Oioli: tra maturità e ciclismo, ecco il suo primo anno da under 23

21.08.2022
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Manuel Oioli è uno dei ragazzi promettenti del nostro ciclismo giovanile (in apertura foto Instagram). Nato e cresciuto a Borgomanero, a due passi dal Lago Maggiore, quest’anno è passato under 23, con la maglia della Fundacion Contador, anticamera della professional Eolo-Kometa. Il suo debutto nella categoria under 23 sta proseguendo in maniera lineare, ed ora che ha finito la scuola può concentrarsi sulla bici

«Mi sono diplomato il mese scorso – ci dice dall’altra parte del telefono – a luglio, al liceo linguistico, con 76 su 100, un bel risultato se si considera anche l’impegno del ciclismo».

Oioli, qui in primo piano, è al primo anno alla Fundacion Contador, il team under 23 legato a Eolo-Kometa (foto Instagram)
Oioli è al primo anno con la Fundacion Contador, il team under 23 legato a Eolo-Kometa (foto Instagram)
Com’è stato conciliare la scuola con gli impegni sportivi?

Devo dire che è stato abbastanza semplice, la squadra non mi ha mai fatto pressione, anzi, mi metteva tutto a disposizione. Sono stato io che ho deciso di dare un minimo di priorità al ciclismo e in questo la scuola mi ha dato una mano. 

In che senso?

Essendo un atleta di interesse nazionale, tutte le assenze fatte per attività sportiva non mi sono state contate. Mi sono dovuto accordare io con i dirigenti scolastici e gli insegnanti, mi è stata concessa più libertà anche in classe, avevo le interrogazioni programmate, così come le verifiche. Vi faccio un esempio: se la domenica ero impegnato in una gara, il giorno dopo a scuola non mi avrebbero potuto interrogare. Questo è stato utile per far coincidere tutti gli impegni. 

Manuel ha corso molto in Spagna, dove ci sono tante corse a tappe, utili per la crescita dell’atleta (foto Instagram)
Manuel ha corso molto in Spagna, dove ci sono tante corse a tappe, utili per la crescita dell’atleta (foto Instagram)
Sembra che tu sia riuscito a farlo bene…

Sì, a livello scolastico sono molto soddisfatto, e direi anche per quanto fatto in inverno come preparazione. Il problema più grosso è l’inverno, più o meno fino a febbraio, quando le giornate sono corte. Mangiavo spesso a scuola e andavo direttamente ad allenarmi, quando dovevo fare i lunghi uscivo una o due ore prima. Alla fine la grande “problematica” per noi primi anni è la scuola, ovviamente rispetto ai ragazzi più grandi qualcosa in meno ho fatto. 

Come è andato l’adattamento?

Sta andando come me lo aspettavo, ho fatto dei buoni piazzamenti in qualche gara. Il ritmo ed il modo di correre è diverso, si alza un po’ il livello e ci vuole un po’ di tempo in più per adattarsi. Io sono un corridore che per fare fruttare quanto di buono fatto in preparazione deve correre, altrimenti non miglioro. 

Nel 2021 Oioli ha disputato il mondiale di Leuven, raccogliendo un 7° posto
Nel 2021 Oioli ha disputato il mondiale di Leuven, raccogliendo un 7° posto
Sei in una squadra spagnola che corre sia in Spagna che in Italia, come avete gestito i tuoi impegni?

A livello logistico le trasferte le organizza la squadra, solitamente voliamo in Spagna due giorni prima della gara, dormiamo nell’appartamento del team che si trova poco fuori Madrid e poi si corre. Come modo di correre c’è tanta differenza tra Italia e Spagna, da noi le corse sono frenetiche e nervose. Mentre in Spagna c’è più controllo, più tranquillità, si ha un modo più lineare di vivere la corsa. 

Ci sono altre differenze?

Una in particolare. In Spagna si fanno tante corse a tappe, io tra giugno e luglio ne ho corse quattro. In Italia non ne abbiamo quattro nemmeno in tutto il calendario, questa è la pecca principale a mio modo di vedere. Fare le gare a tappe ti dà una marcia in più, la crescita la senti subito, impari la gestione delle forze, il recupero…

In Italia hai corso poco, però hai fatto il Trofeo Piva, tua unica corsa internazionale, che ne pensi?

Che in Italia il livello è più alto rispetto alla Spagna. Nel giorno del Piva io non stavo particolarmente bene, in più soffro il freddo ed aveva anche nevicato, diciamo che non era la mia giornata. La cosa migliore sarebbe fare tante corse a tappe in Italia, questa sarebbe l’attività che mi piacerebbe fare. 

Quando torni a correre in Italia noti delle differenze?

Mi manca il ritmo di corsa che c’è da noi, non riesco a gestire bene i cambi di ritmo e gli scatti continui. Per questo mi piacerebbe correre di più qui, ma se devo scegliere tra una corsa a tappe in Spagna o una gara di un giorno in Italia, scelgo la prima

Il piemontese ha disputato con la sua rappresentativa regionale il Giro della Lunigiana 2021, vincendo due tappe su quattro
Il piemontese ha disputato con la sua rappresentativa regionale il Giro della Lunigiana 2021, vincendo due tappe su quattro
Con la Fundacion Contador come va?

Siamo 15 corridori, un numero più che sufficiente per il calendario che facciamo, ci troviamo spesso a fare doppia attività. La squadra è divisa tra italiani e spagnoli, ma ci mischiamo senza problemi. Se mi doveste chiedere di dirvi qualche differenza tra i due gruppi non ne troverei. 

Il progetto per gli atleti di primo anno come te com’è gestito?

L’obiettivo della squadra per corridori di primo anno è di fare tra i 30 ed i 40 giorni di corsa. Ad inizio anno ho avuto qualche difficoltà in più perché non ho corso molto, mentre d’estate mi sono sentito meglio. Noi italiani abbiamo un preparatore italiano che è meglio, anche solo per le comunicazioni. Quando andiamo a correre in Spagna però il nostro diesse di riferimento è spagnolo ovviamente. 

E da qui a fine stagione?

Ad agosto la squadra ha optato per un periodo di riposo, da questa settimana inizierò ad allenarmi in maniera più intensa per farmi trovare pronto alle gare di settembre ed ottobre. Farò altre corse a tappe in Spagna e poi qualche gara in Italia, ma non conosco ancora bene i miei impegni.

