Sapete chi c’era sull’ammiraglia FCI ai tricolori? Pontoni…

10.07.2022
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All’ultimo campionato italiano, a bordo dell’ammiraglia della nazionale italiana che ha dato la possibilità di correre ai ragazzi ex-Gazprom, c’era Daniele Pontoni. Chiamato un po’ a sorpresa da vertici federali, il tecnico friulano del ciclocross si è ritrovato ad affrontare un’esperienza completamente nuova e lontana dalle sue abituali, perché essere alla guida di un’ammiraglia nel corso di una corsa su strada non è cosa semplice. Le cronache raccontano che Pontoni abbia sudato le proverbiali sette camicie per venire a capo della situazione…

Pochi riflettono sulle difficoltà della guida in una corsa ciclistica, dove si cambia spesso ritmo, si fa avanti e indietro schivando ogni genere di ostacolo e bisogna fare presto, sempre presto. Anni fa siamo stati protagonisti diretti in una lontana edizione della Nove Colli, una giornata interminabile con livelli di stress pazzeschi. Raccontando l’episodio, Pontoni si apre un po’ alle confidenze.

«All’inizio è stata dura, anche perché bisogna sottostare a molte regole e c’è tanto da fare, tra rifornimenti e forature. Per fortuna avevo con me Pengo che è smaliziato essendo nell’ambiente da tanti anni e mi ha dato le dritte giuste. Pian piano mi sono calmato e ci ho preso sempre più la mano…».

Zana tricolori 2022
Zana fra il presidente Dagnoni e il cittì Bennati. Nei suoi intenti c’è un inverno con qualche sortita nel ciclocross
Zana tricolori 2022
Zana fra il presidente Dagnoni e il cittì Bennati. Nei suoi intenti c’è un inverno con qualche sortita nel ciclocross
Come valuti l’esperienza?

Bellissima e ringrazio il presidente Dagnoni e il responsabile Amadio di avermi dato questa possibilità. E’ stata un’emozione diversa, d’altronde quando sei fra 17 ammiraglie affrontando 250 chilometri di corsa, è normale che all’inizio ci si senta un po’ spaesati, era da questo punto di vista un mondo tutto nuovo per me. Comunque una cosa l’ho capita: in 7 ore di gara non ci si annoia mai…

Di chi è stata l’idea?

A me lo ha detto Bennati, chiedendomi di fare questa esperienza per aiutare i ragazzi della Gazprom e mi è sembrato doveroso dare loro una mano visto quel che stanno passando. E’ stata una giornata preziosa che mi ha lasciato qualcosa di profondo dentro. A me d’altronde piace allargare sempre i miei orizzonti, seguo tantissimi sport. Oltretutto l’occasione dei tricolori mi ha dato l’opportunità di parlare con tanta gente, fra corridori e manager.

Pontoni 2021
Il cittì conta di coinvolgere quanti più stradisti possibile nella nuova stagione del ciclocross (foto Billiani)
Pontoni 2021
Il cittì conta di coinvolgere quanti più stradisti possibile nella nuova stagione del ciclocross (foto Billiani)
La vittoria di Zana ti ha stupito? Voci di corridoio dicono che voglia ardentemente tornare a fare un po’ di ciclocross questo inverno per i benefici che dà…

Lo conosco da quando era ragazzino e faceva il Trentino Cross. Filippo è in una lista di 6-7 nomi della quale ho già discusso in Federazione e sui quali sto lavorando con i team perché possano fare un po’ di attività con noi. Ai tricolori ho parlato a lungo con Trentin e con Covi, ma nel loro caso so che la Uae Team Emirates non è molto favorevole ad altre attività invernali, avendo già loro un calendario pieno anche d’inverno con i ritiri prestagionali. Io credo però che vedremo più stradisti in gara nel ciclocross, basta trovare la soluzione giusta per permettere loro di recuperare. E nella prossima stagione si può.

Perché?

Il calendario è stato strutturato in maniera più intelligente. La prima fase di Coppa del mondo andrà a terminare con gli europei di inizio novembre, poi ci sarà un buco e una serie di gare internazionali in Italia. Questo permette a chi ha intenzione di fare parte dell’attività di tirare dritto direttamente dalla strada fino agli europei e poi staccare.. Oppure, come penso faranno Van Aert e Van Der Poel, tirare i remi in barca e riprendere direttamente fra dicembre e gennaio per gli appuntamenti principali. Poi c’è il discorso mondiali…

Luigi Bielli, sempre al fianco di Pontoni, sta già tenendo i contatti per la ripartenza
Luigi Bielli, sempre al fianco di Pontoni, sta già tenendo i contatti per la ripartenza
Hai già notizie al riguardo?

Sarà un percorso senza grandi difficoltà tecniche se non una scalinata di 35 gradini, quindi un percorso nel quale anche gli stradisti potrebbero trovarsi bene. Potrebbe essere un’esperienza utile per molti.

Sei ottimista sulla presenza di stradisti italiani?

Moderatamente. Io credo che si possa trovare l’opportunità di fare una parte dell’attività, senza chiedere loro troppo, potrebbe essere un’opportunità utile anche per la loro preparazione. Quel che conta è che non sia una costrizione, deve essere qualcosa fatto per il piacere di farlo, spinti dalla passione. Per i ragazzi delle categorie inferiori il discorso è diverso: l’attività deve essere la più ampia possibile privilegiando sempre la scuola. Quindi devono fare ogni tipo di specialità per ampliare il loro bagaglio, senza pensare troppo al risultato.

Tra gli impegni di Pontoni anche la gestione dell’attività gravel con i mondiali del 9 ottobre in Veneto
GRavel
Tra gli impegni di Pontoni anche la gestione dell’attività gravel con i mondiali del 9 ottobre in Veneto
Tutti coloro che hanno a che fare con il ciclocross, sia tra gli uomini che tra le donne, ci dicono che sono in contatto costante con te…

Credo sia mio dovere mantenere un filo con tutti e non è certo un peso, fa parte del mio lavoro ma anche del mio modo di essere. Tra poco cominceremo a tirare le fila, a programmare i raduni e l’inizio della stagione tenendo presente il discorso dei due tronconi. Io dico che lo scorso anno è stato quello del primo approccio, in questo invece dovremo consolidare e avere una rete ancora più capillare di rapporti. Oltretutto dovremo anche abbinare il discorso del ciclocross con quello del gravel. Avremo il 3 settembre la prova italiana delle World Series, il 18 settembre i tricolori ad Argenta e il 9 ottobre i primi mondiali proprio in terra italiana, dovremo farci trovare pronti.

Per chiudere, dì la verità: si fatica di più alla guida di un’ammiraglia o nel seguire un evento di ciclocross?

Ci sono giornate che inizi a lavorare sul percorso alle 6 del mattino e vai avanti fino alle 18, ma lo ammetto: non ho mai faticato tanto come ad Alberobello…

Pontoni 2022

Ciclocross fermo, ma Pontoni è già in attività

19.04.2022
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Che fine ha fatto Daniele Pontoni? Chiusa la stagione del ciclocross, del suo commissario tecnico non si era più sentito parlare, ma il grande campione friulano non si è praticamente mai fermato e già guarda al prossimo anno preparando i progetti necessari, senza dimenticare di dare un occhio ai “suoi” ragazzi delle giovanili friulane e soprattutto a quegli azzurri che ora sono impegnati fra strada e Mtb.

