Il passaggio di Fernando Gaviria al Team Movistar tocca anche un aspetto tecnico del corridore, che dopo tanti anni su una bicicletta Colnago, passa a Canyon.
Cerchiamo di analizzare nel dettaglio la Canyon Aeroad CFR del velocista colombiano, bicicletta che abbiamo fotografato in occasione della Vuelta San Juan in Argentina.
Una Aeroad CFR per il velocista colombianoUna Aeroad CFR per il velocista colombiano
«Mi trovo molto bene – ci ha detto Gaviria – la nuova bici è comoda, sono felice. Ho scelto le ruote che userò tutto l’anno. Ne abbiamo tante a disposizione, ma ho scelto quelle che mi sembrano più belle (la preferenza di Gaviria è andata alle Zipp 454 NSW tubeless, montate con pneumatici Continental Grand Prix 5000 S TR, ndr). Ho chiesto di poterle avere per tutte le tappe, in tutte le corse dell’anno».
I pulsanti da scalatore
Gli Sram Blipswireless sono una delle chicche del sistema Sram AXS e nell’ultima versione adottano il protocollo senza fili per la trasmissione dei dati. Una volta associati agli shifters possono trovare qualsiasi posizione, con una versatilità molto elevata. Gaviria li utilizza come fa normalmente uno scalatore, ovvero posizionati sotto la parte piatta/orizzontale del manubrio e non alle spalle dei manettini, come fanno invece buona parte dei velocisti e dei passisti.
Il classico profilo alare del manubrio CanyonGli Sram Blips posizionato sotto il manubrioIl cockpit integrato, quello specifico road, non endurance, non cxIl classico profilo alare del manubrio CanyonGli Sram Blips posizionato sotto il manubrioIl cockpit integrato, quello specifico road, non endurance, non cx
Una Aeroad CFR taglia S
Tecnicamente la Aeroad in dotazione a Fernando Gaviria è la top di gamma CFR, già presente nel roster delle biciclette della compagine iberica. Ha il cockpit integrato e full carbon Canyon, quello nella versione più recente. Lo stesso cockpit prevede anche l’impiego della serie sterzo dedicata, quella che obbliga l’innesto del manubrio all’interno dello stelo della forcella, come una sorta di matriosca, il tutto a vantaggio di un comparto molto rigido. Questa soluzione ha anche permesso di eliminare le brugole esterne e il collarino dello stem, quello normalmente usato per stringere l’attacco manubrio al fusto della forcella.
C’è una trasmissione Sram Red AXS con la combinazione 54-41 e 10-33, rispettivamente per anteriore e posteriore (power meter Quarq incluso). Ci sono le ruote Zipp 454 NSW con i tubeless Continental GP5000sTR, la sezione è da 28 millimetri. Ci sono i pedali Look Keo 2 Max, ovvero quelli con la tensione a molla (senza la lama in carbonio).
La sella Fizik con la copertura in un pezzo soloLa combinazione anteriore 54-41Pacco pignoni ForceGaviria usa dei pedali Look Keo, versione 2 MaxLe ruote sono le 454 NSW, con profilo compreso tra i 53 e 58 millimetriTubeless da 28Le ruote Zipp sono raggiate SapimLa sella Fizik con la copertura in un pezzo soloLa combinazione anteriore 54-41Pacco pignoni ForceGaviria usa dei pedali Look Keo, versione 2 MaxLe ruote sono le 454 NSW, con profilo compreso tra i 53 e 58 millimetriTubeless da 28Le ruote Zipp sono raggiate Sapim
E questa sella Fizik?
Dal punto di vista dell’impatto estetico la vicinanza con il modello Fizik Luce, specifica per le donne, è reale, ma con una copertura che accosta il prodotto alla versione Vento Argo 00. La sella utilizzata da Gaviria è leggermente spoilerata verso il retrotreno, ha un canale per lo scarico prostatico e non fa parte della categoria delle selle corte.
I pedali Time sono parte del “portfolio” di Sram (come anche Zipp) e da questa stagione tornano ufficialmente al fianco di un grande team WorldTour. Fanno parte infatti dei materiali tecnici in dotazione agli atleti della Trek-Segafredo. Ne avevamo parlato anche poco tempo addietro con Jacopo Mosca.
Questa volta invece abbiamo sentito Benjamin Marinier, product manager di Time, chiacchierando in merito alla tecnica, dettagli e curiosità del sistema.
Gli atleti hanno iniziato ad usare la versione 10Gli atleti hanno iniziato ad usare la versione 10
Come sono costruiti i pedali Time XPro e le loro tacchette?
Il corpo dei pedali Time Road XPro è costruito con un composto composito di fibra di carbonio rinforzata con della lamiera d’acciaio. In carbonio è anche la lamella che crea la tensione per l’aggancio e la tenuta della tecchetta. L’asse è diverso a seconda del modello. XPro 15, ovvero il top di gamma è realizzato con perni cavi in titanio e cuscinetti in ceramica. Il modello XPro 12 in titanio e l’XPro 10 in acciaio cavo. Le tacchette sono realizzate con un polimero particolare che prende forma da una sorta di doppia mescola. E’ poliuretano termoplastico e fibra di vetro rinforzata, che offre una maggiore durata quando si cammina.
Jacopo Mosca, uno dei primi atleti del team ad usare i pedali Time (foto Matilde Da Re)Jacopo Mosca, uno dei primi atleti del team ad usare i pedali Time (foto Matilde Da Re)
Rispetto alle piattaforme Look e Shimano, i pedali Time obbligano ad abbassare la distanza tra sella e pedale?
