Paternoster Masotti 2021

Fiamme Azzurre: due ragazze, un pistard e il sogno…

13.07.2021
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La storia delle Fiamme Azzurre nel mondo del ciclismo inizia nel 1992, tanti grandi eventi sono stati quindi vissuti con trepidazione dai dirigenti del gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria, ma è chiaro che le prossime Olimpiadi porteranno con sé grande pathos. Intanto per la loro genesi, poi per tutte le difficoltà che comportano. Infine, dulcis in fundo, per le chance che i ragazzi porteranno con sé. Letizia Paternoster per le gare su pista (nella foto d’apertura con il D.T. del Gruppo Fabio Masotti), Marta Bastianelli per la prova in linea e Francesco Lamon per il quartetto dell’inseguimento.

Guderzo, a destra, resta a casa. Paternoster e Bastianelli voleranno invece a Tokyo
Bastianelli e Paternoster voleranno presto a Tokyo

L’Ispettore Superiore Augusto Onori, che cura il Gruppo Sportivo ciclistico con una passione senza pari, parte dall’aspetto generale, del contingente complessivo per affrontare l’argomento: «In totale sono 20 gli atleti delle Fiamme Azzurre qualificati per i Giochi Olimpici di Tokyo, un record storico per il nostro Gruppo Sportivo, che supera quello di Rio de Janeiro 2016 dove furono presenti 19 rappresentanti del Corpo di Polizia Penitenziaria e nel ciclismo ci presentiamo sulle linee di partenza con tre titolari qualificati, un numero importante in questo contesto che ci riempie di soddisfazione. Non va poi dimenticato che del contingente fa parte anche l’Assistente Capo Carlo Buttarelli, meccanico delle bici azzurre».

Vi aspettavate un numero simile di presenze all’inizio del quinquennio olimpico?

Considerando che la sezione ciclismo di Fiamme Azzurre consta di 6 atleti (2 uomini e 4 donne) penso che l’obbiettivo programmato sia stato ampiamente raggiunto. Come Sezione qualificare tre atleti lo riteniamo un ottimo risultato, sapevamo che il nostro potenziale tra tecnica, qualità ed esperienza è molto alto e aver piazzato questo numero di atleti lo riteniamo un risultato più che positivo.

Buttarelli 2021
Campionati Italiani di Monopoli: il meccanico Carlo Buttarelli opera gli ultimi ritocchi
Buttarelli 2021
Campionati Italiani di Monopoli: il meccanico Carlo Buttarelli opera gli ultimi ritocchi
Le Olimpiadi arrivano con un anno di ritardo: quanto ha condizionato i ragazzi questa sosta imprevista e così lunga?

Ovviamente noi, come tutto il mondo sportivo dell’alto livello, arriviamo all’appuntamento più importante con molte difficoltà, principalmente dovute nell’ultimo anno. La mancanza di competizioni, con i nostri atleti (purtroppo nessuno escluso) che hanno contratto il Covid-19 con le conseguenze post contagio ha allungato la ripresa.

La Paternoster arriva alle Olimpiadi con mille incognite legate a quanto ha passato nell’ultimo anno. Voi come gruppo sportivo come le siete stati vicini?

Paradossalmente per la Paternoster lo slittamento è stata una fortuna, in quanto ha potuto recuperare da un infortunio che nel 2020 l’avrebbe esclusa dai Giochi. L’infortunio le ha creato non poche difficoltà sotto tutti i punti di vista, psicologico e tecnico. Il recupero comunque procede e questo grazie anche alla collaborazione con i club esterni, che permettono di crescere e migliorare sotto il profilo della performance.

Guderzo Pechino 2008
Il momento più alto della sezione ciclistica delle FF.AA.: il bronzo della Guderzo ai Giochi 2008
Guderzo Pechino 2008
Il momento più alto della sezione ciclistica delle FF.AA.: il bronzo della Guderzo ai Giochi 2008
Quanto c’è di vostro nella gestione della sua ripresa, avete avuto voce in capitolo nella costruzione del cammino per farla tornare abile per i Giochi?

Come Gruppo Sportivo è nostro dovere istituzionale monitorare tutte le fasi dell’atleta, la guarigione è chiaramente l’obiettivo primario. Lo Staff del G.S. Fiamme Azzurre sta sempre vicino all’atleta, autorizza i raduni e le gare che richiede la struttura tecnica federale per prepararci per partecipare e vincere un’Olimpiade. Ritengo che il nostro lavoro abbia contribuito a non affrettare i tempi, dando supporto non solo alla Paternoster, ma a tutti i componenti del Gruppo.

