Dalla NSN all’XDS Astana, gli ultimi colpi del ciclomercato

Ciclomercato, gli ultimi colpi dalla NSN alla XDS Astana

16.01.2026
6 min
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Seconda parte della rassegna delle 18 squadre WorldTour insieme ad Alessandro Ballan. Come si è visto nella prima, ci sono stati tanti movimenti di ciclomercato che hanno un po’ cambiato le gerarchie, anche se la sensazione è che non tutte le formazioni abbiano scelto davvero in maniera da migliorare, almeno a breve termine. Un fatto che emerge infatti è il profondo rinnovamento con tanti neoprofessionisti e un’età media che continua ad abbassarsi, frutto della frenetica ricerca del nuovo campione a tutti i costi.

Brady Gilmore ha regalato al team il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Facebook)
Brady Gilmore ha regalato alla NSN il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Chris Auld)
Brady Gilmore ha regalato al team il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Facebook)
Brady Gilmore ha regalato alla NSN il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Chris Auld)

NSN Cycling Team

Le polemiche legate al nome che hanno caratterizzato il 2025 dovrebbero essere parte del passato. La denominazione israeliana scompare dal nome, nuovo sponsor e nuova licenza. Ciò ha portato anche a molti cambiamenti in squadra, con ben 9 nuovi acquisti nel ciclomercato.

«Hanno fatto dei grandi cambiamenti – parte così Ballan – soprattutto con l’arrivo di Girmay che a mio parere negli ultimi due anni ha tirato un po’ i remi in barca. Nei propositi dovrebbe cercare di tornare quello di qualche anno fa, ma dietro di lui hanno corridori giovani come Paul Martin, un prospetto da seguire e lo stesso Pinarello, che arriva dalla Bardiani. Hanno dei corridori molto interessanti: certo, perdono tanta qualità con Ackermann, Fuglsang, Gee, Riccitello, Schwarzmann».

Red Bull Bora Hansgrohe

Con l’arrivo di Evenepoel, la squadra tedesca è chiaramente la regina del ciclomercato e si pone in aperta antitesi alla UAE, ma sarà sufficiente l’approdo dell’olimpionico?

«Loro e la Visma proveranno a sovvertire le gerarchie, saranno queste tre le squadre per i Grandi Giri a tappe. La Red Bull si è rafforzata parecchio, innestando esperienza con Cattaneo e Vermeersch, poi non dimentichiamo che hanno un serbatoio importante e un talento come il nostro Finn nel devo team che farà le sue prime esperienze in prima squadra. La nuova Red Bull è uno dei leif motiv della stagione che va a iniziare».

ristrutturazione per la Soudal che ora punta tutto sulle classiche di un giorno
Profonda ristrutturazione per la Soudal che dopo mosse interessanti al ciclomercato, ora punta sulle classiche
ristrutturazione per la Soudal che ora punta tutto sulle classiche di un giorno
Profonda ristrutturazione per la Soudal che dopo mosse interessanti al ciclomercato, ora punta sulle classiche

Soudal Quick Step

Considerando i nuovi arrivi e i cambiamenti imposti dalla partenza di Evenepoel, la nuova Soudal è davvero sulla strada di tornare il Wolfpack del passato?

«Loro avevano progettato questo cambiamento proprio in previsione dell’addio di Remco per quanto riguardava le gare a tappe e quindi hanno un po’ stravolto la squadra. Stanno cercando di ritornare sulle loro linee guida, incentrandosi sulle corse di un giorno. Dal ciclomercato arrivano corridori validi come Van Baarle e Stuyven, con molta esperienza nelle classiche, ma anche il nostro Filippo Zana, un altro bel corridore. Poi c’è Dainese per quanto riguarda le volate. Io credo che nel complesso ha cambiato molto proprio come impostazione, è una delle scommesse del 2026».

Team Jayco AlUla

Ben 10 nuovi acquisti nel ciclomercato per la formazione australiana, ma quanto influiscono sul rendimento generale?

«L’arrivo di Ackermann, Covi, Vendrame, anche il tricolore Filippo Conca danno al team un bello sprint, ma dall’altra parte perdono molto considerando che vanno via De Marchi, Dunbar, Groenewegen che è sempre un ottimo velocista. Io comunque penso che si siano rafforzati un po’: magari perdono qualità nelle volate senza Groenewegen, ma in generale mi sembra che si siano rafforzati proprio come intelaiatura e scelte tattiche».

I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)
I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)
I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)
I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)

Team Picnic PostNL

Non mancano le novità anche a proposito della formazione olandese: «Non vedo grandissime entrate dopo il ciclomercato, mentre per contro perdono Romain Bardet e anche Onley. E’ chiaro che cala la qualità, la vedo tra le formazioni che ha fatto un passo indietro. Magari però possono trovare altre soluzioni, concentrarsi maggiormente sulle volate di Jakobsen, poi ci sono giovani come Faure Prost che possono emergere, ma rischiano comunque di perdere punti e posizioni nel ranking».

Visma-Lease a Bike

Parlando dell’altra alternativa alla UAE, è chiaro che tutto è cambiato proprio negli ultimissimi giorni con l’addio di Yates.

«Peserà parecchio a mio parere, perché se è vero che hanno Vingegaard, non hanno più la seconda punta, non dimentichiamo che hanno perso anche Uijtdebroeks. Devono puntare tutto quanto su un uomo solo e sappiamo benissimo che quando hai una squadra impostata su una sola pedina non è mai facile. Il danese farà anche il Giro, vedremo quanto la squadra potrà sostenerlo in questo doppio sforzo».

Dominatore del 2025, il team di Pogacar è rimasto quasi intatto intorno al campione del mondo
Dominatore del 2025, pochi interventi nel ciclomercato per il team di Pogacar (foto UAE Team Emirates)
Dominatore del 2025, il team di Pogacar è rimasto quasi intatto intorno al campione del mondo
Dominatore del 2025, pochi interventi nel ciclomercato per il team di Pogacar (foto UAE Team Emirates)

UAE Team Emirates

Rispetto al passato, pochissime entrate e uscite al ciclomercato per la formazione regina del ranking. Ormai la il nocciolo duro è costruito intorno a Pogacar?

«Mah, hanno fatto più di 90 vittorie, quindi è anche difficile andare a cambiare una squadra vincente. Loro hanno questa capacità di avere questi contratti molto lunghi e soprattutto hanno la forza di prendere molti giovani interessanti come nel 2025, hanno fatto parecchi innesti. Poi hanno perso Ayuso, pedina forte ma anche molto scomoda. Sarà ancora la squadra da battere».

Uno-X

La Uno X continua nella sua strada di pseudonazionale norvegese/danese. La trovi sempre allo stesso livello?

«Perdono Kristoff, un grandissimo corridore, ma sappiamo benissimo che ultimamente non era più brillante come eravamo abituati a vederlo. Nel ciclomercato hanno ingaggiato molti corridori con esperienza, che arrivano da Intermarché, Bahrain, Astana, Groupama. Io direi che alla fine si rafforzano perché portano a casa dei corridori che hanno già un bagaglio di conoscenza del ciclismo ad alto livello. Si metteranno in luce».

Nicolas Vinokourov è uno dei giovani promossi dal devo team (foto Facebook)
Nicolas Vinokourov è uno dei giovani del team kazako di sponsor cinese (foto Facebook)
Nicolas Vinokourov è uno dei giovani promossi dal devo team (foto Facebook)
Nicolas Vinokourov è uno dei giovani del team kazako di sponsor cinese (foto Facebook)

XDS Astana

Per la formazione kazaka quest’anno non c’è la spada di Damocle della retrocessione. Otterrà comunque grandi risultati con i corridori innestati?

«Dipende, se imposteranno la stagione come l’anno scorso, dove sono partiti veramente forte nella prima parte e poi hanno pagato quella partenza molto veloce nel corso della stagione o cambieranno scelte. E’ una squadra che ha un grosso blocco di italiani e quindi speriamo faccia risultati per i nostri uomini, pensando a Diego Ulissi e a tutti gli altri. A mio parere si è rafforzata perché rispetto a quello che ha perso, hanno preso corridori che arrivano da squadre, magari non di primo livello, ma che hanno già fatto dei buoni calendari, come la Caja Rural».

Ciclomercato, chi sale e chi scende. I giudizi di Ballan

Ciclomercato, chi sale e chi scende. I giudizi di Ballan

15.01.2026
6 min
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E’ tempo di correre, i roster delle squadre sono ormai al completo, ma com’è stato l’ultimo ciclomercato? L’approdo di Remco Evenepoel alla Red Bull è sicuramente la mossa principale, che cambia maggiormente le gerarchie, ma molte formazioni hanno cambiato pelle e alla fine qualche sorpresa è anche saltata fuori.