Il primo momento importante per Pontoni (nella foto di apertura dal profilo Facebook) è ormai imminente: il 1° maggio, nel consiglio federale, verrà esaminato il programma generale dell’attività ciclocrossistica, con tutti gli impegni previsti per la nazionale fra raduni e trasferte: «Ci abbiamo lavorato duramente – sottolinea l’ex iridato – stiamo definendo gli ultimi dettagli e poi presenteremo l’intero pacchetto. La situazione è invece decisamente più ingarbugliata per il gravel, ma il problema è che mancano dall’Uci indirizzi ancora chiari sull’attività e le sue regole, comunque anche su quel fronte non siamo rimasti fermi».

Pontoni Jesolo 2021
A fine agosto Pontoni conta di riavere tutti i suoi effettivi per un primo incontro (foto Billiani)
Pontoni Jesolo 2021
A fine agosto Pontoni conta di riavere tutti i suoi effettivi per un primo incontro (foto Billiani)
Quando inizierete a mettervi davvero in moto?

I ragazzi sono tutti in movimento nelle loro attività, sovrapporsi non avrebbe senso. A fine agosto prevediamo di fare un primo incontro con tutti gli azzurrabili, un ritiro prestagionale per una prima presa di contatto, poi a settembre-ottobre daremo il via all’attività.

Solitamente però, prima di ciò, si svolgeva qualche attività con la nazionale di ciclocross in altre discipline. E’ un’esperienza che ripeterete?

Aspettiamo di definire il tutto in sede di consiglio federale, ma l’intento è quello. Vorrei portare la nazionale Under 23 al Giro del Friuli, mentre per gli juniores vedremo in base a quel che faranno i ragazzi, alla loro attività e agli impegni che avranno, anche come nazionale.

Analizzando questi primi mesi di attività fra strada e Mtb si nota che chi viene dal ciclocross sta ottenendo risultati decisamente notevoli, qualsiasi altra disciplina svolga. E’ una conferma del valore del ciclocross e dell’attività che avete fatto in inverno?

Si può leggere in entrambe le direzioni. Il ciclocross fa bene alle altre discipline come le altre discipline fanno bene al ciclocross, come la strada è utile per la pista, la Mtb per la strada e così via. Tutte le attività se fatte con criterio possono portare benefici anche oltre i loro confini. I miei ragazzi si stanno mettendo in luce in linea con quello che avevano fatto in inverno e questo non può che farmi piacere.

Pontoni Giro Friuli
Il Giro del Friuli U23 potrebbe essere teatro della prima uscita della nazionale di ciclocross
Pontoni Giro Friuli
Il Giro del Friuli U23 potrebbe essere teatro della prima uscita della nazionale di ciclocross
E’ pur vero però che, rispetto agli anni scorsi, si nota una crescita decisa proprio di coloro che hanno svolto l’attività invernale…

Non è merito solo mio, c’è uno staff che mi affianca e soprattutto c’è grande confronto con tutti i miei colleghi, da Celestino per la Mtb ad Amadori e Sangalli per la strada. Anche con Salvoldi ci siamo sentiti, si sta ambientando ed anzi posso dire che la sua categoria è quella alla quale guardo con più attenzione perché è lavorando sugli juniores che si deve costruire la nazionale del futuro, come anche sugli allievi, ma in questo caso il discorso è un po’ diverso, deve passare attraverso il centro studi e una disamina attenta delle caratteristiche dei ragazzi per capire quali possono essere le discipline a loro più confacenti.

Sei rimasto sorpreso dai risultati di Silvia Persico su strada? Ha una costanza di rendimento per certi versi clamorosa, con un numero importante di Top 10 conquistate…

Non sono sorpreso, anzi credo che sia stata anche sfortunata ed abbia raccolto meno di quel che poteva. Non mi stupisce nulla di quello che sta facendo, avevo capito sin dalla trasferta di Coppa del Mondo negli Usa qual era il suo potenziale. Silvia ha una determinazione e una volontà enormi, nessun traguardo le è precluso.

Persico Roubaix 2022
Silvia Persico in azione alla Roubaix: la lombarda ha colto 4 Top 10 e tante belle prestazioni
Persico Roubaix 2022
Silvia Persico in azione alla Roubaix: la lombarda ha colto 4 Top 10 e tante belle prestazioni
Conoscendola, secondo te emergerà anche nelle gare a tappe e lì dovrebbe curare la classifica o pensare alle tappe?

Sarei più portato a vederla emergere in qualche frazione, considerando che a cronometro deve ancora crescere, ma ripeto, con quel carattere non ha limiti, io penso che in un paio d’anni colmerà ogni lacuna e si prenderà grandi soddisfazioni, le top 10 diventeranno il minimo sindacale…

Non temi di perderla nel ciclocross?

Se non continua la minacciamo… Scherzi a parte, sarebbe inspiegabile visti i risultati e soprattutto i benefici che le stanno portando. So che non ha assolutamente intenzione di lasciarci e l’aspettiamo a braccia aperte.

De Pretto 2021
Davide De Pretto è un pallino di Pontoni: lo rivedremo nel ciclocross?
De Pretto 2021
Davide De Pretto è un pallino di Pontoni: lo rivedremo nel ciclocross?
Un altro che sta ottenendo risultati in serie è Davide De Pretto che conosci bene. C’è possibilità di rivederlo nel ciclocross?

Ne ho parlato a lungo con Luciano Rui con cui abbiamo condiviso tanti anni di attività. Mi auguro che si possa trovare la soluzione per fargli fare un po’ di attività invernale, di lui e di tanti altri ho parlato anche con Bennati.

A tal proposito, c’è un nome inatteso che vorresti vedere nel ciclocross?

Altroché, Alessandro Covi, stravedo per quel ragazzo mi piace tantissimo e sono convinto che potrebbe fare grandissime cose per le qualità che ha, sogno di riabbracciarlo nel nostro mondo. Mi piace come interpreta le cose e come spinge per migliorare sempre di più.

Dove ti vedremo?

Conto di essere a Roma per il Liberazione. Fra le varie gare ci saranno tanti ragazzi del nostro gruppo impegnati sul circuito romano, sarà un’occasione per riprendere i contatti.

Ceolin 2019

Ceolin, un crossista su strada. I consigli di Pontoni

04.02.2022
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Qualche giorno fa, parlando con Roberto Miodini, ci aveva colpito la sua scelta di portare nella Beltrami Tsa-Tre Colli Federico Ceolin: «E’ un crossista puro – aveva affermato il diesse – non un corridore che fa anche ciclocross». Una notizia che ne porta con sé anche un’altra, quella dell’interesse diretto del team verso il ciclocross, foriero di un suo futuro anche all’interno della specialità.

