Amstel Gold Race donne, Letizia Paternoster, volata per il quarto posto

EDITORIALE / Le donne italiane che soffrono e non si arrendono

27.04.2026
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Il ciclismo non è una scienza esatta e non tutte le stagioni sono uguali fra loro, per cui ci piacerebbe rifare questa analisi a ottobre e ritrovarci con un paniere differente. Ad ora tuttavia il ciclismo italiano delle donne, che tanta soddisfazione ci ha dato fino a un paio di anni fa, appare in sofferenza. Ci sono state cadute e incidenti importanti, ma come quando Nibali era la bandiera degli uomini e si stava tutti ben coperti nella sua ombra, i problemi di salute di Elisa Longo Borghini ci hanno privato dell’ombrello su cui per anni abbiamo fatto affidamento.

Ci ritroviamo nella stessa situazione del 2023, quando la piemontese vinse il UAE Tour a inizio stagione, poi per trovare un’altra vittoria italiana nel WorldTour bisognò attendere quella di Chiara Consonni al Tour of Chongming Island a fine stagione. E’ andata meglio l’anno scorso, quando alla vittoria nel deserto della Longo si sommarono quella di Elisa Balsamo a Cittiglio e poi la seconda maglia rosa della piemontese ai primi di luglio.

Guardando gli ultimi ordini di arrivo, la migliore delle nostre donne al Fiandre è stata Silvia Persico (7ª). Alla Roubaix è arrivata 18ª Chiara Consonni. Quarta Letizia Paternoster all’Amstel Gold Race. Undicesima e sedicesima Monica Trinca Colonel alla Freccia Vallone e alla Liegi.

UAE Tour 2026, Elisa Longo Borghini, salita di Jebel Hafeet
Con il UAE Tour, Longo Borghini è l’unica italiana ad aver vinto finora una gara WorldTour donne
UAE Tour 2026, Elisa Longo Borghini, salita di Jebel Hafeet
Con il UAE Tour, Longo Borghini è l’unica italiana ad aver vinto finora una gara WorldTour donne

Lo slancio della Valcar

Il podio di Eleonora Gasparrini alla Sanremo parla di un ricambio generazionale in arrivo. Federica Venturelli, del cui talento nessuno dubita, ha vinto ad Almeria l’unica corsa cui ha partecipato, poi nella caduta subito successiva ha riportato la frattura del gomito. In altri casi sembra di notare che alcune fra le azzurre più forti, fatta salva Longo Borghini, si trovino alle prese con una crescita non sempre lineare (spesso a causa di incidenti) oppure a gestire problematiche di vario genere in squadre che in apparenza non sono ritagliate sulla loro misura.

Basta infatti che si ritrovino in pista, con i riferimenti chiari con cui sono cresciute, per recuperare gli automatismi, la fiducia e le vittorie. La strada però è un’altra cosa e dopo tre anni dal suo smembramento par di notare che lo slancio della Valcar-Travel&Services, in cui le più si sono formate, si sia ormai spento e nelle nuove destinazioni non tutte abbiano trovato le giuste misure. E’ triste dover tirare in ballo ancora la meraviglia della squadra di Villa e Arzeni, ma è ancora più triste ricordare che a quel gruppo di donne fortissime siano mancate le risorse per portare le sue ragazze al WorldTour.

Al pari della Liquigas e prima la Mapei, quando la Valcar si è sciolta ha immesso sul mercato fior di atlete
Al pari della Liquigas e prima la Mapei, quando la Valcar si è sciolta ha immesso sul mercato fior di atlete

Il peso degli incidenti

E’ chiaro che non si possa pretendere la luna e che ad esempio una campionessa come Elisa Balsamo abbia faticato e non poco finora per rialzarsi dalle tante cadute, anche rovinose, che l’hanno fermata tra il 2023 e il 2024. La velocità del ciclismo attuale è spietata e non concede tempo: quello necessario per rimettersi in sesto dopo un infortunio è lo stesso in cui il resto del gruppo progredisce verso il livello successivo. E’ così fra gli uomini, è così fra le donne.

Se ne è accorta a sue spese Marta Cavalli, che nel 2022 vinse l’Amstel e la Freccia Vallone, ma non riuscì mai a rialzarsi del tutto dal terribile incidente dello stesso anno al Tour e dalla caduta in allenamento e l’investimento del 2024. Quando ti rendi conto che il tuo meglio basta al massimo per stare in gruppo, la tentazione è quella di voltare pagina.

Incidenti hanno rallentato i progressi di Vittoria Guazzini, oro olimpico nella madison assieme a Chiara Consonni, che per due volte è caduta alla Roubaix e lo scorso anno al campionato italiano ha rischiato di farsi ben peggio della frattura del radio e delle abrasioni con cui tornò a casa.

Nel 2022 Marta Cavalli vince la Freccia delle donne pochi giorni dopo l’Amstel. La sua carriera è stata fermata dagli incidenti
Nel 2022 Marta Cavalli vince la Freccia delle donne pochi giorni dopo l’Amstel. La sua carriera è stata fermata dagli incidenti

Il coraggio non manca

Lottano tutte come leonesse, anche quelle che alla fine sono costrette ad accontentarsi di un piazzamento: se non avesse incontrato sulla sua strada Lorena Wiebes, quante vittorie avrebbe a quest’ora Elisa Balsamo? Ma non molla e lotta.

Come Martina Alzini, che nonostante qualche acciacco continua a rincorrere il grande risultato. Martina Fidanza e sua sorella Arianna, entrambe capaci di vincere una corsa fra la Spagna e l’Australia. Come Rachele Barbieri, presa dal Team PicNic per tirare le volate a Charlotte Kool, salvo scoprire in corso d’opera che nel corso del 2025 l’olandese sarebbe passata alla Fenix-Premier Tech, lasciandola sola a fare volate per le quali probabilmente non era neanche pronta. Lotta anche Gaia Realini, diventata leader senza essere probabilmente pronta e alla rincorsa di una condizione fisica all’altezza.

Altre si sono perse per delusioni condivisibili e poca stima. Viene in mente Ilaria Sanguineti, ligure presa dalla Lidl-Trek per stare accanto a Elisa Balsamo e nel 2025 lasciata a casa dalla “sua” Sanremo senza spiegazioni plausibili e una ferita abbastanza profonda da farle capire di non essere più dove avrebbe voluto.

Setmana Ciclista Volta Femenina de la Comunitat Valenciana 2026, Gaia Realini
Gaia Realini ha 24 anni ed ha avuto finora una progressione resa irregolare da problemi fisici
Setmana Ciclista Volta Femenina de la Comunitat Valenciana 2026, Gaia Realini
Gaia Realini ha 24 anni ed ha avuto finora una progressione resa irregolare da problemi fisici

Le italiane con la valigia

Bisognerebbe attaccarsi a questo punto alla WorldTour italiana che manca anche fra le donne, ma visto che non se ne vede la prospettiva, è piuttosto inutile farlo. Le squadre italiane sono poche e si dividono fra scelte diverse e l’identica necessità di risorse. Come fra gli uomini, potrebbero diventare il trampolino per scelte migliori, ma il WorldTour delle donne ha anche meno posti e non sempre risulta permeabile a nuovi acquisti.

Ragazze azzurre inserite negli squadroni ci sono. Barbara Guarischi ed Elena Cecchini sono le colonne della SD Worx. Altre hanno faticato finora a trovare la strada maestra. Letizia Borghesi è sulla porta del grande risultato. Francesca Barale, 22 anni, ha lasciato il Team PicNic per approdare alla Movistar donne, passando il testimone a Gaia Masetti che ha trovato ad accoglierla Eleonora Ciabocco, 22 anni, che cresce per piccoli passi cocciuti e fa le cose migliori in maglia azzurra.

L’infornata delle donne junior più forti degli ultimi due anni ha trovato posto in piccole squadre e devo team in attesa di fare il grande salto, come Giada Silo alla UAE Development e Chantal Pegolo alla Isolmant con vista sulla Lidl-Trek. E proprio la squadra tedesca sta vivendo una rivoluzione la cui portata è ancora da capire. La proprietà ha voluto ridisegnare proprio il team delle donne, tagliando a fine marzo un tecnico attento come Michael Rogers e sostituendolo con Frank Schleck. Come cambieranno gli equilibri? In che modo l’ambiente diventerà più accogliente e produttivo?

