Verso Sanremo: i piani di Balsamo per lo sprint in via Roma

20.03.2025
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Nel bel mezzo della disputa sulle distanze di gara e sul fatto che tanti – Longo Borghini, ma anche Slongo e Pinotti sentiti ieri – si sarebbero aspettati una Milano-Sanremo più lunga, Elisa Balsamo prende una direzione totalmente opposta.

«Io sinceramente non sono tanto d’accordo su questo – dice – perché credo che lo spettacolo non sia legato al fatto di avere gare più lunghe. Non bisogna confondere il fatto che una gara sia interessante e dura, con la lunghezza, perché secondo me sono due cose separate. Una gara può essere durissima anche se è 140, 150, 160 chilometri, alla fine sono gli atleti a fare la differenza. Anzi, secondo me, mettendo gare troppo lunghe si rischia di andare incontro all’attendismo e quindi a perdere anche un po’ di spettacolarità».

La Sanremo delle donne di sabato si correrà sulla distanza di 156 chilometri, da Genova all’arrivo di via Roma, e Balsamo ha gli occhi che scintillano. Il suo direttore sportivo Ina Teutenberg la corse nel 2000 e arrivò seconda dietro Diana Ziliute. Tra l’orgoglio italiano e la voglia tedesca di rifarsi, alla Lidl-Trek l’avvento della Sanremo è vissuto con grande partecipazione. Le ragazze sono in Riviera già da qualche giorno.

A fine dicembre 2024, Sanguineti ha condotto Balsamo nella ricognizione della Sanremo Women
A fine dicembre 2024, Sanguineti ha condotto Balsamo nella ricognizione della Sanremo Women
Che cosa ti aspetti da questo ritorno?

Sono 20 anni che la Sanremo non era più nel calendario delle donne, quindi già questo lo rende speciale. Correre in Italia è sempre bello, in più Sanremo non è lontana dalle mie zone, quindi la famiglia potrà seguirmi. Queste strade mi piacciono, abbiamo visto il percorso e sarà una bella gara. C’ero già stata a dicembre con Ilaria “Yaya” Sanguineti che si allena qui tutti i giorni. In questi ultimi cinque anni ci siamo battute per avere un calendario simile a quello degli uomini, per cui la Sanremo è una conquista importante. Tutte vogliono vincerla, sarà una vera battaglia.

Quali consigli ti ha dato Sanguineti, che purtroppo non sarà in corsa?

Lei conosce benissimo la zona, si allena qui praticamente ogni giorno. Soprattutto mi ha dato consigli per le discese, su ogni singola buca della discesa del Poggio. Suggerimenti su dove fare attenzione, soprattutto in caso di pioggia nei tratti più scivolosi.

Fino allo scorso anno compagne, Elisa Longo Borghini potrebbe trasformarsi nella bestia nera di Balsamo alla Sanremo
Fino allo scorso anno compagne, Elisa Longo Borghini potrebbe trasformarsi nella bestia nera di Balsamo alla Sanremo
Riesci a immaginare lo svolgimento tattico?

Penso che comincerà tutto dai Capi, il Berta è il più lungo, anche se lontano dal finale, però certo potrebbe iniziare a fare selezione. Io mi sento bene, ma in queste corse non sai mai cosa può succedere. Come al Trofeo Binda (da lei vinto domenica, ndr). Non sai se può andare via una fuga, grande o piccola, se si arriverà in gruppo o un’atleta da sola. Penso che sabato sarà lo stesso, anche se il profilo della gara è molto diverso.

Cosa ricordi delle Sanremo viste in tivù?

I miei genitori amano molto il ciclismo, per cui sin da quando ero piccola passavamo il sabato davanti alla televisione. Era una giornata speciale, perché la gara era molto lunga. Quando arrivavano alla Cipressa e al Poggio, era una grande emozione. Ho sempre guardato la Sanremo, sin da quando ero bambina.

Sanremo 2024, fine discesa del Poggio: VdP si volta, vede la maglia azzurra di Philipsen e tira dritto
Sanremo 2024, fine discesa del Poggio: VdP si volta, vede la maglia azzurra di Philipsen e tira dritto
Invece da più grande?

Credo fosse l’anno scorso. Ho chiaro il momento in cui in fondo alla discesa del Poggio, Van der Poel si è messo davanti a tirare a tutta e io non riuscivo a capire perché. Solo dopo ho realizzato che aveva con sé Philipsen, il suo velocista. Nessuno ha dovuto dirgli niente, è andato via dritto e questo mi ha colpito. La Sanremo si può vincere anche per millesimi di secondo. Se in fondo alla discesa ti guardi un attimo, chi è davanti magari prende i 50 metri che poi non si riescono più a chiudere. La sua prontezza mi colpì molto.

Hai detto che ci sarà da combattere, ma la Omloop Het Nieuwsblad ha visto arrivare una fuga senza che dietro il gruppo si sia organizzato. Pensi sia possibile che accada di nuovo?

Non penso, perché quel giorno abbiamo imparato la lezione. Tutti vogliono vincere la Sanremo, quindi sono sicura che ci sarà una fuga, ma i team lavoreranno insieme per non lasciarla arrivare a 10 minuti. Ci sono almeno 5 o 6 squadre interessate a tenere in mano la corsa.

Alla Omloop Het Nieuwsblad il gruppo ha lasciato arrivare una fuga cui inizialmente non si sarebbe dato credito
Alla Omloop Het Nieuwsblad il gruppo ha lasciato arrivare una fuga cui inizialmente non si sarebbe dato credito
Vedi attacchi già dalla Cipressa?

Penso di sì! Ci sono molti team con scalatori e corridori da classiche. Sono quasi sicura che proveranno a fare il forcing da inizio salita, ma penso anche che fra Cipressa e Poggio ci siano tanti chilometri, per cui chi sarà staccato, avrà il tempo di rientrare aiutato dalla squadra. Poi però attaccheranno di nuovo sul Poggio. Il mio scenario ideale è arrivare con un piccolo gruppo, ma so che prima dovrò sopravvivere alle salite e anche alle discese.

Hai vinto per tre volte il Binda, hai indossato la maglia rosa e vinto tappe al Giro: che cosa rappresenterebbe per te la Sanremo?

Un sogno, quindi un grande obiettivo. Sapere che ci sarà ogni anno mi dà un po’ di tranquillità, perché penso che se non riuscirò quest’anno, ci riproverò il prossimo. E’ più di una tappa al Giro, perché a me piacciono tantissimo le classiche. Vincere qui sarebbe una cosa diversa e nuova.

La vittoria nel Trofeo Binda dice che Balsamo è in ottima condizione e regge bene le salite
La vittoria nel Trofeo Binda dice che Balsamo è in ottima condizione e regge bene le salite
Hai provato anche il rettilineo d’arrivo?

Sì, l’ho visto e devo dire che con il traffico è un po’ caotico: non sono riuscita a immaginarmelo vuoto. Per un velocista è troppo importante andare a studiare fino all’ultimo metro. Ho visto che tira un po’ in su, quindi in caso di volata, mi converrà stare al coperto e uscire all’ultimo.

Ultima cosa, non proprio esaltante, si rischia di correre con la pioggia. Cambia molto?