Per saperne di più non potevamo che rendere note queste parole al cittì della nazionale azzurra Daniele Pontoni, che conosce molto bene il ragazzo friulano e che è sicuramente molto interessato dai propositi del team. Abbiamo dovuto attendere il ritorno della nazionale azzurra da Fayetteville (invero un po’ ritardato dalle coincidenze dei voli) ma alla fine Pontoni, in procinto di prendersi una meritata breve vacanza dopo una stagione lunga e foriera di risultati positivi, ha dato le sue risposte.

Ceolin ciclocross 2021
Federico Ceolin è nato a Portogruaro (VE) il 27 ottobre 2000. E’ nel giro azzurro dal 2018
Ceolin ciclocross 2021
Federico Ceolin è nato a Portogruaro (VE) il 27 ottobre 2000. E’ nel giro azzurro dal 2018
Partiamo da Ceolin: che cosa ci puoi dire di lui?

E’ un ragazzo pieno di qualità, che deve crescere ancora tanto. Finora è andato un po’ a corrente alternata, soprattutto dal punto di vista della concentrazione. Durante la stagione alterna cose egregie ad altre un po’ sottotono e si capisce che non è una questione fisica, quanto proprio di testa.

Ti stupisce l’interesse della Beltrami TSA-Tre Colli nei suoi confronti?

No, perché anche se non ha mai fatto strada, è un ragazzo che ha già dimostrato quel che vale nel ciclocross. La nuova esperienza non potrà fargli che bene. Consideriamo che è un corridore molto giovane e queste novità potrebbero proprio limare quello che è stato finora un freno, portandolo a concentrarsi in maniera più continua verso la propria attività. L’importante è che sia convinto e non si senta costretto a farlo, deve avere la consapevolezza che può essere un’esperienza utile e positiva.

Tecnicamente che caratteristiche ha?

E’ un corridore molto potente. Forse in qualche frangente diventa un po’ troppo aggressivo nella guida, ha solo bisogno di un po’ più di concentrazione per controllare i tratti più difficili, ma sicuramente la potenza è un fattore a suo vantaggio e credo che questo possa emergere anche su strada.

Ceolin Giro d'Italia 2019
Il corridore veneto ha vinto due tappe al Giro d’Italia di ciclocross, vestendo la maglia rosa nel 2019
Ceolin Giro d'Italia 2019
Il corridore veneto ha vinto due tappe al Giro d’Italia di ciclocross, vestendo la maglia rosa nel 2019
Che cosa ne pensi dell’idea della Beltrami di approcciarsi al ciclocross? Il loro è un discorso che inverte una linea finora in voga di contrapporre le due specialità, ultimo caso quello relativo a Bryan Olivo…

Sono parole che mi fanno molto piacere. Io sono convinto che se lo fa un team, poi ce ne sarà un altro e un altro ancora e così via, è questo il discorso di cambiamento culturale al quale mi sono sempre riferito. Scopriranno che in questo mondo c’è qualcosa d’importante che viene a vantaggio di tutti, faccio un semplicissimo esempio: gareggiando d’inverno c’è la possibilità di dare molta più immagine agli sponsor spingendoli a investire di più…

Pensi di prendere contatto con loro?

Adesso mi prendo qualche giorno di pausa perché la stagione è stata lunga ed è giusto che mi dedichi alla famiglia. Entro fine mese però metteremo già in moto tutta la macchina per la stagione prossima e prenderò sicuramente contatto non solo con la Beltrami, ma anche con tante altre realtà.

L’idea di tenere attiva la nazionale di ciclocross anche nella stagione su strada è sempre viva?

Più che mai, stabiliremo una serie di date utili e di manifestazioni alle quali prendere parte, soprattutto dal mese di luglio in poi in modo da arrivare all’avvio della stagione sui prati già abbastanza rodati.

Ceolin Livenza 2019
La vittoria di Ceolin al Trofeo Città di Meduna di Livenza 2019 (foto Alessandro Billiani)
Ceolin Livenza 2019
La vittoria di Ceolin al Trofeo Città di Meduna di Livenza 2019 (foto Alessandro Billiani)
Facendo un bilancio della trasferta di Fayetteville, che cosa ti è rimasto?

Il fatto che sono tutti andati al di là dei propri limiti onorando al meglio non solo la maglia, ma anche chi per molti motivi non poteva essere lì. Alla fine erano tutti veramente contenti, è stata una trasferta più che positiva.

Sei d’accordo che il bronzo inaspettato della Persico sia nato dalla sua azione nella seconda tornata, quando Vos e Brand hanno fatto esplodere la corsa e lei è stata brava a tenere duro più delle avversarie?

Il suo capolavoro è cominciato da lì, nel secondo e terzo giro, quando ha visto che la Alvarado seguiva le avversarie e non si è data per vinta tenendola sempre nel mirino fino a riagguantarla. Quello americano era un percorso infido, si è visto che se perdevi una decina di secondi era poi quasi impossibile ricucire lo strappo, lei è stata brava a rimanere a poca distanza dall’olandese fino a riuscire a riprenderla. Il resto è stato consequenziale.

Arzeni dice che questa nuova Persico potrà fare molto bene su strada…

La conosce bene e io la penso esattamente come lui. Al di là della medaglia, io ho visto nel corso di tutta la stagione una sua maggiore consapevolezza, ora Silvia è un’atleta a 360°, che affronterà la stagione su strada con un nuovo entusiasmo, spero che riesca a cogliere le occasioni che certamente le si presenteranno, può vincere anche lì. Gareggiare su strada non può dare che vantaggi, se ne accorgerà anche Ceolin, ne sono sicuro.

Mondiali Persico 2022

Il mondiale di Pidcock e dell’Italia col segno più

31.01.2022
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La prima regola, nel correre un mondiale, è che devi essere pronto, innanzitutto mentalmente a saper cogliere l’occasione che ti si può proporre. In questo Silvia Persico è stata esemplare. Il suo clamoroso bronzo conquistato a Fayetteville, nei Mondiali illuminati dall’impresa di Pidcock, è figlio soprattutto di quanto successo nella seconda tornata. La gara era ancora lunga, ma Vos e Brand erano stanche di giochicchiare e hanno fatto esplodere la corsa. Da questa esplosione che ha favorito la loro fuga è nata anche una seconda coppia con l’ex iridata Alvarado e l’azzurra, bravissima a cogliere l’occasione mentre le altre, prese di sorpresa, vedevano crescere il divario. Poi l’azzurra ha saputo tenere, anzi l’olandese non le dava neanche cambi. Ma alla fine è stata punita dal destino tramite un problema meccanico che ha lanciato la campionessa tricolore verso un podio insperato.

