Pronto per Paternoster un calendario con tanta strada

25.10.2022
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Se c’è un piccolo rimpianto, a parer nostro, nella carriera (finora) di Letizia Paternoster c’è il fatto che a un certo punto abbia dovuto interrompere la sua collaborazione con Giorgia Bronzini. Ormai la piacentina è una delle colonne portanti della LIV Racing Xstra, mentre a breve Letizia lascerà la Trek-Segafredo e si trasferirà alla Bike Exchange-Jayco. Si è parlato sorridendo del ritorno alla terra del padre, di origine australiana, ma soprattutto della ricerca di nuovi stimoli.

Che cosa hanno visto in lei nella squadra australiana? Quali sono gli argomenti che li hanno spinti a investire sulla ragazza trentina, che negli ultimi anni ha battuto ogni record quanto a tamponi positivi e infortuni? Lo abbiamo chiesto a Martin Vestby, il tecnico del team femminile, che nella vita ha sposato Emma Johansson, ex atleta svedese con due argenti ai mondiali e due alle Olimpiadi. A sua volta Vestby, norvegese di 45 anni, ha corso per cinque stagioni fra i professionisti.

Nel 2019, al secondo anno da elite, Paternoster vince la prima tappa del Down Under
Nel 2019, al secondo anno da elite, Paternoster vince la prima tappa del Down Under
Conoscevi Letizia?

La prima volta che l’ho osservata fu quando vinse la prima tappa al Tour Down Under del 2019 battendo la nostra Sarah Roy. E’ un grande talento in pista, ma anche su strada. E’ indicativo il fatto che appena passata da junior a elite, abbia avuto subito buoni risultati.

Poi però è andato tutto storto…

Ha avuto un paio di anni difficili, fra Covid e incidenti. Quello che si vede bene adesso è il grande potenziale che ha, sperando che il brutto sia ormai passato. Per cui l’obiettivo è tornare alla forma e al suo potenziale.

Rientrata ai mondiali dopo la frattura della clavicola, Paternoster ha partecipato solo all’inseguimento individuale
Rientrata ai mondiali dopo la frattura della clavicola, Paternoster ha partecipato solo all’inseguimento
In che modo concilierete la strada e la pista?

Ci sono tanti vantaggi che la pista dà alla stradista. Solo che va trovato il giusto bilanciamento. Di certo però nel 2023 potenzieremo di molto il suo programma della strada. Ha dimostrato che le classiche le si addicono. E’ veloce, una velocista di alto livello. Speriamo solo in una stagione con poche interruzioni. Ma forse è anche presto per metterle addosso la pressione della vittoria. Ora Letizia ha bisogno del nostro supporto per tornare a crescere.

Più strada significa anche un inverno diverso dal solito?

Ci saranno dei cambiamenti. Il focus sarà sulla strada e sul modo più indolore per superare le salite. Non sto parlando di lavori per farne una scalatrice, ma della base per digerirle meglio e avere ancora gambe per la volata. Metteremo mano alla nutrizione e apporteremo alcuni cambiamenti.

Martin Vestby, qui con il figlio, è il capo dei tecnici della Bike Exchange-Jayco donne
Martin Vestby, qui con il figlio, è il capo dei tecnici della Bike Exchange-Jayco donne
Avrete per lei un treno?

No, non per ora, anche se cercheremo di portarla alla volata nelle migliori condizioni possibili. Ci sarà un focus per lavorare su questo aspetto. L’esperienza in pista per questo sarà utilissima, perché comunque sa cavarsela anche da sola.

Primi ritiri già fissati?

Faremo un training camp a gennaio con il team maschile. Prima non avrebbe senso farlo, visto che parecchi dei nostri corridori non sono più in Europa. Non credo che Letizia avrà bisogno di spostarsi in Spagna per lavorare al caldo, perché di solito si allena sul Garda, dove il clima è più mite.

Letizia Paternoster ha 23 anni. Nel 2022, causa vari malanni, ha corso solo 21 gare
Letizia Paternoster ha 23 anni. Nel 2022, causa vari malanni, ha corso solo 21 gare
Hai avuto contatti con lei?

Il giorno di Torino, quando abbiamo fatto le visite mediche. E poi con un meeting su Skype, quando si è trattato di definire gli obiettivi.

Come l’hai trovata?

Aperta ed entusiasta. Molto professionale e con grandi ambizioni. Inizia ad avere l’età giusta per maturare. Penso che inizierà dall’Europa e non dall’Australia, oltre non posso ancora dire. Ma di una cosa sono certo: non vedo l’ora di cominciare a guidarla in corsa.

Paternoster a Parigi, l’inseguimento del tempo perduto

12.10.2022
6 min
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Il sogno di Parigi per cancellare l’incubo di Monaco. Lo scorso 13 agosto ci aveva fatto stare tutti col fiato sospeso dopo il tremendo botto durante l’eliminazione nel velodromo bavarese, ma ora Letizia Paternoster torna a risplendere in azzurro. Non sarà il mondiale che sperava perché il tempo è stato troppo poco per ritornare al top, ma sarà l’occasione per prendere le misure sulla pista che tra meno di due anni metterà in palio le medaglie olimpiche.

Con questa foto su Instagram e un post molto intenso, Letizia Paternoster ha annunciato il ritorno in azzurro
Con questa foto su Instagram e un post molto intenso, Letizia ha annunciato il ritorno in azzurro

Inseguimento individuale

Per vederla sfrecciare nella rassegna iridata dovremo aspettare sabato, quando sarà in programma l’inseguimento individuale, mentre per le altre prove l’appuntamento è soltanto rimandato. Letizia vuole che il 2023 sia l’anno del riscatto dopo che le ultime stagioni sono state costellate di imprevisti e la svolta deve arrivare soprattutto su strada: per questo la ventitreenne trentina ha scelto la Bike Exchange-Jayco, con cui si è ritrovata già lo scorso weekend a Torino prima di volare in Francia. Una svolta australiana, per la felicità di papà Paul nato proprio nella Land Down Under.

Finalmente si torna in azzurro, una bella liberazione per te: come ti senti?

