A Torino come a Palermo, si riparte da un super Ganna

08.05.2021
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Quando sul traguardo di Torino è passato l’arcobaleno, la gente è esplosa in un boato. Sì, la gente. Tanta e contenta, con la mascherina e la voglia di applaudire tutti i corridori del Giro, ma soprattutto Filippo Ganna. Perché quando un nome lo senti circolare lungo la strada e lo senti ripetere quando sta per passare, come in un colossale passaparola di 9 chilometri, significa che il ragazzo con la maglia iridata è ormai entrato nei cuori.

Pippo guarda un punto fisso e racconta. La sbornia del podio è alle spalle, le interviste in inglese sono finite. Questo è il momento delle riflessioni più intime.

«Non era facile partire con tante sconfitte alle spalle – dice – per questo ero nervoso e cattivo. La volevo davvero. Sentire tanta gente che urla il tuo nome ti spinge anche oltre».

Traiettorie perfette nelle strade di Torino e finale in crescendo: 10 e lode
Traiettorie perfette a Torino e finale in crescendo: 10 e lode
Primo, come l’anno scorso a Palermo…

Tornare a vincere non è facile. Sono riuscito a recuperare bene dopo tanto lavoro in altura. Erano già cominciate le polemiche. Ganna non va più, Ganna non sa più vincere. Ragazzi, facciamo una stagione con 70 giorni di corsa e non si può essere sempre competitivi. E se lo sei, allora c’è un problema. Oggi è venuto il risultato all’inizio di un Giro che sarà più duro dell’ultimo. I nostri direttori ci hanno mostrato le salite, ci sarà da stringere i denti.

Hai parlato di tante sconfitte.

Nelle ultime tappe del Romandia ero gonfio di liquidi e fatica. In questi giorni in Italia con il nostro bellissimo gruppo sono riuscito a mettere a posto il peso. Poi è chiaro che nelle ultimissime ore io fossi teso, vi invito a salire su pullman di chiunque puntasse alla crono per vedere in che condizioni fosse.

Il vostro bellissimo gruppo è lo stesso che lo scorso anno dominò il Giro?

Quel gruppo si creò dopo cinque giorni, dopo che Thomas finì fuori per il suo incidente. Questa volta forse avremo bisogno di più tempo. Gli ultimi due giorni sono stati noiosi, fatti di ore in camera, allenamento e cena. Ora si comincia. Ci sarà da supportare e anche sopportare i capitani. Di sicuro avremo momenti di tensione, ma so che qualunque cosa diranno, sarà dettata dalla tensione. Siamo qua per vincere, non per fare secondi. Se riusciamo a switchare la testa e a divertirci, le cose verranno anche meglio.

Il podio ai piedi della Gran Madre, in uno scenario suggestivo con vista su Torino
Il podio ai piedi della Gran Madre, in uno scenario suggestivo
Supportare i capitani è nell’ordine delle cose, quanto spazio ci sarà per la tua maglia rosa?

E’ chiaro che dovrò guardare alla squadra, ma cercherò di tenerla più a lungo che posso. Penso che il primo arrivo in salita mi sarà fatale, a meno che quel giorno non mi venga fuori il coraggio del leone e la forza della formica che solleva cento volte il suo peso. Sono qua per la squadra, abbiamo dei grandi leader. Spero di cominciare qui come ho finito nel 2020.

Ti chiedono come tu faccia a sopportare tante pressioni. Le crono, la pista, il ruolo alla Ineos, le Olimpiadi…

Un atleta sa dove può arrivare e dove no. A volte siete voi giornalisti, che fate ottimamente il vostro lavoro, a tirare fuori certi aspetti cui noi non avevamo neanche pensato. Abbiamo bisogno di staccare. E’ tutto collegato. Se non avessi fatto quei lavori lattacidi in pista e la preparazione in palestra e se non fossi andato sul Teide, al Romandia sarei stato più pronto. Ma io ho questo sogno delle Olimpiadi, con due medaglie in palio. Lasciate che possa coltivarlo, sperando che il prossimo luglio ci divertiremo insieme.

Alle interviste finalmente rilassato, la tensione va giù: Torino ai suoi piedi
Alle interviste finalmente rilassato, la tensione va giù
Come credi che Affini abbia vissuto la sconfitta?

Di sicuro anche lui sognava la maglia rosa, come tutti noi alla partenza. Io ed Edo (Edoardo Affini, ndr) abbiamo un bellissimo rapporto, siamo cresciuti insieme. A volte ho preso io le randellate, a volte lui. Quando ci siamo incrociati gli ho chiesto di lasciarmi la maglia rosa per almeno tre giorni e lui ridendo mi ha chiesto chi potrebbe avere la forza di togliermela. So che in fondo è contento per me, come io lo sarei stato per lui.

Tu saresti stato contento se non avessi vinto?

E’ stata una vittoria voluta. Sono partito da casa con l’unico intento di vincerla. Se non ci fossi riuscito, non nego che nei prossimi giorni il mio umore sarebbe stato peggiore…

Dalla sveglia al via: la giornata di Ganna a Torino

03.05.2021
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Sarà il più atteso del Giro d’Italia. Una città, una Regione e una Nazione non aspettano altro che vedere Filippo Ganna in maglia rosa al termine degli 8,6 chilometri del prologo di Torino. Il verbanese si presenta al via dopo i trionfi dello scorso anno in cui aveva catturato e ammaliato un sacco di tifosi, sia per le sue vittorie ma anche per il suo modo di correre.