Mondiali staffetta 2022
Il gruppo azzurro vincitore del Team Relay con Pontoni: da lui in senso orario Persico, Toneatti, Leone e Bramati (foto FCI)
Mondiali staffetta 2022
Il gruppo azzurro vincitore del Team Relay con Pontoni: da lui in senso orario Persico, Toneatti, Leone e Bramati (foto FCI)

Team Relay, una vittoria che conta

L’Italia del ciclocross torna da Fayetteville riaffacciandosi nel medagliere dopo anni. Portando a casa anche la vittoria nel Team Relay che, anche se non valeva come gara iridata, ha pur sempre un peso specifico come ogni evento di squadra, perché testimonia la bontà del movimento (e il fatto che l’Olanda non ci fosse non sminuisce di nulla la prestazione dei nostri). Pontoni chiude come meglio non poteva la sua prima stagione da cittì: «E’ una trasferta nata tra mille difficoltà ma che chiudiamo con un gigantesco segno positivo. Devo dire grazie alla federazione che ci ha supportato sempre al massimo e anche a tutti i ragazzi, quelli che c’erano e quelli che sono rimasti a casa perché tutti hanno contribuito a creare un gruppo fantastico che darà altri frutti, ne sono certo».

Tornando un attimo indietro, mentre la Vos andava a conquistare il suo ottavo titolo mondiale nel ciclocross e 13° complessivo privando la Brand del suo secondo Grande Slam consecutivo, la Persico andava a interrompere l’attesa lunga sequela di nomi olandesi occupando un posto sul podio a testimonianza di quella crescita che dovrebbe produrre risultati anche su strada come si attendono alla Valcar: «E’ un bronzo che mi ripaga di tanti sacrifici, quelli che mi hanno dato la forza di resistere e di andare a caccia di un risultato che alla vigilia sembrava un’utopia. Il mio approccio alle gare ora è più tranquillo, credo che anche questo serva».

Arriva l’acuto del “terzo tenore” Pidcock…

Si ha un bel dire che il mondiale americano era quello degli assenti e delle delegazioni ridotte. Lo spettacolo non è mancato, come anche le sorprese: chi avrebbe mai immaginato uno svizzero conquistare la gara junior maschile, dove Paletti ha retto nel gruppo di testa finché le forze lo hanno sorretto pagando poi dazio al jet lag? In fin dei conti anche la gara Elite maschile, anche se priva di Van Der Poel e Van Aert, ha dato molti spunti, premiando il terzo tenore rimasto, quel Tom Pidcock che continua a collezionare medaglie d’oro in qualsiasi disciplina, basta che ci siano due ruote…

Nel ciclocross il gioco di squadra funziona fino a un certo punto. Il Belgio (unica formazione europea al completo) ha messo Vanthourenhout addosso al britannico per proteggere Iserbyt. Sweeck e Aerts hanno svolto all’inizio un grande lavoro rintuzzando i due scatenati francesi Dubau e Venturelli per mettere i bastoni fra le ruote all’inglese. Nel 4° dei 9 giri in programma, Pidcock ha forzato su un piccolo strappo. Iserbyt si è fatto prendere di sorpresa soprattutto mentalmente, ha messo il piede a terra e la gara è finita lì. Vanthourenhout e Sweeck hanno provato a chiudere ma il ritmo era troppo alto.

Mondiali Pidcock 2022
Pidcock plana sul traguardo: è il suo 6° oro mondiale tra cross, mtb e strada
Mondiali Pidcock 2022
Pidcock plana sul traguardo: è il suo 6° oro mondiale tra cross, mtb e strada

Iserbyt, sconfitta che fa male

Una settimana prima Iserbyt faceva la voce grossa a Hoogerheide, in America è sembrato invece timoroso, troppo timido nell’affrontare la gara, anche il giro finale con l’olandese Van Der Haar, provando a staccarlo senza poi insistere e venendo infilato allo sprint. Una gara titolata è qualcosa di davvero diverso, il peso che viene dalla posta in palio rischia di schiacciarti: c’è chi riesce a gestirlo e si esalta, chi no…

Certamente Pidcock fa parte della prima categoria. Il fatto che “quei due” non ci fossero poteva accrescere il suo carico di responsabilità: «Paradossalmente ha reso tutto più difficile – ha affermato nelle interviste dopo l’arrivo – tutti si aspettavano che la gara sarebbe stata più gestibile, invece è diventato qualcosa di tattico sul quale bisognava ragionare e l’ho fatto per tutta la settimana. Siamo arrivati qui con un piano e io l’ho messo in pratica alla lettera, avendo la meglio sullo stress. Sapevo che in quel preciso momento dovevo attaccare e l’ho fatto».

Due titoli per Olanda e Gran Bretagna

La Gran Bretagna porta così a casa due titoli esattamente come l’Olanda, grazie a Pidcock (primo britannico a vincere la prova elite) e alla Backstedt, davvero imbattibile fra le juniores dove c’è stata la bellissima prova della Venturelli quinta (e chissà che cosa avrebbe potuto fare la Corvi se non fosse arrivata a Fayetteville solo poche ore prima della partenza). Il Belgio paga ancora dazio, com’era avvenuto lo scorso anno a Ostenda: evidentemente la rassegna iridata non porta molta fortuna alla nazione più forte del movimento, che ha pagato oltremisura la rinuncia di Van Aert: «Abbiamo corso la nostra migliore gara possibile e sono stati gli altri ad essere migliori – ha detto Iserbyt dopo il bronzo conquistato – Non dobbiamo essere felici ma accontentarci, gli altri erano più forti». Ma quando piazzi 6 uomini fra i primi 11, è forse un po’ poco per una nazione che aveva puntato tutto su Fayetteville…

Mondiali cross 2022

Mondiali di ciclocross al via tra assenti e recuperi lampo

28.01.2022
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Sono davvero mondiali complicati, quelli che nel weekend andranno in scena a Fayetteville per assegnare le nuove maglie iridate del ciclocross. Il Covid non fa sconti e ha continuato a martellare un po’ tutte le delegazioni presenti nella località dell’Arkansas. Così ha assottigliato ancor di più il numero di stelle presenti e inficiando almeno parzialmente il grande lavoro degli organizzatori.

Si diceva qualche giorno fa che Belgio e Olanda avevano scelto di presentarsi al completo solo nella loro categoria più forte, ma anche questi due contingenti hanno dovuto pagare dazio. Ecco così che il Belgio perde una pedina importante come Quinten Hermans: stiamo parlando del vincitore della tappa di Coppa del mondo disputata proprio a Fayetteville e che lo stesso cittì Daniele Pontoni indicava, dopo averlo visto all’opera in America, come uno dei principali candidati alla vittoria, anche in considerazione delle assenze di Van Aert e Van Der Poel.

Betsema Instagram 2022
Il post su Instagram dove Denise Betsema ha annunciato la sua dolorosa rinuncia a partire
Betsema Instagram 2022
Il post su Instagram dove Denise Betsema ha annunciato la sua dolorosa rinuncia a partire

Due nuovi ingressi nel team italiano

Obolo ancora più pesante quello pagato dall’Olanda che di colpo perde due aspiranti al podio: Annemarie Worst è risultata positiva al test, anche se asintomatica e quindi è rimasta in patria al pari di Denise Betsema, che pur essendo negativa accusava sintomi di febbre e ha scelto di rinunciare alla trasferta. Per la gara femminile si aprono così scenari più appetibili per le avversarie dell’Olanda, anche se la campionessa uscente Lucinda Brand e Marianne Vos, vincitrice in Coppa, continuano ad essere le più accreditate dai bookmaker.

Una buona notizia arriva invece per la squadra italiana, che vede il suo contingente leggermente rimpinguato.