La via naturale a recupero e idratazione secondo Dinamo

09.08.2022
4 min
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Siamo arrivati all’ultima fase: il recupero, per il quale DINAMO prevede degli integratori particolari. Non si tratta dei soliti shake di proteine o mix di amminoacidi ramificati e carboidrati in polvere a cui siamo abituati.

Una fase delicata

La fase post allenamento richiede delle attenzioni speciali, che neanche il ciclista della domenica può sottovalutare. L’attività fisica non garantisce l’incolumità al consumo di cibo spazzatura (fritto, burger industriali, patatine, alcool…), né ci autorizza a grosse abbuffate per compensare le calorie bruciate. Bisogna mangiare, ma non qualsiasi cosa. Altrimenti si rischia di gravare ulteriormente sul fisico che già deve smaltire le tossine prodotte durante lo sforzo.

La dotazione Dinamo per il dopo attività consta di due prodotti: Post Activity e Lapacho
La dotazione Dinamo per il dopo attività consta quindi di due prodotti: Post Activity e Lapacho

Nonostante ognuno abbia le proprie esigenze, per il recupero sono generalmente consigliabili carboidrati a diverso indice glicemico. Poi verdure e pasta, insieme ad un’adeguata quantità di proteine, magari di origine vegetale. Infine l’immancabile olio extra vergine di oliva come condimento.

Un concetto diverso

Nell’intervista, il dottor Alessandro Bonetti, nutrizionista del team Eolo-Kometa, ci ha spiegato che usando gli integratori Dinamo, il concetto di recupero è leggermente diverso.

«Con la corretta alternanza degli integratori Dinamo nelle fasi precedenti – dice – il recupero sarà in parte già iniziato nel momento in cui termineremo l’attività fisica. Abbinata ad un’alimentazione adeguata, l’integrazione con POST-ACTIVITY è sufficiente per garantire un ottimo recupero. Esso sfrutta le proprietà che derivano dalla sinergia delle componenti vegetali combinate secondo l’ayurvedica. Bisognerebbe assumere da 2 al massimo 8 compresse di POST-ACTIVITY subito dopo la gara o l’allenamento, da sole o contestualmente al pasto».

Ingredienti interessanti

Tra gli ingredienti più interessanti contenuti in questo integratore, c’è l’ashwagandha, capace di ridurre lo stress psico-fisico. Ci sono anche il bacopa, l’amla e il fillanto per la depurazione epatica e per favorire un rapido e completo stoccaggio di glicogeno, il carburante per i muscoli. Infine il trifoglio rosso e il bambù capaci di migliorare l’efficienza polmonare, l’elasticità dei vasi sanguigni e l’integrità delle cartilagini articolari.

La posologia corretta prevede l’uso di 2, massimo 8 compresse di Post Activity dopo la gara
La posologia corretta prevede l’uso di 2, massimo 8 compresse di Post Activity dopo la gara

Idratazione continua

Ultimo ma sicuramente non per importanza è il tema dell’idratazione. «Possiamo parlare di tutto – prosegue Bonetti – ma il primo integratore è l’acqua. Bisognerebbe bere con frequenza e nella giusta quantità, circa 150 ml d’acqua ogni 20 minuti, anche nei giorni successivi. La corretta idratazione dell’organismo è il risultato di un processo. Non si può pretendere di ottenere lo stesso risultato bevendo una grande quantità d’acqua tutta di un colpo».

Ecco il Lapacho

Per l’idratazione e il recupero, Dinamo offre l’inedita e rivoluzionaria soluzione di LAPACHO, una corteccia con cui preparare un decotto, dalle proprietà regolatrici, depuratrici e rilassanti.

«La rigenerazione – spiega Bonetti – avviene principalmente nelle ore notturne di riposo. LAPACHO, contribuisce al rilascio di serotonina e melatonina, che favoriscono il sonno. Perciò è consigliabile bere il decotto preparato poco prima di coricarsi. La sua funzione però non è soltanto rilassante. Quindi, se di gradimento, si può bere durante il giorno, anche dai non atleti, sfruttando tutte le altre proprietà benefiche per l’organismo».

Con questa serie di articoli sull’integrazione abbiamo cercato di svelare i piccoli trucchi per supportare la performance con l’alimentazione e l’integrazione completamente naturale offerta da Dinamo. Non ci resta che applicare i suggerimenti del dottor Bonetti, che ringraziamo, e di metterci alla prova, sfidando, così come vuole Dinamo, i nostri limiti. 

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Montoli, stagista alla Eolo sognando la Bernocchi

05.08.2022
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Andrea Montoli viaggia spedito verso il suo sogno. Il ragazzo lombardo sta per affrontare il periodo da stagista con la Eolo-Kometa. Andrea in pratica già veste quei colori, ma sono quelli della Fundacion Contador, la U23 della squadra maggiore.

Dallo scorso primo agosto è entrato nello status di stagista e può essere chiamato in prima squadra. Lui intanto continua a lavorare a testa bassa, facendo la spola con la Spagna.

Andrea Montoli classe 2002 è alla seconda stagione tra gli U23 (foto Eolo-Kometa Cycling Team)
Andrea Montoli classe 2002 è alla seconda stagione tra gli U23 (foto Eolo-Kometa Cycling Team)

Pronto, sono Ivan

Questo stage vuole anche essere un premio per chi si sta allenando bene, mostra costanza nelle corse ed è serio negli allenamenti. Un giorno ha squillato il telefono di Andrea ed era Ivan Basso.

«Questa news dello stage – racconta Montoli – è stata inaspettata. Mi ha chiamato direttamente Ivan Basso e poco dopo il nostro addetto stampa Juanfran De La Cruz che stava per preparare un articolo per il comunicato stampa. Quando intraprendi un percorso in una squadra under 23 che ha il team dei pro’ è il tuo sogno poter correre con i campioni.

«Ivan mi ha detto che era contento di quanto stessi facendo e del mio percorso di crescita. Anche se non ho ottenuto grandi risultati e molte top 10, sono stato costante, ho lavorato per la squadra, sono entrato in molte fughe.

