La maglia tricolore di Elisa Longo Borghini colora il podio e fa risuonare l’inno di Mameli al velodromo di Roubaix, ma ci sono delle curiosità tecniche che devono trovare una menzione particolare. C’è una nuova Trek ed è la nuova Domane. E poi il monocorona anteriore e qui c’è uno sdoganamento in senso assoluto. Siamo a Roubaix e abbiamo rubato qualche scatto.
La Trek sull’ammiraglia prima della partenzaLa Trek sull’ammiraglia prima della partenza
Una nuova Trek Domane?
Tutto ci porta a scrivere che quella vittoriosa è l’ultima versione della Trek Domane, la bici sviluppata dal brand americano e specifica per la Paris-Roubaix. Di sicuro è stato ripreso il concetto dell’IsoSpeed posteriore, tra piantone, tubo orizzontale e foderi obliqui (con un nuovo shape), con tutta probabilità, invece, scompare il dissipatore anteriore. L’IsoSpeed coinvolge il design totale del nodo sella e del seat-post. Inoltre, il primo impatto estetico ci mostra una bici piuttosto compatta nella sezione centrale e posteriore, con una “forcella più aperta”.
Un IsoSpeed tutto nuovo che coinvolge anche il seat-post
Carbonio sì, ma non un cockpit integrato
Sella corta Bontrager con rails in carbonio
Un IsoSpeed tutto nuovo che coinvolge anche il seat-post
Carbonio sì, ma non un cockpit integrato
Sella corta Bontrager con rails in carbonio
Dalla piattaforma Emonda
Lo sterzo, il profilato obliquo e il design dell’orizzontale richiamano da vicino la Emonda, con quello sviluppo aero concept che accomuna l’ultima generazione delle biciclette Trek.
Ci sono le ruote Bontrager full carbon con profilo da 37 millimetri e tubeless da 30 millimetri di sezione, una scelta che trova conferme anche nell’intervista fatta qualche giorno a dietro a Mauro Adobati, meccanico del Team Trek-Segafredo. I tubeless sono PirelliPZero Race, ma di sicuro in edizione “non ufficiale”.
Monocorona, guida superiore e power meter, la Roubaix 2022 è anche questo
I pignoni posteriori e il cambio Red
I cerotti a proteggere le dita
Il Wahoo Roam con il logo della Longo Borghini
Monocorona, guida superiore e power meter, la Roubaix 2022 è anche questo
I pignoni posteriori e il cambio Red
I cerotti a proteggere le dita
Il Wahoo Roam con il logo della Longo Borghini
Sram Red AXS con monocorona
Se la trasmissione Sram a 12 rapporti non rappresenta una novità, la vittoria di una bici con single speed anteriore lo è. Corona piena da 52 denti con guida K-Edge e pignoni posteriori con scala 10/33. C’è il power meter Quarq. Inoltre la Longo Borghini ha utilizzato i pulsanti Blips sulla piega manubrio, molto sfruttati lungo i settori di pavé.
Elisa ha utilizzato un body SantiniElisa ha utilizzato un body Santini
Abbigliamento non banale
Elisa Longo Borghini ha utilizzato un body Santini, ben visibile nelle immagini, con le finiture delle maniche comuni a quella utilizzata per i capi specifici da cronometro. Questa è un’ulteriore conferma della ricerca del dettaglio e di una categoria, quella dell’abbigliamento tecnico, soggetta ad una evoluzione davvero importante anche in ambito femminile.
Slongo è sul Teide. Lo abbiamo chiamato per farci raccontare il Fiandre di Longo Borghini. E' stata una lenta ricostruzione e il bello deve ancora venire
Prendi Elisa Longo Borghini e la Balsamo e aggiungi allo stesso tavolo anche Ellen Van Dijk. Un simile concentrato di bandiere non è facile da trovare. La campionessa italiana, quella del mondo e quella d’Europa. Tutte con le insegne della Trek-Segafredo. Mancano 24 ore al Giro delle Fiandre e il Belgio s’è vestito di bianco, ammantando le strade di neve e aggiungendo insidie a un percorso già di per sé complicato.
I discorsi si legano, le domande e le risposte vengono snocciolate con quell’andare impersonale delle conferenze online. Anche se da ieri in Italia lo stato d’emergenza è alle spalle, il dannato Covid continua a circolare. Van Aert ha appena rinunciato al suo più grande obiettivo. Le squadre sono decimate e adesso al danno immediato si somma il sospetto di quel che il Covid potrebbe lasciarti addosso. Troppi malanni saltati fuori senza causa apparente. Per questo alcune squadre tengono ancora chiuso e sebbene con una punta di fastidio, c’è da capirle.
Le ragazze si sfideranno su 159 chilometri, con 11 muri e 6 tratti in pavé
Dallo scollinamento dell’ultimo Paterberg al traguardo ci sono circa 19 chilometri
Le ragazze si sfideranno su 159 chilometri, con 11 muri e 6 tratti in pavé
Dallo scollinamento dell’ultimo Paterberg al traguardo ci sono circa 19 chilometri
Orgoglio di figlia
«E’ sempre bello vestire questa maglia – dice Balsamo – ed è sempre speciale correre in Belgio. Il Fiandre sarà corsa dura, ma abbiamo una super squadra e diverse soluzioni. Sono venuti su i miei genitori ed è davvero bello. Quando ero piccola, mi hanno trasmesso l’amore per la bicicletta. Averli accanto e vincere come a Gand è stato bellissimo».
Il riferimento è alla foto dell’esultanza con suo padre Sergio dopo l’arrivo di Wevelgem. In quegli occhi c’è un mondo. L’amore del padre, lo slancio della figlia. L’orgoglio dell’uno e il gusto di averlo reso felice dell’altra.
Balsamo ha vinto tre corse in fila, ma sempre con il sole: come andrà al Fiandre?Balsamo ha vinto tre corse in fila, ma sempre con il sole: come andrà al Fiandre?
Dannata sinusite
«Questa primavera sta venendo un po’ dura – ragiona Longo Borghini – non ho una gran forma. Mi sono presa una sinusite dopo la Strade Bianche e ci sto ancora combattendo. Domenica sarò alla partenza, ma non so cosa aspettarmi. Però mi conoscete, mi piace correre. Ci sarò, ma parleremo di tattiche domani. Penso spesso alla mia vittoria nel Fiandre del 2015, fu grandioso. Ci penso perché vincere qui è speciale per la carriera. Per questo spero che una mia compagna possa provare quella sensazione o che tocchi nuovamente a me».