Che cosa rappresenta per voi la presenza della Bastianelli recuperata quasi all’ultimo momento?

Il debutto olimpico della Bastianelli in Giappone, a coronare una lunghissima carriera, è per noi un particolare motivo di soddisfazione. Crediamo proprio che per le sue distintive caratteristiche, secondo i piani tattici del C.T.Nazionale Dino Salvoldi, il suo ruolo sarà di “jolly” qualora si configurasse un arrivo a ranghi compatti dove in questo caso Marta può effettivamente giocarsi legittime chance. Mi resta però un po’ di rammarico per l’assenza di Tatiana Guderzo, con la bellezza di 4 partecipazioni olimpiche e di Michele Scartezzini. Ho parlato tutti i giorni con Michele e so che la preparazione che abbiamo fatto sarà importante per costruire l’appuntamento per Parigi 2024.

Rammarico anche per l’esclusione di Michele Scartezzini, che ha reagito con grande sportività
Rammarico anche per l’esclusione di Michele Scartezzini, che ha reagito con grande sportività
In confronto agli altri sport, quanti saranno gli atleti delle Fiamme Azzurre presenti a Tokyo e che cosa vi aspettate da questa rassegna olimpica?

Il ciclismo targato Fiamme Azzurre ha partecipato ai Giochi ininterrottamente dal 1996: speriamo nelle medaglie su pista contando su un effetto sorpresa con la Bastianelli. Vedremo come andrà, l’importante è che abbiamo la coscienza di aver completato il percorso di avvicinamento, lungo addirittura 5 anni, come meglio non si poteva.

Gruppi militari, chi resta e chi si congeda

24.01.2021
5 min
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Il rapporto tra lo sport italiano e i gruppi militari è sempre stato strettissimo, molte discipline olimpiche, nella loro eccellenza agonistica, quasi sopravvivono solamente grazie alle società militari. Esse infatti garantiscono agli atleti uno stipendio, consentendo loro di praticare sport come una professione pur non essendo professionisti. Da qualche anno questo accade anche nel ciclismo, anche se non tutte le Forze Armate hanno deciso di aprire una loro sezione dedicata alle due ruote.

Fra gli atleti militari, Vania Rossi ha corso nel cross ed ora è in servizio nell’Esercito a Rimini
Vania Rossi ha corso nel cross ed ora è in servizio a Rimini

Esercito per sette 

Per molti anni, chi faceva il militare (nel senso del servizio di leva) e voleva contemporaneamente continuare a pedalare doveva entrare nell’Esercito, che dal 1960 ha una sua società sportiva. Ciò è andato avanti fino al 2000, poi nel 2002 l’accesso all’Esercito è diventato professionale e sono iniziati i concorsi.

«Attualmente la squadra è composta da 7 atleti – spiega il Tenente Colonnello Rino Minissale, direttore tecnico del gruppo – per Mtb e ciclocross abbiamo Martina Berta, Eva Lechner, Chiara Teocchi e Gioele Bertolini, per la strada Valentina Scandolara, per la pista Miriam Vece e Giada Capobianchi. Loro, come tutti gli altri che sono passati nel gruppo, prendono un regolare stipendio. E a fine carriera agonistica potranno decidere se rimanere e assumere incarichi d’ufficio oppure lasciare, ma finora è avvenuto solamente una volta, con il ciclocrossista Marco Bianco. Vania Rossi, ad esempio, pluricampionessa italiana sui prati, ora è Maggiore Capo in servizio a Rimini».

Roberto Chiappa, Pechino 2008
Roberto Chiappa è in servizio a Bergamo come Carabiniere: quanto ai corpi militari, ha corso nella Forestale
Roberto Chiappa, Pechino 2008
Roberto Chiappa fa oggi il Carabiniere a Bergamo

Il team Carabinieri

Sempre agli anni Sessanta risale l’inizio di attività di un altro gruppo militare, quello del Corpo Forestale, accorpato dal primo gennaio 2017 ai Carabinieri. Da allora sono stati gli stessi Carabinieri tramite il Centro Sportivo esistente a gestire l’attività ciclistica attraverso un gruppo di 4 corridori, tutti dediti all’attività offroad.

