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A casa in bici dopo la Sanremo: che avventura per Diego Rosa

23.03.2022
5 min
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Tutti i corridori sabato scorso sono andati da Milano a Sanremo, ma ce n’è uno, Diego Rosa, che ha fatto la Milano-Montecarlo, corsa non riconosciuta dall’UCI! Ma pur sempre una cavalcata di oltre 340 chilometri. In pratica una tappa dei tempi di Binda o Girardengo…

E’ andata così. Al termine della Classicissima, che il corridore della Eolo-Kometa ha regolarmente portato a termine in appoggio a Vincenzo Albanese, il piemontese ha preso lo zaino e se n’è tornato a casa in quel di Montecarlo, una quarantina di chilometri verso Ovest.

Una bella scarpinata dopo una corsa così lunga (la più lunga del calendario, ndr). Serve coraggio, forza e un pizzico di follia. Che ad un biker nel Dna come Diego proprio non manca. 

Diego Rosa in azione durante l’ultima Classicissima. Lo scalatore piemontese adesso è in altura
Diego Rosa in azione durante l’ultima Classicissima. Lo scalatore piemontese adesso è in altura
Diego, come stai? Ma ci spieghi come è andata: davvero tua moglie ti ha lasciato a piedi?

E chi ci ammazza! Adesso sono in altura a Sierra Nevada. Come è andata? E’ successo che mia moglie aveva un matrimonio ed era la testimone di nozze, non poteva certo mancare. Dovevo andare anche io, ma poi mi hanno chiamato per la Sanremo e quindi tra disguidi nell’organizzazione del ritorno sono rientrato in bici. L’ho detto per scherzo all’inizio, poi invece…

Poi invece ti sei fatto la distanza….

Eh sì, che poi queste cose mi piacciono. Alla fine con tutti i corridori che ci sono a Montecarlo un passaggio me lo avrebbe dato chiunque. 

Chiaramente hai impostato la tua giornata per la Sanremo, ma come ti sei gestito con l’alimentazione?

Quando ho detto del mio rientro a casa in bici ho detto anche ai diesse: tranquilli, non è che mi risparmio nella Sanremo. Semmai faccio l’autostop! E infatti prima del via non ho dichiarato che avrei fatto questa cosa. Metti che cadevo, sarei dovuto andare poi a casa con tutti i cerotti!

E con l’alimentazione?

Ecco, quella è stata un bella fregatura! Io ho mangiato per la Sanremo, nei tempi e nelle quantità, senza pensare al rientro a casa. Una volta arrivato, ho preso due borracce d’acqua, una barretta e sono ripartito. Tutto andava bene, poi a 10 chilometri da casa non vedevo più la strada… e non era notte! 

Crisi di fame!

Mamma mia! Sono entrato in una boulangerie e ho preso un panino. Dopo quel momento sarei andato di slancio fino a Nizza. La panettiera era anche appassionata di ciclismo. Aveva visto la corsa in tv.

Diego Rosa, classe 1989, è approdato questo inverno alla Eolo-Kometa (foto Maurizio Borserini)
Diego Rosa, classe 1989, è approdato questo inverno alla Eolo-Kometa (foto Maurizio Borserini)
E cosa ti ha detto quando ti ha visto nel suo locale?

E’ rimasta un po’ così. E’ stata simpatica. Ho preso un panino con prosciutto e formaggio. In realtà era l’ultimo che aveva ed era anche del giorno prima, mi ha detto. Però mi ha fatto lo sconto perché ero un corridore.

Quanto ci hai messo da Sanremo a casa?

Normalmente è un’altra ora e mezza, ma io sono andato tranquillo. Me la sono proprio goduta. Ho fatto pipì, ho preso l’acqua ad una fontana, ho lavato gli occhiali perché ci avevo sudato dentro, ho risposto a dei messaggi. Ero tranquillo, dai. Senza nessuno a casa che mi aspettava me la sono presa comoda. 

Che storia, Diego!

L’unica cosa un po’ imbarazzante è che quando sono arrivato io, arrivavano anche le ammiraglie con i diesse che riaccompagnavano i corridori a casa. Io invece ero lì in bici e mi sono chiesto: chissà cosa pensano. Se dovessi rifarlo prenderei delle stradine più nascoste. E comunque ho fatto questa avventura perché per un mese non corro. Se avessi dovuto fare una Coppi e Bartali o un Catalunya, non mi sarebbe passato neanche per la testa. Anche perché se poi vai piano i diesse te lo avrebbero fatto notare.

Cosa ti hanno detto i tuoi colleghi quando ti hanno visto partire?

Luca Spada quando mi ha visto non ci credeva. Qualche battuta, qualche presa in giro, ma è stato simpatico. Se il prossimo anno faccio la Sanremo, lo rifaccio ma con delle scommesse in gruppo. Si potrebbe fare con Peter (Sagan, ndr). Gli direi: se non vinci torni a casa in bici con me. Di sicuro lui ci verrebbe. Ma rilancerebbe anche con un qualcosa del tipo: se però vinco tu vai tipo a casa tua in Piemonte. E’ rischioso!

Una volta a casa cosa hai fatto?

La valigia per l’altura. Doccia e valigia. L’ho fatta mentre aspettavo mia moglie. Senza i bimbi è tutto più facile e non si dimentica nulla. In questo modo la domenica sono stato con loro, li ho portati al parco. Insomma, mi sono portato avanti. Quindi se uno si chiede: cosa fa un pro’ dopo la Sanremo? La risposta è la valigia per l’altura. 

I dati, presi da Strava, della lunga cavalcata da Milano a Montecarlo
I dati, presi da Strava, della lunga cavalcata da Milano a Montecarlo
Cosa hai mangiato poi a cena?

Quello che ho trovato: scatolette, prosciutto… sinceramente non avevo voglia di cucinare, di lavare poi i piatti… Però una birretta mentre facevo la valigia me la sono fatta.

Alla fine quanti chilometri hai fatto?

Ho percorso 344 chilometri, trasferimento incluso. 

Tra l’altro quello della Sanremo neanche è breve, di trasferimento…

Caspita, perché gli avrei dovuto regalare 20′ “a gratis”! Eh, io timbro il cartellino quando esco dal bus!

Diego, chiudiamo con una domanda più seria. Prima hai detto che non corri per un mese. Quindi sei già in ottica Giro d’Italia?

Sì, farò il Giro Sicilia, le Asturie e quindi il Giro d’Italia.

Anche le Asturie?

Eh sì. Tanto sono solo tre tappe. E poi lì piove sempre, ci si abitua per il Giro visto come è andata negli ultimi anni. Non faccio il Tour of the Alps in Trentino, soffro sempre un po’ di allergia pedalando in mezzo ai meli in fiore. Se posso, quindi, preferisco evitarlo.