Aveva 24 anni, se ne andò da lontano con la sua maglia della Wiggle-Honda, mentre Rochelle Gilmore a furia di incitarla rischiò quasi l’infarto. Elisa sembra più tranquilla da quando in squadra è arrivata Balsamo, ma si capisce che il morale non sia dei migliori. Nei giorni scorsi ha aiutato, ma questa sarebbe una corsa per lei.
Elisa Longo Borghini è alle prese con una fastidiosa sinusite già dalla Strade BiancheElisa Longo Borghini è alle prese con una fastidiosa sinusite già dalla Strade Bianche
Kopecky provoca
«Il Koppenberg sarà una bella sfida – dice Van Dijk – non è nel finale, ma darà la svolta. Tutte vorranno stare davanti. Il Fiandre non è una corsa che si presti a chissà quali ragionamenti tattici alla vigilia. Di sicuro non si potrà tenere chiuso. In corsa può succedere tutto. Elisa Balsamo è la migliore in caso di arrivo allo sprint, ma non so se finirà in volata. Vedo ragazze come Van Vleuten, Kopecky, Vollering e Vos che proveranno a portare via la fuga. Siamo professioniste, non ci saranno problemi».
Ellen è una che ama attaccare. Alla Gand s’è piegata di buon grado alla causa di Elisa Balsamo, ma sin da ieri le rivali hanno cominciato a chiedersi come mai la Trek corra in modo così difensivo e lei s’è sentita un po’ pungere l’orgoglio.
Van Dijk è campionessa europea e finora ha lavorato per la Balsamo. Ha vinto una tappa alla ValencianaVan Dijk è campionessa europea e finora ha lavorato per la Balsamo. Ha vinto una tappa alla Valenciana
Ragazze nell’ombra
«E’ facile andare d’accordo – interviene la Longo – perché ci conosciamo bene. Sappiamo che se portiamo Elisa ai 200 metri, lei vince la corsa. E poi ci siamo Ellen ed io che corriamo insieme da quattro anni. Siamo complementari e sappiamo come integrarci. Il fatto è che la gente è abituata a vedere quello che succede nei finali. La verità è che la nostra squadra entra in azione molto prima. Ci sono altre ragazze che lavorano nell’ombra da prima».
Viene da pensare che all’appello manca per giunta Lizzie Deignan, ferma ai box per la maternità annunciata il 24 febbraio. Se ci fosse stata anche lei, allora sì che l’imbarazzo per la scelta sarebbe stato trabordante.
Fra le gregarie della Trek-Segafredo anche ragazze che lavorano lontano dai riflettori come Leah ThomasFra le gregarie della Trek-Segafredo anche ragazze che lavorano lontano dai riflettori come Leah Thomas
Sfida a Consonni
«C’è buona comunicazione fra noi in corsa – precisa Elisa Balsamo, che si sarà sentita tirata per la manica – e domenica sarà più che mai necessario. Il Fiandre è duro. In più sarà freddo e bagnato, quindi sarà anche peggio perché io preferisco il sole e le corse asciutte. So che tanti team vorranno andare full gas per non arrivare in volata. Io combatterò per sopravvivere alle salite ed eventualmente arrivare in fondo. E chissà che magari in uno sprint di gruppo, non trovi Chiara Consonni con cui duellare. E’ in forma, quando sta così, tiene anche sugli strappi. Però non sento pressioni su di me, siamo tante. Farò del mio meglio e vedremo come va a finire».
Marianne Vos arriva al Fiandre dopo il secondo posto alla Gand dietro Balsamo
Giovedì Van Vleuten ha provato il Koppenberg in una giornata di sole: ieri è cambiato tutto
Lotte Kopecky da ieri punzecchia Ellen Van Dijk per la sua condotta rinunciataria
Vollering sarà fra coloro che vogliono portare via il gruppetto al Fiandre
Dal 26 febbraio (9ª alla Het Nieuwsblad), Bastianelli è uscita dalle 10 solo alla Strade Bianche. Ha vinto Gand e Fiandre
Marianne Vos arriva al Fiandre dopo il secondo posto alla Gand dietro Balsamo
Giovedì Van Vleuten ha provato il Koppenberg in una giornata di sole: ieri è cambiato tutto
Vollering sarà fra coloro che vogliono portare via il gruppetto al Fiandre
Lotte Kopecky da ieri punzecchia Ellen Van Dijk per la sua condotta rinunciataria
Dal 26 febbraio (9ª alla Het Nieuwsblad), Bastianelli è uscita dalle 10 solo alla Strade Bianche. Ha vinto Gand e Fiandre
Non sente la pressione, ma ripete queste parole come un mantra da qualche settimana. In realtà, se hai vinto così tanti titoli fra strada e pista, la pressione è un problema per gli altri.
Le ragazze partiranno domenica mattina da Oudenaarde alle 13,25 e ancora a Oudenaarde arriveranno intorno alle 17,45 dopo 158,6 chilometri, 11 muri e 6 tratti in pavé. Lo scorso anno vinse Annemiek Van Vleuten. In 18 anni di storia, fra le italiane soltanto Elisa Longo Borghini (2015) e Marta Bastianelli (2019) hanno vinto il Giro delle Fiandre. Domenica saranno entrambe in corsa.
Davide Ballerini ci ha raccontato l'ultimo mese all'università del ciclismo. La nuova squadra. La cura dei dettagli. E la scoperta della sua nuova dimensione
Il rapporto tra Trek e Pirelli si arricchisce di un nuovo importante capitolo. Da oggi i pneumatici Pirelli sono infatti disponibili presso tutta la rete nazionale dei rivenditori Trek. Stiamo parlando di pneumatici da strada, da mountain bike, da e-mountain bike e da gravel. Si tratta di una grande opportunità per entrambe le aziende. Pirelli potrà godere della rete capillare dei negozi Trek presenti in tutta Italia. Contemporaneamente i rivenditori Trek avranno l’opportunità di offrire alla propria clientela prodotti di grande qualità a partire dal nuovo P Zero Race 4s, presentato solo pochi giorni fa.
Dettaglio sui copertoni Pirelli P Zero Race TLR Dettaglio sui copertoni Pirelli P Zero Race TLR
Un rapporto forte
Quello tra Trek e Pirelli è un rapporto giovane ma che fin da subito si è dimostrato estremamente forte. L’accordo tra le due aziende risale al 2020 e in soli due anni sono stati ottenuti risultati di grande prestigio. Tra questi va sicuramente ricordata la Parigi-Roubaix femminile che ha fatto il suo debutto lo scorso anno e che ha visto trionfare Lizzie Deignan. Nel successo dell’atleta britannica un ruolo fondamentale l’ha sicuramente svolto il mix perfetto che si è venuto a creare tra bicicletta e pneumatico.
