Suzuki si riconferma auto ufficiale del Tour of the Alps 2024

10.04.2024
3 min
Salva

Sarà nuovamente Suzuki l’auto ufficiale del Tour of the Alps 2024. Al fianco della gara a tappe italo-austriaca – in programma lo ricordiamo dal 15 al 19 aprile – ci sarà dunque ancora la tecnologia Hybrid proposta dal marchio giapponese. Lo staff organizzativo del #TotA potrà così contare su una flotta veicoli messa a disposizione dalla casa di Hamamatsu, tutti con alimentazione ibrida. 

Tra i valori fondanti del progetto Tour of the Alps, il tema della salvaguardia dell’ecosistema alpino e delle sue bellezze e peculiarità è uno dei più sentiti dalle istituzioni di Tirolo, Alto Adige e Trentino e dalla popolazione euro-regionale. Non è un caso che edizione dopo edizione, gli organizzatori del GS Alto Garda abbiano dedicato al tema della sostenibilità grandi sforzi e risorse, mettendo la riduzione delle emissioni di CO2 fra le priorità strategiche. Un obiettivo di non semplice realizzazione per un evento che deve conservare adeguati standard di sicurezza, ma che passa da piccoli e grandi accorgimenti, come la riduzione dei trasferimenti pre e post tappa, e dalla scelta di partner che condividano questi valori: proprio come Suzuki.

Suzuki sarà partner del Tour of the Alps anche per l’edizione 2024
Suzuki sarà partner del Tour of the Alps anche per l’edizione 2024

Attenzione all’ambiente

«Dove si incontrano passione, sport con l’unicità dell’ambiente della montagna – ha dichiarato Massimo Nalli, il Presidente di Suzuki Italia – Suzuki è a dir poco… di casa. Siamo dunque estremamente felici che il Tour of the Alps abbia scelto Suzuki Hybrid per accompagnare l’organizzazione e gli atleti lungo il percorso e garantire il massimo rispetto della natura che attraverseranno. Il ciclismo rappresenta bene i valori di competizione, resistenza, rispetto delle regole e dell’avversario, che hanno caratterizzato la storia ultracentenaria di Suzuki Motor Corporation. Suzuki è dunque orgogliosa di supportare la passione per il ciclismo, e in particolare siamo onorati di essere nella squadra del Tour of the Alps, gara appassionante che attraversa le splendide Alpi, le nostre montagne, territorio di elezione per la celebre trazione integrale Suzuki Allgrip».

I mezzi del marchio giapponese saranno accanto a corridori e staff della corsa dell’Euregio
I mezzi del marchio giapponese saranno accanto a corridori e staff della corsa dell’Euregio

Passione per il ciclismo

Suzuki fornirà al Tour of the Alps due diversi modelli con tecnologia Hybrid, Swace e Across, capaci di combinare un basso impatto ambientale a comfort, efficienza e potenza. I due motori, uno termico e uno elettrico, sono gestiti dalle vetture in maniera totalmente automatica, per ottimizzare ogni fase di guida e minimizzare nel contempo consumi ed emissioni. Il modello Swace Hybrid, caratterizzato da un sistema a 207V, consente al conducente di selezionare manualmente la modalità EV per affrontare tratti di strada completamente ad alimentazione elettrica e senza emissioni di CO2. Il raffinato 335V plug-in Hybrid di Across è invece in grado di fornire un’autonomia in modalità elettrica fino a 98 km in città secondo i severi standard di omologazione WLTP. 

Il risultato? Una flotta di auto all’avanguardia, capaci di mantenere un livello di batteria ottimale sfruttando le fasi di frenata e rallentamento, perfette per affrontare una settimana ad alta intensità come quella del Tour of the Alps. Dopotutto, la casa giapponese non è nuova a esperienze nel mondo del ciclismo: Suzuki organizza ogni anno presso l’Autodromo di Imola il Suzuki Bike Day, la grande festa dedicata alla mobilità condivisa, fluida e sostenibile in programma quest’anno l’8 giugno. Inoltre, Suzuki è stata auto ufficiale dei Campionati del Mondo di Imola 2020 e dei Campionati Italiani di Comano Terme 2023, proprio al fianco del GS Alto Garda. 

Suzuki

Tour of the Alps

Vittoria e Tour of the Alps ancora insieme

19.03.2024
3 min
Salva

Il Tour of the Alps rappresenta sicuramente un’eccellenza nel panorama delle corse professionistiche. Stiamo parlando di una gara che, pur non facendo parte del WoldTour, non ha nulla da invidiare alle corse che fanno parte del principale circuito mondiale. Tra i tanti suoi punti di forza, il Tour of the Alps può sicuramente annoverare l’assistenza tecnica neutrale in gara che per il quinto anno di fila sarà affidata a Vittoria Servizio Corse (foto Jaroslav Svoboda in apertura). Era infatti il 2019 quando il Tour of the Alps e Vittoria decisero di dare vita alla loro partnership tecnica. Un legame che, in vista dell’edizione 2024, si rinnova. Il marchio bergamasco sarà infatti ancora una volta Official Supplier della gara organizzata dal GS Alto Garda.

Vittoria sarà al seguito del Tour of the Alps per il quinto anno consecutivo (foto Daniele Molineris)
Vittoria sarà al seguito del Tour of the Alps per il quinto anno consecutivo (foto Daniele Molineris)

Alla guida Fidanza

Al Tour of the Alps 2024, il Servizio Corse di Vittoria sarà in carovana con 3 auto e 1 motocicletta, tutte equipaggiate con biciclette e ruote montate con pneumatici Vittoria Corsa PRO. A guidare il team Vittoria ci sarà ancora una volta Giovanni Fidanza.

«Siamo pronti per affrontare una nuova edizione del Tour of the Alps – ha dichiarato lo stesso Fidanza – Il Servizio Corse di Vittoria è pronto per qualsiasi tipo di intervento. Come sempre il nostro supporto comprende l’assistenza in gara, ma siamo a disposizione di atleti e squadre per risolvere qualsiasi problema che possa verificarsi prima e dopo le tappe. Ci vediamo presto sulle strade del Tour of the Alps».