«E il fatto che mi abbiano voluto tra gli stagisti pur senza grandi risultati mi rende doppiamente contento: hanno visto i miei miglioramenti. Miglioramenti che ci sono stati rispetto alla passata stagione tra Covid e scuola.

«Quest’anno ho gareggiato molto, l’anno scorso invece ho svolto una calendario più limitato».

Il giorno dell’incontro con Fortunato, che si trova spessissimo nella zona di Erba, dove vive la sua ragazza
Il giorno dell’incontro con Fortunato, che si trova spessissimo nella zona di Erba, dove vive la sua ragazza

Primi contatti

Montoli e i suoi compagni della Fundacion Contador hanno già avuto qualche contato con i pro’. Soprattutto nel primo ritiro dello scorso dicembre, quando erano tutti nello stesso grande hotel.

«Ci ritrovavamo a cena – dice Montoli – e si partiva anche insieme per gli allenamenti, poi ogni gruppo faceva il suo. Qualcuno già lo conoscevo, penso ad Alessandro Fancellu e a Lorenzo Fortunato. Loro sono di queste zone e ogni tanto li ho incontrati per strada. Soprattutto Fancellu. Lui ha due anni più di me e anche Alessandro ha fatto lo juniores al Canturino 1902. Così capitava che magari in qualche cena di società lo invitassero. Quindi si scambiava qualche parola anche in ritiro.

«Fortunato invece ogni tanto lo incontravo in allenamento. La prima volta è da ridere. Avvenne per caso. Ero sul San Fermo della Battaglia, dove tra l’altro passa anche il Lombardia. Era novembre, avevamo ancora le vecchie divise. Avevo un problema alla bici. Passa Lorenzo, si ferma e quando mi vede deve aver pensato: “E tu chi sei?”. Probabilmente mi aveva scambiato per Fancellu. Poi strada facendo ci siamo conosciuti. Abbiamo scoperto di avere lo stesso preparatore, Giuseppe De Maria, qualche chiacchiera…».

Montoli comunque è pronto per questo assaggio di professionismo. Ed è equilibrato per quel che riguarda stimoli e paure.

«Io – dice – cercherò di sfruttare l’occasione al massimo. Non ho nulla da perdere. Già fu un bel salto il passaggio dagli juniores agli U23, immagino che questo lo sarà ancora di più. Io però sono consapevole dei mie mezzi, delle mie capacità. Sinceramente non sono spaventato, ma sono gasato. Me la voglio godere»

Andrea in allenamento sul Puerto de Navafría in Spagna. Hanno ritiro a Pinto, vicino casa di Contador (foto Eolo-Kometa Cycling Team)
In allenamento sul Puerto de Navafría in Spagna. Hanno ritiro a Pinto, vicino casa di Contador (foto Eolo-Kometa Cycling Team)

Sognando la Bernocchi

Andrea Montoli non sa ancora quando esordirà. La data non è certa. Stefano Zanatta, il diesse della Eolo-Kometa, tra l’altro bravissimo proprio con i giovani, ci ha detto che farà certamente almeno un paio di gare del calendario italiano.

«Quelle dopo il mondiale – spiega Zanatta –  tipo Agostoni, Piemonte o Bernocchi, sicuro. Ma forse anche ad agosto, potrebbe venire ad una Coppa Sabatini, ma non sono sicuro. Si alternerà con Munoz e Pietrobon, gli altri due stagisti.

«Questo stage è anche un premio per chi si è impegnato tanto. E poi se portiamo avanti il progetto dei giovani è anche giusto che facciano certe esperienze».

Zanatta ha nominato la Bernocchi, e proprio Montoli prima di chiudere l’intervista ci aveva detto: «Posso aggiungere una cosa? Spero tanto che tra queste corse ci sia la Coppa Bernocchi, perché è un po’ la gara di casa, quella che sento di più, che vedevo da bambino. Conosco benissimo le sue strade. Si corre a Legnano, a cinque chilometri da casa mia».

Magari lo accontenteranno! 

Visit Malta: si punta sulla bici per la promozione del territorio

01.08.2022
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Prosegue spedita la collaborazione tra l’ente turistico ufficiale maltese Visit Malta ed il team Eolo Kometa di Alberto Contador e Ivan Basso. La partnership, resa operativa ai primi giorni di maggio, in coincidenza con la grande partenza del Giro d’Italia da Budapest, mira a mettere in evidenza e promuovere tutte le opportunità di vacanza attiva, ma non solo, che lo stesso arcipelago è in grado di offrire agli sportivi, in modo particolare ai praticanti ciclisti.

Quello del turismo sportivo è in generale un settore decisamente in crescita. Un ambito dove la passione per una specifica disciplina sportiva rappresenta una leva per approfondire la conoscenza di uno territorio. A maggior ragione se poi questo possiede caratteristiche  uniche ed originali come la stessa Malta è in grado di offrire.

E proprio il turismo sportivo effettuato nelle isole maltesi nel corso degli ultimi anni ha guadagnato una notevole popolarità. Questo interesse è riscontrabile anche nell’adozione del sistema di incentivi specifici che è stato lanciato per gli eventi sportivi internazionali, come parte del piano di recupero del turismo dopo le complicazioni legate alla pandemia.

Una destinazione bike ideale

«La stretta partnership di sponsorizzazione ma anche di collaborazione attiva che abbiamo definito quest’anno con il team Eolo Kometa – ha dichiarato il ministro del Turismo e della Protezione dei Consumatori Clayton Bartolo – rappresenta una prova tangibile dei nostri sforzi per sfruttare i segmenti di turismo emergenti e in via di sviluppo, compreso appunto il turismo legato allo sport».

«In virtù di questo accordo, le isole maltesi beneficeranno della promozione itinerante che il mondo del ciclismo professionistico è in grado di garantire, rafforzando il nostro posizionamento come futura e ideale destinazione per gli appassionati della bicicletta».

Visit Malta vuole rafforzare il posizionamento delle sue isole come destinazione per gli appassionati
Visit Malta vuole rafforzare il posizionamento delle sue isole come destinazione per gli appassionati

Cicloturismo a Malta

L’Italia può giocare un ruolo importante nell’indirizzare i propri turisti-ciclisti verso l’arcipelago maltese. La distanza, ed il tempo di viaggio, sono davvero contenuti, e Malta è collegata con voli diretti da moltissimi aeroporti italiani. Inoltre, considerando il clima estremamente favorevole, Malta rappresenta un’ottimale meta ciclo turistica per molti gruppi di appassionati. Pronti a sfruttare la bella stagione, visitandola in bici ad esempio, tra settembre e il mese di ottobre.