David Brailsford, Filippo Ganna, Dario Cioni, crono Milano, Giro d'Italia 2020
Da sinistra: David Brailsford, Filippo Ganna e Dario Cioni nello scorso Giro
David Brailsford, Filippo Ganna, Dario Cioni, crono Milano, Giro d'Italia 2020
Filippo Ganna e Dario Cioni nello scorso Giro

Per questo vogliamo sapere tutto ma proprio tutto su come si svolgerà la sua giornata sabato. Vogliamo “salire” in sella con lui. E quale miglior referente di Dario David Cioni per saperlo? Il tecnico della Ineos-Grenadiers non solo è il preparatore del piemontese, ma è anche un suo importante punto di appoggio morale.

Dario, cominciamo! A che ora si sveglierà Pippo?

Vero le 9 immagino. Non è un super mattiniero e se c’è la possibilità gli piace dormire un po’ di più. Farà una colazione normale, non troppo abbondante però. Lo sforzo che è chiamato a fare è breve. Però la sua giornata non si limita solo a quello. Bisogna pensare che prima salirà sui rulli.

Rulli?

Sì, una sessione sui rulli a metà mattinata prima di andare a vedere il percorso. Che poi questa scelta è legata all’orario della chiusura al traffico del percorso stesso. Se fosse aperto presto ai corridori, Pippo potrebbe anche evitare i rulli. 

C’è da immaginare che Ganna sarà tra gli ultimi a partire.

A meno che  non ci siano condizioni meteo particolari per le quali partire prima porti dei vantaggi, come accadde l’anno scorso a Monreale del resto. Le condizioni del vento erano migliori partendo prima e così abbiamo scelto. Comunque in linea di massima partirà tra gli ultimi: è tra i favoriti, veste la maglia di campione del mondo a crono, corre in “casa”…

Ma come mai i rulli? Questa cosa un po’ ci ha colpito.

E’ una sessione di risveglio muscolare. Si tratta di riproporre il protocollo di riscaldamento per la crono, quindi ci sarà anche un po’ d’intensità. Farà sui 30′, 40′ al massimo, facendo dai 6′ ai 9′ ad alta intensità.

A Torino, prima del riscaldamento pasta in bianco con olio e parmigiano per Ganna
alimentazione
A Torino, prima del riscaldamento pasta in bianco con olio e parmigiano per Ganna
Come nasce questo protocollo?

Noi avevamo una nostra base e poi i corridori hanno fatto dei piccoli adattamenti in base alle proprie preferenze. Ma Pippo quando è arrivato ne aveva uno molto simile visto che proveniva dalla pista, come il nostro del resto.

Veniamo alla ricognizione, forse il momento più importante. Si fa anche nei giorni prima?

Dipende. Magari gli si dà un occhio, ma vedere il percorso a traffico chiuso è ben diverso che farlo con il traffico aperto. Data la distanza di gara (8,6 chilometri, ndr) credo al netto dei rulli farà due giri. Il primo per vedere i dettagli del percorso, il secondo è più dedicato alla parte fisica. In questo secondo giro inserirà due tratti a passo gara. Andrà un po’ a sensazione, l’importante è che stimoli il lattato. Potrebbe fare un paio di progressioni da 2′-3′ o una sessione unica di 5′ facendo un po’ di tira e molla.

Hai detto che nel primo giro si osservano i dettagli. Come funziona questa fase?

E’ Filippo che in bici vede i dettagli del percorso e dell’asfalto. Studia le curve, le traiettorie e dice a noi per radio cosa vede. Lui si ricorda tutto, ma noi con carta e penna appuntiamo quello che lui segnala e in corsa sempre per radio glielo ricordiamo. E’ un qualcosa in più.

Ipotizziamo un orario di partenza, le 16:30 cosa prevede il protocollo di riscaldamento?

Inizia a scaldarsi 40′ prima del via (alle 15,50, ndr). Fa 30′ di riscaldamento con quei minuti ad intensità maggiori come avevamo detto e 10′ lo si lascia in pausa, recupero totale. Poi un aspetto da valutare è la distanza dal bus alla partenza. Va considerato che appena finito il riscaldamento non c’è più molto da fare se non recuperare un po’ e portarsi al via, appunto. Il body infatti viene indossato prima. Questi di nuova generazione con il sudore poi non li infili più. Sono complicati da mettere e se non li indossi bene non svolgono la loro funzione correttamente (ci sono parti che devono calzare in un certo modo, alcune fibre che devono essere tese in maniera specifica, ndr).

Tra il ritiro in altura e il Romandia, Ganna è andato in pista a Montichiari
Tra il ritiro in altura e il Romandia, Ganna è andato in pista a Montichiari
In poco meno di 9 chilometri si beve?

No, per distanze così brevi si toglie il portaborraccia. Per sforzi da 15′-20′ magari la borraccia la porti, se per caso dovesse venirti sete, ma ci metti dentro tre sorsate d’acqua e basta e comunque molto dipende dalla temperatura. Se a Torino dovesse fare molto, molto caldo si può ipotizzare di andare in questa direzione. 

Avete un protocollo anche per l’idratazione?

No, si va a sensazione. Varia in base alla temperatura.

E invece per l’alimentazione quali sono le tempistiche? E cosa mangerà Pippo?

Dopo la ricognizione, mangerà un po’ di pasta in bianco, con olio e parmigiano, ma poca. E basta. Se fosse stata una crono più lunga avrebbe aggiunto anche un’omelette. Comunque certe scelte dipendono anche dal momento, dalle sensazioni, dal clima… Di certo per la gara di Torino non ci sarà l’omelette.

E poi c’è anche il discorso della pressione, del nervosismo. Ganna è piemontese, la gente si aspetta molto da lui nella crono iniziale, c’è la maglia rosa in palio…

Il prologo di Torino e le Olimpiadi sono i due momenti clou della stagione di Ganna. Sarà super concentrato, ormai ha abbastanza esperienza, acquisita anche con i mondiali in pista. Sa gestirla bene. 