Abbiamo visto che le previsioni potrebbero essere piuttosto brutte. Però non possiamo farci niente, quindi secondo me è anche inutile fasciarsi la testa. Indubbiamente io preferirei correre col sole, però pioverà per tutte. Vorrà dire che ci sarà da combattere ancora più duramente.

Da un’Elisa all’altra: il riscatto della Longo, la freddezza di Balsamo

16.03.2025
6 min
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CITTIGLIO – Ci si aspettava uno spettacolo in grado di dirci cosa ci potremo aspettare settimana prossima alla Sanremo Women e così è stato. Le nuvole grigie che ieri hanno cancellato la presentazione delle squadre a Luino oggi sono state spettatrici minacciose di una corsa bella ed entusiasmante. Sul traguardo del Trofeo Binda fa freddo, con un’aria gelida che scende dalle montagne appena spolverate di neve. La giornata è partita con tanto entusiasmo, il pubblico accorso numeroso alla partenza per abbracciare le atlete ha lasciato loro la consapevolezza che oggi sarebbe servito un grande spettacolo. L’organizzazione, guidata da Mario Minervino, ci ha messo del suo per mettere ancora più pepe. Nonostante tutto, il verdetto finale non cambia rispetto allo scorso anno, il Binda lo vince Elisa Balsamo in volata

Arriviamo in sala stampa, accanto alla stazione di Cittiglio, con le ombre lunghe e il cielo ancora luminoso negli sprazzi liberi da nuvole. Il pensiero che ci rimane in testa è di aver vissuto l’anticipazione di quello che sarà il copione alla Sanremo Women, l’augurio è che possa essere così. Lo stupore però ce lo ha lasciato lo sprint con cui Elisa Balsamo ha messo in fila il terzo successo negli ultimi quattro anni al Binda. Una volata su un rettilineo in leggera salita fatta in controllo e senza far intravedere una smorfia. Le altre pretendenti alla Sanremo sono state avvisate. 

«Sicuramente oggi è stata una conferma del lavoro fatto e della nostra condizione – racconta Balsamo mentre ci guarda dall’alto sul palchetto della conferenza stampa – questo sicuramente mi rende molto felice. Penso però che la Sanremo sarà una gara diversa perché il dislivello è concentrato tutto nel finale».

Tutta la concentrazione della velocista della Lidl-Trek prima del via
Tutta la concentrazione della velocista della Lidl-Trek prima del via

A occhi chiusi

Per la prima volta nella sua storia il Trofeo Binda superava i 150 chilometri, del temibile circuito finale era previsto un giro in più e questo ha cambiato le carte in tavola. Le velociste hanno dovuto resistere a una serie di attacchi e stringere i denti per non perdere terreno da chi ha provato a fare la differenza in salita. 

«Devo dire che abbiamo usato la migliore tattica possibile – continua la campionessa iridata di Leuven 2021 – Lizzie (Deignan, ndr) era nella fuga quindi non abbiamo mai dovuto tirare. Sono sempre stata coperta, le mie compagne mi hanno sempre fatto prendere i punti strategici in una buona posizione per cercare di salvare le energie. Negli ultimi due giri sono semplicemente andata a tutta. Non potevo fare altro».

Antipasto di Sanremo

La bagarre degli ultimi trenta chilometri ha aperto le porte alle idee e al dibattito su quello che sarà lo svolgimento della Sanremo. La salita di Orino, con i suoi 2,5 chilometri al 5 per cento di pendenza media era un bell’assaggio degli scenari che si apriranno sulla Cipressa e sul Poggio. Elisa Longo Borghini e Demi Vollering hanno cercato di fare il vuoto più volte. Mentre in discesa è stata Van Der Breggen ad allungare per un momento. 

«Oggi è stato un ottimo passaggio prima della Sanremo – spiega la velocista della Lidl-Trek – per avere le conferme che cercavo. Il percorso sarà diverso da quello di oggi, però ho capito che la condizione è buona, questo mi incoraggia. Dopo l’esordio al UAE Tour e alla Valenciana (nella quale ha colto due vittorie di tappa, ndr) ho lavorato tanto a casa. Ho concluso un periodo di tre settimane di grandi allenamenti e tutto quello che ho fatto, soffrendo, mi ha ripagata».

«Sapevo di non poter seguire gli attacchi di Vollering e Longo Borghini – dice ancora Balsamo – ma potevo tenere il mio passo e rimanere il più vicina possibile. Poi quando una velocista vede l’arrivo resuscita sempre e su quei 200 metri ho dato tutto».

«Sabato prossimo – conclude Balsamo – ci saranno degli attacchi sulla sua parte del Poggio, sono sicura. Oggi sono state le prove generali però alla Sanremo le salite decisive saranno due, quindi non credo ci sarà tanto attendismo».

Dopo l’arrivo la campionessa italiana si è detta contenta dell’atteggiamento avuto oggi in corsa
Dopo l’arrivo la campionessa italiana si è detta contenta dell’atteggiamento avuto oggi in corsa

L’analisi della Longo

La grande condizione di Elisa Balsamo le ha permesso di rimanere insieme alle migliori, tuttavia il pensiero che sia mancato l’attacco nel momento giusto ci rimane dentro e ci accompagna ancora mentre scriviamo. Vollering e Longo Borghini hanno dato fuoco alle polveri presto e forse è mancata la gamba per fare lo scatto giusto nel giro finale. Elisa Longo Borghini sembrava avere un diavolo per capello, la campionessa italiana non riusciva a stare seduta, sembrava avere la sella che scottasse. A un certo punto abbiamo smesso di contare gli attacchi, ma siamo sicuri che non sarebbero bastate le dita di una mano. 

«Volevamo fare una gara d’attacco – conferma la Longo una volta scesa dal bus – e avevo anche un po’ voglia di riscatto dopo la Strade Bianche. Sapevo di essere in condizione e volevo dimostrarlo. Oggi è stato un ultimo test prima della Sanremo e sono molto soddisfatta. Penso che anche l’atteggiamento in corsa sia stato quello giusto, verrà fuori una corsa dura. Anche se a mio avviso uscirà una gara molto difficile, già oggi nonostante le più forti abbiano provato a fare la differenza siamo comunque arrivate con una volata ristretta. Sarà bella da vedere e molto emozionante».

Binda e poi Sanremo: la settimana santa di Elisa Balsamo

15.03.2025
4 min
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Il 17 marzo del 2024, Elisa Balsamo aveva già vinto due tappe alla Valenciana e la settimana prima era arrivata seconda alla Ronde Van Drenthe. Le era arrivata davanti Lorena Wiebes e l’aveva per giunta staccata. Per questo il Trofeo Binda rappresentava il test finale in vista della campagna del Nord che si sarebbe aperta di lì a quattro giorni a De Panne.

