Cronometro olimpica, Velo torna da Parigi con tante speranze

29.03.2024
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Velo è tornato da Parigi con nuove certezze. La trasferta con gli altri cittì per visionare i percorsi di gara, da un lato ha riconfermato le prime impressioni ricavate dopo l’ufficializzazione dei tracciati, dall’altro gli ha dato nuove consapevolezze sulle cronometro del 27 luglio e il tecnico azzurro non ha fatto mistero nelle sue prime dichiarazioni di essere entusiasta di quanto ha visto.

«Non abbiamo potuto girarlo proprio tutto – racconta appena tornato dalla capitale francese – perché alcune strade erano in senso contrario alla circolazione, ma si trattava di dettagli. Un conto poi è quando il percorso lo vedi su carta, un altro esserci sopra. E’ un tracciato per veri specialisti e dico finalmente, perché la gara più importante del quadriennio li metterà di fronte partendo alla pari. Ognuno potrà giocarsi le sue carte in base alle sue possibilità. E’ un percorso molto veloce, con poche curve dove bisogna azionare i freni, ma tutte ampie, per il resto si terranno sempre le mani sulle protesi e ci sarà da spingere. Io confido in una giornata positiva, non lo nascondo».

Ganna in azione alla Tirreno-Adriatico. Tutta la sua stagione è incentrata sull’appuntamento olimpico
Ganna in azione alla Tirreno-Adriatico. Tutta la sua stagione è incentrata sull’appuntamento olimpico
Appena visto il tracciato, hai detto di essere molto fiducioso sulle possibilità di Ganna, è un percorso adatto a lui?

Sicuramente, è ideale per le sue caratteristiche. Poi, è chiaro, all’appuntamento di Parigi bisogna arrivarci al massimo della condizione da ogni punto di vista, ma so che Filippo è uno che ama la responsabilità, che ha la testa sulle spalle e guarda da tempo a quelle due settimane, sia per la cronometro ma anche per la pista. Ha sempre detto che è questo l’obiettivo della sua stagione, vuole due medaglie pesanti ed è consapevole che dovrà essere al top per riuscirci.

Lo scorso anno, tornando da Glasgow, le tue sensazioni erano in netto contrasto con queste…

Io mi arrabbiai molto per il percorso della staffetta, che richiedeva ai corridori acrobazie per rimanere in piedi in curva, ma quello della crono individuale era nei canoni, anche se molto diverso da questo, con la sua salita finale che cambiava completamente le prospettive. Questo invece è un vero percorso da cronometro: come detto, qui si parte alla pari e non ci sono punti specifici dove fare la differenza in base alle proprie caratteristiche. Bisogna solo spingere il più possibile e chi ne ha di più vince.

Il percorso delle cronometro di Parigi, 33 chilometri con partenza e arrivo al Pont Alexandre III
Il percorso delle cronometro di Parigi, 33 chilometri con partenza e arrivo al Pont Alexandre III
Quindi non ci sono punti particolari, anche brevi strappi dove la situazione potrebbe ribaltarsi?

E’ una crono piatta, il dislivello è di 150 metri: non lunghissima, ma da veri passisti. Pippo ha il fisico ideale per quel tracciato, l’unico aspetto importante è che si parta tutti alla pari…

Dopo la crono mondiale 2023 si discusse molto su dove Ganna avrebbe potuto recuperare quei 12” di differenza con Evenepoel. Dove annullarli sul percorso parigino?

A me interessa che i due partano alla pari: a Glasgow non mi andò giù la protesi che Remco aveva sul busto. Le foto la ritraggono benissimo, è come avere una borraccia sul petto che fa vela. Parliamoci chiaro: su percorsi a cronometro dove ci si basa tantissimo sull’aerodinamicità, anche una piccola differenza può essere decisiva. La regola c’era, ma l’Uci non la fece rispettare, anche gli inglesi protestarono. Da allora so che le regole sono diventate più stringenti e non credo che a Parigi il belga potrà fare lo stesso, è chiaro comunque che saremo attentissimi a ogni particolare.

A Glasgow la carenatura anteriore (sul petto) di Evenepoel ha fatto molto discutere
A Glasgow la carenatura anteriore (sul petto) di Evenepoel ha fatto molto discutere
Un percorso simile secondo te a chi si adatta maggiormente?

Ai passisti puri, a gente abituata a prendere aria, quindi a corridori che hanno anche un certo fisico dalla loro, ma più che fisicamente io metterei l’accento sull’aspetto psicologico perché serve gente che sappia reggere la pressione. Chiaramente non so ancora chi affiancherà Ganna, dovrà comunque essere uno dei tre chiamati da Bennati a gareggiare nella successiva prova in linea.

E per quanto riguarda le ragazze? Tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini della stupenda prestazione della Guazzini ai mondiali di Woollongong, quarta assoluta e prima U23, è un percorso che si adatta alle sue caratteristiche?

Sì, su Vittoria possiamo dire le stesse cose che abbiamo detto per Ganna. Anche lei ha grandi ambizioni per l’intera trasferta parigina: pensa fortemente alle possibilità del quartetto azzurro su pista ma vorrà farsi trovare pronta anche per la cronometro. La vedo molto motivata, ha messo finalmente da parte tutte le remore e le difficoltà della caduta dello scorso anno, si sta preparando come si deve e nelle gare disputate lo ha fatto vedere. Per le ragazze avremo purtroppo un solo posto a disposizione e Vittoria sa che deve guadagnarselo: la scelta sarà ancora più difficile.

Guazzini sul podio di Wollongong 2021. Quel risultato ha aperto scenari olimpici ricchi di speranze
Guazzini sul podio di Wollongong 2021. Quel risultato ha aperto scenari olimpici ricchi di speranze
Vedendo il tracciato di persona, ti sei fatto un’idea di che rapporti andranno usati?

Questo è un aspetto che poi si deciderà con i ragazzi al momento, dovremo valutare bene anche le condizioni del vento in quella data giornata, considerando anche che si tratta di un percorso classico di andata e ritorno. Io credo comunque che non ci di discosterà molto dall’utilizzo del 58.

