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Alzini prepara la valigia. Dopo i mondiali, c’è la Cofidis

16.10.2021
5 min
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La Classic Morbihan di ieri è stata l’ultima corsa di Martina Alzini con la maglia della Valcar-Travel&Service (in apertura, foto @bastiengason), chiusa con la vittoria di Sofia Bertizzolo e il terzo posto di Chiara Consonni. In questo grande rimescolìo di fine stagione, dopo Balsamo e Guazzini, la squadra di Villa e Arzeni perde un altro pezzo importante. E se il presidente ha già raccontato la strategia e le problematiche della sua… creatura, seguire una delle nostre ragazze più rappresentative nel suo viaggio verso la francese Cofidis è motivo di interesse.

Il ciclismo femminile sta cambiando alla velocità della luce. I team WorldTour raddoppiano. Quelli più ricchi comprano la licenza altrui per debuttare subito nella massima categoria (UAE Emirates con Alé BTC Ljubljana). Quelli abituati a fare le cose per gradi scelgono di attenersi alla normativa Uci. Per cui se non hai mai fatto attività nel femminile, prima di salire nel WorldTour devi vivere una stagione come continental. La cosa ha un senso e la Cofidis 2022 sarà appunto una continental, con le spalle coperte però dal team di Vasseur.

Famiglia Valcar

Alzini alla Valcar-Travel&Service è arrivata due anni fa, non è di quelle atlete che hanno fatto lì tutta la trafila, però il senso del distacco c’è ugualmente.

«L’emozione è forte – dice – ho come la sensazione di lasciare una famiglia. Alla Valcar sarò grata per sempre, perché mi accolsero quando chiuse la Bigla, nonostante fossimo nell’anno del lockdown. Per questo ho aspettato la loro proposta sino all’ultimo, prima di accettare quella della Cofidis».

Il sesto posto del quartetto a Tokyo è stato amaro, ma è un punto di partenza verso Parigi 2024
Il sesto posto del quartetto a Tokyo è stato amaro, ma è un punto di partenza verso Parigi 2024
Come mai proprio loro?

Quando è uscita la notizia che avrebbero fatto il team femminile, si sapeva che fossero alle prime armi. Si sono mossi sul mercato cercando prima le francesi più forte, che però avevano quasi tutte un altro anno di contratto. Sono un’azienda internazionale, hanno annunciato di voler prendere metà francesi e metà atlete di altri Paesi e così hanno cercato anche me. Credo sia bello per il ciclismo femminile. Ho scelto loro perché alle spalle c’è una squadra WorldTour. Avremo le stesse maglie, le bici, gli accessori e parte dello staff. Ho parlato con Vasseur, il capo è lui. Ho già una mail con i vari ritiri e saremo spesso insieme al team maschile. Lo trovo molto motivante.

Come te la cavi col francese?

Lo parlo bene. Le lingue sono la mia grande passione, questo non sarà certo un problema.

Cos’hanno alla Cofidis più degli altri team?

E’ chiaro che ancora non so bene, dobbiamo ancora cominciare. E’ una scatola chiusa che non vedo l’ora di aprire. Però nel contratto ci sono molti punti che altrove non vengono nemmeno considerati. Vedo tanta tutela del lavoro. Avendo 24 anni magari posso non preoccuparmene, ma leggere che verrà creato un fondo pensione mi fa capire che si parla di vero professionismo.

Sarai l’unica atleta italiana, in apparenza, in un team che di italiani ne ha: dal diesse Damiani a Simone Consonni, passando per alcuni dello staff come Amadio…

Damiani lo conosco bene, vive nel paese in cui sono nata, e qualche parola con lui l’ho scambiata. E’ un passaggio che mi stimola molto e non mi fa paura. Ho già assaggiato con la Bigla l’esperienza di un team internazionale, che mi ha dato qualcosa di più.

Alla Valcar-Travel&Service per te era soprattutto tirare per ragazze più veloci, anche se Arzeni ha sempre detto che se credessi di più in te stessa…

E’ un punto su cui lavorare e credo sia vero. Anche per questo, nonostante con loro stessi davvero benissimo, a 24 anni mi è venuta voglia di togliermi qualche soddisfazione personale. Non lascerò assolutamente la pista, ma nella prima parte di stagione ci terrei a mettermi in evidenza, anche per dimostrare alla Cofidis che ha fatto bene a puntare su di me per i prossimi due anni. C’è anche il Tour…

Che in una squadra francese…

Sarà importante! Non sarebbe male fare bene in una tappa. Fra le ambizioni però c’è anche l’idea di arrivare bene alle Olimpiadi di Parigi. Ci tengono molto anche loro, per questo avrò lo spazio che serve per la pista.

Abbiamo fatto la prima intervista su bici.PRO all’inizio della stagione, si parlava di andare a Tokyo…

Vero (sorride, ndr), per certi versi mi aspettavo una stagione come questa. Volevo andare alle Olimpiadi e fare bene, l’ambizione era una medaglia quindi il sesto posto del quartetto è amaro. Ma ci siamo guardate in faccia e abbiamo capito quello che possiamo fare per migliorare. La stagione è venuta come l’avevo programmata. Ho corso abbastanza anche su strada. Il secondo posto nella crono di apertura del Toscana è stato figlio della pista. Qualche punticino insomma l’ho portato a casa.

La pista è parte integrante del suo bagaglio, così come le crono, ma sa vincere anche su strada
La pista è parte integrante del suo bagaglio, così come le crono, ma sa vincere anche su strada
La famiglia si disperde o resterà unita?

Guardo queste ragazze. Si ride, si scherza con la consapevolezza che saranno gli ultimi giorni insieme. Mi piacerebbe fra qualche anno correre ancora insieme, non si può mai sapere. Mi piacerebbe anche trovarmi con loro ogni tanto per un aperitivo, vestite normali. Intanto il prossimo lo paga Guazzini…

Perché?

Quando è venuto fuori che Elisa (Balsamo, ndr) cambiava squadra, non ha detto a nessuno dove sarebbe andata. Così fra noi abbiamo scommesso e chi indovinava avrebbe pagato l’aperitivo. E la “Vitto” ha detto la Trek, quindi tocca a lei.

Per chiudere la stagione manca solo un appuntamento…

Il mondiale su pista della prossima settimana. Perdere proprio la Guazzini per la caduta della Roubaix è stato una sfortuna. Ho visto l’entry list del quartetto, ci sono dei bei nomi, ma siamo dei bei nomi anche noi. Da lunedì si va tutte in pista. E magari ce ne andiamo dal 2021 con un buon sapore nella bocca.