Pippo non esce con un grande sorriso dal Tour de Romandie. A crono non è stato super brillante. Sta pagando il lavoro fatto sul Teide: procede tutto secondo i piani o è “allarme rosso”?

Siamo ben lontano dall’allarme rosso. Prima del Romandia Pippo era stato anche in pista, aggiungendo altro lavoro ed aveva avuto buone sensazioni. Siamo andati al Romandia proprio per mettere a frutto tutto quel blocco di lavoro. Consideriamo che Pippo non avrà la stessa condizione dell’ultimo Giro. L’anno scorso era nel suo picco di forma. Lui punta alle Olimpiadi che sono ad agosto, non ci arriverebbe. Sono rischi che vanno presi. Non puoi puntare a tutte le gare allo stesso modo. In più al Romandia è stato freddo, c’è chi reagisce diversamente. E molti dei rivali presenti lì non ci saranno al Giro. Spaventa Evenepoel perché non si hanno dati su di lui. In questo momento è una mina vagante.

Le ruote inglesi AeroCoach Aeox con profilo da 100 millimetri
Le ruote inglesi AeroCoach Aeox con profilo da 100 millimetri
Sul piano tecnico la bici di Ganna avrà delle novità?

Nessuna, né per lui, né per la squadra. Deciderà quali ruote usare sul momento. Se le Princeton viste al Giro l’anno scorso o le AeroCoach. Si tratta di una ruota super alta all’anteriore (100 millimetri), molto veloce ma meno guidabile.

Sul percorso di Torino potrebbe andare bene: non ci sono moltissime curve…

In linea di massima sì, ma molto dipenderà dal vento. Le ha usate anche Roglic ai Paesi Baschi (e Ganna ieri al Romandia, foto in apertura, ndr).

Avete già studiato il meteo?

No, quello non ha senso farlo troppo prima. Cominceremo a farlo da oggi in poi

Ineos Grenadiers: mai visti così tanti capitani…

20.04.2021
3 min
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Pochi acquisti ma di spicco per il Team Ineos Grenadiers, fortemente determinata a reimpossessarsi di quel ruolo di riferimento assoluto per le corse a tappe dopo lo straordinario Giro d’Italia 2020, culminato con il trionfo di Tao Geoghegan Hart. La partenza di Chris Froome, invece che lasciare più spazio ai capitani già presenti, ha allargato il numero di frecce disponibili, con l’arrivo di Adam Yates, britannico anche lui alla ricerca del rilancio dopo qualche occasione fallita.

Tirreno Adriatico 2021, Egan Bernal alle prime prove del 2021
Tirreno Adriatico 2021, Egan Bernal alle prime prove del 2021

Bernal al Giro

Toccherà a lui, insieme a Thomas, all’ex maglia rosa Carapaz e al già citato Geoghegan Hart costituire alternative a Bernal, il trionfatore del Tour 2019 che dopo le difficoltà della scorsa stagione è ripartito dal Giro d’Italia nella sua caccia ai grandi successi nelle corse a tappe. Come si vede, un tale affollamento di punte permetterà di schierare sempre alternative, addirittura triple sperando che non ci si pesti i piedi, ma il motto della squadra è sempre stato “la corsa decide il capitano, non il contrario”.

Ganna Sanremo 2021
Ganna è in prospettiva il talento più eclettico per Ineos
Ganna Sanremo 2021
Ganna è in prospettiva il talento più eclettico per Ineos

Prospettiva Ganna

La Ineos però è anche altro, anzi si è portati a pensare che il grande acquisto della squadra sia… Filippo Ganna. Il campione del mondo a cronometro è atteso da un anno incentrato sull’esperienza olimpica, poi si penserà ad allargare i suoi orizzonti non più solo come passista per le gare contro il tempo, ma anche come cacciatore di un certo tipo di classiche.

Il nuovo Moscon

Certamente con gente come lui, Dennis, il neoarrivato Porte (terzo all’ultimo Tour ma pronto ora al ruolo di luogotenente) ogni cronosquadre avrà nell’Ineos la netta favorita, ma in questo panorama ci sono altri corridori che reclamano spazio, da Sivakov, considerato ottimo specialista per le corse a tappe medio-brevi, a Moscon, che vuole ritrovare l’antico smalto, facendo intanto crescere con calma quel Pidcock pronto a diventare un’altra delle tante punte del team.

L’ORGANICO

Nome CognomeNato aNaz.Nato ilPro’
Andrey AmadorSan JoséCol29.08.19862009
Leonardo BassoCastelfranco V.Ita25.12.19932018
Egan A.Bernal GomezBogotàCol13.01.19972016
Richard CarapazEl CarmeloEcu29.05.19932017
Jonathan CastroviejoGetxoEsp27.04.19872008
Laurens De PlusAalstBel04.09.19952016
Rohan DennisAdelaideAus28.05.19902013
Owain DoullCardiffGbr02.05.19932017
Edward DunbarBanteerIrl01.09.19962018
Filippo GannaVerbaniaIta25.07.19962017
Tao Geoghegan HartLondraGbr30.03.19952017
Michal GolasTorunPol29.04.19842008
Ethan HayterLondraGbr18.09.19982020
Sebastian Henao GomezRionegroCol05.08.19932014
Michal KwiatkowskiChelmzaPol02.06.19902010
D.F.Martinez PovedaBogotàCol25.04.19962015
Gianni MosconTrentoIta20.04.19942016
J.M.Narvaez PradoPlayon S.FranciscoEcu04.03.19972017
Thomas PidcockLeedsGbr30.07.19992021
Richie PorteLauncestonAus30.01.19952010
Salvatore PuccioMenfiIta31.08.19892012
Brandon S.Rivera VargasZipaquiraCol21.03.19962019
Carlos Rodriguez CanoAlmunecarEsp02.02.20012020
Luke RoweCardiffGbr10.03.19902012
Pavel Alekseevic SivakovS.Donà Piave (ITA)Rus11.07.19972018
Ivan R.Sosa CuervoPascaCol31.10.19972017
Ben SwiftRotherhamGbr05.11.19872009
Geraint ThomasCardiffGbr25.05.19862007
Dylan Van BaarleVoorburgNed21.05.19922014
Cameron WurfHobartAus03.08.19832007
Adam YatesBuryBury07.08.19922014