Dopo i 5 giorni di quarantena ed essendo risultati negativi, questa mattina sono partiti alla volta dell’Arkansas gli juniores azzurri Valentina Corvi e Luca Paletti. La loro sarà una trasferta decisamente difficile, considerando 10 ore di volo verso New York, poi un altro volo per raggiungere l’Arkansas e infine la località di gara. Valentina soprattutto non avrà tempo per acclimatarsi, dovendo scendere in gara già alle 11 ora locale nella prima delle prove titolate in programma.

Fayetteville scalinata 2021
La famigerata scalinata dei Mondiali 2022 dove fondamentale sarà la traiettoria (foto J.Todd Gill/Wonderstate Media)
Fayetteville scalinata 2021
La famigerata scalinata dei Mondiali 2022 dove fondamentale sarà la traiettoria (foto J.Todd Gill/Wonderstate Media)

Molto si gioca sui 38 gradini

La loro presenza dà comunque un’ulteriore carica a tutta la squadra. Dopo i primi test sul percorso Daniele Pontoni è già molto carico: «L’atmosfera in squadra è buona, avevamo bisogno di una bella notizia, ma stiamo già lavorando sulla concentrazione dei ragazzi. Appena arrivati, non potendo girare sul percorso che è stato aperto solo giovedì, abbiamo effettuato due giorni di allenamenti fra strada e offroad. Poi abbiamo affrontato il tracciato che rispetto a quanto sapevamo è stato leggermente cambiato. In particolare è stata allungata di 150 metri la parte successiva alla scalinata e inserite due chicane in più. Novità che comunque non cambiano di molto la sostanza del percorso».

Fayetteville Hermans 2021
L’arrivo vittorioso di Hermans nella prova di Coppa (foto D.Mable/CXMagazine)
Fayetteville Hermans 2021
L’arrivo vittorioso di Hermans nella prova di Coppa (foto D.Mable/CXMagazine)

Proprio a proposito della scalinata di 38 gradini, per molti uno spauracchio, il cittì azzurro entra nei dettagli.

«Sono gradini irregolari – dice – che vanno dai 20 ai 50 centimetri di ampiezza. Il piede ha un appoggio ampio e sicuro, ma bisogna scegliere le traiettorie giuste per non cambiare l’ampiezza del passo e tenere un ritmo uniforme. E’ un circuito dove i tratti a piedi sono ridotti a ben poco, per questo la scalinata potrebbe avere un peso notevole sull’evoluzione delle gare mondiali».

Fari puntati sulla Venturelli

Molto influirà il clima. Da questo punto di vista, dopo le piogge scroscianti di settembre, le previsioni per i mondiali sono improntate al sole.

«Ce n’è stato tanto in questi giorni – dice – il terreno è asciutto e secco e quindi di sviluppano grandi velocità. Le previsioni sono ottime anche per il weekend di gara».

Fayetteville percorso 2022
Il tracciato americano si preannuncia molto scorrevole, soprattutto se sarà asciutto (foto organizzatori)
Fayetteville percorso 2022
Il tracciato americano si preannuncia molto scorrevole, soprattutto se sarà asciutto (foto organizzatori)

Pontoni non si sbilancia con i pronostici, ma sa bene che le principali aspettative, vista soprattutto la situazione sanitaria, sono riservate alle gare femminili. Soprattutto a quella junior dove, a parte la Corvi, c’è una Venturelli che resta una seria aspirante al podio.

«La stagione ha detto che le nostre ragazze sono competitive. Un mondiale è però una gara a parte. L’importante è che possa dare tutto quello che ha sul campo. Questo vale per lei come per tutti gli altri chiamati a indossare la maglia azzurra. Sapete bene come la penso, voglio che la onorino con il massimo impegno. Il risultato poi lo vedremo alla fine e con la coscienza pulita per aver fatto tutto quello che si poteva. E’ un mondiale strano, diverso dal solito come i tempi che stiamo vivendo, bisogna adattarsi».

Fayetteville Vos 2021

Mondiali di cross, Italia dimezzata nella roulette americana

25.01.2022
4 min
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Quel che è accaduto alla nazionale italiana di ciclocross è come una caduta all’ultima curva, quando stai per giocarti tutto. Si può quindi ben capire lo stato d’animo decisamente contrariato di Daniele Pontoni, che aveva preparato la trasferta americana per i Mondiali sin dallo scorso settembre, prodigandosi per portare la squadra alla Coppa del mondo a Fayetteville per provare il percorso e aveva stilato con i ragazzi un accurato programma prevedendo anche tracciati simili nelle gare italiane. Il tutto parzialmente vanificato da un caso di Covid.

I fatti. Domenica a Hoogerheide si è svolta l’ennesima tappa della Coppa del mondo. Pontoni aveva deciso di portare i ragazzi convocati per un’ultima prova generale prima di partire lunedì mattina da Amsterdam alla volta dell’Arkansas. Un atleta del gruppo è però risultato positivo al Covid, il che ha sconvolto il gruppo: «Abbiamo messo in pratica quel che è consentito dalle normative vigenti, in Italia come in Olanda o negli Usa – ha spiegato il team manager delle nazionali azzurre Roberto Amadio – a quel punto potevano imbarcarsi solamente coloro che non avevano avuto contatti con il presunto positivo (del quale non è stato fatto il nome, ndr) e coloro che avevano fatto la terza dose di vaccino risultando negativi al test».

Vdp Van Aert 2021
Ostenda 2021, Van Aert cede ancora a Van Der Poel. Nessuna rivincita in America…
Vdp Van Aert 2021
Ostenda 2021, Van Aert cede ancora a Van Der Poel. Nessuna rivincita in America…

Si punta forte sulla Venturelli

Dovevano partire in 12, ne è rimasta esattamente la metà. L’Italia doveva prendere parte a tutte le categorie previste nella due giorni iridata di Fayetteville, invece saremo assenti sia fra gli Juniores (assenti il bronzo europeo Luca Paletti, il campione italiano Samuele Scappini e Tommaso Cafueri) come anche fra gli Elite, dove risultava iscritto il solo Jakob Dorigoni. Trasferta vietata anche per Valentina Corvi e Gaia Realini. E’ chiaro così che le possibilità azzurre di portare a casa qualcosa sono ridotte al lumicino, probabilmente affidate quasi in toto a Federica Venturelli. La junior nella stagione è già salita sul podio in Coppa del Mondo ed è quarta in classifica. Top 10 nel mirino di Silvia Persico ed Eva Lechner fra le Elite, lo stesso dicasi per Lucia Bramati fra le U23 e Davide Toneatti e Samuele Leone fra i pari età.

A loro il compito di mostrare le maglie azzurre in un mondiale attesissimo. Fino a qualche settimana fa si pensava che l’assenza dei due mammasantissima Mathieu Van Der Poel e Wout Van Aert avrebbe sotterrato l’attenzione sull’evento, ma così non è stato, anche se i costi della trasferta, uniti alle difficoltà legate alla pandemia, hanno di molto ridotto la partecipazione, tanto è vero che il Belgio ha deciso di mandare la selezione completa solo per la gara maschile e l’Olanda ha fatto la stessa cosa ma fra le donne.