Già due anni prima, la corsa di Cittiglio era diventato il metro di paragone per la carriera della piemontese da quando, passate le Olimpiadi di Tokyo, si era messa con più impegno sulla strada che sulla pista. Il suo diesse Arzeni, nonostante nel frattempo Balsamo avesse cambiato squadra, commentò che avesse ormai le attitudini per vincere proprio quella corsa. Il 2021 era stato amaro per l’esperienza di Tokyo, ma esaltante nel finale con la vittoria del mondiale di Leuven. Per questo, quando Elisa si presentò a braccia alzate sul traguardo di Cittiglio, mostrando a tutti la sua maglia iridata, il senso di aver trovato una campionessa completa si fece largo e non se n’è più andata.

E’ il 20 marzo 2022, la vittoria di Cittiglio dedicata al cugino scomparso nell’autunno precedente
E’ il 20 marzo 2022, la vittoria di Cittiglio dedicata al cugino scomparso nell’autunno precedente

La sfida con Kopecky

Il 17 marzo del 2024, si diceva, su quell’identico arrivo, la maglia iridata la indossava Lotte Kopecky, vincitrice del titolo a Glasgow. La belga del Team SD Worx veniva diretta dalla vittoria alla Strade Bianche e alla Danilith Nokere Koerse. Sembrava che avrebbe fatto un sol boccone anche del Binda, ma non aveva fatto bene i conti. E così quando Elisa Balsamo, aiutata da Shirin Van Anrooij, riuscì a non staccarsi sulla salita di Orino, nella lunghissima volata si scontrarono la troppa sicurezza e la grande esperienza. La belga infatti partì lunghissima, convinta di avere le gambe per quel rettilineo in salita. Balsamo invece le prese la ruota e saltò fuori in tempo per vedere l’altra che chinava il capo.

Il test andò alla perfezione. Di lì a poco avrebbe vinto a De Panne, salvo subire la legge della Wiebes alla Gand e la vendetta di Kopecky nel velodromo di Roubaix. La campionessa del mondo non fece passare troppo tempo per pareggiare i conti.

Trofeo Binda 2024, Balsamo lascia partire Kopecky e poi la salta approfittando del suo calo
Trofeo Binda 2024, Balsamo lascia partire Kopecky e poi la salta approfittando del suo calo

Un giro di troppo?

Alla Strade Bianche, Elisa non c’era. Il Binda sarà questa volta il passo finale che la lancerà verso la Sanremo che a detta di tanti è fatta per lei, ma anche per Lotte Kopecky, Wiebes e tutte le più forti del gruppo. La differenza rispetto al Binda dello scorso anno è il sesto giro del circuito finale che porta i chilometri a 152 e renderà la corsa meno veloce. In ogni caso, nelle ultime tre stagioni, Balsamo ha vinto, è arrivata seconda e poi ha vinto ancora.

«Sono molto contenta di prendere parte al Binda – dice – ormai sono abbastanza affezionata a questa gara, perché negli ultimi anni sono sempre arrivati dei buoni risultati, per me e per la squadra (fra le sue due vittorie, nel 2023 è arrivata quella di Van Anrooij, ndr). Quindi sicuramente sarà una gara importante per la mia stagione. Devo dire che quest’anno hanno aggiunto un giro in più, quindi i metri di dislivello sono aumentati e per me non è proprio una notizia del tutto positiva. Però l’obiettivo è quello di andare con la squadra e cercare di portare a casa il miglior risultato possibile».

La Omloop Het Nieuwsblad è stato il primo assaggio 2025 di muri del Nord: la stagione entra nel vivo
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Il Binda e la Sanremo

La Sanremo è un richiamo troppo ghiotto per distogliere l’attenzione. Non è passato inosservato il sopralluogo fatto con Ilaria Sanguineti (troveremmo singolare non vedere accanto a Balsamo nella Lidl-Trek l’atleta ligure che l’ha pilotata nelle volate più belle). Perciò, allo stesso modo in cui ha corso il mondiale in appoggio a Elisa Longo Borghini, non troveremmo troppo strana una Balsamo al servizio di qualche compagna.

«Sicuramente so che dovrò tenere duro in salita – dice tornando al Binda – perché ci saranno tante atlete forti che vorranno attaccare per non fare arrivare una volata ristretta. Però penso che per me Cittiglio sarà anche un buon banco di prova per la Sanremo, che si correrà la settimana dopo. Per questo penso che sia davvero un’ottima gara. La preparazione sta andando bene e direi che col Binda inizia un periodo con le gare più importanti della prima parte di stagione. Sono contenta di essere arrivata a questo punto e non vedo l’ora di partecipare».

Sanguineti certa: «Balsamo perfetta per la Sanremo e viceversa»

18.02.2025
7 min
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Per una che corre in bici ed è nata a Sanremo come Ilaria Sanguineti, la Milano-Sanremo Women è la gara dei sogni. E quando inizia a parlare delle sue strade, il battito sale, la voce si riempie di emozione e la mente parte verso una fantasia che le fa brillare gli occhi con una nota ilare.

«Tengo duro sul Poggio – racconta “Yaya” con la sua contagiosa simpatia (in apertura foto Getty Sport) – e mentre le big si guardano un secondo, io attacco in quella discesa che conosco a memoria, faccio il vuoto e vado dritta all’arrivo. Taglio il traguardo da sola, esulto e mi arrestano perché scoppia il delirio con tutti i miei amici ad aspettarmi. Ecco, ho sognato dicendovi il finale della mia Sanremo. Ora possiamo parlare seriamente della gara».

Perché a Sanguineti piace esorcizzare il suo rapporto col ciclismo, ma quando sale in bici per un obiettivo non scherza più. Il percorso della prima edizione della classica ligure in programma il 22 marzo non è ancora stato presentato, anche se le informazioni in mano alle squadre parlano di una possibile partenza da Genova ed un arrivo a Sanremo dopo circa 150 chilometri. In attesa di scoprire il reale tragitto, noi però torniamo sulla ricognizione fatta dopo Natale da Sanguineti e Balsamo, anche alla luce delle due vittorie conquistate dalla ex iridata alla Volta Valenciana qualche giorno fa.

Con quali indicazioni siete tornate dalla Spagna?

Come squadra siamo andate molto bene, grazie al solito affiatamento dentro e fuori la corsa. Abbiamo dimostrato di essere sempre concentrate sull’obiettivo, tenendo conto che il ritmo è stato altissimo in ogni tappa. Vi faccio un esempio. Personalmente lavoravo molto ad inizio tappa e nonostante mi staccassi nei tratti di salita, facevo sempre i miei record sul mio Training Peaks. Invece Elisa l’ho vista molto bene, è andata molto forte. Anzi, dopo averla vista in azione nell’ultima tappa che ha vinto e dove c’era pochissima pianura, sono ancora più convinta che sia tagliata a misura per la Sanremo. E viceversa.

Com’era stata la recon di fine dicembre?

Avevamo fatto circa 4 ore e mezza per un totale di 140 chilometri. Abbiamo fatto il Capo Berta, poi due volte la Cipressa e due volte il Poggio prima di andare nella zona dell’arrivo. E’ stato un modo per conoscere bene le discese, ma ho spiegato ad Elisa tutti gli altri punti delicati. Da quelli sull’Aurelia in cui puoi recuperare energie o posizioni in gruppo a quelli in cui ci sono pericoli. E anche l’ultimo punto dopo la Cipressa dove poter mangiare qualcosa prima del finale.

