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Barale e Ciabocco, con Timmer nei piani del Team DSM

25.01.2023
6 min
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Due italiane in Olanda: Francesca Barale (foto DSM in apertura) ed Eleonora Ciabocco. Si è tanto parlato degli juniores che hanno scelto l’estero per diventare grandi, quando in realtà il Team Dsm aveva inaugurato da un paio di anni questo nuovo corso. Prima con Gianmarco Garofoli e poi, appunto, con Ursella e le due azzurre.

Il team femminile è composto da 16 atlete da 7 Nazioni, per un’età media di 21 anni. Quel che ci ha incuriosito è però il meccanismo per cui si arriva a selezionare due ragazze così giovani. E se nel caso di Belletta e Mattio alla Jumbo Visma, ad esempio, a farsi avanti per primi sono stati i rispettivi procuratori, la sensazione è che qui si sia mossa direttamente la squadra.

Parola ad Albert Timmer

Lo abbiamo chiesto ad Albert Timmer, che ha 37 anni e ha smesso di correre nel 2017 quando indossava ancora la maglia del Team Sunweb, poi diventato DSM. Il suo ruolo è quello di coach nella formazione femminile.

«Per la selezione delle ragazze straniere – inizia – abbiamo Hans Timmermans come capo dello scouting, guardiamo all’atleta completo. Quindi non valutiamo solo il piano fisico, ma anche chi sia l’atleta come persona. E andiamo spesso alle gare per vederli correre».

Hans Timmermans è una figura chiave nella squadra. E’ arrivato alle donne dopo essere stato direttore sportivo negli juniores e negli U23 e dopo un incarico nella nazionale olandese. Ha iniziato al Team DSM otto anni fa e il suo ruolo è trasversale fra la squadra femminile e quella dei pro’, nell’interscambio che caratterizza il gruppo olandese. Timmer continua a spiegare, torniamo a parlare di Barale e Ciabocco.

Albert Timmer, qui al Giro del 2016, è stato pro’ dal 2007 al 2017
Albert Timmer, qui al Giro del 2016, è stato pro’ dal 2007 al 2017
Conosci Francesca dall’anno scorso: l’hai vista migliorare nella prima stagione?

Abbiamo visto un grande miglioramento nel suo sviluppo durante la stagione, in tutti gli aspetti come atleta e sul piano umano.

Qual era il suo livello di gara al suo arrivo?

Come ho detto, ha mostrato molto potenziale ed è stata importante per la squadra in molte gare. Ma a noi piace sviluppare i ciclisti soprattutto quando sono giovani in tutti gli aspetti del ciclismo, per cui l’abbiamo messa alla prova anche in gare che forse non erano le più adatte.

Come si è adattata allo stile della squadra?

Molto bene. I valori che abbiamo come squadra lei li ha anche come persona, in più porta un tocco italiano.

Quali sono i suoi possibili obiettivi nel 2023?

Avrà davvero un bel programma per questa stagione, dove inizieremo a guardare anche al suo sviluppo personale e alle sue ambizioni. Quindi ci sarà qualche cambiamento di calendario rispetto al 2022 e avrà un ruolo importante nel supportare Juliette Labous nelle gare più importanti.

A proposito di Eleonora Ciabocco, invece: dove l’avete vista brillare?

Era già entrata nel nostro radar nel 2021, grazie al suo titolo nazionale e al secondo posto ai campionati europei. Quello che le abbiamo visto fare nella scorsa stagione ha solo confermato i nostri pensieri su di lei.

Lei è un’atleta diversa da Francesca: che futuro vedi per lei?

E’ presto per dirlo davvero, ci piace sviluppare le nostre ragazze nei primi anni in tutti i tipi di gare. Quindi le lasceremo un primo anno più aperto.

Eleonora Ciabocco ha raggiunto il team olandese da quest’anno (foto Team DSM)
Eleonora Ciabocco ha raggiunto il team olandese da quest’anno (foto Team DSM)
Abbiamo visto Francesca Barale a Liegi nel suo primo anno di WorldTour, Eleonora proverà qualche grande gara nel 2023?