Non va poi dimenticato il fatto che dagli stessi atleti arrivano a Pirelli feedback estremamente importanti sulla resa dei prodotti a loro in uso. Si tratta di riscontri che permettono all’azienda di lavorare costantemente al miglioramento di ogni singola copertura che verrà utilizzata non solo dal team maschile e femminile, ma soprattutto dall’utente finale. Un ruolo fondamentale potrà averlo sicuramente la rinnovata sede Pirelli di Bollate destinata ad ospitare le linee produttive dei prodotti ciclo alto gamma.
La sede produttiva di Bollate è oggetto di un processo di modernizzazione e riorganizzazione La sede produttiva di Bollate è oggetto di un processo di modernizzazione e riorganizzazione
Partnership da Formula 1
La conferma del fatto che Pirelli e Trek credano fortemente nella loro partnership si è avuta lo scorso anno alla vigilia del Gran Premio di Formula 1 degli Stati Uniti ad Austin in Texas. Nell’occasione l’ex campione del mondo Mads Pedersen e la campionessa d’Italia Elisa Longo Borghini hanno avuto l’opportunità di effettuare un giro d’onore sul Circuit of The America, lo stesso tracciato che ha visto poi Max Verstappen trionfare su Lewis Hamilton.
Con questo gesto simbolico Trek e Pirelli hanno infatti voluto sottolineare la forza della loro partnership attraverso una chiave di lettura sempre più racing.
Elisa Longo Borghini e Mads Pedersen in visita durante il Gran Premio di Austin Elisa Longo Borghini e Mads Pedersen in visita durante il Gran Premio di Austin
L’occasione è però soprattutto servita per mostrare in anteprima la divisa 2022 della squadra con il logo Pirelli in posizione di rilievo sui kit ufficiali sia della formazione maschile che di quella femminile.
Con l’accordo recentemente raggiunto la partnership tra Trek e Pirelli si arricchisce oggi di un tassello estremamente importante a tutto vantaggio dell’utente finale.
Pochi giorni mancano all’attesissimo Trofeo Alfredo Binda in programma domenica a Cittiglio. Al via saranno presenti le migliori squadre World Tour e continental del panorama ciclistico femminile. Ad anticipare la gara regina, la mattina andrà in scena il Piccolo Trofeo Binda – Valli del Verbano dedicato alle donne junior e gara d’apertura della Coppa delle Nazioni UCI. Anche qui con una lista partenti internazionale, che vedrà 16 squadre straniere da 13 differenti stati.
Abbiamo chiesto all’organizzatore Mario Minervino di illustrarci gli ultimi dettagli e cosa c’è alla base di questo grande evento.
Mario Minervino dirige l’organizzazione delle due prove junior ed eliteMario Minervino dirige l’organizzazione delle due prove junior ed elite
Una startlist da mondiale
Il ct della nazionale Sangalli l’ha definito un “mondiale di primavera”. Come contraddirlo visto l’elenco delle partenti che vede le 25 squadre al via. Anche il percorso che l’anno scorso ha visto trionfare Elisa Longo Borghini potrebbe essere un punto di partenza per il percorso iridato.
Tra le favorite spiccano i nomi di Cecilie Uttrup Ludwig della FDJ Nouvelle-Aquitaine Futuroscope, che ha fatto terzatre volte. Naturalmente Marianne Vos (Team Jumbo-Visma), da considerare tra le favorite. Ashleigh Moolman-Pasio e Chantal Blaakdel Team SD Worx. Della Movistar Team Women la probabile capitana Katrine Aalerud, a cui si addice gran parte del percorso. Anche Mavi Garcia della UAE Team ADQ sarà da tenere d’occhio. Per quanto riguarda le favorite italiane, per il team Trek-Segafredo saranno sicuramente Elisa Longo Borghini, che partirà con il numero uno sul dorso ed Elisa Balsamo.
Elisa Longo Borghini ha vinto l’edizione del 2021 dopo una lunga fugaElisa Longo Borghini ha vinto l’edizione del 2021 dopo una lunga fuga
A che punto siete con l’organizzazione?
Siamo in dirittura d’arrivo, stiamo ultimando tutto.
I protocolli covid sono ancora stringenti?
Abbiamo un incontro giovedì in questura, abbiamo il tavolo tecnico, vediamo cosa ci diranno, per il momento non abbiamo ancora indicazioni.
Parliamo del percorso di questa edizione…
Il percorso è uguale a quello dell’anno scorso. E’ piaciuto e andato bene, abbiamo visto che è stato apprezzato dagli addetti ai lavori. E si è visto, con la bellissima fuga da lontano con cui ha vinto Elisa Longo Borghini. Più lungo e più duro delle precedenti edizioni. E’ venuto naturale riproporlo.
La gara attraversa le Valli del Verbano e 19 comuni…
Come lo abbiamo disegnato ha funzionato. Sul percorso sono presenti dei traguardi volanti e Gpm che coinvolgono le amministrazioni che tocchiamo. Ci sembrava doveroso nei confronti loro gratificarli per la collaborazione che ci danno.
Elisa Balsamo è tra le favorite, con una condizione in forte crescitaElisa Balsamo è tra le favorite, con una condizione in forte crescita
Junior ed elite condivideranno parte del percorso?
Il finale delle junior è come quello delle elite. Anche se il percorso in generale è meno lungo e duro.
Quanto è importante per voi affiancare le junior alle elite?
A Cittiglio ci abbiamo sempre creduto nel ciclismo giovanile. E’ una tradizione che ha radici in molti anni. Da quando è diventata Coppa delle Nazioni. L’UCI ci aveva chiesto di non fare entrambe le gare, ma noi abbiamo argomentato la nostra volontà di dare spazio anche alle junior e di valorizzare il movimento femminile. In un contesto di una gara così importante ci sembrava scorretto non farlo.
Siete un esempio anche sotto l’aspetto giovanile…
Ho battuto il chiodo e oltre a questo ho anche chiesto che diventasse Coppa delle Nazioni UCI. Anche perché è nata proprio da Cittiglio. I costi sono tanti ma bisogna valorizzare il movimento giovanile per investire sul futuro.
Cosa comporta organizzare un evento World Tour?
Vuol dire tanto. Ci sono costi enormi, vuol dire dare tanto prestigio. Siamo stati sempre ad alto livello quindi il passaggio non lo abbiamo subito. Anzi ogni anno che passa cerchiamo di fare qualcosa di diverso e arricchire l’evento. L’immagine che trasmettiamo è chiara e genuina. É una grande corsa.