DIRIGENTI

Dave BrailsfordGbrGeneral Manager
Oliver CocksonGbrDirettore Sportivo
Xavier Artetxe GesuragaEspDirettore Sportivo
Kurt BogaertsBelDirettore Sportivo
Dario David CioniItaDirettore Sportivo
Stephen CummingsGbrDirettore Sportivo
Carsten JeppesenDenDirettore Sportivo
Servais KnavenNedDirettore Sportivo
Christian KneesGerDirettore Sportivo
Brett LancasterAusDirettore Sportivo
Ole Gabriel RaschNorDirettore Sportivo
Matteo TosattoItaDirettore Sportivo
Xavier Zandio EchaideEspDirettore Sportivo

DOTAZIONI TECNICHE

La collaborazione fra il Team Ineos e Pinarello ha scritto alcune delle più belle pagine di ciclismo, a partire dal 2012, quando Bradley Wiggins vinse il primo Tour in maglia Sky, seguito poi dalle 4 vittorie di Froome, quella di Thomas e quella di Bernal, cui si sono aggiunte le due Vuelta di froome e il suo Giro. La Pinarello F12 del team, unica bici del WorldTour per scelta senza freni a disco, viaggia appaiata alla Bolide per le crono.

CONTATTI

INEOS GRENADIERS (UK)

Hawkslease, Chapel Lane, SO43 7FG Lyndhurst (GBR)

info@ineosgrenadiers.com – www.ineosgrenadiers.com

Facebook: @ineosgrenadiers

Twitter: @ineosgrenadiers

Instagram: ineosgrenadiers

Moser: «Roubaix senza tifosi? Non cambia nulla»

01.04.2021
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Parigi-Roubaix sì o no? Anche se viene dato quasi per certo il suo rinvio a ottobre, nell’ambiente la speranza continua a esistere e qualcuno dice che gli organizzatori (gli stessi del Tour de France) si sarebbero tenuti una porticina aperta, di concerto con le autorità locali, per permettere la disputa della corsa l’11 aprile, nella data prevista, anche se rigorosamente a porte chiuse.

Dipenderà molto dall’andamento dei contagi da qui alla metà della prossima settimana, ma a questo punto ci si chiede se una Roubaix senza pubblico (ricordiamo che la classica del pavé è stata l’unica lo scorso anno tra le Monumento a non essere stata recuperata) sarà diversa dal solito. Chi ha un’opinione molto chiara in proposito è chi la Roubaix la conosce bene, per averla vinta ben tre volte di seguito (1978-79-80, la terza nella foto d’apertura): Francesco Moser.

Nel 1978, iridato in carica, Moser vince la prima Roubaix
Nel 1978, iridato in carica, Moser vince la prima Roubaix

«Cambia forse per lo spettacolo, per chi guarda – dice – ma non per i corridori. Alla Roubaix devi essere sempre concentrato al 100 per cento su quel che avviene in corsa, mentalmente è di gran lunga la gara più difficile dell’anno perché non basta controllare gli avversari, ma devi guardare anche dove metti le ruote».

Ci sono punti tranquilli?

Se sei fortunato, nella primissima parte quando si procede tutti in gruppo, ma già al primo settore di pavé la corsa esplode e allora guai a chi si distrae.

Roubaix del 1979, Francesco si avvia a vincere per la seconda volta
Roubaix del 1979, Francesco si avvia a vincere per la seconda volta
Si è visto d’altronde alla Parigi-Nizza come la gente si assembri appena c’è l’occasione per applaudire i corridori…

Quando passi nei paesini la gente si riversa sulle strade, la Roubaix è un evento unico, atteso tutto l’anno. Al Fiandre è lo stesso, nei punti strategici trovi sempre tante persone. Sono convinto che domenica ce ne saranno lo stesso a dispetto dei divieti. Ripeto però, per i corridori non cambia nulla.

E’ vero che ogni tratto di pavé è diverso dall’altro?

Sì, per questo devi essere sempre sveglio. Se c’è pioggia si viaggia sempre al centro della strada, se è asciutto devi decidere ogni volta dove passare, sperando che la traiettoria sia priva di buche. Devi scegliere in una frazione di secondo. Per questo servono tanta fortuna e mente sveglia. So ad esempio che ci sono squadre di volontari che vanno a posizionare sassi nuovi nei tratti di pavé per impedire che ci siano buche troppo grosse.

Nel 2016 Ganna ha vinto la Roubaix U23 in maglia Colpack: per Moser è lui l’italiano più adatto
Nel 2016 Ganna vince la Roubaix U23: per Moser è l’italiano più adatto
Nel caso si spostasse a ottobre, che cosa cambia per i corridori?

Credo che le condizioni climatiche sarebbero migliori. Il problema è che la Roubaix non s’inventa, la devi preparare prima e al termine dei grandi Giri molto potrebbe cambiare.

Guardando agli italiani su chi scommetterebbe un euro?

Daniel Oss è uno che ha sempre fatto bene, ma viste anche le mansioni di squadra, non punteranno su di lui. Invece Trentin potrebbe davvero ottenere un bel risultato. Sapete però chi è davvero tagliato per la Roubaix? Filippo Ganna, l’ha anche vinta da U23. Ha la gamba giusta perché sa spingere i grandi rapporti, ma deve fare esperienza e mentalizzarsi sulla gara, sin dall’inizio della stagione.