Con l’attuale programma WorldTour della squadra, anche Eleonora farà un mix di alcune grandi gare e altre più piccole. Pensiamo che sarà positivo per il suo sviluppo anche avere un assaggio delle grandi gare.

Vivrà a Sittard come i ragazzi del “devo team” o starà a casa?

Eleonora sarà al KCC (Keep Challenging Center, la cittadella nella città di Sittard in cui sorge il quartier generale della squadra, ndr) solo a volte, ma teniamo anche presente che deve ancora andare a scuola (ed essere promossa), quindi miriamo a trovare un buon equilibrio. Con la scuola e ciò che è importante anche per trovare un buon equilibrio tra vita privata e ciclismo.

Ecco la Rayer, talento francese dal carattere molto particolare

04.10.2022
5 min
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A Wollongong la gara femminile junior si è chiusa da poco tempo. Eglantine Rayer, arrivata seconda, è già in sala stampa, almeno in questo ha preceduto (e non di poco) la dominatrice Zoe Backstedt. Le chiedono di accomodarsi al tavolo delle intervistate e di anticipare la sua porzione di domande/risposte, ma lei non ne vuole sapere. Anzi si stizzisce anche un po’ per la richiesta che non segue il canone formale. Tra i giornalisti il suo fare un po’ sopra le righe stupisce. Evidentemente non sanno con chi hanno a che fare. Ma di certo lo avranno…

Da junior la Rayer ha vinto un argento mondiale, 1 oro e 2 podi europei e 3 titoli francesi (foto EglantinePhotoSport)
Da junior la Rayer ha vinto un argento mondiale, 1 oro e 2 podi europei e 3 titoli francesi (foto EglantinePhotoSport)

La rabbia contro i giudici Uec

La francesina è uno di quei classici casi dello sport dove il talento è direttamente proporzionale a un carattere che definire fumantino è un eufemismo. Nei suoi due anni da junior ha vinto tanto, praticamente il responso della gara australiana è l’esatta fotocopia dei valori in campo. Il Team DSM non se l’è fatta sfuggire e l’ha inserita già nel roster del prossimo anno, ma avranno certamente il loro bel daffare per imbrigliarla.

Una prova? Basta tornare indietro con la memoria solo di tre mesi, agli europei di Anadia. La transalpina di La Ferté-Macé arriva seconda nella crono, battuta per 45” dalla tedesca Justyna Czapla, ma quella che si presenta davanti ai giornalisti non è certo una ragazzina sorridente per la medaglia.

«Hanno controllato la mia bici tre volte – dice – me l’hanno data appena prima del via, neanche il tempo di assestarmi sulla sella. Sono partita che avevo le lacrime agli occhi per tanta rabbia, neanche ho acceso il misuratore di potenza. Devo dire grazie ai miei tecnici che hanno capito il mio stato d’animo e non mi hanno dato riferimenti sulle avversarie, sapere che ero dietro per colpa dei giudici mi avrebbe dato la mazzata finale…».

Fortissima a cronometro, ma il percorso in Australia l’ha penalizzata, anche a causa del jet-lag
Fortissima a cronometro, ma il percorso in Australia l’ha penalizzata, anche a causa del jet-lag

La beffa di Wollongong

Nel racconto abbiamo omesso tutte le colorite espressioni che infarcivano le sue parole. Eglantine è così, prendere o lasciare, ma questo si traduce anche in una malizia che porta risultati, perché legge la corsa in una maniera tutta sua. Magari non proprio ortodossa, ma i risultati le danno ragione e a conti fatti una squadra a quello guarda. Molto di questo lo si desume dal suo racconto in prima persona della gara mondiale.

La Backstedt come noto è andata via praticamente appena iniziata la gara. Si è capito presto che si lottava per l’argento e la Rayer non si è persa d’animo.