E’ giusto quindi, a poche ore dal via ufficiale del WorldTour nelle lontane strade australiane, passare sotto la lente le 18 formazioni della massima serie, attraverso la saggezza di Alessandro Ballan che conosce bene i rapporti di forza e anche i sottili equilibri che regnano in ogni team.

Alessandro Ballan, ex campione del mondo, oggi commentatore Tv per Rai Sport
Alessandro Ballan, ex campione del mondo, oggi opinionista Tv per Rai Sport
Alessandro Ballan, ex campione del mondo, oggi commentatore Tv per Rai Sport
Alessandro Ballan, ex campione del mondo, oggi opinionista Tv per Rai Sport

Abbiamo diviso le squadre in due blocchi, andando in ordine alfabetico per raccontare di ognuna l’evoluzione, cercando di capire se le mosse decise dai dirigenti, anche attraverso i contatti con i procuratori, hanno avuto un effetto migliorativo o meno (e non sono poche le squadre che escono dal ciclomercato destando qualche perplessità…).

Alpecin-Premier Tech

La prima squadra da analizzare è la Alpecin, con l’arrivo come secondo sponsor della Premier Tech che ha contribuito a un profondo restyling intorno a Mathieu Van der Poel.

«Ben 12 nuovi arrivi sono tanti – afferma Ballan – vedo tanti ragazzi giovani, tanti neopro’ a parte oltre ai due che arrivano dall’Intermarché che sono Busatto e Thijssen. Secondo me mancherà un po’ di esperienza, anche nel far da gregario a Van der Poel. Nelle gare che gli interessano, ci vorrebbero dei gregari, ma gente come Hermans, Meurisse, Van den Bossche, Vermeersch non la sostituisci facilmente. Io penso che si sia indebolita un po’ e questo ha impatto negativo per VDP».

Mathieu Van der Poel ha nel mirino le Classiche Monumento, ma pare avere meno supporto dal team
Mathieu Van der Poel ha nel mirino le Classiche Monumento, ma pare avere meno supporto dal team (foto Facebook)
Mathieu Van der Poel ha nel mirino le Classiche Monumento, ma pare avere meno supporto dal team (foto Facebook)
Mathieu Van der Poel ha nel mirino le Classiche Monumento, ma pare avere meno supporto dal team (foto Facebook)

Bahrain Victorious

Nella formazione araba il principale intervento sul ciclomercato è stato l’arrivo di Alec Segaert, che arriva per fare il salto di qualità.

«Sì, è un giovane molto, molto interessante, l’abbiamo conosciuto ai campionati del mondo di Zurigo. E’ un cronoman, uno che sa fare la differenza e che può andar bene anche nelle Classiche del Nord, magari a sostegno di Mohoric. Potrebbe essere una bella spalla. In generale non hanno l’esperienza di uno come Pasqualon, ma per il resto mi sembra che sia rimasta abbastanza sulle linee dell’anno scorso, non avendo fatto tanti cambiamenti. Attenzione fra i giovani allo sloveno Omrzel, vedremo come si adatterà alla categoria maggiore».

Decathlon CMA CGM Team

Da quel che si vede, la squadra francese, profondamente rinnovata nella sua base economica al fianco della multinazionale dell’abbigliamento sportivo, è una squadra improntata sulle classiche. La trovi rafforzata con gli arrivi di Kooij e Benoot?

«Molto per i finali, ma perde anche delle belle pedine come Cosnefroy. Io vedo che ha perso qualcosa in salita, ma ha guadagnato per le gare di un giorno. Magari è un investimento che a lungo andare pagherà, considerando anche la crescita dei giovani di casa come Seixas».

Ben Healy è l'indiscusso leader della EF Education EasyPost, soprattutto nelle corse in linea
Ben Healy è l’indiscusso leader della EF Education EasyPost, soprattutto nelle corse in linea
Ben Healy è l'indiscusso leader della EF Education EasyPost, soprattutto nelle corse in linea
Ben Healy è l’indiscusso leader della EF Education EasyPost, soprattutto nelle corse in linea

EF Education EasyPost

Pochissimi cambiamenti, appena 5 entrate nel ciclomercato con gli arrivi di ragazzi giovani, tra cui Agostinacchio sul quale, ciclocross a parte, il team confida parecchio anche per la strada.

«Si stanno rafforzando anche loro, ma lavorano in prospettiva. Hanno perso uomini di valore come Rui Costa e Chaves che si sono ritirati. Il team in generale è rimasto in linea con le potenzialità dell’anno passato, una squadra che si darà da fare per le gare a tappe, logicamente con una pedina come capitano unico, ma anche per le gare di un giorno. I nomi d’altronde c’erano già, Healy, Powless, anche il nostro Albanese…».

Groupama FDJ United

Nel caso della squadra transalpina la mossa principale non riguarda il ciclomercato dei corridori, quanto l’addio di Madiot, il suo creatore.

«Anche loro innestano tanti giovani, quindi penso che qualcosina perdano, soprattutto con l’addio di Stefan Kung passato alla Tudor: è uno che nelle classiche si è sempre comportato bene, nelle cronometro ancora di più. Una pedina in meno si farà sentire. Arrivano giovani, tra cui Decomble numero 3 del ranking Uci per under 23, ma qualcosa ha perso rispetto all’anno scorso».

L'Ineos Grenadiers è in ristrutturazione, Bernal resta come riferimento per i grandi giri (foto Facebook)
La Ineos Grenadiers è in ristrutturazione, Bernal resta come riferimento per i Grandi Giri (foto Facebook)
L'Ineos Grenadiers è in ristrutturazione, Bernal resta come riferimento per i grandi giri (foto Facebook)
La Ineos Grenadiers è in ristrutturazione, Bernal resta come riferimento per i Grandi Giri (foto Facebook)

Ineos Grenadiers

Si sapeva da tempo che Ineos fosse sulla via della ristrutturazione, quasi necessaria a dispetto di quelle voci di corridoio che parlano di difficoltà della casa madre. Nel finale del ciclomercato è arrivato però il colpo Onley. E’ l’acquisto giusto per il rilancio?

«Mah, loro perdono un carico di esperienza stratosferica, con i ritiri di Castroviejo, Ewan, Fraile, Puccio, Thomas. Erano uomini fidati e non puoi sostituirli di colpo con innesti abbastanza giovani, a parte Vaquelin e Godon. E’ un prezzo che si paga per gettare nuove basi per il futuro, vedremo però che cosa potrà arrivare a breve termine».

Lidl-Trek

La formazione con licenza tedesca è stata protagonista assoluta del ciclomercato, l’approdo di Ayuso ha tenuto banco per mesi. Nel finale c’è stata anche la ciliegina sulla torta di Derek Gee per una squadra costruita per i Grandi Giri.

«Io penso che sia la squadra che ha fatto gli acquisti migliori. Ayuso lo conosciamo, è una pedina molto forte, ma anche Gee con questo acquisto all’ultimo minuto cambia le prospettive e aggiunge scelte per i Grandi Giri. Poi ricordiamo che hanno anche sempre Skjelmose che è un altro bell’atleta, quindi per le gare a tappe sono veramente messi bene».

Con l'acquisto di Cian Uijtdebroeks, la Movistar alloarga le sue possibilità per le corse a tappe (foto Facebook)
Con l’acquisto di Cian Uijtdebroeks, la Movistar allarga le sue possibilità per le corse a tappe (foto Facebook)
Con l'acquisto di Cian Uijtdebroeks, la Movistar alloarga le sue possibilità per le corse a tappe (foto Facebook)
Con l’acquisto di Cian Uijtdebroeks, la Movistar allarga le sue possibilità per le corse a tappe (foto Facebook)

Lotto-Intermarché

Squadra completamente nuova quella belga, frutto della fusione dei due team. Non ci sono stati grandi colpi di ciclomercato, più che altro è una scrematura dei due roster.

«Indubbiamente non vengono da una grande annata. La Lotto è quella che ha vissuto maggiori difficoltà, anche a causa dei problemi fisici di De Lie, mentre l’Intermarché ha sempre cercato di mettersi in luce. Hanno tenuto i corridori più utili, ma far andar d’accordo tutti quanti non è semplice e ci sarà sempre qualcuno che non vorrà fare il gregario. La squadra però ha le basi per essere migliore di quanto visto lo scorso anno, in entrambi i casi. Attenzione soprattutto a Widar, uno dei nuovi talenti annunciati».

Movistar Team

Per la Movistar si può fare un discorso parallelo a quello della Lidl Trek, con gli arrivi di Uijtdebroeks e Juan Pedro Lopez che accrescono le ambizioni per le gare a tappe togliendo a Mas un po’ di pressione soprattutto dopo il suo grave infortunio.