Chiappucci: «Forza Nibali e lasciamo in pace Ganna»

Giada Gambino
29.03.2021
3 min
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Il ciclismo moderno fa sorgere tante domande, dubbi e perplessità. Claudio Chiappucci, che di questo mondo ne sa davvero tanto, ha accettato di rispondere a cinque domande su cinque temi di attualità e ci ha dato la sua visione… 

Le nuove metodiche di preparazione hanno riscritto l’approccio con le corse
L’approccio con le corse è cambiato radicalmete

Come sta cambiando il ciclismo? 

«C’è stata una grande crescita tecnologica – dice Chiappucci – è mutato molto il mondo attuale sia per la programmazione che per la preparazione. C’è sicuramente in atto un cambiamento». 

Nibali per ora resta il fulcro del ciclismo italiano, in attesa che crescano Ciccone e gli altri
Nibali per ora resta il fulcro del ciclismo italiano

Italia sempre Nibali dipendente? 

«Attualmente – risponde Chiappucci – non abbiamo un giovane che lo possa sostituire. Aspettiamo che alcuni, come ad esempio Ciccone, riescano a crescere da questo punto di vista e farsi valere in un grande Giro. Trovare altri nomi non è impossibile, ma attualmente è difficile; dobbiamo solo aspettare e, nel frattempo, Nibali rimane la nostra grande punta».

Filippo Ganna, Giro d'Italia 2020, Camigliatello Silano
Ganna nei grandi Giri? Basta mettergli pressioni, ha bisogno di crescere e capire
Filippo Ganna, Giro d'Italia 2020, Camigliatello Silano
Ganna nei grandi Giri? Basta mettergli pressioni

Ganna può vincere i grandi Giri?

«E’ presto per dire cosa potrebbe fare lui. E’ un corridore che sta emergendo e che sta subendo un po’ di pressioni. Va molto bene a cronometro – suggerisce Chiappucci – ma bisogna dargli il tempo di crescere e maturare per affrontare anche la salita, che è centrale nelle corse a tappe. Un conto è correre fuori gara per quanto riguarda la classifica generale e vincere una tappa anche abbastanza dura, come ha fatto lui nello scorso Giro d’Italia. Un altro è correre per far classifica, con i migliori ti controllano e non ti fanno andare via così facilmente».

Trek Segafredo donne, Elisa Longo Borghini
Le donne nel WorldTour hanno lo stesso materiale degli uomini
Le donne nel WorldTour hanno lo stesso materiale degli uomini

Come vedi il ciclismo femminile?

«C’è stato un salto di qualità per quanto riguarda tutto ciò che riguarda gli aspetti tecnici e pratici del mondo femminile. Le squadre ci tengono ad avere il meglio per le loro atlete e di fatto le più grandi nel WorldTour hanno lo stesso equipaggiamento dei team maschili corrispondenti. E soprattutto, noi italiani – dice Chiappucci – dovremmo essere orgogliosi di avere atlete di un certo livello che in campo internazionale riescono a farsi valere e ad avere la meglio». 

Inizio stagione 1996, Chiappucci e Pantani con il team manager Boifava, senza procuratori
Inizio 1996, Chiappucci e Pantani con Boifava, senza procuratori

Atleti di ieri e di oggi: le differenze?

«Gli atleti di un tempo – riflette Chiappucci – avevano caratteristiche diverse rispetto agli attuali. Avevano la capacità di farsi da soli, erano grandi atleti. Oggi i ciclisti di grande livello hanno tutto a disposizione grazie alla tecnologia e hanno uno staff ben composto e articolato che li aiuta in vari ambiti. Uno come me è stato capace di fare tutto da sé. Non ho avuto bisogno di manager o altre figure a sostegno della mia immagine, ci pensavo io».

Ganna “a martello”. Cosa voleva fare la Ineos?

20.03.2021
4 min
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E alla fine ecco la Ineos Grenadiers. I ragazzi di Dario David Cioni e Matteo Tosatto hanno preso le redini della corsa dalla Cipressa in poi. Tutti si chiedevano perché? Soprattutto dopo la tirata di Ganna… 

In fin dei conti il gruppo era foltissimo e Kwiatkowski, che per carità resta un super corridore, non dava poi tutte queste garanzie, almeno se si pensava a quei tre che avrebbero dovuto “spaccare il mondo”. Perché non lasciare a loro il pallino della corsa?

Luke Rowe e Filippo Ganna, appunto, hanno fatto davvero un gran lavoro. Pippo poi li ha portati “a spasso” fin sulle rampe del Poggio, prima di spostarsi esausto.

Pidcock, Kwiatkowski e Van Baarle subito dopo l’arrivo
Pidcock, Kwiatkowski e Van Baarle subito dopo l’arrivo

Imperativo: stare davanti

Dopo l’arrivo i primi Ineos a tagliare il traguardo si radunano. Scambiano qualche chiacchiera e tutto sommato sono sorridenti. Per assurdo il più dispiaciuto è Pidcock: il novellino di 59 chili ha l’aria di chi ha perso una grande occasione.

«E’ stata una Sanremo molto veloce – dice Cioni appena sceso dall’ammiraglia – Nel finale eravamo davanti perché se dopo la Cipressa non corri in quelle posizioni non vinci la corsa. E’ semplice! Siamo rimasti in testa al gruppo con la speranza che poi i ragazzi avessero le gambe per seguire chi si sarebbe mosso. Alla fine davanti avevamo Pidcock e Kwiato non si è agganciato per poco.

«Kwiatkowski era il capitano e Pidcock il jolly. A dire la verità aveva carta bianca anche Ganna, ma poi non stava benissimo nella prima parte della gara e così Pippo ha scelto di lavorare per la squadra».