Cecilie Uttrup Ludwig ha siglato tre terzi posti in questa competizioneCecilie Uttrup Ludwig ha siglato tre terzi posti in questa competizione
Il ct Sangalli vi ha denominato “mondiale di primavera”. Quest’anno maggiormente perché ha paragonato il finale alla prova iridata australiana di settembre…
Parole sue. Ci fa molto piacere. La corsa juniores prevede 16 squadre straniere di 13 nazionali diverse. Sicuramente può risultare importante come un europeo. Per le elite è un’indicazione per dare i giusti spunti.
Il parterre al via comprende le migliori formazioni al mondo. Chi sarà al via?
Se facessi i nomi farei un torto a qualcuna. Ci sono veramente tutte e ne siamo contenti. L’unica che so è che non sarà al via la Van Vleuten.
Qual è il futuro prossimo per la competizione?
Il futuro vedremo. Non me la sento di parlarne adesso. Siamo a pochi giorni dall’edizione 2022 e mi concentro sul presente. Da lunedì ci risentiamo e guardiamo al 2023. L’importante è che questa sia una giornata di sole e di sport.
Aveva tagliato il traguardo della Strade Bianche da pochi secondi, ed Elisa Longo Borghini aveva subito voluto mettere le cose in chiaro circa la sua prestazione (un buon ottavo posto) e sul fatto che il ciclismo femminile fosse cambiato. «Il livello – disse Elisa – si è notevolmente alzato in campo femminile. Non è più come una volta, non posso pretendere di andare forte da febbraio a ottobre. Servono dei picchi di forma oggi anche per noi donne».
Effetto del WorldTour femminile. Tutto sta cambiando. E queste sue parole le abbiamo “girate” al suo preparatore, Paolo Slongo.
Paolo Slongo segue direttamente la preparazione della campionessa italianaPaolo Slongo segue direttamente la preparazione della campionessa italiana
Tre picchi
«Beh sì, Elisa ha detto bene – spiega Slongo – non può essere in forma per tutto l’anno. Storicamente Elisa era sempre costante, in una buona condizione per tutto l’arco della stagione. In qualche appuntamento prefissato andava un pelo di più ed in altri un pelo di meno. Ma quest’anno abbiamo voluto cambiare qualcosa».
«Abbiamo deciso di partire un po più calmi, anche con un chiletto in più di peso. Una scelta ponderata proprio per partire con più energia, per arrivare progressivamente in forma».
Slongo ha previsto quindi un crescendo per la Longo Borghini. Ma presto già potrebbe andare bene, meglio di quanto fatto in Toscana.
«Penso – spiega il coach – che già dalle classiche del Nord, nelle Ardenne, farà un bello step. Però bisogna guardare a tutta la stagione, soprattutto a una stagione che aggiunge al già fitto calendario il Tour de France».
«E poi ci sarà il Mondiale in Australia, dove comunque per le donne potrà diventare una corsa dura e quello strappo vicino all’arrivo ne fa una corsa che le si addice».
Insomma i picchi dell’atleta della Trek Segafredo saranno tre: Ardenne, Giro-Tour che sono distanziati di una ventina di giorni l’uno dall’altro, e il mondiale a fine stagione. Ha ragione Elisa: il ciclismo femminile sta cambiando e sempre più somiglia a quello degli uomini.
Per Elisa Longo Borghini un 8° posto alla Strade Bianche Per Elisa Longo Borghini un 8° posto alla Strade Bianche
Il cambio di ritmo
Ardenne, Giro, Tour… oggi per vincere serve esplosività, che è un po’ il tallone d’Achille della fuoriclasse piemontese. Ma Slongo assicura che stanno lavorando anche sotto quell’aspetto.
«Quel cambio di ritmo e la volata sono le cose che gli vengono un po’ a mancare, lo sappiamo. Ci stiamo lavorando, ma rendiamoci anche conto che ad un certo punto è anche una questione di fibre muscolari.
«Quindi sì: può sempre migliorare, però non si può cambiare quello che la natura ci ha dato. Penso che la forza di Elisa sia la resistenza».
Paolo Slongo ed Elisa proprio prima del via della corsa senesePaolo Slongo ed Elisa proprio prima del via della corsa senese
Rivoluzione mentale?
E psicologicamente, un’atleta come Elisa, sempre pronta e “abituata” ad impostare in un certo modo la sua stagione agonistica come lo recepisce un cambio così importante? E’ una bella rivoluzione a ben pensare…
«Un bel cambio sì. Ne abbiamo parlato apertamente quest’inverno – ammette Slongo – per certi aspetti mi sembra di essere tornato un po’ con Vincenzo (Nibali, ndr). Il campione vorrebbe sempre essere competitivo e quando non lo è se ne dispiace. Comunque Elisa sa che c’è un progetto, un programma ben preciso e lo vive bene».
«E poi anche alla Strade Bianche non era molto distante dalle migliori, anzi. E’ arrivata sotto l’ultima salita con le migliori sei. E questo a mio avviso è molto importante, specie se si considera che di fronte a lei ci sono dei gradini di forma da acquisire. E’ un grande segno per il prosieguo della stagione. E credo che nella sua testa anche lei pensi questa cosa».
Elisa nella crono del Giro del Giro d’Italia Donne 2021Elisa nella crono del Giro del Giro d’Italia Donne 2021
Giro sì, pressione no
Slongo ha parlato di Giro d’Italia e Tour de France. Giusto ieri si è saputo qualcosa di più sulla corsa rosa. Una corsa che sulla carta sembra meno dura degli altri anni con il suo arrivo in quota del Passo Maniva. Un percorso così può far sognare la Longo Borghini.
«La nostra idea – dice Slongo – è quella di non creare pressione per quel che riguarda la classifica generale delle corse a tappe. Noi non partiamo al Giro per fare classifica. Poi vedremo come andranno le cose. Però non starei qui a fare annunci, né dichiarazioni.
«Elisa è anche un’atleta da corse di un giorno e non è sempre facile fare bene anche nella generale. Intanto pensiamo a classiche tipo Liegi e non dimentichiamo che dopo il Giro ci sarà anche il Tour».
E’ stato presentato oggi, dal suo organizzatore Roberto Ruini, il percorso del Giro d’Italia Donne. Un evento che prenderà il via da Cagliari il 30 di giugno e si concluderà a Padova il 10 luglio. Saranno 5 le regioni toccate dalle atlete: Sardegna, Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino Alto-Adige e Veneto. Una presentazione tardiva, considerando che mancano solamente 3 mesi e mezzo al via della corsa. Cosa che non ha certamente facilitato il lavoro delle 24 squadre partecipanti nella programmazione della stagione.
