Risposta Valcar alla Balsamo: Consonni vince a Waregem

31.03.2022
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Sei volte fra le prime dieci, eppure di colpo la caduta di Nokere Koerse rischiava di mandare tutto in malora. Quando ieri mattina Chiara Consonni è partita per la Dwars door Vlaanderen, aveva in mente di fare al massimo un allenamento. Nei giorni precedenti il gomito le aveva fatto un male cane. Pensava che fosse rotto. Invece le radiografie hanno escluso fratture e lentamente il braccio ha smesso di farle male. La primavera, iniziata già male con la notizia di sua nonna Orsola in ospedale e la corsa a casa temendo il peggio, si poteva forse raddrizzare. Eppure la Gand, il giorno straordinario di Elisa Balsamo, è stata per lei un incubo, poi che cosa è successo?

La caduta alla Nokere Koerse rischiava di pregiudicare la primavera di Consonni
La caduta alla Nokere Koerse rischiava di pregiudicare la primavera di Consonni

«Sui muri si scattavano in faccia – racconta – poi si guardavano. Van Vleuten si guardava con la Longo Borghini o Van Dijk. Si facevano la guerra fra loro, ma non davano seguito agli attacchi. Che potessi provare a vincere l’ho capito ai 200 metri. Sapevamo che la parte centrale con i muri sarebbe stata la più dura per me. E una volta che sono riuscita a rimanere attaccata con la squadra, ho capito di potermela giocare».

Nuovo gruppo

Dalla stanza accanto arrivano le voci della squadra che fa baldoria. La Valcar-Travel&Service ha i suoi ottimi motivi per festeggiare. Dopo le tante partenze, “Capo” Arzeni è riuscito a ricreare il clima che fa di questa squadra un riferimento nel panorama nazionale. Chiara racconta e si capisce che deve essersi tolta un bel peso dallo stomaco.

Sul podio con il cavallo simbolo di Waregem, per le corse in ippodromo
Sul podio con il cavallo simbolo di Waregem, per le corse in ippodromo

«Difficilmente nell’immediato ci sarà lo stesso clima di prima – dice – ma devo dire che con le nuove compagne, anche con le straniere si è creato un bel feeling. Non pensavo di trovarmi così bene, Arzeni ha fatto proprio un bel lavoro. E a proposito di lavoro, anche la preparazione fatta questo inverno ha funzionato.

«Sono riuscita a fare pista con Marco Villa e soprattutto il ritiro di Novo Mesto è stato utilissimo per partire forte. Durante la stagione delle classiche è difficile passare a Montichiari, ma appena torno, qualche giornata in pista vado a farla. In ogni caso, ero convinta di partire bene, non pensavo così tanto».

Dopo i tentativi in testa di Longo Borghini e Van Dijk, la Gand è diventata imprevedibile
Dopo i tentativi in testa di Longo Borghini e Van Dijk, la Gand è diventata imprevedibile

Il morale alle stelle

La vittoria porta morale e convinzione. La partenza di così tante ragazze di alto tasso tecnico – da Elisa Balsamo a Vittoria Guazzini, passando per Martina Alzini e Barbara Malcotti – ha spostato il peso della squadra sulle spalle della bergamasca. E lei, che pure non perde la sua vena di simpatica follia, ha capito presto che cosa significhi la nuova responsabilità.

«Cercavo la vittoria – spiega – avevo già fatto il podio a Le Samyn e Oetingen (battuta da Wiebes e Norsgaard, ndr), ma per un motivo o per l’altro non riuscivo a centrare la vittoria. Mi sono tolta un bel peso, non pensavo proprio di riuscirci ieri. E adesso ho un bel morale per il Fiandre di domenica e poi per la Scheldeprijs. Certo il Fiandre sarà duro, ma la testa ora è a posto».

Con questa volata, Consonni si è lasciata tutti alle spalle
Con questa volata, Consonni si è lasciata tutti alle spalle

In volata con Balsamo

Resta un punto, prima di tornare a far festa: come andrà quando a giocarsi la corsa in volata si troveranno la Conso e la grande amica Elisa Balsamo? Nel parlare, risuonano ancora le risate reciproche dell’intervista doppia dello scorso anno, ma adesso le ragazze vestono maglie diverse.

«Me l’hanno chiesto anche dopo la vittoria – ride – e ho risposto che quando vince Elisa la prima a essere felice sono io, come lei è contenta se va bene a me. Sul come fare lo sprint, saprei come muovermi. Lei ha la volata lunga, io più corta come la Wiebes, ma sono più esplosiva. Questa cosa mi gasa, non vedo l’ora di misurarmi con lei e tutte le più forti. Oggi (ieri per chi legge, ndr), c’era in gruppo la Bastianelli».

Per due volte seconda prima: qui a Le Samyn, dietro Norsgaard e prima di Guazzini
Per due volte seconda prima: qui a Le Samyn, dietro Norsgaard e prima di Guazzini

Prima vittoria

Come Marta, Chiara fa parte da quest’anno delle Fiamme Azzurre. «Ma devo ancora abituarmi all’idea – dice – perché cambia parecchio. La mia prima squadra non è più la Valcar. Ho trovato persone che tengono a me e si interessano di come sto. E’ un bel gruppo. Non abbiamo ancora fatto corse insieme, ma ci sarà il tempo».

Domattina (oggi, ndr) si dorme, poi si comincerà a pensare alle prossime sfide. Dopo i tanti piazzamenti, finalmente per la squadra di Arzeni è arrivata anche la vittoria.

Moro: «Le Fiamme Azzurre mi hanno dato un futuro»

26.02.2022
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Nei giorni scorsi le Fiamme Azzurre hanno comunicato i nuovi ingressi nel Corpo da parte di tre ciclisti, come avvenuto anche per altre discipline sportive. Oltre a Chiara Consonni e Davide Boscaro, entra a far parte del gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria anche Stefano Moro, azzurro della pista per il quale questa rappresenta una vera svolta per la sua carriera.

Il corridore di Fontanella rappresenta uno dei nuovi punti fermi della nazionale di Villa. Curiosamente aveva iniziato con le gare veloci, laureandosi campione italiano junior nel chilometro da fermo nel 2014 per poi bissare l’anno successivo aggiungendo però velocità a squadre e inseguimento a squadre. Poi è passato alle discipline endurance, entrando a far parte del gruppo del quartetto con cui ha vinto l’argento agli European Games 2019 e agli Europei 2020, quando ha anche vinto il bronzo nella madison con Francesco Lamon. Bronzo anche lo scorso anno agli Europei, ma questa volta nell’inseguimento individuale.