«La Lidl-Trek ha preso corridori di maggior spessore, ma anche loro si sono rafforzati molto. Le corse a tappe sono sempre il loro storico target, è logico che negli ultimi anni con Tadej Pogacar e la Visma, che hanno sempre dato legge, abbiamo perso un po’ di risultati. L’impostazione della squadra è sempre stata quella di una formazione forte per le salite. Io la vedo rafforzata, potrebbero tornare a essere un fattore».

gruppo, senza contratto

Movimento (e terrore): mai così tanti atleti ancora senza contratto

03.11.2025
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A 59 giorni dalla fine dell’anno e, di conseguenza, del contratto in essere, la situazione dei professionisti è quantomai burrascosa stavolta. Certamente nei prossimi giorni usciranno i rinnovi e si annunceranno gli ultimi scambi, ma con la chiusura della Arkéa-B&B Hotels e la fusione tra Lotto e Intermarché-Wanty i posti sono sempre meno.

Facciamo dunque un quadro, una fotografia degli atleti senza contratto fra team Professional e WorldTour in vista del 2026. Un’analisi statistica sulla quale magari poi si potrà tornare a riflettere quando tutti avranno trovato, e non trovato, una sistemazione per il 2026 e gli anni a venire.

Tra passato e futuro. Girmay dovrebbe andare alla Israel, team che Ackermann (a sinistra) lascerà per andare, sembra, alla Jayco-AlUla
Tra passato e futuro. Girmay dovrebbe andare alla Israel, team che Ackermann (a sinistra) lascerà per andare, sembra, alla Jayco-AlUla

Un caso Girmay?

Partiamo da un dato generale: fra WorldTour e professional sono quasi 200 gli atleti che non hanno un contratto per il 2026. Però attenzione: questo numero non è del tutto corretto. Ci sono corridori per i quali si attende l’ufficializzazione della firma, ma che hanno già un accordo, e tantissimi altri che, militando in squadre più piccole, seguono la prassi del rinnovo annuale.

Tuttavia, ci sono nomi davvero pesanti in questa “rete”. Pensiamo per esempio a Richard Carapaz, che resterà alla EF Education-EasyPost, o a Matej Mohoric che non lascerà la Bahrain Victorious. E lo stesso dovrebbe valere per Michael Matthews: l’australiano, al netto delle difficoltà economiche che stanno riguardando il Team Jayco-AlUla, sarà confermato… tanto che noi stessi lo abbiamo incontrato a Torino, presso le visite mediche della squadra di Copeland. Questi sono certamente i tre nomi più illustri.

A questi si può aggiungere Biniam Girmay: l’eritreo pedala verso la Israel-Premier Tech, o come si chiamerà dopo la ristrutturazione. Ma viste le complicazioni che hanno coinvolto la squadra israeliana recentemente, il suo annuncio ancora non è arrivato. Non solo: con la fusione in atto non è chiaro se il contratto di Girmay sia ancora valido. Ci sono cavilli burocratici importanti. E uno come Biniam fa gola a tanti team: potrebbe essere un “parametro zero” di lusso, per dirla in termini calcistici.

Chi invece è davvero a rischio è Fernando Gaviria: la Movistar Team pare non confermarlo e di lui si hanno poche notizie. Davide Cimolai, il suo apripista, non resterà e in arrivo dalla UAE Team Emirates c’è Molano.

Riguardo ai big, manca la conferma di Kwiatkowski alla Ineos Grenadiers: ma visto che il team inglese deve ancora coprire 8 caselle delle 30 disponibili, non dovrebbero esserci problemi per rivedere l’ex iridato in maglia Ineos.

Solution Tech , senza contratto
Per il 2026 la Solution Tech ha confermato per ora appena cinque corridori
Solution Tech , senza contratto
Per il 2026 la Solution Tech ha confermato per ora appena cinque corridori

Quanto movimento

E a proposito di caselle da riempire: prendendo il limite dei 30 atleti per squadra, nel WorldTour ci sono ancora 68 posti disponibili. Qualcuno in più tra le Professional. E’ ancora a quota zero la Modern Adventure Pro Cycling, la squadra di Hincapie nata dalle ceneri della Rally. E la Team Novo Nordisk è ferma a soli quattro corridori, uno in più della Solution Tech-Vini Fantini.

Questo per dire che dei quasi 200 nomi, tra rinnovi “automatici” e accordi già stipulati, la lista è destinata a ridursi… per fortuna. Resta però il fatto che 200 corridori a spasso sono tanti. E non tutti troveranno posto. Anche perché da dietro arrivano giovani che incalzano e sui quali le squadre puntano sempre di più.

A questo punto possiamo anche iniziare a guardare in casa Italia. In assenza di una squadra WorldTour, la buona notizia è che le Professional passano da tre a “quattro”, grazie alla MBH Bank. Ma va fatta una precisazione: tecnicamente la squadra è ungherese, pertanto ufficialmente restano tre le italiane: VF Group-Bardiani, Polti-Visit Malta e la Solution Tech-Vini Fantini.

La squadra di Bevilacqua, dal DNA del tutto italiano, non è più continental: continua a puntare sui giovani ma con qualche innesto d’esperienza, uno su tutti Fausto Masnada.

Cimolai con a ruota Gaviria: cosa faranno i due? “Cimo” (classe 1989) potrebbe anche pensare al ritiro?
Cimolai con a ruota Gaviria: cosa faranno i due? “Cimo” (classe 1989) potrebbe anche pensare al ritiro?

Gli italiani

Sempre considerando WorldTour e Professional, ad oggi sono 30 i corridori italiani senza contratto, 31 se includiamo Mattia Gaffuri, il quale dopo il periodo da stagista con la Polti si vocifera possa approdare alla Picnic-PostNL. Ma vale lo stesso discorso: si attende l’ufficializzazione. Per esempio Francesco Busatto, forse il nome più illustre, dovrebbe passare dalla Intermarché-Wanty alla Alpecin-Deceuninck, rumors già uscito sui media olandesi. altra voce di corridoio: Samuele Zoccarato dovrebbe accasarsi alla MBH Bank, così come Alessandro Verre. E già la lista scenderebbe a 27… per fortuna.

Tra i nomi più importanti restano in ballo: Lorenzo Rota, Davide Cimolai, Stefano Oldani e Andrea Pasqualon. Quest’ultimo era in trattativa con alcune squadre, ma è certo che non resterà alla Bahrain Victorious. Così come non dovrebbe esserci più posto per Oldani alla Cofidis, che ha già un roster completo per il 2026.

Sul filo anche Tarozzi e Gazzoli: il primo potrebbe prolungare con la VF Group-Bardiani, il secondo restare alla XDS-Astana o, perché no, ritrovare la rotta della sua ex squadra U23, l’allora Colpack Ballan, oggi MBH Bank.

Juan Ayuso, Bola del Mundo, Vuelta 2025, passaggio Lidl-Trek

Ayuso alla Lidl-Trek: Guercilena spiega com’è andata la trattativa

26.09.2025
5 min
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Finalmente l’ufficialità è arrivata. Juan Ayuso sarà un corridore della Lidl-Trek. Dopo tante voci che lo volevano nella squadra americana e dopo alcuni indizi che lo vedevano virare prima alla Ineos Grenadiers e poi alla Movistar, alla fine ad avere la meglio è stato Luca Guercilena, team manager della Lidl-Trek.

Noi stessi, in un post basato su voci attendibili, avevamo anticipato che l’affare Ayuso fosse ormai cosa fatta. Lo spagnolo passava al team americano per un’operazione che, stando alle nostre fonti, ha avuto un costo complessivo di circa 25 milioni: si stima che 10 siano andati alla UAE Emirates e 15 (3 all’anno) al corridore che ha firmato un quinquennale, quindi fino al 2030. Scelta saggia visto che ha appena 23 anni.

Per sapere come è andata questa trattativa abbiamo parlato proprio con Guercilena, che si è mostrato piuttosto entusiasta di iniziare una nuova sfida con Ayuso, ragazzo dalle grandi possibilità e dal talento indiscusso.

Luca Guercilena (classe 1973) è il general manager della Lidl-Trek
Luca Guercilena (classe 1973) è il general manager della Lidl-Trek
Insomma, Luca, la news è arrivata ufficialmente…

Era chiaro che avessimo un certo interesse nei confronti di un atleta ideale per la classifica generale. Nel momento in cui è riuscito a trovare un accordo con la squadra per l’uscita, ci siamo organizzati per portare a casa il risultato. Mai come questa volta, era un’occasione che non potevamo perdere.

Sapendo quanto vanno forte Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel, se si deve investire su un quarto, questo è Ayuso?

Esatto, soprattutto nel 2022-2023 aveva dimostrato di essere competitivo per le classifiche, anche nelle gare di una settimana. Ovvio che se c’era una possibilità sul mercato e questa era Ayuso, andava investigata, conclusa: siamo riusciti a convincerlo.

Cosa ci puoi dire su come è andata questa trattativa?