Dal 30 giugno al 10 luglio si cercherà l’erede della Van der Breggen Dal 30 giugno al 10 luglio si cercherà l’erede della Van der Breggen
Meno duro? Forse
Dieci tappe: le prime tre in Sardegna con la cronometro inaugurale di 4,7 chilometri che si svolge all’interno del comune di Cagliari. Le altre due tappe in territorio sardo dovrebbero essere facile preda delle velociste. Dopo il giorno di riposo, che sposterà la carovana del Giro sul “continente” (così chiamano i sardi la penisola, ndr), sarà la volta della tappa 4.
Ci saranno ben 3 Gpm, ma la strada smetterà di salire solamente a 8 chilometri dal traguardo, qui chi avrà la gamba giusta potrà tentare un attacco sognando anche di strappare la maglia rosa. La tappa numero cinque sarà ancora questione di muscoli e watt tutti da sprigionare sul traguardo di Reggio Emilia.
Secondo il cittì Sangalli è un percorso adatto alle caratteristiche di Marta Cavalli che si è già messa in mostra alla Comunitat Valenciana FeminesSecondo il cittì Sangalli è un percorso adatto alle caratteristiche di Marta Cavalli
Le montagne
Prima di salire di quota, ed accendere così definitivamente la miccia di questo Giro d’Italia Donne, si passa da Bergamo. Con una tappa che prevede un circuito iniziale da ripetere 5 volte prima di spostarsi verso la città dalle mura veneziane. L’arrivo ricalca in pieno quello del Giro di Lombardia vinto da Pogacar.
Ci si sposta poi in altura, tappa sette ed il primo arrivo in salita: a Passo Maniva, non ci si può più nascondere. Le tappe otto e nove si corrono in Trentino, 5 Gpm totali: due nella prima e tre nella seconda tappa. Nella frazione numero 9 si affronterà anche la cima Coppidi questa edizione: il passo Daone 1291 metri. La tappa finale di Padova sarà un arrivo ancora per velociste che avranno l’onore di chiudere così questo Giro d’Italia Donne 2022.
TAPPA
GIORNO
PARTENZA-ARRIVO
CHILOMETRI
1ª tappa
7 marzo
cronometro individuale: Cagliari-Cagliari
4,7
2ª tappa
1 luglio
Villasimius Tortoli
117
3ª tappa
2 luglio
Cala Gonone-Olbia
112,7
4ª tappa
4 luglio
Cesena-Cesena
120,9
5ª tappa
5 luglio
Carpi-Reggio Emilia
123,4
6ª tappa
6 luglio
Sarnico-Bergamo
114,7
7ª tappa
7 luglio
Prevalle-Passo Maniva
113,4
8ª tappa
8 luglio
Rovereto–Aldeno
92,2
9ª tappa
9 luglio
San Michele all’Adige–San Lorenzo Dorsino
112,8
10ª tappa
10 luglio
Abano Terme–Padova
90,8
Parola al cittì
Parliamo con Paolo Sangalli, neo cittìdella nazionale femminile, il quale ha contribuito a disegnare il percorso di questo Giro d’Italia Donne 2022. Corsa che da quest’anno farà parte del calendario WorldTour.
«Secondo il mio punto di vista – ci dice Sangalli – è un Giro equilibrato, disegnato per essere aperto fino all’ultimo metro. Ci sono le tappe dure, come la settima e la nona, che sono aperte a più scenari, su tutte quella di Cesena e Bergamo. Essendo le tappe in Sardegna per ruote veloci le squadre avranno l’interesse nel tenere la corsa aperta in queste due frazioni, chissà che qualcuno non prenda la maglia già qui».
Erica Magnaldi, del UAE Team ADQ, potrà mettersi in mostra nella tappa numero 7, l’unica con arrivo in salitaErica Magnaldi, del UAE Team ADQ, potrà mettersi in mostra nella tappa numero 7, l’unica con arrivo in salita
Le tappe di Cesena e Bergamo sembrano disegnate per la Longo Borghini, in particolare la seconda. Potrebbe essere lei una dei nomi di spicco per i colori azzurri?
«Sembra proprio disegnata per lei – ridacchia Sangalli – quel muro finale che porta in città alta potrebbe fare qualche vittima. E’ una che parte sempre per vincere e quindi non si sa mai cosa aspettarsi da lei. Ma non focalizziamoci solamente sul suo nome, sono molte le nostre ragazze che possono fare bene. E’ un tipo di percorso che si addice molto anche a Marta Cavalli, per non parlare della tappa con arrivo a Passo Maniva (unico arrivo in salita, ndr) lì una su cui scommettere è la Magnaldi».
«Per concludere – riprende il cittì – penso sia un Giro pensato bene e con un’ottica WorldTour. Se si considera che poi il 24 luglio parte il Tour de Femmes direi che si incastrano molto bene. Qualcuna potrebbe anche azzardarsi nel correrli tutti e due».
E' l'anno d'oro del ciclismo piemontese, che ha fatto incetta di maglie tricolori e vittorie. Ne parla Marco Della Vedova, che tanti li ha visti crescere
E’ un bel periodo quello che sta vivendo Elisa Longo Borghini, uscita dal periodo del lockdown con un altro punto di vista su se stessa e sulla vita. Con il sorriso e con una serie di nodi finalmente sciolti, che hanno sgomberato il campo. Sono stati mesi difficili per tutti, ma in alcuni casi hanno portato nuova ispirazione. Ad esempio hanno permesso a chi scrive di chiudere una porta e ritagliarsi un’altra dimensione, mentre alla campionessa piemontese hanno donato occhi nuovi sul mondo. E se un’intervista comincia da stima reciproca e basi condivise, per chi legge sarà un viaggio da posizione privilegiata. La stessa in cui ci troviamo su questo divanetto spagnolo durante il primo ritiro della Trek-Segafredo.
Sul traguardo di Tokyo, Longo Borghini con l’espressione di chi ha dato davvero tuttoSul traguardo di Tokyo con l’espressione di chi ha dato tutto
Che cosa è successo negli ultimi mesi?
C’era una serie di eventi concatenati che mi portavano a essere introversa. Ora invece ho preso coscienza delle mie potenzialità. Non voglio mancare di rispetto alle mie avversarie, ma prima ero insicura, era come se patissi la corsa. Ora invece so di poter dire la mia. Il lockdown è stato una fase in cui ho potuto riflettere molto su quello che volevo e quello che non volevo. Ho tirato le somme e ho capito che potevo essere più determinata e sicura di me.
