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L’operaio Donegà sogna le Fiamme e fa punti per gli altri

25.11.2021
5 min
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C’è un corridore che sta passando questi mesi sugli anelli delle piste europee (in apertura a Brno) per incamerare più punti possibili e rafforzare la sua leadership nel ranking UCI. Quello di Matteo Donegà è un inverno intenso, pure troppo forse, se si considera che anche in primavera ed estate, oltre alla strada c’era sempre anche la pista. 

Attualmente l’atleta del Cycling Team Friuli (riconfermato anche per il 2022) è impegnato nella Quattro giorni di Ginevra (dal 25 al 29 novembre) in coppia con Paolo Simion, con cui ha già condiviso tante gare su pista nel 2021. Corsa a punti, omnium, madison, eliminazione e scratch. Questo il suo menù nel velodromo svizzero. Annullata invece, causa restrizioni Covid da parte del governo olandese, la prestigiosa Sei Giorni di Rotterdam a cui Donegà avrebbe dovuto partecipare in coppia con l’elvetico Nico Selenati.

In testa al ranking

Il 23enne ferrarese di Bondeno – che vanta tre argenti europei nella corsa a punti da elite, under 23 e juniores – è stato in testa nella classifica internazionale con circa 1.200 punti totali, uno dei migliori risultati italiani tra tutte le prove e specialità. Riassumendo, in pratica sta raccogliendo punti nelle gare di classe 1 e 2 sia per sé sia per la nazionale in ottica qualificazioni per europei, mondiali e Olimpiadi.

Matteo Donegà, Jonathan Milan europei 2020
Matteo Donegà e Jonathan Milan, rispettivamente argento nella corsa a punti e nell’inseguimento agli europei di Plovdiv 2020
Matteo Donegà, Jonathan Milan europei 2020
Donegà e Milan, argento nella corsa a punti e nell’inseguimento agli europei di Plovdiv 2020

Qualcosa da rivedere

Roberto Bressan e Renzo Boscolo, rispettivamente presidente e diesse del CTF, sono contenti dell’attività del loro corridore, ma contemporaneamente irritati perché così facendo è arrivato fuori forma agli europei di Grenchen (12° posto nella corsa a punti) e mondiali di Roubaix (non convocato). Per loro qualcosa andrebbe rivisto, nella programmazione e nella considerazione.

Perché però Donegà sta facendo tutto ciò? C’è anche un altro motivo e ce lo siamo fatti spiegare meglio da lui proprio mentre stava affrontando le prime ore del viaggio verso Ginevra.

Matteo, concedici subito una battuta. Fortuna che non hai anche la Champions League della pista, così puoi riposarti.

Eh, ce l’avrei fatta stare (ride, ndr), mi sarebbe piaciuto farla. Avevo fatto richiesta perché ho i requisiti necessari per partecipare, ma non so poi come abbiano scelto. Credo che lo abbiano fatto sulla base di quattro specialità (keirin, velocità, eliminazione e scratch, ndr), due delle quali non mi appartengono e le altre due in cui ho pochi punti.

Quest’anno hai corso tanto su pista ma negli appuntamenti importanti non sei arrivato al top. Come mai?

Per fare in modo di raggiungere tutti questi punti, abbiamo deciso di gareggiare molto, specialmente nella seconda metà di stagione. Gli obiettivi erano europei e mondiali e volevo arrivarci con una buona condizione. Invece si è rivelato controproducente. Sono arrivato più stanco del solito, non ho potuto dare il meglio di me agli europei dove volevo ripetere o migliorare l’argento dell’anno scorso in Bulgaria. Di conseguenza non mi sono guadagnato la convocazione per Roubaix. 

Prossimi impegni?

Dovrei tornare in Svizzera il 17 e 18 dicembre per altre gare di classe 1 che danno punti per il ranking. Poi chiederò al cittì Villa che programmi ha in mente.

In mezzo a tutte queste gare, un pensierino ai Giochi di Parigi 2024 ce lo stai facendo?

Certo, quello è il sogno che ho da sempre. Adesso ho la possibilità di entrare in un corpo militare. Sono in trattativa con le Fiamme Oro, sto aspettando che aprano il concorso. Avrò una risposta entro l’inverno.

Visto che servono determinati requisiti, stai correndo tanto anche per questo obiettivo?

Esatto, sto facendo tutto per iscrivermi al concorso. Tengono conto di medaglie nelle rassegne internazionali, anche degli stessi punti del ranking. Quindi questo è il motivo. Senza contare che da questa mia attività trae vantaggio anche la nazionale, perché posso aiutarla a qualificarsi alle prossime Olimpiadi.

In sostanza stai facendo il gregario della pista? 

Sì, se mi passate il termine, in queste gare sto facendo un po’ di lavoro sporco. Perché anche se i punti li faccio io, può correre qualcun altro. L’importante che sia qualificata la Nazione. 

In maglia azzurra alla Sei Giorni delle Rose del 2021 (foto Cantalupi)
In maglia azzurra alla Sei Giorni delle Rose del 2021 (foto Cantalupi)
Sei nel giro azzurro da tempo, come stai vivendo tutto questo?

Dipende tutto dal fatto di entrare o meno nel corpo militare. Spero che i miei sacrifici vengano ripagati. E se dovesse andare male, penserò a cosa fare perché ormai sono un secondo anno elite ed è difficile trovare ancora squadra. Il CTF mi ha riconfermato e li ringrazio, ma loro giustamente hanno un’altra politica, più improntata sui giovani.

Nel 2022 cosa farai?

Avrò lo stesso principio che ho da tre anni a questa parte. Correre su strada aiutando la squadra e per preparare al meglio gli appuntamenti in pista

Fin da giovane su strada hai dimostrato grandi potenzialità. Perché hai scelto la pista?

La facevo già nelle categorie giovanili e andavo bene. Poi ho avuto la fortuna di correre nel CTF insieme a Fabbro ed Aleotti ed ho visto la differenza tra loro e me. Ho capito che su pista potevo avere più futuro rispetto alla strada. Lamon, Scartezzini e Bertazzo sono un fulgido esempio. E penso che la pista possa dare un guadagno notevole in termini economici. Mi piacerebbe entrare nel giro delle Sei Giorni, è uno dei miei obiettivi.