Avrei preferito arrivare a Parigi con un altro tipo di condizione, ma diciamo che devo anche ricordarmi dov’ero un mese fa, per cui va bene così e sono riuscita nel mio obiettivo, che era di strappare la convocazione per il mondiale e basta. Aspetto soltanto di voltar pagina tra poco.

Nell’estate, Paternoster ha corso la Sei Giorni delle Rose insieme a Martina Fidanza (foto Instagram)
Nell’estate, Paternoster ha corso la Sei Giorni delle Rose insieme a Martina Fidanza (foto Instagram)
Cosa rimane di quel tremendo 13 agosto?

In realtà, non ho proprio ricordi di due giorni perché ho battuto forte la testa e perso i sensi. Mi resta la rabbia per quanto successo perché è arrivato in un momento in cui stavo veramente bene e diciamo che non ci voleva. Detto ciò, ho imparato anche da questo infortunio.  

Da leonessa quale sei però ti sei ritirata su in poco più di un mese, con l’aiuto di famiglia e fidanzato. Come hai fatto?

Appena uscita dall’ospedale, avevo ancora dolori forti dall’operazione complessa in cui mi hanno messo una placca con le viti, perché la clavicola era rotta in quattro. Eppure, il mio primo pensiero è stato quello di chiamare un fabbro, che mi montasse qualcosa per far sì che potessi tornare il prima possibile almeno sui rulli. Così è stato, sono andata anche un po’ contro quello che diceva il medico, bruciando i tempi, perché il pensiero nella testa era di arrivare nel miglior modo possibile ai campionati del mondo, pur sapendo che i miracoli non li potevo fare. Arrivare in perfetta forma era impossibile, perché per evitare sollecitazioni ho dovuto allenarmi soltanto su pista e non su strada. Ho fatto il possibile e l’unica cosa che volevo era arrivare a Parigi senza rimpianti. Ce l’ho fatta, darò il massimo e come andrà, andrà.

L’Italia arriva a questo mondiale sull’onda lunga del record dell’ora incredibile di Filippo Ganna: che spinta avrete in più?

Più che sabato, Pippo mi ha impressionato già le settimane precedenti, in cui faceva le prove in allenamento. Mi dicevo: «Ma da dove la prende tutta ‘sta forza?». Non gliela volevamo “tirare”, ma già tutti eravamo consapevoli di quello che era capace di fare e che ce l’avrebbe fatta. Avere qui Elia (Viviani, ndr) e Pippo come grandi pilastri del gruppo rappresenta una fortuna enorme. Spesso e volentieri li cerco e gli chiedo consigli per colmare alcune lacune. Avere due sportivi di alto livello in squadra ci aiuta a crescere e ci aiuta a prendere la direzione giusta. Per me è fondamentale e li dobbiamo ringraziare ogni giorno.  

Quando ti vedremo in pista?

Sabato, perché farò soltanto l’inseguimento individuale. Purtroppo le corse di gruppo non le posso ancora fare perché non si è ancora saldata del tutto la clavicola e sarebbe troppo rischioso.

Gli anni alla Trek sono stati un concentrato di sfortuna e incidenti, con 3 vittorie su strada (foto Instagram)
Gli anni alla Trek sono stati un concentrato di sfortuna e incidenti, con 3 vittorie su strada (foto Instagram)
Dopo Tokyo non è scoccata la scintilla in cui speravi. Nell’estate poi, è arrivato anche il cambio di squadra, come a voler dare una svolta: che cosa ti aspetti dal passaggio alla Bike Exchange?

Voglio lasciare il segno anche su strada, ci credo tanto. Direi che le sfighe me le sono lasciate alle spalle, perché anche quest’anno ho avuto di nuovo il Covid e per due volte, poi la mononucleosi che è durata 3 mesi. Mi sono ripresa, ma sono caduta e mi sono rotta la clavicola. E’ stato un altro anno da metterci una croce sopra, però non voglio neanche pensarci su. In me c’è una voglia pazza di cominciare una nuova stagione su strada, sono tanto motivata da loro e mi aiuta a tirare fuori ancor più grinta e voglia di riscatto. Spero di poter far tante corse, improntate sulla strada, perché solo così si riesce ad aumentare il “motore” della persona.

Ne sogni qualcuna più di tutte tra le classiche?

Sicuramente il Fiandre è quella d’eccezione. Tante non ne conosco ancora perché non le ho fatte, però Fiandre e Gand-Wevelgem sono le mie due preferite senza dubbio.

La scelta della Bike Exchange è perché un po’ di Australia ce l’avevi già dentro?

Sono tornata in patria (sorride, ndr)! Il papà è australiano e quando l’ha saputo, era entusiasta. Mi ha detto: «Vedi che alla fine i cerchi si devono chiudere prima o dopo?!». Lui è il mio primo tifoso, per cui è sempre fiero di quel che faccio e che farò.

Lo scorso anno, Paternoster iridata nell’eliminazione ai mondiali di Roubaix
Lo scorso anno, Paternoster iridata nell’eliminazione ai mondiali di Roubaix
Quando non pedali, che cosa combini?

Appena finisco quest’intervista, ho lezione online di recupero. Mi sono messa sotto con l’Università e ho dato tre esami in questi due mesi. Sto studiando Scienze Politiche alla Luiss di Roma e quindi sto intraprendendo questa strada, grazie anche al supporto dei professori e della scuola stessa che mi mette a disposizione un tutor online, che mi segue quando sono impegnata in lunghe trasferte. Sto inseguendo anche questo traguardo, che per me è importantissimo.

Un’altra corsa da vincere?

Mi sa che però è più difficile questa rispetto alle classiche su strada.

Paternoster all’australiana. Letizia alla BikeExchange…

06.08.2022
5 min
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Per lei sarà quasi come correre per la squadra di casa. L’annuncio di Letizia Paternoster (in apertura foto Cavalli) alla BikeExchange-Jayco è qualcosa che va oltre alla semplice trattativa di ciclo-mercato.

A partire dal 2023 la ventitreenne trentina passerà nella formazione australiana dopo quattro stagioni alla Trek-Segafredo, vissute con più ombre che luci nonostante un bel primo anno. Nel 2019 infatti esordì con un successo al Tour Down Under e quindi inanellò una serie di buoni risultati, tra cui il titolo europeo U23 su strada ad Alkmaar. Poi arrivarono i momenti difficili.