Bettiol e Ganna, due facce (rassegnate) della stessa moneta

16.03.2024
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SANREMO – Si era tagliato la barba dopo la Milano-Torino, la differenza l’avevamo notata ieri alla presentazione delle squadre a Pavia. Alberto Bettiol è un corridore tanto forte quanto imprevedibile, capace di capolavori e di corse anonime. Nelle ultime settimane, prima di Strade Bianche e Tirreno, si è allenato in Toscana seguito come un’ombra da Gabriele Balducci. Che la Sanremo fosse nelle sue corde è cosa ben nota, ma quando sul Poggio subito dietro Pogacar e Van der Poel abbiamo riconosciuto la sua maglia rosa, il pensiero che potesse essere una giornata magica ci ha assalito. E forse ha assalito anche lui. Al pari di Bettiol, nel pullman quasi di fronte c’è Ganna che maledice la cattiva sorte e ha meno voglia di parlare.

Quando Bettiol si affaccia dal pullman, il toscano ha gli occhiali scuri e il tono stanco. La sua Sanremo, la migliore della carriera, si è chiusa al quinto posto, con una volata anche buona in mezzo a mostri sacri e velocisti veri. Per cui non lo sa neanche lui come deve sentirsi: se mangiarsi le mani perché avrebbe potuto fare di più o se essere felice per aver spuntato un buon risultato. Il migliore dei nostri è stato lui

Bettiol ha capito di non poter fare la differenza sul Poggio: con il 5° posto è la sua miglior Sanremo
Bettiol ha capito di non poter fare la differenza sul Poggio: con il 5° posto è la sua miglior Sanremo
 Ti sei sentito forte o fortissimo?

Mi sono sentito forte, un buon Bettiol, ma hanno detto che è stata la Sanremo più veloce di sempre. E quando si va tutto il giorno così forte, fare la differenza su una salita di meno di 5 minuti è molto difficile. Poi ovviamente il livello è altissimo quindi non avevo lo spunto per andare via in salita, non ho avuto lo spunto per vincere in volata, sono rimasto un po’ in mezzo e sono arrivato quinto.

Quanto si andava forte sul Poggio?

Si andava forte, ma io stavo bene sul Poggio e ancora di più sulla Cipressa. Ero pronto se Tadej fosse scattato, anzi sarei stato più felice se fosse andato dalla Cipressa. Avrebbe significato arrivare in via Roma con meno velocisti come Pedersen, Matthews e Philipsen. Però alla fine lui non se l’è sentita e ha aspettato il Poggio. Io ero a ruota di Van Der Poel, l’abbiamo seguito. C’era anche Filippo (Ganna, ndr) e ripeto: il Poggio è una salita troppo regolare per fare la differenza dopo tanti chilometri. Perciò alla fine sono contento. Forse avrei potuto fare quarto, ma quarto o quinto cambia poco.

La UAE ha fatto un po’ di autocritica, perché sulla Cipressa, finito il lavoro di Del Toro, è calata l’andatura.

E’ vero, è vero. Io a quel punto mi aspettavo che Tadej partisse, visto che era quasi da solo. Da una parte è stato anche furbo, perché se fosse partito sulla Cipressa da solo, non so dove sarebbe potuto andare. Comunque io ero pronto…

Potendo rifarla, ti muoveresti diversamente?

Avevo in mente di partire subito dopo l’attacco di Tadej, ma sarebbe stato un suicidio. Non avrei avuto lo spunto perché lui ha fatto una trenata importante e allora ho ritenuto opportuno rimanere lì e aspettare che si scollinasse in pochi, magari per provare un allungo in finale. In realtà quello l’ha fatto Pidcock e prima ancora Mohoric. Mi hanno anticipato e devo dire che in discesa ho fatto fatica a tenere il ritmo dei primi.

Addirittura?

Sono sincero, anche se so andare in bici, forse devo fare qualche ripasso sulla discesa del Poggio, anche se alla fine me la sono cavata. E a quel ho pensato a fare il miglior risultato possibile. Ripeto, avrei potuto fare quarto, ma va bene così.

Quando in cima hai visto che c’erano ancora i velocisti hai pensato che fosse andata?

Philipsen e Matthews sono andati molto forte perché comunque l’andatura è stata alta. E’ stata una Sanremo velocissima e fare la differenza su una salita senza grande percentuale di pendenza è quasi impossibile, anche se sei un fenomeno come Van der Poel o Pogacar. E’ una corsa strana. Il Fiandre e il Lombardia sai dove si aprono, questa non sai chi vince fino agli ultimi metri. Abbiamo capito che si sarebbe risolta allo sprint che eravamo già nell’ultimo chilometro.

Poca voglia di parlare per Ganna: questa volta non si può dargli torto. La prima parte di stagione si chiude così…
Poca voglia di parlare per Ganna: questa volta non si può dargli torto. La prima parte di stagione si chiude così…

La iella di Ganna

Ganna scende dal pullman spingendo il trolley con lo sguardo abbastanza tetro e poca voglia di parlare. Lo aspettano la sua famiglia e il cane e quando si ferma per parlare, lo capisci che ne farebbe volentieri a meno. Le immagini non hanno mostrato esattamente quello che gli è successo e scoprirlo rende la sua corsa ancora più speciale. Pippo è andato forte, ma gli è mancato l’aggancio sulla cima del Poggio. E il motivo sono una foratura e un problema meccanico. Per cui ha fatto la discesa con la ruota bucata: detto questo, non c’era molto altro da fare.

«Sono andato forte – conferma – come avevamo immaginato e forse rode anche per quello. Purtroppo la sfortuna è sempre lì, fa niente, va bene così. Quando Pogacar si è rialzato, il Poggio si poteva riaprire. Ci ho sperato, sapevo che nel secondo scatto sarebbe dovuto andare Tom (Pidocok, ndr) e ho rispettato quello che c’era da fare. Purtroppo ho avuto un guasto meccanico e una foratura: è stata una Sanremo quasi perfetta per 280 chilometri e quando ne mancano 5 arriva una foratura. Ho fatto la discesa con la ruota bucata e il cambio bloccato. In televisione non si è vista? Eh, mi dispiace. Si chiude la prima parte, vado in altura. Non faccio le classiche perché ho altri obiettivi. Devo andare, mi aspettano. Scusate, continuo a ripensarci. Non ho tanta voglia di parlare».

Bennati alla partenza, parlando di Sanremo con Ganna e Milan

16.03.2024
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PAVIA – Bennati si è trattenuto a lungo con Ganna e poco prima anche con Jonathan Milan. Il lavoro del cittì è una lunga osservazione fino al momento di fare le convocazioni e a quel punto devi essere certo di averli inquadrati tutti nel modo giusto. Per questo parliamo con lui quando il countdown scandito da Paolo Mei dà il via alla Milano-Sanremo. Pavia ha accolto la carovana con un bel sole tiepido e sedici gradi: la primavera è già qui.