Le possibilità che poteva avere Ayuso all’interno della sua ex squadra erano chiaramente limitate, anche per la presenza di altri grandissimi campioni. Per un atleta che cercava più possibilità di essere leader in un Grande Giro, la nostra squadra poteva essere la differenza. Gli abbiamo proposto il nostro progetto a medio e lungo termine, offrendogli opportunità che in quel contesto, quello della sua ex squadra, erano più complicate da ottenere per lui.

Le scaramucce tra la UAE e Ayuso avvennero lo scorso anno al Tour. Sul Galibier lo spagnolo (qui in seconda ruota) sembrò non dare tutto in vista dell’attacco di Pogacar
Le scaramucce tra la UAE e Ayuso avvennero lo scorso anno al Tour. Sul Galibier lo spagnolo (qui in seconda ruota) sembrò non dare tutto in vista dell’attacco di Pogacar
Quando è iniziata la trattativa: già durante il Giro d’Italia, vista la situazione che c’era in casa UAE?

Un po’ più tardi direi. Ovvio che si era iniziato a prestare attenzione. Come nostra linea di manovra non rompiamo i contratti a destra e a sinistra. E’ chiaro che se un atleta si mette sul mercato in una situazione di disagio, noi stiamo attenti. Però una chiacchierata è una cosa, un’offerta formale è un’altra. Parlo proprio di un offerta con tutti i crismi e nel rispetto dei regolamenti. I contatti reali sono avvenuti dopo il Tour de France.

Ayuso aveva un contratto di diversi anni con la UAE Emirates: avete dovuto pagare una clausola?

No, l’accordo è stato trovato in base all’investimento totale che volevamo fare. Poi è stato compito del suo agente trovare la soluzione con il team di provenienza. La nostra proposta è stata fatta esclusivamente all’agente del corridore (Giovanni Lombardi, ndr).

Ayuso cambia molto anche i piani generali della tua squadra, Luca. Vedremo due Lidl-Trek, una per le tappe e una per la classifica?

E’ chiaro che se vogliamo essere competitivi ad alto livello e provare a vincere uno dei tre Grandi Giri o la classifica a squadre, l’idea è puntare su un leader con una squadra dedicata. Sugli altri due Giri, invece, ci si può concentrare più sulle tappe, ciò che abbiamo fatto fino ad oggi. Poi quale sia il Grande Giro dipenderà dai percorsi. Ma se si punta alla classifica, è evidente che serva una squadra completamente dedicata, come dimostrano la Visma-Lease a Bike e la UAE. Questo non significa escludere a priori altri atleti di talento, ma per vincere serve un gruppo costruito attorno al leader.

Con la UAE, Ayuso ha ottenuto 16 vittorie, tra cui il podio nella generale alla Vuelta 2022 e la Tirreno 2025 (in foto)
Con la UAE, Ayuso ha ottenuto 16 vittorie, tra cui il podio nella generale alla Vuelta 2022 e la Tirreno 2025 (in foto)
Dove è avvenuta la firma?

Ormai si fa quasi tutto online, non c’è più l’esigenza di firmare i documenti a mano. Dopo il Tour de France, quando abbiamo percepito che c’era la possibilità concreta di che si liberasse, abbiamo fatto un incontro per allinearci sulle aspettative sportive e del suo essere leader. Una volta trovato l’accordo, tutta la parte burocratica è stata gestita dall’agente. Infine si è firmato in digitale.

Dov’eri quando hai firmato?

Io ero a casa in quel momento, immagino anche lui. C’è un software certificato per le firme legali digitali: il documento viene caricato su un cloud e firmato da entrambe le parti.

In casa Lidl-Trek l’head coach è lo spagnolo Josu Larrazabal: c’è già feeling tra i due iberici?

Qualche chiacchierata c’è stata, ma non siamo ancora entrati nei dettagli. Rispettiamo sempre il lavoro dei colleghi: dato che Juan non è in squadra con noi, programmi e discorsi di performance verranno affrontati più avanti. Nei ritiri di dicembre e gennaio.

Juan Ayuso, Bola del Mundo, Vuelta 2025, passaggio Lidl-Trek
Nel comunicato di arrivo alla Lidl-Trek, Guercilena ha esaltato anche le doti di cronoman di Ayuso, oltre che il talento in salita e i margini di crescita
Juan Ayuso, Bola del Mundo, Vuelta 2025, passaggio Lidl-Trek
Nel comunicato di arrivo alla Lidl-Trek, Guercilena ha esaltato anche le doti di cronoman di Ayuso, oltre che il talento in salita e i margini di crescita
Ayuso ti ha fatto qualche domanda particolare o detto qualcosa che ti ha colpito?

No, credo che ormai le strutture siano simili per tutte le squadre. Mi è piaciuto però che si sia interessato al nostro progetto a lungo termine, alla stabilità e alle ambizioni del gruppo sportivo. Lui sa che vogliamo diventare una squadra di riferimento e che deve essere parte importante di un progetto in cui la priorità è sempre la squadra.

Chi ti ricorda Ayuso, per quel poco che ci hai raccontato sin qui?

Dal punto di vista tecnico non saprei dire, perché noi non abbiamo avuto grandi leader da classifica. Per il carattere, invece, mi ha ricordato Paolo Bettini. Ho visto un ragazzo diretto, deciso, che va dritto al punto senza troppi giri di parole… come faceva Paolo.

E’ già tempo di ciclomercato, le big si muovono con anticipo

29.07.2025
5 min
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E’ una settimana importante per il ciclismo internazionale: venerdì 1 agosto sarà la data di sblocco dei nuovi contratti per il prossimo anno. Il ciclomercato si anima e promette molti colpi importanti per le squadre WorldTour. A dir la verità, molti trasferimenti sono stati già stabiliti, bisogna solo attendere la fatidica data per la loro ratificazione, ma molti di più sono i rumors che circolano nell’ambiente, a maggior ragione dopo il Tour de France che è da sempre anche luogo di incontri e accordi sotto banco.

Nella nostra analisi abbiamo preso in esame quelli che hanno una certa fondatezza, quelle voci che non sono solamente un sussurro ma che arrivano da più parti e che quindi sembrano davvero sul punto di diventare realtà.

Luca Giaimi è pronto al salto in prima squadra. Numerose le esperienze già fatte quest’anno
Luca Giaimi è pronto al salto in prima squadra. Numerose le esperienze già fatte quest’anno

Casa UAE: si sfoltiscono i ranghi

Prima squadra a essere presa in esame la UAE vincitutto. In entrata per ora si muove poco, si avrà l’ufficialità della promozione in prima squadra di Luca Giaimi che dovrebbe essere seguito da altri compagni come il talentuoso Matthias Schwarzbacher, ma i dirigenti contano di prendere anche il forte belga Kevin Vermaecke. E’ però in uscita che si contano addii di peso: quello di Alessandro Covi intenzionato a cercare maggiori spazi alla Ineos o, più probabilmente, all’XDS Astana e soprattutto quello di Ayuso, oggetto del desiderio di molte squadre.

La Visma-Lease a Bike non sta a guardare e pur mantenendo la sua intelaiatura di base cambia un po’ il suo roster rendendolo più italiano, affiancando ad Affini il giovane Pietro Mattio proveniente dal devo team ma anche Filippo Fiorelli (Bardiani) e Davide Piganzoli (Polti-VisitMalta) che fanno finalmente il grande salto. Anche qui però ci sono addii importanti, soprattutto in ottica classiche come quelli di Tiesj Benoot e Olaf Kooji in trattativa con la Decathlon AG2R e Dylan Van Baarle promesso alla Soudal.

Intorno alla scelta di Evenepoel gira un po’ tutto il ciclomercato. La Red Bull è ormai vicinissima al belga
Intorno alla scelta di Evenepoel gira un po’ tutto il ciclomercato. La Red Bull è ormai vicinissima al belga

Evenepoel è davvero il re del mercato?

Già, la Soudal il cui mercato molto dipende dal destino di Remco Evenepoel. Se davvero passerà alla Red Bull, significa che la squadra verrà reimpostata nelle sue fondamenta. Probabile l’arrivo di “gente da classiche del Nord” come, oltre a Van Baarle, Edward Planckaert dall’Alpecin e Jasper Stuyven dalla Lidl-Trek, ma anche Alberto Dainese potrebbe trovare spazio.

La Ineos Grenadiers dovrà far fronte a una serie di ritiri, tra cui quelli di Geraint Thomas, Omar Fraile e Jonathan Castroviejo. Arriveranno molti giovani, sicuri i nomi di Peter Oxenberg e Theodor Storm dalla Lotto-Kern Haus, la squadra satellite, probabile anche l’acquisizione di Sam Welsford dalla Red Bull, mentre nelle ultime ore la grande prestazione generale al Tour de France ha fatto salire le quotazioni di Kevin Vauquelin, sul quale si vuole investire in ottica grandi giri.

