La grinta di Egan, il motore di Pippo: domenica perfetta

30.05.2021
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Dice e molla una risata che la foratura è stata studiata per dare un po’ di pepe alla crono. Poi però Ganna torna serio e spiega che in quel momento gli si è un po’ stretto lo stomaco, perché non aveva i distacchi e sapeva di avere un piccolo vantaggio su Affini. Poi però, in questa domenica perfetta, la squadra è stata fantastica nel cambiargli la bici, tanto che David Braislford ha commentato dicendo che potrebbero dare lezioni al capo meccanico della Mercedes su come si faccia un pit stop.

Serata di festa in casa Ineos, Milano ribolle di tifosi colombiani e come lo scorso anno il tripudio porta i colori del team britannico. Al posto delle lentiggini di Tao c’è il sorriso indio di Bernal, mentre quello grande e contagioso di Ganna è sempre lo stesso. Semmai con una punta di stanchezza in più ai lati della bocca.

«Rispetto all’anno scorso – dice – i chilometri in testa al gruppo sono stati quattro volte tanti. Abbiamo protetto Egan, siamo stati squadra e il Giro è stato bellissimo, anche con la presenza del pubblico, cui dobbiamo dire grazie. Qualcuno mi ha rimproverato perché sulle salite non sono stato troppo disponibile e sembravo imbronciato. Ne chiedo scusa, ma mettetevi nei nostri panni, se sulla salita finale della 19ª tappa non abbiamo voglia di scherzare…».

Enplein anche quest’anno per la Ineos nella domenica di Milano: Ganna e Bernal
Enplein anche quest’anno per la Ineos nella domenica di Milano: Ganna e Bernal
E’ dall’inizio del Giro che parli di proteggere Egan. Puoi dire che rapporto si è creato con lui?

E’ piccolo, ma ha sotto due… attributi che a tanti altri mancano. Ci ha portato morale e ci dava tanta grinta, quando lo sentivamo dire alla radio «Toso, io sto bene!». Come il giorno dei ventagli in salita sui Sibillini. Uno di 84 chili come me su quelle salite non doveva neanche esserci, ma avevo dentro il fuoco. In quei giorni ho speso tanto, tanto che ieri mentre tiravo, mi è venuto accanto proprio lui e mi ha detto: «Capitano, pensa a domani, molla un po’».

Grande sensibilità…

In questa squadra si respira un bel clima, se non mi trovassi bene non avrei rinnovato per latri tre anni. Certo, correre come in questo Giro è logorante. Soprattutto nelle tappe di 200 chilometri, disegnate per i velocisti, quando i velocisti se ne stanno in coda al gruppo e non mettono la squadra. E’ sempre toccato alla maglia rosa, ma quando dopo 21 tappe vedi il tuo capitano sollevare quel trofeo, ti passa tutto. E sei pronto per il 2022. Qualche volta però sono andato anche io in camera sua…

Per dirgli cosa?

«Capitano, divertiti. Fai le cose che ti piace fare e che pensi siano utili per vincere. Corri come vuoi, non fasciarti la testa». Se Bernal riesce a correre libero di testa, ragazzi, non ce n’è per nessuno.

Siamo qua a parlare di Bernal, ma hai vinto un’altra crono. Come si fa a restare focalizzati e trovare ancora la voglia di migliorare?

Ci sono tanti aspetti su cui concentrarsi, atletici e tecnologici. Fausto Pinarello sta già mettendo delle novità in cantiere, ci sono continui progressi che permettono di ottenere risultati migliori. Io per parte mia posso e devo continuare ad allenarmi, avendo valori alti e tenendo il motore pulito e senza ruggine. Parliamo di Egan, ma giuro che sono contento per la maglia rosa e anche per la tappa.

Pippo arriva all’ombra del Duomo con il miglior tempo: resisterà sino alla fine
Pippo arriva all’ombra del Duomo con il miglior tempo: resisterà sino alla fine
Probabilmente gli europei cancellati in Bielorussia saranno ricollocati fra Lituania e Danimarca, ma se non ci fossero, come fareste ad arrivare bene alle Olimpiadi?

Dovremo focalizzarci sul fatto che anche gli allenamenti sono una fase importante e che i tempi che si fanno tra noi, cercando di batterci, hanno la stessa dignità di una gara. Mancherà l’apporto del pubblico, ma dovremo arrivare a Tokyo con la certezza di aver fatto il massimo.

Quale dunque il programma ora?

Finiamo la domenica facendo festa. Riposo. Poi altura. Dovrò sentirmi con Villa per la pista e quei lavori di intensità che su strada non si riescono a fare. Poi probabilmente correremo con la nazionale una corsa a tappe in Sardegna a luglio. Si comincia mercoledì con un ritiro, il resto verrà da sé.

Lapierre Aerostrom DRS

Lapierre Aerostorm DRS, l’arma di Kung per le crono

28.05.2021
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Lapierre è uno storico marchio francese che da anni collabora con il Team Groupama-Fdj, che vede nelle sue fila corridori del calibro di Thibaut Pinot, Arnaud Demare e Stefan Kung. Proprio quest’ultimo è uno specialista delle cronometro, specialità in cui ha ottenuto numerose vittorie e piazzamenti di prestigio. La collaborazione con i ragazzi della Groupama-FDJ ha portato all’ultima evoluzione della Aerostorm DRS, la bicicletta da cronometro e da triathlon della casa francese.