«Quando ero corridore – dice Bennati – mi sarà capitato sicuramente di parlare con Franco Ballerini alla partenza. Però a quel tempo la Sanremo era diversa. Quando si partiva dal centro di Milano, dal Castello Sforzesco, si avvertiva anche un po’ più la tensione o almeno io ricordo così. Ovviamente parlo da corridore ed era più complicato di ora fermarsi a parlare con qualcuno e poi il rapporto che avevo con Franco era tale che per parlarci non mi serviva aspettare la Sanremo».

Bennati ha vissuto le fasi di partenza parlando con i suoi azzurri
Bennati ha vissuto le fasi di partenza parlando con i suoi azzurri
Di cosa hai parlato con i tuoi corridori?

Anche del più e del meno, non necessariamente della Sanremo. E’ anche un modo per sdrammatizzare la tensione, anche se poi ovviamente abbiamo parlato anche della corsa, con Pippo e soprattutto con Milan. Abbiamo parlato di come potrebbe andare.

Come li hai trovati?

Ho trovato un atteggiamento sereno per tutti, soprattutto quelli su cui magari puntiamo di più. Trentin stesso, Bettiol, tutti con caratteristiche diverse. Sicuramente per Jonathan la speranza è quella di arrivare più numerosi possibili, mentre per gli altri sicuramente un arrivo a ranghi più compatti sarebbe più complicato. Pippo alla Tirreno non ha mostrato la stessa condizione dello scorso anno, però anche per lui un arrivo a ranghi ristretti potrebbe essere congeniale, perché sa essere veloce dopo una gara così lunga.

Grande serenità per Trentin, che nella Tudor correrà da leader
Grande serenità per Trentin, che nella Tudor correrà da leader
Questa corsa per te è un buon momento di osservazione?

Alla fine, anche se è la corsa più semplice dal punto di vista altimetrico, arrivare in via Roma e fare la volata, come pure essere protagonisti sul Poggio e prima la Cipressa è sempre sinonimo di avere la distanza giusta nelle gambe. E poi è una di quelle corse che ti danno maggiori indicazioni per poi scegliere i corridori per le Olimpiadi. Che sono pochi, speriamo che siano pochi ma buoni (ride, ndr).

Quanto stai ragionando su quei tre posti?

La lista è lunga, però i corridori che possono far bene in quel tipo di percorso non sono tantissimi. Come ho detto alla maggior parte dei ragazzi: «Dovete cercare di mettermi in difficoltà attraverso le prestazioni e soprattutto i risultati». Che non vuol dire vincere, perché poi vincono sempre gli stessi, però essere là a giocarsela è comunque importante. Per loro, ma anche per me per poi scegliere.

Con Milan nei giorni della Tirreno si è ragionato molto sul calendario olimpico, che impedisce ai pistard di correre su strada…

Questo ormai lo sappiamo, è un argomento vecchio perché la stessa cosa è successa anche a Glasgow. Dispiace perché si parla sempre giustamente della multidisciplina e poi i calendari non vengono fatti per agevolare chi ne fa la sua bandiera. Personalmente dispiace, però anche con tutta la buona volontà di Jonathan, che si è espresso a favore del fare la prova su strada, non si può fare tutto. Non è propedeutico alla pista fare una gara di 280 chilometri e dopo un giorno e mezzo avere la qualificazione del quartetto. E io devo guardare anche all’economia delle medaglie che possiamo portare alla Federazione. E quella del quartetto è una medaglia molto possibile.

Vieni a Sanremo?

Certo, si parte. Ci vediamo sul mare..

Van Der Poel toglie il velo: la Sanremo si avvicina

14.03.2024
4 min
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VILLANTERIO – Le ombre si allungano sull’Agriturismo il Cigno come braccia che vogliono avvolgere tutto quello che incontrano. Mathieu Van Der Poel arriva puntuale, alle 18,30 per la conferenza stampa di rito pre Milano-Sanremo. La prima Classica Monumento della stagione si avvicina e l’olandese ripartirà da qui con la strada, esattamente come fece nel 2023, quando vinse sul traguardo di Via Roma

Le giornate si allungano piano piano e nel momento in cui il campione del mondo in carica inizia a parlare ancora il sole non si è deciso ad andare via. Fa caldo, le temperature invogliano a togliere la giacca, la primavera è alle porte, è proprio il clima da Milano-Sanremo. Van Der Poel è andato a provare il percorso, la maglia iridata brillava sotto il sole della Liguria. Il corridore della Alpecin-Deceunink ha provato Cipressa e Poggio, anche con un buon ritmo, viste le quasi 48 ore che lo dividono dalla partenza di sabato mattina. Il tempo per recuperare c’è tutto. 

Nella giornata di oggi, giovedì, Ven Der Poel e compagni hanno fatto la ricognizione (Instagram/Photonews)
Nella giornata di oggi, giovedì, Ven Der Poel e compagni hanno fatto la ricognizione (Instagram/Photonews)

Nessuna gara

Le prime domande dei giornalisti presenti, tanti provenienti dal Belgio e dall’Olanda, solo pochi gli italiani, vanno subito sulla preparazione invernale. Si farà sentire l’assenza di gare?

«Mi sento bene – dice prontamente Van Der Poel con voce bassa, come se il risparmio delle energie iniziasse già da ora – ho accumulato tante ore di allenamento in Spagna. La prima corsa dell’anno porta tante domande, anche per me, ma ho pedalato molto e bene, alzando l’intensità giorno dopo giorno. Non ho corso la Parigi-Nizza o la Tirreno-Adriatico, è difficile simulare l’intensità di corse di questo tipo. Però ho fatto tanta fatica sulle strade spagnole, penso di essere pronto».

Nel 2023 ha vinto la sua prima Milano-Sanremo, anche in quel caso era al debutto stagionale
Nel 2023 ha vinto la sua prima Milano-Sanremo, anche in quel caso era al debutto stagionale

Le tattiche

La Milano-Sanremo è la Classica Monumento più difficile da vincere, non per la sua difficoltà, ma per le tante possibilità che si concentrano in pochi chilometri. Un attacco potrebbe bastare, come potrebbero risultare vani altri cento. Serve trovare il momento giusto.