Secondo te i tre Capi potrebbero accendere la corsa?

Non credo, anche se sicuramente non vanno sottovalutati più che altro per la lotta che ci sarà per prenderli davanti. Il Berta è quello più difficile, ma nessuna delle big lo soffrirà. Il caos potrebbe esserci dopo, quando si andrà verso la Cipressa. Probabilmente quando passeremo noi potremmo avere il vento a favore e si andrà ancora più veloci. Ci sarà frenesia.

Come hai spiegato la Cipressa a Balsamo?

Mi sono basata sulla mia esperienza visto che quelle strade le faccio sempre. Sulla Cipressa bisognerà resistere i primi quattro minuti di scalata perché sono quelli più tosti, poi si potrà respirare perché spiana. Prima dello scollinamento però c’è quello che noi qua chiamiamo il “cioccolatino”, ovvero l’ultimo strappo in cui tenere duro cercando di non essere già al limite, perché la successiva discesa va affrontata con tanta lucidità. Ripeto, l’Elisa vista alla Valenciana per me passa via la Cipressa senza problemi.

E prima del Poggio cosa potrebbe succedere?

Secondo me quando torneremo sull’Aurelia dopo la Cipressa, il gruppo o ciò che ne resterà farà la conta per vedere chi c’è, quindi è facile che ci sia un rallentamento. Non credo che ci sarà qualcuna che tenterà un assolo. Arrivare al traguardo è ancora lunga e dura. Io credo che prima del Poggio ci sarà la leader di ogni squadra, che sia la velocista o meno, assieme ad altre due compagne. Potrebbe essere determinante la superiorità numerica in quel tratto.

Sul Poggio prevedi attacchi?

Diventa tutto imprevedibile. Dipende da chi sarà rimasta davanti. Le formazioni che hanno puntato sulla loro velocista cercheranno di proteggerla con un ritmo regolare, ma per me sul Poggio resteranno in pochissime. Anzi, per me arriverà un gruppetto di una decina scarse di atlete, forse anche molte meno.

Durante la ricognizione del finale, hai pensato anche alle soluzioni delle avversarie?

Certo, ho ipotizzato certe situazioni. Quel giorno sarà come Capodanno, tutte vorranno fare un super corsa. Vollering potrebbe far saltare tutto prima di scollinare il Poggio, ma non escludo che qualche atleta possa attaccare in discesa. Penso a Longo Borghini o Niewiadoma che sanno andare forte in quel fondamentale. Reusser invece potrebbe dare la stoccata a fine discesa del Poggio. Ci sarà da fare attenzione anche a Lippert e Wiebes o anche a Gasparrini qualora avesse carta bianca lei, però credo che Balsamo e Kopecky, per caratteristiche, siano quelle che partono favorite se le cose vanno come devono andare. Ovviamente noi speriamo tutte in “Barzi” (il soprannome di Balsamo, ndr).

Amiche avversarie. Per Sanguineti, Longo Borghini potrebbe attaccare in discesa alla Sanremo anticipando lo sprint di Balsamo
Amiche avversarie. Per Sanguineti, Longo Borghini potrebbe attaccare in discesa alla Sanremo anticipando lo sprint di Balsamo
Chi potrebbe essere una alternativa a Balsamo nella Lidl-Trek?

Il piano B ci vuole sempre e sicuramente lo si studierà di conseguenza per essere pronte. Nel finale secondo me per noi ci saranno ancora Markus, Henderson e Brand, altra atleta che potrebbe attaccare in discesa. E chiaramente spero di esserci anch’io (sorride, ndr).

Cosa rappresenta per “Yaya” Sanguineti la Sanremo?

Tantissimo. Pensate che è da quando ho cinque anni che la vedo e da quando ne ho nove che vado sempre sul Poggio a vederla. Quando ho la giornata di scarico, parto da casa mia a Ventimiglia e vado fino al Poggio e torno indietro. Addirittura negli anni con gli amici della zona, facciamo la discesa senza pedalare per vedere chi arriva in fondo meglio. Anche se non ero ancora nata, mi sarebbe piaciuto correre la cronodiscesa del Poggio che fecero al Giro d’Italia del 1987, la mia tappa ideale. Tuttavia non sono in lista per fare la Sanremo Women.

Ad oggi Yaya Sanguineti non ha in programma di correre la “sua” Sanremo, ma vuole conquistarsi il posto nelle prossime gare
Ad oggi Yaya Sanguineti non ha in programma di correre la “sua” Sanremo, ma vuole conquistarsi il posto nelle prossime gare
Non riusciamo ad immaginarti senza il numero sulla schiena quel giorno. C’è la possibilità che tu la possa correre?

Ad oggi a parte Balsamo, la squadra è tutta da fare ed io per ora non ce l’ho in calendario. Mi dispiacerebbe molto non farla perché penso di essere di grande aiuto alle compagne. Conosco ogni singolo tombino della corsa. Sono comunque consapevole che devo guadagnarmi la chiamata. E se non dovesse arrivare non avrei problemi ad accettare la decisione. Se non la correrò, stavolta andrò direttamente al traguardo per essere subito vicina alle compagne. L’obiettivo adesso di fare il meglio possibile nelle prossime corse, per la squadra e per me. Mi attendono Extremadura, Oetingen e Nokere dove voglio meritarmi la convocazione per la Sanremo.

Balsamo-Sanguineti, prove di Sanremo su Poggio e Cipressa

23.01.2025
6 min
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E’ stato un inverno variopinto e allegro quello di Elisa Balsamo, iniziato con i colori del matrimonio e culminato con la prima, vera vacanza da tanto tempo a questa parte. Le foto intorno a capodanno la mostrano con una tintarella invidiabile e insolita rispetto alle sue abitudini, ma era quello di cui aveva bisogno. Il Simac le ha riportato buone sensazioni, ma sul 2024 e quello che è successo ale Olimpiadi c’era come un velo che aveva bisogno di essere spazzato via con tanto buon umore.

Il tono di voce è allegro, il sorriso non se ne va. Però lo capisci che nella testa della campionessa inizia a farsi largo la voglia di gareggiare e di farsi largo in un gruppo che ha trovato un pugno di dominatrici altamente specializzate, con cui fare di conto su ciascuno dei traguardi più prestigiosi.

«E’ stato un ottimo inverno – dice Balsamo, in apertura in un’immagine di Sean Hardy da Instagram/Lidl-Trek – sicuramente era un po’ di tempo che non facevo delle vacanze così lunghe e senza bicicletta. Secondo me è stato anche utile, per resettare tutto dopo una stagione abbastanza impegnativa. Poi abbiamo ricominciato a lavorare tanto e in modo determinato. Devo dire che soprattutto nella prima parte di gennaio e l’ultima di dicembre mi sono resa conto che senza l’impegno della pista, il lavoro è stato molto diverso rispetto all’anno scorso. Non dico meglio o peggio, semplicemente ho preso consapevolmente la decisione di fare un anno dedicandomi principalmente alla strada, quindi sicuramente il tempo per lavorare sarà di più. Se avessi dovuto fare gli europei pista a febbraio, è chiaro che l’inverno sarebbe stato strutturato diversamente».