Dopo le ultime misure che abbiamo effettuato, lo stack del nostro pedale è maggiore rispetto alle piattaforme Look e Shimano. Per essere precisi il valore di Time Xpro è di 15,3 millimetri, rispetto ad un pedale Shimano Dura Ace che ha 14,6 e 14,8 invece per i pedali Look KEO Blade. Partendo dal presupposto che le valutazioni biomeccaniche devono essere eseguite con il ciclista in sella, tecnicamente e a parità di calzatura, si dovrebbe abbassare la posizione di 0,7 millimetri se si arriva da Shimano, di 0,5 millimetri se in precedenza si è utilizzato la piattaforma Look.
L’utilizzo di una tacchetta che di fatto entra in modo importante nel pedale, influisce anche sull’angolo delle articolazioni?
Il fattore che influisce maggiormente sulle articolazioni è la libertà angolaredelle tacchette. Oggi i pedali Time sono configurabili con quelle “classiche” con libertà laterale ampia, oppure con quelle fisse, con zero gioco laterale. Il vantaggio di quelle libere è la regolazione del fattore Q, possibile invertendo le tacchette. Sotto molti punti di vista la regolazione del fattore Q contribuisce ad ottimizzare le prestazioni seguendo 3 punti: sicurezza, ergonomia e prestazioni.
La versione della tacchetta IClic senza gioco lateraleCentrare la tacchetta è molto semplice, grazie anche alle indicazioni della basetta anterioreLa versione della tacchetta IClic senza gioco lateraleCentrare la tacchetta è molto semplice, grazie anche alle indicazioni della basetta anteriore
Conta maggiormente la superficie di contatto tra la tacchetta e la scarpa, oppure quella di appoggio sul pedale?
Ottimo quesito ed è anche un motivo di discussione e sviluppo per i pedali e le tacchette delle generazioni future, ma anche delle calzature. Per trasferire tutta la potenza della gamba direttamente al pedale e senza dispersioni, è meglio avere il massimo contatto tra la tacchetta e la base di appoggio del pedale. I pedali Time hanno raggiunto un eccellente risultato in termini di sfruttabilità dello spazio di appoggio, con i loro 725 mm². Comunque è difficile dire se questa caratteristica ha un peso maggiore nella performance. E poi entra in gioco anche il feeling che ha il corridore ha con il supporto ampio generato dalla combinazione pedale/tacchetta/calzatura.
La Emonda di Elisa Longo Borghini con i nuovi componenti (foto Matilde Da Re)La Emonda di Elisa Longo Borghini con i nuovi componenti (foto Matilde Da Re)
Oltre alle preferenze soggettive, è possibile dire se è meglio una tacchetta fissa o una con libertà ai lati?
Dipende, ma oggi la maggior parte degli atleti chiede le tacchette fisse. I loro feedback si riferiscono ad una connessione diretta al mezzo meccanico ed al pedale.
Ci sono delle differenze tecniche e di design tra le tacchette Iclic fisse e quelle con libertà laterale?
Ovviamente si. Le tacchette flottanti consentono ai ciclisti di avere +/-5° di libertà angolare e +/-1,25 mm di libertà laterale, mentre quelle fisse offrono una rigidità elevata e zero spazio per i movimenti laterali.
Interessante il design, che si sviluppa anche in lunghezza (foto Ross Bell)Interessante il design, che si sviluppa anche in lunghezza (foto Ross Bell)
Con un pedale Time XPro avete quantificato se c’è una minore dispersione di watt e quindi un guadagno di efficacia della performance?
E’ un lavoro che stiamo sviluppando a stretto contatto con gli atleti del team, ma in questo momento ci è impossibile fornire dei dati. Questa è una ricerca che nasce e progredisce grazie alla possibilità di lavorare con un team di primissima fascia.
Sempre in merito ai pedali, quanto conta l’aerodinamica di questo componente ai fini della performance totale del mezzo e dell’atleta?
Il ciclismo è in continua evoluzione e la categoria pro-racing è il laboratorio migliore per tutti i prodotti che vedremo in futuro nel mercato. L’aerodinamica è un aspetto parecchio importante che tocca tutti i componenti della bicicletta. La bicicletta non è fatta da un solo componente. A tal fine, ha senso per noi ottimizzare anche la forma dei pedali per avere una migliore penetrazione dell’aria.
I pedali Time tornano alla grande nel “circus” del massimo circuito del ciclismo professionistico – il WorldTour, sia maschile che femminile – in virtù di un nuovo accordo di fornitura e di sponsorizzazione pluriennale definito con il team Trek-Segafredo (foto apertura Ross Bell).
Questa nuova ed interessante collaborazione rientra a pieno titolo nella più ampia partnership che Sram, la società proprietaria di Time, ha attivato con Trek: primo sponsor e fornitore delle bici e dei componenti al team di Luca Guercilena. Un accordo, quello definito tra Time ed il team Trek-Segafredo, che come anticipato in precedenza, segna il ritorno di questo iconico brandproduttore di pedali nel contesto del grande ciclismo su strada.
Gli atleti e le atlete del team Trek-Segafredo utilizzeranno il modello top di gamma XPRO, sviluppato ed ingegnerizzato con il costante supporto e feedback di alcuni tra i migliori corridori professionisti in circolazione. I pedali da strada Time sono dotati di tecnologia ICLIC per un aggancio facile, una ridotta distanza fra suola e pedale, per avere così una migliore efficienza, e una piattaforma più ampia per trasferire meglio la potenza della pedalata.
Time fornirà i pedali a tutte le squadre del team Trek-Segafredo (foto Ross Bell)Time fornirà i pedali a tutte le squadre del team Trek-Segafredo (foto Ross Bell)
Tecnologia & performance
Forti di una grande e lunga storia in termini di innovazione tecnologica e di successi in campo agonistico, i pedali Time hanno costantemente affiancato il mondo delle corse del ciclismo professionistico dagli anni ’80 e fino al 2000, supportando imprese di campioni del calibro di Greg Lemond, Miguel Indurain, Marco Pantani e Tom Boonen.