«Questa gara – continua il campione del mondo – è l’unica che puoi vincere senza essere al massimo della condizione. Infatti sono sereno anche se non ho altre gare nelle gambe. La Sanremo si può vincere in diversi modi, ma tutti hanno il Poggio come scenario principale. Si può scattare in cima, oppure in discesa, ma prima è difficile fare la differenza. Non ricordo di edizioni vinte con un attacco sulla Cipressa o in altre situazioni di gara. Le posizioni saranno super importanti sul Poggio, anche più rispetto alla Cipressa, poi saranno le gambe a determinare il vincitore».

Gli avversari

L’avversario numero uno è Tadej Pogacar, il nome dello sloveno è sulla bocca di tutti. La vittoria alla Strade Bianche ha impressionato. Anche lo stesso Van Der Poel ha commentato il post di Tadej con una frase che fa capire il rispetto che c’è tra questi due grandi corridori: amico, mi sto spaventando un po’. 

«Ho visto la Strade Bianche una volta rientrato dall’allenamento – racconta VdP – l’attacco di Pogacar mi ha impressionato. Tra noi c’è rispetto, so quello che può fare, ma non è l’unico da tenere sotto controllo. Ganna nell’edizione scorsa ha fatto molto bene, rispondendo all’attacco di Tadej. Ma penso davvero che prima del Poggio sia difficile attaccare e andare via da soli con tutti i grandi team alle spalle che tirano».

La Sanremo sarà la sua prima Monumento in maglia iridata, ma l’olandese non sente la pressione (Instagram/Photonews)
La Sanremo sarà la sua prima Monumento in maglia iridata, ma l’olandese non sente la pressione (Instagram/Photonews)

L’arcobaleno addosso

«Il 2023 è stato un anno eccezionale – conclude Van Der Poel – nel quale ho vinto due Classiche Monumento (Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix, ndr). Poi ho vinto anche il mondiale di Glasgow, che è stato davvero speciale. Correre con la maglia arcobaleno addosso è veramente bello, ma non penso che cambierà qualcosa nel modo di correre o di approcciare le gare. Non so ancora con quali pantaloncini partirò – ride – dipenderà dal mood di sabato mattina». 

Van Der Poel poi si alza e risponde alle domande delle televisioni davanti a telecamere che lo accerchiano con microfoni puntati. L’olandese esprime una calma senza eguali, assomiglia ad un giocatore di poker, solo lui conosce le carte che ha in mano. Sabato sarà il momento di giocarle…

Ganna e la Sanremo perfetta: 90 minuti di potenze molto alte

12.03.2024
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cinque giorni alla Sanremo. Bartoli l’ha spiegato molto bene. Una delle resistenze maggiori per chi attacca sul Poggio è l’impatto con l’aria, perché si scatta a 40 all’ora e l’aerodinamica è un fattore da tenere in considerazione. E poi ha aggiunto che Ganna ha certo un grande motore, ma lo scorso anno gli è riuscito meglio rispondere all’allungo di Pogacar piuttosto che attaccare a sua volta. Fra i due ruoli c’è un abisso.

La fortuna di aver trovato Dario Cioni, il suo allenatore, con qualche minuto libero ci ha spinto a chiedere lumi anche a lui, in una sorta di provocazione, che provocazione non è. Ganna sul Poggio può attaccare o deve tentare di resistere agli attacchi per giocarsela sull’Aurelia o in volata?

Nella tappa di Valle Castellana, Pippo è stato in fuga
Nella tappa di Valle Castellana, Pippo è stato in fuga
Che cosa rappresenta il Poggio per un corridore potente, ma anche piuttosto grande, come Pippo?

Il Poggio per tutti i corridori è uno dei momenti critici della Milano-Sanremo, a meno che Pogacar non decida di far diventare un momento critico la Cipressa. Fino ad ora il Poggio è sempre stato il settore dove si è decisa la corsa.

Tanti si sono meravigliati della risposta di Ganna a Pogacar lo scorso anno: ha stupito anche voi?

Non del tutto. Lo sforzo, è abbastanza simile a quelli che fanno su pista. Se guardiamo il picco massimale, la durata è molto simile a quella dell’inseguimento. E’ vero che è salita, però se consideriamo la media che fanno sul Poggio, la componente aerodinamica è abbastanza importante. Magari sul momento dell’attacco hanno vantaggio i corridori più leggeri. Però una volta lanciati, se sei a ruota bilanci la differenza che c’è per lo svantaggio del peso e dell’aerodinamica.

Bartoli diceva proprio questo. Tu pensi che Pippo avrebbe i mezzi per attaccare per primo?

Va visto contro chi. Stiamo parlando di livelli assoluti, quindi fare il vuoto secondo me non è facile. Direi che per lui scollinare il Poggio da solo è molto più impegnativo che scollinare a ruota del primo. Se l’anno scorso fosse riuscito a prendere la scia di Van der Poel, sarebbe stato diverso. 

Nella tappa di Gualdo Tadino, Ganna ha sofferto il freddo, poi ha ripreso a macinare come sempre
Nella tappa di Gualdo Tadino, Ganna ha sofferto il freddo, poi ha ripreso a macinare come sempre
Tu dici che è uno sforzo simile alla pista, però c’è meno tempo per recuperarlo, perché l’arrivo non è in cima.

Sicuramente è uno sforzo massimale, perché altrimenti non si potrebbe andare via. Però è vero che poi c’è la volata ed è chiaro che anche i valori non sono gli stessi che farebbero in una volata da freschi. Se uno guarda la Sanremo perfetta, hai bisogno di un’ora e mezza di potenze molto alte. Si inizia a menare intorno ai Capi, poi hai bisogno dell’approccio al Poggio e poi di 3-4 minuti sul Poggio più lo sprint.

Sono componenti allenabili con lavori specifici?

Certamente. Si fanno delle simulazioni in allenamento, ma soprattutto alleni la capacità di esprimere potenza e la resistenza alla fatica. La parte allenabile è questa e vale per la Sanremo, come per la Roubaix e tutte le classiche. Quindi probabilmente quelli che arrivano davanti alla Sanremo sono corridori che riescono a gestire meglio la fatica rispetto ad altri.

Tempo fa ci dicesti che tra gli obiettivi di Ganna per il 2024 c’è anche perdere un po’ di peso: sul Poggio un chilo in più danneggia tanto?

No, se il chilo in più gli dà maggiore potenza.

Pippo ha raccontato che prima della Tirreno ha lavorato per quattro giorni in pista a causa del maltempo: si riesce a lavorare per la strada in quei casi?