Con i freni a disco

L’ultima versione dell’Aerostorm DRS è dotata di freni a disco idraulici, che sono stati perfettamente integrati nel design della bicicletta in modo da ottimizzare l’aerodinamica. Proprio l’aspetto aerodinamico è quello preponderante in questo tipo di bicicletta, non a caso DRS sta per Drag Reduction System. Per ottenere questo risultato i tecnici francesi hanno creato un telaio con il profilo dei tubi Naca (National Advisory Committee for Aeronautics) e Kamm Tail, vale a dire con la coda tronca. Questo tipo di profilo è dimostrato portare notevoli vantaggi per quel che riguarda la riduzione della resistenza all’aria.

L'ultima versione della Aerostorm DRS è con i freni a disco
L’ultima versione della Aerostorm DRS è con i freni a disco
L'ultima versione della Aerostorm DRS è con i freni a disco
L’ultima versione della Aerostorm DRS è con i freni a disco

Manubrio firmato Lapierre

Un elemento molto importante su cui si è lavorato molto è il cockpit aerodinamico in carbonio, con un profilo alare che aiuta a tagliare meglio l’aria e offre una base d’appoggio generosa e comoda nelle fasi di guida in cui il corridore è in presa alta. Inoltre, il cockpit realizzato da Lapierre permette il completo passaggio interno dei cavi per la massima pulizia frontale.

Il cockpit realizzato da Lapierre con le appendici di PRO
Il cockpit realizzato da Lapierre con le appendici di PRO
Il cockpit realizzato da Lapierre con le appendici di PRO
Il cockpit aerodinamico realizzato da Lapierre con le appendici di PRO

Una pinna al posteriore

Il design della Aerostorm DRS si caratterizza per un tubo verticale che segue il profilo della ruota posteriore con una piccola pinna posta appena sopra l’innesto con i foderi obliqui del carro. Proprio quest’ultimi nella parte alta si presentano come due piccole ali che favoriscono il flusso dell’aria. Da notare l’estrema compattezza del carro posteriore che è pensato per fornire la migliore reattività.

Lapierre Aerostorm DRS dietro
Ben visibile la pinna del tubo verticale e i foderi generosi
Lapierre Aerostorm DRS dietro
Sono ben visibili sia la pinna posteriore del tubo verticale che i foderi dal design generoso

Baricentro basso

Anche il reggisella è stato realizzato da Lapierre e oltre ad avere un design aerodinamico, permette un’ampia regolazione in avanzamento e arretramento della sella. Questo è un aspetto importante visto che i corridori cercano la massima efficienza di pedalata in sforzi come quelli della cronometro.

La geometria è stata pensata per dare al corridore un baricentro basso che dona una maggiore guidabilità della bicicletta e una posizione aggressiva pensata per ridurre al minimo l’impatto dell’aria.

Lapierre Aerostorm DRS 3/4
Le ruote DT Swiss profilo differenziato
Lapierre Aerostorm DRS 3/4
Baricentro basso e ruote DT Swiss con profilo differenziato

Ruote con profili differenti

Il modello che vediamo nelle foto viene equipaggiato con lo Shimano Ultegra Di2, appendici firmate da PRO, sella Prologo Dimension Tri e le ruote DT Swiss ARC 1100 Dicut Carbon. Nello specifico è stato scelto di montare una ruota con profilo di 80 millimetri al posteriore e di 62 millimetri all’anteriore, una scelta che vuole favorire la guidabilità con un profilo più basso davanti e la ricerca della massima velocità con il profilo alto posteriore. Per finire forniamo il prezzo, che è di 6.999,00 euro.

lapierrebikes.com

Malori su Ganna: «Sembrava di vedere Nibali in discesa»

09.05.2021
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Eravamo d’accordo da qualche giorno. La sera della crono ci sentiamo e ci dici cosa te ne è parso. Con Malori avevamo già parlato di Ganna e le sue crono, perciò aveva detto di sì. Così ieri sera, finito di lavorare ai pezzi del giorno, ci siamo attaccati al telefono. Adriano era a casa, con i postumi fastidiosi del vaccino e sua figlia che lo fa diventare matto. Ma per la crono la casa si è fermata.

«Il percorso era molto bello e molto veloce – dice Malori – viste le medie che sono saltate fuori (Ganna ha vinto a 58,748 km/h, ndr). Quando ci sono queste condizioni, con Pippo non c’è storia. Ha avuto una gestione perfetta. Ha dato gas QB, quando basta, fin dove serviva, cioè fino a tutto il falsopiano in cui un po’ tirava, poi alla fine ha aperto tutto e il distacco ad Affini l’ha dato negli ultimi 2 chilometri. Una volta forse si poteva attaccarlo per come guidava, adesso invece è migliorato tantissimo. Per le traiettorie che faceva, è sembrato di vedere Nibali in discesa. Ma a proposito di traiettorie…».

Secondo Malori, Ganna ha anche mostrato grandissime qualità di guida
Ganna ha anche mostrato grandissime qualità di guida
Cosa?

Vi siete accorti che fra gli uomini di classifica non c’è più la minima attenzione alla traiettoria? Gli specialisti cercavano di fare meno strada possibile, tagliando le curve. Mentre i capitani pedalavano costantemente a centro strada, prendevano le curve senza impostarle e alla fine della crono hanno fatto dei metri in più.

