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Pellaud saluta, Savio riparte dai giovani e da… un drone

27.07.2021
5 min
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Quando un paio di settimane fa arrivò la notizia dell’accordo fra Gianni Savio e una start up spagnola produttrice di droni, dal nome Drone Hopper, nel pieno del Tour e della preparazione per le Olimpiadi, facemmo un nodo al fazzoletto proponendoci di approfondirla in seguito. Così oggi, alla vigilia delle crono di Tokyo e dopo aver applaudito la vittoria del piccolo Santiago Umba alla Planche des Belles Filles al Tour Alsace (gara francese di classe 2), siamo con il manager piemontese per farci raccontare meglio. E anche per mettere sul tavolo alcune delle perplessità che l’annuncio aveva suscitato.

Ponomar è uno dei giovani su cui rifondare la squadra dopo un bel Giro
Ponomar è uno dei giovani su cui rifondare la squadra dopo un bel Giro
Si è parlato di un accordo fino al 2025 e mire di WorldTour…

E ci si è chiesti: come può una start up investire e avere un programma milionario? Domanda legittima. La verità è che si è firmato un accordo quadriennale, con l’interesse reciproco di fare un salto di qualità. Valuteremo durante il tempo, ma con tutte le cautele del caso, l’approdo finale è il WorldTour. Al momento però il contratto prevede che la squadra sia professional. Non posso parlare di cifre, ma si tratta di un impegno sostenibile viste le commesse che l’azienda ha per tutto il 2022.

Producono droni, corretto?

L’amministratore delegato, Pablo Lopez, è un ingegnere aeronautico che proviene dall’aeronautica spagnola. E’ un grande appassionato di ciclismo, ma soprattutto l’azienda detiene il brevetto di un drone che parrebbe essere rivoluzionario. Un amico spagnolo gli ha parlato di me. Siamo andati prima noi da lui, poi quando si è trattato di firmare il contratto, ha ricambiato lui la visita.

Umba, a sinistra, è grande amico dei fratelli Quintana, venendo dallo stesso paese in Colombia
Umba, a sinistra, è grande amico di Quintana, venendo dallo stesso paese in Colombia
Quindi forse in fase di annuncio si è alzato un po’ il tono?

Noi avevamo bisogno di un primo nome di peso, senza fare proclami. Il progetto si baserà ancora sui giovani e potrebbe farne ancora parte Androni Giocattoli, magari come secondo nome. Non è un mistero che l’anno scorso ci siamo allontanati, anche per la situazione Covid che li aveva costretti a interrompere la produzione. Poi ci siamo riavvicinati, dopo 12 anni di reciproche soddisfazioni.

Un progetto basato sui giovani, quindi?

A breve si annuncerà un bel nome, sto zitto per scaramanzia. Non abbiamo ricevuto richieste particolari per prendere corridori spagnoli. Drone Hopper ha interessi commerciali in tutta Europa, Italia compresa, e in Sud America. Per cui avremo senz’altro corridori spagnoli, ma anche di altre nazioni. Di certo terremo tutti i nostri giovani.

“Natalino” Tesfatsion, un primo anno con ottimi segnali. Qui alla Adriatica Ionica Race
“Natalino” Tesfatsion, un primo anno con ottimi segnali. Qui alla Adriatica Ionica Race
Fosse successo tutto tre anni fa, avreste tenuto Bernal?

Diciamo che non cederemo i nostri giovani come quando non avevamo la caratura per tenerli, ma un Egan lo lascerei andare ugualmente. Era e sarebbe ancora giusto che andasse. Se fosse rimasto, avrebbe potuto fare un bel Giro, ma non vincerlo perché non avrebbe avuto una squadra all’altezza. Invece è andato a Sky, in quel primo Tour del 2018 ha tirato forte in salita acquisendo credibilità in squadra e davanti ai compagni. E questo gli è tornato utile nel 2019, quando il Tour lo ha vinto lui e ha avuto bisogno di loro. Avrebbe perso un anno. Gli altri però restano qua.

Di quali corridori parliamo?

Di Santiago Umba, per cominciare, che ha 18 anni e sta crescendo gradualmente. Di Andrii Ponomar, che ha un fisico diverso e più possente. Ma terremo anche “Natalino” Tesfatsion e il piccolo Cepeda. Sono venuti al Giro, ma sono stati sfortunati dopo un bel Tour of the Alps. Le giornate di freddo che abbiamo trovato li hanno congelati.

E’ stato giusto nel suo interesse lasciar andare Bernal: «Avrebbe perso un anno»
E’ stato giusto nel suo interesse lasciar andare Bernal: «Avrebbe perso un anno»
Cosa farà Pellaud?

Pellaud ha il contratto che scade ed è vicino a una squadra WorldTour. Non si può dire fino al primo agosto, per cui ve lo dico a patto che non lo scriviate (ce lo ha detto, bisognerà aspettare, ndr). Con lui c’è un ottimo rapporto, sono stati due anni molto buoni per entrambi.

Bici ancora Bottecchia?

Qui si tocca un tasto dolente, per noi come per molte squadre. Manca il materiale, per cui l’accordo con Bottecchia c’è pure, ma non abbiamo depositato nulla, in attesa che si capisca se c’è la possibilità di fare l’accordo. Avevamo ricevuto richieste da altri, ma anche loro alla fine si sono defilati per lo stesso motivo.

Il fondatore e Ceo di Drone Hopper è Pablo Flores, a destra. Con lui il braccio destro Juan Carlos Marin
Il fondatore e Ceo di Drone Hopper è Pablo Flores
Abbiamo visto la foto di una maglia.

Ma era un bozzetto provvisorio, non c’è ancora niente. Si farà una presentazione durante la Vuelta e allora ci sarà qualcosa di più pronto. Il prossimo step sarà annunciare il nuovo acquisto. Un passo per volta. Di questi tempi è già tanto avere qualcosa da annunciare.