«Fanno parte del gruppo – afferma il Maresciallo Maggiore Gianluca Macchini, responsabile tecnico del gruppo – Daniele Braidot, Nicholas Pettinà, Filippo Fontana e l’ultimo arrivato Emanuele Huez. Mentre il campione italiano Mtb Luca Braidot ha deciso di lasciare l’Arma congedandosi. Precedentemente aveva chiuso gli impegni con la squadra l’altro tricolore Mirko Tabacchi, che dal 2019 è impiegato presso l’Ufficio Investigativo Nipaaf di Treviso (Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, ndr)».

Il gruppo Carabinieri ha da qualche anno un rapporto collaborativo con un’azienda ciclistica, la Cicli Olympia.

«E’ una collaborazione con un partner tecnico scaturita dal fatto che i Carabinieri, a differenza degli altri gruppi, gareggiano ufficialmente col proprio team e la propria divisa anche all’estero, i corridori sono tesserati solamente con noi».

Campionati italiani ciclocross Lecce 2021, Gioele Bertolini vince in maglia Esercito
Tricolori ciclocross Lecce 2021, Bertolini in maglia Esercito

Guderzo tecnico?

E’ un fatto non da poco, perché per gli altri gruppi sportivi militari è invece concesso il doppio tesseramento, con la società militare e un gruppo sportivo civile, una regola che è propria del ciclismo.

«Noi mettiamo a disposizione degli atleti le strutture logistiche e professionali – interviene l’Ispettore Superiore Augusto Onori, direttore sportivo delle Fiamme Azzurre – lavorando a stretto contatto con la Fci e le società civili. Diamo agli atleti la possibilità di esprimersi ai massimi livelli sotto il controllo dei nostri tecnici Carlo Buttarelli e Fabio Masotti, ex ciclisti delle Fiamme Azzurre. I ragazzi gareggiano con le insegne delle Fiamme Azzurre nei campionati nazionali su strada e nell’attività nazionale e internazionale su pista.

«I ciclisti entrano in Polizia Penitenziaria sulla base di un concorso pubblico. Possono parteciparvi se sono atleti d’interesse nazionale certificato dal Coni e dalla Fci. Quando l’attività ciclistica termina, possono entrare in servizio attivo. Finora l’hanno fatto quasi tutti, ma vi è la possibilità in alcuni casi di poter accedere ai quadri tecnici all’interno del G.S. stesso (un’eventualità che ad esempio starebbe prendendo in considerazione Tatiana Guderzo, ndr). Sono attualmente tesserati Michele Scartezzini, Francesco Lamon, Francesco Ceci e le ragazze Marta Bastianelli, Tatiana Guderzo, Letizia Paternoster, Simona Frapporti, Elena Cecchini e Rossella Ratto».

Anche chi si è congedato al termine della carriera ha fatto tesoro dell’esperienza nelle FF.AA., come ad esempio Cristiano Valoppi, che ha trovato nuove prospettive come Direttore Tecnico di squadre nazionali estere.

Filippo Fontana, Giro d'Italia Ciclocross, Porto Sant'Elpidio
Filippo Fontana primo a Porto Sant’Elpidio in maglia Carabinieri
Filippo Fontana, Giro d'Italia Ciclocross, Porto Sant'Elpidio
Fontana 1° a Porto Sant’Elpidio in maglia Carabinieri

Polizia sugli scudi

Se il Gs Fiamme Azzurre ha aperto la sezione ciclistica nel 1992, molto più recente l’inizio dell’avventura su due ruote per le Fiamme Oro, gruppo della Polizia di Stato, risalente al 2015.

«La prima tesserata fu Elisa Longo Borghini – ricorda l’Ispettore Superiore Nicola Assuntore – era giovanissima ma vedevamo in lei tutte le possibilità per raggiungere il podio olimpico, come effettivamente è stato. Le medaglie olimpiche sono da sempre l’obiettivo delle FF.OO. e non per niente i cinque cerchi sono nel nostro stemma. Con lei ora sono l’azzurro di inseguimento Davide Plebani e altre 9 ragazze. Sofia Bertizzolo e Maria Giulia Confalonieri, entrate nello stesso anno di Elisa, poi Elena Pirrone, Alice Maria Arzuffi che ci ha dato nel ciclocross il terzo titolo tricolore che si è aggiunto a quello di strada e crono della Longo Borghini. E ancora le ragazze plurimedagliate agli europei su pista: Elisa Balsamo, Marta Cavalli, Vittoria Guazzini, Rachele Barbieri e Martina Fidanza. L’unica che in questi anni ha smesso è Beatrice Bartelloni che ora è agente di Pubblica Sicurezza a Trieste. Chi entra nel gruppo, per concorso pubblico, svolge infatti un corso come chiunque entri in Polizia. Terminata l’attività viene effettuato un corso di aggiornamento e poi hanno ogni possibilità di carriera all’interno della Polizia.

