La Vuelta di Roglic è un’altra sfida alla cattiva sorte

22.08.2022
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Non c’è una risposta chiara alla domanda su come stia Roglic e desta sollievo il fatto che la Vuelta sia partita dall’Olanda con percorsi perfetti per prendere il ritmo. Senza salite né troppo vento. Già alla vigilia della cronosquadre si ragionava sul fatto che Primoz all’80 per cento sia uno dei migliori cronoman della squadra, cercando poi di capire se riuscirà ad arrivare al suo massimo, per puntare al poker di maglie rosse consecutive.

Sta di fatto che quel corridore così forte che in certi momenti assomma su di sé le sfortune di Paperino e una costanza quasi commovente nel rialzarsi ogni volta, ha fatto breccia nei cuori dei tifosi.

Prima di ritirarsi dal Tour, Roglic era stato decisivo nel giorno del Granon, aiutando Vingegaard a fiaccare Pogacar
Prima di ritirarsi dal Tour, Roglic era stato decisivo nel giorno del Granon

Preparazione non ideale

Il primo problema su cui stanno ragionando i tecnici della Jumbo Visma è che a causa del ritiro dal Tour e i dolori alla schiena, conseguenza della caduta nella tappa del pavé, lo sloveno abbia saltato una parte significativa della preparazione. E quando ha ricominciato, anche la sua resistenza era diminuita, proprio a causa dello stesso dolore.

«La sua preparazione non è stata certo ideale – dice Merijn Zeeman, suo tecnico, al belga Het Nieuwsblad – ma è stato così anche negli ultimi due anni. L’anno scorso ci sono state di mezzo le Olimpiadi, che hanno reso tutto complicato. Due anni fa aveva chiuso il Tour con un terribile colpo psicologico (la maglia gialla persa alla penultima tappa, ndr), ma ciò non ha impedito a Primoz di vincere la Vuelta. Credo che Primoz sia il miglior corridore al mondo nel lasciarsi alle spalle delusioni».

La Jumbo Visma è arrivata alla Vuelta in formazione rimaneggiata, ma sempre fortissima
La Jumbo Visma è arrivata alla Vuelta in formazione rimaneggiata, ma sempre fortissima

Il dolore alla schiena

Quello che va capito è come stia effettivamente la schiena, dato che si è temuto a lungo che a causa del dolore Roglic avrebbe rinunciato alla Vuelta. Lo sloveno dice di avere ancora problemi nel fare certi movimenti, ma non c’è una diagnosi precisa dell’infortunio o almeno la Jumbo-Visma non aggiunge altro perché si tratta di informazioni che attengono alla sua privacy.

«Non c’era necessità medica di lasciare il Tour – dice però Mathieu Heijboer, preparatore del team – ma è comprensibile che a un certo punto Primoz non ce l’abbia più fatta. E’ stato grande a resistere così a lungo e che sia stato così prezioso per Vingegaard nella tappa che ha deciso il Tour (quella del Granon, ndr). In ogni caso, posso dire che Primoz è sicuramente pronto per la Vuelta. Ed è chiaro che stiamo andando al 100 per cento con lui per la vittoria finale».

Il dubbio su cui si ragiona è se la preparazione di Roglic sia stata all’altezza della sfida
Il dubbio su cui si ragiona è se la preparazione di Roglic sia stata all’altezza della sfida

Mollare mai

Si scopre adesso che l’ipotesi di non partire non sia stata mai presa seriamente in considerazione e che per scongiurarla Roglic si sia sottoposto a un intenso lavoro di recupero.

«Il punto centrale – prosegue Merijn Zeeman – era che dovesse essere in forma. E sebbene il dolore non sia sparito del tutto, Primoz ha voluto comunque affrontare la sfida. In una prima fase si è concentrato prevalentemente sul recupero fisico e mentale. Quando poi ha ottenuto il via libera per iniziare ad allenarsi, ha ripreso il filo della preparazione. Non si è allenato in quota, come avrebbe fatto normalmente. Ma stiamo comunque parlando di un atleta con qualità speciali, perché Primoz è sempre lì dopo le battute d’arresto».

La maglia a Gesink

Oltre ai dubbi sulla condizione del capitano, l’invincibile armata giallo-nera ha dovuto fare i conti con alcune defezioni e convocazioni dell’ultima ora. Normalmente al suo fianco ci sarebbe stato infatti Steven Kruijswijk, che però si sta riprendendo a sua volta dopo la caduta del Tour in cui ha riportato fratture alla clavicola e alla spalla. Koen Bouwman, l’uomo delle due tappe al Giro, era atteso, ma ha avuto problemi al ginocchio. Rohan Dennis è stato dichiarato in forma all’ultimo minuto dopo fastidiosi disturbi allo stomaco.

«Molte cose sono state incerte – ha spiegato Zeeman – ma siamo qui con una squadra forte. L’inizio in Olanda è stato molto speciale nel mostrarci subito al nostro pubblico. Nella cronometro a squadre “Rogla” ha lasciato il primo posto a Gesink, perché non è solo un vincitore, ma anche un vero uomo squadra. Quello che abbiamo fatto al Tour ha superato di gran lunga le nostre aspettative, ma puntiamo anche al massimo nella Vuelta».