Pidcock Namur 2021
Iserbyt a terra davanti a Pidcock. Domenica la sfida si preannuncia incertissima
Pidcock Namur 2021
Iserbyt a terra davanti a Pidcock. Domenica la sfida si preannuncia incertissima

Molto si gioca sin dall’inizio

Tutti parlano della sfida che avrà per principali protagonisti il britannico Tom Pidcock (che sogna la collezione di trionfi mondiali in stagione tra ciclocross, mtb, E-bike, strada e chi più ne ha…) e Eli Iserbyt, neo conquistatore della Coppa del mondo. Probabilmente decisivo risulterà il tracciato, costruito appositamente per il ciclocross e rivisto proprio per la rassegna iridata. Si gareggerà al Centennial Park di Fayetteville, su un percorso di 3,1 chilometri situato in cima alla Millsap Mountain. Quasi tutti, in attesa di testarlo ulteriormente in queste giornate di vigilia (la rassegna inizierà sabato) si affidano ai dati raccolti in occasione della tappa di Coppa.

Dati che dicono innanzitutto che sarà fondamentale affrontare la prima curva dopo il lancio in asfalto sufficientemente davanti per non rischiare ingorghi o, peggio, cadute. Poi è previsto un lungo tratto erboso con un paio di discese e in caso di terreno asciutto si supereranno anche i 40 chilometri orari di velocità. In Coppa si gareggiò su terreno estremamente fangoso, le previsioni per il fine settimana sono invece molto favorevoli.

Fayetteville curva 2021
La prima curva del percorso americano, da prendere con le molle (foto D.Mable/CXMagazine)
Fayetteville curva 2021
La prima curva del percorso americano, da prendere con le molle (foto D.Mable/CXMagazine)

Una scalinata infinita

Successivamente arrivano le parti più tecniche, con saliscendi e anche una breve sezione di pavé e soprattutto la lunghissima scalinata di 38 gradini (nella foto di apertura la Vos). Lo stesso Pontoni ha affermato che nel ciclocross non è infrequente affrontare simili ostacoli artificiali, ma certamente una scalinata così lunga non è consueta nel panorama odierno, infatti in Europa non si è trovata alcuna scalinata così lunga. Dalla cima delle scale picchiata con pendenza al 21%, passaggio ai box e serie di curve a 180 gradi anche con qualche sopraelevata.

Come si vede è un tracciato molto vario, che ha la caratteristica di essere spettacolare anche senza il fattore pioggia che rende sempre epico il ciclocross. Un percorso per molti versi tipicamente americano, lavorato appositamente con tutta la parte sopraelevata costruita di sana pianta, anche i tratti sterrati grazie al trasbordo di una quantità incredibile di terra. Un percorso veloce, per atleti esplosivi e che in fin dei conti potrebbe favorire coloro che hanno maggiore dimestichezza con la strada. Cosa che, a ben guardare le starting list, ormai hanno tutti…

Il cittì: «Ottimi segnali dagli junior, ma ora serve più strada»

10.01.2022
5 min
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Fuori inizia a scurire e piano piano la carovana del campionato italiano di cross si scioglie. Daniele Pontoni (in apertura con il presidente Fci Dagnoni) fa un po’ il cittì e un po’ gli onori di casa. Il weekend lungo a Variano di Basiliano è andato come meglio non si poteva sperare e la vittoria di Jakob Dorigoni fra gli elite ha chiuso le gare, proiettando chi ci sarà verso i mondiali. La Coppa del mondo in Olanda sarà solo per gli elite e l’Italia non andrà. Si farà invece un passaggio in Francia a Flamanville con gli under 23 e poi si penserà al mondiale.

«Ai mondiali lui lo porto – dice il cittì friulano ammiccando verso Toneatti lì accanto – e porto anche la Persico, questo ve lo dico subito».

I due hanno vinto rispettivamente fra gli under 23 e le donne elite, logico aspettarsi la loro presenza a Fayetteville.

A Variano presenti anche Amadori, cittì degli U23, il team manager Amadio e Mario Scirea. A sinistra, Luigi Bielli
C’erano anche Amadori, cittì U23, il team manager Amadio e Scirea. A sinistra, Bielli

La macchina organizzativa

Il friulano si divide tra i due ruoli, come organizzatore e tecnico della nazionale. E anche se fa di tutto per tenere i due ruoli separati, si capisce che per il DP66 sia sempre lui il riferimento, anche se magari senza un ruolo specifico.

«Per quello che ho sentito, sono stati tutti contenti – dice il cittì azzurro – gli atleti, le squadre. E’ bello, perché ci abbiamo messo tanto impegno, ma c’è stata gente che si è impegnata molto per questo e non sono io. Io posso aver coordinato una parte di questi lavori, ma il presidente della DP66 Bevilacqua, Luisa e il presidente della Varianese hanno fatto una cosa davvero importante. Abbiamo messo d’accordo cinque società. Tanta gente del paese che ha creduto a questo evento».

La forza degli juniores

Un bilancio dell’evento è però possibile anche in chiave tattica. E qui Pontoni traccia quella che potrebbe essere la linea futura per il cross italiano.

«Il Daniele cittì – dice – è molto soddisfatto per la categoria juniores. Vedere tre atleti del primo anno nelle prime tre posizioni e poi con Paletti subito dopo è motivo di grande soddisfazione. Ci sarà qualche junior in più al mondiale rispetto a quello che avevamo pensato a inizio stagione. Sono il nostro punto di forza, perché c’è stata un’inversione di tendenza. Sono stati la categoria con più partenti, mentre prima perdevamo parecchio. Avevamo buoni numeri fra esordienti e allievi e poi calavano».

I “figli” di Zanolini Bike

Due ragazzini hanno vinto con un impeto e una fame fuori dal comune. Samuele Scappini, su Paccagnella e Prà fra gli uomini. Sophie Auer fra le ragazze, con la stessa maglia di Paccagnella: quella del team Zanolini. E qui scatta la sorpresa. Perché al pari di quanto accaduto ieri con Francesco Cingolani, riabbracciare Cristian Zanolini è stato una vera “carrambata”. Lo avevamo conosciuto da dilettante con la maglia Zalf e poi da pro’ alla Carrera e la Jolly. Oggi assieme a suo fratello Gerry manda avanti il negozio di bici a Bolzano e ha creato la squadra juniores di cross, per non far smettere quei 12 allievi di secondo anno in cerca di una maglia.

«Non me lo aspettavo – dice Auer – c’erano tante ragazze forti. E’ stata una gara bella. Corvi e Fontana sono due avversarie che vanno molto forte, dovevo dare tutto, per arrivare da sola. Da domani finalmente per un po’ mi riposerò e fra due settimane inizierò a pensare alla mountain bike».

Partito per vincere

Di Scappini vi avevano già mostrato qualcosa, avendo parlato di lui con Giancarlo Montedori nel pezzo sul Team Fortebraccio di cui il fresco tricolore juniores indossa la maglia.