Giorgia Bronzini ha lasciato i corpi militari quando la Forestale è stata assorbita dai Carabinieri
Giorgia Bronzini al passaggio nei Carabinieri

Ritiro estivo

«Come gruppo sportivo lasciamo le ragazze disponibili per l’attività internazionale con altre società. Ai campionati nazionali però gareggiano con la nostra divisa. E anche agli europei su pista le ragazze ad esempio avevano il nostro caschetto. Ogni anno, salvo nel 2020 per il Covid, svogliamo anche un ritiro estivo, tra maggio e giugno, presso le nostre strutture a Moena. Come gruppo sportivo seguiamo molto da vicino le ragazze. A Rachele Barbieri, ad esempio, ho consigliato di effettuare parte della stagione ciclocrossistica per tenersi in forma e ai tricolori di Lecce, con la sua partenza fulminea, ha aiutato Alice Arzuffi nelle fasi di avvio che da sempre non sono il suo forte…».

Elisa Longo Borghini, Katia Ragusa, Marta Cavalli, tricolore donne elite, Breganze 2020

Tricolore donne, gli scatti da ricordare

01.11.2020
5 min
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Il tricolore delle donne elite, corso ieri a Breganze, ha chiuso la stagione delle ragazze in Italia. Per alcune rimane l’obiettivo della Vuelta Espana del 6-8 novembre e poi sarà tempo di vacanze.

Elisa Longo Borghini (maglia Fiamme Oro, team di appartenenza la Trek-Segafredo) ha conquistato la maglia tricolore. Alle sue spalle Katia Ragusa, poi Marta Cavalli. Noi abbiamo raccontato la corsa parlando anche con Giorgia Bronzini, tecnico di Elisa, e con Tatiana Guderzo, che ci ha raccontato la sua storia pazzesca.

Ma adesso, riordinando le foto della corsa tricolore, ecco una galleria di immagini per rivedersi e riguardare le protagoniste, prima che inizi il meritato riposo…

Tatiana Guderzo, Sarcedo, tricolori 2020

Guderzo, i crampi e venti giorni in Belgio

31.10.2020
2 min
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Tatiana Guderzo arriva con gli occhi sbarrati. Si avvicina a Marta Bastianelli, che era la campionessa uscente, e facendo come al solito la clown inizia a parlare in dialetto. Ha i crampi. Ne ha così tanti che non ci vede. E aggiunge che andava piano, pianissimo, ma sempre con i battiti a 170.

«Io ho una certa età – ride – non posso fare certi sforzi».

Tatiana voleva correre il tricolore di casa a tutti i costi. E si era messa in testa di arrivarci anche bene, come si fa quando è da un po’ che corri e sai in che modo farti trovare pronta. Allo stesso modo centrò il podio di Innsbruck ai mondiali del 2018, nessuno lo ha dimenticato. Ma questa volta sulla sua strada si è piazzato il Covid, che l’ha costretta a rimanere in Belgio dopo la Liegi per una positività che ha bloccato tutta la squadra.

Tatiana Guderzo, Sarcedo, tricolori 2020
Una salita che conosce molto bene e che a Tatiana non ha fatto sconti
Tatiana Guderzo, Sarcedo, tricolori 2020
La salita di Sarcedo non le ha fatto sconti
Ed eccoci qua…

Le ho provate tutte, è stato il mio anno migliore (ride, ndr). Dopo la Liegi, che era il 4 di ottobre, è arrivato questo tampone positivo. Una bastonata abbastanza pesante. Sono rientrata a casa solamente quattro giorni fa. Venti giorni senza bici o comunque con dei rulli. Per il primo periodo dovevamo stare completamente ferme. Ho fatto un secondo lockdown gratuito, diciamo così. Non è stato un avvicinamento adatto.

Neanche dire che ti sei riposata.

Sono arrivata fresca, questo sì, perché lassù energie non ne ho sprecate. In questi anni però non puoi inventarti più nulla. Ho fatto di tutto per esserci. Ho dovuto fare determinate visite. Ci sono stata perché il campionato italiano era in casa e ci tenevo. Non mi aspettavo nulla, tutto quello che arrivava era in più. Sapevo di fare tanta fatica, ma non pensavo così tanta.

Che anno è stato?