Per Kooij si profila un nuovo team. L’olandese dovrebbe finire in Francia, alla Decathlon AG2R
Per Kooij si profila un nuovo team. L’olandese dovrebbe finire in Francia, alla Decathlon AG2R

Vendrame è pronto a cambiare aria

Chi è davvero attivissima sul mercato è la Decathlon AG2R intenzionata a rivoluzionare il proprio roster. Tanti i corridori sul taccuino, da Benoot a Kooij, da Hoole allo stesso Vauquelin. Chi dovrebbe lasciare la squadra è Andrea Vendrame che ha tantissimi team pretendenti, tra Ineos, Bahrain, Cofidis, Groupama FDJ…

Si muove anche l’Alpecin Deceuninck che punta molto sui propri giovani: Lennert Belmans, Aaron Dockx, Senna Remijn, tutti da tenere d’occhio visti i propri risultati nelle categorie inferiori, ma al team di VDP potrebbe arrivare anche Busatto insieme a un altro giovane emergente, Joran Wyseure.

Fila di team alla porta di Vendrame, corridore molto apprezzato per le sue prese d’iniziativa
Fila di team alla porta di Vendrame, corridore molto apprezzato per le sue prese d’iniziativa

Tante attenzioni per i giovani azzurri

Il ciclomercato della Red Bull Bora Hansgrohe è giocoforza legato all’esito della trattativa con Evenepoel. Tanti però i movimenti sul tavolo, alcuni riguardano anche gli italiani, come Mattia Cattaneo (che arriverebbe con l’olimpionico) ma anche il talentuoso junior Alessio Magagnotti, sul quale s’intende investire con forza. Un altro giovane azzurro, l’iridato di ciclocross Mattia Agostinacchio è atteso dall’EF Education-Easy Post intenzionata anche a rilanciare l’americano Luke Lamperti dopo una stagione in chiaroscuro alla Soudal.

Si muove anche la Jayco AlUla, che punta su Jack Haig che cerca un rilancio ma anche sul tricolore Filippo Conca. Possibile la partenza di Groenewegen, destinazione l’Unibet, scelta curiosa visto lo status dell’olandese, ma anche Dunbar potrebbe partire verso Tudor o Q36.5 alla ricerca di un uomo da classifica per i grandi giri. Anche l’ex tricolore Zana potrebbe lasciare il team, viste le richieste di Movistar e Ineos.

Vauquelin è una delle grandi sorprese del Tour. L’Ineos (ma non solo) è pronta ad investire su di lui
Vauquelin è una delle grandi sorprese del Tour. L’Ineos (ma non solo) è pronta ad investire su di lui

Ma c’è chi al ciclomercato rimane in attesa…

Alcuni team per ora restano alla finestra: la Lidl-Trek ha in programma per il momento solo l’ingresso del giovane Jakob Soderquist fra i grandi, anche la Movistar si guarda intorno, ma è presumibile che l’esito della Vuelta darà un nuovo scossone alle scelte dei team, come anche gli esiti delle prove titolate, soprattutto nelle categorie giovanili.

Mercato estivo? Una caccia ai punti per salvarsi. Sentiamo Carera

24.06.2025
6 min
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Dal primo agosto aprirà ufficialmente il ciclomercato. O meglio i vari cambi di casacca potranno essere effettivi. Ma tanto già si muove. Con l’aiuto di uno dei più importanti procuratori, Alex Carera, cerchiamo di capire in che direzione si muove questo mercato. Quanto incidono i punti dell’atleta e come i team individuano il corridore da acquistare.

Uno degli ultimi annunci è stato quello di Matteo Fabbro alla Solution Tech-Vini Fantini, ma va detto che Fabbro era svincolato. I cambi annunciati per ora sono tutti quelli che riguardano i giovani, che passano ai devo team o da questi alla rispettiva WorldTour.

Johnny e Alex Carera (a destra) della A&J All Sports, agenzia di procuratori
Johnny e Alex Carera (a destra) della A&J All Sports, agenzia di procuratori
Alex, si inizia a parlare di ciclomercato estivo. Quando iniziano le trattative? E’ un po’ come il calciomercato, che più o meno si parla sempre, o in questo periodo si rafforzano un po’ le trattative?

Il ciclomercato è cambiato moltissimo negli ultimi 4-5 anni, diciamo nel post-Covid. Prima le trattative iniziavano durante le classiche in Belgio per i corridori da classiche, mentre per gli scalatori si parlava di Giro d’Italia e soprattutto dei giorni di riposo del Tour de France. Adesso non è più così. Le squadre lavorano con grande anticipo, programmano il futuro per ingaggiarsi i migliori corridori e quindi si parla già da gennaio.

Quindi non esiste un periodo definito in cui si parla di mercato?

No, non esiste più. Certo, ci sono le regole UCI che stabiliscono che gli annunci si possono fare solo dopo il primo agosto, ma le trattative si svolgono con largo anticipo. Un altro aspetto che è cambiato molto del ciclomercato è che le squadre, con i giovani forti e promettenti, non aspettano la scadenza del contratto. Addirittura iniziano l’anno prima a programmare l’estensione. Prendiamo Giulio Pellizzari che ha un contratto con la Red Bull-Bora fino al 2027: dopo il Giro d’Italia si è già iniziato a parlare del suo futuro.

Chiaro…

E’ normale, perché nessuno si può permettere di arrivare a scadenza, ma nemmeno di entrare nell’anno di scadenza. Se un corridore forte scade il 31 dicembre 2026, tu non puoi aspettare: già a ottobre 2025 l’hai perso, sicuramente un altro team avrà già trovato un accordo. Per questo i contratti si prolungano prima.

Dicembre 2023: Uijtdebroeks in allenamento con la Visma ma con la maglia neutra in quanto ancora nel pieno della sentenza che lo voleva ancora alla Bora (foto Het Laatste Nieuws)
Dicembre 2023: Uijtdebroeks in allenamento con la Visma ma con la maglia neutra in quanto ancora nel pieno della sentenza che lo voleva ancora alla Bora (foto Het Laatste Nieuws)
Si prolungano i contratti per avere poi delle clausole rescissorie, in modo da poter acquistare il corridore invece di prenderlo a parametro zero?

Esatto. Oggi succede sempre di più. Le squadre inseriscono clausole liberatorie, anche alla luce di quanto successo con Cian Uijtdebroeks e Maxime Van Gils: la legge belga permette di svincolarsi anche senza una clausola, prevalendo sulle regole UCI. Quindi le squadre si tutelano, e anche noi agenti lo facciamo, aggiungendo clausole che proteggono l’atleta giovane. Non si tratta solo di premi a fine anno, ma anche di rinegoziazioni del contratto in base ai risultati ottenuti.

Se un corridore si trasferisce dal primo agosto dalla squadra “X” alla squadra “Y”, si porta dietro anche i punti?

No, i punti restano alla squadra di provenienza. Quelli accumulati fino al 31 luglio rimangono alla vecchia squadra. Dopo il trasferimento, i punti ottenuti sono per la nuova squadra. L’esempio è quello di Alberto Bettiol nel 2024: ha lasciato i punti alla EF Education-EasyPost.

Quanto conta oggi la capacità di un corridore di fare punti, escludendo i “mega big” del ranking UCI?

Esatto, per loro è un altro discorso. Per i big contano le vittorie e i podi importanti. Fanno parte di squadre già sicure del WorldTour, quindi i punti non sono determinanti. Ma per gli altri corridori, bravi senza essere vincenti, i punti sono fondamentali. Squadre come Cofidis, PicNic-PostNL, Intermarché-Wanty, Arkéa-B&B Hotels e Jayco-AlUla valutano un corridore anche in base ai punti che può portare, vista la lotta per restare nel WorldTour.

L’uruguaiano Guillermo Thomas Silva ha un buon rapporto “qualità/prezzo”… per determinati team che puntano a salvarsi
L’uruguaiano Guillermo Thomas Silva ha un buon rapporto “qualità/prezzo”… per determinati team che puntano a salvarsi
Incrociando la “linea” del rendimento e quella dei punti: c’è una tipologia di atleta che vale di più. Che insomma ha più mercato di quanto “valga” tecnicamente?

Sì, è il corridore da gare di un giorno. Quelle corse valgono tanti punti, anche se alla fine dell’anno magari non ha vinto molto ha racimolato un bel po’ di punti. Questo corridore potrebbe oscillare tra la posizione 30 e 60 del ranking UCI.

Volendo fare un nome, solo per esempio?

Fare nomi è sempre delicato, ma direi Harold Martin Lopez della XDS-Astana. Ha fatto quattro corse a tappe di fila nei primi tre, poco conosciuto, ma ha ottenuto un sacco di punti. Oppure l’uruguaiano Guillermo Thomas Silva, anche lui poco noto ma molto produttivo in termini di punteggio.

