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Carera 2021

Il valore di un corridore? Parola ad Alex Carera

04.01.2022
7 min
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Al pari del calciomercato anche nel ciclismo in qualche modo si parla spesso di acquisti, di nuove leve, di stelle da scoprire… In tutto ciò gioca un ruolo centrale la figura del procuratore, colui che aiuta il corridore non solo a trovare una squadra ma anche un buon contratto. Noi vorremmo capire come viene stabilito il valore “di mercato” di un corridore e per farlo ci siamo rivolti Alex Carera, uno dei procuratori più esperti.

Dopo due stagioni alla corte di Gianni Savio, nel 2018 Egan Bernal passò al Team Sky
Dopo due stagioni con Savio, nel 2018 Bernal passò al Team Sky

Contratti e penali 

«Innanzitutto va fatta una precisazione – spiega Alex Carera – rispetto al basket o al calcio in cui c’è un valore del cartellino dell’atleta, nel ciclismo questo non esiste. In qualche modo sono tutti svincolati e non è possibile fare delle plusvalenze. Detto ciò, ci sono però le penali».

La penale può essere equiparata al valore del cartellino. «La penale è obbligatoria in un solo Stato ed è la Spagna. E’ una cifra che si stabilisce in merito alla “forza” di quel corridore. In pratica se si paga alla squadra il valore di quella penale, il corridore è svincolato e torna ad essere libero. Per esempio proprio Pogacar ha una penale, altissima, per essere svincolato dalla UAE. Abbiamo stabilito una cifra che il team manager Gianetti ha accettato».

A questo punto però ci viene in mente il caso Bernal. Quando fu venduto da Gianni Savio all’allora Sky (oggi Ineos), per il colombiano c’era un “costo del cartellino”.

«Intuito il valore assoluto dell’atleta, Savio aveva previsto nel contratto che, se fosse arrivata una proposta da un team WorldTour entro un certo termine, avrebbe avuto diritto ad un indennizzo per rescindere appunto il contratto tra la sua squadra e l’atleta in questione (un importo che il piemontese ha chiamato “premio di valorizzazione”, ndr). Ma non è stato il solo caso. C’è stato anche quello di Masnada. Per Fausto addirittura questo è accaduto due volte: nel passaggio alla CCC e da qui alla Quick Step, chiaramente con importi diversi».

La festa organizzata da A&J All Sport per i propri assistiti. In primo piano a destra anche Johnny, in ripresa da un brutto incidente d’auto
La festa di A&J All Sport. A destra anche Johnny, in ripresa da un incidente d’auto

Il valore dell’atleta

Come si fa a stabilire un valore di mercato? A quanto pare non è solo il procuratore che attribuisce un valore.

«E’ il mercato stesso che dà una valutazione al corridore – riprende Carera – chiaramente ogni procuratore ha un’idea di base sul proprio atleta. Gli dà una stima. Ma lo stipendio non lo stabilisce né il team, né il procuratore, né il corridore. E’ appunto il mercato a determinarlo. Molto poi dipende anche dalla situazione del corridore stesso, se questo è in crescendo o in calando. E addirittura può variare nel corso della stagione.

«Faccio un esempio banale. Prendiamo Covi. Alessandro inizia il 2021 con un determinato valore. Dopo un buon Giro d’Italia ne assume un altro e dopo San Sebastian ne ha un altro ancora. E più il corridore è giovane e più vale, perché potenzialmente può migliorare».

Leggere il mercato

E qui secondo Alex Carera interviene l’abilità del procuratore. La sua intuizione nel sapersi muovere in anticipo.

«Il bravo procuratore è colui che sa leggere il mercato, capire ed analizzare l’evoluzione dell’atleta e della situazione. Se nasce una nuova squadra automaticamente aumenta il valore contrattuale di ogni corridore. Ci sono più posti a disposizione e quindi più scelta.

«Se al contrario chiude un team, il valore si riduce, specie per chi è in scadenza di contratto. Il caso della Qhubeka per esempio ha provocato un abbassamento del valore medio. Poi è anche vero che chi è davvero forte, da una situazione così, ne può anche approfittare per accaparrarsi uno stipendio buono dal team che lo andrà a prendere».

Per Carera, Vingegaard (classe 1996), secondo al Tour, è la sorpresa del 2021
Per Carera, Vingegaard (classe 1996), secondo al Tour, è la sorpresa del 2021

Il potenziale

Carera ha parlato di potenziale. Quanto cioè un atleta può fare: crescere, raccogliere, vincere… Chiaramente se è giovane tutto assume un altro valore. Quanto incidono dunque il potenziale e soprattutto l’età nell’andare a stipulare un contratto?

