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Piccolo, Ardenne alle spalle: «Ora aspetto il caldo»

02.05.2023
4 min
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LIEGI (Belgio) – Andrea Piccolo era sorridente quando alla vigilia della Liegi-Bastogne-Liegi è venuto a parlare con noi. Il giovane lombardo della EF Educational-Easy Post era pronto per la sua prima Doyenne. Sapeva che avrebbe dovuto lavorare per Ben Healy, considerato il terzo incomodo in quello che doveva essere il duello tra Evenepoel e Pogacar.

Piccolo ha vissuto una primavera altalenante tra qualche buon piazzamento e qualche acciacco di troppo. Alla fine ha chiuso la prima parte di stagione con 21 giorni di corsa, un bel po’ sotto la media che si attesta su 29-30 giorni. La tanto auspicata costanza per ora non c’è stata, ma è anche vero che il caldo deve arrivare e che la stagione è davvero lunga.

Andrea Piccolo (classe 2001) alla vigilia della Liegi
Andrea Piccolo (classe 2001) alla vigilia della Liegi
Andrea, come stai?

Sto abbastanza bene. Sono uscito dalla Freccia nella quale ho aiutato i miei compagni, ma sinceramente ho avuto buone sensazioni.

Com’è andata questa primavera? Che bilancio tracci?

Alla Parigi-Nizza ho avuto un virus intestinale che mi ha debilitato parecchio, non sono stato bene. La squadra ha preferito mandarmi a casa per farmi recuperare bene e riprendermi. Sono stato per cinque giorni senza bici e per questo motivo ho saltato purtroppo la corsa di casa alla quale tenevo tantissimo: la Sanremo. A quel punto abbiamo deciso di rivedere un po’ i piani.

Cosa avete deciso?

Di prenderci 15 giorni. Un paio di settimane tranquille, senza gare. Sono andato in altura, al Sestriere, per prepararmi pensando di fare bene in queste corse. L’idea era di ritrovare il colpo di pedale giusto. E’ stato un mese di preparazione per la squadra e con la squadra che mi ha seguito.

Questa è stata la tua prima campagna del Nord. Dai primi “assaggi” cosa ti sembra?

Sicuramente sono corse diverse. Essendo alla mia prima esperienza tutto è da scoprire. Ma mi piacciono perché sono gare in cui oltre alle gambe bisogna saper correre. E anche se sei in condizione, non è facile.

Andrea ha spesso aiutato i compagni. Ma all’Etoile de Besseges (a febbraio) aveva colto un buon 5° posto nella prima tappa
Andrea ha spesso aiutato i compagni. Ma all’Etoile de Besseges (a febbraio) aveva colto un buon 5° posto nella prima tappa
Adesso quali sono i tuoi programmi?

Finita questa trasferta nelle Ardenne correrò a Francoforte il primo maggio (proprio durante la Liegi Andrea ha preso la febbre. Altro stop e niente gara in Germania, ndr) a quel punto inizierò un mese dedicato totalmente alla preparazione. Mi preparerò con la squadra e andrò anche in altura.

Niente Giro d’Italia dunque…

No, niente Giro d’Italia. Ma questo era già stato escluso ad inizio anno. Abbiamo deciso di procedere per gradi. Voglio, vogliamo prepararci bene per la seconda parte di stagione.

Seconda parte di stagione: hai già previsto un picco principale di forma? Hai obiettivi specifici?

Diciamo che con la squadra abbiamo capito ciò di cui ho bisogno. A me serve del tempo per trovare la marcia giusta. Comunque io sono uno che col caldo esce fuori di più. Non sono un corridore da clima tanto freddo. E’ chiaro che il meteo non si può cambiare e si prende quello che c’è, ma se sei in forma si sente sicuramente meno. E il mio obiettivo è trovare una buona forma.

Col caldo Piccolo dà il meglio. Come dice Wegelius è un talento e va aspettato (foto Instagram)
Col caldo Piccolo dà il meglio. Come dice Wegelius è un talento e va aspettato (foto Instagram)

Piccolo e il caldo

Piccolo è un talento: lo ha detto Ellena che lo ha avuto lo scorso anno per qualche mese e lo ha ribadito Wegelius. Andrea deve trovare la sua continuità, ma questa fa parte del processo di crescita. Non dimentichiamo che è al primo anno di WorldTour e che viene da una stagione, il 2022, molto particolare.

Fanno bene Wegelius e la squadra a tutelarlo. E anche il fatto che Piccolo spinga molto sulla preparazione ci parla di un atleta moderno. A maggio se ne andrà sulle alture francesi di Font Romeu sui Pirenei francesi, per farsi trovare super pronto.

Niente Giro – anche se ci dispiace – però quando Piccolo parla di preparazione per la seconda parte di stagione, magari si può pensare che possa fare bene al campionato italiano o nelle classiche estive. E se tutto dovesse andare bene, magari potrebbe esordire alla Vuelta. Nel suo clan nessuno ha scartato questa ipotesi.