Ora però Letizia ha ritrovato veramente il sorriso e ce lo mostra mentre la incontriamo alla Sei Giorni delle Rose a Fiorenzuola. L’iridata dell’eliminazione ha appena vinto la madison in coppia con Martina Fidanza (iridata dello scratch) e con lei approfondiamo il suo trasferimento, cercando di fare un piccolo bilancio.

Come è nato il contatto con la tua futura squadra?

Un po’ per caso e un po’ voluto. Ho Manuel Quinziato come procuratore e conosce bene la BikeExchange-Jayco. Sapeva che loro cercavano nuove figure e da lì è arrivata la proposta. Ho firmato per due anni e per me è come un bel raggio di sole. Lui mi dice che è una bella realtà con un un ambiente speciale. Come una famiglia. Ed è così che voglio interpretare l’inizio con loro. E poi c’è una componente affettiva, chiamiamola così

Quale?

Sono italo-australiana con doppio passaporto. Mia nonna è australiana e mio padre è nato a Fairfield, a circa venti chilometri da Sydney, dove poi è cresciuto. E già mio nonno, dopo che si era trasferito laggiù, aveva contribuito alla costruzione del Sydney Harbour Bridge, uno dei ponti più famosi della città. Quindi capirete che mi faccia davvero piacere poter correre con loro.

Avete già parlato di programmi?

Sì, anche se ancora non in maniera approfondita. Loro mi hanno detto subito che credono in me e questo mi ha dato subito tanto entusiasmo. Il nostro obiettivo condiviso è quello di crescere assieme. Loro vogliono farmi fare tante gare, cosa che finora non ho fatto, specie se andiamo a vedere i numeri negli ultimi anni. E’ vero che sono al quinto anno elite ma, tra Covid e vari problemi anche di natura fisica, come esperienza è come se fossi al primo. Correre su strada mi farà crescere tanto e, volente o nolente, mi darà un livello migliore. Voglio conoscere bene le compagne, sperando poi di creare un gruppo affiatato. Sono pronta e non vedo l’ora di iniziare.

Che anni sono stati quelli in Trek-Segafredo?

Sono state stagioni stupende. La mia prima vittoria con loro l’ho fatta proprio in Australia. Devo dire un infinito grazie a Luca Guercilena e a tutta la squadra, una seconda famiglia. Sono tutte persone speciali, a cui devo dire addio a malincuore. Ci tengo a spendere belle parole per loro. Gli auguro davvero il meglio. A fine anno, quando correrò l’ultima corsa, pubblicherò qualcosa di particolare e sentito. Questo cambio di squadra lo faccio soprattutto per me stessa, per avere nuovi stimoli.

Quali diventano i tuoi nuovi obiettivi?

Non dico in quale disciplina perché non vorrei gufarmela, ma il mio grande sogno è quello di riuscire a vincere un oro olimpico. Penso già a Parigi 2024, ma anche dopo. Questo è per ciò che riguarda la pista. In strada invece devo crescere ma sogno in grande lo stesso. Vorrei diventare una delle migliori sprinter del panorama internazionale. Vincere è la motivazione più grande che ho dentro di me.

Letizia a giugno è tornata al Tour de Suisse dopo due mesi senza gare. Poi a luglio ha ottenuto un buon terzo posto al Baloise Tour
Paternoster a giugno è tornata al Tour de Suisse e a luglio ha ottenuto un buon terzo posto al Baloise Tour
Il finale di stagione come sarà?

Dovrei fare gli europei in pista a Monaco di Baviera (dall’11 al 16 agosto, ndr) e poi su strada il Simac Ladies Tour in Olanda dal 30 agosto al 4 settembre. Spero di guadagnarmi la convocazione per i mondiali su pista mentre il programma delle ultime gare con la Trek-Segafredo è ancora da definire. Ho ancora tanti impegni con loro e voglio tutti onorarli al meglio. Cerchiamo di finire bene questa annata poi, solo allora, proietterò la mente alla nuova avventura che mi aspetta.

Villa gongola, a Cali successi che valgono tanto

20.07.2022
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Il bilancio della nazionale italiana alla prova di Nations Cup a Cali (COL) è di quelli da leccarsi i baffi: 5 medaglie d’oro (il quartetto maschile, Milan nell’inseguimento maschile, Donegà nell’omnium, Scartezzini-Lamon nella madison, Paternoster nell’inseguimento femminile) con il contorno di 4 argenti e un bronzo. E’ vero che, rispetto alle altre due prove, la partecipazione era qualitativamente molto meno qualificata (pochissime le presenze di spicco dall’Europa), ma si tratta sempre di risultati importanti soprattutto nell’ottica che più interessa al cittì Marco Villa, quella della costruzione di un gruppo ampio e del recupero di talenti.

E’ quindi sotto questo aspetto che la trasferta va inquadrata e il tecnico olimpionico entra subito nel vivo del discorso.

«Io dovevo onorare questa gara – dice Villa – considerando anche tutte le altre del calendario e gli impegni dei vari atleti su strada, ma soprattutto dovevo pensare a chi non aveva ancora potuto gareggiare in Coppa e quindi non era eleggibile per i mondiali. La presenza della Paternoster era vista soprattutto in questo senso».

Quartetto Cali 2022
Il quartetto azzurro ha conquistato la Coppa del Mondo sia al maschile che al femminile
Quartetto Cali 2022
Il quartetto azzurro ha conquistato la Coppa del Mondo sia al maschile che al femminile
La tappa era già nel novero delle prove valide per il ranking olimpico?

No, ma su questo aspetto bisogna fare attenzione: non basta ottenere risultati nel periodo deputato per le qualificazioni olimpiche. Queste gare, Cali come Glasgow e Milton prima, erano fondamentali per rimanere in alto nel ranking Uci. Significa che puoi partire nelle gare che conteranno dopo gli avversari, conoscendo i loro risultati e questo è un vantaggio non da poco.

Era una delle prime uscite ufficiali di Villa con Paternoster, com l’hai vissuta?