Un aspetto da non sottovalutare offerto dall’arcipelago maltese è che con poche pedalate è possibile raggiungere facilmente tutti gli angoli delle isole. Con la possibilità di ammirare città monumentali, dolci colline di campagna, siti archeologici tra i più antichi al mondo e straordinari panorami marini.

Un territorio ricco di storia e tradizioni, perfetto per essere scoperto e “gustato” in punta di sella… Inoltre ci sono numerose offerte per noleggiare qualsiasi tipologia di biciclette: da corsa fino alle Mtb, senza dimenticare le e-bike. Per chi lo vorrà, valida rimane la possibilità di affidarsi a tour operator esperti sempre disponibili a farvi scoprire gli angoli più affascinanti dell’arcipelago.

Quanti itinerari

Un pratico esempio? Il bike tour della zona sud ovest di Malta, un anello di circa 30 chilometri che partendo dal villaggio di Zurrieq potrà portarvi a visitare la città monumentale di Mdina, l’antica capitale di Malta. Dalla propria bicicletta si scorgeranno dei paesaggi a dir poco straordinari, come quello offerto dalle alte scogliere di Dingli e dallo stupefacente arco di pietra naturale della Blue Grotto…

Anche l’isola di Gozo è perfetta per essere visitata in bicicletta. In un solo giorno se ne potranno difatti conoscere tutti gli angoli più nascosti: come la zona di Dwejra con le sue caratteristiche conformazioni rocciose, oppure i mulini di Qala, la spiaggia di sabbia rossa finissima di Rambla e le saline Xwejni.

Visit Malta

In corsa con Dinamo, le dritte di Samuele Rivi

27.07.2022
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Sul tema dei gel Dinamo torna in scena Samuele Rivi, che ci aveva già guidato nell’uso delle barrette del marchio varesino. Dinamo è infatti il fornitore ufficiale del Team Eolo-Kometa per quanto riguarda la supplementazione.

«Di fatto – spiega il trentino – abbiamo a disposizione tutto il catalogo e da questo scegliamo. Poi va detto che per le nostre abitudini di corridori, una volta trovati i prodotti con cui ci troviamo meglio, gli altri tendiamo a non guardarli. Solo in allenamento magari a volte cambiamo, per fornire qualche riscontro e apportare eventuali variazioni o personalizzazioni».

Gel, In-Activity. e Ultra-Activity: nel sacchetto del rifornimento non manca niente
Gel, In-Activity. e Ultra-Activity: nel sacchetto del rifornimento non manca niente

Gel di 4 gusti

Come ha spiegato bene Alessandro Bonetti nell’ultimo articolo di Rossella Ratto, i gel nel catalogo Dinamo hanno quattro gusti e quattro composizioni differenti: ciascuna con le sue proprietà. Quello al Miele Salato, con sale rosa dell’Himalaya, particolarmente utile per migliorare il tono muscolare, contrastare i crampi e la rigidità articolare. Il Lemon Beet, in cui la presenza combinata del limone, ricco di vitamina C, e della barbabietola (beet), migliora l’ossigenazione dei tessuti. Infine Caffè e Mirtillo, con ingredienti piuttosto particolari.

Il gel al caffè contiene the verde e le antocianine del mirtillo, che forniscono una buona fonte di antiossidanti. Inoltre compare anche il caffè verde, che favorisce i processi che permettono l’uso dei grassi come fonte di energia. Ai precedenti, si aggiunge la presenza di cola (caffeina) e guaranà, che sono energizzanti naturali.

I quattro gel by Dinamo a disposizione della Eolo Kometa
I quattro gel by Dinamo a disposizione della Eolo Kometa

Nessun fastidio allo stomaco

«Non è un caso – spiega Rivi – che io utilizzi soprattutto gli ultimi due, caffè e mirtillo. Il primo è buono, sa di crema caffè e già se un gel è buono siamo un bel passo avanti. Probabilmente non ha lo stesso quantitativo di caffeina di altri prodotti, ma puoi sempre prenderne due ed essere certo che non faranno male allo stomaco. Vanno giù bene. Quello al mirtillo invece non ha caffeina e se mi rendo conto di aver esagerato col caffè, lo uso per… stemperare un po’. L’eccesso di caffeina in corsa è sempre da evitare, anche se personalmente non ho problemi di crampi».

Nelle compresse In-Activity è contenuto anche ribes nigro
Nelle compresse In-Activity è contenuto anche ribes nigro

Sali meno dolci

Sul fronte dei prodotti Dinamo che si utilizzano durate lo sforzo, quindi In-Activity e Utra-Activity, Rivi racconta di essersi portato dietro anche alla Eolo-Kometa l’abitudine di non ricorrere agli aminoacidi, ma di far ricorso ai sali e alle maltodestrine: come avrete certamente letto, i due prodotti in questione ne ricalcano le proprietà.

«Rispetto ai sali che si trovano in commercio – spiega Rivi – i sali Dinamo sono meno dolci, probabilmente perché trattandosi di soli ingredienti naturali, non sono addizionati di zuccheri o sostanze chimiche».

Gavazzi, quasi 38 e nessuna voglia di smettere

26.07.2022
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A quasi 38 anni Francesco Gavazzi è uno dei “grandi vecchi” del ciclismo nostrano. Nell’ambiente circolano voci che lo vorrebbero pronto ad appendere la bici al chiodo, ma ce lo vedete il valtellinese chiudere la sua carriera così, quasi di soppiatto? Soprattutto ora che ha trovato un ruolo che lo diverte e gli ha restituito la passione? Già, il segreto è tutto lì e Gavazzi non ha alcuna intenzione di mollare.

Approdato alla Eolo Kometa nella scorsa stagione, il lombardo che compirà 38 anni il 1° agosto vuole proseguire un altro anno almeno, continuando in quel ruolo di “chioccia” per i più giovani che ha caratterizzato la prima parte di stagione.