Disastroso, grazie. Ero partita in Australia molto serena e con una buona condizione. Poi la caduta di certo non mi ha aiutato assolutamente. Dunque è stato un inizio difficile, a inseguire. Poi il lockdown che sicuramente sui fisici non più giovani (sorride, ndr) non ha aiutato di certo, un rientro decisamente non fortunato e un pessimo finale di stagione. Sono fiduciosa, se gira la ruota, sarà un 2021 da paura.

Quindi correrai ancora?

Quindi con la Ale Btc Lubiana ho il contratto anche per l’anno prossimo. Quella è l’idea. Vediamo con la mente fredda di scegliere bene. Perché adesso sono un po’ troppo emotiva, ma l’idea è quella. Ci sarò anche l’anno prossimo.

Bastianelli al tricolore con 10 corse appena

29.10.2020
3 min
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Un paio di giorni al via del Campionato italiano elite donne, nella cornice vicentina di Breganze. Un anello di 26,3 chilometri con una salita di 4,5 chilometri da ripetere cinque volte, attende le ragazze. 

Sarà una corsa impegnativa, anche perché arriva al termine di una tribolata stagione.

Marta con la maglia tricolore in azione in Belgio
Marta con la maglia tricolore in azione in Belgio

Un anno difficile

La campionessa uscente è Marta Bastianelli, una delle colonne portanti del nostro ciclismo rosa. La laziale, un iride e una bacheca grossa così, però non ci arriva nelle migliori condizioni.

«Per me è un anno da cancellare – dice Marta senza tanti giri di parole – dopo la quarantena mi sono accorta di avere la mononucleosi. Alla ripresa degli allenamenti sentivo che qualcosa non andava. Avevo mal di testa, una stanchezza ingiustificata e mi bruciavano le gambe anche per fare le scale. Davo la colpa ai rulli, ma le analisi hanno chiarito i dubbi. Così mi sono dovuta rifermare.

«Quando ho ripreso sono iniziate le corse. Siamo andate in Belgio ma dopo due gare ci hanno fermato di nuovo per dei casi sospetti. Insomma avrò fatto 10 giorni di corsa in tutto. In Belgio le altre ragazze hanno gareggiato fino al 18 di ottobre partecipando a De Panne. Non arrivo all’italiano al top».

Katia Ragusa, uno dei nomi più accreditati per Bastianelli
Ragusa, uno dei nomi più accreditati per Bastianelli

Rivali o compagne?

Bastianelli correrà il tricolore con la maglia delle Fiamme Azzurre e nonostante non sia nella migliore condizione vuole onorare chi la supporta. Ci tiene. E il gruppo per lei resta centrale.

«Con le ragazze delle Fiamme Azzurre corriamo insieme praticamente una volta all’anno. Però ci sentiamo spesso e abbiamo un bel feeling. Noi siamo sei, in Polizia sono undici: è un po’ più facile trovare l’intesa!  A volte in corsa quando senti per radio: vai a riprendere magari la Cecchini tentenni un po’. E’ un’amica, una compagna nelle Fiamme Azzurre, ma poi chiaramente emerge il senso di responsabilità e facciamo il nostro lavoro. Salvo poi scherzarci su a fine corsa. Con Tatiana Guderzo corriamo insieme anche all’Alè. Elena Cecchini è un po’ stanca mentalmente, perché ha corso un po’ di più, ma nel complesso sta bene. Poi ci sono Rossella Ratto e Letizia Paternoster.

«Ci aspetta un percorso che non lascia spazio all’inventiva. In una tappa di pianura o in un’altra tipologia di gara, magari qualcosa t’inventi, ma così no: o sei allenata o nulla».

Un terno al lotto

Nonostante gli stop, la stagione di Marta e delle ragazze in generale è stata lunga. Alla fine non si sono mai fermate. Di testa sono provate e l’incertezza sui calendari non le ha aiuta. Pensate che ancora non sanno se correranno le tre tappe della Vuelta dopo l’italiano. Così non è facile. E allora chi sarà la favorita?

«Ci sono molti nomi in ballo – conclude Bastianelli – Elisa Longo Borghini è certamente la favorita. Marta Cavalli è cresciuta molto ed è in uno stato di forma psicofisico molto buono. Sofia Bertizzolo e Soraya Paladin corrono in casa. Senza contare che ad organizzare la corsa è il papà di Katia Ragusa. La mia esperienza tuttavia mi dice che un italiano non sempre va secondo pronostico. Ci si può aspettare di tutto. Anche una sorpresa, magari proprio da una ragazza che ha solo dieci giorni di corsa nelle gambe!».