«L’età – dice – conta moltissimo. Se tu vinci una Roubaix a 23 anni potenzialmente puoi vincerne almeno altre cinque. Se ne vinci una a trent’anni, ne puoi vincere un’altra o due al massimo. Quindi l’età conta, ma conta di più vincere presto. Prima vinci, prima raggiungi certi livelli e più assumi valore. Anche perché va fatta una considerazione: si fa presto ad aumentare il valore, mentre ci vuole di più a perderlo in quanto subentra una questione d’immagine che ci si porta dietro nel corso delle stagioni».

Sorpresa Vingegaard

Però non sempre oggi il mercato tende a ragionare in base alle vittorie. A volte si dà un alto valore ad un corridore anche se questo da giovane non ha vinto o non è esploso definitivamente. Per esempio ci viene in mente Fortunato, re dello Zoncolan, buon corridore e ottimo potenziale. Ad un certo punto della stagione era sulla bocca di tutti.

In questo caso Carera fa dei chiarimenti. «Secondo me non è un esempio calzante, Lorenzo non è così giovane. E per il mercato se tu hai vinto la tappa dello Zoncolan o un’altra cambia poco. Lui è già al terzo o quarto anno da pro’.

«Per me un esempio calzante in tal senso potrebbe essere Vingegaard. Per me lui è stata la vera sorpresa del 2021 con il secondo posto al Tour de France. Un qualcosa di grandioso. Il problema per il danese è che questo risultato non lo ha colto quattro o cinque anni fa da neoprofessionista, ma a 25 anni. Jonas non è passato da predestinato, per questo ha un valore sottostimato».

Oggi la categoria juniores è uno dei bacini maggiori per i team e i procuratori
Oggi la categoria juniores è uno dei bacini maggiori per i team e i procuratori

Sempre più giovani

L’età media nel passaggio tra i professionisti si sta abbassando. Squadre e procuratori vanno a cercare atleti sempre più giovani, tra gli juniores sicuro e forse anche tra gli allievi, proprio per il discorso del potenziale.

«Tra gli allievi no – dice Carera – non è neanche una categoria internazionale UCI. Oggi essendoci più procuratori nel mondo o presunti tali, si va alla ricerca di atleti sempre più giovani anche perché se ci lavori bene hai più probabilità di mantenerli nel corso degli anni. I contratti si sono allungati per durata, sono a lunga scadenza. Vedere contratti triennali è molto più normale rispetto ad una volta.

«Noi (l’agenzia di Alex e Johnny Carera è la A&J All Sport, ndr) lavoriamo su due mondi. Vediamo i file, gli ordini di arrivo da una parte e abbiamo una rete di talent scout dall’altra. Con loro andiamo a scoprirli sul campo, magari anche in Paesi diversi. Per esempio abbiamo Diego Millàn per l’America, Andrea Noè per l’Italia o Intxausti per la Spagna. Lì cerchi di scoprire nuovi talenti, chi ha margine di crescita. Poi è chiaro, una volta avremmo preso un corridore all’ultimo anno tra gli under 23, adesso lo andiamo a pescare al primo anno da juniores».

Il contratto

«Il valore di un corridore – dice Carera – è un cocktail di più elementi. Il primo è l’età, poi la progressione atletica, perché un exploit da “0-100” non contribuisce ad un grosso aumento di valore mentre una certa costanza sì. In Italia, per esempio, abbiamo due giovani che in tal senso sono molto appetibili: Alessandro Covi e Andrea Bagioli.

«Entrambi stanno crescendo con costanza, quindi sono affidabili. Un altro elemento del cocktail è la nazionalità. Un americano vale di più di un corridore croato, per il semplice fatto che negli Stati Uniti c’è più movimento di bici, di sponsor, di marchi interessati. Altra cosa che conta molto oggi sono i follower sui social».

«Tutti questi elementi sono portati nella trattativa con i team. Ma, come ripeto, quello che conta è il valore di mercato. Se tre team ti offrono un milione per quel corridore, vuol dire che il suo valore riconosciuto è quello. Tu procuratore non puoi pensare di ottenerne due. Al contrario se tu pensavi che valesse 500.000 euro e invece ci sono due o tre team che arrivano ad offrirti 750-800.000 ti adegui. Ti adegui in entrambi i casi».

«In fase di trattativa non si deve guardare solo all’offerta economica. Il buon corridore ha sempre più di una sola offerta, ha almeno due squadre che lo seguono. E lui deve scegliere non solo in base i soldi, ma in base al progetto che c’è dietro. I soldi sono la conseguenza di un buon lavoro. Il buon procuratore consiglia questo».