Search
Landa Vuelta 2021

EDITORIALE/Meno male che c’è Landa…

23.08.2021
4 min
Salva

Geraint Thomas è l’eccezione che probabilmente conferma la regola. Dopo una vita di piazzamenti e cadute, senza mai un podio in un grande Giro, nel 2018 s’è svegliato e ha vinto il Tour, arrivando secondo l’anno dopo. E basta, come se fosse poco! Detto di uno che è nato pistard (due ori olimpici e tre mondiali), si tratta ovviamente di una grande impresa, ma accende la luce sull’argomento che ci si è proposto davanti agli occhi ieri con la crisi di Mikel Landa (nella foto di apertura) sull’Alto de Velefique alla Vuelta.

Non è per niente facile essere capitano, pertanto questo discorso che nasce come un’apparente critica farà il giro largo per dimostrare l’opposto. Non vuole essere una mancanza di rispetto per il basco al quale auguriamo di risollevarsi e vincere la Vuelta. Dopo la caduta del Giro ha avuto le sue ossa da aggiustare e ritrovare la condizione alla ripresa da un infortunio non è affatto semplice. Tuttavia la storia è emblematica.

Landa ha fatto le cose migliori quando era più giovane e correva senza grosse responsabilità con l’Astana. Scattava. Vinceva. Masticava amaro quando gli toccava frenare per aspettare Aru. Però così facendo ha portato a casa l’unico podio in un Giro, quello italiano del 2015, dietro Contador e appunto Aru.

Thomas Tour 2018
Geraint Thomas in maglia gialla: uno dei pochi vincitori estemporanei in un grande Giro nel ciclismo d’oggi
Thomas Tour 2018
Geraint Thomas in maglia gialla: uno dei pochi vincitori estemporanei in un grande Giro nel ciclismo d’oggi

Landa e quel “treno” ormai passato…

A ben vedere, la stessa cosa è successa a Damiano Caruso, che al Giro c’è arrivato come gregario di Landa e, quando Mikel si è ritirato, ha potuto correre libero da pressioni, conquistando il secondo posto.

In questi casi, come è giusto che sia, il suo procuratore portò Landa al Team Sky e lì gli offrirono la chance di essere capitano al Giro. Lui arrivò a un soffio dall’impadronirsene, ma fu colto da malore e si ritirò mestamente sul più bello. Da quel momento, forse con eccesso di lungimiranza, la squadra britannica lo mise a tirare, avendo forse colto in lui altre stimmate. Desideroso di liberarsi dal giogo, dopo due anni Landa è passato alla Movistar di Quintana e Valverde: ambiente forse poco ospitale per uno che promette scintille e si ritrova con padroni di casa preoccupati che gli brucino il giardino.

Così anche nella squadra spagnola, non sono arrivati i risultati sperati. Il quarto posto al Giro, dovendo aiutare Carapaz, il sesto posto al Tour. Al Team Bahrain Victorious (allora Merida) lo volle Rod Ellingworth che con lui aveva lavorato a Sky e i risultati hanno parlato del quarto posto al Tour dello scorso anno e di una condizione stellare all’ultimo Giro d’Italia, vanificata tuttavia dalla caduta di Cattolica.

Chiappucci
Claudio Chiappucci,, con il suo coraggio alla ricerca dell’utopia, ha fatto innamorare gli italiani e non solo
Chiappucci
Claudio Chiappucci,, con il suo coraggio alla ricerca dell’utopia, ha fatto innamorare gli italiani e non solo

Viva coloro che almeno ci provano…

Quanti sono i corridori (ancora) in grado di vincere un grande Giro? Fra quelli in attività, si contano sulla punta delle dita. Sono quattro: Pogacar, Bernal, Roglic, Carapaz. Ci sarebbe Quintana, che però da un pezzo sembra aver rivisto le sue azioni al ribasso. Ci sarebbero Froome e Thomas, che potrebbero aver fatto il loro tempo. Altri che diano quale segno di concretezza crescono, pensiamo a Sivakov e Vlasov.

E poi ci sono quelli che ci provano. Landa, appunto, e anche Simon Yates. Quelli che quando ne parli, sui social si scatena la lapidazione. Su Landa, un commento ricevuto su Facebook continua a ronzarci nella testa: «Il protagonista annunciato. E continuate ad annunciarlo…».

Potremmo smettere di parlarne, in effetti, lasciarlo alla sua dimensione di Willy Coyote su ruote. Potremmo concentrarci soltanto su quei quattro e rassegnarci anche noi all’appiattimento. Invece alla fine, sapete una cosa? Continueremo a raccontare il coraggio di provarci. Lo stesso che rese Chiappucci un beniamino dei tifosi italiani. Neanche Claudio vinse mai un grande Giro, ma continuò a provarci fino all’ultimo. Meglio Landa che si mette in gioco rinunciando ai soldi… facili, di quelli che si nascondono sotto l’ombrello di un ottimo contratto e alle loro chance rinunciano in partenza. E poi volete mettere che bello il giorno che davvero Willy acchiapperà quel velocissimo Beep Beep?