«Io nel complesso – dice – sono soddisfatto di come sono andate le cose. Finora ho corso tanto, ben 59 giorni, ma mi sono trovato subito bene nel team e soprattutto ho trovato nel ruolo di regista in corsa la mia giusta collocazione, che mi ha dato una forte spinta a continuare».

Gavazzi Eolo 2022
Il lombardo attorniato dai compagni: il suo ruolo di regista in corsa è tangibile
Gavazzi Eolo 2022
Il lombardo attorniato dai compagni: il suo ruolo di regista in corsa è tangibile
Ti pesa il fatto di essere entrato nei primi 10 solo in una tappa al Giro di Turchia?

Non particolarmente, anche se certamente avrei voluto qualcosa di più dal Giro d’Italia. Mi sarebbe servita una condizione più brillante di quella che effettivamente avevo. Non sempre si ha quel che si vuole, io comunque ho anche provato a entrare in qualche fuga ma senza fortuna, d’altronde non è stato un Giro nel quale c’erano molte occasioni per centrare la fuga giusta, serviva anche tanta fortuna. Il mio ruolo principale era comunque sostenere Albanese e Fortunato, i nostri uomini di punta.

Parliamo allora dei tuoi compagni iniziando da Albanese…

E’ andato davvero forte in questa prima parte di stagione, anche all’italiano è mancato pochissimo che centrasse la fuga e poi se la sarebbe giocata per il titolo. L’unico problema di Vincenzo è che gli manca la vittoria che lo sbloccherebbe anche mentalmente. E’ giovane, ancora molto giovane anche se ormai ha messo da parte qualche anno di esperienze, io dico che uno così veloce come lui che tiene bene anche in salita non può non vincere.

Albanese terzo a Jesi alle spalle di Girmay e Van der Poel, eccolo dietro in pieno sprint
Albanese terzo a Jesi alle spalle di Girmay e Van der Poel, eccolo dietro in pieno sprint
Pensi sia solo questione di testa?

Più che altro di fortuna. In Slovenia ad esempio, è sempre stato nei primi 10, ma lì Pogacar faceva il bello e il cattivo tempo. Alla Vuelta Asturias è andato fortissimo nell’ultima tappa, peccato che Simon Yates avesse centrato la fuga. Serve solo l’occasione giusta, ma io dico che è questione di tempo se mantiene una forma simile. Basta una vittoria, poi sarà un altro corridore…

Veniamo a Fortunato, tutti lo attendevano al varco al Giro…

Io ho vissuto la sua avventura passo dopo passo e posso dire che non è andato male. Bisogna guardare l’andamento del suo Giro togliendosi dalla mente quel che aveva fatto lo scorso anno. Stavolta correva per la classifica e aveva gli occhi degli avversari puntati addosso e meno spazio a disposizione, eppure è stato comunque protagonista. Lorenzo è giovane, sta maturando e acquisendo consapevolezza del suo valore e delle sue possibilità. Ad Aprica era andato veramente forte, ma non era la giornata ideale per cogliere l’obiettivo. Diamogli tempo.

Per Gavazzi il Giro di Fortunato non è stato poi negativo: deve prendere confidenza con il nuovo ruolo
Per Gavazzi il Giro di Fortunato non è stato poi negativo: deve prendere confidenza con il nuovo ruolo
Proprio il tempo è un argomento centrale nel ciclismo attuale, oggi tutti cercano il talento precoce. Tu, in base alla tua esperienza, pensi sia giusto o sbagliato?

Non c’è una risposta netta. Io penso a 10 anni fa e ai corridori che passavano allora. Quelli di oggi, anche i ragazzi che arrivano direttamente dagli juniores sono più strutturati e pronti, di un livello più alto, anche più evoluti dei coetanei di allora. Il problema vero è a livello mentale, perché il mondo dei professionisti è tutt’altra cosa. Farli passare presto può anche andar bene, ma poi vanno saputi gestire, per non stressarli troppo e dargli il tempo di imparare.

Che cosa farà Gavazzi ora?

Continuerà ad allenarsi per farsi trovare pronto per fine agosto, quando avremo in programma una trasferta in Slovacchia e poi tutte le corse del calendario italiano. Io vorrei continuare anche perché il progetto della squadra mi piace e mi coinvolge. Il fisico e la testa ci sono, almeno un altro anno posso tirare avanti per aiutare il team dal di dentro.

Gavazzi giro 2022
Gavazzi ha provato qualche fuga nelle fasi iniziali delle tappe del Giro, ma senza troppa fortuna
Gavazzi giro 2022
Gavazzi ha provato qualche fuga nelle fasi iniziali delle tappe del Giro, ma senza troppa fortuna
Come giudichi nel complesso questa stagione del team?

Forse sono mancate un po’ di vittorie, ma la crescita è evidente e il progetto, come ampiamente sottolineato da Basso e Contador, non va visto relativamente al singolo anno, ma in prospettiva. E’ chiaro che un successo cambia il modo di vedere le cose, ma tutto sta funzionando e soprattutto la struttura è davvero solida, un esempio.

Proviamo ad andare in là con la mente: che cosa vorresti allora dai prossimi mesi, tra la fine del 2022 e la prossima stagione?

Non ho grosse aspettative, voglio far bene con il team e aiutare gli altri perché ogni vittoria di squadra sarà anche la mia vittoria. Certo, poi se riuscissi a centrare un successo di tappa al Giro d’Italia 2023 sarebbe davvero la ciliegina sulla torta…

Rosa per tre settimane è tornato un biker…

23.07.2022
5 min
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Un ritorno al suo primo amore. Messa da parte la bici da strada dopo i campionati italiani, a luglio Diego Rosa (in apertura, foto Picasa) è tornato dopo anni a dedicarsi a quella che era la sua attività giovanile, la mountain bike e lo ha fatto in due distinte occasioni, in due classiche del calendario Marathon. Prima ha chiuso 12° nella Dolomiti Superbike di Villabassa (BZ), a 11’09” dal vincitore, l’ex iridato colombiano Leonardo Paez. Due settimane dopo si è presentato al via del campionato italiano a Casella (GE), con un ottimo sesto posto a 8’44” dal riconfermato tricolore Fabian Rabensteiner.