Nel farci raccontare come è arrivato a questa possibilità e che cosa rappresenta, il bergamasco non nasconde mai la sua gioia né la profonda gratitudine che prova per Augusto Onori, Ispettore Superiore al quale è affidata la guida del Gruppo Sportivo e per il diesse Fabio Masotti: «E’ stato proprio lui in nazionale a dirmi che presto sarebbe uscito il bando di concorso. L’ho sostenuto ad agosto e a dicembre ho fatto le visite, così eccomi qua».

Boscaro Moro 2022
Simone Boscaro e Stefano Moro, che con la Consonni vanno a rafforzare le Fiamme Azzurre
Boscaro Moro 2022
Simone Boscaro e Stefano Moro, che con la Consonni vanno a rafforzare le Fiamme Azzurre
Tanto entusiasmo fa capire quanto questa possibilità significhi per te e per la tua via futura.

E’ una vera svolta. Per chi come me privilegia la pista, è quasi uno specialista significa poter affrontare la propria attività con più tranquillità e concentrazione sugli allenamenti e sulla ricerca delle prestazioni. Devo però dire che alla Biesse Arvedi, la squadra nella quale ho militato, mi hanno dato un grande sostegno per coltivare la passione per la pista. Ora gli sponsor si sono scissi, ma sono grato a entrambi, io comunque resto all’Arvedi Cycling per l’attività su strada.

Quanto conta per un corridore come te entrare in un gruppo sportivo militare?

E’ fondamentale, ma non si deve pensare che lo dica solamente per un discorso economico, per la tranquillità dello stipendio riscosso ogni mese. No, è qualcosa che va molto oltre, è l’onore di vestire quella maglia, gareggiare per quei colori. Devo poi dire che sono stato accolto benissimo.

Senza questa eventualità che cosa avresti fatto?

Difficile a dirsi, io ero molto motivato, era il mio grande obiettivo dello scorso anno. Ora mi sento più responsabile e questo mi porta a impegnarmi ancora di più, il 100 per cento non basta e non deve bastare per me.

Moro strada 2020
Stefano Moro è nato a Treviglio (BG) il 22 giugno 1997. Su strada vanta due successi al GP d’Autunno U23 (foto F2)
Moro strada 2020
Stefano Moro è nato a Treviglio (BG) il 22 giugno 1997. Su strada vanta due successi al GP d’Autunno U23 (foto F2)
Com’è iniziata questa tua passione per la pista?

Io ho iniziato giovanissimo a calcarla. Seguivo mio fratello nell’impianto di Crema, lui è più grande e poi si è dedicato alla strada, io invece ho continuato, iniziando a gareggiare da esordiente e visto che i risultati arrivavano, ci ho preso sempre più gusto.

Della pista sappiamo quasi tutto, ma tu gareggi anche su strada…

Sì, sono un velocista, il mio anno migliore è stato il 2019 quando ho conquistato 5 gare tra cui il Circuito di Sant’Urbano all’87esima edizione e il 70° Circuito del Termen. In più ho ottenuto molti piazzamenti, ma tutto ciò non è stato sufficiente per trovare un posto in qualche squadra di professionisti. Ho continuato, ma mi sono dedicato più alla pista, la strada era propedeutica per questa.

Moro Lamon 2020
Moro in coppia con Lamon, per loro il bronzo europeo nel 2020
Moro Lamon 2020
Moro in coppia con Lamon, per loro il bronzo europeo nel 2020
Su pista quali sono le specialità dove ti trovi più a tuo agio?

Mi piacciono tutte le gare endurance, anche se nella madison riesco meglio perché mi diverto da matti, posso davvero esprimermi. Anche lo scratch mi piace molto perché è un po’ come spostare le ultime battute delle gare su strada sulla pista, controllare gli avversari in vista della volata facendo attenzione che non parta qualcuno per beffare tutti.

Dì la verità, quando hai visto che non riuscivi a spuntare un contratto da pro’ hai avuto paura?

Un po’ sì, diciamo che mi sono trovato di fronte all’eventualità che dovessi lasciare da parte il ciclismo e cercarmi un lavoro diverso, ma ero abbastanza sicuro di poter entrare in un gruppo militare. Ora posso fare della pista il mio lavoro…

Che obiettivi hai per questo 2022?

Dipende dalle scelte del cittì Villa. Sono nel gruppo della Nations Cup e quindi saranno queste prove il mio target, con particolare riferimento all’inseguimento a squadre.

Moro Scratch 2021
Scratch ed eliminazione sono le sue gare preferite, dove sfrutta il suo spunto veloce
Moro Scratch 2021
Scratch ed eliminazione sono le sue gare preferite, dove sfrutta il suo spunto veloce
A tal proposito, che ruolo hai nel quartetto?

Dipende molto dal momento. Nel 2021 sono sempre partito come secondo, raccogliendo il testimone di chi era chiamato a lanciare la velocità del quartetto. Ma il ruolo può cambiare in base alla disponibilità degli uomini e allo stato di forma.

E su strada?

Si comincia nel weekend e sono sincero, punto a qualche buon risultato nelle gare che mi si addicono, quelle dov’è possibile riuscire a arrivare in una volata di gruppo. L’inverno è stato utile per prepararmi e credo di essere già in buona forma per poi essere pronto per la pista. Diciamo che ora le due specialità sono una complementare all’altra.

A giugno compirai 25 anni. A un contratto da professionista sotto sotto ci pensi ancora?

Ora mi sento professionista a tutti gli effetti…

Consonni e le cadute in gruppo, inesperienza o distrazione?

Giada Gambino
12.02.2022
4 min
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Una sfumatura rosa, improvvisamente, colora l’asfalto della Vuelta CV Féminas in Spagna. E’ quella di Chiara Consonni (nella foto Instagram di apertura) che sembra non poter far altro che cadere e rotolare per terra lasciandosi sfilare la bici dalle gambe. Ecco cosa è successo il 6 febbraio alla tigre della Valcar-Travel&Service… 

Vuelta CV Feminas, il piano della Valcar-Travel&Service di fare la volata con Consonni finisce così
Vuelta CV Feminas, il piano della Valcar-Travel&Service di fare la volata con Consonni finisce così
Cos’è successo esattamente? 

E’ stata un’incertezza. Sono innocente (ride, ndr )! La mia caratteristica è quella di buttarmi nelle volate senza pensare a nulla. Adesso, post gara, penso che magari avrei potuto prendere una linea diversa. La Guarischi ha cambiato traiettoria un po’ bruscamente, ma non è stata colpa di nessuno, dai… 

In gruppo sono tutte capaci di gestire le mischie? 