«Time è davvero orgogliosa di supportare per le prossime stagioni questa fortissima squadra WorldTour – ha dichiarato Benjamin Marinier, il product manager del brand – e tornare in tutte le gare più importanti rappresenta per noi un passo davvero molto importante. I nostri pedali sono estremamente competitivi, sotto molti punti di vista, considerandone il peso, l’aerodinamica, il comfort, la regolazione e il disegno. Non a caso, abbiamo speso molto tempo con gli atleti per poter fornire loro una piattaforma in grado di rispondere alle loro più specifiche esigenze».
Dopo molti anni Time torna in gruppo, un passo davvero importante per il brandDopo molti anni Time torna in gruppo, un passo davvero importante per il brand
«La scelta di rientrare con un competitivo team WorldTour – ha aggiunto Ken Lousberg, il CEO di Sram – è la dimostrazione migliore della qualità e delle performance che ci attendiamo da Time. Non vediamo l’ora di vedere fino a dove potrà spingersi il team Trek-Segafredo utilizzando quello che probabilmente viene considerato uno dei migliori sistemi di pedali al mondo».
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E’ notizia di appena qualche giorno fa. SRAM ha ufficializzato che a partire dal prossimo 1° gennaio espanderà e rafforzerà la propria presenza commerciale sul mercato italiano, e lo farà introducendo un nuovo distributore (Accell SEU Italia, che andrà ad affiancare Beltrami TSA), ma anche inaugurando, in strettissima collaborazione con Beltrami stessa, un nuovo centro di assistenza tecnica SRAM Technical Support (STS).
Sarà dunque la commerciale reggiana che a partire da gennaio renderà operativo, presso la sede di Reggio Emilia, il nuovo centro per l’assistenza tecnica SRAM Technical Support (STS): un vero e proprio “hub” tecnico “in mano” a personale qualificatissimo in grado di ben supportare l’estesa rete di tutti i rivenditori italiani ufficiali per quanto riguarda riparazioni, richieste di garanzia e consulenza tecnica sui prodotti SRAM, RockShox, Zipp, Time e Quarq. Il nuovo centro per l’assistenza tecnica SRAM verrà dunque realizzato in partnership tra SRAM e Beltrami TSA, ed andrà ad aggiungersi alla già diffusa rete di Technical Support (STS) attiva in Europa.
L’officina sarà un punto di riferimento per i rivenditori e produttori di biciIl supporto di Beltrami sarà fondamentale per sviluppare il progettoL’officina sarà un punto di riferimento per i rivenditori e produttori di biciIl supporto di Beltrami sarà fondamentale per sviluppare il progetto
Una nuova sfida
Questo nuovo centro di assistenza – del quale anticipiamo qualche rendering, sia per quanto riguarda la zona officina quanto l’area uffici – diventerà un vero e proprio punto di riferimento per tutti i rivenditori e produttori di biciclette per quanto concerne il tema cruciale dell’assistenza tecnica su tutti i prodotti del mondo SRAM.
«Quello che ci apprestiamo ad inaugurare – ha dichiarato a bici.PRO Graziano Beltrami – è per tutti noi il raggiungimento di un traguardo di notevolissima importanza. Meglio, si tratta di un nuovo punto di partenza per la Beltrami TSA: un’avvio verso nuove sfide ancora più significative ed ambiziose. Vogliamo principalmente ringraziare tutti i rivenditori che in questi ultimi anni hanno riposto in noi la propria fiducia. Sia per quanto riguarda le vendite quanto per il delicato aspetto dell’assistenza tecnica: sono loro che ci hanno permesso di arrivare a questo importantissimo traguardo».
Gli uffici saranno collocati nello stesso stabileUn posto di lavoro dove essere sempre connessi e lavorare fianco a fiancoGli uffici saranno collocati nello stesso stabileUn posto di lavoro dove essere sempre connessi e lavorare fianco a fianco
«Siamo entusiasti di incrementare il nostro supporto ai rivenditori italiani mediante questa nuova apertura in collaborazione con Beltrami TSA – ha dichiarato Mark Van Gemert, il direttore degli SRAM Technical Services in Europa – e siamo ancora più contenti se pensiamo che il nostro obiettivo è quello di migliorare l’esperienza di clienti finali e dealer, potenziando al tempo stesso assistenza tecnica e disponibilità di ricambistica in uno dei mercati chiave in Europa.
«Quello di Reggio Emilia sarà il nostro settimo centro per l’assistenza tecnica in Europa, andandosi ad aggiungere a quelli già operativi in Germania, Benelux, Francia, Spagna, Scandinavia e Regno Unito. Grazie a questi investimenti, SRAM intende rispondere meglio alle esigenze dei clienti italiani migliorando il servizio su tutti i propri canali. I consumatori finali, inclusi coloro che possiedono prodotti RockShox, Zipp, Truvativ, Time e Quarq, non subiranno nessuna conseguenza da questa transizione e continueranno ad essere serviti dai rispettivi rivenditori».
Sram Technical Support è un progetto che prenderà il via il prossimo 1 gennaioSram Technical Support è un progetto che prenderà il via il prossimo 1 gennaio
I numeri SRAM
SRAM è un’azienda estremamente innovativa, produttrice di componenti per biciclette e fondata a Chicago, Illinois, nel settembre 1987. In oltre 35 anni di storia, SRAM si è focalizzata nello sviluppare componenti all’avanguardia per ciascuna tipologia di disciplina ciclistica. Con il passare del tempo SRAM ha anche acquisito brand che hanno scritto la storia del mondo delle due ruote. Marchi come RockShox, Zipp, Quarq, Time e più recentemente Hammerhead e Velocio. Con oltre 5.000 dipendenti, e con sedi e centri produttivi distribuiti in ben 16 nazioni nel mondo, SRAM è oggi uno dei produttori di componenti per biciclette più grandi e strutturati sul pianeta.