Al di là dei risultati, ho visto Letizia finalmente entusiasta, vogliosa di soffrire, carica di testa. Non avevo avuto ancora molte occasioni per lavorarci insieme, essendo subentrato nell’incarico femminile solo quest’anno, ma avevo notato che aveva perso un po’ di fiducia. La mancanza di risultati (al di là della vittoria mondiale nell’eliminazione) e soprattutto i continui problemi fisici l’avevano un po’ spenta, invece in Colombia ho trovato una ragazza pronta a dare tutta se stessa. C’è un episodio che mi ha fatto pensare molto in positivo.

Selva Paternoster 2022
Le giovani Francesca Selva e Letizia Paternoster, seconde nella madison dietro gli Usa
Selva Paternoster 2022
Le giovani Francesca Selva e Letizia Paternoster, seconde nella madison dietro gli Usa
Quale?

Il giorno della gara dell’inseguimento individuale, dopo aver vinto con tanto di record italiano della specialità in 3’25”310, Letizia si è rimessa subito in sella per gareggiare nell’eliminazione. Poteva chiedere il cambio, invece si è impegnata proprio per mettersi alla prova, capire come aveva recuperato dallo sforzo. E nella gara che correva con la maglia iridata, è stata battuta dall’americana Valente, l’olimpionica di omnium, proprio nello sprint finale. Perché di energie non ne aveva davvero più. E’ questo lo spirito che voglio vedere. Ha ritrovato la voglia di soffrire.

Un altro atleta che abbiamo ritrovato è Plebani, battuto da Milan nella finale dell’inseguimento, ma era dal bronzo mondiale nel 2019 che non era a questi livelli.

Ricordo che Davide, da junior, era al livello di Ganna. Poi si è perso e ripreso, perso e ripreso. E’ un po’ così, a volte va fortissimo e altre lo perdiamo. Un po’ dipende dai problemi fisici, in particolare quelli alla tiroide, un po’ anche dal carattere. Gliel’ho detto sempre: io ho molta fiducia in lui, conosco le sue potenzialità. Ma ho bisogno che sia costante, se lo chiamo in causa devo essere sicuro che ci sia, che mi dia quel che chiedo. Le sue potenzialità sono indiscutibili, ma deve garantirmi continuità.

Milan Cali 2022
Per Milan, oro nel quartetto e anche individuale, con 4’05″373 record della pista. Per Villa una conferma importante
MIlan Cali 2022
Per Milan, oro nel quartetto e anche individuale, con 4’05″373 record della pista. Per Villa una conferma importante
Che valore ha la vittoria del quartetto olimpionico?

Il tempo finale, 3’55”01 è molto buono (il record del mondo di 3’42”307 è stato stabilito proprio dagli azzurri a Tokyo, ndr) considerando le condizioni. Si gareggiava su pista scoperta, con fastidiose folate di vento. Quello ottenuto è il record della pista, segno che sono andati molto forte. Avevo bisogno di rivedere Milan nel quartetto e il friulano si è confermato un elemento trainante. Abbiamo portato a casa la classifica di Coppa sia al maschile che al femminile, è un dato importante, ma io guardo ad altro.

A che cosa?

Io voglio avere una rosa sempre più ampia, voglio arrivare ad avere una decina di atleti intercambiabili, in modo da poterli gestire anche in base ai loro impegni con le squadre e nelle altre discipline. Ricordo che solo qualche anno fa, noi neanche ci qualificavamo per le prove titolate, ora siamo un riferimento. So anche che questo comporta una particolare responsabilità, quando mi troverò a scegliere i 5 per Parigi 2024, ma fa parte dei miei compiti.

Madison Cali 2022
Netto successo per Scartezzini e Lamon nella Madison, davanti a Messico e Colombia
Madison Cali 2022
Netto successo per Scartezzini e Lamon nella Madison, davanti a Messico e Colombia
Hai già idea su chi chiamare per gli europei di Monaco?

Alcuni tasselli si stanno posizionando. La Balsamo ad esempio, in base al calendario delle gare, potrà fare sia strada che pista. Viviani invece si concentrerà sulla strada e quindi non potrò chiamarlo. Ganna avrà la cronometro a distanza di due giorni dalla pista, credo che nel quartetto lo rivedremo direttamente ai mondiali, ma aspettiamo di capire come finisce il Tour. E’ proprio per questo che serve una rosa ampia, chi manca deve essere sostituito adeguatamente.

Letizia Paternoster, aria di nuovo inizio

31.05.2022
3 min
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L’abbiamo incontrata a Cattolica in occasione della Granfondo Squali Trek, Letizia Paternoster è madrina dell’evento. Bellissima e solare come sempre, una parola e un sorriso per tutti, ma con quella determinazione che fa parte del DNA dei campioni. I problemi legati alla mononucleosi sembrano alle spalle e come ha detto il cittì Sangalli, è ora di ricominciare.

Letizia Paternoster ha 22 anni, corre con la Trek-Segafredo (foto Sara Carena)
Letizia Paternoster ha 22 anni, corre con la Trek-Segafredo (foto Sara Carena)
Dopo l’euforia del 2021 l’anno in corso stenta a partire, cosa è successo?

Un piccolo imprevisto, una cosa che può capitare nella carriera di uno sportivo. Diciamo che fa parte del gioco, cosciente del fatto che ci si deve confrontare con mille imprevisti. Ho avuto la mononucleosi e non me ne sono accorta subito, chiedendo uno sforzo ulteriore al mio fisico. Ho già metabolizzato la cosa e rispetto ad altre occasioni sono riuscita ad affrontare questo passaggio con serenità, cercando di rimanere il più possibile tranquilla, ma senza perdere la grinta.

Riesci a vedere anche il lato positivo in tutto questo?

Per me è comunque un’esperienza e ho imparato qualcosa anche in queste settimane di difficoltà.

Madrina della Granfondo Squali Trek (foto Sara Carena)
Madrina della Granfondo Squali Trek (foto Sara Carena)
Hai voglia di riscatto in questo momento?

Ho tanta voglia di riscatto e sto pensando a quello che arriverà dopo. Ho voglia di fare e di togliermi delle soddisfazioni.

I successi ottenuti nel 2021 e tutto il lavoro fatto negli anni scorsi sono fattori che ti hanno aiutato?

