, hanno fatto effetto.

«Marco Bellini ed io – dice Savio – prendemmo la decisione di accogliere Andrea Piccolo. Le info su di lui non erano ottime, ma gli abbiamo voluto dare fiducia. Ho avuto modo di conoscere questo ragazzo e devo dire che ho stretto un ottimo rapporto con lui. Oltre che un ottimo atleta, ho trovato un ragazzo che si è impegnato al massimo. Un ragazzo educato, intelligente e sensibile. Proprio l’altro ieri alla vigilia del Circuito de Getxo mi ha scritto: “Gianni domani è l’ultima gara con la tua maglia, sto bene e voglio davvero fare bene per voi”.

«Vi dico adesso, in tempi non sospetti, che Andrea Piccolo diventerà un grande corridore. E’ un talento».

Piccolo (classe 2001) passerà alla EF Education-EasyPost. Con la Gazprom aveva corso solo la Valenciana
Piccolo (classe 2001) passerà alla EF Education-EasyPost. Con la Gazprom aveva corso solo la Valenciana

In un attimo…

«La questione è nata strada facendo e in tempi ristretti – dice Ellena – quando per esempio qualche tempo fa feci quell’intervista con voi su Piccolo, non si sapeva proprio nulla del suo trasferimento.

«Ti contatta una WorldTour e cosa dici al ragazzo, di non andare? Impossibile. Di là avrà più soldi, più stabilità in merito ai calendari e sul futuro, con contratti di due o tre anni… Magari ci si chiede come mai, gli altri non ci avessero pensato prima. E noi lo abbiamo cercato quando tutti se lo erano dimenticato». 

«Io – riprende Ellena – sono andato a trovarlo nel ritiro a Cervinia. Vedevo che parlando del 2023 abbassava un po’ lo sguardo e così gli ho chiesto cosa ci fosse. E lui: “Non so come dirtelo, ma sono stato contattato dalla EF”. In quel momento però non c’era ancora nulla di certo».

Il lombardo ieri è arrivato 2° al Circuito de Getxo battuto da Ayuso. Andrea era in rimonta
Il lombardo ieri è arrivato 2° al Circuito de Getxo battuto da Ayuso. Andrea era in rimonta

Il premio per il team

La speranza almeno per la Drone Hopper-Androni, come accade nel calcio, è che almeno questo passaggio si possa monetizzare e che possa aiutare il team ad andare avanti. Come di fatto accadde con Bernal.

«Certo che qualcosina abbiamo monetizzato – chiarisce Savio – e non c’è nulla di scandaloso. Sciocco chi pensa il contrario. Scandaloso è se io monetizzo e magari da mesi non pago gli atleti, ma così non è.

«Si è parlato e si parla tuttora di penali, io parlo invece di “premio di valorizzazione dell’atleta”. Penale, lo dice il vocabolario della lingua italiana, penalizza qualcuno. Prendendo il caso Bernal, nessuno è stato penalizzato. Il corridore andò a guadagnare esattamente il triplo, noi ricevemmo un compenso e la Sky si ritrovò un giovane corridore che l’anno dopo vinse il Tour.

«Quindi sì: abbiamo ricevuto un piccolo riconoscimento economico anche per Piccolo e, aggiungo, per Cepeda che lo seguirà in EF (è il delfino e amico di Carapaz, anche lui verso il team americano, ndr). Chiaramente si parla di cifre ben più basse rispetto al caso Bernal: sia perché Andrea era in scadenza a fine anno, sia perché comunque aveva risultati minori. Insomma c’è una serie di parametri da valutare».

«Poi è chiaro: avrei tenuto con piacere Piccolo un altro anno per rilanciarlo definitivamente. Mi sarebbe piaciuto almeno finire la stagione e vincere con lui qualche corsa del calendario italiano. Ma ripeto, come si fa a trattenerlo di fronte a compensi decisamente migliori e calendari che lo porteranno a confrontarsi con i più grandi corridori? Noi siamo la professional che ha lanciato più corridori nel WorldTour: nove in quattro anni».

Ellena ha sottolineato le qualità di Piccolo anche in allenamento. Qui a Cervinia (foto Instagram)
Ellena ha sottolineato le qualità di Piccolo anche in allenamento. Qui a Cervinia (foto Instagram)

Piccolo: talento e lavoro

Ellena ha lavorato poco tempo con Piccolo, ma il rapporto era già buono anche con il diesse. Casualità noi stessi vedemmo Piccolo ed Ellena al Giro della Valle d’Aosta, quando la corsa arrivò a Cervinia. 

Piccolo passò sotto il traguardo un quarto d’ora prima dell’arrivo della corsa ed Ellena lo incrociammo al mattino. Giovanni era lassù per dare un occhio alle giovani leve e per seguire i suoi ragazzi, tra cui appunto Andrea, che stavano facendo l’altura.

«Non ci aspettavamo questa svolta improvvisa – dice Ellena – ma faccio in bocca al lupo al ragazzo. Mi dispiace non averlo diretto in corsa… 

«Da quel che mi dicono i colleghi, Cheula e Spezialetti, che lo hanno avuto tra l’italiano, Sibiu e Getxo, Andrea è un bravissimo ragazzo. Io l’ho seguito in allenamento proprio in quei giorni a Cervinia. Sono rimasto davvero stupito quando l’ho visto salire in quel modo sul Saint Pantaleon. Non tanto per i watt che controllavo dalla macchina (altissimi), ma per come andava veloce, per la sua cadenza, la sua pedalata. A quel ritmo uno normale sarebbe stato a tutta, lui quasi non sudava. Andava su come una Pasqua!

«Ti accorgi subito di avere di fronte un certo tipo di corridore. E infatti quella sera chiamando Bellini gli dissi: “Questo è un fenomeno”. E poi si vede da come si muove in gruppo, da come legge la corsa».