Tanto da veder crescere il passivo?

Certo non di minuti, ma anche fossero solo 10 secondi in una crono di 9 chilometri, pochi non sono…

Secondo te che cosa ha pensato Affini quando è arrivato Ganna?

Lo stesso che ho pensato tante volte anche io. Chiunque oggi voglia andare contro Ganna, sa che le possibilità di batterlo sono minime. Come quando mi toccava sfidare Cancellara o Tony Martin. Affini si è tolto il cappello, ma non era troppo dispiaciuto.

Il finale di Ganna era prevedibile?

Prevedibile non so, ma di certo è una sua caratteristica. Ha saputo cambiare ritmo, dando l’ultimo quarto di gas dove sapeva di poter fare la differenza. In pratica è andato per tutta la crono al 99 e cento e poi alla fine ha dato il 110.

E’ parso anche avere quale rpm più degli altri?

Di sicuro girava più rapido, ma non perché avesse rapporti più agili. Probabilmente faceva girare più rapidamente lo stesso rapporto massimo che aveva Affini. 

E di Evenepoel cosa ti è sembrato?

Sono ancora sbalordito! La crono è il regno della forza, del fuori soglia, dell’abitudine alla fatica. E lui dopo 9 mesi che non corre fa una crono in linea con Cavagna che la settimana scorsa ha vinto il Giro di Romandia.

Per Remco Evenepoel il 7° posto a 19 secondi da Ganna: sorprendente, dice Malori
Per Remco Evenepoel il 7° posto a 19 secondi da Ganna
Significa che è forte davvero?

Che fosse forte lo aveva già fatto vedere, ma non credo che possa fare il podio del Giro. Se così invece fosse, sarebbe come guardare Alien.

Cosa hai pensato vedendo il pubblico sulle strade?

Che se si permette a 30mila persone di ritrovarsi in una piazza a Milano per festeggiare lo scudetto, allora bisogna permettere al pubblico del Giro d’Italia di seguire la corsa dalla strada. E comunque ci ho fatto caso. Avevano tutti la mascherina, nessuno si abbracciava, nessuno si è sognato di fare le cose di Piazza Duomo a Milano. Evviva il pubblico del ciclismo.

Affini sorride: «Io travolto da… un’apertura atomica»

08.05.2021
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Affini si è tolto il cappello, ma negli occhi non aveva poi questa grande disperazione. Quando c’è in strada uno come Ganna, puoi sperare, ma in fondo sai che hai le ore contate. Il secondo posto di Torino brucia, ma non fa male. E anzi, è un ottimo segnale per il corridore mantovano che giusto stamattina ci aveva raccontato l’emozione della prima tappa e che alla Jumbo Visma ha iniziato in cammino di crescita che lo convince e in cui crede molto.

«Ho il telefono che scotta – dice – appena si fa qualcosa di buono, c’è tanta gente che vuole salire sul carro. Ma voi c’eravate anche prima e certe cose si notano. Ero sulla “hot seat” e ci ho sperato davvero. Anche quando ho visto l’intermedio, c’erano due secondi. Ho pensato che magari calava. Invece lui ha fatto la differenza nell’ultimo tratto, dove pure io sono andato forte. Non a caso tanti mi hanno avvicinato all’intermedio e poi sono finiti alle spalle. Ma Pippo ha dato un’apertura atomica e… ciao! E’ campione del mondo non a caso, ma due italiani davanti nella crono sono un bel segnale per tutto il movimento. Non so da quanto non accadeva…».

Dopo le classiche, Affini ha tirato il fiato per presentarsi più fresco al Giro
Dopo le classiche, Affini ha tirato il fiato per presentarsi più fresco al Giro

Non fa male

La sconfitta brucia, si diceva, ma non fa male perché il senso della pagina voltata con decisione resta davvero nel tono di voce. E così anche l’errore dopo il sottopasso lo racconta col sorriso…

«Per me è un buon risultato – dice – la mia condizione è migliore dell’anno scorso. Dopo le classiche ho tirato il fiato e la partenza qui è stata buona, speriamo sia di auspicio per il seguito del Giro. Se mi metto a riguardare la crono, vedo una sola sbavatura. Quella curva dopo il sottopasso, appunto. Mi si è spenta la centralina e ho smesso di pedalare anni prima. Poi mi sono reso conto che c’era ancora da spingere. Stamattina avevo fatto tre giri del percorso, lo conoscevo benissimo. Solo che sono andato nel pallone. Ma intendiamoci, potrò aver perso un secondo. Poca roba».

Le randellate

E’ quando gli riferiamo che Ganna ha parlato di randellate reciproche, che Edoardo fa una bella risata scrosciante. Soprattutto quando gli chiediamo quale sa la randellata data di cui vada più fiero.

«In realtà – ride – sono più le volte che mi ha randellato lui. Per trovare traccia delle mie randellate, c’è bisogno di andare indietro al secondo anno da allievi e i primo da juniores, quando io ho vinto il campionato italiano dell’inseguimento individuale e lui è finito secondo. Oppure l’europeo del 2019, quando ero neoprofessionista, quando io feci terzo e lui finì sesto. Poi lui ha cominciato la sua escalation. Quella che io spero di iniziare in questa squadra».