Certamente e soprattutto nel 2021 sono arrivate tante risposte. Mi piace pensare che la vita è come un’onda, che scende e sale in continuazione. L’importante è crederci ed essere determinati anche quando si è nel punto più basso, lavorare ed allenarsi con determinazione, perché i risultati prima o poi arrivano. In un certo senso è anche la mia filosofia di vita. Il 2021 è stata la conferma di tutto quello che è stato fatto negli anni precedenti.

La Paternoster con Filippo Magnani, organizzatore della manifestazione (foto Sara Carena)
La Paternoster con Filippo Magnani, organizzatore della manifestazione (foto Sara Carena)
Hai già ripreso a pedalare?

Si, sono in sella da qualche giorno ed è una sensazione bellissima.

Hai già degli obiettivi per la stagione 2022?

Sto pensando agli europei e ai mondiali su pista, questi sono i due punti fermi. E poi mi piacerebbe ottenere un buon risultato su strada. La voglia di ricominciare, di mettermi in gioco e alla prova è tanta.

Una parentesi divertente con la preparazione della polenta (foto Sara Carena)
Una parentesi divertente con la preparazione della polenta (foto Sara Carena)
Magari una vittoria su strada?

Perché no, è comunque un mio obiettivo.

Il 2022 e il 2023, sono due anni di transizione in vista delle Olimpiadi di Parigi?

Non posso e non voglio nasconderlo, anche le Olimpiadi del 2024 sono un obiettivo e sono cerchiate con un rosso intenso. Ci credo tantissimo.

Paternoster 2022

La Paternoster sta per tornare. E Sangalli l’aspetta…

29.05.2022
4 min
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Il ciclismo femminile italiano, uscito in maniera trionfale dalla stagione delle classiche, da quasi due mesi deve fare a meno di uno dei suoi più fulgidi talenti, Letizia Paternoster. Quest’anno la campionessa mondiale dell’eliminazione ha corso solamente 12 giorni, prima di sparire dai radar. La causa è importante, la mononucleosi che spesso ha condizionato carriere di campioni delle due ruote, ma nel suo caso arriva dopo una serie ormai lunghissima di problemi che di fatto hanno arrestato la sua crescita.

Che il talento ci sia è indiscutibile e lo dimostra proprio quel titolo mondiale su pista vinto di forza, come una vera rivincita sul destino, quel destino che da ormai tre anni la perseguita. Ora c’è un ultimo capitolo da affrontare, ma in questo viaggio Letizia non è sola, come garantisce il cittì azzurro Paolo Sangalli.

«Sono in costante contatto non solo con lei – dice – ma con dirigenti e sanitari della Trek Segafredo. Il suo recupero deve essere graduale e all’insegna della pazienza perché la mononucleosi, per essere debellata, ha bisogno di tempo».

Per il cittì Sangalli l’azzurra deve riprendere con calma, ma agli Europei potrebbe esserci
Per il cittì Sangalli l’azzurra deve riprendere con calma, ma agli Europei potrebbe esserci
Letizia non gareggia dal 6 aprile: che notizie hai al riguardo?

Al di là dei risultati, la ragazza sentiva che qualcosa non andasse, una spossatezza non commisurata alla sua attività, sia in gara sia in allenamento. La mononucleosi è stata scoperta in corso d’opera, per fortuna con sintomi lievi, ma i segnali c’erano. Ad esempio il dolore alla milza appena alzava un po’ il livello d’intensità. Per questo la decisione più giusta è stata quella di fermarsi e attendere con il riposo assoluto e le cure adatte che il virus venisse debellato.

Parlando di mononucleosi, Gregorio Paltrinieri, a poche settimane dalla diagnosi, è comunque riuscito a vincere due medaglie nel nuoto ai Giochi Olimpici di Tokyo…

Conosco la vicenda di Paltrinieri come semplice appassionato e tifoso azzurro. Mi viene da pensare che nel suo caso la fortuna sia stata la diagnosi precoce: se la mononucleosi riesci a intercettarla subito, puoi arginarla e ridurne gli effetti, ma se la rilevi sulla base di sintomi come debolezza e febbre, allora devi lasciare che faccia il suo decorso per non incorrere in guai peggiori. Ma per saperne di più bisognerebbe essere più addentro alle vicende di Paltrinieri, certamente le sue restano imprese eccezionali sapendo quel che ha passato.

Paternoster Mondiali 2021
La Paternoster sul podio mondiale di Roubaix 2021, prima nell’eliminazione. Poi è ripresa la sfortuna
Paternoster Mondiali 2021
La Paternoster sul podio mondiale di Roubaix 2021, prima nell’eliminazione. Poi è ripresa la sfortuna
Intanto però una corposa parte di stagione è andata…

Ha tutto il tempo per rifarsi, il bello del ciclismo è che propone praticamente ogni mese degli obiettivi importanti. Letizia sa che nel suo team e a maggior ragione da noi ha un patrimonio di fiducia, non deve bruciare le tappe.

A proposito di obiettivi, il suo recupero passerà per la strada o la pista?

Entrambe. Con Villa so che ha già programmato il rientro e potrebbe essere convocata per la tappa di Nations Cup a Cali in Colombia, quando mancheranno molte delle protagoniste delle prime due prove perché impegnate su strada. Intanto a giugno dovrebbe essere inserita nel team del Giro di Svizzera, come prima ripresa di contatto, per riprendere confidenza.

Letizia viene ormai da tre stagioni contraddistinte da problemi fisici. Pensi che possano pesare sulla sua evoluzione?

No, perché parliamo di una ragazza che ha solo 22 anni. Il talento è intatto, serve solo che la salute le dia la necessaria serenità e continuità di rendimento. Il tempo è dalla sua parte, basti guardare quel che è riuscita a fare nella porzione finale del 2022 dopo tutto quel che le era successo.

Paternoster classiche 2022
Nelle classiche la Paternoster ha corso solo 4 gare, fino al 29° posto alla Scheldeprijs
Paternoster classiche 2022
Nelle classiche la Paternoster ha corso solo 4 gare, fino al 29° posto alla Scheldeprijs
E’ pur vero però che se su pista è riuscita a ottenere comunque grandi risultati, su strada il peso di questi continui stop si è fatto maggiormente sentire.