Dipende un po’ dalle situazioni, ma puoi fare tutte e due. Farai lo specifico per la pista se ci sono quelli del quartetto, ma è possibile anche allenare la parte stradale, diciamo così, usando il dietro moto. Prima della Tirreno, Pippo ha fatto entrambi i tipi di lavoro. E’ chiaro che idealmente sarebbe stato meglio essere fuori, però non c’erano le condizioni meteo.

Prima della Tirreno, quattro giorni in pista per Ganna, lavorando per il quartetto e per la strada
Prima della Tirreno, quattro giorni in pista per Ganna, lavorando per il quartetto e per la strada
In che condizione è uscito dalla Tirreno?

Sicuramente sembra che sia in ripresa, perché non siamo partiti dal miglior Ganna. Ha avuto una giornata in cui ha sofferto per il freddo, che lo ha condizionato. Poi però si è rivisto il solito Pippo, che ha fatto una serie di ottime prove. E’ stato in fuga, sabato era davanti e ha aiutato i compagni a prendere la salita finale con i primi, dimostrando quindi di avere una buona condizione.

I postumi dell’influenza e degli antibiotici sono quindi smaltiti?

Lo vedremo sabato (ride, facendo scongiuri, ndr). Alla Sanremo…

Poche cronometro in calendario. Velo, come sceglierai?

09.03.2024
5 min
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Il calendario internazionale, così com’è concepito, offre davvero poche occasioni per gli specialisti delle cronometro e questo rappresenta per il cittì azzurro Marco Velo un grande problema. Qualcuno potrà pensare che avendo pochissimi posti a disposizione per le gare titolate (alle Olimpiadi ancora meno, due uomini e una donna) sia un problema relativo, ma non è così. C’è da considerare intanto che cronometro degne di questo nome dal punto di vista del chilometraggio sono pochissime, racchiuse solamente nei grandi Giri. E che poi, se scendiamo di categoria, la situazione diventa ancora più complicata.

Il cittì Velo insieme a Ganna. Con lui il programma preolimpico è già stato stabilito
Il cittì Velo insieme a Ganna. Con lui il programma preolimpico è già stato stabilito

Il tema è delicato e Velo lo affronta esaminando tutte le varie situazioni, partendo proprio dalle difficoltà legate alle categorie minori: «E’ lì che le differenze con l’estero diventano più marcate – spiega – perché i ragazzi d’oltreconfine hanno molteplici occasioni di confronto per abituarsi al gesto. Qui fatichiamo a trovare occasioni, come ho più volte fatto presente. L’allargamento del numero delle gare a tappe fra gli juniores è un aiuto, ma non basta sicuramente. La Federazione ha anche fatto un bando per invitare gli organizzatori ad allestire prove specifiche, ma è arrivata una sola risposta…».

Fra i professionisti, considerando Parigi e poi europei e mondiali nello spazio di pochi giorni, quali prove hai a disposizione per vedere i selezionabili?

Praticamente posso affidarmi solo a Giro e Tour. Per Parigi il problema è relativo: Ganna ha il suo programma concordato con noi, con lui gareggerà uno dei tre selezionati da Bennati per la prova su strada e con lui stiamo valutando le scelte. Considerando che avendo così pochi atleti a disposizione, dovrà optare per corridori che possano garantirgli il risultato, ognuno di loro. Fra le ragazze la situazione è ancora più semplice, avendo una sola atleta a disposizione che sicuramente sarà una in gara su strada o su pista.

Milan ha sorpreso in positivo alla crono della Tirreno-Adriatico
Milan ha sorpreso in positivo alla crono della Tirreno-Adriatico
Ma resta il problema di poterli testare…

Infatti. Guarderò con grande attenzione quel che avverrà nei grandi Giri, sia in campo maschile che femminile, d’altro canto si sa che spesso la classifica si gioca proprio contro il tempo, quindi saranno test probanti. Con gli altri cittì ho contatti pressoché quotidiani, in modo da avere un quadro complessivo il più possibile accurato e poter fare le scelte in sinergia. Ad esempio le indicazioni che mi arrivano da Villa sui lavori su pista mi sono preziose.

E scendendo di categoria?

Anche in quel caso mi affido molto a quel che mi dice Salvoldi, che lavora due volte a settimana su pista con i ragazzi. Ha un bel gruppo e in base a quel che fanno e ai tempi che ottengono, mi dà anche dei feedback utili per il mio lavoro. Ad esempio Montagner e Bessega sono al secondo anno junior e da loro (che ho avuto in nazionale agli ultimi europei) mi arrivano segnali positivi.

Guazzini (alla sua destra Alzini) in allenamento a Montichiari. Fra lei e Longo Borghini il ballottaggio olimpico?
Guazzini (alla sua destra Alzini) in allenamento a Montichiari. Fra lei e Longo Borghini il ballottaggio olimpico?
Tornando al discorso legato ai professionisti, nelle corse a tappe abbiamo a disposizione cronometro molto brevi. Ti sono utili?

Parzialmente. Diciamo che sono uno dei pochi metri di misura che ho, devo giocoforza farmeli bastare. Dipende anche molto da quando le cronometro si disputano. Oggi mi dicono piuttosto poco in proiezione, magari più vicine all’appuntamento possono darmi delle indicazioni sullo stato di forma specifico per il gesto. E’ chiaro però che una crono di 10 chilometri non è come una di 30… Se un Milan batte oggi Ganna alla Tirreno-Adriatico, questo non può cambiare la mia valutazione, tanto per fare un esempio. Mi dà comunque una valutazione sugli atleti che ho in mente di convocare.

Il problema lo hai anche fra le donne?

Sì, tanto è vero che ho insistito molto con gli organizzatori del Giro Donne per far inserire una cronometro, che in quel periodo mi sarà molto utile. Ribadisco però che le difficoltà maggiori le ho scendendo di categoria, perché mi vengono a mancare i riferimenti. Anche perché i ragazzi non acquisiscono l’abitudine al gesto. Su questo tema ho riscontrato molte difficoltà a farmi capire…

Anche per le ragazze le crono di Giro e Tour saranno decisive. Qui Longo Borghini, campionessa italiana
Anche per le ragazze le crono di Giro e Tour saranno decisive. Qui Longo Borghini, campionessa italiana
Perché?

Premesso che capisco bene come molti team abbiano anche difficoltà a reperire i materiali necessari, mi ritrovo spesso con ragazzi che non hanno minimamente abitudine al gesto. Salgono su una bici da crono, magari arrivatagli il giorno prima e subito gareggiano, salvo poi il fatto che non hanno la minima idea di come guidarla, di come sfruttarla. L’improvvisazione regna sovrana e questo è un danno enorme, quando poi ti trovi a competere con nazioni dove invece il gesto è assimilato molto presto.