Terzo nella crono Tobias Foss, anche lui alla Jumbo Vsma, atleta di 23 anni
Terzo nella crono Tobias Foss, anche lui alla Jumbo Vsma, atleta di 23 anni

L’effetto pista

Potrebbe essere la pista che ancora pratica ad aver dato a Ganna quel cambio di ritmo nel finale? Affini ci pensa e poi risponde chiaro.

«Anche io continuo ad allenarmi su pista – dice – vado spesso nei velodromi di Padova o di Bassano, perché sono amico dei ragazzi che li gestiscono. Ma certo la preparazione specifica e la dedizione che ci mette, potrebbero aver dato a Pippo questo tipo di vantaggio. Ma su tutto domina la predisposizione per questo esercizio. Anche io ci sono predisposto, ma lui è più predisposto di me. Ripeto: il campione del mondo è lui. Però quando ci siamo salutati gli ho detto che a Milano mi piacerebbe invertire le parti. Lui secondo e io primo. Non ha risposto, io però un pensierino ce lo faccio».

A Torino come a Palermo, si riparte da un super Ganna

08.05.2021
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Quando sul traguardo di Torino è passato l’arcobaleno, la gente è esplosa in un boato. Sì, la gente. Tanta e contenta, con la mascherina e la voglia di applaudire tutti i corridori del Giro, ma soprattutto Filippo Ganna. Perché quando un nome lo senti circolare lungo la strada e lo senti ripetere quando sta per passare, come in un colossale passaparola di 9 chilometri, significa che il ragazzo con la maglia iridata è ormai entrato nei cuori.

Pippo guarda un punto fisso e racconta. La sbornia del podio è alle spalle, le interviste in inglese sono finite. Questo è il momento delle riflessioni più intime.

«Non era facile partire con tante sconfitte alle spalle – dice – per questo ero nervoso e cattivo. La volevo davvero. Sentire tanta gente che urla il tuo nome ti spinge anche oltre».

Traiettorie perfette nelle strade di Torino e finale in crescendo: 10 e lode
Traiettorie perfette a Torino e finale in crescendo: 10 e lode
Primo, come l’anno scorso a Palermo…

Tornare a vincere non è facile. Sono riuscito a recuperare bene dopo tanto lavoro in altura. Erano già cominciate le polemiche. Ganna non va più, Ganna non sa più vincere. Ragazzi, facciamo una stagione con 70 giorni di corsa e non si può essere sempre competitivi. E se lo sei, allora c’è un problema. Oggi è venuto il risultato all’inizio di un Giro che sarà più duro dell’ultimo. I nostri direttori ci hanno mostrato le salite, ci sarà da stringere i denti.

Hai parlato di tante sconfitte.

Nelle ultime tappe del Romandia ero gonfio di liquidi e fatica. In questi giorni in Italia con il nostro bellissimo gruppo sono riuscito a mettere a posto il peso. Poi è chiaro che nelle ultimissime ore io fossi teso, vi invito a salire su pullman di chiunque puntasse alla crono per vedere in che condizioni fosse.

Il vostro bellissimo gruppo è lo stesso che lo scorso anno dominò il Giro?

Quel gruppo si creò dopo cinque giorni, dopo che Thomas finì fuori per il suo incidente. Questa volta forse avremo bisogno di più tempo. Gli ultimi due giorni sono stati noiosi, fatti di ore in camera, allenamento e cena. Ora si comincia. Ci sarà da supportare e anche sopportare i capitani. Di sicuro avremo momenti di tensione, ma so che qualunque cosa diranno, sarà dettata dalla tensione. Siamo qua per vincere, non per fare secondi. Se riusciamo a switchare la testa e a divertirci, le cose verranno anche meglio.

Il podio ai piedi della Gran Madre, in uno scenario suggestivo con vista su Torino
Il podio ai piedi della Gran Madre, in uno scenario suggestivo
Supportare i capitani è nell’ordine delle cose, quanto spazio ci sarà per la tua maglia rosa?

E’ chiaro che dovrò guardare alla squadra, ma cercherò di tenerla più a lungo che posso. Penso che il primo arrivo in salita mi sarà fatale, a meno che quel giorno non mi venga fuori il coraggio del leone e la forza della formica che solleva cento volte il suo peso. Sono qua per la squadra, abbiamo dei grandi leader. Spero di cominciare qui come ho finito nel 2020.

Ti chiedono come tu faccia a sopportare tante pressioni. Le crono, la pista, il ruolo alla Ineos, le Olimpiadi…

Un atleta sa dove può arrivare e dove no. A volte siete voi giornalisti, che fate ottimamente il vostro lavoro, a tirare fuori certi aspetti cui noi non avevamo neanche pensato. Abbiamo bisogno di staccare. E’ tutto collegato. Se non avessi fatto quei lavori lattacidi in pista e la preparazione in palestra e se non fossi andato sul Teide, al Romandia sarei stato più pronto. Ma io ho questo sogno delle Olimpiadi, con due medaglie in palio. Lasciate che possa coltivarlo, sperando che il prossimo luglio ci divertiremo insieme.

Alle interviste finalmente rilassato, la tensione va giù: Torino ai suoi piedi
Alle interviste finalmente rilassato, la tensione va giù
Come credi che Affini abbia vissuto la sconfitta?