Elisa Balsamo sta iniziando il quarto anno alla Lidl-Trek, ha 26 anni, è alta 1,71 per 55 chili,
Elisa Balsamo sta iniziando il quarto anno alla Lidl-Trek, ha 26 anni, è alta 1,71 per 55 chili,
Vinci le volate, vinci la Gand-Wevelgem, vinci il mondiale e il Trofeo Binda: ti sei fatta un’idea di chi sia oggi Elisa Balsamo su strada?

Diciamo che a me piacerebbe definirmi un’atleta da classiche. O meglio: una velocista che però riesce a tenere anche sulle salite non troppo lunghe. Questo fa sì che abbia lavorato in salita per migliorare un po’, ma con l’obiettivo di non perdere lo spunto veloce. Questo sicuramente è l’obiettivo principale per l’anno. Farò il Tour e non il Giro, anche se parte da Bergamo. Ma abbiamo analizzato i due percorsi e il Tour, soprattutto in apertura, ha tappe adatte a me, quindi è giusto andarci.

Nelle volate avrai davanti la… solita Wiebes. State pensando al modo di batterla oppure ti concentrerai prevalentemente sulle classiche?

La squadra per quest’anno ha pensato a un buon treno. Ci sono alcune ragazze nuove e già da dicembre abbiamo iniziato a lavorare anche sui treni, sul leadout e i meccanismi della volata. Penso che rispetto all’anno scorso ci sarà una grande differenza e penso che già il UAE Tour in cui inizierò a correre sarà una buona gara per iniziare a lavorare insieme ed esercitarci da questo punto di vista.

Sul fronte delle classiche, l’obiettivo sono quelle del pavé?

Sì, ma rispetto all’anno scorso farò anche l’Amstel. Mi piace molto come gara, è una gara aperta a tanti diversi finali, quindi non si sa mai cosa può succedere. Principalmente diciamo che gli obiettivi di quest’anno sono la Sanremo e la Roubaix.

Instagram racconta così il sopralluogo di Balsamo e Sanguineti sul finale della Sanremo
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La Sanremo sembra che te l’abbiano disegnata su misura nel primo anno senza la pista…

Sì, diciamo che è davvero un grande obiettivo e anche relativamente vicino a casa. È una bella corsa e il fatto che continuino ad aggiungere gare nel calendario è una cosa molto bella. Adesso praticamente non manca quasi più nessuna classica, quindi direi che stiamo procedendo nella direzione giusta.

Hai già provato Cipressa, Poggio e il finale?

Sì, li avevo già fatti e poi a fine dicembre sono andata a vedere il percorso insieme a Ilaria (Sanguineti, ndr) che vive lì, per farmi un’idea più precisa.

E che impressione ti hanno fatto le ultime due salite?

Cipressa me la ricordavo un po’ più dura, invece sicuramente non è corta però le pendenze non sono impossibili. Quindi si adatta a persone con tanti watt, non è una salita per scalatrici. Il Poggio non è una passeggiata, perché comunque alla fine è uno sforzo impegnativo. Però io credo che la posizione all’imbocco sia la chiave principale e poi si farà la differenza nell’ultima parte. Sono entrambe salite adatte anche a me, non sono proibitive.

Il 6 settembre, a oltre 5 mesi dall’ultima vittoria, Balsamo è tornato al successo nel Tour de Romandie
Il 6 settembre, a oltre 5 mesi dall’ultima vittoria, Balsamo è tornato al successo nel Tour de Romandie
Salite e anche le discese…

Sì, esatto. Soprattutto quella del Poggio, visto che l’arrivo poi è molto vicino, potrebbe fare la differenza.

E’ ovvio che il matrimonio a fine anno fa sembrare tutto pieno di colori, ma con quale sapore in bocca hai chiuso la porta sul 2024?

Se devo parlare dal punto di vista del ciclismo, penso di aver concluso bene la stagione. Tornare a vincere è stata una bella cosa e anche al Simac alla fine sono arrivati tanti secondi posti e forse, dopo il secondo posto degli europei, è stata una delle volte in cui sono andata più vicina a battere la Wiebes. Quindi alla fine è stato un finale positivo.

Dopo Parigi sembrava che l’idea della pista ti amareggiasse: è un rapporto che si ricostruisce?

Diciamo che forse se le Olimpiadi fossero andate in modo diverso, non sarebbe arrivata questa decisione. Però alla fine penso che sia giusto così, che a 27 anni quest’anno sia giusto dedicare un anno alla strada. Ovviamente, come ho detto anche alla nazionale, non abbandono la pista. Quest’inverno sono comunque andata ad allenarmi qualche giorno a Montichiari, perché penso che sia funzionale per la strada. Però sicuramente non è stato facile andare oltre quello che è successo.

Test di gennaio anche per Balsamo in cima alla salita, prelievo del lattato e si riparte
Test di gennaio anche per Balsamo in cima alla salita, prelievo del lattato e si riparte
Sei riuscita a parlarne con Marco Villa?

Abbiamo parlato, abbiamo fatto una riunione e ci siamo chiariti. Non è che ci fosse molto da dire, semplicemente penso che bisogna cercare di migliorare un po’ la comunicazione. L’importante è chiarirsi e quindi per me adesso è un capitolo chiuso.

Ora che Sangalli è diventato un diesse della Lidl-Trek, chi mettiamo al suo posto in nazionale?

Paolo è con noi, vero, ma non lavorerà con le donne. Sarà con il team WorldTour e con il devo team, l’ho scoperto anche io qui in ritiro. Chi potrebbe prendere il suo posto? Servirebbe una figura competente, capace anche di prendere delle decisioni a volte un po’ scomode. Troppo spesso abbiamo visto costruire le squadre nazionali allo stesso modo. E’ una gara per velociste, porto le velociste più forti. E’ una gara per scalatrici, porto quelle che al Giro si sono piazzate meglio in salita. Però alla fine il mondiale o l’europeo sono gare in cui la squadra è necessaria, non bastano le leader. Quindi secondo me a volte c’è bisogno di una persona capace di prendere anche delle decisioni scomode e magari portare qualcuno che non è un leader, ma che aiuterà la squadra. Onestamente però non saprei quali nomi fare…

Castelli e FCI: insieme fino al 2028, la maglia azzurra è ancora sua

07.01.2025
3 min
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Lo scorso 20 dicembre, a Milano, in occasione del consueto Giro d’Onore, si è aggiunto un nuovo capitolo a una partnership importante ed oramai storica che incarna la passione e l’orgoglio per lo sport italiano. Castelli e la Federazione Ciclistica Italiana hanno difatti annunciato il rinnovo del loro reciproco legame tecnico per altri quattro anni, ufficializzando che il celebre logo dello scorpione continuerà a vestire tutte le Nazionali azzurre fino al 2028.

Negli ultimi anni, Castelli ha accompagnato la Nazionale nei momenti più gloriosi, contribuendo a scrivere pagine memorabili della storia del ciclismo italiano. Tra i successi più importanti si annoverano l’oro olimpico di Elia Viviani nell’omnium maschile a Rio 2016 e i trionfi mondiali del 2021 nelle Fiandre, con Filippo Ganna nella cronometro maschile elite ed Elisa Balsamo nella prova in linea femminile. Anche le competizioni su pista hanno regalato grandi emozioni: l’inseguimento a squadre ha conquistato l’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020, mentre la madison femminile ha visto Chiara Consonni e Vittoria Guazzini salire sul gradino più alto del podio olimpico a Parigi 2024.

