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Vlasov, festa al Romandia e un pensiero per la Gazprom

04.05.2022
4 min
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Vinto il Romandia, Alexander Vlasov se ne è tornato a casa per fare qualche giorno da persona normale. «Niente bici – sorride – ma solo per poco. Qualche serie tivù. E magari dei giri a Nizza o Cannes per scoprire posti nuovi».

Monaco è diventato il suo quartier generale dopo Andorra, dove d’estate si sta indubbiamente più freschi, ma per arrivare all’aeroporto ci sono due ore e mezza di macchina ogni volta e d’inverno si muore di freddo. Anche se sei russo.

Vlasov è passato professionista nel 2018 con la Gazprom. Ha corso nel team per due anni
Vlasov è passato professionista nel 2018 con la Gazprom. Ha corso nel team per due anni

Sui siti di ciclismo, accanto al suo nome in realtà non c’è bandiera. Qual che ne sia l’utilità, questo è l’effetto delle sanzioni richieste dal CIO e recepite dall’UCI dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. A lui tutto sommato è andata bene, ai corridori della Gazprom decisamente peggio.

«Mi dispiace tanto per loro – dice a bassa voce – perché in quella squadra ci sono cresciuto e sono ancora in contatto con corridori e personale. E’ difficile fare la vita da atleta senza un obiettivo e senza stipendio…».

Margini di crescita

La sua stagione ha il sapore di tutto nuovo. Dopo i due anni all’Astana, Vlasov è passato alla Bora-Hansgrohe, che ha fatto il pieno di scalatori e uomini di classifica. La preparazione è cambiata per il meglio.

Sul podio della Freccia Vallone con Valverde e Teuns, Vlasov non si aspettava un simile risultato
Sul podio della Freccia Vallone con Valverde e Teuns, Vlasov non si aspettava un simile risultato

«Con il mio coach – spiega – abbiamo individuato i punti su cui ero meno forte e abbiamo capito di dover lavorare su esplosività e sprint. Ho 26 anni e sappiamo bene che ho ancora dei margini. Il risultato di questi lavori c’è stato in modo sorprendente sul Muro d’Huy. Pensavo di poter fare una bella Freccia Vallone, non di arrivare sul podio. Quella è la corsa degli Alaphilippe, di Valverde oppure Teuns. Io sapevo di avere nelle gambe un minuto a tutta. E alla fine è servito».

Capolavoro Romandia

Ha vinto la Valenciana, tappa e maglia. E’ andato sul podio ai Paesi Baschi, poi alla Freccia Vallone. Infine al Romandia, dopo due piazzamenti, sono venute la vittoria nella crono e la classifica finale.

Sul traguardo di Zina, al Romandia, esulta per la vittoria di Higuita, che per prudenza dà il colpo di reni
Sul traguardo di Zinaal Romandia, esulta per la vittoria di Higuita, che per prudenza dà il colpo di reni

«Penso che di tutta questa prima parte di stagione – racconta – il Romandia sia stato il mio miglior periodo. Sapevo di stare bene e che poi avrei tirato il fiato, per cui non ho avuto timore di sprecare energie. Il giorno che ho fatto secondo dietro Higuita nel tappone, avrei voluto alzare le braccia assieme a lui. Ma Sergio deve aver pensato che fossi un avversario e non s’è fidato a esultare prima della riga».

Dritto sul Tour

Il programma immediato, dopo aver riposato il giusto, prevede l’avvicinamento al Tour. Alex non l’ha mai corso. E quando si è reso conto che Keldermann, Buchmann e Hindley preferivano correre il Giro, si è affrettato ad accettare l’opzione francese.

«Mi veniva quasi da dirgli grazie – sorride – perché a me l’idea di andare in Francia stuzzica tanto. Parto per fare classifica e poi vediamo come va. Non ho mai corso sul pavé. Ho provato quella tappa nei giorni delle classiche e non mi è sembrato tanto brutto, forse perché ero da solo. Chissà come cambia in gruppo…

«Per cui fra poco andrò in altura ad Andorra. Tre settimane dormendo proprio in cima, a 2.400 metri e poi riparto dal Giro di Svizzera. In teoria servirà come preparazione, ma ormai alle corse ci si allena sempre meno e si va sempre per il risultato».