Noi che facciamo gare UCI, partecipiamo a davvero tante competizioni, ci sappiamo muovere in gruppo e facciamo pratica. Siamo tutte capaci di guidare la bici. Però sì, magari ci sono atlete che hanno iniziato questo sport da poco e altre come me che è da una vita che stanno in sella. Alcune per un po’ di non abitudine e inesperienza causano delle cadute. Per la maggior parte in gruppo ci conosciamo, siamo tutte più o meno esperte e cerchiamo di muoverci per creare meno problemi possibili

Caduta innescata da uno sbandamento per il quale Barbara Guarischi, a destra, è stata retrocessa forse ingiustamente
Caduta innescata da uno sbandamento che ha coinvolto anche Barbara Guarischi
Tu sei una tigre della pista, hai il colpo d’occhio, per le altre… è lo stesso ?

Io riesco ad essere molto spigliata, soprattutto in volata. Tante volte ho sbagliato e mi hanno insegnato come ci si muove e come ci si può posizionare nel miglior modo per prenderla bene. Il colpo d’occhio l’ho sicuramente grazie alla pista e riesco a capire bene dove essere nel momento giusto. Questo è possibile anche grazie alla presenza del treno che fanno le mie compagne. Quindi sì, magari ho il colpo d’occhio, ma mi fido anche ciecamente delle mie compagne, soprattutto Ilaria (Sanguineti che ha concluso in seconda posizione la corsa spagnola, ndr) che è la mia “ultima donna”. 

Nelle cadute quando realizzi ciò che sta succedendo? Hai paura? 

In questa, ma in tutte quelle che ho fatto, sono caduta abbastanza bene. Ho rivisto il video e ho capito che mi stavo infilando in un buco che si era creato tra una ragazza alla mia sinistra e Barbara alla destra, che non mi aveva vista e mi ha tagliato la strada. Non potevo fare altro, non ho avuto la prontezza di frenare anche un minimo, in quegli istanti hai proprio pochi attimi di secondo per reagire. Fortunatamente sono riuscita a coprire la faccia e sono rotolata. Ho abrasioni sia sul ginocchio destro che sinistro. Forse sbaglio, ma la mia indole di buttarmi e fare ciò che mi dice la testa in quel momento è impossibile da placare. 

Prima di partire, per Consonni un selfie con la nuova maglia della Valcar-Travel&Service (foto Instagram)
Prima di partire, un selfie con la nuova maglia della Valcar-Travel&Service (foto Instagram)
Cadere e farsi male è un prezzo che bisogna essere disposti a pagare quando si fa questo sport?

Sì! Correndo da quando avevo sei anni mi sono rotta il radio e mi sono operata, anche l’ulna e ho tutt’ora la placca di metallo, il capitello, il naso. Insomma, mi sono rotta a metà (ride, ndr )! E’ un punto a sfavore che gioca questo sport, ma fa parte di esso. Talvolta sono stata messa da parte per qualche gara importante proprio a causa di qualche mia caduta. Ma fa parte del gioco e bisogna accettarlo. 

Quale consiglio daresti alle altre cicliste per far sì che si evitino il più possibile le cadute in gruppo?

Stare attente non ad inizio gara perché ci sta essere un po’ spensierate, ma fare attenzione soprattutto in discesa o quando ci sono i momenti salienti della corsa. Bisogna prestare attenzione a tutto ciò che si fa: dal parlare alla radiolina al mangiare qualcosa. Siamo su due ruote con un casco che ci salva la vita, ma non ha senso rischiare per così poco. Quindi: stare attente e non prendere nulla sotto gamba. 

Come è fatta la nuova Valcar? Ne parliamo con Arzeni

14.01.2022
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A forza di dire che dalla Valcar-Travel&Service se ne sono andate tutte le più forti, si potrebbe pensare che la squadra sia allo sbando. Invece così non è. Incontrando Davide Arzeni ai campionati italiani di ciclocross vinti dalla sua Persico, è parso chiaro che nella testa del Capo ci sia un ribollire di scenari perché la squadra rimanga al livello che occupava alla fine del 2021. Con lui perciò abbiamo ragionato di questo e, proseguendo lungo il cammino già iniziato con altre continental, abbiamo cercato di capire l’impatto del WorldTour sulla loro realtà.

«Al netto di tutto – dice il tecnico del team bergamasco – siamo la sola squadra in Italia, fra uomini e donne, che ha diritto a partecipare a tutte le corse, compresi Tour de France e Roubaix. Faremo più gare WorldTour delle stesse squadre WorldTour e andremo sempre con la mentalità di vincere. Quella davvero non cambia».

Valcar
Con la partenza di Balsamo e la squadra sulle spalle di Consonni, si è chiusa una grande fase. Arzeni spiega…
Valcar
Balsamo è partita, Consonni sarà la nuova leader della Valcar. Arzeni ci spiega

La squadra ha concluso domenica scorsa un ritiro a Cecina. Al momento alcune ragazze sono ad allenarsi in Spagna e altre sono con la nazionale. Dai primi di febbraio e fino al 20 ancora la Spagna vedrà tutto il team in ritiro preparando il debutto nelle corse di Valencia, dove difenderà la vittoria ottenuta lo scorso anno da Chiara Consonni (la bergamasca è ritratta nella foto di apertura).

Come è andata in ritiro?

Molto bene. Ho avuto conferme interessanti. Si è parlato tanto delle atlete che sono andate, ma anche le nuove non sono niente male. Sono molto, molto, molto contento. Certo abbiamo perso la più forte del mondo: non lo dico io, ma la maglia che indossa. Però abbiamo nuove ragazze con cui lavorare bene.

Ad esempio?

La canadese Olivia Baril, che secondo me nelle corse dure è a un ottimo livello. L’ho vista in fuga all’Alto de Jaizkibel a San Sebastian e stava bene in mezzo alle più forti. E’ una professionista seria. Poi c’è Karolina Kumiega, la polacca. Ha 22 anni, ma ci ha già chiamato il tecnico della sua nazionale per ragionare di europei e mondiali, in ottica crono e strada. La Gasparrini ha un anno in più ed è una delle U23 più forti al mondo. La Cipressi mi ha molto impressionato per la sua serietà fra studio e bici. E poi c’è anche Anastasia Carbonari

Quanto vale?

Secondo me ci sta dentro alla grande, ma deve credere di più nelle sue potenzialità. Se fa la vita da atleta anche solo al 90 per cento, può arrivare anche lei a livello WorldTour.

Balsamo, Guazzini, Alzini e Malcotti nel WorldTour ci sono già andate…

Barbara (Malcotti, ndr) aveva già firmato con noi, ma se arriva una WorldTour che offre di più, è giusto che sia andata.