Curiosamente, raccontando le due esperienze il corridore della Eolo Kometa ritiene migliore la prima: «Era una gara più semplice e anche molto più lunga, anzi forse proprio per questo più adatta a uno stradista. Oltretutto avevano tutti le bici biammortizzate, io gareggiavo con una front e perdevo in discesa. Nella seconda sono andato sicuramente meglio, con un’ottima parte finale nella quale ho potuto guadagnare posizioni».

Rosa tricolori 2022
Diego Rosa impegnato a Casella, dove ha chiuso 6° risultando il più veloce nel finale (foto organizzatori)
Rosa tricolori 2022
Diego Rosa impegnato a Casella, dove ha chiuso 6° risultando il più veloce nel finale (foto organizzatori)
Come è nata questa scelta inconsueta?

A dir la verità era qualche anno che volevo farlo, ma non avevo mai trovato le condizioni giuste, nel senso che serviva un break nella stagione su strada in coincidenza con gare di spessore nella mtb. Il calendario su strada è pieno e trovare spazi non è semplice. Inoltre bisogna considerare che non è che da un giorno all’altro scendi di bici e sali su una mountain bike, serve allenamento. Quest’anno c’era un bel buco dopo i tricolori, ho chiesto al team il permesso e mi è stato dato, avendo praticamente tutto luglio libero da impegni agonistici.

Come ti sei preparato?

Nel complesso ho fatto 10 giorni pieni di allenamento sulla mtb. Mi sono presentato al via a Villabassa con 4 allenamenti nelle gambe ma sicuramente non erano fondo e resistenza che mi mancavano. Dal punto di vista tecnico a Casella mi sono trovato meglio perché avevo ritrovato il “manico”, non è facile riabituarsi alle ruote che ti ballano sotto il sedere…

Rosa Mtb
Rosa nato ad Alba il 27 marzo 1989 ha corso in Mtb fino al 2013, finendo 8° ai mondiali U23 (foto Ivg)
Rosa Mtb
Rosa nato ad Alba il 27 marzo 1989 ha corso in Mtb fino al 2013, finendo 8° ai mondiali U23 (foto Ivg)
Rispetto a quando correvi hai trovato differenze nel settore?

Enormi… Io lasciai la mtb all’indomani della prova di Coppa del Mondo a Madrid 9 anni fa, allora un cross durava 2h45’. Avevo a disposizione una front 26” con manubrio stretto. Oggi la normalità è la bici biammortizzata con reggisella telescopico, cambio elettronico e tantissimi altri accorgimenti che allora erano fantascienza. Si corre in modo completamente diverso.

In questi anni il tuo rapporto con la mtb com’è stato?

Ricordo che ho disputato solo un’Assietta Legend sempre perché ero libero da impegni, ma altrimenti non ho avuto più occasione di salire su una mountain bike, neanche per allenamento. Mi sono anche ritrovato in un mondo dove i preparatori continuano a vedere la mtb come qualcosa di pericoloso e non utile alla stagione su strada.

Rosa tricolori 2022
Il piemontese a luglio ha staccato la spina con la strada. Tornerà ad agosto pensando alle classiche italiane
Rosa tricolori 2022
Il piemontese a luglio ha staccato la spina con la strada. Tornerà ad agosto pensando alle classiche italiane
A livello giovanile però si va ormai controcorrente, sono tanti coloro che fanno la doppia attività e addirittura molti giovani sono in nazionale in entrambe le discipline. Che dire allora di gente come Van Der Poel o Pidcock che pratica entrambe?

Sono talenti puri, ma molti del nostro ambiente li vedono come extraterrestri. La mountain bike è ancora qualcosa di pericoloso ai loro occhi, c’è il timore che una caduta possa inficiare tutto, quando invece è appurato che la pratica della mtb aiuta nella gestione dell’acido lattico e dei cambi di ritmo, ti dà qualcosa in più. Quando cambiai, andavo sicuramente più forte in salita di adesso. Io sono convinto di una cosa: i preparatori non hanno abbastanza dati per operare il confronto, io avevo a disposizione solo il cardiofrequenzimetro, non avevo idea dello sforzo che facevo. Fare un fuorigiri in momenti chiave della stagione come solo una gara di mtb ti permette di fare, sarebbe un aiuto alla condizione fisica.

C’è da presumere di rivederti in sella a una mountain bike, magari anche per concorrere alla conquista di una maglia azzurra?

Io sono stato biker e ho il massimo rispetto per l’attività di chi corre in mtb tutto l’anno e quindi dico no. Non sarebbe giusto nei loro confronti, non sarebbe neanche bello, darebbe come rubare la maglia. Ciò non toglie che mi piacerebbe poter preparare bene un appuntamento, una gara adatta a uno stradista come me, penso che sarebbe utile e spero che anche il prossimo anno capiti un buco abbastanza ampio da consentirmi di ripetere l’esperienza.

Rosa Giro 2022
Al Giro d’Italia Rosa ha chiuso 77° facendo da chioccia ai più giovani e provando più volte la fuga
Rosa Giro 2022
Al Giro d’Italia Rosa ha chiuso 77° facendo da chioccia ai più giovani e provando più volte la fuga
Come hai vissuto domenica il terzo posto di tuo fratello Massimo? E’ stato il suo più bel risultato in mtb, è particolare che lo abbia ottenuto con te presente…

Ne sono stato davvero felice. E’ partito determinato e se l’è giocata bene, arrivava da un anno di stop. Gli avevo detto che non sarebbe stato facile ripartire, avevo provato a spaventarlo un po’, ma ci ha messo tanta determinazione, io sono convinto che sia un punto di partenza.

Gel, “malto” e sali: la proposta 100% naturale di Dinamo

21.07.2022
4 min
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Per supportare al meglio il fisico durante gli allenamenti e le gare più lunghe ed intense, oltre alle barrette di cui abbiamo già parlato anche con i feedback di Samuele Rivi, il dottor Alessandro Bonetti, nutrizionista del team Eolo-Kometa, ci ha presentato la linea di gel e di integratori in compresse di Dinamo.

«E’ sempre applicata la filosofia Dinamo – ribadisce Bonetti – con gel naturali, senza conservanti né additivi, ricchi di carboidrati, derivati principalmente dalla manioca. Ad essi si aggiungono i benefici apportati dagli alimenti nutraceutici e della tradizione ayurvedica in ricetta».