Un periodo duro, con qualche risvolto positivo…
Ha permesso a tante persone di riflettere sulla propria vita facendogli capire quanto siano fortunate. Prima davamo tutto per scontato, senza capire di essere dei privilegiati. Anche essere qua a parlare è un privilegio. Ci sono persone che non avranno mai interviste. Di più, persone la cui voce nessuno la ascolterà mai…
Un cambiamento importantissimo.
Per questo ora non mi voglio porre più limiti. Voglio lavorare sodo e raggiungere buoni risultati, cercando di essere sempre migliore. Non sono quasi mai contenta dei risultati che ottengo e questo a volte è un bene e a volte un male. E’ buono avere accanto persone che te lo facciano notare.
Dopo lo shooting fotografico del mattino, il casco torna dal meccanicoDopo lo shooting fotografico del mattino, il casco torna dal meccanico
Sai che il percorso del prossimo Tour potrebbe essere molto interessante?
C’è grande voglia di correrlo. Darà prestigio come lo ha dato a tante atlete del passato. Dobbiamo riflettere sul fatto che siamo qui a correre e abbiamo avuto anche la Roubaix, grazie a quelle donne che con la loro passione e la loro fatica ci hanno permesso di rivendicare certe corse.
Credi che in gruppo ci sia questa consapevolezza?
Fra le ragazze più mature, direi proprio di sì. Spero che le giovani non lo diano per scontato, sta a noi fare in modo che ciò non accada. Conoscere il passato è importante per avere un buon futuro.
Professionismo significa anche avere a disposizione figure di riferimento per ogni ambito.
Credo molto nelle persone che mi circondano, è il modo per rendermi un’atleta migliore. Mi piace avere un costante scambio di idee. Devo saper rispondere al nutrizionista o al mental coach. Loro mi danno gli strumenti, sta a me dire cosa penso. Mi piace che si crei sinergia, perché se certe cose, dall’alimentazione all’approccio con le gare, sono imposte, non sei consapevole di te stesso. Più ci si conosce, più si diventa forti.
L’individuo al centro delle operazioni…
I numeri dicono tanto, ma se non sei tu a capire da che parte sei girato, hai poco da fare. Il ciclismo è bello perché è introspezione, scoperta dei propri limiti e la voglia di superarli. A me piace fare fatica in bicicletta. Magari non sono un grande talento, ma lavoro tanto.
Ellen Van Dijk e Lizzie Deignan, due pezzi forti della squadra
Dalla Movistar è arrivata l’americana Leah Thomas
Ellen Van Dijk e Lizzie Deignan, due pezzi forti della squadra
Dalla Movistar è arrivata l’americana Leah Thomas
Se non avessi un grande talento, non avresti due medaglie olimpiche e tutto il resto…
Per come mi vedo, sento di essere una lavoratrice. Se non dai, non ottieni.
Giorni fa, nel cross di Vermiglio, si parlava con Marianne Vos e il pensiero intanto volava a te, sapendo che ci saremmo incontrati. Hai la stessa forza di Marianne nell’accettare i piazzamenti. Anche questo rende grandi…
Tu vuoi vincere a tuti i costi. Ma se quando stai dando il 110 per cento, qualcuno ti batte, non puoi farci niente. E’ lo sport, ma è anche la vita. E’ lo stimolo per migliorare.
C’è un secondo posto che però ti brucia?
Certo che c’è (dice dopo aver sollevato per qualche instante lo sguardo al cielo, ndr). E’ il secondo posto ai tricolori di Superga nel 2015 dietro Elena Cecchini. Il campionato italiano sembrava una gara maledetta. L’anno prima ero caduta, mentre Superga sembrava l’arrivo perfetto per me. Eravamo solo in due delle Fiamme Oro, mentre le Fiamme Azzurre erano tantissime e portarono via la fuga, arrivando ai piedi di Superga con un minuto e mezzo di vantaggio. Recuperai 1’20” arrivando a 10 secondi da Elena. Glielo dissi…
Che cosa?
Che la detestavo. Ma lei capì lo spirito di quella frase…
La Freccia Vallone è l’obiettivo di Longo Borghini: come cambia senza la Van der Breggen?La Freccia Vallone è l’obiettivo di Longo Borghini: come cambia senza la Van der Breggen?
Torniamo al professionismo, orgogliosa di esserci arrivata?
E’ una cosa molto bella, ma non dobbiamo pensare che il percorso sia concluso. Finché ci saranno ragazze che guadagnano 300 euro al mese, non potremo dire di essere arrivate dove vogliamo. Non sto puntando il dito contro le piccole squadre, l’argomento è delicato. So benissimo che ci sono piccoli team a conduzione familiare, i cui direttori sportivi cercano di racimolare ogni anno il budget per far correre le ragazze. Ma dobbiamo impegnarci perché anche il loro livello possa crescere.
Come si fa?
A volte guardo Ina Teutenberg, il nostro direttore sportivo. Lei ha avuto una grande carriera (più di 200 vittorie, ndr), gettando le basi per noi che corriamo oggi. In qualche modo ora sta a noi raccoglierne il testimone.
A proposito di direttori sportivi, ti dispiace che Giorgia Bronzini sia andata via?
Mi dispiace molto, ma sono convinta che alla Liv troverà il suo ambiente. Lei è capace di dare grinta e far crescere le giovani. Qui si è trovata in difficoltà in una organizzazione con parecchi schemi. Sono sicura che farà un gran lavoro.
Cosa pensi della stagione con Elisa Balsamo?
La vedo già come una ragazza molto inquadrata, con un entourage che la segue benissimo. Mi piace l’idea di poterla aiutare a crescere ancora.
Il primo ritiro serve per mettere a posto tutti i dettagli, dall’abbigliamento alla biciIl primo ritiro serve per mettere a posto tutti i dettagli, dall’abbigliamento alla bici
Vabbè, adesso però dichiara un obiettivo.
Se proprio devo dirlo, allora è la Freccia Vallone. Le ho sempre girato attorno e alla fine arrivava Anna Van der Breggen che trovava il modo di vincerla. Ora lei non c’è più e si creeranno tanti scenari e tattiche da capire. Sono davvero curiosa…
Il nostro tempo è scaduto. Paolo Barbieri arriva dalla sala accanto per portarcela via. Si starebbe a parlare ancora a lungo e siate certi che lo faremo. Il sorriso resta negli occhi mentre Elisa si allontana. Grazie per la stima. La stagione si annuncia foriera di grandi racconti.