«Quando dopo il tratto di pianura mi hanno detto il vantaggio della britannica – ha spiegato – quasi mi mettevo a ridere… La Vinke è partita con altre due, ma ho rimediato, poi ci siamo trovate da sole io e lei, tra l’altro dal prossimo anno saremo compagne di squadra. Io avevo dato tutto, Niemke mi ha chiesto di darle il cambio ma io non ne avevo. Una vocina da dentro però mi diceva di partire da dietro, di onorare le compagne di nazionale che avevano lavorato per me. Ho fatto lo sprint e non me ne pento…». L’olandese non ha recriminato, ma certo è un comportamento che fa pensare.

Vinke beffata, la francese è argento a Wollongong. Nata il 12 giugno 2004, nel 2023 correrà nel Team Dsm
Vinke beffata, la francese è argento a Wollongong. Nata il 12 giugno 2004, nel 2023 correrà nel Team Dsm

Il trucchetto di Anadia

Un comportamento al quale la 18enne transalpina non è nuova e le nostre Ciabocco e Venturelli lo sanno bene. Torniamo allora ad Anadia, per la gara continentale in linea: la corsa si è messa bene per i nostri colori con le due azzurre in fuga insieme alla transalpina, due contro uno.

«Sapevo che le italiane sono fortissime – ha raccontato – e pensavo che si sarebbero giocate la carta dello sprint, ma poi hanno cominciato a chiedermi dei cambi e ho iniziato a riflettere. Un paio ne ho dati, poi ho detto loro che non collaboravo perché aspettavo il ritorno della Ménage che era la nostra velocista, così non ho tirato più. Tutte energie che mi sono venute utili alla fine».

La vittoria di Anadia, con Ciabocco e Venturelli in fila alle sue spalle (foto Uec)
La vittoria di Anadia, con Ciabocco e Venturelli in fila alle sue spalle (foto Uec)

Sarà la nuova Longo?

In Francia parlano di lei come della nuova Longo e c’è un fattore che potrebbe anche ricordare l’anziana e mai doma campionessa (ancora oggi capace di vincere il titolo mondiale Master nella sua categoria): il fatto che pratica più discipline, tra strada, ciclocross e pista. Ha iniziato a 11 anni, seguendo le orme del fratello.

«Inizialmente neanche mi interessava tanto – ha raccontato – ma più che altro avevo paura a farmi avanti perché avrebbero pensato che volevo copiarlo… Un giorno però il presidente del suo club ha detto che aveva bisogno di una ragazza per completare la squadra, così mi sono fatta avanti. Devo dire grazie a mio fratello se sono arrivata qui».

Il suo sogno è primeggiare nella gara di casa, il Tour de France appena nato, proprio come faceva la mitica Jeannie. E considerando il suo caratterino, è probabile che ci arriverà.

Barale apre a Ciabocco le porte del Team DSM

07.09.2022
5 min
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Onori di casa e consigli. In casa Team DSM dal prossimo autunno Francesca Barale sarà la guida di Eleonora Ciabocco che la raggiungerà alla formazione olandese a partire dal 2023. La 19enne di Domodossola farà da chioccia alla sua connazionale, più giovane di un anno. Sembra incredibile, quasi paradossale, ma questi sono gli effetti della migrazione delle nostre atlete verso il WorldTour.

Barale, impegnata alla Challenge by La Vuelta da oggi fino all’11 settembre, sta completando la sua prima stagione da elite e finora ha potuto appuntarsi una serie di spunti da passare alla junior azzurra. Ciò che ha vissuto Francesca in tutti questi mesi, presto lo vivrà Ciabocco. La passista-scalatrice piemontese la troviamo alla vigilia della corsa spagnola pronta sia a supportare le compagne che a dispensare suggerimenti. E con una aspirazione personale da realizzare legata ad una sua più famosa conterranea.

Anche se in una cronosquadre, per Barale quello di Vargarda è il primo podio in una gara WorldTour
Anche se in una cronosquadre, per Barale quello di Vargarda è il primo podio in una gara WorldTour
Francesca com’è andata la maturità e come sono andate le corse successive?