Una passione condivisa

«Quando pensiamo all’Italia del ciclismo – ha dichiarato Alessio Cremonese, CEO di Manifattura Valcismon – pensiamo a Castelli. Rappresentare il nostro Paese è per noi motivo di grande gioia. Questa partnership non è solo una questione di marchio o innovazione, ma è alimentata dalla passione per lo sport italiano. Il nostro obiettivo è continuare a vedere gli italiani vestiti in azzurro, celebrare nuovi successi e portare l’Italia sul tetto del mondo, innovando costantemente il futuro del ciclismo».

«Siamo orgogliosi di proseguire la collaborazione con un marchio che rappresenta l’eccellenza del ciclismo italiano – ha ribattuto il Presidente dell Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni – e questo rinnovo è il frutto di una fiducia reciproca e di un impegno condiviso per portare la Nazionale a nuovi traguardi. Con Castelli condividiamo la passione per lo sport e l’attenzione all’innovazione e alla sostenibilità, elementi fondamentali per il futuro del ciclismo azzurro».

Steve Smith, Brand Manager Castelli
Steve Smith, Brand Manager Castelli

Tecnica e sostenibilità

Sul fronte dell’abbigliamento, Castelli conferma il proprio ruolo di riferimento per quanto riguarda l’innovazione. Gli atleti azzurri continueranno a indossare capi di punta della collezione, come la maglia Aero Race 8S, il body Sanremo S Speed Suit e la giacca Gabba R, progettati per garantire aerodinamicità, leggerezza e massimo comfort sia in gara che in allenamento. L’impegno verso la sostenibilità rappresenta un ulteriore pilastro della collaborazione: molti capi Castelli sono difatti realizzati con tessuti in fibre riciclate ad alte prestazioni, dimostrando che performance e rispetto per l’ambiente possono ben coesistere.

Con questa visione condivisa, Castelli e la Federazione Ciclistica Italiana guardano al futuro, pronte a scrivere nuove pagine di successo per il ciclismo italiano, oltre ad ispirare le prossime generazioni di campioni.

Castelli

Le azzurre del quinquennio, tanti sorrisi e qualche lacrima

27.12.2024
5 min
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L’analisi dell’ultimo quinquennio del ciclismo giovanile italiano ha destato molto clamore. I tanti ragazzi approdati nel WorldTour non bastano a mitigare l’immagine di un numero considerevole di giovani che dopo avere vestito le maglie azzurre – un traguardo sempre riservato a pochi – dopo solo qualche stagione si sono già allontanati dal ciclismo agonistico. Noi però abbiamo parlato del movimento maschile, qual è la situazione fra le donne?

Nel 2021 Silvia Zanardi conquista così il campionato europeo U23 di Trento
Nel 2021 Silvia Zanardi conquista così il campionato europeo U23 di Trento

Difficile fare paragoni

Partiamo innanzitutto da una considerazione di fondo: i parametri non possono essere gli stessi. Noi abbiamo preso in esame lo stesso periodo degli uomini, dal 2019 al 2023 evitando l’ultima stagione perché troppo recente, ma rispetto all’universo maschile ci sono differenze. Innanzitutto non c’è una vera e propria categoria under 23: le ragazze da juniores passano direttamente nel ciclismo maggiore. Le gare al di sotto dei 23 anni sono pochissime, da breve tempo è stato introdotto l’Avenir, il campionato continentale si disputa, ma i mondiali sono stati finora accorpati a quelli elite (non sarà così a partire dall’edizione in Rwanda del 2025) e obiettivamente non è la stessa cosa.

Anche la conformazione del ciclomercato è un po’ diversa perché è in continua evoluzione, tanto è vero che solo da poco sono state introdotte le squadre professional, mentre i devo team si stanno sviluppando di anno in anno. Tutto ciò per dire che i raffronti vanno soppesati, perché i paragoni fra i due sessi, nel mondo delle due ruote, sono difficili.

Alice Toniolli, in ripresa dal terribile incidente del 14 agosto. Il suo obiettivo è tornare a correre
Alice Toniolli, in ripresa dal terribile incidente del 14 agosto. Il suo obiettivo è tornare a correre

Nel 2019 sei azzurre da sogno

In totale, fra juniores e under 23, sono state 40 le ragazze azzurre e hanno corso con risultati lusinghieri, superiori per qualità e numero a quelli dei loro coetanei. Merito di una generazione davvero ricca di talenti: è impressionante rileggere oggi la nazionale U23 che vestì l’azzurro agli europei del 2019: Letizia Paternoster vincitrice, Elisa Balsamo decima e campionessa l’anno successivo, ma con loro anche Katia Ragusa, Vittoria Guazzini, Elena Pirrone bronzo a cronometro e Martina Fidanza. Tutte nel WorldTour, tutte nel giro azzurro anche oggi.

In tutto da allora abbiamo colto ben 6 successi. Oltre a Paternoster e Balsamo, vanno annotati gli ori conquistati da Eleonora Camilla Gasparrini agli europei 2020 tra le juniores, Silvia Zanardi fra le under 23 nel 2021 (a completare un magico tris), Vittoria Guazzini stessa categoria e anno ma nella cronometro e infine l’acuto di Federica Venturelli a cronometro nel 2023. Si dirà: tutti europei e nessun mondiale. Ma chi conosce l’universo rosa sa che la gran parte del talento è ancora nel Vecchio Continente…

Francesca Barale è una delle 15 azzurre approdate nel WorldTour e che sta pian piano crescendo
Francesca Barale è una delle 15 azzurre approdate nel WorldTour e che sta pian piano crescendo

C’è chi si è persa per strada

A corollario di questi successi, ci sono ben 9 podi e un totale di 37 top 10, a conferma del valore del nostro vivaio che pur tra mille difficoltà continua a sfornare atlete di valore, forgiate quasi tutte dalla doppia direttrice strada/pista, una via maestra che non va abbandonata. Ma attenzione: non è tutt’oro quello che luccica.

Abbiamo perso per strada 6 ragazze, che dai fasti della maglia azzurra sono finite ai margini del mondo delle due ruote, almeno di quello agonistico perché c’è chi ha già trovato altri impieghi come Giorgia Catarzi, azzurra junior nel 2019 e che Fabiana Luperini ha voluto con sé come allenatrice alla Ciclistica San Miniato Santa Croce.

Camilla Alessio, un solo anno alla Ceratizit e poi l’addio alle corse. Un talento cui serviva tempo
Camilla Alessio, un solo anno alla Ceratizit e poi l’addio alle corse. Un talento cui serviva tempo

L’esemplare caso della Alessio

Il caso più eclatante è quello di Camilla Alessio. Tra il 2019 e il 2021 la ragazza di Cittadella ha vestito l’azzurro a ripetizione, sfiorando il podio agli europei 2019 a cronometro juniores e contribuendo alla vittoria della Zanardi due anni dopo fra le under 23. Nel 2022 ha assaggiato il ciclismo di vertice alla Ceratizit-WNT, poi più nulla: uno dei tanti talenti che dolorosamente abbiamo visto sparire, complici problemi fisici che la limitavano. Una di quelle cicliste che avrebbero avuto bisogno di più tempo per evolversi e trovare la propria collocazione rispetto a quello concesso da un mondo che non si ferma per nessuno, accelerando la crescita sempre di più.