«Dall’inizio ho visto che lo avevo nelle gambe – dice – e ho aspettato gli ultimi due giri per vedere se riuscivo a staccarli. Il percorso era molto bello per uno con le mie caratteristiche. Ho rimontato posizioni su posizioni e negli ultimi giri ho provato ad andare via. Devo dire grazie ai miei compagni e a Giancarlo Montedori, che è un allenatore eccezionale. Mi ha cresciuto quasi da piccolo. Sono veramente contento. Questa maglia è un sogno, era il mio obiettivo».

Più corse su strada

Si sta ricostruendo la base, ma non si può fare restando nell’ambito ancora limitato del cross: c’è bisogno di collaborazione e di una svolta sul fronte dell’attività estiva. E qui Pontoni rispolvera il tema che nelle scorse settimane avevamo affrontato anche noi.

«Speriamo che questa tendenza – dice – continui anche nelle categorie più alte. E che le squadre, prendendo spunto da quel che succede all’estero, metteranno a disposizione i loro team per i nostri specialisti. Noi intanto dobbiamo attingere ai giovani. Farci supportare dai Comitati regionali e dalle società sportive. E’ un percorso lungo, ma come si è visto, con il lavoro di squadra si può fare tanto. Ne parlavamo stamattina con Amadori e Amadio, il team manager delle nazionali. Dobbiamo far correre i nostri ragazzi di più su strada, devono fare le corse a tappe. Non è una cosa nuova, lo facevamo anche noi quando correvo. Ho avuto un grande maestro come Edi Gregori con cui abbiamo ottenuto grandi risultati. La strada è già tracciata. Bisogna seguirla»

Toneatti è un corridore vero: per questo Pontoni lo martella

09.01.2022
5 min
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«Un po’ è merito tuo» diciamo a Daniele Pontoni, che si avvia al podio degli under 23. La maglia tricolore l’ha vinta Davide Toneatti, che corre nella squadra da lui fondata, la DP66-Giant-Selle Smp, e affidata ai collaboratori di una vita da quando è diventato tecnico della nazionale.

«E’ tutto loro», dice infatti il folletto friulano, che continua da ore a correre lungo il percorso, indicando lo staff del team.

Un tipo sorride sotto la mascherina. «E’ merito suo – dice – che non ha mai smesso di martellarlo. Ha continuato per anni a dirgli di non parlare tanto e che avrebbe potuto farlo solo dopo aver vinto almeno una maglia tricolore».

Sul podio degli U23, Toneatti ha preceduto Leone e Pavan
Sul podio degli U23, Toneatti ha preceduto Leone e Pavan

Dal ghiaccio al fango

La gara degli under 23 ha visto Leone darci dentro di brutto, ma forse nessuno dei ragazzi poteva immaginare che il terreno ancora ghiacciato 50 minuti prima del via, di colpo mollasse trasformandosi in un letto di fango. Così le scivolate si sono sovrapposte ai sorpassi e i cambiamenti di fronte sono stati all’ordine del giorno. Perciò di colpo Leone ha sbagliato e Toneatti, che a sua volta era rimasto indietro, lo ha passato e ha fatto di tutto per non farlo tornare più sotto. Terzo, subito alle loro spalle, Pavan si è tenuto stretto il podio. Davanti a Loconsolo e Masciarelli, reduce da un’influenza che negli ultimi dieci giorni l’ha un po’ spento.

Rapporti più corti

Suo padre Andrea prima del via guardava il percorso un po’ perplesso. E mentre metteva a punto le gomme della bici di Lorenzo (1,3 davanti, 1,4 dietro) diceva che in Belgio i percorsi sono molto più da spingere. E che per questo lassù suo figlio corre sempre con il 39-46 mentre qui ha voluto mettere anche il 36. Per le continue curve e i tanti rilanci.

Sull’argomento si era soffermato nelle scorse settimane anche Van der Poel, facendo notare come la tendenza di chi traccia i percorsi sia sempre meno nel segno della scorrevolezza, ma qui le indicazioni le ha date Pontoni, che ha così voluto ricreare le condizioni che gli azzurri potrebbero trovare ai mondiali di Fayetteville.

Masciarelli si è scaldato, sapendo di non avere la miglior condizione: chiuderà quinto
Masciarelli non aveva la miglior condizione: chiuderà 5°

Martello Pontoni

Raggiungiamo il tecnico azzurro ai piedi del palco, dopo la premiazione. Sotto la mascherina gli occhi scintillano. Il presidente Dagnoni ha appena finito di lodarlo per come sta interpretando il suo ruolo e la capacità di organizzare i tricolori, l’orgoglio è giustificato.

«Perché lo martello in continuazione? Perché vale tanto – dice – e lui a volte sembra non saperlo. Questo qui è un corridore vero, non un crossista e basta. Farà bene anche su strada. Ha tutti i mezzi per emergere, anche se a volte si perde in mille fisime. Gli ho detto sempre di stare sul concreto, glielo dico da 10 anni e per questo l’ho portato a tutte le Coppe del mondo. Faccio come il padre che riprende sempre suo figlio perché vuole che ottenga il meglio».

Per Toneatti le parole di stima e pungolo di Daniele Pontoni
Per Toneatti le parole di stima e pungolo di Daniele Pontoni

Fango galeotto

Toneatti risponde alle domande, con la maglia tricolore indosso, i pantaloni termici per non prendere freddo e la mano destra che stringe la medaglia, quasi appendendosi.

«Sono venuto a provare il percorso nelle settimane scorse – dice – conoscevo bene ogni passaggio, ma non avrei mai creduto che potesse cambiare così tanto. Un’ora prima era ghiacciato, invece abbiamo corso nel fango. Si vedeva che fosse Leone quello pericoloso, ma ho voluto e potuto fare la mia corsa».

Una gara decisiva

Si fa per ridere, ma intanto per capire come reagirà tiriamo fuori la provocazione di Pontoni. Adesso che hai vinto una maglia tricolore, forse potrai parlare! Lui guarda, capisce dove vogliamo andare a parare e poi risponde.

«Daniele ci scherza sempre – dice – perché con tutto quello che ha vinto, la fa un po’ pesare, ma sempre per scherzo. Tra di noi c’è un bel rapporto. Ci conosciamo da 4-5 anni. Sono nella sua squadra, ci sono ancora anche se lui adesso è cittì. Spero davvero che questo risultato mi permetta di fare un bello scatto. Questo risultato ci voleva, dopo che l’ultimo mese non è stato perfetto e non è andato come mi aspettavo».

Su strada con l’Astana

Restiamo sulle parole di Pontoni: che cosa significa essere un corridore a 360 gradi e non un semplice crossista? E cosa significa che a volte si perde nelle sue fisime?

«Da febbraio – dice – passerò all’Astana Development. Sono molto contento di questa nuova esperienza. D’estate ho sempre fatto mountain bike, loro però credono in me e spero di ripagarli. Le fisime? A me piace curare tutti i dettagli, ogni tanto qualcuno mi dice che sono troppo fissato però a me non pesa per niente…».