SRAM, uno dei bike brand internazionali più conosciuti e strutturati del settore, ha recentemente comunicato l’estensione della propria presenza sul mercato italiano: sia attraverso l’apertura di un nuovo centro di assistenza tecnica quanto consolidando la struttura e la rete commerciale nel nostro paese.
Il nuovo centro per l’assistenza tecnica (SRAM Technical Support – STS) sarà operativo dal prossimo 1 gennaio 2023 e verrà sviluppato in collaborazione con il distributore italiano Beltrami TSA. L’STS Center supporterà i rivenditori italiani per quanto riguarda riparazioni, richieste di garanzia e consulenza tecnica sui prodotti SRAM, RockShox, Zipp, TIME e Quarq.
Il nuovo centro tecnico verrà sviluppato insieme al distributore italiano Beltrami TSAAprirà il 1° gennaio 2023 con l’obiettivo di migliorare l’esperienza dei clienti finaliIl nuovo centro tecnico verrà sviluppato insieme al distributore italiano Beltrami TSAAprirà il 1° gennaio 2023 con l’obiettivo di migliorare l’esperienza dei clienti finali
Supporto tecnico ed operativo
«Siamo entusiasti – ha dichiarato Mark Van Gemert, il direttore degli SRAM Technical Services in Europa – di poter incrementare il nostro supporto ai rivenditori con una nuova apertura in Italia. L’obiettivo sarà quello di migliorare l’esperienza di clienti finali e dealer. Potenziando al tempo stesso assistenza tecnica e disponibilità di ricambistica in uno dei mercati chiave in Europa. Quello di Reggio Emilia sarà il settimo centro per l’assistenza tecnica in Europa. Si andrà ad aggiungere a quelli già operativi in Germania, Benelux, Francia, Spagna, Scandinavia e Regno Unito».
«L’apertura del nuovo centro per l’assistenza tecnica – ha commentato Gaetan Vetois, European Retail Development Manager di SRAM – unitamente alla riorganizzazione nella struttura commerciale e di distribuzione, assieme al lavoro dei team di field guide e partnership marketing già operativi in Italia, sono azioni che SRAM porta avanti per fornire a clienti, negozianti e marchi di biciclette italiani il miglior supporto possibile».
Un podio tutto… Sram al recente Tour de France FemmesUn podio tutto… Sram al recente Tour de France Femmes
L’assistenza sarà con Beltrami TSA
Sempre a partire dal prossimo 1° gennaio 2023, Accell SEU Italia si affiancherà a Beltrami TSA in qualità di partner per la distribuzione commerciale sul mercato nazionale, prendendo di fatto il posto della realtà brianzola AMG. Beltrami continuerà a distribuire i marchi SRAM, RockShox, Truvativ, Zipp, Quarq e TIME, mentre Accell SEU Italia (con il supporto di E.Wiener Bike Parts) distribuirà prodotti SRAM, RockShox e Truvativ.
Grazie a questi investimenti, SRAM intende rispondere ancora meglio alle esigenze dei clienti italiani migliorando il servizio su tutti i propri canali. I consumatori finali, inclusi coloro che già possiedono prodotti RockShox, Zipp, Truvativ, TIME e Quarq, non subiranno nessuna conseguenza da questa transizione e continueranno ad essere serviti dai rispettivi rivenditori.
I power meter sono ormai una realtà consolidata e non più uno strumento per pochi. Non di rado fanno parte degli allestimenti delle biciclette che troviamo a listino, quelle di alta gamma, ma anche media e ora anche nella categoria che sfiora le entry level.
Siamo andati da Nate Keck, ingegnere di Quarq, che fa parte del gruppo Sram e gli abbiamo fatto alcune domande.
I misuratori stanno arrivando con prepotenza anche in ambito off-roadI misuratori stanno arrivando con prepotenza anche in ambito off-road
Cosa c’è dietro i numeri?
L’accessibilità (più o meno a tutti) dei misuratori di potenza ha aperto questa fascia di strumento ad un pubblico molto ampio di utilizzatori. Tra questi ci sono gli esperti del training e che masticano i numeri e anche chi si è trovato il misuratore sulla bicicletta, ma al tempo stesso non ha cognizione di causa e deve partire dalle basi per capire e sfruttare il power meter al massimo delle sue potenzialità. Una nota interessante: il primo power meter Quarq è stato prodotto nel 2006, sembra trascorso un secolo. Pensiamo a quanto sia cambiata la categoria da allora e che ruolo ricoprono oggi i power meter, le rilevazioni ed i numeri del training.
Anche lo Sram Rival, la trasmissione entry level, ha il suo power meterAnche lo Sram Rival, la trasmissione entry level, ha il suo power meter
Come funziona un power meter?
Prima di tutto è necessario considerare che i watt rappresentano una unità di misura, utilizzata per praticità. Attraverso questa unità, i numeri che troviamo sul device diventano familiari e semplici da interpretare. A prescindere dal sistema, il power meter traduce e combina i tre fattori più importanti: forza, potenzae numero di rivoluzioni per minuto. Per forza si intende la pressione che i muscoli esercitano sul pedale. La potenza è il risultato che si genera da questa forza combinata con la velocità angolare di rotazione delle pedivelle. Tutto questo sono i watt e il power meter è lo strumento che ci permette di misurarli.
Fondamentale lo zero off-set per la qualità della rilevazioneFondamentale lo zero off-set per la qualità della rilevazione
Quando si parla di “precisione delle rilevazione” quali sono i fattori da considerare?