Eleonora Ciabocco, Italia, campionato europeo ciclismo su strada 2025
Il secondo posto agli europei U23 di Eleonora Ciabocco dietro Paula Blasi conferma la sua crescita
Eleonora Ciabocco, Italia, campionato europeo ciclismo su strada 2025
Il secondo posto agli europei U23 di Eleonora Ciabocco dietro Paula Blasi conferma la sua crescita

Sembra ieri, ma sono passati due anni dall’Editoriale in cui scrivemmo che magari la parità dei premi fosse stata raggiunta, ma i problemi del ciclismo delle donne fossero gli stessi degli uomini. Le cose non sono cambiate, le differenze si stanno amplificando. Speriamo tutti che Elisa Longo Borghini torni presto a ristorarci con la sua energia e la sua ombra. E visti i tanti contratti in scadenza fra le nostre donne più forti, speriamo che nello scegliere le squadre per il prossimo futuro, in questo momento cerchino soprattutto il contesto migliore

Giro dell'Appennino 2026, Silvia Persico, vittoria, UAE Team ADQ

Il punto di Velo: tra certezze, il nuovo che avanza e forze ritrovate

23.03.2026
5 min
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Con la Sanremo Women si è archiviato un primo periodo di classiche e di corse importanti, che hanno permesso al cittì Marco Velo di avere uno sguardo d’insieme di quella che è la condizione e lo stato di forma delle sue ragazze. Ora il calendario propone un momento di transizione, con le corse che si spostano verso il Nord: inizia la stagione del pavé. Anche per Marco Velo, al secondo anno nel ruolo di cittì della nazionale femminile, è il momento di fermarsi e ragionare. Mettendo insieme i pezzi del puzzle. 

«Fermarsi non proprio – dice scherzando Velo – anche perché da domani sarò di nuovo in giro, andrò anche a vedere i percorsi per i campionati italiani donne elite e juniores. 

«La stagione delle azzurre era già partita bene al UAE Tour – riprende subito – con una doppietta nella tappa decisiva: prima Elisa Longo Borghini e seconda Monica Trinca Colonel. Poi ci sono state le prime classiche con Strade Bianche, Cittiglio e Sanremo. Il bilancio è positivo, abbiamo visto ottime prestazioni da parte di molte delle ragazze».

Longo Borghini ha attaccato a Colle PInzuto e sulle Tolfe, ma non si è liberata di Niewiadoma e Chabbey
Elisa Longo Borghini rimane il riferimento del movimento azzurro, Velo conta molto su di lei sia in gara ma anche come trascinatrice
Longo Borghini ha attaccato a Colle PInzuto e sulle Tolfe, ma non si è liberata di Niewiadoma e Chabbey
Elisa Longo Borghini rimane il riferimento del movimento azzurro, Velo conta molto su di lei sia in gara ma anche come trascinatrice
Andiamo a ritroso, cosa ti ha detto la Sanremo?

Purtroppo Elisa (Longo Borghini, ndr) ha dovuto rinunciare due giorni prima, ed è stato un peccato. Tuttavia le sue compagne hanno colto al volo l’occasione, sono molto felice sia per Eleonora Gasparrini che per Silvia Persico. Non è facile prendersi delle responsabilità quando si è abituate a fare un certo tipo di lavoro, invece loro si sono fatte trovare pronte. 

Quello di Gasparrini è un podio importante, quanto?

Molto, perché in una corsa difficile e impegnativa ha dimostrato di avere una grande condizione. Ha fatto vedere di poter essere molto vicina alle prime, tenere sul Poggio e fare terza in quella volata non era scontato.

Hai detto anche di Persico, che il giorno dopo ha vinto al Giro dell’Appennino…

Ritrovare la vittoria a coronamento di un bel periodo di forma. A mio avviso Persico non ha mai avuto un calo, semplicemente l’arrivo di Elisa Longo Borghini ha cambiato un po’ i ruoli e le dinamiche nel team. Rimane un’atleta molto forte, la vittoria di ieri al Giro dell’Appennino lo dimostra e spero possa essere quel boost a livello morale che le serve per arrivare arrivare al nord ancora più pronta.

Quali sono stati gli altri bei segnali in queste prime gare?

Eleonora Ciabocco aveva corso davvero bene al UAE Tour, poi però la caduta del Binda l’ha messa fuori dai giochi per un po’. Le auguro una pronta guarigione, l’ho sentito e scherzando mi ha detto che tornerà al picco di forma per le gare con la nazionale. Ha un bel carattere, molto positivo e spero possa continuare a crescere e lavorare in questo modo

Abbiamo rivisto anche le velociste, con Balsamo e Consonni…

Rivedere Elisa Balsamo davanti mi ha fatto tanto piacere, spero che il 2026 possa essere un anno tranquillo e senza la sfortuna che ci mette lo zampino. La Sanremo di Chiara Consonni mi ha stupito, perché dopo aver perso contatto sulla Cipressa ha tenuto duro rientrando in gruppo. Sul Poggio è rimasta nel gruppo alle spalle delle prime e ha chiuso con un buon decimo posto.

Come arrivano le azzurre alle Classiche del Nord?

Direi bene, i nomi che ho fatto sono quelli che spero di vedere davanti nelle prossime settimane. Penso che Elisa Balsamo possa fare bene, così come Consonni e Martina Fidanza. Nei prossimi giorni sentirò anche Longo Borghini per capire come sta, ma non credo che questo breve stop possa intaccare la sua preparazione.

Rimane lei il faro della nazionale?

Assolutamente, ma vedere le altre ragazze sempre più protagoniste mi fa ben sperare. Elisa (Longo Borghini, ndr) è un esempio per tutte e mi piacerebbe averla per ancora diversi anni, ha un qualcosa che si vede in pochi atleti al mondo. Una dedizione, meticolosità e uno spirito che sono impareggiabili. 

Cosa manca alle altre per riuscire a imporsi contro le prime della classe?

Credo sia un discorso a due vie: di crescita fisica ma anche mentale. Mi piace citare Velasco (il cittì della nazionale di pallavolo, ndr) lui dice che quando ti alleni su una cosa in maniera continuativa e alla fine ti riesce scatta un “click” mentale. Ed è vero, penso che molte delle nostre abbiano le qualità per arrivare in alto, serve un po’ di fiducia in più. Credo e spero che in vista di Fiandre e Roubaix le nostre possano raccogliere risultati che diano loro quella consapevolezza.

Matrimonio Balsamo-Plebani: una reunion Valcar con Pollicini, Consonni, Arzeni, Guazzini, Alzini e Sanguineti

Arzeni, amico e avversario delle sue ex “figlie” della Valcar

20.03.2026
7 min
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Abbiamo proposto un piccolo gioco a Davide Arzeni: togliersi per un attimo i panni di diesse della Canyon//Sram zondacrypto e rimettersi quelli della bella Valcar-Travel & Services che fu, per rivedere a distanza di cinque anni come stanno le sue ex “figlie”.

Ne abbiamo scelte otto, quelle che sono state più rappresentative per una società forse unica nel suo genere, che è nata facendo ciclismo giovanile ed è arrivata fino allo status di team continental con una qualità, un potenziale e vittorie da WorldTour. E con “Capo” Arzeni ci siamo accorti una volta di più quanto un lustro nel ciclismo moderno equivalga ad una piccola era geologica. Sfruttando quindi un weekend di “riposo” del tecnico bergamasco, siccome non sarà in ammiraglia per la Sanremo Women perché farà tutta la campagna del Nord, siamo andati a sfogliare anche l’album dei ricordi per il nostro “prima ed ora”.