Lo chiamano per fare delle foto davanti alla bici orrendamente inzaccherata. Si fa fatica a distinguerne marca e colore. Si tratta di una Giant e in un giro e mezzo dall’ultimo cambio si è coperta di melma in ogni spigolo. Il percorso ha davvero mollato in modo inaspettato. Per le donne elite e gli uomini previsti a seguire, rischia di essere davvero una corsa a stare in piedi.

Variano tricolori 2021

Pontoni, spiegaci il percorso dei Tricolori di cross

03.01.2022
5 min
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Variano di Basiliana è pronta ad accogliere i Campionati Italiani, il prossimo weekend sarà quello centrale per tutta la stagione nazionale sui prati, l’obiettivo di moltissimi atleti. Per l’occasione il piccolo centro friulano si veste a festa, perché la kermesse dei tricolori prenderà il via il 7 gennaio per durare ben tre giorni.

Daniele Pontoni, il nuovo cittì della nazionale italiana, è da quelle parti un autentico mito e non potrebbe essere altrimenti. L’ex iridato ha direttamente contribuito alla creazione del tracciato di gara e lo conosce come le sue tasche, oltretutto sa bene che quel test sarà fondamentale, l’ultimo appello disponibile per rimettere in discussione le candidature per le convocazioni in vista dei mondiali americani.

Pontoni 2021
Il cittì Pontoni ha disegnato il percorso tricolore pensando anche ai prossimi mondiali
Pontoni 2021
Il cittì Pontoni ha disegnato il percorso tricolore pensando anche ai prossimi mondiali

Percorso tecnico ma poco fangoso

Nel disegnare il percorso, Pontoni ha badato sia agli aspetti tecnici che alla varietà: «Nella prima parte è molto filante, i primi 400 metri sono larghi per permettere che ci sia un po’ di selezione al via, 280 sono in asfalto. Sarà sicuramente una lunga volata iniziale. Poi si entra in un campo di soia, che potrebbe essere l’unica parte a risentire minimamente di eventuale pioggia, per il resto il percorso è perfettamente drenante e non dovrebbe causare tanto fango.

«Uscendo dal campo di soia, il tracciato diventa davvero duro, con tanti saliscendi, due rampe che i corridori conoscono bene per le precedenti edizioni delle gare: la prima si affronta a piedi, la seconda farà la differenza perché i più capaci potranno anche completarla in sella. C’è poi una scala con 30 gradini e una parte con altre scale artificiali che costituisce la novità dell’edizione di quest’anno. Finale in contropendenza con discesa e risalita a S».

Percorso tricolori 2021
Un passaggio del percorso tricolore, rimasto quasi identico a quello di gennaio 2021
Percorso tricolori 2021
Un passaggio del percorso tricolore, rimasto quasi identico a quello di gennaio 2021
E’ un percorso pensato anche in funzione dei mondiali?

Diciamo che è un tracciato completo e per certi versi ricorda anche quello di Fayetteville. L’arrivo è stato completamente ridisegnato, posizionandolo direttamente sulla provinciale. Per emergere bisogna essere davvero al massimo della propria forma, è un percorso completo. Volevo che premiasse coloro che davvero hanno le condizioni per far bene anche in campo internazionale, poi naturalmente dovrò prendere in esame non una singola gara, ma tutto il complesso della stagione.

Dicevi che non ci sarà fango…

Le previsioni danno bel tempo, ma chiaramente mancano ancora giorni e non si può avere la certezza. Certamente con la pioggia diventerebbe ancora più tecnico e selettivo, ma senza eccessi com’è capitato di vedere in ambito internazionale.

Bertolini Variano 2021
A gennaio 2021 Variano ha ospitato il campionato triveneto, vinto da Gioele Bertolini (foto Alessandro Billiani)
Bertolini Variano 2021
A gennaio 2021 Variano ha ospitato il campionato triveneto, vinto da Gioele Bertolini (foto Alessandro Billiani)
Quando si arriva ai campionati italiani si fa un punto della situazione. Sei rimasto soddisfatto di questa prima parte all’estero?

Fino alla tappa di Coppa del mondo a Namur sicuramente sì, siamo andati bene e i risultati degli juniores sono lì a dimostrarlo. A Dendermonde era un percorso completamente avverso alle nostre caratteristiche, con un mare di sabbia dove rimanere in sella era un’impresa e infatti soprattutto nella gara junior maschile c’è stata un’ecatombe di cadute. Fra le ragazze la Venturelli senza uno scivolone evitabile sarebbe arrivata anche più avanti, ma quella gara così contraria ci ha detto cose importanti.

Cioè?

I nostri ragazzi al cospetto degli avversari mancano di potenza, non solo nei confronti di belgi e olandesi, ma anche di altri Paesi. E’ un aspetto sul quale dobbiamo lavorare. Comunque da quel che si è visto, nessuno arriva a gennaio in fase calante di forma e questo è un aspetto importante. La cosa che a Dendermonde mi ha fatto arrabbiare è che qualcuno, visto che la gara andava male, ha tirato i remi in barca e ciò non lo accetto – aggiunge Pontoni un po’ risentito – Chi ha sbagliato è stato ripreso e ne terrò conto, perché la maglia della nazionale va onorata al massimo, sempre e comunque, con il massimo impegno.

A Variano si attende un’autentica invasione di ciclocrossisti…

Il numero è un segnale importante, anche se vedere al via 500 e passa corridori non è una sorpresa ormai, il movimento da questo punto di vista è sano e sempre in crescita. Deve passare il messaggio che il ciclocross è una disciplina ideale per i ragazzi, per farli pedalare in sicurezza mantenendo tranquilli i genitori, lontani dai pericoli del pedalare nel traffico. Si gareggia in percorsi chiusi, a Variano addirittura la gara è su un colle che altrimenti si raggiunge solo a piedi…

Variano presentazione 2021
La presentazione della rassegna tricolore di Variano di Basiliana, che scatterà venerdì 7 per concludersi domenica 9
Variano presentazione 2021
La presentazione della rassegna tricolore di Variano di Basiliana, che scatterà venerdì 7 per concludersi domenica 9
Nelle ultime settimane il tema del rapporto conflittuale fra strada e ciclocross è tornato in auge.

Io ho iniziato il mio lavoro da poco, quando già la stagione stava per iniziare. Resto ottimista, i contatti che ho già avuto confermano la mia impressione di una cultura che sta iniziando a cambiare, ma molto va fatto, per trasformare la mentalità imperante soprattutto in certi team. Comunque già dal prossimo anno potremo vedere qualche professionista in più fare ciclocross e questo sarebbe importante come esempio per i più giovani.

Hai già in mente la nazionale per Fayetteville?

Nella sua intelaiatura sì. Non faccio nomi, ma sarà una formazione composta da 10-12 corridori, non di più.

Manca ancora un mese, dopo le ultime uscite hai ancora fiducia in qualche responso positivo?

Più che mai. Dendermonde da questo punto di vista non fa testo, era un percorso lontano anni luce da quello americano. La stagione ha detto che fra gli junior possiamo dire la nostra, fra gli Under 23 anche, le ragazze Elite hanno centrato a ripetizione la Top 10 e anche qualcosa in più. La situazione difficile resta al massimo livello maschile, ma questo lo sapevamo.