Silvia Persico ha vinto il tricolore del cross e dopo il mondiale tornerà su strada…

Avete visto con quanta sicurezza e concentrazione ha pedalato a Variano? Sta entrando in una nuova dimensione e se mantiene quel piglio anche su strada, ne vedremo delle belle. E dal cross verrà a fare più strada anche Alice Arzuffi. Quando aveva 18-19 anni era fra le prime 15 del Giro d’Italia, può fare ancora bene, come dimostrano Vos, Lucinda Brand e anche Kata Blanka Vas.

Cosa ti aspetti da Ilaria Sanguineti?

La Yaya ce l’abbiamo solo noi! A volte mi metto a risentire su Eurosport l’ultima vittoria di Elisa Balsamo al Womens Tour e mi viene la pelle d’oca. Sento tutta la preparazione fatta dalla squadra e alla fine il lavoro di Pirrone, Consonni e Ilaria è stato monumentale. Non passava più nessuno. In ritiro abbiamo visto un po’ di video. In Inghilterra contro la Wiebes ne avevamo già perse tre, ma voglio puntare a ritrovare la mentalità di non aver paura di nessuno.

E qui arriva il capitolo Consonni…

Che è una tra le migliori velociste al mondo e ha già studiato da leader. Non è una che si nasconda e abbia paura della responsabilità. E’ un’agonista nata e dà più in corsa che in allenamento. L’anno scorso ha vinto tre corse, ha già alzato le braccia in gare WorldTour. Non ho capito se il mondiale sia davvero per donne veloci, ma se c’è da giocarsi una volata, lei c’è. E il nostro treno è uno dei più forti al mondo, al punto che tante ragazze hanno ammesso che ci studiano e ci guardano quando si va ai finali.

Ilaria Sanguineti è fondamentale nel treno, ma sa anche vincere
Ilaria Sanguineti è fondamentale nel treno, ma sa anche vincere
Il WorldTour vi ha danneggiato?

Secondo me è una gran cosa per le ragazze. Quelle di livello possono guadagnare dei bei soldoni, le altre mettono via dei bei soldini. Sono contento per loro, ma credo sia un errore aver pensato solo alle atlete e non a società e organizzatori. Nonostante il nostro livello, facciamo fatica a trovare gli sponsor. Avremmo le capacità di essere nel WorldTour, ma servono i soldi.

Elisa Balsamo vede per voi l’ipotesi WorldTour o la possibilità di diventare un team U23 che recluta e fa crescere talenti…

Ci sono due possibilità, infatti. Si può provare a fare il WorldTour, oppure succede come fra gli uomini, in cui le continental diventano il serbatoio dei team maggiori. Ora che comincia la stagione, per noi si tratterà ugualmente di battere queste strade per costruire il futuro. Di una cosa sono certo, tutte le nostre ragazze nel corso dell’anno riceveranno offerte per andare nel WorldTour, anche da parte di squadre che si sono mosse tardi e devono rimpinguare l’organico. Sarebbe bello poterle trattenere.

Consonni, un anno di novità: dalle “Fiamme” ai gradi di leader

04.01.2022
5 min
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«Ho più esperienza, quest’anno non sarò nemmeno più under 23. Ormai sono diventata grande». In questo 2022 che è appena nato, Chiara Consonni sa già cosa l’aspetta e lo dice con l’immancabile sorriso sulle labbra. Di lei Rossella Callovi, braccio destro del cittì Paolo Sangalli, ci ha detto che è un “trattore” perché è una potenza. Come ragazza per il suo carattere estroverso e solare, a cui piace sdrammatizzare. Come atleta perché quando si attacca il numero sulla schiena si trasforma, scherza poco e mena forte.

Risultati alla mano, la ventiduenne bergamasca sarà chiamata ad uno step ulteriore della sua carriera diventando il faro della rinnovata Valcar-Travel&Service (con cui è sotto contratto fino al 2023) dopo le partenze di Cavalli (a fine 2020) ed ora di Alzini, Guazzini, Magri, Malcotti, Pollicini (ritorno al triathlon) e soprattutto dell’iridata Balsamo. Anche se per la verità “Capo” Arzeni, recentemente interpellato sull’accoppiata Giro Donne-Tour Femmes, ci ha detto che in questa stagione ci sarà spazio per tutte le altre sue ragazze.

E dopo le Feste, Chiara Consonni si è rimboccata le maniche per il 2022 (foto Instagram)
E dopo le Feste, Chiara Consonni si è rimboccata le maniche per il 2022 (foto Instagram)

Nazionale mista, tutto ok

La Consonni ha chiuso il 2021 con un collegiale azzurro a Novo Mesto, in Slovenia, dal 27 al 30 dicembre, voluto da Marco Villa, ora cittì unico della pista, anche del settore femminile. Giorni vissuti con le compagne, con i colleghi maschi e per conoscere meglio lo staff.

«Onestamente pensavo peggio – dice – invece è andato molto bene ed è stata una bella esperienza. Per il futuro dovremo capire meglio le modalità visto che per noi ragazze cambiano non solo i tecnici, ma anche massaggiatori e meccanici. Però qui ci siamo ben organizzati e abbiamo lavorato bene».

Il Grand Prix du Morbihan Feminin è stato la sua terza vittoria del 2021 (in apertura dopo l’arrivo)
Il Grand Prix du Morbihan è stato la terza vittoria 2021 (in apertura dopo l’arrivo)
Chiara torniamo sulla Valcar. E’ impossibile non fare una battuta con te. Anno dopo anno le stai mandando via tutte…

Praticamente sì (ride, ndr). No dai, fosse stato per me sarebbero rimaste tutte. Questo bel gruppo si era creato 6/7 anni fa da tante ragazze talentuose. Molte di loro hanno deciso di prendere un’altra strada e auguro davvero il meglio a loro. La Valcar può ancora fare tanto ed io mi sento che devo e posso dare tanto a questa squadra. Ho delle responsabilità.

Quali sono?

Verso le mie compagne, innanzitutto. La cosa che forse mi fa più paura è quella di poter deludere loro che hanno lavorato tutto il giorno per me. E magari di aver privato una delle mie amiche di poter fare risultato al posto mio. Poi sento la responsabilità di crescere e di arrivare agli obiettivi che ho già un po’ definito con Davide (Arzeni, ndr). In tutto questo sono comunque motivata a fare sempre di più. 