Alzini ha avuto una crescita graduale su strada dopo aver vinto tanto in pista. Per Arzeni può centrare qualche bel successo
Alzini ha avuto una crescita graduale su strada dopo aver vinto tanto in pista. Per Arzeni può centrare qualche bel successo
Alzini ha avuto una crescita graduale su strada dopo aver vinto tanto in pista. Per Arzeni può centrare qualche bel successo
Alzini ha avuto una crescita graduale su strada dopo aver vinto tanto in pista. Per Arzeni può centrare qualche bel successo
Iniziamo in rigoroso ordine alfabetico con Alzini. Ti aspettavi che fosse a questo livello?

Sono in ottimi rapporti con Martina che reputo un’atleta matura ed esperta. Ha fatto una crescita graduale, prima dedicandosi alla pista dove ha vinto tanto, tra cui due mondiali col quartetto, poi curando di più la strada. Bisogna riconoscere che la malasorte l’ha rallentata molto con diversi infortuni. Per me può ancora raccogliere tanto, specialmente se sarà più assecondata dalla fortuna.

Procediamo con Balsamo, non un’atleta qualunque per Davide Arzeni. Qual è il tuo primo pensiero?

Stiamo parlando della ragazza di cui sono stato testimone di nozze e suo coach fino a fine 2022 (foto in apertura, ndr). Ovvio che poi per conflitti di interessi non abbiamo più potuto lavorare assieme, ma siamo sempre in contatto. Con Elisa ho fatto un percorso lungo 7 anni che ha prodotto grandi risultati ed è culminato con la vittoria del mondiale nel 2021. L’anno successivo è passata alla attuale Lidl-Trek vivendo una grandissima stagione. Ci siamo tolti grandi soddisfazioni, poi dall’anno dopo ancora sono arrivati i problemi, anzi le sfortune.

Dopo tanti infortuni negli anni scorsi, Balsamo sta tornando sui suoi livelli. Arzeni ne è convinto
Dopo tanti infortuni negli anni scorsi, Balsamo sta tornando sui suoi livelli. Arzeni ne è convinto
Dopo tanti infortuni negli anni scorsi, Balsamo sta tornando sui suoi livelli. Arzeni ne è convinto
Dopo tanti infortuni negli anni scorsi, Balsamo sta tornando sui suoi livelli. Arzeni ne è convinto
Come sta veramente Balsamo?

Elisa è stata molto penalizzata da due brutte cadute, una nel 2023 e la seconda nel 2024. Avere due episodi simili non è semplice a livello psicofisico, specie quando stai recuperando dall’infortunio precedente e in un periodo nel quale il ciclismo femminile sta viaggiando fortissimo. Ci sono stati di mezzo anche i Giochi di Parigi che forse non le hanno consentito di recuperare con più calma. L’anno scorso ha avuto problemi di salute, ma so che sta tornando ai suoi standard e la vedremo presto nelle posizioni di vertice che le competono di più.

Terza nella lista per Arzeni c’è Marta Cavalli. Ti aspettavi che si ritirasse ancora giovane?

Innanzitutto devo dire che Marta in realtà l’ho vissuta poco, però è stata colei che ha regalato la prima grande vittoria alla Valcar col campionato italiano nel 2018. E ricordiamoci che lei ha fatto lì tutta la trafila giovanile. Poi negli anni ha trasformato le sue caratteristiche togliendosi grandi soddisfazioni come Amstel, Freccia Vallone e podio al Giro Women. Consideriamo che le ragazze passano da juniores a elite, quindi arrivano presto ad avere tanti anni nella categoria. Questo a volte può incidere in certe scelte, ma per Marta credo che purtroppo il brutto incidente al Tour Femmes 2022 l’abbia fortemente condizionata.

Continuiamo con Consonni. E’ in linea con le aspettative di Arzeni nei suoi confronti?

Anche Chiara la conosco benissimo, non solo perché siamo nella stessa squadra e sono il suo diesse. Fino a fine 2024 sono stato il suo preparatore e so quello che può dare ancora. L’oro olimpico di Parigi nella madison e gli altri titoli in pista sono risultati indiscutibili, tuttavia su strada deve trovare la sua vera dimensione.

Come mai non ci è ancora riuscita?

Come vi ha detto lei ieri, il suo 2025 nella Canyon non è stato facile come pensava, però le ho sempre detto che era stata la decisione giusta e lungimirante. Chiara è uscita dalla sua comfort zone ed ora è pronta a raccogliere i frutti. Ad esempio, non le manca nulla per battere Wiebes, che al momento resta la velocista più forte in circolazione.

Altro nome che potrebbe farti sobbalzare. Cosa ci dici su Gasparrini?

Eleonora è sempre stata un’atleta fortissima già da junior. Sto riscontrando che sta raggiungendo la propria maturità e purtroppo per me è una mia avversaria (dice ridendo, ndr). Ha già vinto belle corse, ma onestamente mi sarei aspettato che a questo punto della sua carriera avesse almeno una classica o una tappa più di prestigio. Per correttezza però devo anche dire che lei corre in una formazione dove ci sono degli equilibri molto importanti da rispettare. Lei è cresciuta con la filosofia Valcar, quindi è sempre pronta ad aiutare le compagne. E’ contenta di essere in UAE e sono certo che centrerà presto una grande corsa.

Siamo quasi in fondo con Guazzini. E’ forse quella che deve ancora raccogliere di più?

Vittoria è una fuoriclasse. Ho un ottimo rapporto con lei, alla Strade Bianche mentre risaliva le ammiraglie, mi ha bussato sul vetro della portiera per salutarmi. Anche lei corre in una squadra molto forte dove deve seguire certe regole e tattiche. L’oro olimpico assieme a Consonni, targato Valcar, mi ha fatto commuovere, ma la “Guazz” per caratteristiche potrebbe vincere molto di più su strada. E’ stata sfortunata con tante cadute, però è prontissima a cogliere un grandissimo successo.

Siamo arrivati a Persico. E’ stata forse la scoperta migliore di Arzeni?

Nel 2022, dopo la partenza di Balsamo, in Valcar abbiamo vissuto una stagione straordinaria e Silvia è diventata la leader sul campo. In quell’anno ha raccolto grandi risultati e prestazioni personali che forse non ci aspettavamo, anche se sapevo che era pronta. Anche lei è un’atleta esperta, che ha saputo ritagliarsi il ruolo non indifferente di gregaria di lusso di Longo Borghini. Silvia si trova bene con quei compiti di fiducia e i risultati della UAE lo dimostrano, basti guardare l’azione di Monte Nerone al Giro Women dell’anno scorso o la vittoria di Swinkels allo scorso Trofeo Binda. Forse Silvia ora vincerà di meno, ma ottiene successi con la squadra ed è sicuramente felice così.

Chiudiamo con Sanguineti, una ragazza per la quale stravedevi. E’ vero che hai cercato di portarla alla Canyon quest’anno?

Sono molto legato a Yaya (il soprannome di Ilaria, ndr). L’ho detto una marea di volte, alla Valcar quando girava lei, girava tutta la squadra. Quando a fine 2025 ho saputo che era senza contratto ho provato a chiamarla per capire se fosse interessata ad un ruolo di lead-out nel treno di Consonni. Loro due assieme sapevano come battere Wiebes, per dire. Yaya è la donna squadra per eccellenza e le sue compagne si trovavano a meraviglia con lei. Però anche lei pur avendo solo 31 anni aveva accumulato tredici stagione da elite/pro’ e probabilmente voleva fare una vita diversa, lontana dal ciclismo. Scelta comprensibile.

Sanguineti si è ritirata, ma è stata preziosa per Balsamo e altre compagne. Arzeni la voleva portare in Canyon per il treno della Consonni
Sanguineti si è ritirata, ma è stata preziosa per Balsamo e altre compagne. Arzeni la voleva portare in Canyon per il treno della Consonni
In questi ultimi cinque anni che idea ti sei fatto del movimento femminile?

Il ciclismo femminile è cambiato tantissimo. Sembra che sia passato un secolo da quando a fine 2022 abbiamo provato a proseguire con Valcar attraverso nuovi sponsor importanti. So che saremmo potuti essere un grande team WorldTour, però non c’è nostalgia o rammarico. Di quella Valcar composta da queste otto ragazze e tantissime altre che hanno dato tanto a noi, tra l’altro quasi tutte coetanee e per buona parte della stessa zona geografica, resta la bellezza di una storia irripetibile.