Al Tour of the Alps vedremo i mezzi Servizio Corse Vittoria (foto Daniele Molineris)
Al Tour of the Alps vedremo i mezzi Servizio Corse Vittoria (foto Daniele Molineris)

Parola ai protagonisti

Stijn Vriends, Chairman & CEO di Vittoria, ha così commentato la rinnovata collaborazione fra la sua azienda e il Tour of the Alps: «Siamo entusiasti di proseguire la nostra partnership con il Tour of the Alps, una gara a tappe unica nel suo genere dove la passione per il ciclismo supera i confini. Per la quinta edizione consecutiva supporteremo questo importante evento sportivo sia come partner che come fornitori di assistenza neutrale in corsa. Non vediamo l’ora di dare il nostro contributo a un’altra edizione di successo».

Alle parole di Stijn Vriends hanno fatto eco quelle di Giacomo Santini, Presidente del GS Alto Garda: «Vittoria è ormai parte della famiglia del Tour of the Alps. Siamo grati a questa azienda che ha creduto nel 2019 nella crescita e nelle potenzialità del nostro evento, condividendone mission e valori. Inoltre, il Servizio Corse è garanzia di eccellenza e affidabilità: per il nostro evento, che investe tanto sulla sicurezza in gara, si tratta di un partner di immensa importanza».

La partnership con il Tour of the Alps punta a rafforzare ulteriormente la presenza di Vittoria sulla scena ciclistica internazionale del ciclismo. L’azienda italiana è infatti a fianco anche della UEC (Unione Europea del Ciclismo) e della Coppa del Mondo di Mountain Bike, oltre a supportare ben cinque formazioni di categoria World Tour.

Appuntamento fissato con il Tour of the Alps dal 15 al 19 aprile sulle strade del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino, il tutto sotto la regia organizzativa del GS Alto Garda.

Vittoria

Alé presenta (da SPORTLER) le maglie del Tour of The Alps 2024

15.03.2024
3 min
Salva

Prosegue spedita la frenetica marcia di avvicinamento al prossimo Tour of the Alps, in programma dal 15 al 19 aprile, e come da tradizione i mesi e le settimane che precedono la fatidica data dello “start” ufficiale si riempiono di iniziative e di momenti di comunicazione trasversali. In modo particolare, a Bolzano, presso il punto vendita SPORTLER Bike – partner del Tour of the Alps – è andata in scena una giornata dedicata all’evento euroregionale e alla passione per le due ruote, una giornata finalizzata alla presentazione ufficiale delle quattro maglie di leader per l’edizione 2024.

Come nelle due stagioni precedenti, sarà nuovamente Alé a firmare lo stile delle divise che premieranno i vincitori delle quattro classifiche. La Maglia Verde Melinda (indossata dal leader della “generale”), quella Azzurra Gruppo Cassa Centrale (classifica del GPM), la Maglia Rossa DAO Conad, che verrà vestita dal vincitore della classifica a punti, e quella Bianca Würth che premierà il miglior giovane.

La “novità” Daniel Oss

Oltre al Presidente del GS Alto Garda Giacomo Santini, alla presentazione hanno partecipato il Presidente del Comitato FCI Alto Adige Paolo Appoloni, il Project Manager di SPORTLER Bike Luca Gransinigh, il Responsabile Eventi di Alé Cycling Marco Famengo, Luca Bonvicin dell’Ufficio Marketing Melinda e l’ambassador del Tour of the Alps Daniel Oss. Al termine della presentazione, proprio Daniel Oss ha condotto in bici una “Community Ride”, organizzata da Sportler Bike – con il supporto prezioso offerto dal Servizio Corse Vittoria – ed aperta ad una trentina di cicloamatori, che si è svolta lungo la Strada del Vino.

Per il terzo anno consecutivo sarà dunque Alé a vestire i leader delle classifiche del Tour of the Alps. Il marchio italiano, coordinato da Alessia Piccolo, metterà a disposizione dell’evento euro-regionale le maglie della linea PR-R, la gamma di riferimento di Alè per il mondo “custom”, disponibile anche per gli amatori più esigenti che scelgono di affidarsi alla qualità dell’azienda veronese. Il design delle maglie di leader #TotA 2024 è caratterizzato da onde di movimento, chiaramente ispirate al dinamismo e alla “elettricità” tipica della corsa a tappe organizzata dal GS Alto Garda.

Daniel Oss insieme ai partecipanti della “Community Ride” partita dallo store SPORTLER
Daniel Oss insieme ai partecipanti della “Community Ride” partita dallo store SPORTLER

Non c’è due senza tre

«Come recita un saggio proverbio – ha dichiarato Alessia Piccolo, Amministratore Delegato di APG, l’azienda proprietaria del marchio Alé – non c’è due senza tre. E allora eccoci pronti a vestire anche i protagonisti di questa edizione del Tour of the Alps, che come le precedenti si preannuncia vivace, creativa e frizzante. Caratteristiche che si sposano perfettamente con lo spirito che guida ogni giorno il nostro brand».

«Per noi di è davvero un piacere poter collaborare con un’organizzazione come quella del Tour of the Alps – ha ribattuto Luca Gransinigh, Marketing SPORTLER Bike – un gruppo organizzativo che che è sempre un passo avanti. La nostra è un’azienda che continua a crescere: nei prossimi giorni SPORTLER aprirà un nuovo punto vendita multisport alle porte di Milano (lo store ha aperto al pubblico oggi 15 marzo, ndr), e il punto vendita Bike di Bolzano è ancora il negozio di bici più grande d’Italia con i suoi 4.000 metri quadri. La “Community Ride” di oggi è un’iniziativa perfettamente nelle nostre corde: la nostra mission è rendere il mondo più sportivo, nei negozi e fuori».