Nonostante tu sia una ’99, hai già una grande esperienza con diverse vittorie e piazzamenti importanti. Partirai con i gradi di capitano…

Non mi piace tanto questo termine, perché ognuna di noi lo è nella gara adatta a sé. Di conseguenza io sarò a disposizione delle altre compagne nelle corse più mosse, con più salita o se non sarò competitiva in qualche sprint. Tuttavia so di avere lo spunto più veloce in squadra e so che in tante classiche del Nord, dove si arriva in volata, toccherà a me farla. Lavoro per farmi trovare pronta.

Anche per Consonni debutto alla Roubaix, con un fuori pista per evitare la caduta
Anche per Consonni debutto alla Roubaix, con un fuori pista per evitare la caduta
Avverti già un po’ di pressione?

Adesso non ci penso. Ma sono sicura che quando faremo la riunione pre-gara per farmi fare la corsa, allora la sentirò. Dall’altro lato so che questo mi stimolerà ancora di più.

In cosa pensi di dover migliorare?

Le mie carenze al momento sono le lunghe distanze e gli strappi in salita. Devo perfezionare alcuni punti deboli, come la resistenza o come l’alimentazione

Nel tuo programma ci saranno tante gare al Nord, ma quale tra Giro e Tour? Arzeni ci ha detto che potresti fare bene entrambi come cacciatrice di tappe…

Fosse per Davide, mi farebbe correre tutte le gare del mondo (ride, ndr). So che lui crede in me, come faccio a dirgli di no? Comunque dovremo fare delle scelte. Inizierò alla Valenciana, in linea e poi a tappe. A seguire, anche se ancora non hanno annunciato il tracciato, alcune indiscrezioni dicono che, contrariamente al solito, il Giro potrebbe avere un percorso meno duro. Potrebbero esserci diverse tappe, specialmente le prime, più adatte alle mie caratteristiche. Sinceramente ho una piccola preferenza per il Tour, che è il simbolo iconico del ciclismo. Staremo a vedere, in ogni caso io sono disposta a correrli tutti e due, anche se non so come arriverei in fondo. 

A proposito di indiscrezioni, il campionato italiano (organizzato da ExtraGiro in una data tra il 22 e il 26 giugno, ndr) ci sarà nei giorni del tuo compleanno e pare che strizzi l’occhio alle ruote veloci. Quanto segretamente punti al tricolore?

Che notizia se il percorso fosse così! Sì, sono sempre in quel periodo (Chiara compie gli anni il 24 giugno, ndr) e quest’anno penso che potrei correrlo già con le Fiamme Azzurre. Quindi spero mi facciano festeggiare loro.

Gand-Wevelgem 2021, Chiara Consonni
La Gand è la classica che ora sente più vicina ai propri mezzi. Nel 2021 ha chiuso nel secondo gruppo
Gand-Wevelgem 2021, Chiara Consonni
La Gand è la classica che ora sente più vicina ai propri mezzi. Nel 2021 ha chiuso nel secondo gruppo
In questo momento della tua carriera, pensi di essere più avanti o più indietro rispetto a quello che ti aspettavi?

Eh, difficile rispondere. Devo ancora crescere come persona. Ad esempio, rispetto ad una Elisa Balsamo, so che devo ancora fare tanto per arrivare a quel livello, ma sto facendo piccoli passi per diventare una professionista al 100 per cento. Mio fratello Simone penso sia il re della regolarità e da lui ho imparato a crescere anno per anno. Direi che sono al punto giusto, sono in linea con le aspettative.

Tu hai già vinto una gara WorldTour (quinta tappa del Boels Ladies nel 2019, ndr). C’è una gara in particolare sulla quale hai fatto un cerchiolino rosso?

Sul Fiandre! Ma al momento è troppo duro per me, quindi nulla (ride, ndr). Tutte quelle del Belgio vanno bene. De Panne o anche la stessa Parigi-Roubaix, ma vi dico la Gand-Wevelgem. Ero già venuta a correrla da junior per due volte (25ª nel 2016, 7ª nel 2017, ndr) e mi aveva colpito subito. Mi è sempre piaciuta molto.

Simone Consonni riceve l’abbraccio di Brembate di Sopra

14.11.2021
4 min
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Era il 4 agosto quando Simone Consonni, insieme ai suoi compagni dell’inseguimento a squadre (Milan, Ganna e Lamon), ha conquistato l’oro olimpico. Pochi mesi dopo Simone ha ribadito il successo sulla pista di Roubaix. Ha aggiunto al suo palmares anche la medaglia d’argento nella madison, conquistata accanto ad Elia Viviani. Sempre ai mondiali di Roubaix c’è stata un’altra Consonni che si è messa in luce, Chiara. L’atleta della Valcar infatti si è aggiudicata l’argento nella stessa disciplina del fratello: l’inseguimento a squadre.

Nel tripudio generale c’è stato però un paese che ha gioito un po’ di più: è il comune di Brembate di Sopra, dove sono nati i due atleti. Da quella mattina di inizio agosto hanno iniziato a campeggiare sui muri del paese cartelloni celebrativi che sono aumentati di pari passo ai successi ottenuti. Ieri pomeriggio, nella splendida cornice della polisportiva, si è svolto l’evento: orgoglio brembatese. Un premio istituito per i cittadini che si sono contraddistinti nel loro campo. La prima edizione non poteva vedere un vincitore diverso da Simone Consonni.

La famiglia Consonni al completo, insieme ad Alice la fidanzata di Simone (la seconda da destra)
Simone e Chiara con i genitori e Alice, la fidanzata di Simone

Gli esordi

La polisportiva comunale conta numerose strutture e molti campi da gioco. E’ proprio qui che Simone ha dato i primi colpi di pedale nella categoria G1, più precisamente nell’associazione ciclistica Brembate Sopra. Iniziando a macinare i metri e la strada che lo avrebbe condotto ai suoi successi futuri.

I ricordi di chi lo ha seguito nei suoi esordi tra le strade del suo paese è ancora nitido. Giuseppe Mazzoleni, vice presidente della società in cui Simone correva da piccolo ha un ricordo particolare. «Un giorno, era alle prime pedalate, ricevo una chiamata in cui mi dicono che era caduto. Ci allenavamo su una piccola strada dietro il paese, arrivo sul posto e mi rassicuro delle sue condizioni e vedendo il casco ci rimango di sasso. Era completamente distrutto, aperto, non oso neanche immaginare che volo abbia fatto».

La premiazione

Gli ospiti si susseguono, tutti legati allo sport ed al territorio bergamasco che rendono omaggio e ringraziano Simone Consonni. Le parole più significative le esprime Daniele Belotti, Deputato e componente della commissione cultura, scienza ed istruzione: «Quella di Tokyo è un’olimpiade che si è svolta a porte chiuse e la vittoria di Simone, un ragazzo bergamasco, ha un doppio significato: sportivo e sociale. La sua vittoria ha rilanciato il territorio e la sua comunità che tanto ha sofferto in questi mesi.»