Balsamo e Pasternoster, tornate a ruggire anche su pista

Balsamo e Pasternoster: tanto forti, tanto diverse

21.02.2026
6 min
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Le avevamo lasciate a Parigi 2024, profondamente deluse per l’andamento di un’Olimpiade amara, dove altre avevano festeggiato mentre loro, Elisa Balsamo e Letizia Paternoster, erano rimaste con nulla in mano. Rivali su strada e compagne su pista, forse non amiche, ma sempre unite dal comune obiettivo, le due campionesse azzurre avevano messo da parte l’attività nei velodromi per concentrarsi sulla stagione su strada, ma la pista è rimasta fondamentale nel quadro della loro preparazione.

Gli europei di Konya le hanno viste tornare protagoniste sull’anello, componenti un quartetto riformato, con una sola reduce dal titolo mondiale 2025, eppure capace di riscrivere il record nazionale anche grazie alle particolari caratteristiche del velodromo turco. Un nuovo punto di partenza e nessuna delle due ha intenzione di fermarsi lì. Le abbiamo messe a confronto attraverso un fuoco di fila di domande, per analizzare un’esperienza che restituisce due gioielli al settore della pista alle porte dell’inizio del periodo di qualificazione olimpica.

Nell'omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Nell’omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Nell'omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Nell’omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Com’è stato il ritorno a un grande evento su pista dopo così tanto tempo?

PATERNOSTER: «Bello, me lo sono goduto veramente bene, è stato emozionante sicuramente e sono stata veramente felice di com’è andato il tutto. L’ho vissuto con spensieratezza e con voglia proprio di godermi quello che stavo facendo».

BALSAMO: «Sì, era passato ormai un po’ di tempo da quando avevo gareggiato su pista e devo dire che sono stata contenta di riassaporare quelle sensazioni. Ho visto che la pista mi era mancata. Su pista mi sono sempre divertita, è stato così anche a Konya».

Nel reindossare la maglia azzurra, il caschetto, inforcare la bici sull’anello del velodromo, ti sono tornate in mente le immagini di Parigi 2024? Che cosa ti ha lasciato a distanza di tanto tempo quell’esperienza olimpica?

BALSAMO: «Sono sincera, per me ormai sia Tokyo che Parigi sono delle esperienze chiuse e quindi non ho interesse a ricordare quello che è successo, perché non sono state esperienze positive, né l’una né l’altra, per quanto mi riguarda. L’obiettivo era proprio quello di tornare a divertirmi in pista, incominciare un nuovo capitolo e quindi non ho pensato a quello che avevo passato negli ultimi anni».

PATERNOSTER: «Parto dal presupposto che mi ha lasciato veramente un grande bagaglio di esperienze. Mi ha segnato molto e non tornerei indietro su niente di quello che è stato, ma nel rimettere il caschetto e la divisa azzurra non ho voluto pensare al passato, per concentrarmi sulle forti emozioni positive che ho vissuto con quella maglietta che per me è sempre stata motivo di orgoglio».

Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell'eliminazione
Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell’eliminazione
Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell'eliminazione
Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell’eliminazione
Come giudichi la trasferta di Konya dal punto di vista dei risultati personali?

PATERNOSTER: «Io sono soddisfatta, siamo riusciti a mettere in piedi un quartetto che pur non avendo provato tantissimo (anzi insieme quasi mai…), ci trovavamo l’una con l’altra. Era una formazione nuova, l’abbiamo messa in piedi un po’ così ma sicure dei nostri numeri e dei nostri valori. Per questo prendere una medaglia è stato molto emozionante. Per quanto riguarda le prove individuali, era un punto di domanda: il ritrovarmi in una corsa di gruppo dopo un anno e mezzo non è stato semplice…».

BALSAMO: «Per me è stata una trasferta positiva, non avevo alcuna ambizione a livello di risultato, invece sono arrivate ben due medaglie, più una medaglia di legno nell’omnium, quindi direi che è stato assolutamente positivo».

La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
Siamo a metà del quadriennio olimpico. La pista la vedi sempre come una parte integrante della tua attività e ti sei posta Los Angeles come obiettivo?

BALSAMO: «Sì, se sono tornata è proprio rivolgendo lo sguardo verso Los Angeles, anche se manca ancora un po’ di tempo. L’obiettivo principale è quello, poi si sa che il cammino di avvicinamento prevede anche altri appuntamenti, bisognerà anche vedere come sarà il percorso della strada per vedere quali saranno poi le mie decisioni, ma l’Olimpiade è per me un must».

PATERNOSTER: «La pista è per me essenziale. Ha sempre fatto bene e farà sempre bene alla mia attività, questo è sicuro. Per quanto riguarda Los Angeles, sinceramente ad oggi non ci sto pensando, sono focalizzata tanto a vivermi il presente, le emozioni del momento e cercare di costruire giorno dopo giorno una Letizia solida e mentalmente e fisicamente, questo è veramente un grande step che ho fatto interiormente e mi sta facendo vivere la quotidianità, gli allenamenti con tanta serenità e gioia. A Los Angeles ci penserò a tempo debito».

Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Che impressione ti hanno fatto le nuove leve come Venturelli e Sanarini, hai rivisto in loro qualcosa di te ai primi approcci con il team azzurro?

PATERNOSTER: «Venturelli è già da un po’ nel nostro gruppo, che gira con noi, anche prima di Parigi. Quindi la conoscevo già bene ed è sempre stata un membro solido del gruppo, si sa il suo valore, è sempre stato palese a tutti il suo enorme talento. Sanarini è veramente giovanissima, fino all’anno scorso era junior, mi ha fatto veramente una grande impressione, è una ragazzina promettente ed è stato bello vedere la grinta, la tensione, la voglia che aveva di fare, di dimostrare sempre il suo meglio. In quello mi ci sono rivista tanto e spero di averle trasmesso qualcosa, è una ragazza che deve credere in sé perché ha grandi potenzialità».

BALSAMO: «Per me è stato bello correre con delle ragazze giovani. Sicuramente io non mi ritengo una veterana, ma ho più esperienza rispetto a loro. Ho cercato di trasmettere tutto quello che avevo imparato in passato e devo dire che ho ripensato alla mia prima Coppa del Mondo. Mi sono venuti in mente un po’ di ricordi nel 2016 ad Hong Kong, prima dei Giochi di Rio e quindi 10 anni fa».

Venturelli insieme a Elisa Balsamo, per loro un bronzo nella madison foriero di tante speranze per entrambe
Venturelli e Balsamo, una madison di bronzo e una formazione che può davvero crescere
Venturelli insieme a Elisa Balsamo, per loro un bronzo nella madison foriero di tante speranze per entrambe
Venturelli e Balsamo, una madison di bronzo e una formazione che può davvero crescere
Che cosa chiedi a questa stagione su strada?

BALSAMO: «Non ho nascosto che il mio sogno è vincere una Monumento, questo è l’obiettivo principale, quindi le classiche. Vorrei una stagione un po’ più tranquilla delle ultime passate, i risultati verranno di conseguenza. e gli obiettivi sono quelli, insomma».

PATERNOSTER: «Chiedo la gioia e la serenità del vivermi veramente tutto, perché è vero che con quella arrivano anche i risultati. E’ inutile dire partecipare, stare bene, essere felici, ma noi corriamo per il risultato e io lo voglio con tutta me stessa».

La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all'Omloop Het Nieuwsblad
La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all’Omloop Het Nieuwsblad
La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all'Omloop Het Nieuwsblad
La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all’Omloop Het Nieuwsblad
Il calendario è sicuramente molto fitto, ma ci sarà occasione per rivederti all’opera su pista in questa stagione e magari puntare anche ai Mondiali di ottobre?

PATERNOSTER: «Sicuramente sì. Adesso mi concentro bene sulle classiche e cerco di andare in pista quando mi è possibile, perché ora risiedo a San Marino, quindi è un po’ difficile l’organizzazione del tutto. Ma cerco di incastrarla al meglio dalle mie potenzialità e poi da lì capirò cosa fare. Sono in contatto con Bragato e Villa, cerchiamo di mettere giù un piano e penso che una Coppa del Mondo se è fattibile mi piacerebbe andare a farla, ma ancora con il team non ne ho discusso».

