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Pogacar, Roglic, la Ineos e la Movistar: il Tour secondo Garzelli

21.06.2021
6 min
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Ed eccola la settimana del Tour de France. Sabato prossimo scatterà la Grande Boucle. Già si parla del derby sloveno tra Pogacar e Roglic, di Thomas come terzo incomodo, la Movistar come quarto. Ma davvero il Tour de France è tutto qui? Ci potranno essere altri protagonisti? Altri corridori che scompagineranno gli equilibri di una gara che sulla carta è molto incerta? Ci potranno essere sorprese?

A queste domande cerchiamo di rispondere con Stefano Garzelli, grande ex e oggi commentatore tecnico per la Rai. Tra l’altro lui stesso sarà uno degli inviati in Francia della tv di Stato.

Garzelli (con Alessandra De Stefano) ai microfoni Rai al Tour de France
Garzelli (con Alessandra De Stefano) ai microfoni Rai al Tour de France

Slovenia favorita

«Roglic e Pogacar anche nel 2021 hanno dimostrato il livello dell’anno scorso – spiega Garzelli – Stanno andando fortissimo. Pogacar viene dalla vittoria al Tour e Roglic da quella della Vuelta. Entrambi sono molto motivati. Sono i più forti. Oltre a loro due vedo dei blocchi, a cominciare da quello della Ineos Grenadiers e dalla Movistar

«Gli Ineos nella passata stagione hanno avuto delle difficoltà legate secondo me anche al cambio di data, però hanno dimostrato con Porte, Thomas, Geoghegan Hart e Carapaz che vanno davvero forte. Però non sono i più forti nel duello diretto con i due sloveni e per questo dovranno inventarsi qualcosa, dovranno cambiare la loro tattica che li vede imporre alti ritmi nei momenti delicati. Ma con quella squadra ce la potranno fare. Da loro mi aspetto pertanto una corsa diversa rispetto al solito».

Al Giro di Svizzera Richard Carapaz ha vinto mostrando una grande condizione
Al Giro di Svizzera Richard Carapaz ha vinto mostrando una grande condizione

Carapaz e i due leader

Matteo Tosatto, diesse della corazzata inglese, ci aveva detto che Carapaz è leader designato per il Tour in casa Ineos. E non Thomas come tutti si aspettano. Però ci sono dei però: che garanzie dà l’ecuadoriano? Come se la vedrà con i 57 e passa chilometri a crono?

«Non sapevo di questa soluzione in casa Ineos – riprende Garzelli – e dico che ne sono convinto. Il Thomas visto al Delfinato mi è piaciuto molto. Ha corso e ha mostrato la condizione di  chi vuol vincere il Tour. Carapaz rispetto a lui ha l’handicap delle due crono, si difende, ma lui già sa che dovrà attaccare. Io lo vedo al pari di Thomas, poi sarà la strada a decidere chi sarà il vero leader. So per certo che si è preparato molto bene, che ha fatto tantissima altura a casa sua. Non credo che sacrificheranno uno dei due finché entrambi saranno nel pieno della lotta».

«E poi – continua Garzelli – avere due leader è buona cosa da una parte, ma meno buona dall’altra. E nei grandi Giri si è visto che il leader deve essere uno. Innanzitutto si corre in otto e non più in nove e avere due leader significa che hai solo sei gregari. Se c’è da lavorare, se ci sono ventagli… non è poco alla fine il lavoro in più nell’arco delle tre settimane».

Al Delfinato Valverde ha aiutato Lopez, sarà così anche al Tour…
Al Delfinato Valverde ha aiutato Lopez, sarà così anche al Tour…

I dubbi Movistar al Tour

E poi si va in Spagna. Anche Unzue presenta una gran bella corazzata. Miguel Angel Lopez sarà il leader, al suo fianco Soler, Mas, Valverde, Verona.

«Lopez lo ha preparato benissimo questo Tour. Ha avuto molti problemi con il Covid ma alla fine ha puntato solo su questo, anzi a quel punto lo hanno dirottato anche con la preparazione solo sulla Grande Boucle. Ha fatto un buon Delfinato e poi ha vinto sul Mont Ventoux. E’ vero che quel giorno il livello non era alto, ma infatti a me più che per la vittoria ha stupito per come andava. Pedalava con molta facilità. Sembrava si stesse allenando.

«Semmai della Movistar mi convince meno la tattica. Loro al Tour hanno sempre corso malino. Ricordo l’anno in cui avevano Quintana, Valverde e Landa. Una volta mandavano avanti uno, poi fermavano l’altro… hanno fatto dei “casini” pazzeschi. Una cosa è certa: con tutta quella crono Lopez e la Movistar dovranno attaccare».

Anche lo scorso anno Alaphilippe ha indossato la maglia gialla
Anche lo scorso anno Alaphilippe ha indossato la maglia gialla

L’errore di Alaphilippe

Se Argentin vede bene il campione del mondo al Tour, Garzelli non la pensa così. Dopo i blocchi della Slovenia, della Movistar e della Ineos, si passa agli outsider di lusso… ma sempre outsider, corridori che Garzo vede più lontani per la lotta al podio e tra i quali mette anche Julian.

«Secondo me Alaphilippe ha sbagliato a puntare sul Tour e a lasciare le Olimpiadi. Da quel che mi diceva Cassani quello di Tokyo era un tracciato perfetto per lui. E se ci rinunci è perché vuoi fare il Tour a tutta fino in fondo. Okay anche il percorso è disegnato per lui perché non ci sono tappe impossibili. Le Alpi non sono durissime. C’è il Ventoux ma l’arrivo non è in cima. Due anni fa si ritrovò a fare classifica, non ci era partito, il che è cosa ben diversa. Non sempre ti vengono bene le tre settimane se sei un uomo da corse di un giorno. E per me lui è un uomo da corse di un giorno.

«Poi può fare bene, per carità. Allo Svizzera è andato bene, anche a crono si è mostrato all’altezza e come ripeto il Tour è stato disegnato per lui. Già al secondo giorno c’è l’arrivo sul Mur de Bretagne. Quindi sarà una via nervoso. Le prime tappe di un grande Giro sono sempre nervose, ma quando non c’è il prologo lo sono ancora di più perché in tanti possono aspirare a prendere la maglia».

Gaudu ha vinto la maglia bianca di miglior giovane all’ultimo Delfinato
Gaudu ha vinto la maglia bianca di miglior giovane all’ultimo Delfinato

Sorprese? Anche no

Altri nomi il “Garzo” non ne vede, almeno non per il podio o per i primi cinque. E allora un nome glielo gettiamo noi sul piatto: David Gaudu.

«Un bel corridore, che sta crescendo. A crono è migliorato. E’ giovane, gli manca l’esperienza sulle tre settimane e poi ha il peso di essere francese. Lui rischia molto. I francesi aspettano un vincitore da anni ed hanno aspettative enormi. Lo vedo nei dieci, magari in lotta per vincere una tappa o con la magia a pois».

E poi?

«Poi – conclude Garzelli – non so… Mi viene in mente Uran. C’è Fuglsang. Avrei detto Hirschi, ma è passato alla Uae e dovrà aiutare Pogacar… e comunque parliamo di gente che al massimo può arrivare tra il quinto e il decimo posto. No, grosse sorprese non ne vedo. Nel ciclismo moderno i favoriti difficilmente sbagliano».