L’ospite della serata è notevolmente emozionato nel ricevere gli applausi scroscianti dei propri concittadini. Esordisce così Simone: «Tornare dove tutto è iniziato è strano, un tuffo nei ricordi. Avere un impianto così bello e funzionale è stato importante per la mia crescita». Simone ora vive a Lallio, a pochi passi dalla sua Brembate. «Quando ero piccolo non mi preoccupavo dei risultati, quel che mi piaceva era correre con i miei amici.»

Paolo Arrigoni, presentatore dell’evento e brembatese Doc, ha un ricordo altrettanto inedito di Simone. Di quando aveva solamente 9 anni: «All’epoca facevo l’educatore all’oratorio estivo – esordisce Paolo -. Un lunedì mattina Simone arriva tutto triste. Chiedendogli cosa avesse mi rispose che alla gara del giorno prima era in testa per la prima volta ma per colpa di una segnalazione sbagliata ad una rotonda prese una via errata e da primo finì ultimo. I bambini dell’oratorio lo presero in giro ed io gli dissi per consolarlo: tranquillo Simone, un giorno loro ti guarderanno vincere una gara in televisione».

La giunta comunale ha voluto premiare anche Chiara per i traguardi raggiunti quest’anno e nella sua carriera
La giunta comunale ha premiato anche Chiara per i traguardi raggiunti quest’anno

Spazio anche a Chiara

Nella serata, diventata uno slalom tra i ricordi di tutti coloro che hanno visto crescere Simone, c’è spazio anche per Chiara. Infatti, la giunta comunale non poteva non dare un riconoscimento anche a lei per gli altrettanti successi ottenuti. Tra l’altro lei vive ancora nella sua Brembate.

«Quando eravamo piccoli ero molto gelosa di Simone – esordisce ridendo Chiara – quando i nostri genitori andavano alle sue gare e non alle mie mi arrabbiavo molto. Crescendo è diventato un punto di riferimento e un fratello maggiore taciturno ma sempre presente ed il nostro rapporto è davvero fantastico».

Che poi continua: «A Brembate sto bene e mi piace vivere il paese, le poche volte che sono a casa mi fermo a fare colazione in qualche bar prima di partire per i miei allenamenti».

Consonni, adesso la Valcar è sulle tue spalle

19.10.2021
5 min
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Adesso si cresce. Nelle famiglie numerose e in alcune squadre funziona così. Quando i fratelli maggiori escono di casa e vanno a vivere da soli, tocca ai secondogeniti tirare su i più piccoli, in un continuo scambio di esperienze e trapasso di nozioni. Così adesso che dalla Valcar-Travel&Service se ne vanno Balsamo, Guazzini, Alzini e Pollicini (che torna al triathlon), tocca a Chiara Consonni prendersi la famiglia sulle spalle. Lei lo sa. Lo commenta con la più tipica delle sue risate, un po’ nervosa e un po’ scaramantica, e poi comincia a raccontare.

Siamo all’alba dei mondiali pista di Roubaix, dove la “Conso” farà soltanto l’inseguimento a squadre, poi rientrerà nei ranghi della squadra per chiudere con le corse olandesi. Il fine settimana in Francia le ha portato bene. Non doveva neanche correre, invece come pure Sofia Bertizzolo, si è portata a casa il terzo posto alla Classique Morbihan e la vittoria al Gp du Morbihan.

Il giorno prima di vincere, sempre in Francia era stata seconda dietro Sofia Bertizzolo
Il giorno prima di vincere, sempre in Francia era stata seconda dietro Sofia Bertizzolo
Come stai?

Un po’ raffreddata (soffia il naso, ndr), ho preso freddo domenica in corsa e stamattina ho il naso chiuso. Siamo arrivati a Roubaix direttamente dalla Francia prima della nazionale. Ma sto bene, sono contenta. Non mi aspettavo di vincere.

Bene per il tuo ruolo futuro di capitano, no?

Sono pronta. Sapevo che le altre se ne andavano e che la responsabilità sarebbe passata sulle mie spalle. Siamo comunque un bel gruppo, con Persico, Sanguineti e Gasparrini, che è giovane ma va fortissimo.

Ti è mai venuto il dubbio che forse ti sarebbe convenuto andare anche tu in una WorldTour?

Nessun dubbio. Sono carica, voglio fare per le altre quello che le più grandi hanno fatto per me. E voglio andare meglio di quest’anno. Ho cominciato pensando di fare bene nelle classiche, ci puntavo da anni. Invece al momento giusto, ero sempre indietro. L’anno prossimo sarò più motivata e pronta già in avvio di stagione.

Ti aspetta un vero inverno da atleta, insomma?

Un inverno decisivo. Farò due settimane off, probabilmente in vacanza. Non so dove, non ci ho pensato: queste cose le faccio sempre all’ultimo. Poi palestra, pista se ci sarà un velodromo disponibile. Quando riaprirà Montichiari?

Si parla di quasi tre mesi di lavori, non sarà breve. Tutto questo significa che la “Conso” un po’ pazza sparirà?

La follia rimane, fa parte di me (ride, ndr). Ma sono maturata tanto grazie all’aiuto delle mie compagne. Ho preso qualcosa da tutte. In particolare, da Elisa (Balsamo, ndr) la capacità di rimanere concentrata sul mio percorso. Mentre dalla “Vitto” (Guazzini, ndr) la testardaggine. Sentirò la loro mancanza, ma non ho ancora pensato di cambiare squadra. Se poi la Valcar salisse nel WorldTour o si unisse a uno squadrone maschile, sarei ben contenta di seguirla. E poi c’è da vedere con i corpi militari…

Si è aperta la porta?

C’è qualche parola più chiara, ma finché non c’è l’ufficialità, sarà meglio non parlarne. 

Oro con Martina Fidanza agli europei U23 nella madison: per entrambe bel colpo di orgoglio
Oro con Martina Fidanza agli europei U23 nella madison: per entrambe bel colpo di orgoglio
Tuo fratello si è montato la testa dopo le Olimpiadi o è sempre il solito “Simo”?

Ma no, è sempre lui. Da agosto abbiamo fatto solo due cene insieme, non ci vediamo mai. Sono contenta che è qui per i mondiali e per qualche giorno lo avrò sempre intorno.

Un giorno potresti correre con lui alla Cofidis?

Non corriamo più con la stessa maglia da quando eravamo bambini, sarebbe bello. Ogni tanto ci penso a come sarebbe avere maglia e bici uguali (nella Cofidis è passata Martina Alzini, ndr). Ma io resto qui. Arzeni, il “Capo”, mi è stato vicino quando dopo l’esclusione dalle Olimpiadi ero tanto giù.

