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Come funziona un power meter? Ci risponde Sram

20.10.2022
6 min
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I power meter sono ormai una realtà consolidata e non più uno strumento per pochi. Non di rado fanno parte degli allestimenti delle biciclette che troviamo a listino, quelle di alta gamma, ma anche media e ora anche nella categoria che sfiora le entry level.

Siamo andati da Nate Keck, ingegnere di Quarq, che fa parte del gruppo Sram e gli abbiamo fatto alcune domande.

I misuratori stanno arrivando con prepotenza anche in ambito off-road
I misuratori stanno arrivando con prepotenza anche in ambito off-road

Cosa c’è dietro i numeri?

L’accessibilità (più o meno a tutti) dei misuratori di potenza ha aperto questa fascia di strumento ad un pubblico molto ampio di utilizzatori. Tra questi ci sono gli esperti del training e che masticano i numeri e anche chi si è trovato il misuratore sulla bicicletta, ma al tempo stesso non ha cognizione di causa e deve partire dalle basi per capire e sfruttare il power meter al massimo delle sue potenzialità. Una nota interessante: il primo power meter Quarq è stato prodotto nel 2006, sembra trascorso un secolo. Pensiamo a quanto sia cambiata la categoria da allora e che ruolo ricoprono oggi i power meter, le rilevazioni ed i numeri del training.

Anche lo Sram Rival, la trasmissione entry level, ha il suo power meter
Anche lo Sram Rival, la trasmissione entry level, ha il suo power meter
Come funziona un power meter?

Prima di tutto è necessario considerare che i watt rappresentano una unità di misura, utilizzata per praticità. Attraverso questa unità, i numeri che troviamo sul device diventano familiari e semplici da interpretare. A prescindere dal sistema, il power meter traduce e combina i tre fattori più importanti: forza, potenza e numero di rivoluzioni per minuto. Per forza si intende la pressione che i muscoli esercitano sul pedale. La potenza è il risultato che si genera da questa forza combinata con la velocità angolare di rotazione delle pedivelle. Tutto questo sono i watt e il power meter è lo strumento che ci permette di misurarli.

Fondamentale lo zero off-set per la qualità della rilevazione
Fondamentale lo zero off-set per la qualità della rilevazione
Quando si parla di “precisione delle rilevazione” quali sono i fattori da considerare?

Precisione, accuratezza e possibilità di minimizzare le interferenze, sicuramente sono dei punti chiave, ma quello che è veramente importante è la ripetibilità dei dati. Uno degli aspetti che influisce maggiormente è lo zero-off-set, perché cambia il punto in cui lo strumento effettua la rilevazione. E’ fondamentale fare la calibrazione zero sempre allo stesso punto e tutti i giorni, proprio per avere dei dati sovrapponibili e utilizzare il power meter per il training, per migliorare e per quantificare il miglioramento. Questi sono fattori che toccano tutte le categorie di misuratori di potenza, a prescindere da come sono fatti.

C’è altro?

Ci sono i fattori esterni legati al clima e alle condizioni meteo, che influiscono sulla qualità della trasmissione dei dati, tra rilevatore e device. Qui entra in gioco il compensatore automatico della temperatura e la qualità di questo strumento. Noi in Quarq lo chiamiamo magic-zero e ci permette di azzerare completamente eventuali errori dovuti agli agenti esterni.

Le guarniture Sram hanno le corone accoppiate, un altro motivo che aumenta la precisione della rilevazione
Le guarniture Sram hanno le corone accoppiate, un altro motivo che aumenta la precisione della rilevazione
Perché Quarq ha scelto di integrare il power meter nella guarnitura?

Tutto quello che esprimiamo sui pedali passa dalla guarnitura. Un power meter integrato nella guarnitura è maggiormente controllabile e offre una rilevazione accurata nel tempo, oltre ad essere una peculiarità di Quarq fin dalla primissima produzione.

Diverso dall’averlo ad esempio nei pedali?

Per quanto concerne la misurazione va tenuto in conto che a seconda del sistema utilizzato possiamo misurare la potenza effettivamente scaricata a terra o più direttamente quella da noi erogata sui pedali. Le due cose non sono equivalenti. Diciamo che integrare il power meter nella guarnitura permette di leggere i dati minimizzando le perdite meccaniche, quello che non avviene per esempio con i pedali. La misurazione tramite il pedale può essere corretta, ma purtroppo il sistema non tiene conto, ad esempio della torsione naturale della pedivella.

Perché la scelta di usare una batteria non ricaricabile integrata?

Usiamo le CR2032, perché sono batterie più facili da reperire in qualsiasi parte nel mondo e offrono una buona stabilità del prodotto. La scelta di non integrare una batteria ricaricabile è dovuta principalmente all’aggravio di peso e per una questione di costi, per noi come Sram e anche per l’utente finale. Ad oggi il nostro Quarq permette di usare una batteria 2032 per oltre 300 ore.

Ci sono dei componenti della trasmissione che possono influire sulla rilevazione dei watt?

Sì ci sono ed è un altro dei motivi che hanno contribuito ad integrare il power meter nella guarnitura. Ogni componente rappresenta una variabile e riprendo la considerazione fatta in precedenza, riferita ai power meter nei pedali. Ma ad esempio anche la catena è un veicolo che disperde energia. Quest’ultima influisce negativamente sulla rilevazione degli strumenti posizionati nei mozzi.

I pedali con il power meter, utilizzati in ambito pro’, non di rado solo come sistema di aggancio della scarpa
I pedali con il power meter, utilizzati in ambito pro’, non di rado solo come sistema di aggancio della scarpa
La corona che alloggia il power meter ha lavorazioni particolari?

Le corone e come sono costruite, ma anche come sono disegnate. Un esempio: le corone dei nuovi sistemi eTap tengono conto anche della misurazione attraverso il power meter, perché vogliamo avere il maggiore controllo possibile sulla precisione del sistema. Il design delle corone Sram tiene conto dell’integrazione con il power meter.

Con l’aumento dei dispositivi che utilizzano wi-fi, bluetooth e Ant+ si possono verificare delle interferenze?

Può capitare e il paradosso è che può succedere indoor, difficile e quasi improbabile che si verifichi un contrasto in ambito outdoor. In quest’ultimo caso, le eventuali interferenze sono di 2/3 secondi, irrilevanti nei termini di accuratezza della rilevazione del sistema.