Giaimi, campione italiano juniores 2023. I tricolori sono l’unico vero test per le categorie inferiori
Giaimi, campione italiano juniores 2023. I tricolori sono l’unico vero test per le categorie inferiori
Considerando le difficoltà, non si potrebbe a questo punto focalizzare il campionato italiano di specialità come un evento di riferimento, magari anche rendendo obbligatoria la partecipazione per chi ambisce alla maglia azzurra?

Potrebbe essere una buona idea. E’ chiaro che bisogna anche tener conto che la rassegna tricolore si svolge nel periodo degli esami di maturità: se uno non può partecipare perché a ridosso dell’esame, non può essere per questo penalizzato. Su questo tema comunque dobbiamo lavorare molto, perché bisogna permettere a chi mostra attitudini per la specialità di coltivarle nella maniera giusta. Questa per me è una battaglia personale.

Ayuso e Ganna, un secondo che cambia lo stato d’animo

04.03.2024
4 min
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LIDO DI CAMAIORE – Il minimo margine possibile per una vittoria che lo consacra già tra i grandi. Sarà ancora un ragazzino Juan Ayuso, ma fa davvero sul serio e una dimostrazione di forza è il successo di un solo secondo, a negare il tris consecutivo a Filippo Ganna nella cronometro inaugurale della Tirreno-Adriatico.

Voleva dare un segnale ai rivali per la classifica generale e, invece, si ritrova già in maglia azzurra dopo la performance monstre (52,554 km/h di media) sfoderata sul lungomare di Lido di Camaiore nella prima fatica della Corsa dei Due Mari. Tutti aspettavano una zampata del due volte vincitore del Tour de France Jonas Vingegaard, ma a far notizia per il danese e i suoi compagni di squadra sono stati più che altro i caschi futuristici, che ricordano quelli dei missili dello sci velocità come Simone Origone.

Per Ayuso un inizio stagione fulminante: 2 vittorie e 3 podi in 6 gare, una media davvero inusuale
Per Ayuso un inizio stagione fulminante: 2 vittorie e 3 podi in 6 gare, una media davvero inusuale

Distacchi importanti sui big

Partenza a razzo, invece, per il ventunenne spagnolo che sta crescendo all’ombra dell’asso Pogacar e che ha già fatto podio nella generale alla Vuelta nel 2022 (terzo).

«E’ fantastico, anche perché c’è stata suspence fino alla fine e tutti sapevano che Ganna era l’uomo da battere. E’ una vittoria speciale ed emozionale – ha commentato soddisfatto Ayuso, prima di raccontare le sue emozioni – che mi dà grande morale, motivazione e sicurezza. Non sapevo di poter vincere, ma ho cercato di centellinare le energie nel primo tratto (fino all’inversione a Viareggio, ndr) e poi ho cercato di mantenere per guadagnare il più possibile sui rivali per la classifica generale».

Ci è riuscito alla grande, rifilando 22” a Vingegaard, 24” a Jay Hindley, 33” a Tom Pidcock, 35” a Tao Geoghegan Hart e 1’06” all’olimpionico di Tokyo su strada Richard Carapaz.

Per Vingegaard 22″ di distacco, una prestazione (9°) inattesa considerando il dominio alla O Gran Camino
Per Vingegaard 22″ di distacco, una prestazione (9°) inattesa considerando il dominio alla O Gran Camino

Parole dolci da Matxin

Joxean Matxin che l’ha sospinto dall’ammiraglia, se lo coccola: «Siamo veramente soddisfatti per questa vittoria perché Juan è un ragazzo dal talento immenso e che lavora tanto. Ha qualità, va forte, ma ha già una personalità pazzesca. È un perfezionista e si è concentrato molto sulla posizione da tenere sulla bicicletta da cronometro ogni settimana e con il nostro responsabile della biomeccanica e dell’aerodinamica ha lavorato molto anche sulle curve».

Proprio in una di queste ha fatto la differenza per soffiare il successo al due volte campione del mondo. «Sono felicissimo, perché forse ha commesso un piccolissimo errore su una di queste, ma il 99% restante della sua cronometro è stato perfetto e solo così poteva battere uno specialista come Ganna. Adesso viviamo alla giornata, tappa dopo tappa ed è un bel test perché qui alla Tirreno i rivali sono davvero importanti».

Per Ganna sconfitta per 1″, ma buoni segnali, considerando i problemi in preparazione
Per Ganna sconfitta per 1″, ma buoni segnali, considerando i problemi in preparazione

Ganna, rulli e “musica a palla”

Soltanto una battuta veloce per Top Ganna al traguardo, prima di tornare al bus Ineos Grenadiers, dove ad attenderlo c’erano tanti ragazzini.

«Bisogna continuare a lavorare e spero di tornare a vincere. Sarà una settimana difficile, perché abbiamo visto il livello degli avversari, vediamo come andrà giorno per giorno».

Al di là del successo sfumato, l’asso azzurro è parso molto tranquillo e si è caricato con la musica a palla mentre spingeva sui rulli di tricolore vestito: ha cominciato con “Tuta Gold” di Mahmood e chiuso con “Noi No” di Marracash. A salutarlo è passato anche Chris Froome: un rapido scambio di battute e poi via verso la partenza, acclamato dai tanti appassionati arrivati ad ammirare tutti i suoi rituali e il suo bolide (oggi ha montato il 68 davanti).

Ganna pronto per andare alla partenza, dopo una seduta sui rulli con tanta musica
Ganna pronto per andare alla partenza, dopo una seduta sui rulli con tanta musica

Cioni e Villa (abbastanza) ottimisti

Il suo mentore Dario Cioni, prima del via, ci ha detto: «Ha lavorato bene nelle ultime settimane. Siamo un po’ indietro sulla tabella perché a dicembre abbiamo avuto un po’ di problemi, però è una stagione lunga con obiettivi importanti a luglio. Senza dimenticare la Milano-Sanremo, dopo l’anno scorso è diventata un obiettivo. Strade Bianche in futuro? Prima ci sono altri obiettivi».

Anche il cittì dell’Italia in pista Marco Villa è tranquillo: «Pippo l’ho visto bene la settimana scorsa in velodromo. Ha fatto quattro giorni, non è al 100 per cento perché il programma è diverso rispetto allo scorso anno, però l’ho visto uscire bene da quel periodo di allenamento. Qui sono curioso di vedere anche Jonathan Milan e Simone Consonni».