Precisione, accuratezza e possibilità di minimizzare le interferenze, sicuramente sono dei punti chiave, ma quello che è veramente importante è la ripetibilità dei dati. Uno degli aspetti che influisce maggiormente è lo zero-off-set, perché cambia il punto in cui lo strumento effettua la rilevazione. E’ fondamentale fare la calibrazione zero sempre allo stesso punto e tutti i giorni, proprio per avere dei dati sovrapponibili e utilizzare il power meter per il training, per migliorare e per quantificare il miglioramento. Questi sono fattori che toccano tutte le categorie di misuratori di potenza, a prescindere da come sono fatti.
C’è altro?
Ci sono i fattori esterni legati al clima e alle condizioni meteo, che influiscono sulla qualità della trasmissione dei dati, tra rilevatore e device. Qui entra in gioco il compensatore automatico della temperatura e la qualità di questo strumento. Noi in Quarq lo chiamiamo magic-zero e ci permette di azzerare completamente eventuali errori dovuti agli agenti esterni.
Le guarniture Sram hanno le corone accoppiate, un altro motivo che aumenta la precisione della rilevazioneLe guarniture Sram hanno le corone accoppiate, un altro motivo che aumenta la precisione della rilevazione
Perché Quarq ha scelto di integrare il power meter nella guarnitura?
Tutto quello che esprimiamo sui pedali passa dalla guarnitura. Un power meter integrato nella guarnitura è maggiormente controllabile e offre una rilevazione accurata nel tempo, oltre ad essere una peculiarità di Quarq fin dalla primissima produzione.
Diverso dall’averlo ad esempio nei pedali?
Per quanto concerne la misurazione va tenuto in conto che a seconda del sistema utilizzatopossiamo misurare la potenza effettivamente scaricata a terra o più direttamente quella da noi erogata sui pedali. Le due cose non sono equivalenti. Diciamo che integrare il power meter nella guarnitura permette di leggere i dati minimizzando le perdite meccaniche, quello che non avviene per esempio con i pedali. La misurazione tramite il pedale può essere corretta, ma purtroppo il sistema non tiene conto, ad esempio della torsione naturale della pedivella.
La sede della batteria CR2032La sede della batteria senza cover protettivaIl power meter integrato nella guarnitura ForceLa sede della batteria CR2032La sede della batteria senza cover protettivaIl power meter integrato nella guarnitura Force
Perché la scelta di usare una batteria non ricaricabile integrata?
Usiamo le CR2032, perché sono batterie più facili da reperire in qualsiasi parte nel mondo e offrono una buona stabilità del prodotto. La scelta di non integrare una batteria ricaricabile è dovuta principalmente all’aggravio di peso e per una questione di costi, per noi come Sram e anche per l’utente finale. Ad oggi il nostro Quarq permette di usare una batteria 2032 per oltre 300 ore.
Ci sono dei componenti della trasmissione che possono influire sulla rilevazione dei watt?
Sì ci sono ed è un altro dei motivi che hanno contribuito ad integrare il power meter nella guarnitura. Ogni componente rappresenta una variabile e riprendo la considerazione fatta in precedenza, riferita ai power meter nei pedali. Ma ad esempio anche la catena è un veicolo che disperde energia. Quest’ultima influisce negativamente sulla rilevazione degli strumenti posizionati nei mozzi.
I pedali con il power meter, utilizzati in ambito pro’, non di rado solo come sistema di aggancio della scarpaI pedali con il power meter, utilizzati in ambito pro’, non di rado solo come sistema di aggancio della scarpa
La corona che alloggia il power meter ha lavorazioni particolari?
Le corone e come sono costruite, ma anche come sono disegnate. Un esempio: le corone dei nuovi sistemi eTap tengono conto anche della misurazione attraverso il power meter, perché vogliamo avere il maggiore controllo possibile sulla precisione del sistema. Il design delle corone Sram tiene conto dell’integrazione con il power meter.
Con l’aumento dei dispositivi che utilizzano wi-fi, bluetooth e Ant+ si possono verificare delle interferenze?
Può capitare eil paradosso è che può succedere indoor, difficile e quasi improbabile che si verifichi un contrasto in ambito outdoor. In quest’ultimo caso, le eventuali interferenze sono di 2/3 secondi, irrilevanti nei termini di accuratezza della rilevazione del sistema.
Una Merida Scultura CF5 in Edizione Limitata e prodotta in soli 60 esemplari, così si celebrano i 50 anni di attività.
La livrea è nero e oro con il marchio e il logo tono su tono. La trasmissione è Sram Red eTap AXS e il power meter è incluso nel pacchetto. Ci sono le ruote Vision SC40 gommate Continental, la sella Prologo Scratch e il cockpit integrato Alanera di Deda. Il prezzo di listino? 10990 euro.
La livrea Limited Edition non passa inosservata (foto Sara Carena)La livrea Limited Edition non passa inosservata (foto Sara Carena)
Il frameset è mutuato dalla Scultura Team Replica
Il telaio, la forcella e il seat-post sono i medesimi della Merida Scultura CF5 in dotazione ai corridori professionisti. Qualche mese a dietro abbiamo avuto l’opportunità di testare la versione Team Replica, restando positivamente colpiti dall’equilibrio e dal comfort complessivo della bicicletta, dalla bontà delle geometrie e da un avantreno con una forcella davvero ben fatta.
Sotto il profilo tecnico, rimanendo nel comparto kit-telaio, tra quella versione e questa Limited Edition non cambia nulla, se non la colorazione.