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Alla vigilia del Gran Premio di Formula 1 degli Stati Uniti, disputato a Austin lo scorso fine settimana, Pirelli e il team Trek-Segafredo hanno annunciato di aver rafforzato la loro partnership per il 2022. A sancire simbolicamente l’accordo hanno chiamato l’ex campione del mondo Mads Pedersen e la campionessa d’Italia Elisa Longo Borghini. Entrambi hanno avuto l’opportunità di effettuare un giro d’onore sul Circuit of The America, lo stesso che ha visto Max Verstappen trionfare su Lewis Hamilton.
Matteo Barbieri Head of Pirelli Cycling & Roger Gierhart Vice-President of Trek BicycleMatteo Barbieri Head of Pirelli Cycling & Roger Gierhart Vice-President of Trek Bicycle
La scelta della location non è stata casuale. Trek e Pirelli hanno infatti voluto sottolineare la matrice racing della loro partnership. Al termine del giro effettuato sul circuito di Austin Elisa Longo Borghini ha sottolineato il proprio orgoglio nel poter contare sul supporto di Pirelli.
La campionessa d’Italia ha così dichiarato: «Siamo orgogliosi di correre e di lavorare con i loro tecnici. Grazie all’uso intensivo ed esteso della tecnologia, che l’aziendamette nei suoi pneumatici da ciclismo, il lavoro di sviluppo è continuo e siamo sempre sicuri di poter contare sul materiale più avanzato. In aggiunta, è emozionante pensare che i nostri pneumatici da ciclismo sono progettati, prodotti e testati con la stessa tecnologia messa a disposizione dei piloti di Formula 1!».
Tanti i risultati raggiunti
L’accordo fra Pirelli e Trek-Segafredo ha avuto inizio nel 2020. Da allora sono stati davvero tanti e di prestigio i risultati ottenuti. In sole due stagioni la squadra americana ha riportato diverse vittorie importanti utilizzando i Pirelli P ZERO TM. Tra queste è sicuramente da ricordare la Parigi-Roubaix femminile, al debutto quest’anno e vinta da un’incredibile Lizzie Deignan. Nel successo dell’atleta britannica un ruolo fondamentale l’ha sicuramente avuto la scelta dei pneumatici.
Una sezione dei copertoni P ZERO Race TLR Una sezione dei copertoni P ZERO Race TLR
Per Pirelli le competizioni rappresentano un vero laboratorio a cielo aperto, dove poter sviluppare i prodotti che saranno poi messi a disposizione dei praticanti. In questo contesto, la partnership con gli atleti del team Trek-Segafredo risulta essere fondamentale, soprattutto per i feedback che ne derivano. Il primo pneumatico tubeless Pirelli per bici da strada, il P ZERO RACE TLR, è infatti il risultato diretto della collaborazione tecnica con la squadra.
Un roseo futuro
Per il 2022 in Pirelli si aspettano nuovi feedback dagli atleti del team Trek-Segafredo. L’obiettivo finale rimane sempre quello di realizzare prodotti in grado di soddisfare al meglio le aspettative dei praticanti.
Matteo Barbieri, responsabile di Pirelli Cycling, ha sottolineato questo aspetto: «La partnership con un’azienda leader come Trek e con gli atleti del team è cruciale per Pirelli. Lavoriamo per alzare ulteriormente il livello tecnologico dei nostri pneumatici cycling, progettati con la qualità e le prestazioni richieste dai professionisti. Con un’occhio di riguardo all’adattabilità e la versatilità necessarie per gli amatori. Ora la collaborazione continua e si amplia, a conferma della reciproca soddisfazione per il percorso fatto assieme finora».
Mads Pedersen ed Elisa Longo Borghini durante il loro giro d’onore sul circuito di Austin
Pirelli e Trek lavoreranno insieme anche nel 2022 dopo i risultati positivi raggiunti nella matrice racing
Mads Pedersen ed Elisa Longo Borghini durante il loro giro d’onore sul circuito di Austin
Pirelli e Trek lavoreranno insieme anche nel 2022 dopo i risultati positivi raggiunti nella matrice racing
Roger Gierhart, vicepresidente di Trek Bicycle, ha concluso con le seguenti parole: «Pirelli ha una storia pluridecennale nella produzione di pneumatici da competizione, vincenti. Siamo orgogliosi di lavorare con un’azienda che ha giocato un ruolo così importante nella ricca storia del ciclismo. Pirelli è un partner inestimabile per Trek-Segafredo, in particolare per il modo in cui lavora con i nostri corridori e il nostro staff, per realizzare prodotti che eccellono nel World Tour».
A conferma del rafforzamento della partnership con il team Trek-Segafredo, nel 2022 il logo Pirelli apparirà in posizione di rilievo sulle divise ufficiali sia della formazione maschile che di quella femminile.
«Una magnifica corsa – dice Elisa Longo Borghini dopo la prima Roubaix Femmes della storia vinta da Lizzie Deignan – una corsa epica a dispetto delle cadute e del caos. Ma in fondo la Roubaix è fatta di cadute e caos. Magari non ripartirei subito, ma tornerò a farla. E’ stato un po’ come affrontare l’ignoto e questo mi piace».
La campionessa italiana, terza sul podio, questa volta ha più sorriso e meno rammarico. Ci sono podi e podi. E quando in testa c’è dal via una tua compagna di squadra e arrivi terza al primo assaggio di pavé, puoi a buon diritto ritenerti soddisfatta.
Ha vinto appunto Lizzie Deignan, paladina della parità di corse fra uomini e donne, che a un certo punto è uscita in testa dal primo pavé (che voleva prendere da sola per evitare le cadute) e ha tirato dritto fino al traguardo. Non l’hanno mai neppure avvicinata. E se non fosse stato per il forcing di Marianne Vos, cui il secondo posto brucia invece quanto quello del mondiale, avrebbe fatto in tempo a fare la doccia prima dell’arrivo delle rivali.
«Nessuna merita più di Lizzie – prosegue Elisa – di stare su quel podio. Io ero rimasta dietro una caduta e quando siamo arrivate al secondo settore di pavé, ho sentito dalla radio che lei era già avanti. Stamattina al via aveva lo sguardo frizzante, ha seguito l’istinto».
Alle spalle di Lizzie Deignan in fuga, la Longo faceva buona guardiaAlle spalle di Lizzie Deignan in fuga, la Longo faceva buona guardia
Lavoro di squadra
Alle spalle della britannica dal cognome francese, un paio di squadre hanno provato a organizzarsi, ma non c’è stato verso di guadagnare.