E proprio il gigante friulano ha risposto presente, con l’ottimo terzo posto odierno che fa sognare, sia su asfalto sia su pista. Questi giorni tra i due mari saranno un banco di prova importante.

Prima Ganna e Mohoric, ora De Lie con Veloce Extreme

22.02.2024
3 min
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Il giovane talento belga del team Lotto Dstny Arnaud De Lie si aggiunge al “pool” di corridori professionisti di altissimo livello che andranno quest’anno a caccia di vittorie con ai piedi il nuovo modello top di gamma di casa Northwave: il Veloce Extreme.

Al fianco di campioni già molto affermati come Filippo Ganna e Matej Mohoric sarà dunque De Lie a calzare le Northwave Veloce Extreme per la stagione del molto probabile… salto di qualità. L’atleta 21enne, già vincitore di 19 corse tra i professionisti, ha dato prova di grandi doti in volata, ma anche di tenacia e di abilità tattica nel resistere anche nelle tappe più vallonate. Per le sue specifiche caratteristiche, De Lie è spesso paragonato al connazionale Tom Boonen, che proprio con le scarpe Northwave ai piedi ottenne alcuni dei suoi successi più prestigiosi.

Arnaud De Lie calzerà il modello Veloce Extreme
Arnaud De Lie calzerà il modello Veloce Extreme

Ricerca e performance

Le nuove calzature Northwave Veloce Extreme, grazie alla nuova suola Powershape HT, sono in grado di garantire un vantaggio del 4% sulla potenza massima generata sui pedali. Le scarpe sono state inoltre sviluppate in stretta collaborazione con Filippo Ganna, uno che di potenza se ne intende, e che punterà a raccogliere i frutti della sua lunga partnership con Northwave, iniziata addirittura nelle stagioni da under 23, per puntare ancora una volta in altissimo nelle gare a cinque cerchi di Parigi e non solo.

Terza punta della “lineup” Northwave è naturalmente il campione del mondo gravel Matej Mohoric, già vincente in questa stagione alla Volta a la Comunitat Valenciana, e che in questi anni con l’azienda di Onigo di Pederobba ha saputo conquistare la Milano-Sanremo nel 2022, il Tour de Pologne nel 2023 ed un emozionante successo di tappa al Tour de France nella scorsa stagione.

Oltre a Ganna, De Lie e Mohoric, sono tanti gli atleti che hanno scelto Northwave per puntare ad una stagione di successo. Calzeranno scarpe NW anche Damiano Caruso e Jack Haig (entrambi portacolori del team Bahrain – Victorious), il francese Benoit Cosnefroy (Decathlon AG2R La Mondiale), il sudafricano Stefan De Bod (EF Education – EasyPost), il danese Magnus Cort Nielsen, da quest’anno tra i leader del team Uno-X Mobility.

La suola Powershape HT

Dalle cronometro alle grandi classiche, dal Giro al Tour, dalle Strade Bianche alle Olimpiadi: ogni singola pedalata degli atleti Northwave sarà dunque supportata dalle calzature Veloce Extreme, una scarpa concepita per essere altamente performante. Rispetto al precedente modello di suola Northwave, la nuova ed innovativa suola Powershape HT, 100% in carbonio unidirezionale e caratterizzata proprio dalla sua ‘High Tail’, il supporto rialzato nella zona del tallone, accresce del 4% la potenza massima erogata, aumentando del 9% la stabilità e riducendo fino al 15% lo sforzo percepito. Completamente prodotta in Italia, è disponibile online oppure presso la rete dei rivenditori autorizzati in due colorazioni, bianca e nera, ad un prezzo consigliato di 399,99 euro.

Northwave

Crono e pista per Parigi: Tarling segue Ganna e punta Remco

19.02.2024
6 min
Salva

«Pippo ancora deve innamorarsi completamente delle classiche – dice Cioni, di ritorno dalla Volta ao Algarve – mentre “Josh” ha il giusto approccio mentale. L’anno scorso ha fatto la Roubaix, era andato anche a fare la ricognizione sul percorso. Ha una buona conoscenza dei percorsi del Nord, perché da junior ha corso in una squadra belga, quindi ha vissuto lassù a lungo. Il primo obiettivo è fargli fare esperienza in quelle gare. L’anno scorso ha fatto prima quelle del pavé, poi anche Amstel e Freccia Vallone. Per tutto il mese era rimasto ad allenarsi in Belgio. Non si sa ancora quale sarà il programma di Ganna, soprattutto in rapporto alla Roubaix, visto che vuole fare bene al Giro. Invece a Tarling le classiche piacciono, quindi adesso anche lui mollerà la pista e si dedicherà alla strada».

La Volta ao Algarve è finita nelle mani di Remco Evenepoel, che nella cronometro di Albufeira ha travolto i rivali. Al secondo posto, Sheffield ha fatto meglio di tutti gli altri specialisti, con passivo di appena 16 secondi. Anche meglio di Ganna, arrivato sesto a 47 secondi. Il piemontese è ancora indietro di condizione: durante l’inverno non è stato benissimo, incappando in un malanno di stagione, per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Ai campionati europei del 2023 a Drenthe, Tarling ha vinto l’oro, battendo Bissegger e Van Aert
Ai campionati europei del 2023 a Drenthe, Tarling ha vinto l’oro, battendo Bissegger e Van Aert

Da Ganna a Tarling

Dario Cioni è volato in Portogallo per seguire i corridori del Team Ineos Grenadiers nella crono e lo intercettiamo sulla via del ritorno. La sua prossima destinazione è il Gran Camino, che inizierà giovedì e dove troverà Tarling.

Di lui ci aveva parlato nel finale della scorsa stagione, dopo la vittoria nella Crono delle Nazioni e ancor prima dopo il sorprendente bronzo mondiale a 19 anni e il titolo europeo sempre nella sfida contro il tempo. Ci aveva segnalato fra le righe, che la federazione britannica lo avrebbe riportato in pista con un occhio alle Olimpiadi. Sebbene il ragazzone del Team Ineos Grenadiers avesse dei buoni trascorsi in pista da juniores, vederlo vincere l’inseguimento a squadre nella Nations Cup di Adelaide ha fatto sollevare il sopracciglio. Davvero Tarling è un altro Ganna in arrivo?