Sì, ma torniamo al discorso di prima: il bello del ciclismo è che propone una quantità enorme di obiettivi da cogliere, quindi non deve essere preoccupata per questo.

Conti di tenerla in considerazione per le prove titolate?

I mondiali, da quel che si vede, hanno un percorso troppo complicato per le sue caratteristiche, con quella salita inserita nel circuito finale che sono convinto farà selezione, ma ne saprò di più a giugno quando con Bennati andremo a vederlo di persona. Per gli Europei invece potrebbe trovare spazio perché il percorso le si addice, ha oltretutto tempo per raggiungere la condizione migliore per agosto. Mi spiace solo una cosa…

Quale?

A luglio compirà 23 anni, è quindi elite a tutti gli effetti. Poterla avere a disposizione fra le under 23 le avrebbe consentito un approccio più “soft”, nel suo caso sarebbe stato utile. Ma è solo un dettaglio.

Mononucleosi, infezione e recupero: Besnati spiega…

10.05.2022
5 min
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Cavendish un paio di anni fa, il caso più eclatante. Masnada e Paternoster negli ultimi tempi. Sono solo tre dei tanti nomi che sono andati incontro alla mononucleosi e che hanno visto i loro programmi stagionali stracciati e accantonati per colpa di questa malattia. Nel caso di Cannonball il virus Epstein Barr lo ha tenuto fuori dalle corse per più di un anno. Fausto Masnada ha dovuto dare forfait al Giro d’Italia a pochi giorni dalla partenza dopo aver avuto anche il Covid a inizio stagione. Per lui la stagione era iniziata bene con l’ottima prestazione, con vittoria di tappa e secondo posto in generale, al Tour of Oman (foto in apertura). Letizia Paternoster dopo la maglia iridata a Roubaix e un buon avvio di stagione, si è fermata per lo stesso motivo.

Situazioni differenti, tutte conseguenti alla stessa malattia infettiva che, seppur non grave, porta ad uno stop obbligato non sempre facile da interpretare. Nel caso di Fausto i primi sintomi li ha riscontrati sul Teide quando la stanchezza era anormale e la sensazione di fiacchezza ricorrente. La comunicazione della malattia è avvenuta a metà aprile e pochi giorni fa ha rivelato buone sensazioni relative ad allenamenti da cinque ore. Letizia ha comunicato sui social l’infezione da mononucleosi il 30 aprile e ieri ha pubblicato una storia in sella, durante un allenamento. 

E’ normale chiedersi quali siano i tempi di recupero standard per poter ritornare in bici e se il caso di Cavendish sia isolato o al contrario un monito per chi non aspetta abbastanza per iniziare ad allenarsi. Domande e supposizioni che abbiamo posto al dottor Massimo Besnati, medico della nazionale italiana. 

Letizia Paternoster ha comunicato di aver contratto la mononucleosi con un post sui social
Letizia Paternoster ha comunicato di aver contratto la mononucleosi con un post sui social
Come si riconosce l’infezione da mononucleosi?

La sindrome causata dal virus dura circa tre settimane, in cui può verificarsi con differenti sintomi come ingrossamento di ghiandole, della milza, stanchezza e linfonodi del collo che si gonfiano. Quando è passata questa fase, c’è quella dell’affaticamento cronico, dovuta al virus che lavora ancora nella milza e nel fegato e che può dare questo disturbo. 

La stanchezza è uno dei sintomi più riconoscibili negli sportivi?

Si. L’evenienza purtroppo più frequente è la sindrome dell’affaticamento cronico. Purtroppo per questi due atleti (Masnada e Paternoster, ndr) come per altri che la contraggono, può essere una complicazione. Il problema è che gli atleti pensano che sia tutto a posto e riprendono a fare i loro normali allenamenti e gare. Il virus però è ancora presente. Anche se gli esami del sangue sembrano non sempre alterati. 

Come si capisce quando è il momento giusto per riprendere gli allenamenti?

Per controllare gli andamenti della malattia si fanno ricerche virali. E’ un segno ovviamente. Quando i valori tornano nella normalità bisogna riprendere molto gradualmente ad allenarsi. 

Questo virus ha penalizzato le stagioni 2017 e 2018 di Cavendish
Questo virus ha penalizzato le stagioni 2017 e 2018 di Cavendish
Quali sono le incognite di un ritorno in sella anticipato?

Il grosso, grossissimo problema è proprio questo. Si innesta questa sindrome da affaticamento cronico e si rimanda per un tempo indeterminato. Bisogna stare fermi. C’è un’evenienza nella popolazione normale. Ma le persone normali fanno un lavoro normale, si sentono stanche e riescono ad avere una ripresa diciamo naturale dal virus. L’atleta no, se riprende troppo presto, sta male, si ferma ancora. Si rischia di andare avanti mesi. É meglio perdere due o tre mesi subito che un intero anno. 

Qualche settimana di stop totale riduce danni esponenziali nei mesi successivi…

Prima ci si accorge, prima ci si ferma. Non ci sono medicinali efficaci da prendere. Se non l’attenzione nell’alimentazione. Non sovraccaricare fegato e altri organi. Non esiste una vera e propria terapia. Bisogna assolutamente fermarsi. E’ difficile farlo capire agli sportivi. 

Ci sono effetti invalidanti per l’atleta?

Invalidanti direi di no. Il virus c’è sempre, non è esclusa una ricaduta, magari anche a distanza di anni. Anche nella popolazione questa ricaduta ci può essere. Una cosa che può incidere è la riduzione della massa grassa. Negli atleti è molto importante. La riduzione della massa grassa richiede la riduzione delle calorie degli zuccheri e di determinati microelelemti. Questi non favoriscono un recupero ideale della forma. 

Masnada ha dovuto rinunciare alla partecipazione al Giro d’Italia a causa della mononucleosi
Masnada ha dovuto rinunciare alla partecipazione al Giro d’Italia a causa della mononucleosi
L’alimentazione diventa determinante quindi…

La maggior parte dei nostri ormoni viene prodotta a partire dal colesterolo, quindi a partire dai grassi. Se riduciamo tantissimo la massa grassa, diminuiscono il colesterolo e quindi gli ormoni. C’è quindi un’ulteriore fatica nella ripresa. La massa grassa va bene controllarla, ma entro certi limiti. Soprattutto in fase di convalescenza non bisogna trascurarla. Non vuol dire che bisogna mettere su cinque chili di peso. Bensì creare una sorta di riserva, di cuscino, per combattere il virus sì. 