Gel di quattro gusti

Sono quattro i gusti sviluppati per i gel da Dinamo. Miele Salato, con sale rosa dell’Himalaya, particolarmente utile per migliorare il tono muscolare, contrastare i crampi e la rigidità articolare. Lemon Beet, in cui la presenza combinata del limone, ricco di vitamina C, e della barbabietola (beet), migliora l’ossigenazione dei tessuti. Caffè e Mirtillo, che come ci spiega Bonetti hanno ingredienti davvero interessanti.

«Il the verde nel gel al caffè e le antocianine del mirtillo – spiega – forniscono una buona fonte di antiossidanti. Tra gli ingredienti di questi due gel c’è anche il caffè verde, che favorisce i processi che permettono l’uso dei grassi come fonte di energia. La caratteristica che li distingue dagli altri gel è soprattutto la presenza di cola (caffeina) e guaranà, energizzanti naturali. Tuttavia, per evitare eccessi di caffeina, è importante usare questi gel in alternanza con gli altri gusti, riservandoli alle fasi più intense in cui è richiesta attenzione e concentrazione».

Questi sono Ultra-Activity e In-Activity: compresse assimilabili ai sali e alle maltodestrine
Ecco Ultra-Activity e In-Activity, compresse assimilabili a sali e maltodestrine

Ultra-Activity e In-Activity

Accanto a gel e barrette, per garantire un’integrazione completa è molto importante la sinergia di In-Activity e Ultra- Activity. Due prodotti che possono essere assimilati ai sali e alle maltodestrine che si è soliti mettere nella borraccia.

«In-Activity – spiega Bonetti – è disponibile sia in compresse masticabili che solubile. Fornisce principalmente sali minerali ed elettroliti, ma ha anche proprietà antiossidanti e antinvecchiamento. Migliora la vista, il metabolismo energetico e può aiutare a ridurre i sintomi dell’allergia, grazie alla presenza del ribes nigro».

Infine, sempre in compresse masticabili, Ultra- Activity completa la linea Dinamo degli integratori da assumere durante l’attività fisica. Apporta carboidrati, proteine di altissima qualità, presenti nel siero del latte, vitamine e sali minerali.

«Ancora una volta – prosegue il dottor Bonetti – l’attenzione dell’azienda nella scelta degli ingredienti arricchisce questo integratore di proprietà per il benessere. Abbiamo inserito lo zucchero muscovado, che essendo particolarmente grezzo, porta con sé molti sali minerali. Inoltre contiene la polvere di mango, che oltre al potere antiossidante, favorisce il metabolismo dei carboidrati e la funzionalità epatica e digestiva».

Cicli di integrazione

Gli integratori Dinamo sono molteplici ed è attraverso un uso bilanciato che si possono apprezzare completamente i benefici che apportano i vari nutraceutici che li compongono.

«L’uso di tutti gli integratori in alternanza – conclude Alessandro Bonetti – permette di supportare i processi di regolazione più sottili, che aiutano la rigenerazione e il recupero post attività. Per una gara o allenamento di endurance, ad esempio, io consiglio un ciclo in cui assumo ogni 35-50 minuti un integratore diverso. L’ordine potrebbe essere questo: barretta, gel, InActivity o Ultra-Activity, ripetendo il ciclo fino alla fine dell’attività».

Potrebbe sembrare complessa al principio, ma questa combinazione di integratori ha sicuramente un grande potenziale per ottimizzare la performance e facilitare il recupero. Attenzione però, perché manca l’ultima fase delicata nella vita di un atleta: il recupero, appunto. Sarà proprio questo il tema del prossimo articolo, in cui chiederemo al dottor Bonetti consigli per la dieta e l’integrazione post-attività, così da garantirci anche un perfetto recupero. 

Sarà finalmente conclusa l’odissea di Fedeli?

30.06.2022
7 min
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Una chiamata per farsi raccontare della nuova sistemazione alla Eolo-Kometa e l’incontro con Alessandro Fedeli, 26 anni, diventa un viaggio attraverso la sua carriera colpita, frenata e deviata da circostanze che avrebbero fiaccato chiunque. L’UCI fermò la Gazprom-RusVelo nel giorno del suo compleanno, quando avrebbe dovuto correre a Laigueglia il debutto in Italia. Quello che è successo dopo ai corridori del team lo avete letto spesso su queste pagine, fino al giorno in cui Basso in una telefonata ci confidò di averlo ingaggiato. Lo avevamo appena incontrato assieme alla sua ragazza alla crono di Verona di fine Giro, la notizia venne fuori circa una settimana dopo.

«E’ stata una cosa abbastanza veloce – dice il veronese – quando è venuta fuori la notizia, avevo firmato da una settimana. Alla crono di Verona c’è stato il primo avvicinamento, abbiamo parlato di disponibilità, di budget da verificare e fatto quattro chiacchiere. Però non c’era niente di concreto». 

Al Giro di Sicilia, corso in appoggio di Caruso, si era parlato di un passaggio alla Bahrain-Victorious
Al Giro di Sicilia, corso in appoggio di Caruso, si era parlato di un passaggio alla Bahrain-Victorious
Ma alla fine hai firmato…

Sono contento di essere entrato in una squadra seria e di avere il contratto anche per il 2023. Il materiale è buono, la bicicletta buonissima. Questa è una bella cosa, però mi dà ancora fastidio quello che è successo. Alla fine mi hanno fatto perdere la parte più bella della stagione. Adesso devo fare un mese a casa perché non ci sono corse, c’è solo il Tour. Ripartirò il 25 luglio con una corsa a tappe, poi mi concentrerò sull’ultima parte di stagione, che di solito è quella che mi viene meglio.

Se non altro hai debuttato al tricolore.

Speravo di fare meglio. Avrei voluto cominciare bene con loro, perché comunque era una gara abbastanza adatta. A parte il caldo che non amo, il percorso tutto sommato mi si addiceva. Ma ho cambiato tutto in una settimana. Le scarpe, la bici, la sella… tutto diverso. Ho fatto i primi tre giorni ad allenarmi troppo forte e ho sbagliato. Muscolarmente l’ho pagato per una settimana. Errori da principiante, però magari sarei stato in difficoltà anche se mi fossi allenato poco. Una corsa singola dopo un mese che non correvo, potevo aspettarmelo…

Fedeli ha ricevuto il nuovo materiale poco prima dei campionati italiani
Fedeli ha ricevuto il nuovo materiale poco prima dei campionati italiani
Come ci si riprende da un periodo così?