BALSAMO: «Sì, il mondiale potrebbe essere un’occasione, ma è a fine stagione, manca ancora parecchio tempo, è però sicuramente un’opzione aperta».

Campionati europei pista, Konja, Elisa Balsamo, Federica Venturelli

Venturelli e quella madison fuori dalla sua comfort zone

20.02.2026
5 min
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Fra due giorni riattaccherà il numero sulla schiena alla Clasica de Almeria per la sua prima stagione nel WorldTour, ma il 2026 Federica Venturelli lo ha aperto ad inizio febbraio con gli europei in pista a Konya portando a casa tre medaglie.

Oltre all’argento nell’inseguimento individuale e il bronzo col quartetto in due discipline che per lei rappresentano la comfort zone, la 21enne cremonese ha conquistato un incoraggiante bronzo nella madison in coppia con Elisa Balsamo. Dopo averne parlato con Marco Villa, cittì della pista femminile al pari di Bragato, abbiamo chiesto a Venturelli com’è stato reimmergersi in quella disciplina che da juniores e U23 le aveva dato gioie e dolori. Nel frattempo lei, dopo la rassegna continentale in Turchia, si è allenata attorno a Brescia, dove ormai è di stanza nelle residenze dell’università cittadina nella quale studia Farmacia seguendo in presenza obbligatoria le sedute in laboratorio.

Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Federica avete sfiorato l’argento di un solo punto. Che corsa è stata?

Sapevamo che la madison è una gara lunga e 120 giri si fanno sentire. Sapevamo anche la tattica di alcune nazionali sarebbe stata quella di partire a tutta. Elisa ed io abbiamo gestite le forze per uscire alla fine e così è stato. Non abbiamo inseguito subito quando è partito il Belgio, ma abbiamo recuperato in fretta. Peccato perché nell’ultima parte di gara abbiamo quasi preso il giro e per noi poteva cambiare tutto. Il finale è stato molto faticoso, abbiamo dato tutto, però non è bastato.

Eravate più soddisfatte o rammaricate?

Certamente eravamo molto contente per un risultato che riteniamo ottimo, quindi soddisfatte. Considerate che era la prima madison che Elisa ed io facevamo assieme, avevamo fatto solo un paio di prove a Montichiari. Entrambe arrivavamo dall’estate 2024 particolarmente sfortunata. Per lei era la prima esperienza di una certa importanza dopo i Giochi di Parigi, io invece non facevo una madison dopo la caduta agli europei U23 di Cottbus dove mi ero rotta un braccio.

Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all'europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all’europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all'europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all’europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Come avevi preso la decisione dello staff di farti fare la madison?

Ammetto che ero piuttosto tesa proprio perché mi era rimasto quel ricordo di quasi due anni fa. Mi mette sempre un po’ di paura visto che sei in pista con altre 30 atlete che talvolta fanno movimenti imprevedibili. Dovevo vedere come mi sarei ritrovata in una gara di gruppo. Tuttavia durante l’avvicinamento e la gara stessa ho capito che una madison tra le juniores e U23 è una cosa, mentre tra le elite che sono molto più esperte e lineari è un’altra. Alla fine è andata così.

Immaginiamo che la presenza di Balsamo ti abbia aiutata, giusto?

Sì, assolutamente. Con Elisa ho trovato subito un grande feeling. Ha tantissima esperienza e mi sono completamente fidata ed affidata a lei. E’ stata molto brava anche a mantenere la calma nei momenti più delicati.

Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Rispetto alle madison che facevi da giovane, in quale aspetto ti senti di dover crescere?

Già correndo con Elisa ho capito tanti dettagli di cui fare tesoro. Devo imparare a leggere meglio le dinamiche di gara. Oppure ad esempio se allungare o accorciare i tempi del cambio. O ancora altri meccanismi che si presentano durante i giri.

Pensi che potremo rivedere nuovamente Federica Venturelli ed Elisa Balsamo alle prossime madison internazionali?

Per questo europeo la nostra è stata una coppia forzata perché mancavano sia Guazzini che Consonni, che hanno vinto l’Olimpiade. Loro sono le titolari, ma erano impegnate con le corse delle loro formazioni. Quando ci saremo tutte, io lascerò il posto a loro o alle altre ragazze più esperte di me. Mi trovo più a mio agio con le bici da inseguimento (dice sorridendo, ndr), ma non escludo che in futuro mi possa giocare il posto anche per le gare di gruppo. Siamo tutte forti, la concorrenza è stimolante e sapremo alzare ulteriormente il nostro livello.

Senza le "titolari", questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Senza le “titolari”, questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Senza le "titolari", questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Senza le “titolari”, questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Il tuo calendario tra pista e strada cosa prevede?

Correrò la Coppa del mondo in pista ad Hong Kong dal 17 al 19 aprile e spero che ci possa essere il quartetto che ha vinto il mondiale, anche solo per sfoggiare tutte assieme il body iridato e poi il mondiale in Cina a Shanghai a metà ottobre. Non farò l’europeo U23 di luglio a Cottbus perché sarò impegnata su strada. Con la UAE Team ADQ dopo l’esordio di Almeria, farò la Omloop Nieuwsblad e Le Samyn tra fine febbraio ed inizio marzo. Correrò ancora tante classiche di seconda fascia in Belgio prima di fare la Roubaix. Con la Vuelta ad inizio maggio finirò il blocco della prima parte di stagione e poi imposterò la seconda.

Europei al via, fra le donne due graditi ritorni

Europei al via, fra le donne due graditi ritorni

31.01.2026
5 min
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Una nazionale allenata a quattro mani: agli europei di Konya torna il gruppo azzurro della pista femminile che vede Diego Bragato e Marco Villa affiancati nella gestione della squadra. Una formazione costruita non senza fatica, considerando che tante sono impegnate nelle prime uscite su strada e i vari team WT hanno bisogno di loro per testare gli assetti in vista della primavera. Ma gli spunti d’interesse non mancano.

Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato
Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato
Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato
Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato

Europei troppo in anticipo? Forse no…

Tutti dicono che questi europei (ancora abbastanza scevri da responsabilità, considerando che le qualificazioni olimpiche inizieranno solo a fine stagione) arrivano troppo presto, ma Villa sorprende nella sua risposta: «Forse se arrivavano una settimana prima era meglio, però siam sempre qua che cozziamo contro le attività dei team, cerchiamo di conviverci e di organizzare al meglio come si può. Quest’anno almeno abbiamo la possibilità di recuperare elementi che nel 2025 non abbiamo potuto avere a disposizione».

Anche se non sono tappa qualificativa per Los Angeles 2028, Bragato sottolinea però che la rassegna continentale ha comunque un peso specifico importante: «Non è qualificazione diretta, ma serve ad avere i punti per poter a fine anno essere presenti al mondiale e iniziare il cammino a cinque cerchi. Da un lato il titolo mondiale del quartetto ci dà una certa tranquillità per quella gara, come punteggio non abbiamo problemi per partecipare a fine anno al mondiale, ma i regolamenti UCI impongono che facciamo punti nelle prove di gruppo, quindi omnium, scratch, eliminazione e anche la madison hanno ranking differenti da quelli dell’inseguimento».

Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya
Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya
Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya
Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya

Due rientri attesi da tanto

Come ci si è regolati per supplire alle assenze e chi mancherà a Konya? «Guazzini, Consonni, Fidanza e Alzini ci avevano già detto che non potevano esserci – spiega Villa – quindi abbiamo cercato di parare il colpo, sfruttando il fatto che la rosa si sta allargando. Intanto abbiamo una Venturelli che è l’unica reduce di Santiago, poi dopo l’anno sabbatico ritroviamo Balsamo e Paternoster, e quindi andarci già con queste tre campionesse è un bel vantaggio. Sono tre nomi importanti. Ma trovare delle giovani da affiancare loro non è facile. Abbiamo lavorato un po’ con Sanarini, con Baima, con altre giovani, ma dovremo trovare un compromesso di prestazione, però sono contento di avere almeno queste 3 top».