Di sicuro anche lui sognava la maglia rosa, come tutti noi alla partenza. Io ed Edo (Edoardo Affini, ndr) abbiamo un bellissimo rapporto, siamo cresciuti insieme. A volte ho preso io le randellate, a volte lui. Quando ci siamo incrociati gli ho chiesto di lasciarmi la maglia rosa per almeno tre giorni e lui ridendo mi ha chiesto chi potrebbe avere la forza di togliermela. So che in fondo è contento per me, come io lo sarei stato per lui.

Tu saresti stato contento se non avessi vinto?

E’ stata una vittoria voluta. Sono partito da casa con l’unico intento di vincerla. Se non ci fossi riuscito, non nego che nei prossimi giorni il mio umore sarebbe stato peggiore…

Crono di Torino, un missile Canyon per Movistar

07.05.2021
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Anche se nell’immaginario collettivo ci sono altri team che brillano nella nobile arte della crono, il lavoro di Canyon per Movistar è sempre stato eccezionale. Lo confermarono alcuni mesi fa le parole di Adriano Malori, che ammise di aver fatto il vero salto di qualità proprio approdando alla Movistar. Forte di queste conoscenze, il marchio tedesco di bici ha consegnato ai suoi corridori per il Giro d’Italia una nuova bicicletta da crono: la Speedmax CFR Disc in cui è stato concentrato il meglio della conoscenza Canyon.

Una bici pulita, essenziale: per infilarsi nel vento non serve altro
Una bici pulita, essenziale: per infilarsi nel vento non serve altro

Supporto svizzero

CFR sta per Canyon Factory Racing, il reparto corse dell’azienda, e per realizzare questa bicicletta ci si è avvalsi della collaborazione di Swiss Side, azienda svizzera specializzata in aerodinamica e nell’ottimizzazione aerodinamica dei singoli componenti, lavorando in galleria del vento, ma anche con software, simulazioni e rilevazioni su strada. La bicicletta che ne è derivata offre immancabilmente un’aerodinamica avanzata, un pacchetto tecnico di assoluto rispetto e prestazioni al top che starà ovviamente agli atleti mettere in risalto.

Integrazione totale

Il design del telaio è spartano, completamente integrato per eliminare tutte le caratteristiche non assolutamente necessarie per le prove a cronometro. Nessuna cornice, nessuna concessione all’estetica fine a se stessa. Ci si è concentrati unicamente sulla prestazione, ricercando i massimi valori di rigidità e peso, il design pulito e la miglior efficienza aerodinamica secondo i regolamenti UCI. A parità di velocità e sebbene abbia i freni a disco, la Speedmax CFR TT è 2,7 watt più veloce della generazione precedente.

Tubo orizzontale sagomato nel segno della massima aerodinamica
Tubo orizzontale sagomato nel segno della massima aerodinamica

Nuovo cockpit

Il cockpit, il blocco frontale composto da manubrio e protesi è stato oggetto di grande studio. In questo caso è composto dal manubrio Canyon HB0058 Basebar Drop CF con un attacco in alluminio V19 aerodinamico, per un setup che soddisfa tutte le esigenze delle moderne corse a cronometro.

La piega manubrio aerodinamica da 390 mm riduce la superficie frontale ed è progettata al CFD, quindi con un sistema che tiene in particolare importanza la fluidodinamica, considerando la bicicletta come un sistema aerodinamico completo. Individuata la miglior composizione del blocco frontale, è ovviamente possibile personalizzare la posizione al millimetro utilizzando la gamma di distanziatori ed estensioni differenti messe a disposizione degli atleti. E’ stata ridotta la distanza tra i suporti e sono stati avvicinati i poggioli, per la regola che in aerodinamica non conta essere bassi, ma essere stretti. Le nuove protesi Zipp Vuka Shift premium hanno i comandi bar-end che eliminano la necessità di un blip box aggiuntivo (un’interfaccia per i comandi cambio).

Le ruote Zipp

Sul fronte delle ruote, all’anteriore viene montato un 808 Firecrest di Zipp, mentre al posteriore si riconosce la lenticolare Super-9, abbinate a tubolari Continental Grand Prix, con l’anteriore da 23 mm e il posteriore da 25 mm.

Pendenti e ruote lenticolari al posteriore
Pendenti e ruote lenticolari al posteriore

Allo stesso modo in cui il cockpit e le ruote svolgono una funziona aerodinamica di primo piano, non si può non parlare reggisella, ugualmente sviluppato da Canyon sulla Speedmax. Leggero e sottile, contribuisce all’aerodinamica della bici con la sua forma aerodinamica che rientra, quanto a rapporto lunghezza-larghezza, nei parametri Uci.

La forcella infine è stata realizzata in modo da ridurre le turbolenze causate dalle pinze del freno a disco.

Monocorona e via…

Montata con il Red AXS eTap, la bici utilizza un monocorona progettato appositamente per le prove a cronometro. Oltre al peso risparmiato eliminando il deragliatore, si evitano rischi di salto di catena e la cambiata è più immediata, dato che il corridore dovrà concentrarsi unicamente sui pignoni della ruota libera. Ugualmente, nella corona da 54 denti è integrato un misuratore di potenza a montaggio diretto. Per il cambio posteriore si utilizza il sistema OSPW di Ceramic Speed, con l’uso delle pulegge oversize (la rotellina superiore ha 15 denti, quella inferiore ne ha 19) che riduce l’attrito e consente un bel risparmio di watt. Un argomento di cui nei giorni scorsi abbiamo dibattuto peraltro a lungo. 