Pellaud alla Trek. Domeranno un cavallo selvaggio?

18.08.2021
4 min
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Nel comunicato stampa che ha certificato il suo passaggio dall’Androni-Sidermec alla Trek-Segafredo, Simon Pellaud viene definito “globertrotter”, letteralmente giramondo. Ma da noi questo termine indica anche quei corrieri che vediamo sfrecciare con i loro camioncini dappertutto. Coloro che lavorano a testa bassa, che corrono, che non mollano mai e qualche volta sono anche un po’ naif nei loro modi di guidare e fare le consegne… Ed è una bella “foto” di questo spumeggiante svizzero-colombiano.

Pellaud è passato pro’ nel 2015 alla Iam…
Pellaud è passato pro’ nel 2015 alla Iam…

Corridore furbo

Simon non è un ragazzino, ha 29 anni. Aveva già assaggiato il WorldTour ai tempi della Iam, poi alcune vicissitudini lo avevano un po’ imbrigliato. Era finito in una squadra più piccola (la Illuminate), salvo tornare un anno alla Iam. Ma due anni fa, era l’inverno del 2020, eccolo arrivare alla corte di Gianni Savio.

«Simon Pellaud – ci disse al via sotto i quasi 50° della prima tappa della Vuelta a San Juan lo stesso team manager – ricordatevi questo nome…». E infatti eccolo mettersi in mostra ben presto. Lo abbiamo imparato a conoscere al Giro dello scorso anno. Sempre in fuga. Era scaltro, spigliato e molto realista. Prendeva quello che c’era da prendere. «Non posso vincere la tappa? Però qui ci sono due traguardi volanti, un Gpm, il premio della combattività…».

E alla fine questo suo atteggiamento lo ha portato ad essere uno dei pochissimi corridori di squadre non WorldTour a salire sul podio finale di Milano: fu il re dei traguardi volanti nel 2020 e il più combattivo quest’anno.

Quest’anno ha preso parte al Giro di Romandia e di Svizzera con la nazionale svizzera, eccolo in prima posizione (foto de Waele)
Quest’anno ha preso parte al Giro di Romandia e di Svizzera con la nazionale svizzera, eccolo in prima posizione (foto de Waele)

Ossessione WorldTour

Pellaud ha firmato un contratto biennale (2022-2023) con la Trek-Segafredo. Giusto o sbagliato, il WorldTour è l’obiettivo di tutti i corridori: più soldi, partecipazione a gare più importanti, possibilità di disporre spesso di tecnici (nutrizionisti, biomeccanici, psicologi, preparatori…) di primo livello. In generale si hanno più certezze. In un’intervista lui stesso ci confidò: «I miei compagni mi dicono: ma come fai a non essere un corridore da WorldTour?». 

E alla fine ce l’ha fatta. Anche meritatamente. Fughe, allunghi, scatti… ma anche tanta gamba. Per stare fuori tutti quei chilometri, attaccare in discesa e in salita, devi comunque mostrare doti atletiche importanti. Le stesse che portano la sua nazionale a convocarlo spesso. «Sono super orgoglioso di entrare a far parte della famiglia Trek-Segafredo – ha detto Pellaud – Mi sento come un neoprofessionista che torna nel WorldTour dopo un paio di anni passati a prepararmi per questo grande momento».

Sulle strade d’Italia, ma non solo, Pellaud ha raccolto molti fans
Sulle strade d’Italia, ma non solo, Pellaud ha raccolto molti fans

Ultimi scampoli di libertà?

In questi giorni Pellaud si trova nella sua seconda patria: la Colombia. E’ laggiù, ad oltre 2.000 metri di quota della zona di Medellin, che sta preparando il suo finale di stagione. La professionalità non manca. Ha ringraziato a lungo l’Androni e Savio per l’opportunità offertagli. E siamo certi che nelle ultime gare correrà ancora di più con il coltello tra i denti: con più serenità per il contratto messo in tasca, ma anche con la consapevolezza che saranno gli ultimi scampoli da “pirata” del gruppo. Cioè di attaccante libero.

«La Trek è stata una squadra che ho sempre sognato – ha ripreso Pellaud- So di aver raggiunto la maturità. Potrò essere un gregario nel WorldTour. Non vedo l’ora di dare il 100% delle mie capacità, del mio impegno e della mia personalità al Team. Sento che è la situazione perfetta per me, perché in questa squadra c’è un’ottima atmosfera. Quando ho parlato con Guercilena sono “andato all-in” (o tutto o niente, ndr)».

Giro 2021, tappa di Canale: Pellaud è l’ultimo ad arrendersi a Van der Hoorn
Giro 2021, tappa di Canale: Pellaud è l’ultimo ad arrendersi a Van der Hoorn

Aiutare ma…

«Simon ha guadagnato spazio e visibilità con grinta e abnegazione – ha detto proprio Guercilena – la stessa che ci aspettiamo da lui nelle prossime stagioni. Può essere un valore aggiunto immediato per il team. Sarà un elemento prezioso al fianco dei capitani, ma di certo non vogliamo che perda il suo spirito aggressivo. L’obiettivo comune è valorizzare le sue qualità per il bene della squadra».

E su quest’ultima frase del team manager milanese Pellaud può riflettere. Se non fosse un semplice gregario? Se Simon fiuterà qualche possibilità se la saprà giocare. E lo saprà fare a modo suo. Nel rispetto dei compagni, con il pragmatismo svizzero e il cuore sudamericano. Di certo Pellaud alla Trek è un bell’esperimento. E’ come domare un cavallo selvaggio. E non vediamo l’ora di vedere sul campo ciò che succederà.