Alé

SPORTLER

Daniel Oss di nuovo in gruppo, da ambassador del TOTA

06.02.2024
5 min
Salva

Qualche giorno fa il Tour of the Alps ha annunciato la collaborazione con Daniel Oss. «Sarà il nostro ambassador», tanto per sintetizzare il tutto. E ci sta. Oss è un ragazzo brillante, è un freschissimo ex pro’, è trentino… Insomma c’erano, e ci sono, tutti i presupposti per una storia che è già interessante (in apertura Daniel Oss, foto di Giacomo Podetti).

Quest’anno il TOTA, abbreviazione Tour of the Alps, andrà in scena dal 15 al 19 aprile. Cinque tappe nell’Euroregio, vale a dire quella zona a cavallo fra Austria e Italia, puntinata dalle cime forse più belle del mondo e solcata dalle valli più affascinanti. E in questo contesto, fra squadre WorldTour, professional e continental, e tappe stuzzicanti, ci sarà anche Daniel Oss appunto.

Dal Sud Africa, dove si trova ora con il team Specialized per provare i modelli gravel in vista del nuovo scorcio di carriera, Oss ci spiega meglio questa avventura.

Daniel Oss (classe 1987) fra il general manager del Tour of the Alps, Maurizio Evangelista, e il presidente del GS Alto Garda, Giacomo Santini (foto Giacomo Podetti)
Daniel Oss fra il general manager Evangelista, e il presidente del GS Alto Garda, Santini (foto Giacomo Podetti)
Daniel, come nasce dunque questa collaborazione con il GS Alto Garda, società organizzatrice del TOTA?

Mi ha contattato il GS Alto Garda, la società organizzatrice del TOTA, tramite Maurizio e David Evangelista (che con la loro Vitesse curano il coordinamento organizzativo e la comunicazione della corsa, ndr). Siamo vicini di casa e mi hanno fatto questa proposta che io sposato subito con naturalezza per diverse ragioni. Innanzitutto perché è il nostro territorio e in generale perché c’è una certa empatia per questa gara. Io ho dedicato del tempo al mio territorio. Ho sempre vissuto in Italia. Durante le uscite valorizzavo “casa mia” facendone la palestra di allenamento e mostrandolo sui social… e tutto ciò rispecchia anche i valori del TOTA. Senza contare gli aspetti legati al turismo e all’organizzazione stessa della gara.

Insomma c’era una certa affinità…

Esatto, io poi continuo a pedalare ma lo faccio da un punto di vista diverso, un punto che tuttavia può essere comunque affine al TOTA. Anche perché io tecnicamente non lo ero, visto che è una corsa per scalatori. Anche se ai tempi della BMC aiutai Cadel Evans a conquistare la maglia ciclamino.

Quale sarà il tuo ruolo? Cosa ti vedremo fare?

Quello di far parlare della corsa e di raccontarla. Stare con gli ospiti, i giornalisti e i corridori. E tutto ciò mi entusiasma e mi lusinga. Raccontare il pre e post tappa. In più sono previste delle social ride. Credo sia importante essere presente sul posto.

Nel 2014 grazie alla cronosquadre di apertura, Oss indossò il simbolo del primato dell’allora Giro del Trentino poi divenuto TOTA
Nel 2014 grazie alla cronosquadre di apertura, Oss indossò il simbolo del primato dell’allora Giro del Trentino poi divenuto TOTA
Prima si è detto da un punto di vista diverso. Anche Nibali al Giro ha assaporato questa situazione…

Stare vicino a David e Maurizio mi consentirà di vedere tante cose che da atleta ti sfuggono e mi piace imparare questi dettagli, scoprire queste cose. Potrebbe essere anche l’inizio di qualcosa di nuovo.

Seguirai i social ufficiali?

Vediamo, di sicuro sarò presente sui social. Miei o della corsa, sono un canale molto importante.

Daniel, hai parlato di valori. Spiegaci meglio…

Il TOTA è una corsa che offre spettacolo. Ha percorsi belli, scenografici e la corsa stessa è dinamica grazie ai suoi tracciati mai troppo lunghi. Io stesso ho fatto delle ricognizioni e posso dire che sono percorsi perfetti per lo show.

Sei un corridore, conosci quelle strade, che Tour of the Alps ci possiamo aspettare da un punto di vista tecnico?

Come sempre sarà duro. E su questo non ci sono dubbi. Sarà un banco di prova per coloro che puntano a fare bene al Giro d’Italia, ma c’è anche chi viene per vincere la corsa. E il valore dell’evento lo si nota anche perché c’è proprio chi non viene, perché sa che non può fare bene, non può vincere o non è in condizione. Segno dunque che è una gara importante.

Ci saranno da fare un totale di 709 chilometri in 5 tappe, con 13.250 metri di dislivello: c’è un passaggio o un momento chiave?

Credo che tutto sia collegato allo show. Mi spiego: non ci sono salite super lunghe di 10-15 chilometri che potrebbero ammazzare la corsa e che poi in quel periodo si rischierebbe di non affrontare per questioni meteo. E poi ci sono i circuiti finali, nei paesi, dove c’è la gente. Il tutto per rendere la corsa interessante e spettacolare appunto. 

Quindi gara aperta fino alla fine?

Salvo azioni particolari, non ci sarà un vincitore con minuti di vantaggio. Le prime frazioni sono più da studio, mentre le ultime due, in Valsugana e nella Valle dei Mocheni, saranno decisive. Sono tappe in cui la squadra è molto importante per quei tratti di transizione. Tratti in cui se un uomo di classifica resta solo rischia di pagare molto.

Tour of the Alps: viaggio in 5 tappe sulle strade dell’Euregio

21.11.2023
6 min
Salva

Autunno, tempo di presentazioni. Così oggi a Milano è stato sollevato il velo sul Tour fo the Alps, giunto alla 47ª edizione: corsa che, come poche altre, è capace di coniugare sport e turismo. Ancora una volta infatti il racconto del territorio è stato proposto con pari dignità rispetto al racconto delle tappe, a conferma che questo sport può trovare una seconda giovinezza nella collaborazione con le regioni in cui si svolge.