Pidcock in azione sulla Cipressa. Molto reattivo anche sul Poggio
Pidcock in azione sulla Cipressa. Molto reattivo anche sul Poggio

L’attacco di Kwiato

Il polacco, che vinse questa corsa nello splendido arrivo a tre del 2017, ha provato a giocarsela in discesa. Lui il Poggio lo conosce a menadito e, probabilmente sapendo di averne un po’ meno sia per la “botta in finale” che per la volata, ha cercato di anticipare. Forse, però, quando ci ha provato a quel punto la tattica era un po’ bloccata. Probabilmente anche in Ineos si aspettavano qualcosa di più dai tre favoriti.

«Sono mancate un po’ le gambe – afferma Cioni – ma come succede a tanti del resto. La Sanremo è una gara particolare: pensi di stare bene e poi nel finale ti rendi conto che non è così. Per quel che avevamo visto alla Tirreno, un po’ tutti si aspettavano qualcosa di più da Van Aert, Alaphilippe e Van der Poel. Uno scontro fra titani sul Poggio. Ma come ho detto la Sanremo è una gara lunga, una gara strana e non sempre uno ha le gambe che pensa di avere. E questo vale anche per loro evidentemente. Quindi complimenti al vincitore che è andato forte!».

Già, complimenti al vincitore. Ma visto come è partito Stuyven e cioè in discesa sui “residui” di un’azione, forse anche giusta, impostata proprio da Kwiatkowski magari un po’ di rammarico c’è.

«Sì, ci vuole anche un po’ di fortuna. Bisogna essere lì e cogliere l’attimo. E’ andata meglio a qualcun altro».

Stamattina Ganna è stato l’ultimo a lasciare il suo bus ed era molto serio
Stamattina Ganna è stato l’ultimo a lasciare il suo bus ed era molto serio

E Ganna lavora per il futuro?

Ma se la corsa della Ineos è finita di fatto ad un chilometro dall’Aurelia, qualche cosa da salvare c’è eccome: innanzi tutto Pidcock. Tom, 21 anni e alla prima Sanremo, è arrivato davanti e Ganna era lì, nonostante non fosse in forma. Stando alle parole del gruppo la sua azione è stata determinante nell’economia della corsa. Di fatto il “Pippo nazionale” ha impedito ogni altro scatto o azione.

«Ganna – conclude Cioni – poteva entrare in gioco in due punti: uno era sulla Cipressa se ci fossero stati dei movimenti, e l’altro sul Poggio. In questo secondo caso se avesse avuto la gamba buona avrebbe dovuto seguire».

E, aggiungiamo noi, semmai fosse arrivato davanti in fondo all’Aurelia avrebbe dovuto dare una botta della sue, come fece Cancellara nell’ormai lontano 2008.

Tirreno show: brindano Wout e Tadej, cede Ganna

16.03.2021
5 min
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Eravamo tutti pronti a brindare con Filippo Ganna, invece la Tirreno-Adriatico ha mostrato ancora una volta il suo volto più duro. E dopo una settimana che più severa non poteva essere, anche il gigante di Verbania ha dovuto arrendersi alla condizione certamente notevole di Van Aert e alla qualità di Kung, che ha dovuto lavorare certo meno di lui nelle tappe dure. Dopo di loro, sul traguardo di San Benedetto è sfilato Tadej Pogacar, a dimostrare che quella a La Planche des Belles Filles, ancorché in salita, non fu una crono figlia del caso. Il giovane sloveno si porta così a casa la Corsa dei Due Mari, davanti a Van Aert e Landa (foto di apertura), avendo mostrato in almeno tre occasioni freddezza e padronanza da veterano. A Prati di Tivo, dove ha vinto staccando tutti. A Castelfidardo, dove ha ugualmente staccato tutti mancando solo Van der Poel. E nell’ultima crono, dove si è messo ancora alla prova arrivando quarto.

Terzo al traguardo, Ganna ha sicuramente pagato gli sforzi dei giorni scorsi
Terzo al traguardo, Ganna ha sicuramente pagato gli sforzi dei giorni scorsi

Ganna provato

Per amor di bandiera, iniziamo il nostro racconto da Ganna, che sui rulli dopo l’arrivo è parso davvero stremato, riparato con una coperta mentre girava le gambe in cerca di sollievo.

«In questa corsa – dice – ho preferito fare il mio lavoro di squadra, che è stato impegnativo. Sapevo che non sarebbe stato facile ricavare dello spazio per me, ma va bene così. Ci siamo impegnati al 100 per cento e siamo soddisfatti di quello che è venuto. Se uno dà il massimo, ha poco da recriminare».

Sceso dall’ammiraglia, Dario Cioni lo ha osservato e ha poi spiegato il perché di una giornata storta, ammesso che un terzo posto possa essere definito un risultato storto.

«La prestazione – dice – è stata comunque di alto livello. E poi la crono dopo una settimana di corsa così dura non è la prova secca. Pippo ha lavorato per la squadra, ha tirato in montagna ed è andato in fuga a Castefidardo. Sono rischi che poi si pagano, a fronte di avversari fortissimi. Kung è il campione europeo, Van Aert aveva già dimostrato la sua condizione. Era inevitabile che prima o poi la serie di vittorie finisse. Perciò ora ci riposiamo e poi andiamo alla Sanremo. Se Pippo starà bene, potrebbe fare qualcosa. Anche se, volendo anticipare, bisognerà fare i conti con questi qui che attaccano abitualmente a 50 chilometri dall’arrivo…».

Pogacar ha concluso con il 4° tempo nella crono, a 1″ dal podio. La Tirreno è sua
Per Pogacar il 4° tempo nella crono: la Tirreno è sua

Van Aert vola

La crono l’ha vinta Van Aert. Dopo Castelfidardo, il belga aveva detto di avere davanti altre due giornate in cui darsi da fare, ma quando ieri verso Lido di Fermo si è reso conto che per riprendere la fuga avrebbe dovuto dare fondo alle energie, si è messo in modalità risparmio energetico pensando alla crono.