Si notano i foderi obliqui spanciati all’esternoIl perno passante posteriore ha la brugola estraibileUn dettaglio della nuova Scultura, ovvero la protezione delle pinze dei freniAmpio passaggio per la ruota posterioreIl nodo sella ben rinforzato e il seat-post con diametro da 27,2La scatola del movimento centrale e i foderi bassiL’innesto del piantone nella sezione centraleLa combinazione ruote/gommeSi notano i foderi obliqui spanciati all’esternoIl perno passante posteriore ha la brugola estraibileUn dettaglio della nuova Scultura, ovvero la protezione delle pinze dei freniAmpio passaggio per la ruota posterioreIl nodo sella ben rinforzato e il seat-post con diametro da 27,2La scatola del movimento centrale e i foderi bassiL’innesto del piantone nella sezione centraleLa combinazione ruote/gomme
Merida Scultura Limited Edition, cosa cambia?
C’è un pacchetto del cambio che è tutto diverso ed è Sram Red eTap AXS. La combinazione che abbiamo provato vede i 12 rapporti posteriori 10/26, 48/35 per il plateau anteriore, munito di power meter Quarq. Un’importante variazione riguarda il manubrio full carbon integrato, che in questa versione 50 anniversary vede l’impiego del Deda Alanera (c’è l’adozione anche della serie sterzo Deda, per una interfaccia perfetta).
La trasmissione Sram con il power meter QuarqIl manubrio in dotazione a questa Edizione Speciale della SculturaLa zona dello sterzo con il pacchetto Deda50 anni di attività per MeridaLa trasmissione Sram con il power meter QuarqIl manubrio in dotazione a questa Edizione Speciale della SculturaLa zona dello sterzo con il pacchetto Deda50 anni di attività per Merida
Manubrio diverso e più rigido
Rispetto al cockpit SL utilizzato sulla Merida Scultura Team Replica il Deda ha una rigidità maggiore e una sorta di “durezza” che in parte cambia il comportamento dell’avantreno. Qui entra in gioco la geometria della bicicletta, a nostro parere una delle più azzeccate nel panorama di questa categoria di prodotti e una gran forcella. Quest’ultima è capace di “sostenere” la bici ed ha una precisione esemplare.
Gratificante da portare in discesa (foto Sara Carena)Gratificante da portare in discesa (foto Sara Carena)
Cambia anche il valore alla bilancia
A parità di taglia la Limited Edtion paga qualcosa alla bilancia: 7,4 rispetto ai 7,08 della Team Replica. La trasmissione Sram è più pesante (rispetto alla Shimano Dura Ace) e il manubrio Merida è più leggero del Deda. Eppure per quanto concerne l’efficienza in salita, la differenza si sente poco. C’è un retrotreno che spinge e invita a spingere parecchio e anche una distribuzione ottimale dei pesi, fattori che si riflettono su una bicicletta mai severa. Non stanca e non si perde potenza.
Merida Scultura in edizione limitataUna bici da salita e non solo (@sara carena)Merida Scultura in edizione limitataUna bici da salita e non solo (@sara carena)
Il test della Merida Scultura Limited Edition 50
Pur essendo una bici da agonista e da corridore vero, la Scultura CF5 mette insieme un comfort ottimale, una geometria facile da sfruttare e un grado di leggerezza con il giusto valore. Ha dei valori di reach e stack non troppo aggressivi, che tradotto per i comuni mortali (quindi chi pedala anche per piacere e gratificazione personale), significa non andare mai troppo verso il basso dell’avantreno, con la possibilità di adeguare la taglia della bici alle proprie esigenze. E’ una bicicletta che per le caratteristiche tecniche è adatta a molti, non solo ai pro.
Il piantone non è dritto in piedi e questo lascia spazio ad una pedalata un po’ più aperta. Il comfort nel medio e lungo periodo ne guadagna.
L’avantreno è granitico e il Deda Alanera contribuisce a far risaltare questa caratteristica della bicicletta. La forcella e lo sterzo sono rigidi, si sente parecchio, eppure non sbacchettano mai, anche quando i cambi di direzione diventano tanti e condotti a velocità elevate.
Bene con ruote diverse, che siano alte o più basse. Non è una bici aero, ma con i cerchi alti la bici funziona bene e lo fa anche in salita, perché non subisce “l’effetto pesantezza del ruotone”. Con i profili medi trova la sua configurazione migliore e il compromesso per sfruttarla ovunque al pieno delle potenzialità.
L’abbiamo già vista in primavera e durante una delle sue primissime uscite, vittoriosa con Wout Van Aert. La nuova Cervélo S5 arriva in modo ufficiale, dopo aver vinto un numero elevatissimo di gare tra i pro’.
Entriamo nei dettagli di una delle biciclette più vincenti di questo 2022, una versione che prosegue la striscia di successo del progetto Cervélo S5.
La nuova S5 vittoriosa con Van Aert (foto Cervélo)La nuova S5 vittoriosa con Van Aert (foto Cervélo)
Nuova Cervélo S5, cosa cambia
Già dalla primavera e poi grazie anche al Tour de France l’abbiamo vista, ammirata e utilizzata anche dagli scalatori del Team Jumbo-Visma. Ma cosa è cambiato dalla versione più anziana?
Alcune sezioni del frame sono state aumentate di volume e hanno cambiato il proprio shape. Una parte degli ingombri sono più visibili al colpo d’occhio, altri meno. Ad esempio quello dello sterzo, ridotto all’interno del triangolo principale. Il disegno è una sorta di DNA, ma con curve dai profili affilati, come ad esempio i due stays obliqui del carro, con lo stesso volume dei precedenti, ma ora più affilati.
La bicicletta e’ resa ancora più efficiente in fatto di penetrazione dello spazio, pur rimanendo sempre in linea con le norme UCI. Se dovessimo quantificare in grammi, potremmo scrivere che la resistenza aerodinamica è migliorata di 65 grammi.