Il prossimo anno la corsa parte da Egna. Si passa poi per due giorni in Austria con i traguardi di Stanz e Schwaz. E si conclude in Valsugana a Borgo Valsugana e Levico Terme. Nel mezzo, come detto, i territori dell’Euregio (Tirolo, Alto Adige e Trentino) mostrati e animati nelle loro bellezze e le particolarità che li rendono unici. Forte del nuovo accordo con Infront, quest’ultimo aspetto avrà un momento di grande risonanza proprio grazie alla Bike Experience voluta proprio da Infront per spiegare l’evento e sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di interesse generale, che culmineranno nell’ultima giornata con una pedalata alla presenza di alcuni grandi testimonial.

Architetture, culture, tradizioni cucite con il filo magico del ciclismo: questo è il Tour of the Alps
Architetture, culture, tradizioni cucite con il filo magico del ciclismo: questo è il Tour of the Alps

Il percorso

Come di consueto e vista l’orografia dei territori attraversati, la corsa sarà vivace e ancora una volta si atterrà alla regola scolpita dal GS Alto Garda: solo tappe brevi e stuzzicanti. Ciò consentirà nuovamente agli atleti dei 20 team partecipanti di esprimersi al meglio senza che siano bloccati dallo spauracchio dei 200 chilometri.

Leggendo le carte della corsa, si parte dalle coltivazioni della Strada del Vino dell’Alto Adige. Si passa poi in Tirolo nella bassa valle dell’Inn. Si finisce in Valsugana con l’inedita Strada dei Baiti, versante molto impegnativo del Passo del Vetriolo. Totale di 709,3 chilometri (141,8 la lunghezza media delle 5 tappe), con 13.250 metri di dislivello.

TappaDataPartenza-ArrivoDistanzaDislivello
1ª tappa(15/4)Egna-Cortina sulla Strada del Vinokm 133,3mt 2.069
2ª tappa(16/4)Salorno-Stanskm 189,1mt 2.510
3ª tappa(17/4)Schwaz-Schwazkm 127mt 2.360
4ª tappa(18/4)Laives-Borgo Valsuganakm 141,3mt 3.830
5ª tappa(19/4)Levico Terme-Levico Termekm 118,6mt 2.490

L’Alto Adige

Come già accennato in precedenza, ci si muove su tre territori ben distinti ciascuno dalle sue prerogative. L’Alto Adige ha da tempo eletto la bicicletta a destinazione privilegiata, Bolzano è una vera capitale delle due ruote e i servizi per ciclisti non mancano. Il progetto Alto Adige Pedala spinge nel senso della mobilità dolce.

La Bikemobil Card, ad esempio, si può richiedere in tutta la Provincia di Bolzano e permette di prendere autobus, treni e di accedere a punti di noleggio che ci trovano lungo la linea ferroviaria.

La rete ciclabile del fondovalle misura 600 chilometri, con 1.900 percorsi a misura di mountain bike e tutti i passi dolomitici e alpini a disposizione degli amanti della bici da corsa. Il territorio è anche attraversato da alcune delle direttrici più rinomate, come la Via Claudia Augusta, la Monaco-Venezia e la ciclabile a lunga percorrenza Eurovelo 7, che unisce in un unico profondo respiro Capo Nord a Malta.

In parallelo si distinguono i percorsi cicloturistici a tema, come i Wine and Bike, che uniscono il ciclismo all’enogastronomia.

Si attraversano zone montuose che ad aprile possono ancora presentarsi così (foto Tour fo the Alps)
Si attraversano zone montuose che ad aprile possono ancora presentarsi così (foto Tour fo the Alps)

Il Tirolo

La corsa entrerà in Tirolo attraverso il passo del Brennero. E anche se i corridori non avranno probabilmente modo di rendersene conto, entreranno in una regione maestosa quanto a possibilità per il cicloturismo. Si parla di 6.400 chilometri di percorsi per mountain bike (il solo Bike Trail Tirol ne misura 1.000), 330 chilometri di single track, 1.000 chilometri di percorsi cicloescursionistici.

Per chi ama la bici da strada, la proposta delle “Great Rides” è un invito a nozze. Si tratta infatti di 10 itinerari di grandi dislivelli, viste panoramiche e discese da grandi… manici. Anche qui non mancano eventi, manifestazioni e la possibilità di scoprire la gastronomia e i celebri dolci della tradizione austriaca.

La sicurezza è da sempre un puntiglio e un fiore all’occhiello del Tour of the Alps (foto Mattia Finotto)
La sicurezza è da sempre un puntiglio e un fiore all’occhiello del Tour of the Alps (foto Mattia Finotto)

Il Trentino

Il Tour of the Alps 2024 si conclude in Valsugana, territorio già avvezzo ad ospitare eventi e gare, ma che questa volta offre scorsi inediti alla corsa e di riflesso a chi vuole servirsene per esplorare la regione.

La Valle dei Mocheni, con il doppio passaggio a Palù del Fersina farà entrare la corsa in un mondo a parte: celebre per la cultura che risente della minoranza tedesca, che si insediò nei primi anni del 1300 quando vi giunsero dalla Boemia i canopi, minatori specializzati che sfruttavano le risorse locali e per questo non ebbero mai buoni rapporti con le popolazioni locali. La valle è costellata di baite, masi e gruppi di case sparse, senza un vero centro abitato di riferimento. Un trionfo della natura, dove l’opera dell’uomo è riconoscibile nell’allevamento e nell’agricoltura. Palù del Fersina, il centro di riferimento, sorge a 1.360 metri di quota.