Ci sono medicinali o terapie per questa infezione?

Gli antivirali non vengono usati. Si è aperta una nuova frontiera di terapie, ma per il momento non vengono usate su larga scala. Non è una malattia messa tra le categorie in primo piano. Negli sportivi può essere penalizzante per molto tempo in quanto sono soggetti a rischio. Cavendish ne è un esempio. 

L’aspetto psicologico è importante?

Conta tantissimo. Uno pensa di stare bene, riprende gli allenamenti, dopo una settimana è di nuovo a terra. Psicologicamente può essere devastante. Sta nel merito del medico, allenatore, preparatore, dire che bisogna fermarsi e avere pazienza. Se non si aspetta è una malattia che non lascia in pace. Fermarsi non vuol dire scendere dalla bici e andare a correre. Vuol dire stop! 

Paternoster 2022

Paternoster, un sorriso per cancellare il passato

26.01.2022
4 min
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Le giornate di Letizia Paternoster (nella foto di apertura dal suo profilo Instagram con la nuova maglia Trek Segafredo) sembrano non finire mai, tanto sono piene di impegni. Tutto è rivolto alla preparazione della nuova stagione e per la campionessa mondiale dell’eliminazione, questa ha un sapore particolare, quella che deve cancellare del tutto i mille problemi e difficoltà che ha vissuto in questi ultimi due anni. Parlare allora di un evento un po’ più lontano nel tempo le dà ulteriore allegria, quasi a esorcizzare quel che è avvenuto.

L’occasione è il Gran Premio Liberazione. Quest’anno la classicissima romana per Under 23 avrà un importante prologo riservato alle donne, riesumando quell’esperienza messa in scena solamente per tre anni, dal 2016 al 2018. Nelle prime due occasioni vinse Marta Bastianelli davanti ai suoi corregionali, ma nel 2018 non ce ne fu per nessuno, trionfò Letizia e quella vittoria aveva un sapore speciale: «Non potrebbe essere altrimenti, è stata la mia prima vittoria da professionista. Quello poi era un anno particolare, dovevo conciliare l’attività ciclistica con la preparazione degli esami di maturità, è stato un periodo lungo e tortuoso».

Paternoster Liberazione 2018
La volata vincente della trentina nel 2018, alle sue spalle finirono Confalonieri e Leleivyte (LTU)
Paternoster Liberazione 2018
La volata vincente della trentina nel 2018, alle sue spalle finirono Confalonieri e Leleivyte (LTU)
Ricordi ancora quella gara?

Fin nei minimi particolari. Soprattutto il finale, sull’ultimo strappo ci fu un attacco e io fui lesta a seguirlo, così all’imbocco del rettilineo conclusivo ce la giocammo in 5 e la volata fu nettamente mia. Fu un’emozione indescrivibile, ero pazza di gioia.

Tornerai a Roma il prossimo 25 aprile?

Io lo vorrei tanto, perché quel percorso mi si addice molto e il passaggio vicino alla Piramide, con quel saliscendi preso in velocità è qualcosa di molto originale, paesaggisticamente e anche tecnicamente. Dipende molto dai programmi che verranno decisi in squadra, cosa che avverrà di qui a breve. Io comunque chiederò di esserci.

A che punto sei?

Nel pieno del lavoro, tra allenamenti, controlli al Centro Mapei, studio dell’assetto in bici. Non vogliamo tralasciare nulla, questa stagione è troppo importante. Ho una voglia matta di tornare a correre (il primo impegno sarà il 28 febbraio in Spagna, ndr), per riprendermi quello che ho lasciato per strada in questi due anni, tra infortunio e Covid.

Paternoster FFAA 2022
Letizia in allenamento con la tenuta delle Fiamme Azzurre (foto Instagram)
Paternoster FFAA 2022
Letizia in allenamento con la tenuta delle Fiamme Azzurre (foto Instagram)
Pensi mai a com’eri e dove eri dodici mesi fa?

Spesso ed è proprio questo pensiero che mi dà la forza, anche nei momenti nei quali mi assale la stanchezza. Ricordo i miei 40 giorni con la febbre che non andava via, lo stop di sei mesi, ne ho passate tante ma questo mi dà una carica enorme.

E’ cambiato qualcosa nella tua preparazione, pensando anche che la tua stagione passa per due direzioni distinte, strada e pista?

No, abbiamo continuato sulla stessa falsariga con Broccardo. Molti pensano che continuare con questa differenziazione sia un danno, io invece sono fermamente convinta che abbiamo tutti, io e i tecnici, la maturità mentale per gestirlo, anche perché il calendario è strutturato in modo che c‘è tempo per preparare i principali appuntamenti di entrambe le specialità. Comunque è un tema che affronteremo in seguito se necessario.

Paternoster Mondiali 2021
Un successo che chiude una brutta lunga parentesi: l’oro di Roubaix 2021
Paternoster Mondiali 2021
Un successo che chiude una brutta lunga parentesi: l’oro di Roubaix 2021
Dici che il calendario deve ancora essere sviluppato in casa Trek Segafredo. Tu dove vorresti gareggiare?

Intanto va detto che in squadra siamo in tante a poter recitare un ruolo importante ed è quindi giusto che i responsabili facciano le loro valutazioni, anche sulla base dei nostri allenamenti e di quanto faremo da oggi fino alla prima gara. Io vorrei tanto emergere nelle classiche del Nord, quelle che più si adattano alle mie caratteristiche, poi vedremo anche sulla base della primavera come andare avanti.

Questo è l’anno de primo Tour de France, vorresti esserci?

Sicuramente perché è qualcosa di sconosciuto. Non ho mai preso parte a una grande corsa a tappe e nel giro di poche settimane ci saranno sia Giro d’Italia che Tour de France. Sarà una bella esperienza a prescindere dalla scelta che faranno, a dir la verità non so che cosa aspettarmi, che cosa significa gareggiare ininterrottamente per tanti giorni di seguito. Sono molto curiosa, come lo sono per tutto quel che mi attende quest’anno.