Alex, al primo agosto vedremo tanti trasferimenti di giovani?

No – replica deciso Carera – perché i giovani normalmente arrivano dalle squadre Devo, e lì gli annunci si fanno prima di agosto. Basta guardare la classifica del Giro d’Italia Next Gen prima della penultima tappa: tutti i primi dieci hanno già un contratto WorldTour o lo avranno a breve.

E invece che colpi ti aspetti, sempre parlando di tipologie di atleti e non di nomi?

Mi aspetto acquisti importanti da parte della Ineos Grenadiers, ma nel mercato invernale, non da agosto. Dal primo agosto si muoveranno le squadre che rischiano di perdere la licenza WorldTour. Considerando che Romain Bardet ha lasciato la PicNic, loro avranno spazio. Stesso discorso per Intermarché e Cofidis: sono le tre squadre che potrebbero agire per salvare il salvabile.

La strategia di fare molte gare minori in Asia della Solution-Tech ha portato buoni frutti. Ma la sfida delle top 30 è ancora aperta
La strategia di fare molte gare minori in Asia della Solution-Tech ha portato buoni frutti. Ma la sfida delle top 30 è ancora aperta
Cercano di andare sul mercato per salvare il salvabile, ma non per prendere i punti già ottenuti da un corridore come detto, bensì sperando che ne porti di nuovi…

Esatto. Vogliono prendere un corridore che dal primo agosto al 31 ottobre possa “garantirgli” 300-400 punti. Punti che, a fine anno, possono fare la differenza tra avere o perdere la licenza WorldTour.

Dicevi che ti aspetti i grandi colpi per l’inverno dalla Ineos. Perché?

La Ineos ha bisogno di rinforzarsi. E’ un grande team, ma ha delle lacune. Mi aspetto che finalmente investa in un settore giovanile, perché è una delle pochissime squadre senza una vera Devo.

Dalle voci che girano sembra che qualcosa si stia muovendo…

Ma le voci non bastano. Siamo a giugno inoltrato e già ora sei in ritardo nella selezione dei migliori juniores di secondo anno per una devo 2026. Possono farla, ma devono sbrigarsi.

Le italiane faranno qualcosa dal primo agosto? O vedremo solo stagisti?

No, solo stagisti. Le tre Professional italiane sono in piena lotta per il trentesimo posto (quello che consente di poter ottenere una WildCard per i grandi Giri, ndr). La Polti-Kometa ha Davide Piganzoli che può fare punti importanti. Credo che da lui dipenda molto perché questa squadra resti nelle prime trenta. La VF Group-Bardiani ha una squadra più omogenea ed è leggermente avanti. La Solution Tech-Vini Fantini ha adottato una strategia efficace: meno visibilità, ma un calendario asiatico che sta portando molti punti. Credo sarà una sfida fino all’ultima corsa in Cina tra loro.

Ciclomercato concluso, Ballan promuove le grandi professional

03.01.2025
6 min
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Con l’inizio del nuovo anno, i roster delle squadre sono ormai definitivi e gli atleti che mostrano le nuove divise sui social stanno accendendo ulteriormente l’interesse. E’ quindi già un primo momento della stagione per tracciare un bilancio: quello del ciclomercato.

Per comprendere meglio gli equilibri attuali e futuri del panorama ciclistico, abbiamo chiesto un parere all’ex campione del mondo Alessandro Ballan. L’iridato di Varese 2008 ha passato al setaccio le operazioni di mercato delle principali squadre, evidenziando rinforzi strategici, partenze illustri e l’impatto generale di queste mosse (tutte le foto dell’articolo provengono dai rispettivi team).

Simon Yates è passato alla concorrenza, rispetto al fratello Adam, che corre invece per la UAE Emirates
Simon Yates è passato alla concorrenza, rispetto al fratello Adam, che corre invece per la UAE Emirates
Alessandro, partiamo dalle squadre grandi. Senza dubbio la UAE Emirates aveva poco da rinforzarsi, eppure in qualche modo c’è riuscita. Ha preso Torres, che era già suo, e Narvaez dalla Ineos-Grenadiers…

Sì, però ha perso Hirschi (nella foto di apertura, ndr). Lo svizzera era una bella pedina, importante. Hirschi è uno di quei corridori che non hanno ancora potuto fare una stagione a pieno regime, complici i problemi fisici e la presenza ingombrante di Pogacar. Da un lato la UAE si rinforza con giovani molto interessanti, ma dall’altro perde un corridore pronto e di grande valore. Hirschi per me è stato uno dei movimenti più importanti del ciclomercato, anche perché il Tudor Pro Cycling Team, con lui e Julian Alaphilippe, si è notevolmente rinforzato.

La Tudor, quindi, si sta strutturando per un ruolo da protagonista?

Esatto, sta crescendo bene. Sono sempre più pronti per fare un grande salto.

Parlando di Hirschi, per esempio, Piva sosteneva che, per la Sanremo, a Pogacar servirebbe una seconda punta vera, un capitano alternativo che potrebbe vincerla. Forse Hirschi rappresentava proprio quel profilo…

Può starci, anche se avere due galli nello stesso pollaio non è mai facile. Poi è anche vero che in UAE Emirates sono tutti galli! Ma con Pogacar è così, lui la fa da padrone e può creare gerarchie.

Passiamo alla Visma-Lease a Bike. La squadra ha puntato molto sulla costanza dei suoi uomini e hanno aggiunto Simon Yates. Basterà per ridurre il gap con la UAE?

Diciamo che l’anno scorso, il 2024, è stato un po’ di transizione per loro, soprattutto dopo aver perso Roglic, una pedina fondamentale per i grandi Giri. Con Simon Yates, la Visma si rinforza, ma non torna ai livelli di due anni fa. Al netto della Vuelta 2018, Yates non ha mai brillato sulle tre settimane negli ultimi anni, quindi lo vedo più come uomo per le corse a tappe di una settimana e gregario di lusso per Vingegaard nei grandi Giri.

Tratnik dalla Visma alla Red Bull: un colpo poco pubblicizzato ma di grande sostanza in favore di Roglic
Tratnik dalla Visma alla Red Bull: un colpo poco pubblicizzato ma di grande sostanza in favore di Roglic
Quindi tra UAE e Visma chi è stata più brava in questa sessione di ciclomercato?

Direi pari. La UAE ha preso giovani interessanti ma ha perso Hirschi, mentre la Visma ha aggiunto Yates. Sono operazioni che si compensano.

Tra le big, la Red Bull-Bora ha cambiato parecchio. Come valuti questa trasformazione?

La Red Bull-Bora si è spostata da una struttura incentrata quasi del tutto sui grandi Giri verso un approccio che guarda anche alle classiche con Moscon, Van Gils, Pithie, Lazkano…. Resta comunque una squadra formidabile, una delle top cinque. Giulio Pellizzari è un acquisto interessante per completare la squadra intorno a Roglic, che tra l’altro si è ripreso il suo amico e ottimo corridore Tratnik. Sarà importante vedere come si muoveranno nei programmi stagionali, specialmente se come hanno detto cercheranno di adattarsi ai piani della UAE e di Pogacar (cercare anche corse che non farà Tadej, ndr).

E le altre squadre?

Non ho visto passaggi così importanti da cambiare gli equilibri a dire il vero. Molti scambi, tanti giovani, ma la base per me resta quella.

Sembrava impossibile che Lutsenko lasciasse l’Astana. Sarà curioso vederlo lontanodalla sua “comfort zone” che era appunto il vecchio team
Sembrava impossibile che Lutsenko lasciasse l’Astana. Sarà curioso vederlo lontano dalla sua “comfort zone” che era appunto il vecchio team
Passando alle professional, almeno le più grandi, alcune squadre stanno crescendo in modo significativo. Tu stesso hai parlato della Tudor. La Q36.5 ha ingaggiato Pidcock. La Israel si è mossa bene…

Israel-Premier Tech ha costruito una squadra solida con un livello medio molto alto, anche se manca un campione assoluto. Hanno preso Lutsenko, Hirt e si sono ritrovati molti giovani dal devo team: uno su tutti Blackmore, vincitore del Tour de l’Avenir. In più hanno Gee, Fuglsang, Woods, Strong… Queste mosse riducono il gap con le WorldTour. E poi possono gestire il loro calendario. A tal proposito mi chiedo se convenga essere nel WorldTour.

E qual è la risposta?