Tra i fornitori ufficiali, l’Acqua Eva, che sgorga ad alte quote (foto Svoboda Jaroslav)
Tra i fornitori ufficiali, l’Acqua Eva, che sgorga ad alte quote (foto Svoboda Jaroslav)

I partner

In questo microcosmo fatto di bellezza, economia e natura, il vero capolavoro degli organizzatori sta nell’aver coinvolto sponsor locali. Marchi come Melinda, la Cassa Centrale Banca, SPORTLER e Autostrade del Brennero, i vini della Val di Cembra e l’Acqua Eva, cui sono affiancati da anni Alé, Vittoria e Suzuki.

I prossimi passi saranno la definizione delle squadre (fra le 20 previste al via, circa la metà sarà WorldTour) e altre iniziative che saranno messe in campo grazie alla collaborazione con Infront.

Tour of the Alps-Infront: cinque anni per crescere ancora

29.09.2023
4 min
Salva

Se è vero che quella sui diritti televisivi è una delle trattative più calde nel professionismo mondiale, vale la pena far notare che ancora una volta il Tour of the Alps si è smarcato, mettendo a segno un importante colpo nel segno della crescita. Infatti il GS Alto Garda, che lo organizza, ha siglato un accordo quinquennale di collaborazione con Infront Sports & Media, azienda di riferimento nel mondo dello sport professionistico, in tema di diritti media, marketing e produzione audiovisiva.

Al vertice del GS Alto Garda ci sono Giacomo Santini, a sinistra, e Maurizio Evangelista
Al vertice del GS Alto Garda ci sono Giacomo Santini, a sinistra, e Maurizio Evangelista

Due soggetti che crescono

Il Tour of the Alps è una delle corse che più cura temi come sicurezza, impatto ambientale e ricerca dello spettacolo della corsa, mediante scelte tecniche che incoraggino i corridori a cercare il bel gesto, piuttosto che a restare passivi nel gruppo. Infront per contro è un soggetto già piuttosto attivo nel mondo del ciclismo, anche se ha consolidato la sua forza nello sci, detenendo da oltre vent’anni in esclusiva la distribuzione degli eventi di Coppa del mondo di Sci.

Iniziò a far parlare di sé nel 2013, quando si aggiudicò la produzione dei mondiali di Firenze. Dal 2016 è partner di Velon, con cui raggiunse un accordo decennale. Nel 2021 ha firmato la collaborazione con il Tour de Pologne che andrà avanti anche nel 2024. Più di recente ha raggiunto un accordo con Flanders Classics, organizzatore del Giro delle Fiandre e delle principali corse del Belgio, con Cycling Unlimited, che organizza fra le altre anche il Giro di Svizzera, e con PP Sport Events di Pippo Pozzato.

Il Tour of the Alps si muove nell’Euregio, che comprende il Trentino, l’Alto Adige e il Tirolo Austriaco
Il Tour of the Alps si muove nell’Euregio, che comprende il Trentino, l’Alto Adige e il Tirolo Austriaco

Comunione di intenti

Già quest’anno, fra l’azienda che ha base in Svizzera e il Tour of the Alps era iniziato un rapporto di collaborazione legato all’area marketing. Si intuiva che si trattasse di una fase di studio e gli esiti positivi dell’esperienza hanno convinto le due parti a spingere sull’acceleratore, mettendo nel mirino obiettivi più importanti. L’accordo fra Tour of the Alps (che fino a quest’anno era stato prodotto da PMG Sport) ed Infront inizierà con il Tour of the Alps 2024, in programma dal 15 al 19 aprile.

«L’accordo di lungo termine con Infront – ha commentato Giacomo Santini, presidente del GS Alto Garda – rappresenta il riconoscimento della credibilità che il Tour of the Alps ha saputo costruirsi negli anni, in virtù dell’ottimo lavoro della sua struttura organizzativa. Il coinvolgimento di un così prestigioso player globale ci apre ancora di più al contesto internazionale, naturale riferimento strategico dei territori – Trentino, Alto Adige e Tirolo – che a questo progetto hanno dato anima e sostanza. La collaborazione con Infront nasce sotto i migliori auspici, grazie all’ottimo rapporto che si è instaurato, e ci dà modo di guardare al futuro con ancora maggiore serenità».

Alessandro Giacomini è il Managing Director di Infront Italy (foto Ciamillo)
Alessandro Giacomini è il Managing Director di Infront Italy (foto Ciamillo)

Divisione di competenze

L’accordo, annunciato alla metà di settembre, consente a Infront di acquisire in esclusiva tutti i diritti di sfruttamento e trasmissione del Tour of the Alps, oltre ai diritti commerciali e promo pubblicitari. L’organizzazione della corsa invece manterrà in via diretta i rapporti promozionali con gli Enti partner dell’evento e con i partner storici, con cui il legame si è ormai consolidato nel corso delle 47 edizioni della corsa (fino al 2016 Giro del Trentino). 

«Siamo molto soddisfatti di poter annunciare l’accordo con il Tour of the Alps – ha spiegato Alessandro Giacomini, Managing Director di Infront Italy – non solo perché rappresenta di per sé un evento di grande prestigio, ma anche perché contribuisce a rafforzare la nostra presenza nel settore. Il nostro portfolio ciclistico comprende infatti numerosi eventi di primo livello, tra i quali il Giro delle Fiandre, il Tour de Suisse, il Giro del Veneto, la nuova Veneto Classic e la Serenissima Gravel.

«Come Infront stiamo puntando con convinzione sul settore e siamo certi che il Tour of the Alps sia un’importantissima occasione per mettere in luce le nostre competenze sia dal punto di vista della produzione TV, dell’intermediazione dei diritti media e della gestione degli sponsor. Grazie alle competenze di GS Alto Garda nella gestione della parte sportiva, siamo certi che riusciremo a dare un forte impulso alla riconoscibilità di questo evento e al suo prestigio, sia a livello nazionale, sia internazionale».

