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Dalla Spagna in chiamata con Marta Cavalli, parlando inglese

02.02.2022
5 min
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Capisci che il WorldTour sia ormai uno stato mentale quando ti rendi conto che la conferenza stampa (virtuale) della FDJ-Nouvelle Aquitaine-Futuroscope viene svolta in inglese e non nella lingua madre cui i francesi difficilmente sono disposti a rinunciare. Dall’altra parte dello schermo, riconosciamo i volti sorridenti del team manager Stephen Delcourt che fa gli onori di casa e poi tre leader come Cecile Uttrup Ludwig, Marta Cavalli e l’ultima arrivata Grace Brown.

Nel 2021 ha vinto la Team Relay agli europei di Trento: qui con Longo Borghini e Cecchini
Nel 2021 ha vinto la Team Relay agli europei di Trento: qui con Longo Borghini e Cecchini

Il capo snocciola numeri e obiettivi, dichiarando di voler vincere il Tour Femmes e anche una prova Monumento. I minuti scorrono e noi, scoprendoci più sciovinisti di quanto ci aspettassimo, preferiamo cominciare da Marta (in apertura nella foto di Thomas Maheux). E questo fatto di doverci parlare in inglese un po’ fa strano, ma tant’è.

Una stagione lunghissima

Con nove piazzamenti nei primi cinque e la vittoria nel Mixed Team Relay agli europei, la ragazza di Cremona ha interpretato il debutto nella massima categoria con sicurezze sempre crescenti. Poi sarà che la stagione scorsa è parsa a tutti lunghissima e strapiena di impegni, ricordare i primi passi alla Strade Bianche, quindi il Fiandre, i problemi al ginocchio prima della Liegi, il Giro d’Italia Donne, le Olimpiadi, il mondiale, la Roubaix e tutti gli altri racconti che sono seguiti ti fa rendere conto che i progressi sono stati tangibili e costanti. Con una sola annotazione a margine, fatta dal suo ex direttore sportivo Arzeni al via della Ronde de Mouscron, all’indomani del Fiandre chiuso da Marta al sesto posto.

La nuova maglia del team francese ha molto più blu rispetto allo scorso anno (foto FDJ-NAT)
La nuova maglia del team francese ha molto più blu rispetto allo scorso anno (foto FDJ-NAT)

«Marta ha perso tanto peso – disse il diesse della Valcar-Travel&Services – e per puntare alla salita ha lasciato indietro lo spunto veloce che la rendeva vincente».

Che ci abbia riflettuto da sola o con il team, oppure che abbia fatto tesoro delle parole del Capo, la preparazione invernale di Marta Cavalli ha puntato a recuperare quel colpo di pedale più brillante nel finale di gara.

Come è andato l’inverno?

Ho buone sensazioni. Abbiamo svolto un bel blocco di allenamento, la stagione sta arrivando e sono molto motivata. Sono impaziente di vedere se la nuova preparazione darà i suoi frutti.

Nonostante i suoi 53 chili, Cavalli si è trovata a suo agio sul pavé della Roubaix, arrivando al 9° posto
Nonostante i suoi 53 chili, si è trovata a suo agio sul pavé della Roubaix, arrivando al 9° posto
Che cosa porti via dal primo anno nel WorldTour?

Ho imparato molto, ho scoperto altre cose su me stessa. Abbiamo analizzato le mie prestazioni, le reazioni del mio corpo nelle varie situazioni di gara, il recupero, la gestione dello sforzo. Ho qualche rimpianto perché sono arrivata parecchie volte vicino al podio e mi è mancata la zampata decisiva. Mi manca il feeling con la vittoria.

Che cosa hai scoperto d’altro su te stessa?

Non vedo ancora i miei limiti e questo mi piace. Il mondo intorno è cambiato, sul piano della preparazione e dell’atteggiamento in gara. E’ tutto più serio, si lavora per ottenere i risultati più grandi e questo mi dà grandi motivazioni.

Prosegue la collaborazione fra Lapierre e la FDJ femminile (foto FDJ-NAT)
Prosegue la collaborazione fra Lapierre e la FDJ femminile (foto FDJ-NAT)
La squadra punta a qualche vittoria Monumento…

C’è mancata, in effetti. Se penso a me, vedo bene la Strade Bianche e il Trofeo Binda. Vorrei dimostrare che posso correre per vincere certe corse. Poi si può anche non vincere, ma essere lì a giocarsela vuol dire aver fatto uno step in più.

La squadra punta al Tour, ma non è mistero che tu ami il Giro…

Potrebbe essere un mio obiettivo. Nel 2021 mi sono resa conto di reggere bene nell’arco dei 10 giorni. Ho mostrato un buon recupero, stando meglio con il passare delle tappe. Se ci sarà l’occasione di vincere una tappa, la prenderò. Se avrò la possibilità di fare classifica, non mi tirerò indietro.

Al Giro d’Italia Donne del 2021, Marta Cavalli ha chiuso con il sesto posto finale: qui il quarto a Prato Nevoso
Al Giro del 2021, Cavalli ha chiuso con il 6° posto finale: qui il 4° a Prato Nevoso
A livello internazionale si protesta perché il percorso del Giro non è stato ancora presentato…

E’ un fatto e mi dispiace, ma per la mia preparazione non è fondamentale conoscere il dettaglio di tutte le tappe. L’idea degli organizzatori del Giro Donne è sempre stata di fare un percorso durissimo, con tappe di montagna, una crono e qualche volata. Si deve andare forte in salita e a cronometro. Conoscere i dettagli permetterà semmai di fare qualche sopralluogo.


Altro tema, si vorrebbe il Giro Donne nello stesso periodo di quello degli uomini, come accadrà col Tour Femmes che inizierà alla fine del Tour de France.

Non sarebbe affatto male. Tutti conoscono il Giro d’Italia. Quando mi alleno nei giorni in cui corrono gli uomini, capita di fermarsi e di essere riconosciuta. Mi chiedono se anche io farò il Giro e quando rispondo di sì, ma che si correrà a luglio, restano male. Sarebbe bello avere la corsa degli uomini come lancio.

Nel ritiro spagnolo, grossi blocchi di lavoro preparando il debutto (foto FDJ-NAT)
Nel ritiro spagnolo, grossi blocchi di lavoro preparando il debutto (foto FDJ-NAT)
Ti è mancata la zampata nel finale, come è cambiata la preparazione?

Ho lavorato per ritrovare lo spunto che ho un po’ perso per strada. Sapevo farlo, posso riuscirci ancora. Dovreste vedere una Marta più potente e brillante, per questo non vedo l’ora di cominciare per mettermi alla prova.