Sono state modificate la forcella (che frontalmente è tutta diversa) e la tubazione dello sterzo (più voluminosa); quattro i focus relativi alle modifiche. Il primo è quello di mantenere un’alta efficienza aerodinamica (che rimane il soggetto principale della S5), il secondo è quello di lasciare una maggiore luce per il passaggio dello pneumatico (avantreno e retrotreno supportano gomme fino a 34 millimetri di sezione). Il terzo è rendere l’avantreno più facile da guidare, fattore che si riflette sull’intera performance della bicicletta. L’ultimo focus ha come soggetto la semplificazione e lo sguardo va direttamente al cockpit.
Lo stem sdoppiato e specifico per questo progetto è più facile da montare, con un sistema alleggerito di 53 grammi. Inoltre permette una rotazione di 5° per una adattabilità maggiore.
La scatola del movimento centrale BBright è più grande e muscolosa, squadrata sopra dove l’obliquo e il piantone sembrano toccarsi. Sotto e ai lati i profilati sono sinuosi e arrotondati. Il supporto del deragliatore si può rimuovere. Il forcellino del cambio ha uno shape diverso. La nuova Cervélo S5 è compatibile solo con le trasmissioni elettroniche.
L’innesto degli obliqui al piantone è stato cambiato
L’avantreno segue il concept S5, ma con forme rinnovate
Il blocco del reggisella e il nuovo innesto degli obliqui
L’innesto degli obliqui al piantone è stato cambiato
L’avantreno segue il concept S5, ma con forme rinnovate
Il blocco del reggisella e il nuovo innesto degli obliqui
Manubrio e seat-post più connessi
Sono componenti che vediamo agli antipodi, eppure la biomeccanica più moderna li vuole sempre più vicini. Rispetto alla Cervélo S5 precedente è stata cambiata la modalità di fissaggiodellostem e si può regolare l’inclinazione da 0 a 5°. La forma della piega permette una migliore transizione delle mani dall’alto verso il basso e viceversa.
Nel complesso proprio l’avantreno e il cockpit danno modo di sfruttare appieno una posizione avanzata e caricata sull’anteriore. In parallelo c’è unoff-set contenuto del reggisella (la nuova S5 ha il seat-post con 15 millimetri di arretramento, contro i 25 del vecchio modello). I “vecchi” reggisella S5 sono compatibili.
La rinnovata sezione e modalità di aggancio dello stem La rinnovata sezione e modalità di aggancio dello stem
Concetto Turbulent Aero
Segue il protocollo che vede al centro due componenti: le ruote e gli pneumatici sempre più larghi. Si valutano le turbolenze, le situazioni reali di vento e di imbardata che si generano normalmente quando si pedala all’aperto. Il concetto è stato sviluppato utilizzando le ruote Reserve.
Impatto frontale ridotto anche grazie al cockpitImpatto frontale ridotto anche grazie al cockpit
Grammi, aerodinamica e watt
Facciamo un passo indietro e torniamo al risparmio dei grammi, rispetto alla versione precedente. Il guadagno aerodinamicoè stato tradotto in peso. Facendo due esempi: la nuova bicicletta a 30 chilometri orari permette di risparmiare 54 grammi (che sono 4 watt), 54 grammi a 60 chilometri orari diventano 8 watt. In una corsa a tappe, giorno dopo giorno, questo “marginal gain” diventa un’enormità.
Frame-kit con l’abbinamento cromatico five black
Accattivante la colorazione sapphire ice, disponibile anche come kit telaio
Il frame-kit nella combinazione chiamata tiger eye
Frame-kit con l’abbinamento cromatico five black
Accattivante la colorazione sapphire ice, disponibile anche come kit telaio
Il frame-kit nella combinazione chiamata tiger eye
Le geometrie
Le taglie disponibili sono 5: 48 e 51, 54, 56 e 68. Tutte le misure hanno in comune la medesima lunghezza del fodero basso del carro, che è di 40,5 centimetri. Per ogni misura è stato mutuato l’angolo del piantone di 73° (per nulla estremo, considerando il livello tecnico della bicicletta). Cambiano completamente l’off-set della forcella e l’angolo anteriore. Ogni taglia ha il suo valore.
Taglia per taglia, se valutiamo il reach e lo stack, la nuova S5 ha un reach piuttosto contenuto; la bici è corta, compatta. Lo stack invece è abbondante, a maggior ragione se consideriamo il DNA race spinto, fattore che non costringe ad una posizione troppo bassa e schiacciata.
Al top del listino quella con la trasmissione Dura Ace
L’allestimento con la trasmissione Sram Red eTap AXS
Sram Force AXS e colorazione five black
Con la base della trasmissione Ultegra a 12 velocità
Al top del listino quella con la trasmissione Dura Ace
L’allestimento con la trasmissione Sram Red eTap AXS
Sram Force AXS e colorazione five black
Con la base della trasmissione Ultegra a 12 velocità
Allestimenti e prezzi
Gli allestimenti sono quattro, ma ci sono anche i frame-kit (telaio, forcella e cockpit, serie sterzo, reggisella con relativo blocco di chiusura) con tre combinazioni cromatiche.
L’allestimento con la trasmissione Shimano Dura-Ace adotta di base anche le ruote Reserve nella combinazione 52/63. Ha il movimento centrale CeramicSpeed, le gomme Vittoria TLR e la sella di Selle Italia. La colorazione disponibile è chiamata five black.
Il secondo montaggio al top prevede la trasmissione Sram Red eTap AXS,le ruote Reserve 52/36 e i gli altri componenti mutuati dalla versione Dura-Ace. Questo montaggio è disponibile nella combinazione cromatica sapphire/ice.
Ci sono le due versioni con la trasmissione Shimano Ultegra a 12 velocità e Sram Force eTap AXS. Le ruote rimangono sempre le stesse (come gli altri componenti) e sono tubeless ready. Uguali anche le combinazioni cromatiche, due per ogni allestimento.