Tour of the Alps
Infront Italy

E’ Felt il main sponsor della nazionale austriaca

25.05.2023
3 min
Salva

Il Tour of the Alps è da alcuni anni una sorta di “antipasto” del Giro d’Italia, una gara che serve da ultima rifinitura in vista della Corsa Rosa. In occasione dell’edizione 2023 del TotA non è certo passata inosservata la presenza di un team particolare. Stiamo parlando della nazionale austriaca di ciclismo che ha fatto il suo debutto al Tour of the Alps sfoggiando su maglia e pantaloncini il logo Felt.

La presenza sulla divisa della nazionale austriaca del brand californiano è il risultato di un ulteriore step nel rapporto di collaborazione fra Cycling Austria, la Federazione Ciclistica Austriaca, e Pierer Mobility. Quest’ultima è ormai una realtà di riferimento nel mondo della mobilità elettrica su due ruote, tanto da annoverare nel suo portfolio brand come GASGAS e Husqvarna E-Bicycles, ai quali di recente si è aggiunto proprio Felt.

Il nome Felt era presente sul fianco delle divise utilizzate dai corridori della nazionale austriaca al Tour of the Alps
Il nome Felt era presente sul fianco delle divise utilizzate dai corridori della nazionale austriaca al Tour of the Alps

Cuore austriaco

Pierer Mobility ha la sua sede in Austria, aspetto questo che ha sicuramente facilitato il rafforzamento della collaborazione con Cycling Austria. L’accordo, nato nel 2021, è stato rinnovato e ampliato nel corso del 2023, andando a interessare il ciclismo su strada e quello su pista.

Il nuovo accordo raggiunto con Felt è stato accolto con queste parole da Harald J. Mayer, presidente di Cycling Austria: «Con questa partnership – ha dichiarato – le attività sportive di Cycling Austria si rafforzano in modo significativo e si evidenzia il legame tra un’azienda industriale austriaca di alto livello e la Nazionale. Siamo lieti di aver rinnovato l’accordo stipulato nel 2021 e che il marchio più giovane del gruppo Pierer Mobility abbia deciso di seguirci, dimostrando così la nostra importanza come interessante partner in questo settore».

A queste dichiarazioni hanno fatto eco le parole di Federico Macario, responsabile del marketing globale di Felt: «Sostenere la Federazione Ciclistica Austriaca – ha commentato – è innanzitutto un grande onore prima ancora che un’operazione pubblicitaria. Felt fa parte del Gruppo Pierer e l’Austria è ormai la nostra casa. Proprio per questo vogliamo aiutare la Federazione a crescere e, allo stesso tempo, fornire agli atleti austriaci di tutte le discipline ciclistiche le migliori infrastrutture. Tuttavia, con Cycling Austria le competizioni sono solo una faccia della medaglia: insieme vogliamo lavorare allo sviluppo di nuovi progetti di mobilità e di campagne di educazione alla sicurezza stradale». 

Quest’anno il Tour of the Alps partiva dall’Austria, da Rattenberg, questi sono i corridori della nazionale durante la presentazione dei team
Quest’anno il Tour of the Alps partiva dall’Austria, da Rattenberg, ecco i corridori di casa durante la presentazione dei team

Buona la prima

Al suo debutto con il logo Felt presente su maglia e pantaloncini, la nazionale austriaca non ha deluso le aspettative. Al Tour of the Alps gli atleti austriaci hanno infatti ben figurato. Grazie alle cinque vittorie negli sprint intermedi e al maggior numero di chilometri in fuga, Moran Vermeulen è stato uno degli atleti più in vista del team Austria. Vermeulen ha inoltre indossato la Maglia Rossa a punti di miglior “sprinter” dall’inizio della seconda tappa fino all’ultima, arrendendosi solo a Tao Geoghegan Hart, vincitore dell’edizione 2023 del Tour of the Alps. 

A livello di curiosità, ricordiamo che in questo 2023 i piloti MotoGP Brad Binder e Jack Miller del Red Bull KTM Factory Racing Team, stanno pedalando su bici da strada Felt. 

FELT

Pierer Mobility

De Plus, signori: l’asso nella manica della Ineos

09.05.2023
5 min
Salva

Nel backstage di queste primissime tappe del Giro d’Italia, il nome di Laurens De Plus ricorre spesso. Dicono sia l’arma in più della Ineos Grenadiers. Il luogotenente che dovrà supportare i capitani del team Thomas e Geoghegan Hart appena la strada si rizzerà sotto le ruote e magari, insieme a Dennis, permettere loro di mettere in crisi Evenepoel e Roglic. La curiosità sta nel fatto che questo, se da una parte gratifica il belga da molti ritenuto il migliore in questo ruolo, dall’altro non è ciò per cui era passato professionista.

Le sue ambizioni erano ben altre, ma quando si passa una stagione dopo l’altra a fare i conti più con gli infortuni che con le corse, quando il tuo curriculum di vittorie inizia a languire, devi saperti adattare. De Plus lo ha fatto, pagando anche un prezzo.

Al Tour of the Alps sono state fatte le vere prove generali per il Giro. De Plus ha lavorato tantissimo
Al Tour of the Alps sono state fatte le vere prove generali per il Giro. De Plus ha lavorato tantissimo

La discesa del Sormano

Era il 2017 quando al Lombardia, nella discesa dal Sormano, De Plus volò oltre il guardrail fratturandosi un ginocchio. Neanche il tempo di riprendersi che nel ritiro prestagionale della Quick Step in Sud Africa un camion andò addosso al loro gruppo. Vakoc ci rimise la spina dorsale e un anno intero di dolori e fisioterapia, lui “se la cavò” con la frattura di bacino e osso sacro, ripartendo solo a maggio.

Può bastare? Macché. Nel 2019, passato nel frattempo alla Jumbo-Visma che voleva investire su di lui come uomo di punta, aveva vissuto un’ottima stagione vincendo il Benelux Tour e dando un grande supporto a Kruijswijk nella conquista del podio al Tour, ma ecco che nel 2020 un’infezione lo mette completamente a terra. Com’era avvenuto con la Quick Step, anche il team olandese non ha la pazienza di aspettare.