I poggioli sono stati stretti, perché conta soprattutto essere stretti
I poggioli sono stati stretti, perché conta soprattutto essere stretti

Fin qui la teoria. Per la pratica e il riscontro degli atleti bisognerà aspettare domani pomeriggio, quando la bici debutterà sulle strade del Giro. La useranno i corridori della Movistar e anche quelli della Alpecin-Fenix. Sapremo dai loro racconti se ancora una volta gli ingegneri di Canyon avranno visto giusto.

Dalla sveglia al via: la giornata di Ganna a Torino

03.05.2021
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Sarà il più atteso del Giro d’Italia. Una città, una Regione e una Nazione non aspettano altro che vedere Filippo Ganna in maglia rosa al termine degli 8,6 chilometri del prologo di Torino. Il verbanese si presenta al via dopo i trionfi dello scorso anno in cui aveva catturato e ammaliato un sacco di tifosi, sia per le sue vittorie ma anche per il suo modo di correre.

David Brailsford, Filippo Ganna, Dario Cioni, crono Milano, Giro d'Italia 2020
Da sinistra: David Brailsford, Filippo Ganna e Dario Cioni nello scorso Giro
David Brailsford, Filippo Ganna, Dario Cioni, crono Milano, Giro d'Italia 2020
Filippo Ganna e Dario Cioni nello scorso Giro

Per questo vogliamo sapere tutto ma proprio tutto su come si svolgerà la sua giornata sabato. Vogliamo “salire” in sella con lui. E quale miglior referente di Dario David Cioni per saperlo? Il tecnico della Ineos-Grenadiers non solo è il preparatore del piemontese, ma è anche un suo importante punto di appoggio morale.

Dario, cominciamo! A che ora si sveglierà Pippo?

Vero le 9 immagino. Non è un super mattiniero e se c’è la possibilità gli piace dormire un po’ di più. Farà una colazione normale, non troppo abbondante però. Lo sforzo che è chiamato a fare è breve. Però la sua giornata non si limita solo a quello. Bisogna pensare che prima salirà sui rulli.

Rulli?

Sì, una sessione sui rulli a metà mattinata prima di andare a vedere il percorso. Che poi questa scelta è legata all’orario della chiusura al traffico del percorso stesso. Se fosse aperto presto ai corridori, Pippo potrebbe anche evitare i rulli. 

C’è da immaginare che Ganna sarà tra gli ultimi a partire.

A meno che  non ci siano condizioni meteo particolari per le quali partire prima porti dei vantaggi, come accadde l’anno scorso a Monreale del resto. Le condizioni del vento erano migliori partendo prima e così abbiamo scelto. Comunque in linea di massima partirà tra gli ultimi: è tra i favoriti, veste la maglia di campione del mondo a crono, corre in “casa”…

Ma come mai i rulli? Questa cosa un po’ ci ha colpito.

E’ una sessione di risveglio muscolare. Si tratta di riproporre il protocollo di riscaldamento per la crono, quindi ci sarà anche un po’ d’intensità. Farà sui 30′, 40′ al massimo, facendo dai 6′ ai 9′ ad alta intensità.

A Torino, prima del riscaldamento pasta in bianco con olio e parmigiano per Ganna
alimentazione
A Torino, prima del riscaldamento pasta in bianco con olio e parmigiano per Ganna
Come nasce questo protocollo?

Noi avevamo una nostra base e poi i corridori hanno fatto dei piccoli adattamenti in base alle proprie preferenze. Ma Pippo quando è arrivato ne aveva uno molto simile visto che proveniva dalla pista, come il nostro del resto.

Veniamo alla ricognizione, forse il momento più importante. Si fa anche nei giorni prima?

Dipende. Magari gli si dà un occhio, ma vedere il percorso a traffico chiuso è ben diverso che farlo con il traffico aperto. Data la distanza di gara (8,6 chilometri, ndr) credo al netto dei rulli farà due giri. Il primo per vedere i dettagli del percorso, il secondo è più dedicato alla parte fisica. In questo secondo giro inserirà due tratti a passo gara. Andrà un po’ a sensazione, l’importante è che stimoli il lattato. Potrebbe fare un paio di progressioni da 2′-3′ o una sessione unica di 5′ facendo un po’ di tira e molla.

Hai detto che nel primo giro si osservano i dettagli. Come funziona questa fase?

E’ Filippo che in bici vede i dettagli del percorso e dell’asfalto. Studia le curve, le traiettorie e dice a noi per radio cosa vede. Lui si ricorda tutto, ma noi con carta e penna appuntiamo quello che lui segnala e in corsa sempre per radio glielo ricordiamo. E’ un qualcosa in più.

Ipotizziamo un orario di partenza, le 16:30 cosa prevede il protocollo di riscaldamento?