«Abbiamo scelto di avere un bel mix – ribadisce Bragato – nel senso che sarà l’occasione per ritornare al lavoro con persone che avevano la pista nel cuore e non hanno potuto viverla nel 2025. Porteremo Sanarini, daremo fiducia a una ragazza che era junior fino a qualche mese fa, ma sta crescendo e lavorando bene insieme a Baima e a Venturelli, che porterà la maglia di campionessa del mondo. Sarà un’occasione di maturità per lei».

Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024
Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024
Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024
Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024

La Balsamo è tornata competitiva

Per Balsamo e Paternoster è quindi un gradito ritorno, ma come le hanno trovate dopo un anno di assenza? «Abbiamo ritrovato una Balsamo in allenamento molto competitiva – sottolinea Villa – già ai livelli dove l’avevamo lasciata, ma parliamo di ragazze che hanno iniziato da giovanissime a fare questa doppia attività e ormai hanno una memoria atletica che con poco la richiamano. Vediamo nelle gare di gruppo che gap hanno con le altre, ma non credo molto, anche se pesa l’assenza di gare nostre interne».

Questa occasione consente anche di sperimentare una nuova coppia per la madison, considerata l’assenza delle olimpioniche Consonni e Guazzini. Su chi puntare per trovare un’alternativa? «Ci si dimentica che, prima dei problemi fisici avuti nel 2024, Balsamo era titolare fissa per la madison ricorda Villa – insieme alla Guazzini. Anche a malincuore dovetti prendere certe decisioni. Diciamo che ritrova un po’ il suo ruolo e si affiancherà alla Venturelli che è stata campionessa del mondo juniores della madison con la Grassi qualche anno fa.

«Fra europei, coppe del mondo e mondiali – prosegue Villa – in questi due anni faremo delle rotazioni nelle gare di gruppo, madison compresa, per dare la possibilità a tutte di farsi vedere e a noi per cercare di capire come giostrare questo bel gruppo molto competitivo per fare le scelte giuste il giorno che dovremo farle per le Olimpiadi».

Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore
Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore
Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore
Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore

Una pista molto veloce

Tornando alle prove di gruppo, Bragato sottolinea come si muoveranno potendo contare solamente su 5 elementi (con le 4 del quartetto ci sarà anche la Baima): «Ci affideremo soprattutto all’esperienza, perché apriamo un ciclo e perché sono le stesse ragazze che vogliono tornare ai loro livelli anche su pista e quindi torneranno in gioco principalmente loro».

Bragato il velodromo di Konya lo conosce bene: «Ci sono stato l’anno scorso in Coppa del mondo, è nuovo, molto veloce, soprattutto per le discipline di velocità, anche perché è molto largo, quindi dall’alto si scende veramente forte. Ha una situazione di climatizzazione interna che rende l’aria molto rarefatta, quindi mi aspetto tempi molto interessanti sia per la velocità, ma anche per le prove contro il tempo».

Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l'unica reduce del quartetto iridato presente agli europei
Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l’unica reduce del quartetto iridato presente agli europei
Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l'unica reduce del quartetto iridato presente agli europei
Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l’unica reduce del quartetto iridato presente agli europei

La situazione delle altre squadre

Una selezione, quella italiana, ridotta e un po’ rimaneggiata, ma qual è la situazione in casa altrui?

«Dai feedback dei colleghi – risponde Bragato – inglesi e tedeschi arriveranno in forze e quindi ci punteranno in maniera importante. La Francia invece ha un po’ il nostro problema, con tante titolari impegnate su strada. L’Olanda anche, pur presentando una squadra competitiva ma senza le sue punte. Ma attenzione, perché se gli europei sono in concomitanza con le prove australiane del WorldTour, anche il mondiale sarà in corrispondenza con le gare cinesi. Ma in qualche modo faremo, le ragazze sono collaborative, le squadre anche, abbiamo già programmato tutta la stagione assieme proprio per far fronte a queste concomitanze».

Elisa Balsamo

Balsamo: watt, classiche e ambizioni. Elisa è già nel 2026

20.12.2025
5 min
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DENIA (Spagna) – Compostezza, eleganza cucita addosso e un grande sorriso. E’ così che Elisa Balsamo si siede a parlare con noi in questi giorni di pieno inverno. I lavori per il 2026 sono già iniziati e tutto sembra procedere per il meglio. Le prime distanze, le prime prove di volata, i primi test.

La cosa che più ci ha colpito è che, come vedrete, Balsamo parla sempre al plurale. Non c’è solo lei, ma lei e la squadra. Tipico dei campioni, un dettaglio che colpisce in modo positivo. La Lidl-Trek punta molto su di lei e la piemontese ne è evidentemente consapevole.

Al Tour de Suisse Women: la 5ª ed ultima vittoria del 2025. In precedenza aveva conquistato anche Trofeo Binda e Scheldeprijs
Al Tour de Suisse Women: la 5ª ed ultima vittoria del 2025. In precedenza aveva conquistato anche Trofeo Binda e Scheldeprijs
Elisa, partiamo dal 2025. Che anno è stato? Cosa c’è stato di buono e cosa di meno buono?

Direi che l’anno è iniziato in modo molto positivo. La primavera è stata più che buona, sono arrivati tanti risultati e tanti podi, quindi direi di essere soddisfatta. Forse è mancata una vittoria davvero importante, però sono sempre stata lì. L’estate invece è stata un pochino più difficile.

Come mai?

Abbiamo scoperto solo dopo che avevo passato un virus che mi ha compromesso un po’ tutta l’estate. Nonostante questo, anche il finale di stagione è andato abbastanza bene. Posso dire che è stata una stagione da archiviare bene, finalmente portata a termine senza intoppi troppo grandi. Dopo due anni con cadute così brutte non ci si riprende del tutto in una sola stagione, quindi per questo penso che sia stata un’annata positiva anche sotto questo aspetto.

Hai fatto un anno di volume tra corse e piazzamenti, senza intoppi. Ti dà fiducia?

Sì, dà fiducia a me e anche al mio staff, alle persone che lavorano con me in squadra. Abbiamo parlato, fatto dei meeting e tutti sono fiduciosi del fatto che questa stagione sia stata una buona base per il prossimo anno. Non vedo l’ora di iniziare.

Elisa Balsamo
Elisa Balsamo (classe 1998) con la divisa Lidl-Trek 2026. Come colonna sonora per questa foto ha scelto Dont’Stop Me Now dei Queen… che sia di buon auspicio!
Elisa Balsamo
Elisa Balsamo (classe 1998) con la divisa Lidl-Trek 2026. Come colonna sonora per questa foto ha scelto Dont’Stop Me Now dei Queen… che sia di buon auspicio!
E arriviamo alla solita domanda…

La Wiebes!

Sì, scherzi a parte. Non tanto per un confronto diretto, ma per impostare un discorso tecnico prendendola come riferimento. Si parla sempre di watt: come si possono tirare fuori per ridurre il gap con sprinter assolute come Lorena?

Bisogna trovare il giusto compromesso. Per una velocista che tiene anche sulle salite non troppo lunghe, come me, è difficile trovare l’equilibrio tra allenare lo sprint, la forza, il lavoro in palestra, le partenze e le volate, senza mettere su troppo peso e continuando a fare lavori per salite da 5 a 15 minuti. Quando si lavora di più su un aspetto, inevitabilmente si perde qualcosa dall’altra parte.

Si è sempre sul filo della lama…

E’ vero. Quest’anno penso comunque di aver trovato un buon equilibrio. L’idea di migliorare ancora qualche watt in volata c’è, ma l’obiettivo principale è riuscire a esprimerli alla fine di una gara dura. Ci sono atlete che magari fanno più watt di me, ma non riescono a farli dopo quattro ore di gara. Credo che il mio punto di forza sia proprio questo: riuscire a esprimere watt significativi dopo tante ore e tanti chilometri. E’ su questo che stiamo lavorando.

Elisa Balsamo
Tra gli obiettivi di Balsamo c’è la Roubaix: nell’ultima edizione chiuse nona
Elisa Balsamo
Tra gli obiettivi di Balsamo c’è la Roubaix: nell’ultima edizione chiuse nona
Quindi non solo volate di gruppo, ma anche qualche classica più impegnativa?