Una figura importante per te?

Ripenso a quando da junior per due volte a settimana veniva a prendermi a Bergamo da casa sua a Varese e mi portava a Montichiari. Gli devo tanto, mi fido di lui ed è bello sapere che c’è. Parliamo di tutto, è un po’ un secondo padre.

Consonni dividerà il ruolo di leader della Valcar-Travel&Service 2022 con Silvia Persico
Consonni dividerà il ruolo di leader della Valcar-Travel&Service 2022 con Silvia Persico
Invece a proposito di tecnici, pare che sia alla fine il ciclo di Salvoldi…

Nonostante le cose anche brutte che si sono dette di lui, siamo cresciute tutte con Dino e lui è cresciuto con noi. Non mi ha portato a Tokyo, vorrà dire che andrò a Parigi, molto più glamour (ride, ndr). Ho sentito i nomi di un possibile successore, staremo a vedere. Intanto giochiamoci i mondiali.

La vittoria che cosa ti ha lasciato?

Un grande morale. Non dovevo farle, ma a questo punto della stagione, preferisco correre che allenarmi per tenere la condizione. Capo lo ha capito e ha ridisegnato il calendario. E ancora una volta ha avuto ragione lui. Grazie Capo!!

Chiara e Martina. E la pista azzurra è di nuovo d’oro!

Giada Gambino
27.08.2021
3 min
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E’ l’ora del riscatto per Martina Fidanza e Chiara Consonni! Se è vero che la ruota gira, per loro è andata nel verso giusto. E d’oro la loro Madison agli europei U23. Entrambe avevano fatto una lunga preparazione per Tokyo, ma la Consonni non era stata convocata mentre la Fidanza era stata tenuta come riserva. Quel che più conta però è che la pista azzurra continua a darci soddisfazioni.

Martina Fidanza e Chiara Consonni, la gioia dopo la conquista dell’oro nella Madison di Apeldoorn
Martina Fidanza e Chiara Consonni, la gioia dopo la conquista dell’oro nella Madison di Apeldoorn
Come è andata, ragazze?

Chiara. Avendo fatto una preparazione più incentrata sulla pista mi sono trovata non in condizione per essere competitiva su strada. E’ stato bello vincere questi Europei U23, è come se ci fossimo riscattate. Dopo che non sono stata convocata per Tokyo ho cercato di darmi altri obiettivi, ho cercato di ritrovare la condizione e così è stato.

Martina. Ci tenevo a fare bene nella Madison credevo tanto in noi ed ho raggiunto ciò che desideravo! In questi europei ho capito che avendo fatto la preparazione per le Olimpiadi, avendo fatto tipi di lavori incentrati sul quartetto e la madison… è come se avessi perso un po’ il mio spunto veloce, ma niente che non sia colmabile! Mi concederò tre giorni di relax per poi tornare a fare allenamenti specifici anche in palestra. 

Questo oro, un primo passo verso Parigi 2024? 

Chiara. Le Olimpiadi continuano ad essere il mio sogno, magari senza Covid per viversi meglio il villaggio olimpico. Avendo visto gli errori che ho commesso quest’anno… sono pronta a non ripeterli!

Martina. Per fare la Madison ci vuole tanta affinità nella coppia, noi ci conosciamo da quando avevamo quattro anni, conosciamo tutto dell’altra e riusciamo a capirci molto in certe situazioni. Siamo andare bene e non me l’aspettavo, possiamo solo migliorare e confrontarci con un livello ancora più alto ci aiuterebbe. 

Martina lancia Chiara in uno degli ultimi cambi
Martina lancia Chiara in uno degli ultimi cambi
Cosa hai pensato subito dopo la vittoria? 

Chiara. Ero contentissima, ero riuscita a riscattarmi e avevo partecipato anche con l’intento di guadagnare punti per il concorso delle Fiamme Azzurre. Vincere è sempre bello, ha dato un po’ di morale. 

Martina. Non ricordo esattamente, ero immersa in tanta felicità, soprattutto perché il giorno prima non era andato come volevo: mi sono riscattata. 

Cosa vi siete dette? 

Chiara. Le ho detto che è una stupida! (ride, ndr). Ne avevamo più delle altre, lei c’era rimasta male per la sera prima per non essere riuscita a fare bene nell’omnium. Le ho detto che è la testa quella che conta. La forza per fare meglio anche il giorno prima l’aveva, doveva solo crederci un po’ di più. 

Martina. Lei mi ripeteva “la testa, la testa” ed è vero. Quando corro con la testa e non solo con le gambe, sono tutt’altra atleta. 

E adesso? Quali saranno i prossimi obiettivi ? 

Chiara. Al Simac Ladies Tour vorrei fare bene (si sta correndo proprio in questi giorni, ndr), ci sono tutte le squadre al completo e tante ragazze con le mie caratteristiche… come se fosse un mondiale!

Martina. Continuerò a fare il calendario della pista, correrò qualche gara su strada in Italia e poi inizierà la preparazione per gli europei e i mondiali elite, dove vorrei arrivare al top della condizione. 

Zanardi Europei pista 2021

Gli Europei d’oro della Zanardi, dall’Olanda verso il mondo

21.08.2021
5 min
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Quando corre su pista, Silvia Zanardi è una ragazza che pedala ad alte percentuali. Ad Apeldoorn, in Olanda, in questi giorni durante gli Europei U23 su pista la ventunenne ha fatto filotto di medaglie d’oro nelle tre specialità a cui ha partecipato tra il 17 ed il 20 agosto: inseguimento individuale, a squadre e corsa a punti.

E nelle altre competizioni internazionali ha sempre ottenuto grandi risultati: nel 2018 ad Aigle due ori nell’inseguimento a squadre e corsa a punti prima ai Mondiali junior, poi un oro (ed un ottavo posto) nelle stesse discipline agli Europei junior, nel 2020 nella sua Fiorenzuola d’Arda oro nella corsa a punti (e quarto posto nell’inseguimento individuale) agli Europei U23 ed infine a Plovdiv, in Bulgaria, argento nella medesima specialità agli Europei elite. Una garanzia.

Intercettiamo al telefono la piacentina in forza alla BePink la sera della sua ultima medaglia mentre fuori dal velodromo Omnisport sta per prendere il pullmino per tornare in hotel. Si merita una buona cena ed una bella dormita, nel mezzo invece ci sarà spazio per i festeggiamenti.