Chiaramente c’è stato un prima e un dopo. Finché sono andata a scuola ho dovuto fare di necessità virtù in relazione alle corse che potevo fare. Infatti la mia media si è un po’ abbassata ma sono riuscita a diplomarmi con 85/100. Un range che mi soddisfa considerando tutti gli impegni. Dopo l’esame mi sono potuta concentrare solo ed esclusivamente alle gare. Da due mesi sono entrata più nella parte del corridore. Faccio le cose con tranquillità, rispettando i giusti tempi per alimentazione, allenamento e recupero. Ora ho più ritmo. A Plouay, che era quasi 160 chilometri di gara, la più lunga che abbia mai fatto, sono riuscita a finirla qualche secondo dietro al gruppo principale nonostante fossi caduta. Ecco, lì è stata la maturità della bici…

Come mai?

Perché ho battuto un braccio e si era aperta una ferita. Ma mi sono alzata subito, mi sono fatta medicare restando attaccata all’auto del medico. Mi hanno dovuto applicare dei punti. Faceva male però non potevo certo ritirarmi. Da junior, se mi fosse capitata una cosa del genere, probabilmente mi sarei fermata o avrei chiuso a fine gruppo. Qui no. Qui c’è da aiutare la squadra e queste situazioni ti aiutano a crescere. In quel frangente ho capito che sono davvero una elite e la mia attitudine alle corse migliora sempre di più.

Barale, qui alla Freccia del Brabante, ha sofferto in primavera. Dopo la maturità il ritmo gara è migliorato
Barale, qui alla Freccia del Brabante, ha sofferto in primavera. Dopo la maturità il ritmo gara è migliorato
Intanto è arrivato il tuo primo risultato, seppur non individuale.

Esattamente. Abbiamo centrato il terzo posto nella cronosquadre di Vargarda in Svezia, una gara WorldTour sempre molto sentita. Abbiamo fatto una prestazione inaspettata. Eravamo su con una squadra molto giovane, avevamo provato poco questo tipo di gara e non sapevamo cosa avremmo combinato. Invece per un po’ abbiamo avuto il miglior tempo. Comunque arrivare dietro a due squadroni come Trek-Segafredo e SD Worx è tanta roba. Ed è stato bello condividere con le mie compagne sia la fatica che la gioia del risultato. Mi piace che La Vuelta parta proprio con una cronosquadre perché ci affiata ancora di più. Fa bene al gruppo.

Arriverà Ciabocco, come la accoglierai?

Intanto devo dire che se avessi dovuto scegliere una ragazza che mi raggiungesse, avrei detto proprio Eleonora. Sono molto contenta, con lei mi sono sempre trovata benissimo. Siamo sempre state avversarie nelle categorie giovanili, ma non mi dispiace se era lei a battermi. Inoltre grazie alla nazionale abbiamo rafforzato la nostra amicizia. Sarò ben felice di darle dei consigli e di introdurla in squadra.

Selfie pre-podio a Vargarda. Francesca Barale si è inserita bene nel Team DSM (foto instagram)
Selfie pre-podio a Vargarda. Francesca Barale si è inserita bene nel Team DSM (foto instagram)
Quali consigli le darai?

In primis di avere tanta pazienza. Anche se so che è una ragazza che sa gestire e comprendere circostanze del genere, in questo siamo simili. Fino alla maturità farà una vita, dopo ne inizierà un’altra. Non dovrà abbattersi se farà fatica in corsa, se si ritirerà o se non arriveranno i risultati o le prestazioni. La nostra squadra è l’ideale per giovani come noi. Io quest’anno non ho avuto pressioni e non ne avrà nemmeno lei. Anche col cibo non dovrà preoccuparsi quando farà i periodi nel nostro centro a Sittard. Viviamo in appartamenti e possiamo fare la spesa più indicata a noi oppure portarci la roba dall’Italia.