De Plus spesso ci ha ripensato e facendo appello al suo ottimismo, quando ne parla cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno: «Era una stagione assurda, con tutto concentrato in tre mesi, io sono riuscito a tornare in gara proprio alla fine e perlomeno ho avuto la soddisfazione di condividere la vittoria di Roglic alla Liegi. E’ stato un bel modo per andarmene».

La terribile caduta nella discesa del Sormano. L’inizio di un calvario segnato dalla sfortuna
La terribile caduta nella discesa del Sormano. L’inizio di un calvario segnato dalla sfortuna

Il giusto peso alle cose

Tante traversie che non potevano non avere qualche influsso sul corridore belga. Lui stesso ammette che è una persona profondamente diversa da quella che nel 2016 si affacciò nel mondo dei professionisti.

«Ho imparato a dare il giusto peso alle cose – ha raccontato a Cyclingnews – a mettere le priorità al loro posto. Ad esempio non so neanche esprimere il piacere che provavo, quando mi sono ripreso dalle fratture, nello stare con la mia famiglia senza avere l’incombenza della visita del dottore… Ho capito che ci sono valori che prevalgono. Amo questo mestiere, non avrei continuato altrimenti, ma lo guardo in maniera disincantata, pensando a fare il mio dovere per favorire gli altri».

Due anni per il belga in casa Jumbo-Visma. Approdato con ben altre ambizioni, non ebbe possibilità
Due anni per il belga in casa Jumbo-Visma. Approdato con ben altre ambizioni, non ebbe possibilità

Il periodo dell’isolamento

Paradossalmente, più che gli incidenti e le fratture, è stato il virus del 2020 a metterlo in crisi. Era diventato un altro: isolato da tutti, non rispondeva neanche ai messaggi. Comunicazioni laconiche quanto necessarie con il team, pochi che avevano notizie delle sue condizioni.

«Non avevo niente da dire – ricorda – questa è la verità. Forse sono sembrato supponente ed egoista, non è da me, ma quello era un periodo particolare. Dopo tante sofferenze, dopo tanta sfortuna avevo bisogno di isolarmi e stringermi alla mia famiglia, tanto è vero che sono tornato a casa dei miei genitori. Sentivo che il corpo mi richiedeva tempo, riposo, stasi. Psicologicamente allora era molto difficile vedere che gli altri viaggiavano, correvano, vincevano e io ero fermo, ma non poteva essere altrimenti, dovevo dare tempo al mio fisico di riprendersi».

Quel periodo però gli ha dato una nuova dimensione di sé che gli è servita nell’approdo alla Ineos, della quale è diventato una colonna portante e vuole dimostrarlo al Giro, la prima grande corsa a tappe affrontata da quattro anni a questa parte. Nelle ore di vigilia De Plus ha rivelato un particolare importante, che si poteva anche desumere dalle starting list delle varie gare primaverili, ma nelle sue parole si va molto oltre.

De Plus ha rivelato che il team al Giro è stato costruito con molto anticipo. Qui è con Sivakov e Thomas
De Plus ha rivelato che il team al Giro è stato costruito con molto anticipo. Qui è con Thomas

Un team cementato da mesi

«La squadra del Giro è stata costruita nel tempo – ha raccontato De Plus – abbiamo fatto il ritiro insieme a Sierra Nevada ed eravamo insieme al Tour of the Alps. E’ servito per cementare il gruppo, abbiamo un team equilibrato fatto di gente che si conosce nel profondo e che ha passato tanto tempo insieme, non solo in corsa. Io posso e voglio dare una mano quando servirà, sulle Alpi ho acquisito fiducia, sono stato molto soddisfatto delle mie prestazioni.

«Alla Ineos ho trovato la mia dimensione – prosegue il ventisettenne di Aalst – d’altronde qui aveva già lavorato mio fratello e c’è un amico che opera come meccanico. Tante piccole cose che mi hanno convinto della mia scelta. E comunque, sarò anche luogotenente, ma ho licenza di colpire quando si può. Mi piacerebbe farlo in una gara di casa, in Belgio, ma se capita al Giro perché no?».

Tejay in ammiraglia per tentare il colpaccio con la EF

02.05.2023
6 min
Salva

BRUNICO – Il preannunciato dualismo Evenepoel-Roglic che dovrebbe attirare l’attenzione maggiore al Giro d’Italia potrebbe essere spezzato da tanti altri contendenti. Leggendo la lista dei partenti, non mancano le formazioni che possono inserirsi nella lotta al podio finale. Fra queste c’è la EF Education-EasyPost che con i suoi uomini ha tutte le credenziali per sparigliare le carte in tavola.

Sull’ammiraglia rosa del team statunitense ci sarà Tejay Van Garderen (in coppia con Matti Breschel), uno che di gare a tappe se ne intende. Il 35enne nativo di Tacoma, comune dello Stato di Washington, è diventato diesse della squadra con cui ha chiuso la carriera e con la quale vuole provare ad arrivare dove non è riuscito lui. Al recente Tour of the Alps lo abbiamo incrociato ogni giorno, scambiandoci più di una chiacchiera. Ne è saltato fuori un quadro generale sulla sua nuova vita e sull’imminente Giro.

Van Garderen sta lavorando a stretto contatto con Carthy e spera possa fare una grande carriera
Van Garderen sta lavorando a stretto contatto con Carthy e spera possa fare una grande carriera

Avvicinamento al Giro

La stagione della EF Education-EasyPost si può già ritenere molto buona. Dieci vittorie (aperte da Bettiol in Australia) ottenute con sette atleti diversi, senza contare i quattro titoli nazionali tra Sudamerica e Sud Africa vinti con altrettanti corridori. L’ultimo appuntamento prima del Giro è stato proprio il “TotA”.

