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Barale, altra italiana con la valigia. Ecco perché il Team DSM

08.09.2021
4 min
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Nella vita ci vuole sempre un piano di riserva. Ne è convinta Francesca Barale che dal 2022 però sarà impegnata a perseguire il “piano A”, rinfrescato recentemente da una bella notizia: l’ingaggio da parte del Team Dsm per le prossime due stagioni.

La junior classe 2003 in forza al Vo2 Team Pink di Piacenza passerà elite nella formazione WorldTour tedesca di licenza e di anima olandese (la loro sede è presso l’A1 Business Park di Deventer nei Paesi Bassi) ma attualmente è concentrata sugli europei di Trento con la nazionale dove ha disputato proprio stamattina la prova a cronometro, mentre venerdì correrà quella in linea, con la speranza di fare bene. 

Iniziamo proprio da qui. Francesca sei campionessa italiana a crono ma sembra più adatto a te il circuito della prova in linea. Che ambizioni hai per gli Europei?

Onestamente non puntavo troppo alla crono che era tutta piatta e nella quale durante l’anno sono stata un po’ discontinua o non sempre competitiva. Però tutto è sempre incerto… Invece per la gara di venerdì mi sento più pronta e preparata, su un percorso che sorride alle mie caratteristiche.

Commentiamo ora il tuo passaggio al Team Dsm.

Sono davvero contentissima per questa firma. Anzi, lo ero già prima anche solo per il loro interessamento. Devo ringraziare la mia squadra che mi ha permesso di gareggiare fuori dall’Italia facendomi mettere in mostra (a maggio ha partecipato al Tour du Gevaudan d’Occitanie, prova della Coppa delle Nazioni per junior, raccogliendo due secondi posti di tappa e il secondo posto nella classifica generale, ndr).

Come è nato il contatto con gli olandesi?

Proprio dopo quei piazzamenti in Francia sono iniziati alcuni interessamenti, ma nulla di serio. Solo sondaggi, come fanno tante squadre. Poi ad inizio luglio abbiamo iniziato a trattare e ad agosto ho preso la decisione.

Come mai hai scelto la loro proposta?

Mi sono piaciuti fin da subito, ho avuto una buona impressione già all’inizio. Hanno una formazione giovane, ma già con una discreta dose di esperienza, un buon mix. Sono organizzati, precisi, anch’io sono un po’ così. Poi il loro interessamento e il programma mi hanno convinto. Li ho visti molto simili a me sotto tanti aspetti e questo mi ha fatto scegliere definitivamente.

A Livigno per corstruire la condizione in vista degli europei iniziati oggi (foto Instagram)
A Livigno per corstruire la condizione in vista degli europei iniziati oggi (foto Instagram)
A proposito di programmi, l’anno prossimo avrai la maturità. Come concilierai questo impegno con quello in Dsm? Andrai a vivere all’estero?

No, starò in Italia. O meglio, avrò una certa libertà fino agli esami, poi mi dedicherò totalmente a loro. In autunno e primavera non avrò l’obbligo di stare in ritiro in Olanda, se non per qualche breve periodo in vista delle gare del Nord a cui prenderò parte. Fino ad allora avrò un calendario piuttosto soft, poi più intenso dopo la maturità.

A scuola tuttavia non dovresti avere problemi ad uscire con buoni voti, sappiamo che sei brava e vai molto bene.

Sì, è così nonostante frequenti un liceo scientifico, quindi impegnativo. Ci tengo però ad ottenere il massimo dei voti perché voglio iscrivermi anche all’Università, magari scegliendo indirizzi biologici o sanitari. Bisogna avere sempre pronto anche il “piano B” oltre al ciclismo.

Cosa ti aspetti di trovare nel Team Dsm? Conosci già qualche tua futura compagna?

Non so cosa mi aspetti, oltre all’organizzazione di cui parlavo prima. Lo scoprirò in prima persona e sarò ben contenta di farlo. L’unica ragazza che conosco un po’, perché è una 2003 come me e perché abbiamo corso contro in nazionalie è Elise Uijen, che ha vinto proprio la cronometro dell’europeo l’anno scorso.

Ti sarai confrontata con un po’ di persone per questo trasferimento. Come sono stati i pareri?

Discordanti. Qualcuno mi diceva che facendo questa scelta rischio di bruciarmi, altri invece che ho fatto bene, perché potrò crescere e fare esperienza di alto livello.

Campionati europei Trento, crono donne junior, Francesca Barale al via della prona di apertura
Campionati europei Trento, crono donne junior, Francesca Barale al via della prona di apertura
E i tuoi genitori che cosa dicono?

L’hanno presa bene, erano e sono favorevoli. Anzi hanno caldeggiato molto questo ingaggio.

Chiudendo, sei l’ennesima ragazza italiana che espatria in formazioni estere. Come vedi questa cosa? E’ una moda o invece è un bene? 

No, non è una moda, quanto più un passaggio quasi obbligato per la crescita, non solo da atleta ma come persona. E’ un’esperienza umana che mi formerà parecchio, perché partirò da zero sotto certi aspetti. Nelle formazioni estere c’è una mentalità meno provinciale, se mi passate il termine. Dipende dal carattere di ognuno di noi, ma credo che ci faccia bene uscire dalla nostra comfort zone, che è buona finché sei junior, per forza di cose. Poi bisogna provare a vivere un’altra dimensione.