Corsa rosa, ci siamo quasi. Si preparano le bici…

28.04.2021
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Se c’è una figura che all’interno di una squadra è davvero indispensabile è proprio quella del meccanico. Durante una corsa come il Giro d’Italia, i meccanici sono i primi ad alzarsi e gli ultimi a terminare il proprio lavoro. Si possono considerare gli angeli custode delle bici. Se ne prendono cura con dovuta attenzione: attenti ai particolari, perché sanno perfettamente che anche le più piccole imprecisioni possono diventare causa di spiacevoli inconvenienti. Con l’avvento dei gruppi elettronici e dei freni a disco, il lavoro è diventato più sofisticato.

Fausto Oppici, meccanico del team Bike Exchange al lavoro nel dopo tappa
Fausto Oppici del team Bike Exchange al lavoro dopo la tappa

«La fase più importante inizia dopo la tappa – dice Alessandro Stocco, meccanico del team Astana-Premier Tech – la bici in corsa è soggetta a possibili cadute, botte, danneggiamenti delle parti meccaniche, quindi il meccanico dovrà prendersene cura e rimetterla in sesto per la tappa successiva. La mattina una controllata per vedere se è tutto a posto. Poi si segue la corsa in ammiraglia, dove in caso di forature o cadute, il meccanico dovrà intervenire immediatamente per sostituire la ruota o direttamente la bici».

Un giro tra i box

Al Tour of the Alps abbiamo fatto un giro tra i meccanici per capire cosa cambierà nelle bici che scenderanno in gara al Giro d’Italia.

«Non cambierà molto – racconta Alessandro Mazzi, uno dei meccanici del UAE Team Emirates – le bici fondamentalmente sono queste. Possiamo renderle più leggere cambiando le ruote ad esempio, ma il fatto è che sono già leggere. Una novità potrebbero essere i tubeless che verranno utilizzati nelle tappe piatte e per quella con lo sterrato. Tuttavia il peso sarà pressoché simile, sia con i tubolari che con i tubeless».

Al Team Uae Emirates, sia bici con freni a disco, sia con caliper: sceglie il corridore
Al Team Uae Emirates, bici con disco o con caliper: sceglie il corridore

Parliamo dei dischi

I freni a disco hanno convinto proprio tutti? Sembra che non sia così. «Ci sono alcuni corridori che preferiscono utilizzare i freni tradizionali – prosegue infatti Mazzi, in apertura nella foto Fizza – specialmente nelle tappe in salita. Il motivo è senza dubbio il peso, le bici con i freni a disco pesano di più».

Non è tutto, infatti. C’è anche una squadra, come abbiamo visto al Tour of the Alps, che preferisce correre, al completo senza eccezioni, con i freni tradizionali: stiamo parlando del team Ineos Granadiers.

Ineos compatta

«La scelta è stata presa dai dirigenti in totale sintonia con i corridori – spiega Matteo Cornacchione, uno dei meccanici del team – innanzitutto per il peso: le bici con freni tradizionali pesano meno. Poi c’è una situazione in particolare in cui i freni possono assumere un ruolo determinante. Se un leader fora e non ha l’immediata assistenza tecnica da parte dell’ammiraglia, come fa? Si salva solo se un compagno gli passa la sua ruota. Questo è possibile esclusivamente con i freni tradizionali».

A quanto pare, insomma, la scelta dei freni a disco non è così scontata, pur dovendo ammettere che la frenata non è la stessa.

«I freni a disco hanno una frenata più corta e immediata. I freni normali invece hanno un tipo di frenata più morbida. Entrambi comunque sono estremamente sicuri», conclude Matteo Cornacchione.

Le Wilier 0 Slr del team Astana-Premier Tech pronte a partire
Le Wilier 0 Slr del team Astana-Premier Tech pronte a partire

I componenti più delicati

Quali sono le parti più sensibili di una bici? Ce lo spiega Fausto Oppici, meccanico del team Bike Exchange.

«Le ruote sono una parte delicata – dice – perché se il corridore prende una buca a forte velocità c’è il rischio che si rompano e che non vadano più bene. Oramai i materiali sono affidabili, però quando cadi è difficile dire quale componente rischi di rompersi prima rispetto a un altro. Dipende dalla caduta.

«Per quanto riguarda l’usura invece, c’è da fare qualche distinguo. Se non succede nulla, grazie alle migliorie che ci sono state nel corso degli anni, un corridore può fare molti chilometri in corsa ad esempio con la stessa catena e gli stessi i tubolari. Quanto di preciso non si può dire con certezza, perché fattori come il meteo possono influenzare l’usura dei materiali».