Callovi in azzurro, finalmente una donna fra le donne

27.11.2021
5 min
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Nel turbinìo di inizio novembre delle nuove nomine della nazionale, c’è anche l’effetto domino che ha riguardato la squadra femminile. Dello staff del cittì Paolo Sangalli (per anni “vice” di Dino Salvoldi e suo successore naturale) fa parte ancora Rossella Callovi, stavolta in qualità di collaboratrice tecnica del settore strada per junior ed elite. 

Per la trentenne originaria della Val di Non – che da due anni vive a Trento dove lavora presso la caserma del 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini (in apertura con Letizia Paternoster nella foto Ossola) – è un upgrade professionale importante. Da atleta è stata capace di vincere il mondiale junior 2009, poi nel 2016, a fine carriera, ha intrapreso gli studi universitari a Verona laureandosi in Scienze motorie e conseguendo la Magistrale in Scienze dello sport e della prestazione fisica.

In azzurro a Melbourne 2010, Callovi ha scortato Giorgia Bronzini al campionato del mondo
In azzurro a Melbourne 2010, Callovi ha scortato Bronzini al mondiale
Rossella ti aspettavi questa chiamata?

Diciamo di sì. Erano già tre anni che collaboravo nel settore pista con Salvoldi. Nell’ultima stagione ho intensificato questa mansione con due presenze fisse in pista. Grazie al distacco che ho potuto avere con l’Esercito ed anche al protocollo d’intesa tra le Forze Armate e il Coni, mi è stato permesso di andare a lavorare con la nazionale.

Il tuo ruolo quale sarà e come cambierà rispetto a prima?

Sarò dirottata sulla strada e farò da spalla a Paolo Sangalli, il quale ci darà il calendario delle corse da seguire sia per le elite che per le junior. Sarà fondamentale essere presenti nei campi gara per avere un occhio costante sulle ragazze e valutare le loro performance e risultati. Sarò una sorta di osservatrice che poi dovrà relazionare al cittì in vista di europei e mondiali.

Sarà difficile proseguire il lavoro fatto da Salvoldi?

L’eredità che ha lasciato Dino è enorme e credo che sia merito di ciò che ha seminato in tutti questi anni. Ora la via da percorrere è quella della continuità e cercare di mettere le ragazze nelle condizioni ottimali per fare bene.

Tutto l’ambiente, Callovi in testa, si aspetta molto da Sofia Bertizzolo
Tutto l’ambiente, Callovi in testa, si aspetta molto da Sofia Bertizzolo
Ti spaventa questo nuovo ruolo?

No, sarà stimolante, perché arricchirò il mio bagaglio. Lavorerò sodo mettendo a disposizione le mie risorse e competenze. Credo che operando in una certa maniera, dando il cento per cento, ciò che arriverà sarà una conseguenza.

In questa prima stagione da “vice” di Sangalli quale potrebbe essere una tua soddisfazione?

Eh, bella domanda (sorride, ndr). Per me una grossa soddisfazione è quando ottieni la fiducia delle atlete con cui lavori. In pista, ad esempio, è stato così e vorrei fosse altrettanto anche per la strada. E’ chiaro che, seguendo una certa programmazione di allenamenti e ritiri, avere degli obiettivi come europei e mondiali è fondamentale per fare tutto al meglio.

Come tecnico, qual è la qualità in cui ti senti più forte e quella che vuoi migliorare?

La migliore direi quella di tradurre le sensazioni e le necessità che l’atleta ti riporta sulla propria condizione fisica. Mettere tutto sul lato pratico e quindi trovare le eventuali soluzioni. Credo che l’aver corso in bici e i miei studi mi aiuteranno a recepire meglio il messaggio delle ragazze. La qualità invece che vorrei approfondire di più è quella dei rapporti che ci sono attorno alle atlete e alle società.

Bulleri Vuelta CV 2021
Rossella Callovi si aspetta molto anche da Chiara Consonni, che definisce «un trattore»
Bulleri Vuelta CV 2021
Callovi si aspetta molto anche da Chiara Consonni, che definisce «un trattore»
Nel 2022, a parte le solite note, ci sono alcune atlete da cui ti aspetti qualcosa?

Sì, ne ho tantissime per la verità, ma alcune le osserverò maggiormente. La prima è la Paternoster, cui sono stata molto vicina nell’ultimo periodo. Sono curiosa di rivederla su strada. Si è rilanciata in pista nel finale di stagione dopo che aveva avuto un po’ di problemi per un anno abbondante. La seconda è la Zanardi, che mi piace particolarmente e che ha ampi margini di miglioramento. Nome scontato anche il suo, ma che dovrà confermare l’enorme crescita fatta nel 2021.

Altri nomi?

Un’altra ragazza è la Bertizzolo. Ha un potenziale incredibile che vorrei lo mettesse bene in mostra nella nuova squadra e vorrei che il suo percorso di corridore crescesse ulteriormente. Poi c’è Chiara Consonni, che ha uno spunto molto veloce e sarà la prima punta della Valcar. Per me lei è un trattore (ride, ndr) e potrà togliersi delle soddisfazioni.

Siamo tutti curiosi di capire cosa potrà fare Barale (qui al centro dopo l’arrivo di Leuven 2021) al primo anno fra le elite
Cosa potrà fare Barale (a destra, a sinistra Ciabocco) al primo anno fra le elite?
Per quanto riguarda le più giovani, da chi sei incuriosita?

C’è un bel vivaio tra le junior. Ad esempio Venturelli e Ciabocco (rispettivamente primo e secondo anno, ndr) sono molto forti ma le lascerei libere da pressioni. Piuttosto vi faccio un paio di nomi di ragazze neo-elite. Valentina Basilico (andrà alla BePink, ndr) che quest’anno ho visto da vicino in pista dove ha vinto l’europeo junior e quattro medaglie ai mondiali al Cairo. Mi ha colpita il suo modo di correre. L’altra è Francesca Barale (passerà al Team Dsm, ndr) per il suo approccio alla gara. Non sta sulle ruote, non si risparmia ed ha la mentalità giusta per attaccare.