Oggi, molte squadre trovano più vantaggi nello status di professional. Possono scegliere le gare e risparmiare risorse, pur avendo ottimi corridori. Per esempio, squadre come Cofidis devono affrontare costi elevati per rispettare gli obblighi del WorldTour, mentre una professional può gestire tutto con maggiore flessibilità. Ha meno vincoli, anche sul numero dei corridori. Io ricordo il primo anno alla Bmc. Con Evans, me, Hincapie, Van Avermaet, Kristoff: avevamo la certezza di fare le grandi classiche e i grandi Giri, ma al tempo stesso più libertà. Quel team funzionò molto bene quell’anno (era il 2010, ndr). Loro sono state le più attive sul mercato.

Con 21,9 anni di età media, la VF Group-Bardiani è la squadra più giovane tra WT e professional
Con 21,9 anni di età media, la VF Group-Bardiani è la squadra più giovane tra WT e professional
Chi è in ballo tra WT e professional è l’Astana-Qazaqstan che infatti ha operato una vera e propria rivoluzione: 14 corridori via e 14 corridori arrivati. Come valuti la loro situazione?

Hanno cambiato molto, ma vengono da una stagione deludente. L’ingresso dello sponsor cinese potrebbe portare stabilità, ma hanno perso pedine importanti come Lutsenko e Cavendish. Senza la vittoria di Cav al Tour quest’anno avrebbero fatto davvero pochissimo. Sono corridori buoni, anche Ulissi ti dà garanzia di un certo numero di punti e alcuni tipi di vittorie, ma l’unico su cui puntare davvero, l’unico che potrebbe spostare gli equilibri è Bettiol… sperando che abbia un anno di grazia.

Chiudiamo con le tre italiane: VF Group-Bardiani, Polti-VisitMalta e Vini Fantini, per loro un mercato davvero più piccolo. Ce la faranno?

Reverberi punta sui giovani e ormai cerca di costruirseli in casa, come il Giulio Pellizzari che abbiamo visto all’ultimo Giro d’Italia per esempio, cerca talenti da lanciare. Anche Polti e Vini Fantini faticano a causa di budget ridotti. In generale, quello delle italiane è un mercato che si appoggia sui giovani, o qualche corridore di esperienza, ma non possono fare molto altro.

Lo vediamo…

Il vero problema in Italia è la crisi delle categorie giovanili. La chiusura di squadre storiche dilettantistiche come la Zalf dovrebbe far riflettere. Servirebbe un altro sistema anche fiscale. E forse si avrebbe anche una WorldTour: magari una squadra italiana di prima fascia su 30 corridori ne avrebbe 15 italiani. Quindici corridori italiani di spessore.

Bramati: «Alaphilippe ha lasciato il segno nel nostro team»

10.10.2024
5 min
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VIGNOLA – Tra le poche e pesanti assenze al Giro dell’Emilia, ce n’era una che si avvertiva maggiormente, quasi in un’anticipazione del 2025. La caduta patita al mondiale di Zurigo ha impedito Julian Alaphilippe di essere al via con la sua Soudal-Quick Step nelle classiche italiane di ottobre e di esserne un assoluto protagonista.

Una storia iniziata con la squadra belga nel 2014 (anticipata dalla stagione precedente nella formazione continental) in cui Alaphilippe trovò in Davide Bramati un mentore più che un diesse. Così abbiamo chiesto al tecnico lombardo che effetto gli fa sapere di non guidare più il fuoriclasse francese dall’anno prossimo.

Al suo primo Giro d’Italia, Alaphilippe centra la tappa di Fano. Per Bramati una delle vittorie più spettacolari
Al suo primo Giro d’Italia, Alaphilippe centra la tappa di Fano. Per Bramati una delle vittorie più spettacolari

Simbolo di fedeltà

Il trinomio Quick Step-Bramati-Alaphilippe è stato uno dei più vincenti e longevi di un ciclismo moderno in cui è difficile associare una squadra a un corridore e viceversa. Il passaggio del due volte campione del mondo alla Tudor è uno dei migliori colpi del ciclo-mercato, ma come si guarda al passato che sta per diventare tale fra poco?

«Difficile dire – spiega Bramati – quale sia stato il mio primo pensiero sulla sua partenza. Abbiamo lavorato assieme per undici anni e posso dire che quando stai così tanto tempo con un atleta significa che c’è un bel rapporto. Sono altri tempi adesso, ma comunque ci sono corridori che firmano già per 4/5 anni. Più in piccolo e contestualizzando il tutto, fanno scelte come ha fatto Alaphilippe con noi quando passò pro’. Mi sono sempre trovato veramente benissimo con Julian».

Bramati ha ricordato come Alaphilippe abbia saputo tornare ad alto livello dopo alcuni anni sfortunati
Bramati ha ricordato come Alaphilippe abbia saputo tornare ad alto livello dopo alcuni anni sfortunati

«Penso a ciò che ha vinto in carriera – prosegue – ma tutti si ricordano anche che qualche anno fa ha avuto tanta sfortuna, tante cadute e non è stato facile per lui tornare da momenti del genere. Julian però quest’anno ha ritrovato un grande livello e mi dispiace che non sia qui a finire queste ultime gare in Italia perché ci teneva tantissimo. Aveva un’ottima condizione, ma purtroppo al mondiale è caduto».

Anni di vittorie

Alaphilippe si fece conoscere meglio al mondo nel 2015 quando infilò la sequenza di piazzamenti nel trittico Amstel, Freccia Vallone e Liegi, queste ultime due chiuse al secondo posto sempre dietro Valverde. All’epoca qualcuno lo paragonò al nostro Bettini, quantomeno per la militanza nella stessa formazione. Poi col gruppo Quick-Step, Alaphilippe ha brindato (finora) a 44 successi, di cui 24 equamente distribuiti nel biennio 2018-2019, sapendo centrare bersagli grossi in ogni annata.

«Anche in questo caso – racconta Bramati, provando a riavvolgere il nastro della memoria – è complicato dire quale sia la vittoria più bella o speciale. Ha vinto due mondiali e sei tappe al Tour, senza dimenticare la Strade Bianche e la Sanremo e tante altre corse. Ha vinto tanto in Italia e forse proprio per questo credo che la tappa vinta al Giro sia una delle più spettacolari. Era alla sua prima partecipazione ed è andato a segno con uno suoi numeri che lo hanno contraddistinto. Quando Loulou era Loulou che partiva da lontano, che aveva i suoi scatti e le sue accelerazioni. Ce lo ricordiamo tutti.

«Proprio nel 2019 al Tour – ricorda – aveva centrato un paio di tappe. Con la prima riuscì a prendere la maglia gialla, perdendola e riprendendola nuovamente nell’arco di due giorni. Julian è sempre stato un corridore per corse di un giorno, ma quell’anno andava veramente fortissimo. Indossò la maglia gialla per due settimane e finì quinto nella generale. Quello era stato un momento in cui si pensò che poteva trasformarsi in un corridore per grandi corse a tappe, però in salita c’è sempre stato qualcuno che sulle tre settimane era più forte di lui. Credo la sua carriera sia andata e vada bene così».

Fratello maggiore. Bramati augura ad Alaphilippe di vincere ancora tanto anche nella Tudor
Fratello maggiore. Bramati augura ad Alaphilippe di vincere ancora tanto anche nella Tudor

Consigli e auguri

Nonostante il suo ritiro agonistico sia diventato maggiorenne proprio quest’anno, il “Brama” con i suoi corridori sa essere molto vicino sotto tanti punti di vista. Dal 2025 troverà Alaphilippe da avversario con la maglia Tudor, ma non mancano le ultime raccomandazioni.

«Tra lui e me – conclude Bramati – ci sono tanti anni di differenza, però mi sento ancora giovane (ride, ndr) quindi posso dire che il mio con Julian sia stato un rapporto da fratello maggiore più che da padre e figlio. Lui ha preso un’altra strada però penso che abbia lasciato il segno nel nostro team. Ha fatto tanto per noi e resterà nei nostri cuori. Io sono contento di aver lavorato con lui.

«Per i prossimi anni gli auguro di vincere ancora tanto e di continuare a fare quello che ha sempre fatto, soprattutto nell’ultimo anno. In questa stagione ha ritrovato un grandissimo livello e sono certo che farà altrettanto bene nelle sua nuova avventura».

Mercato in fermento. Da Alaphilippe alla Tudor, al futuro di Remco

21.08.2024
6 min
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La stagione è ancora nel pieno e il mercato è ufficialmente aperto. In realtà non si chiude mai, ma dal primo agosto i contratti possono essere ufficializzati. E così ecco che sono già arrivate le prime “bombe di mercato”. Quali bombe? Bettiol all’Astana-Qazaqstan in presa diretta e Alaphilippe alla Tudor, dalla prossima stagione.

Ma le novità sono numerose. C’è un bel caos in atto. Sono oltre 70 gli scambi (compresi i passaggi interni tra devo team e prima squadra) ufficializzati nell’ultimo mese, tra gli uomini.