Non nascondo che i miei obiettivi principali per il 2026 saranno la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix. Sono due gare difficili, non completamente piatte, dove bisogna comunque arrivare a giocarsi la volata. Se ci poniamo questi obiettivi è perché ho capito di essere un’atleta adatta a quel tipo di corse.

Il fatto che aumentino i chilometri ti piace?

Eh – sospira Elisa – è diventata una cosa un po’ devastante. Ci sono gare in cui è comprensibile aumentare la distanza, come la Sanremo. Lì ci può stare, anche perché negli uomini è famosa per i suoi 300 chilometri. Per il resto eviterei di continuare ad aggiungere chilometri: c’è il rischio di rendere le gare monotone nella prima parte, perché sono troppo lunghe. Secondo me siamo già a un buon livello, con chilometraggi giusti. So che non tutti la pensano così, perché per alcune ragazze subentrano caratteristiche fisiche diverse.

In che senso?

Ci sono atlete che in una gara di 100 chilometri non riescono a rendere, mentre in una da 160-170 sì. E’ una cosa molto soggettiva.

Elisa Balsamo
Intanto sono già iniziati i lavori per il treno. Balsamo è l’ultima: sarà lei a sprintare (screenshot a video)
Elisa Balsamo
Intanto sono già iniziati i lavori per il treno. Balsamo è l’ultima: sarà lei a sprintare (screenshot a video)
Hai fatto qualche intervento tecnico sulla bici?

Ho cambiato il manubrio. Ero rimasta l’unica in squadra a usare ancora quello vecchio. Ora è integrato e soprattutto non è pari misura sopra e sotto, nel senso la parte superiore è più stretta rispetto a quella della curva. E’ l’unico cambiamento, perché per il resto mi sono sempre trovata bene con tutto.

Chiudiamo con la pista. Il prossimo anno inizia la rincorsa a Los Angeles…

E’ vero, ma il mio obiettivo principale resta la strada. Nonostante questo sono tornata in pista per qualche allenamento, anche prima di venire qui in Spagna in ritiro. E continuerò ad andarci. Parteciperò agli europei a inizio febbraio, ma cerco di vivere la pista come un’attività complementare alla strada.

In che modo?

Sono sicura che i lavori in pista siano molto utili anche per la strada, per le mie caratteristiche. Più ci si avvicinerà a Los Angeles, magari bisognerà rinunciare a qualcosa su strada, ma non è la mia idea per il prossimo anno. L’obiettivo è tornare in pista dopo un po’ di tempo, ritrovare il feeling giusto e usare il lavoro in pista per raggiungere anche gli obiettivi su strada.

Confalonieri ai saluti. E lascia posto a due italiane

12.09.2025
5 min
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Per Maria Giulia Confalonieri queste sono le ultime gare. E’ in Francia, per due classiche di prestigio, poi ancora qualche impegno e alla fine di questa stagione chiuderà la sua lunga carriera. Una decisione maturata nel tempo, anche se poco strombazzata, tenendo fede d’altro canto al suo personaggio schivo, preciso, estremamente professionale in qualsiasi frangente.

Al suo terzo anno nella Uno-X, la Confalonieri lascia posto ad altre forze provenienti dall’Italia, come Alessia Vigilia e Laura Tomasi che l’anno prossimo terranno alto il vessillo italiano in terra norvegese. Forse avrebbe potuto esserci anche lei, la carta d’identità e soprattutto le prestazioni dicono che è ancora super competitiva, ma la decisione è stata presa.

L’abbraccio con la polacca Malecki. Nel team norvegese la lombarda ha trovato un ambiente ideale e pieno di fiducia
L’abbraccio con la polacca Malecki. Nel team norvegese la lombarda ha trovato un ambiente ideale e pieno di fiducia

«Sì, praticamente già dall’anno scorso, infatti avevo firmato solo un anno, poi ovviamente andando ancora bene abbiamo parlato con la squadra e avrebbero voluto che continuassi, che restassi. Non avrei preso in considerazione altre soluzioni perché sarei rimasta qua dove ho trovato un bell’ambiente, un gruppo che piano piano sta crescendo. Ma non me la sono sentita di andare avanti, penso che sia anche il momento giusto».

Tu hai avuto una carriera lunga, ma chiudi anche abbastanza presto come età. Come lasci questo mondo, è un ambiente logorante secondo te?

Sicuramente sta diventando tutto più curato. Abbiamo fatto passi da gigante nel ciclismo femminile negli ultimi anni, ma l’impegno che ti richiede è maggiore. Poi sì, forse 32 anni non è chissà che età, ma sono passata dalle junior nel 2011, è stata una carriera molto lunga, credo che sia ora di guardare ad altro e mi piace chiudere vedendo che posso essere ancora protagonista.

Due anni alla Valcar per la ciclista di Giussano, unica sua esperienza nel nostro Paese (foto Valcar)
Due anni alla Valcar per la ciclista di Giussano, unica sua esperienza nel nostro Paese (foto Valcar)
Tu hai girato tante squadre, dov’è che ti sei trovata meglio?

Soprattutto nei primi anni era difficile fare contratti lunghi, quindi mi sono ritrovata in diverse situazioni in giro per il mondo. La stabilità ho iniziato a trovarla alla Valcar, poi la Ceratizit e l’Uno-X sono state altre due bellissime esperienze che hanno rappresentato il cuore della mia carriera, ma a quel biennio italiano sono rimasta legata, perché eravamo tutte italiane, tutte amiche, un gruppo fortissimo, ma fatto di ragazze giovanissime. Lì sono stati due bellissimi anni. Italia a parte, qua in Uno-X ho trovato il mio posto, sono stati anni che mi sono goduta.

Se ti guardi indietro, quali sono state le grandi gioie che hai vissuto nella tua carriera?

A livello personale non sono stata una gran vincente, i miei più grandi risultati li ho tenuti in pista, a partire dai due titoli europei consecutivi nella corsa a punti. Poi però ho avuto la fortuna di partecipare a tutte le più grandi gare e negli ultimi anni ad essere di supporto alle mie compagne. Penso che il giorno più bello in assoluto sia stato quando Elisa Balsamo ha vinto il titolo mondiale. In quella che è stata una giornata perfetta. E’ vero che sul podio non c’ero io, ma quel titolo l’ho sentito anche mio. L’esempio di quando la tua compagna vince perché tu lavori per qualcosa e contribuisci.

L’abbraccio con Elisa Balsamo, pilotata magistralmente verso la conquista del titolo iridato 2021
L’abbraccio con Elisa Balsamo, pilotata magistralmente verso la conquista del titolo iridato 2021
E ciclismo a parte, dal punto di vista personale, tutti questi anni di ciclismo, di attività internazionale, che cosa ti hanno dato?

Questa è una bella domanda. Una cosa che mi porto dietro è sicuramente il fatto che ho fatto amicizia con persone un po’ di tutte le parti del mondo, con culture diverse dalla nostra. Questo mi ha consentito d’imparare a vedere il mondo da più punti di vista.

Le due ragazze che arrivano adesso che cosa si troveranno di fronte?

Laura (la Tomasi, ndr) è già stata in organizzazioni abbastanza strutturate. Qui sia lei che Alessia Vigilia troveranno un ambiente molto ben organizzato, ma anche a livello umano è un bel gruppo, dove non si guarda solo all’atleta, ma anche tanto al benessere della persona. Poi come organizzazione, calendario, materiali, preparazione, parliamo di una squadra a livello WorldTour. Ma visto da dove vengono non credo che troveranno differenze. Io penso però che, come è stato importante per me, sarà importante anche per loro il il valore che danno anche alla persona, per farti sempre sentire considerato.

Apeldoorn 2019, secondo titolo europeo nella corsa a punti. Su pista anche un bronzo europeo e mondiale
Apeldoorn 2019, secondo titolo europeo nella corsa a punti. Su pista anche un bronzo europeo e mondiale
Loro ti hanno contattato, ti hanno chiesto qualche consiglio?