Tu sarai per lei ciò che non hai avuto quest’anno. Ad esempio con la lingua…

Sicuramente ci sarà quello scoglio. In squadra quella ufficiale è l’inglese. Onestamente mi avrebbe fatto comodo una compagna italiana già presente, ma non è andata male. Quindi deve stare tranquilla se farà fatica inizialmente. Anche se l’inglese lo abbiamo studiato tutti bene a scuola, qui lo devi imparare nuovamente. Parlare, ragionare, comprendere e farsi capire con le altre persone del team è una cosa che non hai mai fatto prima. Eleonora, così come ho fatto io, deve pensare che tutte noi siamo passate da queste iniziali difficoltà. Potrà contare su di me per ogni cosa.

Ti abbiamo vista alla festa di Longo Borghini. A lei invece hai mai chiesto consigli?

Sì e no. Diciamo che quando usciamo assieme in allenamento, parliamo davvero di tante cose, tra cui le storie del gruppo. Adesso che abbiamo entrambe spesso obiettivi e calendari comuni, riusciamo a confrontarci meglio e da Elisa posso trarre tanti insegnamenti.

Ciabocco e Barale sono già state compagne di nazionale: qui agli europei di Trento 2021
Ciabocco e Barale sono già state compagne di nazionale: qui agli europei di Trento 2021
Cosa rappresenta lei per te?

E’ sempre stata l’esempio da seguire, il mio idolo. Anche lei è cresciuta nel Pedale Ossolano prima che mio padre (l’ex pro’ Florido, ndr) ne diventasse il presidente, benché lui collaborasse con la società quando c’era lei. Non so se dove viviamo possiamo crescere tutti allo stesso modo, ma qualcuno dice che io somigli a lei nelle caratteristiche fisiche. Bene in salita, bene a crono, non velocissime (sorride, ndr).

Allora abbiamo trovato la sua erede.

Bè, qua in Val d’Ossola di sicuro perché ci sono solo io (ride, ndr). Magari potessi diventare come lei! Mi piacerebbe conquistare la metà, o anche meno, dei risultati che ha ottenuto. Però adesso non ci penso. Devo pensare a sopravvivere qui alla Vuelta…

Ciabocco in Olanda, un’occasione per crescere

03.09.2022
4 min
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Il futuro di Eleonora Ciabocco è già scritto: dalla prossima stagione la 18enne due volte vicecampionessa europea junior sarà in Olanda, al Team DSM. Andare all’estero era un destino praticamente certo sin dall’inizio della stagione, vedere tutti i suoi risultati collezionati settimana dopo settimana non potevano non prefigurare l’interesse dei grandi team internazionali, ma c’era da fare i conti con la volontà sua e della sua famiglia.

Eleonora ha, come moltissime sue coetanee, il forte senso dell’avventura e avere l’opportunità di partire, andare a vivere un’esperienza lontano da casa mettendosi in gioco a 360° era qualcosa da cogliere al volo.

«I contatti con il team c’erano già dalla fine dello scorso anno – racconta la Ciabocco – i risultati che avevo conseguito alla prima stagione da junior costituivano delle valide credenziali, ma considerando la mia giovane età e anche la difficile situazione generale, con il covid che rendeva ancora difficili gli spostamenti mi hanno spinto a continuare sulla strada che avevo già intrapreso. Siamo però rimasti in contatto e appena i regolamenti lo hanno consentito, abbiamo messo nero su bianco».

Ciabocco europei
Due edizioni degli europei junior e due secondi posti per la Ciabocco
Ciabocco europei
Due edizioni degli europei junior e due secondi posti per la Ciabocco
Che cosa ti hanno chiesto per il tuo primo anno da elite?

Mi hanno lasciato molta libertà, anche perché nel 2023 io dovrò dare gli esami di maturità, quindi sarebbe stato pressoché impossibile trasferirmi in toto. Continuerò ad allenarmi e a gestirmi nella prima parte di stagione raggiungendo la squadra dove si dovrà gareggiare, ma restando a casa per pensare alla scuola. Dopo mi metterò a completa disposizione, intanto però ho aggiunto allo studio le lezioni d’inglese per potermi disimpegnare al meglio nei contatti con dirigenti e compagne di squadra.