E non vanno dimenticate le grandi manovre di mercato al femminile, come Vollering alla Fdj Suez (non ufficiale) insieme alla Labous. Longo Borghini via dalla Lidl-Trek e il ritorno su strada, questo sì ufficiale, della neocampionessa olimpica di mtb, Pauline Ferrand Prevot alla Visma-Lease a Bike.

Bettiol è passato ufficialmente dall’EF Education all’Astana-Qazaqstan dal 15 agosto scorso
Bettiol è passato ufficialmente dall’Ef Education all’Astana-Qazaqstan dal 15 agosto scorso

Astana internazionale

Partiamo proprio dall’Astana di patron Vinokourov. In attesa del main sponsor dalla Cina, XDS Carbon-Tech (si sono già fatti dei passi in avanti per quel che riguarda le bici 2025), ci sono stati già dei bei cambiamenti. Per un Bettiol e un Wout Poels che arrivano c’è un Lutsenko che parte. Alexey è stato una colonna di questo team e del ciclismo kazako. La sua partenza è una piccola rivoluzione, per questa squadra che inizia ad uscire con sempre maggior insistenza dai confini nazionali.

Smetteranno Morkov e Cavendish, due posti importanti che certamente saranno rimpiazzati, anche da corridori italiani. Uno di questi è Romele, già nelle fila kazake, ma del devo team, che passa in prima squadra. Mentre alcune voci dicono che Battistella, in scadenza di contratto, potrebbe cambiare aria, ma un altro atleta italiano, ora nel WT, potrebbe raggiungere i turchesi.

Il team kazako ha fame di punti e cercherà di restare nella massima categoria con le unghie e con i denti. Non sono esclusi altri colpi importanti.

Rumors danno Tratnik (in scadenza di contratto) in rotta verso la Red Bull-Bora del grande amico Roglic
Rumors danno Tratnik (in scadenza di contratto) in rotta verso la Red Bull-Bora del grande amico Roglic

Intrecci Red Bull e Soudal 

Chi sta continuando la sua trasformazione, come ci diceva anche Benedetti ieri, è la Red Bull-Bora. Non solo grandi Giri nel mirino. Qui si vuol crescere su più fronti: settore giovanile, classiche, crono. Presi i giovani Fisher-Black, Phitie e soprattutto il nostro Pellizzari, c’è stata un’enorme fuoriuscita di corridori storici, tra chi termina la carriera e chi cambia squadra. Per esempio Buchman passa non senza qualche strascico polemico alla Cofidis. Kamna va alla Lidl-Trek. Via anche Jungels e Schachmann, rispettivamente a Ineos-Grenadiers e Soudal-Quick Step, team con cui ci sono possibili intrecci.

Al contrario della Red Bull-Bora, proprio la Soudal-Quick Step si stringe sempre di più attorno ad un uomo, il suo simbolo: Remco Evenepoel. Schachmann è stato preso proprio per aiutare Remco e in tal senso sembra ci sia un’opzione per i fratelli Paret-Peintre. E anche il fatto che Alaphilippe lascerà il team è indicativo. La vecchia guardia non c’è quasi più, visto che anche Asgreen andrà via, alla Uno-X.

La squadra di Lefevere per le classiche delle pietre non è più quella corazzata di un tempo. Per ora almeno, lasciamogli crescere i ragazzi in casa. Tutto da vedere è invece il ruolo di Ethan Hayter, che arriverà dalla Ineos.

Ma c’è un altra cosa che lega questi due team in questa fase del mercato, il rumors forse più importante di tutto il mercato: Remco Evenepoel, proprio lui.

Il brand austriaco della nota bibita vuole allestire un colosso al pari di UAE Emirates e Visma-Lease a Bike. E così sembrano fare rotta sul team di Ralph Denk: Remco, Tratnik, i due Van Dijke (anche loro della Visma) e Tom Pidcock.

Ethan Hayter: pistard, cronoman, finisseur e gregario: la Ineos-Grenadiers perde un nome importante
Ethan Hayter: pistard, cronoman, finisseur e gregario: la Ineos-Grenadiers perde un nome importante

Ineos, che fai?

Il nome di Pidcock ci porta in casa Ineos-Grenadiers. Il folletto di sua maestà ha un indizio super pesante che lo dirotta verso il team tedesco: lo sponsor personale che guarda caso è proprio Red Bull. Voci vicine al team, hanno riferito che Tom non sia stato felicissimo di essere schierato al Tour. Lui si sente biker e vuole fare più gare in mtb. Magari alla Red Bull avrebbe più carta bianca e meno pressioni visti i tanti campioni presenti.

Accantonata la voce che vorrebbe un massiccio ed oneroso affondo su Evenepoel (più che improbabile ormai per il 2025), ci si chiede davvero cosa farà questa ex super potenza del ciclismo moderno. Si dice che anche il patron di Ineos voglia investire parecchio, ma per ora non c’è il mega big e per di più hanno perso anche i due Hayter.

Sui giovani Ineos è stata brava ma non formidabile, cosa che ci si sarebbe aspettato vista l’assenza, almeno in questa fase della sua storia, appunto del super nome. Non dimentichiamo che partono anche Narvaez, destinazione UAE Emirates, e Viviani che è in scadenza di contratto. Carlos Rodriguez e Joshua Tarling saranno in grado di “reggere la baracca”?

Gemelli ancora più rivali l’anno prossimo. Simon Yates, in primo piano, passerà alla Visma-Lease a Bike per supportare Vingegaard
Gemelli ancora più rivali l’anno prossimo. Simon Yates, in primo piano, passerà alla Visma-Lease a Bike per supportare Vingegaard

L’eterna sfida

Ed eccoci alla sfida tra UAE Emirates e Visma-Lease a Bike. Su carta sembra difficile rinforzare due squadre così, specie la UAE. E non facciamoci ingannare dall’annata non troppo fortunata dei gialloneri, la sua rosa resta super. In ogni caso, anche per Vingegaard è stato preso uno Yates, Simon chiaramente. I due gemelli saranno più rivali che mai in questo derby per il dominio del WT e del Tour de France.

Sarebbe curioso sapere se Simon rivelerà qualche info “da spionaggio” che il fratello magari gli confessava quando ancora non sapeva del suo passaggio alla Visma.

In ogni caso, UAE ha preso Narvaez, corridore poliedrico che potrà essere utile alla causa delle classiche e non solo. E sempre in ottica classiche ha preso Florian Vermeersch, un bel bestione dalla Lotto-Dstny. 

Il mercato della Visma di contro, oltre a Simon Yates, ha visto l’arrivo di Axel Zingle, Victor Campenaerts e Mike Teunissen. 

In tutto ciò bisognerà vedere come andranno le cose per due big di questi team: Ayuso e Van Aert.

Si dice che lo spagnolo vorrebbe cambiare aria, perché soffocato da Pogacar, ma Matxin ha negato tutto. Mentre per Van Aert vale un po’ il discorso fatto per Pidcock circa lo sponsor: anche lui è Red Bull. Però è anche vero che il patron della Visma, da sempre “innamorato” di Wout, non lascerà andare via una figura così importante sia sul fronte tecnico che su quello del marketing per i suoi supermercati tra Belgio e Olanda. Wout è popolarissimo. E poi anche la Red Bull-Bora non può mica prenderli tutti, tutti!

Speriamo per la Tudor che quanto visto a San Sebastian tra Alaphilippe e Hirschi siano prove di attacco insieme e non di rivalità
Speriamo per la Tudor che quanto visto a San Sebastian tra Alaphilippe e Hirschi siano prove di attacco insieme e non di rivalità

Tudor regina 

Per il resto ci sono tanti altri “piccoli”, ma interessanti, movimenti. Uno è il passaggio di Lenny Martinez dalla Groupama-FDJ dove era cresciuto alla Bahrain-Victorious. Con Tiberi qui si vuol formare la coppia del futuro.

E in generale è interessante vedere il mercato dei tanti movimenti dei team francesi, tra giovani e corridori affermati che cambiano. In tal senso una vera rivoluzione sta interessando la Cofidis. Via Zingle, Guillame Martin (alla Groupama-Fdj) e Geschke (fine carriera) la squadra biancorossa ha già preso sei atleti e altrettanti ne dovrebbero arrivare. Tra questi in “nomination” ci sarebbe anche Lorenzo Rota, a fine contratto con la Intermarché-Wanty.

Infine, è ottimo il mercato del Tudor ProCycling Team. Patron Cancellara ha preso, come detto in apertura, Julien Alaphilippe, ma anche un altro big: Marc Hirschi. Senza contare Marco Haller, ottimo in funzione di questi due acquisti. E altri tre corridori dal loro devo team.

Tanta carne al fuoco insomma e non è finita qui. Vedremo cosa ci riserverà l’autunno. Gli scambi dell’ultimo minuto spesso hanno lasciato il segno più di altri, proponendo per la stagione successiva corridori affamati.