Inizia a scaldarsi 40′ prima del via (alle 15,50, ndr). Fa 30′ di riscaldamento con quei minuti ad intensità maggiori come avevamo detto e 10′ lo si lascia in pausa, recupero totale. Poi un aspetto da valutare è la distanza dal bus alla partenza. Va considerato che appena finito il riscaldamento non c’è più molto da fare se non recuperare un po’ e portarsi al via, appunto. Il body infatti viene indossato prima. Questi di nuova generazione con il sudore poi non li infili più. Sono complicati da mettere e se non li indossi bene non svolgono la loro funzione correttamente (ci sono parti che devono calzare in un certo modo, alcune fibre che devono essere tese in maniera specifica, ndr).

Tra il ritiro in altura e il Romandia, Ganna è andato in pista a Montichiari
Tra il ritiro in altura e il Romandia, Ganna è andato in pista a Montichiari
In poco meno di 9 chilometri si beve?

No, per distanze così brevi si toglie il portaborraccia. Per sforzi da 15′-20′ magari la borraccia la porti, se per caso dovesse venirti sete, ma ci metti dentro tre sorsate d’acqua e basta e comunque molto dipende dalla temperatura. Se a Torino dovesse fare molto, molto caldo si può ipotizzare di andare in questa direzione. 

Avete un protocollo anche per l’idratazione?

No, si va a sensazione. Varia in base alla temperatura.

E invece per l’alimentazione quali sono le tempistiche? E cosa mangerà Pippo?

Dopo la ricognizione, mangerà un po’ di pasta in bianco, con olio e parmigiano, ma poca. E basta. Se fosse stata una crono più lunga avrebbe aggiunto anche un’omelette. Comunque certe scelte dipendono anche dal momento, dalle sensazioni, dal clima… Di certo per la gara di Torino non ci sarà l’omelette.

E poi c’è anche il discorso della pressione, del nervosismo. Ganna è piemontese, la gente si aspetta molto da lui nella crono iniziale, c’è la maglia rosa in palio…

Il prologo di Torino e le Olimpiadi sono i due momenti clou della stagione di Ganna. Sarà super concentrato, ormai ha abbastanza esperienza, acquisita anche con i mondiali in pista. Sa gestirla bene. 

Pippo non esce con un grande sorriso dal Tour de Romandie. A crono non è stato super brillante. Sta pagando il lavoro fatto sul Teide: procede tutto secondo i piani o è “allarme rosso”?

Siamo ben lontano dall’allarme rosso. Prima del Romandia Pippo era stato anche in pista, aggiungendo altro lavoro ed aveva avuto buone sensazioni. Siamo andati al Romandia proprio per mettere a frutto tutto quel blocco di lavoro. Consideriamo che Pippo non avrà la stessa condizione dell’ultimo Giro. L’anno scorso era nel suo picco di forma. Lui punta alle Olimpiadi che sono ad agosto, non ci arriverebbe. Sono rischi che vanno presi. Non puoi puntare a tutte le gare allo stesso modo. In più al Romandia è stato freddo, c’è chi reagisce diversamente. E molti dei rivali presenti lì non ci saranno al Giro. Spaventa Evenepoel perché non si hanno dati su di lui. In questo momento è una mina vagante.

Le ruote inglesi AeroCoach Aeox con profilo da 100 millimetri
Le ruote inglesi AeroCoach Aeox con profilo da 100 millimetri
Sul piano tecnico la bici di Ganna avrà delle novità?

Nessuna, né per lui, né per la squadra. Deciderà quali ruote usare sul momento. Se le Princeton viste al Giro l’anno scorso o le AeroCoach. Si tratta di una ruota super alta all’anteriore (100 millimetri), molto veloce ma meno guidabile.

Sul percorso di Torino potrebbe andare bene: non ci sono moltissime curve…

In linea di massima sì, ma molto dipenderà dal vento. Le ha usate anche Roglic ai Paesi Baschi (e Ganna ieri al Romandia, foto in apertura, ndr).

Avete già studiato il meteo?

No, quello non ha senso farlo troppo prima. Cominceremo a farlo da oggi in poi

Gaia Tormena alza la posta: ora lavora sulla crono

30.04.2021
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«Ci vediamo presto – la salutiamo – su strada, in pista o su qualche sentiero. A questo punto non hai più limiti, quel che è certo è che spunterai in sella a una bicicletta, ma di quale tipo non si sa…». Gaia Tormena saluta con una risata argentina e ci lascia a riordinare gli appunti di un’interessante conversazione. Se vogliamo parlare di polivalenza, dobbiamo partire da lei. Tanto più che adesso ha messo nel mirino anche i campionati italiani della crono.

Dalla Mtb alla pista

Quando venne fuori che nel 2020 la valdostana, oggi 19 anni, iridata 2019 di eliminator in mountain bike, avrebbe partecipato agli europei su pista, qualcuno strabuzzò gli occhi. Noi andammo più a fondo e ci facemmo raccontare dell’insolita avventura e di come fosse stato il cittì Celestino a fare il suo nome al collega della pista (e della strada) Salvoldi. Considerato che Gaia non aveva mai corso in pista, l’esperimento era stato trionfale, chiuso con l’argento nella velocità a squadre e la finale del keirin mancata per 15 centimetri. Abituata a gareggiare sui 90 secondi dell’eliminator, bravissima a guidare la bici e capace di un’elevata frequenza di pedalata, l’abbinamento Mtb-pista si era compiuto nel nome del talento e della sua passione.