Zanardi Apeldoorn 2021
Tre vittorie agli Europei U23 per Silvia Zanardi: possibile poker in vista con la madison?
Zanardi Apeldoorn 2021
Tre vittorie agli Europei U23 per Silvia Zanardi: possibile poker in vista con la madison?
Silvia congratulazioni per questo 3 su 3 incredibile. Un flash sul tuo stato d’animo.

Sono davvero contentissima. Ci tenevo tanto a fare bene in ogni specialità, forse non mi aspettavo tre ori però ero fiduciosa perché sapevo che avevo preparato molto bene questi Europei insieme al mio allenatore (e team manager della BePink, ndr) Walter Zini.

Partiamo dal primo oro, quello dell’inseguimento individuale dove hai battuto l’irlandese Lara Gillespie. In pratica una novità per te. Come l’hai preparata?

Sì giusto. Mi avevano quasi obbligata a farla l’anno scorso, dove avevo chiuso quarta. Mi era rimasto un po’ sul gozzo quel piazzamento e volevo riscattarmi, almeno ottenere una medaglia. Ho avuto buone sensazioni nelle qualificazioni e durante la finale sono rimasta sempre in tabella. Per la verità non ci avevo lavorato molto perché lo abbiamo saputo circa due settimane fa però con Walter ci siamo allenati bene.

L’inseguimento a squadre lo avevi già vinto in passato. In questo caso avete battuto le temibili britanniche.

Esatto, bella prova. Siamo state forti e ringrazio le mie compagne (Chiara Consonni, Martina Fidanza ed Eleonora Camilla Gasparrini, ndr). Il merito lo divido molto volentieri con loro.

Zanardi quartetto 2021
Silvia in mezzo alle ragazze junior della velocità in gara ad Apeldoorn: Alessia Paccalini, la Zanardi, Sara Fiorin e Gaia Bolognesi
Zanardi quartetto 2021
Silvia in mezzo alle ragazze junior della velocità in gara ad Apeldoorn: Alessia Paccalini, la Zanardi, Sara Fiorin e Gaia Bolognesi
Nella corsa a punti quest’anno come l’anno scorso hai battuto la belga Bossuyt, che era già arrivata terza ai Mondiali junior nel 2018. Questa è la tua gara per eccellenza in cui c’è sempre un tuo marchio di fabbrica.

È vero, in effetti guadagnare il giro è una mia specialità. In questa corsa volevo riconfermare la vittoria dell’anno scorso ma non è mai facile, perché è sempre aperta. Avevo studiato la tattica col cittì (Dino Salvoldi, ndr), ovvero provare ad attaccare per guadagnare il giro e sfruttare il mio spunto veloce negli altri sprint. Ci sono riuscita, la mia avversaria principale no e a quel punto ho gestito il resto della gara, controllando anche le altre rivali.

E con la gestione della pressione invece come va? Ci ricordavamo che solitamente sapevi convivere piuttosto bene con la tensione pre-gara.

Eh insomma, vi dirò che nella corsa a punti avvertivo un po’ di ansia ma ci ha pensato la mia compagna Martina Fidanza a sdrammatizzare, a farmi rilassare e non farmici pensare. Mi è servito molto. Nelle altre due prove, nei giorni precedenti, invece ero più tranquilla.

Questi tre ori a chi li dedichi?

Senz’altro a Walter Zini e poi a tutta la Nazionale che mi ha dato la possibilità di partecipare.

Zanardi Pordenone 2021
La vittoria della Zanardi al Giro Provincia di Pordenone, che l’ha finalmente sbloccata (foto Ossola)
Zanardi Pordenone 2021
La vittoria della Zanardi al Giro Provincia di Pordenone, che l’ha finalmente sbloccata (foto Ossola)
In questa stagione sei andata un po’ a corrente alternata poi l’8 agosto a San Vito del Tagliamento hai vinto su strada piuttosto bene una gara open, il Giro della Provincia di Pordenone. Quel successo ti ha sbloccata?

Assolutamente sì, ci voleva, mi ha dato morale. In realtà tutte le mie annate sono così come questa. Ad inizio stagione sono un po’ indietro, faccio un po’ fatica a trovare la giusta condizione anche perché ho sempre qualche chiletto di troppo che faccio fatica a perdere. Poi arriva il caldo, trovo il giusto ritmo, entro in condizione e inizio a fare qualche risultato in più. Ma questa vittoria mi serviva tanto.

E Zini che dice? Non si lamenta se tutte le stagioni vanno così?

Sì (ride, ndr), me lo dice sempre che dobbiamo svegliarci un po’ prima. Si arrabbia ed ha ragione, cerco di accontentarlo nel limare il peso. Diciamo che con questi tre ori magari si scioglie un po’ e mi faccio perdonare.

Ti è dispiaciuto non essere entrata nel gruppo per Tokyo? Le Olimpiadi di Parigi non sono lontane, sono un obiettivo.

All’inizio dell’anno ero stata in ritiro con la Nazionale in Sicilia ma avevo saputo da subito che sarei stata riserva in patria. A quel punto mi sono concentrata solo sulla strada ma in Giappone ci sono andate quelle che andavano più forte e che se lo meritavano di più. Giusto così. Ovviamente punto ad andare alle Olimpiadi del 2024.

Consonni Apeldoorn 2021
Dopo 4 giornate il bottino europeo azzurro porta 6 ori, 3 argenti e 4 bronzi. Qui la Consonni prima nello scratch U23
Consonni Apeldoorn 2021
Dopo 4 giornate il bottino europeo azzurro porta 6 ori, 3 argenti e 4 bronzi. Qui la Consonni prima nello scratch U23
Ed invece ragionando nel breve termine ci sono gli Europei U23 su strada a Trento dove c’è un percorso molto adatto alle tue caratteristiche. Sei tra le papabili? Con che ruolo ti ci vedi? Anche da capitana?

Non so se il cittì mi chiamerà ma naturalmente ci spero. Se sarò convocata sarò a disposizione della squadra e delle compagne e per tutto quello che mi verrà chiesto. Se si farà la corsa per me? Sarebbe un onore e mi farebbe piacere, non avrei problemi. Di sicuro mi farò trovare pronta per l’eventuale chiamata.

Chiudendo, è tempo di ciclomercato. Guazzini, tua coetanea, lascerà la Valcar e anche Balsamo dovrebbe andare in un team WorldTour. Insomma, tante giovani azzurre sono richieste dall’estero. Silvia Zanardi dopo questi tre ori che farà nel 2022?

Ehm scusa, devo andare a cena che mi aspettano (ride, ndr). So che qualche team si è interessato a me e ovviamente mi fa piacere ma io nella mia squadra ci sto davvero molto bene. Quindi ci penserò solo quando e se sarà il momento. Ora scappo a mangiare.