«Il nostro Tour of the Alps – racconta Van Garderen – è andato alla grande. La Ineos-Grenadiers è stata super forte, ma ognuno dei nostri ragazzi ha provato a mettere in piedi una bella sfida con loro e con le altre squadre. Abbiamo chiuso la generale con il secondo posto di Carthy ed il quarto di Cepeda. Poi all’ultima tappa abbiamo messo la ciliegina sulla torta con la vittoria di Carr e la seconda piazza di Steinhauser. Quindi non abbiamo molto di cui lamentarci. Al Giro sappiamo che sarà tutto diverso, ma abbiamo finito con diverse indicazioni interessanti».

Rigoberto Uran sarà l’altra punta per la generale al Giro, dove ha ottenuto due podi e due vittorie di tappa (foto EF Education/Getty)
Rigoberto Uran sarà l’altra punta per la generale al Giro, dove ha ottenuto due podi e due vittorie di tappa (foto EF Education/Getty)

Obiettivo rosa

Storicamente la EF ha sempre sfoggiato livree ad hoc e molto originali per i grandi Giri. Anche se non c’è alcuna ufficialità, facile attendersi qualche cambiamento cromatico sui due blocchi di tonalità rosa che caratterizzano la loro maglia di gara durante l’annata. Ovviamente Van Garderen e soci si augurano che il rosa possa essere il colore da indossare il 28 maggio a Roma.

«Al Giro – spiega Tejay in modo molto semplice – avremo obiettivi multipli anche se quello principale sarà la classifica generale. La cureranno Carthy e Uran, che partono come capitani mentre un cacciatore di tappe sarà senz’altro Cort Nielsen. Dobbiamo ancora sciogliere qualche riserva per la nostra formazione. Di sicuro c’è che avremo più di una direttiva e più di una pressione da parte del diesse numero uno (Charlie Wegelius è il responsabile del reparto, ndr). Studieremo diverse tattiche di gara in base agli uomini che porteremo e giorno dopo giorno. Ci saranno sicuramente corridori che dovranno lavorare per le nostre punte. Siamo fiduciosi perché tutto è possibile».

Erede in corsa

Se Uran, pur avendo perso lo smalto dei giorni migliori, rappresenta un “usato sicuro” grazie ai podi ottenuti anni fa a Giro e Tour, Carthy può considerarsi ancora un atleta da scoprire nonostante abbia già 28 anni. Il magro “lungagnone” britannico vorrebbe ripetere il terzo posto finale della Vuelta 2020 e contemporaneamente migliorare la quasi progressiva escalation di piazzamenti nella top ten al Giro.

«Hugh mi somiglia molto fisicamente – prosegue Van Garderen con un mezzo sorriso sulle labbra – ma non credo possa essere considerato un mio erede. Siamo simili, ma alla fine abbiamo caratteristiche un po’ diverse. Lui è decisamente molto più scalatore di quanto lo fossi io, mentre io andavo più forte a cronometro. Relazionandomi con lui però ho potuto capire come si sente in corsa, come gli piace correre. Spero potremo continuare in questo modo. So che mi renderà super felice e sinceramente spero che possa avere una carriera migliore della mia. Sono contento e orgoglioso di quello che ho fatto, ma ormai appartiene al passato. Il mio obiettivo del presente è rendere più sicure altre persone col mio lavoro e far ottenere loro, come ad esempio a Hugh, più successi possibile».

Hugh Carthy al Giro vuole salire sul podio come alla Vuelta 2020 (foto EF Education/Getty)
Hugh Carthy al Giro vuole salire sul podio come alla Vuelta 2020 (foto EF Education/Getty)

Vita da diesse

Fa un certo effetto vedere Van Garderen nel ruolo di diesse. Sembra ancora un corridore, tra le fila della EF ha un paio di ragazzi più vecchi di lui e non ce lo immaginiamo mentre rimbrotta severamente i suoi a fine gara. Ma è solo una questione di approcci ad un nuovo impiego.

«Mi piace tanto fare il diesse e mi diverto – continua nella spiegazione l’attuale diesse della EF Education – mi sembra di essere un regista, che deve essere un po’ audace. Sento che è un lavoro in cui posso sia portare la mia esperienza da atleta e sia impararla da chi fa questo mestiere da più tempo di me. Posso aiutare i miei corridori per la loro carriera. Sto insegnando a loro tante cose. Quale può essere la tattica più facile o come gestire la pressione. Oppure ancora a non preoccuparsi di quello che fanno o dicono gli altri. Devono concentrarsi su se stessi. Tutte cose che ho imparato dalla mia carriera. Chissà cosa avrei potuto fare diversamente se avessi avuto più saggezza o esperienza. Questo è importante da far capire ai corridori di oggi».

La gioia di Ortisei

Le frazioni del Tour of the Alps suscitano ricordi al Van Garderen corridore. Lui ha disputato solo due volte il Giro d’Italia perché era più adatto ai disegni del Tour de France (nove partecipazioni e due quinti posti finali) ma il successo più bello lo ha conquistato da noi. E’ il 25 maggio del 2017, Van Garderen si scalda sui rulli di nascosto dagli occhi indiscreti dietro al bus dell’allora BMC perché vuole andare in fuga già al pronti-via. Ha le ultime possibilità per dare un cenno di presenza a quella edizione del Giro.

«Amo assolutamente questa zona in cui ho vinto – conclude Tejay mentre con lo sguardo sembra indicare tutte le montagne attorno – pensate che quando ho finito la mia carriera ho fatto due camps proprio in cima a Passo Gardena. Amo le Dolomiti. Quel giorno di sei anni fa ho conquistato una tappa bellissima con Pordoi, Falzarego, Valparola e Gardena. Non avevo una grande condizione in quel periodo. Avevo sofferto tanto in tutte le tappe ma ero riuscito a finire con una buona forma, trasformando quella tappa in un giorno speciale. Da allora questi posti hanno un posto speciale nel mio cuore».