Dalla pista alla crono

Oggi però, Gaia ha deciso di fare un altro passo e così dieci giorni fa si è presentata nella sede milanese di Guerciotti, uscendone con una bici da cronometro. Una Eureka TT, messa a disposizione gratuitamente dall’azienda milanese. Il top della gamma crono, con cui lo scorso anno correva la Bardiani e ora la Caja Rural. Freni tradizionali, gruppo Campagnolo Record 11v Eps, ruote Ursus e sella Selle italia Iron Flow.

Tormena attentissima, Guerciotti spiega. La bici è montata con Campagnolo Record 11v Eps
Tormena attentissima, Guerciotti spiega

Noi l’abbiamo raggiunta dopo i primi allenamenti, riscoprendo la routine della scuola cui anche lei ha dovuto far ritorno in presenza. La sensazione, da lei confermata con una sincera risata, è che con la didattica a distanza le riuscisse meglio organizzarsi il poco tempo a disposizione.

«Il primo approccio con la bici da crono – spiega – è andato bene. Per i primi due chilometri mi sono sentita un po’ strana, poi però ho trovato il feeling giusto. Non era la prima volta con le appendici, avendo usato la bici da quartetto…».

Come ti è venuta l’idea?

E’ nata all’ultimo momento. A maggio avrei avuto i mondiali di eliminator, ma li hanno rinviati a fine agosto. Finora ho fatto qualche gara di cross country, ma non poteva bastare. Così abbiamo guardato il calendario e visto che a giugno ci sono i campionati italiani della cronometro. Abbiamo chiesto un po’ in giro e Guerciotti mi ha dato questa possibilità per arricchire il mio bagaglio. Sarà utile per quando insegnerò ciclismo o magari sarò un tecnico.

Scusa, hai 19 anni, non è presto per pensare alla carriera giù dalla bici?

Sì, ma è bene provare tutto. Sono dell’idea che finché non provo, non posso sapere. Ed essendo in una piccola squadra, ho la possibilità di fare parecchie esperienze, senza per forza incanalarmi verso una specialità che poi escluda le altre.

Per Tormena, primo test sulla posizione in Guerciotti, prima di andare dal suo biomeccanico
Primo test sulla posizione, prima di andare dal suo biomeccanico
Come va sulla bici da crono?

Abbastanza bene, ma devo sistemare ancora qualcosa sulla posizione. Credevo che sarei stata più bassa di cadenza, invece dopo un po’ mi sono ritrovata a spingere bene. L’obiettivo è il campionato italiano, vediamo se riuscirò ad adattarmi. In fondo si tratta pur sempre di una bici, non vedo grosse differenze.

Farai qualche gara di prova prima dei tricolori?

Ne stiamo cercando una per prendere le misure. In fondo l’eliminator sono due minuti ripetuti più volte. Il cross country dura un’ora e 40’. La crono saranno meno minuti, però a tutta.

Hai provato la bici da crono in tutte le situazioni?

Non ancora in discesa, che un po’ mi inquieta. Non so come si comporta la bici e come riuscirò ad adattarmi. Ho ancora le ruote a raggi, che la rendono guidabile, vedremo come sarà con la lenticolare.

Andrai a studiare il percorso della crono?

Nelle gare di eliminator sono precisissima, cerco di conoscere il percorso metro per metro. Per la crono dovrò adattarmi, visto che c’è di mezzo la scuola. Dovrò mandarlo a memoria quando sarà possibile andarci.

La Eureka TT è pronta, stretta di mano con Guerciotti e via
La Eureka TT è pronta, stretta di mano con Guerciotti e via
La crono ormai si prepara in modo iper tecnologico: che rapporto hai con il misuratore di potenza?

Ho iniziato ad allenarmi con i watt da quest’anno. Il mio allenatore di prima, con cui mi trovavo benissimo, mi ha detto che non se la sentiva più di seguirmi, perché non sarebbe riuscito a dedicarmi l’attenzione di cui ho bisogno. Il mio nuovo tecnico Sergio Benzio è molto preciso su watt e posizione. La cosa bella è che loro due continuano a sentirsi, per cui lavoro con una certa continuità. Quanto a me, dovrò essere più scientifica, mi sforzerò di esserlo.

In che fase di preparazione sei?

Non sto lavorando sul cross country, alle gare che ho fatto mi sono presentata con l’allenamento da sprinter. Ho fatto il grosso del volume su strada, ma d’ora in avanti per la cronometro seguirò tabelle nuove.

Gaia Tormena, 19 anni, tutto pronto per il primo allenamento in Val d’Aosta
Tutto pronto per il primo allenamento in Val d’Aosta
Che sensazioni ti dà passare da una bici all’altra, da una specialità all’altra?

Diciamo che ho passaggi agili. Durante la settimana uso come base la bici da strada, un giorno prendo la Mtb per curare la tecnica, un giorno vado in pista a Montichiari per lavorare sulla velocità e l’inseguimento. Invece fuori stagione mi diverto anche con l’enduro.

Qual è la molla che spinge Gaia Tormena verso tutto questo provare?

Credo sia la passione per le due ruote, che a volte si trasforma anche dentro di me. Ce l’ho da piccolissima ed è nata spontaneamente. La voglia di provare finché si può. Perché so da me che a un certo punto bisognerà compiere una scelta. E per allora bisognerà aver valutato tutte le opzioni.