«Avevamo fatto alcune ricognizioni – racconta la Longo – ed eravamo pronte, ma un conto è provare il pavé con le tue compagne, tutte a distanza di sicurezza, un conto entrarci dentro full gas. Alcuni settori erano molto scivolosi, sono caduta 3-4 volte, ma mi sono rialzata e sono rientrata. La Roubaix è questo, mentre davanti Lizzie ha fatto qualcosa di incredibile.
«Noi abbiamo cercato di stare davanti per rallentare l’inseguimento. Soprattutto Cordon-Ragot ha fatto un lavoro eccezionale. Poi quando è partita la Vos, ho provato a seguirla, ma mi sono sentita impacciata. Ho rischiato anche di cadere in un paio di curve…».
Arrivo solitario con 1’17” su Marianne Vos per Lizzie DeignanArrivo solitario con 1’17” su Marianne Vos per Lizzie Deignan
Trek Domane più monocorona
Fra gli accorgimenti fatti durante le ricognizioni invernali e quelle dei giorni scorsi, la Trek-Segafredo ha puntato su una soluzione tecnica molto interessante, dovuta anche e soprattutto alla presenza del fango che ha minato l’efficienza delle parti meccaniche.
Così sulle Domane del team, già dotate dell’ISoSpeed per ammortizzare l’effetto del pavé, si è scelto di montare una guarnitura monocorona: 50 per tutte, tranne Ellen Van Dijk che ha scelto la 54. Tutte con guidacatena K-Edge. La cassetta scelta invece aveva pignoni dal 10 al 33.
«Per il resto – dice Elisa – doppio nastro, perché altrimenti il manubrio sarebbe stato troppo diverso da quello della mia Emonda, e niente guanti».
La Trek Domane di Lizzie Deignan subito dopo l’arrivo (foto Trek-Segafredo)
Tracce di sporco e di sudore sul manubrio con doppio nastro (foto Trek-Segafredo)
Bici numero 13 e IsoSpeed, la Domane per il pavé (foto Trek-Segafredo)
Ecco la guarnitura monocorona da 50 con guidacatena K-Edge (foto Trek-Segafredo)
Fango e sporco: anche la bici ha bisogno di un bel make-up (foto Trek-Segafredo)
Cassetta 10-33 e tanto fango negli ingranaggi (foto Trek-Segafredo)
I settori di pavé ben annotati, per una cavalcata lunghissima (foto Trek-Segafredo)
La Trek Domane di Lizzie Deignan subito dopo l’arrivo (foto Trek-Segafredo)
Tracce di sporco e di sudore sul manubrio con doppio nastro (foto Trek-Segafredo)
Bici numero 13 e IsoSpeed, la Domane per il pavé (foto Trek-Segafredo)
Ecco la guarnitura monocorona da 50 con guidacatena K-Edge (foto Trek-Segafredo)
Fango e sporco: anche la bici ha bisogno di un bel make-up (foto Trek-Segafredo)
Cassetta 10-33 e tanto fango negli ingranaggi (foto Trek-Segafredo)
I settori di pavé ben annotati, per una cavalcata lunghissima
Tutto per caso
Lizzie sorride e ne ha motivo. Non ha capito neppure lei da dove le sia venuta l’idea di andarsene dal primo tratto di pavé, ma solo ora inizia a rendersi conto di quanto sia andata forte. Vanno bene tutte le osservazioni tecniche precedenti, ma se da sola riesci a tenerti dietro il gruppo, vuol dire che vai forte come e più di loro.
«Sono molto emozionata – dice – anche molto orgogliosao. Non posso credere che sia successo. Stavo lottando per prendere davanti il primo settore e sapevo che Ellen Van Dijk, uno dei nostri leader, non era in buona posizione. Ho pensato di darle il tempo per rientrare. Poi ho guardato dietro e non c’era nessuno. Così ho pensato: «Beh, almeno allora devono inseguire”. Io andavo e sapevo che dietro Ellen, Elisa e Audrey (Cordon-Ragot, ndr) mi guardavano le spalle. Avevamo la squadra migliore, per questo ho vinto».
Marianne Vos era la grande favorita anche grazie al ciclocross, ma è arrivata secondaMarianne Vos era la grande favorita anche grazie al ciclocross, ma è arrivata seconda
L’Inferno del Nord
Il vero Inferno del Nord, con la temperatura che negli ultimi due giorni si è abbassata, la pioggia nella notte e lungo il percorso. Quadro peggiore non si poteva immaginare, eppure le ragazze, anche la più scettica Bastianelli e la preoccupata Guderzo, all’entrata del velodromo sorridevano.
«Non sapevo che avrei vinto finché non sono entrato al velodromo – racconta ancora Deignan – perché sinceramente non sentivo nulla. Avevo i crampi alle gambe e sapevo che anche nell’ultima sezione avrei potuto perdere due minuti. A questo punto della stagione sono stanca e sapevo che la cosa migliore per me era mantenere un ritmo regolare.
«E’ sempre stata una gara maschile. E sono così orgogliosa di questo e dove siamo, che il ciclismo femminile adesso è sulla scena mondiale. Sono orgogliosa che mia figlia possa guardare questa pietra (indica il trofeo con il sasso di Roubaix, ndr). E’ davvero speciale poter dire che il mio nome sarà il primo dell’albo d’oro. Sono davvero orgogliosa di essere qui, lo meritiamo. Sono orgogliosa di tutto il gruppo».
Longo Borghini terza a Roubaix, «a dispetto di caos e cadute», ha detto sorridendoLongo Borghini terza a Roubaix, «a dispetto di caos e cadute», ha detto sorridendo
La Vos alle spalle
Parlerebbe per ore, come quando vuoi che il bel sogno non finisca mai. La tirano per la manica, propongono di chiuderla con le domande perché la squadra deve andare subito oltre la Manica per il Women’s Tour, ma lei sorride e si concede.
«Nessuno sarebbe stato così pazzo da prevedere un piano del genere – dice – è stato davvero doloroso. Però mi sentivo in controllo e sapevo di non poter superare il limite. Alla fine ho sentito che Marianne Vos era da sola al mio inseguimento e mi son detta che non era una bella notizia averla alle spalle. Sapevo anche di aver un buon margine. Poi sono entrata nel velodromo ed è stato surreale. Sono anni che guardo gli uomini farlo e dire che sono stata la prima donna è davvero speciale. Ci vorrà del tempo per farsene una ragione, ma avrò questo pezzo di pavé da guardare per gli anni a venire. Sono davvero orgogliosa: è questa la parola giusta».
L'ultima tappa del Giro Women ci regala imprese: Longo Borghini ritrova la vittoria partendo da lontano, Vollering conquista la maglia rosa con un'impresa