«Questa vittoria – dice – mi dà grande fiducia per le crono dell’estate. Adesso nel mio orizzonte c’era soprattutto la Roubaix e visto che nell’inverno abbiamo cambiato materiali e bici, la mia testa era nella messa a punto della bici per il pavé. Adesso so che si può lavorare bene anche per le crono. Comunque sono molto soddisfatto. Ero venuto per mettermi alla prova e contro un Pogacar di questo livello c’era poco da fare. Mi è piaciuto molto avere la maglia di leader nei primi giorni, per cui stasera ci sarà da festeggiare. Ogni tanto è bello guardare indietro e abbiamo vissuto davvero una bella settimana. Perciò brinderemo, cercheremo di recuperare e già giovedì saremo sulla strada per la Milano-Sanremo».

Van Aert ha dimostrato la sua grande condizione vincendo la crono a 54,595 di media
Van Aert ha dimostrato la sua grande condizione vincendo la crono a 54,595 di media

Pogacar e la pressione

Pogacar con il suo aspetto da bimbo felice ha trovato il modo migliore per festeggiare il 57 esimo compleanno del suo capo Mauro Gianetti. Dice che dopo il debutto al Uae Tour, questa corsa era un altro grande obiettivo, ma che ora non gli dispiace saltare la Sanremo, perché il suo calendario è molto fitto e un po’ di tempo per recuperare ci sta bene.

«E’ così giovane. Diceva al mattino proprio Gianetti – che sarebbe troppo portarlo anche alla Sanremo. Per fare cosa, un attacco sul Poggio? I nostri obiettivi sono più avanti e lui stupisce per la lucidità con cui vede la corsa».

«Davanti a me – conferma Tadej – ci sono altre classiche, vale a dire la Freccia Vallone e poi la Liegi. Ho cominciato la stagione sperando di fare bene al Uae Tour, qui sono arrivato in buona forma e in effetti un po’ di pressione l’ho sentita. Quella dell’ambiente e quella che mi metto da solo. La vittoria di Prati di Tivo è stata bellissima, perché è stato un giorno perfetto, in un posto bellissimo e con una grande risposta delle mie gambe. E anche la crono di oggi mi rende super felice, perché era corta e veloce. Non mi stupisce che abbia vinto Van Aert e non mi stupisce che sia andato così forte per tutta la settimana. Penso che sia un grande corridore e possa essere un ottimo avversario per queste corse di una settimana».

Sesto all’arrivo, Bettiol ha disputato un’ottima cronometro
Sesto all’arrivo, Bettiol ha disputato un’ottima cronometro

Obiettivo Sanremo

Ora che la carovana della Tirreno si va disperdendo verso il Nord, le attenzioni di tutti si spostano verso la Sanremo. Il meteo annuncia il rischio di maltempo, si parla persino di neve. La Rai trasmetterà la corsa in diretta integrale, ma lo spettacolo inizierà già da giovedì, con i sopralluoghi dei team sul percorso. Sabato la stagione vivrà il primo Monumento, ma non si può certo dire che anche questa Tirreno non sia stata altrettanto monumentale.

Top Ganna Fan Club, quelli del Cinghiale

13.03.2021
4 min
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Mentre Filippo Ganna porta avanti la sua fatica alla Tirreno-Adriatico in vista della crono di San Benedetto del Tronto, i tifosi del Cinghiale nel loro idilliaco angolo di Piemonte al confine con la Svizzera fremono per poter in qualche modo tornare ad applaudirlo. Anche se l’ultima… mano di colore sull’Italia fa pensare che la vita per tutti i supporter del ciclismo sarà piuttosto dura.

Loro animatrice è Carlotta, sorella di Pippo, studi di Ingegneria e Architettura a Milano, la passione per la fotografia e un compagno che si chiama Matteo Sobrero, impegnato a sua volta alla Parigi-Nizza con la maglia Astana. Nella foto di apertura, ad abbracciare Filippo dopo la crono di Imola, c’è anche lei…

«Fino all’anno scorso – racconta Carlotta – era tutto molto bello. L’ultima trasferta prima del lockdown furono i mondiali in pista di Berlino. Io non andai, ma c’erano i miei genitori Marco e Daniela e un bel gruppo di amici. Prendemmo i voli e l’hotel e si partì, anche se del Covid si parlava già tanto. Insomma, finché si poteva, si andava. Alla Bernocchi e all’Agostoni, si facevano delle vere e proprie feste. La salita della Bernocchi era piena delle nostre bandiere. E poi alla festa di fine anno, c’erano tutti i tifosi che conoscono Filippo da quando era bambino…».

Le cose sono cambiate, ma l’associazione va avanti?

Deve andare avanti, anche se in modalità diversa. La cena di fine anno, ad esempio, era il modo di mettere all’asta le divise indossate da Filippo durante la stagione. Quelle più belle venivano venduti a prezzi più importanti e il ricavato andava al reparto di Oncologia dell’Ospedale di Verbania.

Quest’anno avete rinfrescato il merchandising, giusto?

Ci sono arrivati gli scatoloni con felpe e mascherine. E poi ci sarà un completo da bici, prodotto da Castelli, che però viene realizzato solo su ordinazione, per evitare che poi ci restino in casa taglie che nessuno vuole. Si può preordinare fino al 15 marzo, lunedì. Si possono ordinare sul nostro account Facebook, oppure anche mandando una mail all’indirizzo del Top Ganna Fan Club. In caso di pre ordine, il completo costa 150 euro invece di 190 (acconto di 50 euro) e con l’acquisto ci si garantisce anche l’iscrizione al club.