La quarta generazione della KTM Revelator prende ufficialmente forma. Continuerà ad utilizzare il suffisso Alto, che la categorizza come bicicletta superleggera e dedicata agli amanti delle salite.
Il design e l’impatto estetico viene in parte rivisto, ma non cambia lo stile iconico di una bicicletta capace di far collimare sostanza e leggerezza. La nuova Revelator Alto ha già debuttato al Delfinato ed è in corsa al Tour de France.
Lo sterzo e la forma “aero-asimmetrica” dell’obliquoLo sterzo e la forma “aero-asimmetrica” dell’obliquo
Revelator Alto 2022, cosa notiamo
Dal fronte verso il retro si nota una forcella con gli steli dritti, ma con iprofili meno marcati rispetto alla versione precedente, in particolar modo nella parte bassa. La testa della forcella ha una sezione meno squadrata e più armoniosa; si adatta perfettamente al profilato dello sterzo.
Questo ha un’evidente nervatura nel punto di giunzione con l’orizzontale, con l’obiettivo di aumentare la rigidità del comparto. Il volume più ampio rispetto al passato è ripetuto anche verso l’obliquo, con una sorta di squadratura verso l’interno della bici. La battuta superiore dello sterzo è di matrice ACR.
Da ieri ha debuttato al Tour la nuova Revelator Alto, più aerodinamica (foto B&B Hotels-KTM)
Il passaggio dei fili integrati nel manubrio la rendono più aerodinamica (foto B&B Hotels-KTM)
Da ieri ha debuttato al Tour la nuova Revelator Alto, più aerodinamica (foto B&B Hotels-KTM)
Il passaggio dei fili integrati nel manubrio la rendono più aerodinamica (foto B&B Hotels-KTM)
L’orizzontale prosegue piatto e sfinato, fino al punto della chiusura del reggisella che non prevede il prolungamento del piantone verso l’alto. L’obliquo ha un’evidente asimmetria che emerge man mano che si innesta nella scatola centrale. Quest’ultima è maggiorata e ricorda da vicino i volumi delle bici da crono più moderne.
Il piantone è il naturale alloggio del seat-post specifico, quello con una forma triangolare, lo stesso usato per la Revelator Alto della versione precedente. Il seat-tube è più magro e sagomato nella parte inferiore, rientra per lasciare luce al passaggio della ruota.
Gli obliqui e la loro inserzione al piantone
La scatola del movimento centrale
Gli obliqui e la loro inserzione al piantone
La scatola del movimento centrale
Obliqui ribassati, ma diversi
I foderi obliqui hanno l’inserzione ribassata, ma rispetto al passato, viene abbandonato l’innesto piatto/disassato. Sono leggermente sfinati e seguono il concetto delle altre tubazioni con un impatto frontale risicato. Il punto di contatto con il piantone ci mostra una sorta di “abbraccio” e spanciatura verso l’esterno del telaio.
Luca Mozzato al recente Campionato ItalianoLuca Mozzato al recente Campionato Italiano
Il giudizio di Mozzato
Luca Mozzato, vicentino di 24 anni, sta usando la nuova bici al Tour de France e ieri, nella prima tappa in linea, è stato anche il miglior italiano: nono nella volata vinta da Jakobsen.
«Noi corridori – spiega – ne siamo tutti contenti. E’ l’evoluzione della Alto e con i cavi integrati è anche più aerodinamica. E’ un buon compromesso fra una bici da salita e una con una vocazione aero maggiore. Al Tour, tolte le prime velocissime tappe, penso che tutti noi della B&B Hotels-KTM opteremo per questo modello.
«Me l’hanno data al Delfinato, conl’obiettivo di prendere la giusta confidenza. A parità di taglia è più corta della precedente, perché ha un reach più contenuto. Io di solito uso una taglia S con attacco manubrio da 140, ho il busto più lungo, rispetto alle gambe. Nel caso della nuova Alto, ho dovuto prendere una misura superiore, quindi una 55, ma sempre con attacco da 140 millimetri».
KTM Revelator Alto Exonic
Master team replica
Colorazione silver, versione Master
Sempre Master, livrea black-orange
Cromia blu, allestimento Master
Una Master bianca
Revelator Alto Elite, silver
La Elite blu con il Rival
Una Elite bianca con il nuovo 105 Di2
Team replica man in Glaz, Elite con trasmissione meccanica
KTM Revelator Alto Exonic
Master team replica
Colorazione silver, versione Master
Sempre Master, livrea black-orange
Cromia blu, allestimento Master
Una Master bianca
Revelator Alto Elite, silver
La Elite blu con il Rival
Una Elite bianca con il nuovo 105 Di2
Team replica man in Glaz, Elite con trasmissione meccanica
Le versioni e gli allestimenti
Le versioni sono tre e sono tutte full carbon, con delle specifiche differenti in base al modulo di carbonio: Exonic, Master ed Elite.
KTM Revelator Alto Exonic è disponibile con un solo allestimento e una combinazione cromatica. La trasmissione è Shimano Dura-Ace 12v e le ruote DT Swiss full carbon PRC Spline. Come vuole la tradizione, questo modello è il top di gamma, per componentistica e valore alla bilancia.
La versione Master ha di base lo Shimano Ultegra Di2 12v, le ruote Mavic con profilo medio/basso ed è disponibile in cinque combinazioni cromatiche, di cui una Team Replica Man in Glaz.
Davvero interessante l’allestimento Elite, disponibile con la trasmissione Sram Rival AXS, oppure con il nuovo 105 Di2 a 12 velocità (è previsto anche un allestimento con la trasmissione meccanica 105 a 11 rapporti). Le colorazioni sono cinque.
In seguito verranno comunicati i prezzi di listino precisi e le tempistiche di consegna.