A fronte di chi non ce l’ha fatta, ci sono ben 15 atlete che fanno stabilmente parte del WorldTour. Alcune sono già affermate campionesse. Una su tutte è Elisa Balsamo già fregiatasi dell’iride assoluto, altre si stanno ritagliando il loro spazio e sono in rampa di lancio. Bisogna però guardare oltre, a chi quel traguardo, il contratto nella massima serie, lo deve ancora raggiungere e per farlo gareggia nei team continental o nei semplici club.

Matilde Ceriello davanti a Carlotta Cipressi: quest’ultima ha svoltato, l’altra purtroppo no
Matilde Ceriello davanti a Carlotta Cipressi: quest’ultima ha svoltato, l’altra purtroppo no

L’importanza dei team nostrani

Realtà come Top Girls Fassa Bortolo, Bepink, Mendelspeck racchiudono ancora una buona parte delle cicliste di vertice, il problema è dare loro opportunità per gareggiare, confrontarsi con le più grandi, mettersi in luce.

Nelle gare estere? Sì, ma non può bastare. Serve un calendario nazionale più folto e qualificato, più occasioni di confronto. Allora potremo davvero dire che chi non ce l’avrà fatta sarà il prezzo pagato alla selezione naturale.

Guerciotti e la sua lunga storia accanto ai team giovanili

04.11.2024
5 min
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Affiancare Davide Arzeni ed Elisa Balsamo nella nuova avventura con la neonata squadra di esordienti e allieve è solo l’ultimo passo fatto da Guerciotti nei confronti del ciclismo giovanile e femminile. Il marchio milanese ha legato il proprio nome, nel corso degli anni, a diversi team di ciclismo femminile e giovanile (in apertura Zamperini vince il campionato italiano U23 a Trissino in sella a una bici Guerciotti, immagine photors.it). Si tratta di qualcosa che ha radici profonde, che affondano nella storia di Guerciotti e nel quale i fratelli Alessandro e Micaela credono molto. Partiamo con il raccontare quest’ultima novità. 

«Essere accanto al team di Arzeni – spiega Alessandro Guerciotti, CEO dell’azienda – ci è venuto naturale visto il legame che ci accomuna con lui. Nel corso della sua carriera è stato diesse del team Cadrezzate, nostro vivaio per quanto riguarda diversi corridori nel ciclocross. Da lì, ha seguito diverse squadre su strada e ci siamo un po’ allontanati. Ma quando ci ha spiegato questo progetto e il fatto che il team ha anche una squadra nel ciclocross, non ci siamo potuti tirare indietro. Il cross è ancora in stato embrionale, ma dal 2025 l’obiettivo è crescere e noi non possiamo che supportarli. Chiaramente la presenza di un nome come Elisa Balsamo è un bella calamita per l’immagine, ma non è stata la chiave di tutto. Alla base c’è il fatto di credere nel progetto».

Marta Della Vedova (a sinistra) e Layla Dresco, allieve di secondo e primo anno del team di Arzeni e Balsamo
Marta Della Vedova (a sinistra) e Layla Dresco, allieve di secondo e primo anno del team di Arzeni e Balsamo

Tra i giovani

Quando si passa dalle parti di una corsa giovanile non si può fare a meno di notare che molte delle bici in gruppo sono marchiate Guerciotti. La presenza dell’azienda milanese, che da poco ha festeggiato i 60 anni di attività, è ben radicata tra i ragazzi.

«Sia per quanto riguarda gli uomini che le donne – continua Alessandro Guerciotti – anzi, siamo partiti proprio dal ciclismo femminile. Abbiamo affiancato la Luperini quando correva nella Menikini-Selle Italia e la Guazzini quando ha vinto il titolo europeo a cronometro da junior. Ora siamo accanto alla Isolmant di Gaia Tormena e da anni forniamo le bici anche ai team juniores più forti. Nel ciclismo maschile – prosegue – collaboriamo con la Vangi, il CC Canturino, la Giorgi e tante altre realtà giovanili».

Come mai un impegno così importante a livello giovanile?

Crediamo siano il futuro e che sia giusto quindi supportarli al meglio. Con le nostre bici sono cresciuti ragazzi come Fancellu, Montoli e tanti altri. E’ una possibilità di investire per il movimento del ciclismo italiano, in generale. Poi dare le nostre bici a squadre importanti come la Vangi ci fornisce anche un ritorno di immagine notevole. 

Le vostre bici “spuntano” ovunque.

Se si guarda un ordine di arrivo, capita di vedere nove biciclette su dieci con il nostro nome tra i primi. Da un lato è un interesse commerciale, perché più bici ci sono in giro con il nome Guerciotti più siamo radicati. Le squadre giovanili sono molto presenti a livello regionale, quindi riusciamo ad essere più capillari

I ragazzi imparano a conoscere i vostri mezzi…

Certamente. Inoltre certe partnership sono radicate nel tempo e durano da 7 anni o più. Tanti corridori sono cresciuti correndo su una bicicletta Guerciotti. La conoscono, ne apprezzano la qualità e in certi casi diventano anche clienti. Se siamo da tanti anni fornitori di una squadra, vuol dire che lavoriamo bene.

Come riuscite ad accontentare così tante categorie?

Partiamo dal presupposto che ormai si usano biciclette sloping. Quindi le geometrie sono standard, la differenza la fanno i componenti. Nella nostra gamma di prodotti arriviamo a fornire la taglia XXS, che va bene per ragazzi alti 152 centimetri. Poi il tutto si aggiusta con le misure dei vari componenti.

Una grande tradizione di Guerciotti è legata al fuoristrada, qui Sanne van Paassen vincitrice coppa del mondo ciclocross nel 2011
Una grande tradizione di Guerciotti è legata al fuoristrada, qui Sanne van Paassen vincitrice coppa del mondo ciclocross nel 2011
In questo caso usate misure standard o fate richieste particolari?

Su un attacco manubrio arriviamo a montare lunghezze ridotte, ad esempio 60 millimetri. Abbiamo due o tre modelli di bici che destiniamo ai vari team e con quelle abbiamo trovato un metodo di lavoro meticoloso che ci permette di essere efficienti, sta tutto alla base. Le uniche richieste particolari le abbiamo da squadre di rilievo, come può essere la Vangi, che ci chiede i telai del colore della divisa. 

Quante squadre fornite e in che modo?