Quanta parte ha Filippo in questa organizzazione?

Dal punto di vista pratico, non tantissimo, anche perché lo vediamo davvero poco. Però condivide tutte le nostre iniziative con i suoi social. E il risultato è che abbiamo richieste di iscrizione persino dal Messico. Voi lo vedete un ciclista in Messico che pedala con un cinghiale sulla schiena? E poi c’è il belga delle cartoline…

Famosissimo! Chi è il belga delle cartoline?

Un tale che vuole le cartoline firmate da Filippo ogni volta che vengono fatte. Non chiede una spedizione all’anno, ne vuole una ogni volta che esce un nuovo set di cartoline e lui le firma.

Adesso che si è messo a correre alla garibaldina quanto aumenteranno i suoi fan?

Si sta divertendo. Come a Camigliatello. Laggiù corse come quando era allievo, che partiva e lasciava tutti lì. E nostra mamma era meno preoccupata, perché almeno non stava in gruppo…

Ganna, siluro tra il deserto e i grattacieli dell’UAE Tour

22.02.2021
4 min
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Nella pianura più totale degli Emirati Arabi Uniti, Filippo Ganna mette a segno la terza vittoria stagionale e l’ottava cronometro di fila.

La sua maglia di campione del mondo è sfrecciata tra dune e grattacieli, rispettando così i pronostici e mettendo tutti in riga nei 13 chilometri dell’anello di Hudayriyat Island.

I ventagli nella prima tappa dell’UAE Tour 2021
I ventagli nella prima tappa dell’UAE Tour 2021

Fuori dai ventagli

Ieri il vento l’aveva fatta da padrone assoluto, caratterizzando la corsa sin dal chilometro zero. Il vento e la sabbia sferzavano il gruppo che per alcune fasi di corsa era diviso in ben cinque drappelli. I migliori, quasi tutti, erano in quello di testa. Poi dietro si sono ricompattati, ma quei 22 davanti sono riusciti a scappare e a guadagnare quasi 8’30” sul resto del plotone.

E in questo “resto” oltre a Froome e Nibali c’era anche Filippo Ganna. E vista come è andata oggi viene persino un po’ di rammarico per non essere riuscito a prendere il ventaglio migliore: oggi sarebbe stato anche leader della generale. Ma quando scappa… scappa! Ganna si era fermato per motivi fisiologici, come lui stesso ha ammesso.

Copertoncini e 58×11

Oggi le condizioni erano decisamente migliori. Dal vento teso della prima tappa si è passati ad una brezza man mano sempre più forte, ma non così forte da influenzare le scelte tecniche. Pertanto, tutti hanno optato per gli assetti più tradizionali: lenticolare dietro e profilo alto davanti.

«Confermo – dice Matteo Cornacchione, meccanico della Ineos-Grenadiers – che Filippo ha utilizzato una bici pressoché identica a quella della passata stagione. Cambiava solo la colorazione. I due unici modelli dorati della Bolide li custodiscono gelosamente Fausto Pinarello e Pippo stesso. Il rapporto utilizzato oggi è stato il 58×11, il 60 non avrebbe avuto senso anche perché il vento non mancava. Le gomme? Erano copertoncini: 25 millimetri al posteriore e 23 all’anteriore».

Tadej Pogacar in rosso un anno dopo…
Tadej Pogacar in rosso un anno dopo…

Un metronomo

Ganna non ha mai messo in discussione la sua vittoria. Dopo la ricognizione del mattino, Pippo ha curato i dettagli. Body Castelli con apertura interna per mettere il numero sulla schiena senza che questo prendesse aria (soluzione adottata anche in pista), copriscarpa aderenti, casco Kask Bambino con coda aero e i colori dell’iride.

Già dopo il primo intermedio, posto esattamente a metà percorso, Pippo vantava 7” sullo svizzero Stefan Bissegger. Il piemontese era un metronomo e continuava a guadagnare anche dopo il “giro di boa”. Al traguardo i secondi sullo svizzero (bravissimo anche lui) erano 14”, mentre si dilatavano i distacchi sugli altri.

Chi teneva nella prima parte, con vento più contrario, pagava nella seconda, dove invece era anche un po’ a favore. Pensate che la media finale di Ganna è stata di 55,981, ma all’intermedio era di 51,885, il che significa che nella seconda parte Pippo ha pedalato ben oltre i 60 all’ora (530 i watt medi della tappa).

Cattaneo è terzo nella generale dopo due tappe
Cattaneo è terzo nella generale dopo due tappe

E Cattaneo c’è…

«Non è mai facile vincere una cronometro – ha detto Ganna a fine tappa – anche se la fai con buone gambe e grande concentrazione. Per fortuna oggi il mio corpo era pronto per questo sforzo. È un risultato fantastico per me e per il team. Era la mia prima crono all’UAE Tour ed è stato un po’ strano guidare nel deserto, senza contare che farlo a 56 all’ora non era facile. Ma oggi sono davvero felice».

Se l’iridato della Ineos-Grenadiers sorride non è da meno il folletto “di casa”, Tadej Pogacar. Il portacolori della Uae, infatti, si prende la maglia rossa di leader della classifica generale. Lo sloveno tutto sommato si difende alla grande contro Pippo e rifila 5” ad Almeida. Il duello tra i due si fa così subito interessante, tanto più in vista dell’arrivo in salita di domani, verso Jebel Hafeet. Su questo traguardo l’anno scorso si arrivò due volte. Nella prima vinse Adam Yates (davanti a Pogacar) e nella seconda trionfò proprio Tadej.

Oltre a Ganna, un’altra nota positiva per noi italiani è l’undicesima piazza di Mattia Cattaneo, che è anche terzo nella generale e la tappa di domani a lui potrebbe sorridere.