Ho avuto parecchie batoste, sin da quando ero piccolo. Da junior vinsi corse importanti il primo anno e feci anche il mondiale arrivando 18°. Il secondo doveva essere il mio anno, invece ebbi una grossa diatriba con la società e non mi fecero correre per buona parte della stagione. Non era come adesso, che gli juniores sono l’anticamera del professionismo, ma era ugualmente importante. E io purtroppo il secondo anno sono partito fortissimo, poi mi hanno fermato ed è stata la batosta più grossa.

Più dell’ultima?

Sembra una stupidata, però è stata molto più grossa della Delko e della Gazprom. Persi tantissima sicurezza nel ciclismo e nell’approcciarmi con la gente nel ciclismo. In questo sport basta litigare con una persona e ti può rovinare la carriera. Sei in balia della situazione e a me questa cosa ha sempre messo paura. Da lì purtroppo è stato un susseguirsi di problemi.

Fedeli Liberazione 2018
L’arrivo di Fedeli al Liberazione 2018, una vittoria di forza con 45″ sul gruppo
Fedeli Liberazione 2018
L’arrivo di Fedeli al Liberazione 2018, una vittoria di forza con 45″ sul gruppo
Quali?

Al quarto anno da dilettante ho vinto una tappa al Val d’Aosta, Collecchio e il Liberazione, però la Trevigiani era in una situazione economica difficile e abbiamo dovuto rinunciare a tante corse. Ringrazio Mirko Rossato, che ha sempre cercato di darci tutto, ma nonostante le vittorie e la partecipazione al mondiale, sono passato in una professional francese. Quelli che vincevano tappe al Val d’Aosta sono sempre andati nelle WorldTour, io ne ho vinte due e sono andato alla Delko (sorride amaramente, ndr).

Però ti ambientasti bene, no?

E’ bello andare fuori dall’Italia, però c’era la difficoltà di un Paese estero, di un calendario limitato, di dover prendere l’aereo tutte le volte per andare a fare anche la corsa più piccola. Per fortuna il francese l’avevo studiato a scuola. Comunque al primo anno sono andato bene, ho vinto la prima e l’ultima corsa del calendario. La tappa di Kigali al Rwanda e una alla CRO Race. Il secondo anno c’è stato il Covid e l’ho preso subito, poco prima che si fermasse tutto. Ugualmente a fine anno ho vinto la tappa al Limousin e ho fatto quinto a Plouay.

Nel 2019, Fedeli vince alla CRO Race, il Giro di Croazia, a fine stagione
Nel 2019, Fedeli vince alla CRO Race, il Giro di Croazia, a fine stagione
E il terzo?

E il terzo anno, che la squadra era centrata su di me, al primo raduno ci dissero che c’erano problemi economici e poi è fallita. Mi trovavo bene, avrei potuto fare tanto, ma non abbiamo neanche iniziato. Mancavano i materiali. Si correva solamente in Francia, quindi mai. Insomma, quest’anno che alla Gazprom sentivo di aver riagganciato il pedale, è successo ancora. Mi chiedete come ci si riprende? Vediamo…

La Gazprom sembrava la squadra giusta?

Sono stati bravi a creare un gruppo. Abbiamo fatto mesi di ritiro vero, la squadra ha investito un sacco di soldi in questo. Da un lato era pesante, perché comunque stai lontano dalla famiglia, però loro avevano questa disponibilità economica di farlo e noi ci abbiamo creduto. Alla fine li abbiamo ripagati con delle bellissime prestazioni. La piccola professional Gazprom è stata una delle migliori al mondo, contando anche le nostre prestazioni in nazionale. Nulla da invidiare a certe squadre francesi che hanno il quadruplo del budget, come Total Energies e la B&B. Spero che Renat (Khamidouline, il manager della squadra russa, ndr) si rimetta in piedi, con me o senza di me. Glielo auguro perché fa bene al ciclismo. C’è bisogno di persone così. Dava sicurezza ai dipendenti, ti dava tutto, era proprio un bel sistema.

Fedeli si era messo in luce nell’arrivo in salita del Tour of Antalya, con il secondo posto
Fedeli si era messo in luce nell’arrivo in salita del Tour of Antalya, con il secondo posto
E’ stato bello finché è durato…

Posso solo ringraziare la Gazprom, il manager, tutti… Avevo trovato la mia dimensione, ero vicino a casa, era un sistema di lusso, tante squadre avrebbero da imparare, purtroppo però è andata. Sono felice di essere qua. Se non avessi trovato una squadra di livello, avrei smesso di correre. Non avrei avuto paura di farlo, perché il ciclismo mi ha fatto troppo male.

Questi passaggi lasciano il segno?

Sono tutte cose che non ti faranno mai esplodere, perché ti bloccano mentalmente. Hai paura del futuro e delle situazioni. Sembra che ogni corsa sia l’ultima della tua vita e quindi vai con l’ansia e commetti anche errori d’ansia. Io so che avrei potuto fare tanto di più nella mia carriera, però purtroppo il ciclismo è fortuna al 90 per cento e non posso dire di averne avuta….

La prossima corsa di Fedeli a fine luglio, preparando il finale di stagione
La prossima corsa di Fedeli a fine luglio, preparando il finale di stagione
Alla Eolo hai un direttore sportivo di riferimento?

Mi interfaccerò con Zanatta, il capo dei tecnici. Stefano mi sembra una persona di grande esperienza, da quello che ho potuto vedere al campionato italiano. Ci tengono molto che non manchi nulla e questo è sicuramente diverso rispetto a come ero abituato alla Delko, in cui si facevano le cose un po’ alla carlona. 

Cosa farai in vista della prossima gara?

Adesso andrò qualche giorno al mare con la ragazza, però sempre con la bicicletta dietro per prenderci confidenza. Poi una decina di giorni in altura, non per la quota, ma per fare qualche bell’allenamento lungo e al fresco. Poi torno a casa, faccio una settimana di rifinitura dietro moto per riprendere l’esplosività e finalmente si inizia a correre.

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