In totale tra donne e uomini arriviamo a 25 team. Offriamo due metodi: vendita a prezzo speciale oppure un noleggio davvero competitivo. Nel primo caso la bici diventa di proprietà del team, che a fine anno può rivenderle o sistemarle. Se si decide per il noleggio a fine stagione noi ritiriamo i mezzi, li sistemiamo e poi li rivendiamo sui nostri canali. C’è un mercato davvero importante che permette di avere una bici a prezzi vantaggiosi. Una bici che diamo alla Hopplà, giusto per fare un esempio, ha un valore di mercato di 6.500 euro. Dopo un anno di utilizzo la rivendiamo a meno della metà, quindi un cliente in questo caso fa anche un buon affare.

Balsamo, Arzeni e la Valcar: la grande storia continua

26.10.2024
5 min
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Non avremmo mai pensato di riutilizzare questa foto di Leuven 2021 in apertura di un articolo sull’attualità. Invece Davide Arzeni ed Elisa Balsamo ne hanno combinata una altrettanto bella. In attesa di poter svelare quel che farà il prossimo anno, il tecnico lombardo ha trovato il modo perfetto per rinverdire la sua passione per il ciclismo. Lasciata anzitempo l’ammiraglia del UAE Team Adq, Arzeni non rinuncia al WorldTour, ma intanto riparte anche con un team femminile di esordienti e allieve, il cui nome dice già tanto: Ciclismo Verso l’Iride.

Ne avevamo già parlato con Elisa Balsamo, che ne sarà anche sponsor, ora approfondiamo con il tecnico che guidando la Valcar-Travel&Service fino al 2022, ha lanciato nel professionismo fiori di atlete. Dalla stessa Balsamo a Consonni passando – fra le altre – per Guazzini, Alzini, Sanguineti, Gasparrini, Cavalli, Arzuffi, Confalonieri, Persico, Cipressi, Carbonari e Pirrone.

«A fine 2023 – racconta Arzeni – ci siamo incontrati con Elisa. La Valcar chiudeva e ci siamo detti che fosse brutto che tante ragazze giovani non avessero più l’occasione per correre. E così è nata l’idea di fare qualcosa. Ci siamo dati il 2024 per strutturarci e adesso vediamo dove si arriva. La base è sul Lago Maggiore, dalle mie parti, in Lombardia ma vicino al Piemonte. Così mi sono messo a cercare società giovanili maschili che avessero anche qualche ragazza. E ad esempio il Pedale Ossolano di Barale aveva delle ragazze, fra cui le nipoti di Elisa Longo Borghini, e ce le ha passate».

Marta Della Vedova (a sinistra) e Layla Dresco, rispettivamente allieve di secondo e primo anno. Ecco la nuova maglia
Marta Della Vedova (a sinistra) e Layla Dresco, rispettivamente allieve di secondo e primo anno. Ecco la nuova maglia

Una cosa ben fatta

Arzeni non è uno che fa le cose tanto per fare. La sua Valcar teneva testa alle WorldTour e spesso le batteva, perché le ragazze non avevano nulla di meno. E così anche questa volta, pur parlando di ragazze molto giovani, il livello di assistenza che riceveranno sarà di prima categoria.

«Sulla maglia realizzata da Santini abbiamo sponsor importanti – spiega – non vogliamo fare figuracce. Io sono il presidente, il direttore sportivo è Gianfranco Camotti, che ha sempre lavorato nei settori giovanili, il team manager è Davide Plebani. Vogliamo che le cose siano fatte bene. Avremo il supporto dei loro genitori. Fra le ragazze c’è anche la figlia di Marco Della Vedova, che ha smesso di fare il diesse perché il lavoro di RCS Sport lo assorbe troppo, ma ci darà una mano con la preparazione. Le ragazze hanno bisogno di un riferimento e non si può pensare di mandarle da sole per strada. Per cui avremo chi le seguirà in Piemonte, come a Bergamo. E’ un’idea che nasce da noi, ci teniamo. Avremo bici Guerciotti e l’ambizione di fare in due anni un team juniores. Ci siamo detti di fare la categoria che il nostro budget ci avrebbe premesso, anche se partire con una squadra juniores da subito sarebbe stato quasi più facile».

Elisa Balsamo è sponsor della squadra che vestirà le maglie della collezione Santini da lei disegnata
Elisa Balsamo è sponsor della squadra che vestirà le maglie della collezione Santini da lei disegnata

Due ritiri e la Coppa d’Oro

Sarà interessante seguire gli allenamenti o i momenti in cui Elisa Balsamo sarà con loro: lei che la strada verso l’iride l’ha percorsa proprio partendo dalla Valcar e portandone la maglia sul tetto del mondo nel 2016 a Doha da junior e poi nel 2021 a Leuven da elite.

«Elisa è molto coinvolta – dice Arzeni – come anche Davide, suo marito. Sulla maglia c’è anche il nome Valcar e non vi nascondo che Valentino Villa è ancora un consigliere molto importante. Ad ora sta un passo indietro, si è ripreso la sua vita. Vediamo se sarà ancora così quando inizieranno le corse. Per ora abbiamo 11 ragazze: 6 allieve e 5 esordienti. L’attività sarà nazionale, soprattutto con le allieve. Faremo un primo ritiro a carnevale, quando non avranno la scuola. Poi, visto che per loro è molto importante, ne faremo un altro a settembre per preparare la Coppa d’Oro. Arrivo da una squadra WorldTour, dove il ciclismo è al 100 per cento un lavoro. Qui mi diverto, il ciclismo mi piace in tutte le sue forme e questo è un ritorno allo sport fatto solo di passione. Abbiamo solo volontari, io non ci guadagno niente, Elisa ci mette i soldi».

Basterebbero i nomi di Santini, Valcar e PBM per far capire che ci sono le basi per crescere
Basterebbero i nomi di Santini, Valcar e PBM per far capire che ci sono le basi per crescere

Lavorare sulla base

C’è il gusto di fare, ma c’è soprattutto una presa di coscienza non proprio esaltante del momento del ciclismo femminile tra le più giovani. Il WorldTour rischia di diventare fumo negli occhi, perché il serbatoio da cui attinge rischia di impoverirsi un po’ ogni anno.

«Nonostante io sia di Varese – analizza Arzeni – non abbiamo una sola ragazza di qui. Rispetto a 20 anni fa ci sono meno squadre e di conseguenza meno ragazze che fanno ciclismo. Quelle che vogliono andare avanti sono costrette a spostarsi, anche per allenarsi. La strada fa paura ed è il motivo per cui collaboriamo con L’Equilibrio Cycling School una società che fa solo fuoristrada e forse per questo ha cento ragazzini. La nostra idea è lavorare sulla base, magari anche contribuendo all’attività: anche questo fa parte del progetto».

Questa la formazione che sta correndo nel cross: i ragazzi sono un’eccezione. Da sinistra, Passoni, Ponti, Gorlani, Cipriani
Questa la formazione che sta correndo nel cross: i ragazzi sono un’eccezione. Da sinistra, Passoni, Ponti, Gorlani, Cipriani

Al momento le maglie Santini disegnate da Elisa Balsamo sono impegnate nel cross, ma si tratta di una breve parentesi dovuta alla passione di Arzeni per il cross e all’interesse di Guerciotti. Dal nuovo anno, quando tutti i nullaosta saranno nel cassetto, la società si occuperà soltanto di donne. Visti i nomi e i soggetti coinvolti, sarà di certo una cosa ben fatta.