«Ha fatto vedere di poter dire la sua anche in pista – dice Cioni, parlando dell’atleta che allena personalmente – anche se finora non aveva fatto esperienza in campo elite. In Gran Bretagna hanno un metodo di lavoro un po’ diverso rispetto all’Italia. Parliamo e ci confrontiamo, però con Marco (Villa, ndr) c’è maggior allineamento rispetto a quello che fanno loro. Non si può dargli torto, perché i risultati arrivano. Diciamo che di base quando sono in pista fanno meno volume di lavoro rispetto a noi. Quando sono a Manchester fanno solo qualità. Quindi la grossa base s’è fatta in ritiro e poi, come Pippo, al Tour Down Under. Ma Tarling rispetto a Pippo ha corso di più in pista».

Nella Nations Cup di Adelaide, la Gran Bretagna (Tarling compreso) ha conquistato l’oro battendo l’Australia (foto British Cycling)
Nella Nations Cup di Adelaide, la Gran Bretagna (Tarling compreso) ha conquistato l’oro battendo l’Australia (foto British Cycling)
Come mai?

In Australia ha fatto anche la corsa a punti. Ma siccome volevano che avesse anche i punti per fare la madison, ha dovuto fare due corse 2.1 prima di andare ad Adelaide. Quindi se non ricordo male ha corso a Ginevra a metà novembre, appena rientrato dalle vacanze quindi con pochissima preparazione. Poi ha continuato a lavorare in pista e di seguito è venuto con noi in ritiro. Da lì ha corso a Aigle dove ha finito di fare punti e ha fatto un blocco in pista prima di Natale e un altro prima di partire per l’Australia. Ma da ora in poi dovrebbe smettere con la pista, appunto per concentrarsi sulle classiche.

Il lavoro fatto al Down Under era finalizzato alla pista?

No. Sia Tarling sia Ganna sono andati al Tour Down Under con l’idea di puntare al risultato con la squadra. Magari con Pippo non era possibile proprio perché la preparazione invernale non è filata del tutto liscia e anche con Joshua dato il tanto lavoro su pista. Però avevamo Narvaez leader per la generale e Viviani per le volate e hanno lavorato per loro.

Cosa si può dire della gestione di Tarling fra pista e strada: ben definita come in apparenza quella di Ganna?

No, è stata un po’ più complicata perché abbiamo dovuto convincerlo a investire in queste giornate. A lui non piace stare a Manchester, che poi è il primo problema. Deve stare in un hotel e non gli piace il contesto in generale. E poi c’era l’idea stessa di fare la pista che all’inizio non lo convinceva troppo, perché ora l’investimento principale per lui è la strada, quindi aveva paura che facendo pista avrebbe perso su strada.

Al Renewi Tour 2023 Tarling ha vinto la crono e preso la maglia di leader, persa il giorno dopo all’arrivo sul Grammont
Al Renewi Tour 2023 Tarling ha vinto la crono e preso la maglia di leader, persa il giorno dopo all’arrivo sul Grammont
Il contrario di quello che avete sempre detto su Ganna, no?

Esattamente. Per la nostra filosofia di lavoro, la pista ci serve per migliorare su strada. Sia se vuole andare alle classiche, dove ha bisogno della pista per trovare lo spunto veloce e un po’ più di esplosività. Sia nella crono, dove gli serve comunque il lavoro che fa con il quartetto. Il programma che ha seguito negli ultimi tempi è stato completo, ma la scelta è dipesa dalla sua federazione. Per capirci, ha fatto anche l’omnium e l’eliminazione, noi non abbiamo avuto voce in capitolo.

Adesso si è convinto della bontà della scelta?

Ha capito che può tornargli utile, si impegna, ma non è che faccia i salti di gioia. Per cui è contento di tornare alla strada. Adesso farà O Gran Camino, poi la Parigi-Nizza, le classiche compresa la Roubaix. Poi andremo al Romandia, quindi farà uno stacco. Invece l’avvicinamento olimpico passerà per il Giro di Norvegia prima dei campionati nazionali, quindi il Giro d’Austria e le Olimpiadi.

Ci sarà qualche altura nel frattempo?

Ancora non abbiamo deciso. Tarling abita ad Andorra, che sono 1.400 metri. Non è altura, ma un minimo condizionamento c’è. Non ha mai fatto altura in passato e non sappiamo se valga la pena rischiare proprio nell’anno olimpico. Forse si farà una prova per valutare se ha buone sensazioni, ma non si è ancora definito.

L’anno scorso è arrivato terzo al mondiale, battuto da Evenepoel, poi lo ha battuto alla Crono delle Nazioni. Secondo te lo considera il suo avversario numero uno?

Chiaramente c’è l’ambizione di batterlo. Si vede che rispetto al 2023, un po’ è cambiato. L’anno scorso tutto quello che veniva era guadagnato, ovviamente adesso anche lui si aspetta più da se stesso. Quindi abbiamo avuto delle discussioni nell’inverno sui cambiamenti che vorrebbe apportare. Fosse per lui inizierebbe da domani a intervenire su tutti gli aspetti e magari fatica a capire che non otterrebbe miglioramenti. Quindi si lavora sui singoli aspetti. Lavoriamo sul peso, poi lavoriamo su un altro aspetto. Facciamo le basi e piano piano, una volta imparate le basi, si costruisce altro. Ha dei margini molto ampi, anche perché viaggia ancora a volumi di allenamento bassissimi. C’è spazio per migliorare l’esecuzione tecnica, ma ad esempio nelle crono al momento è sempre molto preciso, già inquadrato.

Lo scorso anno Tarling svolse con Ganna il sopralluogo della Roubaix (foto Instagram)
Lo scorso anno Tarling svolse con Ganna il sopralluogo della Roubaix (foto Instagram)
Mentre su strada?

Per quello che abbiamo visto al Down Under, mi sembra che anche lì abbia fatto un passo avanti rispetto allo scorso anno.

Ci sarà un momento di verifica per la crono oppure ogni crono sarà buona?

Ogni crono è buona, dal mio punto di vista. Buona per imparare qualcosa, provare qualcosa di nuovo. Anche perché non c’è un calendario di prove a cronometro, per cui prenderà quelle che trova nelle varie corse. Forse è presto per fare un grande Giro, forse no. Semmai potrebbe essere la Vuelta, ma certo non prima delle Olimpiadi.

Invece Ganna e la pista si vedranno ancora?

Non per fare gare. Adesso anche per Filippo è arrivato il momento della strada. Il programma è da definire. La Sanremo è un punto fisso, poi le classiche e poi dritti sul Giro.