Con Laura non ci conosciamo molto. Con Alessia ogni tanto ci sentiamo, mi ha chiesto un po’ come si sarebbe trovata e le ho detto le stesse cose. Non credo proprio avranno problemi di ambientamento.

Chiudendo adesso la tua carriera, hai già idea di che cosa fare?

Sono da 10 anni all’interno del gruppo sportivo delle Fiamme Oro e mi piacerebbe continuare a farne parte, cercando di dare il mio contributo, rimanendo in questo mondo al quale credo di poter dare ancora qualcosa, anche se non più pedalando…

La stagione (solida) di Balsamo. L’analisi tecnica di Larrazabal

08.09.2025
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Anche ieri al Simac Ladies Tour Elisa Balsamo ha strappato un podio, anzi due. Uno nella generale e uno nella tappa. Rispettivamente è arrivata seconda e terza. Questo ennesimo buon piazzamento, ma non ancora una vittoria, ci porta ad analizzare la sua stagione. Una stagione che non si può non scomporre senza tenere presente un punto cruciale: l’incidente occorsole la passata stagione, quella della terribile caduta che mise in discussione persino le Olimpiadi. Il rientro rapido, il Giro Women e poi Parigi… Ma da lì in avanti non è stato facile. Oggi è comprovato che un atleta di vertice impiega oltre una stagione intera e senza intoppi per tornare al proprio livello.

Altro aspetto che può essere fuorviante: da sempre la carriera di Balsamo è accostata in parallelo a quella di Lorena Wiebes. E il fatto che l’olandese si trovi in stato di grazia può portare a un giudizio distorto. Per questo, per avere il quadro reale della situazione, ne abbiamo parlato con il capo dei coach della Lidl-Trek, Josu Larrazabal.

Josu Larrazabal è il capo dei preparatori in casa Lidl-Trek
Josu Larrazabal è il capo dei preparatori in casa Lidl-Trek
E quindi, Josu, partiamo facendo un quadro generale di Elisa Balsamo…

Alla fine la crescita di Elisa è costante e direi anche più solida. E’ più forte anche in salita. Come avete già accennato voi, non bisogna dimenticare l’incidente della passata stagione, che qualche intoppo poi lo ha portato nel corso dei mesi. No, no… per me la stagione di Elisa è solida.

E ieri ha concluso il Simac Ladies Tour al secondo posto…

Ecco, prendiamo proprio il Simac Ladies Tour: vedendo la classifica e gli ordini d’arrivo delle tappe, vinte quasi tutte dalla Wiebes, può sembrare sia stata una corsa di sole velociste e invece non è stato affatto così. Sì, alcune tappe erano veloci, ma non sono mancati strappi, brevi salite, ventagli, cronometro. Posso dirvi che Elisa non ha sbagliato un ventaglio. E’ sempre stata nel vivo della corsa.

Volendo fare la parte del diavolo, però la vittoria manca da un po’. E siamo abituati a vederla vincere con maggior frequenza…

La stagione è iniziata bene. La Balsamo ha vinto subito un paio di tappe e nella stagione delle classiche è stata bravissima. Ha vinto il Trofeo Binda, che non è affatto una corsa facile. E’ arrivata settima alla Milano-Sanremo, ha fatto podio a De Panne, Gand-Wevelgem e ha vinto la Scheldeprijs. Chiaro, non è a livello di vittorie del 2022, ma quella fu una stagione da record. Nel mezzo c’è stato un incidente importante, è di nuovo caduta al Tour de France Femmes e contestualmente c’è stato un grande salto di livello della Wiebes. E non è tutto.

Al Simac una Balsamo di grande sostanza, competitiva anche a crono
Al Simac una Balsamo di grande sostanza, competitiva anche a crono
A cosa ti riferisci?

Anche in squadra abbiamo avuto cambiamenti importanti, che non sono affatto da trascurare quando devi battere la Wiebes e la sua squadra, che è formidabile. Mi riferisco al fatto che abbiamo un treno nuovo, che deve ancora essere messo a punto. Sta anche a noi riuscire a darle il giusto supporto. Non siamo ancora al massimo sotto questo punto di vista, ma ci stiamo lavorando. Se una sprinter non vince uno sprint sembra sempre che manchi qualcosa, mentre noi tecnici valutiamo tutto anche sotto altri aspetti. Sappiamo che lei può ancora crescere. La Wiebes non so, altrimenti vince il Tour Femmes!

Prima hai accennato al fatto che Balsamo sia più forte anche in salita. C’è in corso una trasformazione fisica dovuta anche al fatto che quest’anno non ha fatto pista?

Dal momento che cambi approccio perché non fai pista è chiaro che qualcosina cambia. Se parliamo di trasformazione fisica nel senso che è più leggera, direi di no: il peso è più o meno quello. Ma con il coach e marito Davide Plebani stiamo facendo un ottimo lavoro. Il problema è che anche la Wiebes è più forte in salita e lo si è visto per come ha superato il Poggio e gli strappi di tante altre classiche.

Chiaro, è riduttivo ormai parlare “solo” di velociste…

In certi momenti diventa uno scontro uno a uno, devi stare al vento ma su questo vedo che Elisa è pronta. Vincere tre volte il Binda, che è una gara dura, non è cosa da semplici sprinter. Lo stesso fare seconda alla Parigi-Roubaix Femmes. Per questo sono convinto che arriverà anche il giorno in cui vincerà la Sanremo. Lo dico perché stiamo andando in quella direzione. Poi ripeto, se parliamo di vittorie aggiungo che in certi sprint non puoi fare tutto da sola: il supporto della squadra è vitale.

Balsamo è sempre più una leader del team e questo contribuisce alla sua crescita (foto Instagram)
Balsamo è sempre più una leader del team e questo contribuisce alla sua crescita (foto Instagram)
E’ previsto un ritorno in pista per Balsamo da qui a breve, a fine anno?

Non ne abbiamo parlato. I piani si fanno a dicembre anche con la federazione. Per quest’anno posso dire che non farà gare. Poi per i prossimi anni ci tornerà sicuramente, anche a noi fa piacere. Siamo abituati anche con altri atleti a stendere programmi misti, sono progetti importanti, ma ci sono certe pause da rispettare. Anche perché non si tratta solo di fare questa o quella gara, ma di programmare tutto: fasi di preparazione, gare su strada e su pista, ritiri, altura, fasi di recupero.

Quindi quale sarà il programma di Elisa Balsamo da qui a fine stagione?

Correrà fino alle ultime gare WorldTour in Cina. Prima farà Stoccarda, GP Wallonie, Tre Valli ed è in lista per il Giro dell’Emilia anche se in ogni caso non sarebbe al via per puntare, ma come avvicinamento alla Tour of Chongming Island che è una corsa a tappe sempre in Cina prima del Tour of Guangxi. Fare tante corse, specie WorldTour, per noi quest’anno è importante, non solo per il ranking a squadre, dove siamo quarte.

Con Copponi (in maglia verde) e Norsgaard un treno valido ma da migliorare ancora secondo Larrazzabal
Con Copponi (in maglia verde) e Norsgaard un treno valido ma da migliorare ancora secondo Larrazzabal
E anche per cos’altro?

Perché come detto siamo in una fase di transizione. Per il treno dobbiamo lavorare su certi automatismi. Emma Norsgaard, Clara Copponi e poi Balsamo. Ma in generale lo scorso anno avevamo due atlete come Gaia Realini, che quest’anno si è dovuta riprendere, e una certa Elisa Longo Borghini che in determinate corse facevano un certo lavoro. Non sono due atlete banali. E per dire quanto sia cresciuta Elisa: a Durango, corsa molto dura, ha aiutato molto il team. Una gara del genere nel 2024 con Longo e Realini l’avremmo controllata più facilmente.

Chiaro…

Elisa è stata la chiave della vittoria anche se personalmente, guardando l’ordine d’arrivo, non era davanti. Una vera donna-squadra. Si staccava, rientrava, tirava… Per questo dico che è solida. Alla fine le vittorie sono le stesse dell’anno scorso ma con tanti secondi posti in più. Basta che tre di quei secondi posti fossero vittorie e già sarebbe cambiato tutto.