Al Team Dsm troverai un’altra campionessa d’Italia, quella Francesca Barale che ti aveva preceduto nell’albo d’oro tricolore. Con lei hai avuto contatti?

Sì, abbiamo parlato a lungo, mi ha spiegato come funziona il team, che cosa chiede, come gestire soprattutto i primi mesi con la scuola da dover finire. E’ stata preziosa, rassicurandomi. Dovrò andare in Olanda per prendere il materiale ma non dovrò partecipare a ritiri specifici, sarò con loro solo per i periodi delle gare. Questo come detto fino alla prossima estate.

Ciabocco podio
Ciabocco in evidenza sin da esordiente, qui al titolo tricolore a Comano Terme (foto Fabiano Ghilardi)
Ciabocco podio
Ciabocco in evidenza sin da esordiente, qui al titolo tricolore a Comano Terme (foto Fabiano Ghilardi)
Per quanto riguarda la preparazione, dovrai seguire un loro programma?

Probabilmente sì, ci sarà il loro preparatore che curerà tutte le mie tabelle e tutto il resto. Ma questo mi verrà comunicato una volta che sarò lì per la prima presa di contatto.

Dicci la verità: era davvero necessario andare all’estero, dall’Italia non si è fatto avanti nessuno?

Gli unici che si sono fatti avanti sono stati quelli della Valcar: in primavera avevo sentito che avevano intenzione di costruire una squadra quasi completamente rinnovata ma ancora non sapevano come muoversi sul mercato. Ad agosto si sono fatti avanti, ma io avevo già firmato. Un pochino mi è dispiaciuto, ma sono pienamente soddisfatta della mia scelta di andare in Olanda.

Ciabocco tricolori 2022
La Ciabocco ha firmato un contratto biennale, ma fino a giugno resterà a casa (foto Fabiano Ghilardi)
Ciabocco tricolori 2022
La Ciabocco ha firmato un contratto biennale, ma fino a giugno resterà a casa (foto Fabiano Ghilardi)
Come la vedi, un salto nel buio o un’opportunità?

Domanda difficile, potrò rispondere solo fra qualche tempo. Non so come sarà, ma sono convinta che sarà comunque una grande esperienza, non solo dal punto di vista ciclistico. Sarà importante per me, per crescere come persona prima ancora che come ciclista. Poi, sul lato sportivo, io entro nel mondo delle elite in punta di piedi, quel che ho fatto da junior ormai non conta più, anche se è servito per richiamare l’attenzione, infatti i responsabili del team mi conoscono molto bene. Ma anche loro su un punto sono stati chiari: inizialmente la priorità è la scuola…

Tante specialità, tanti successi. Federica Venturelli non si ferma

29.07.2022
5 min
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Sembra davvero strano sentire Federica Venturelli parlare di riposo. Lei che non si ferma mai, lei che gareggia d’inverno nel ciclocross, nelle altre stagioni su strada alternandola alla pista (e se le rimanesse il tempo, magari farebbe pure mountain bike…). Lei che pure è una ragazza di 18 anni, che si dedica alla scuola, tanto che verrebbe sempre da chiederle “ma dove lo trovi il tempo?”.

Eppure siamo riusciti a centrare il periodo di stacco: «Dopo la lunga trasferta portoghese dovevo staccare un po’ la spina, stare con la famiglia, ma solo per un paio di settimane, c’è tanto da fare e quindi sto per riprendere in mano la bici. Anzi, a dir la verità non vedo l’ora…».

Venturelli linea anadia 2022
L’epilogo della gara in linea di Anadia, con la francese Rayer a beffare Ciabocco e Venturelli, quarta la Pellegrini
Venturelli linea anadia 2022
L’epilogo della gara in linea di Anadia, con la francese Rayer a beffare Ciabocco e Venturelli, quarta la Pellegrini
La trasferta in Portogallo per te è stata lunga fra europei su strada e su pista…

Sì, con due gruppi diversi. Ho visto ripartire le ragazze della strada e sono rimasta lì ad aspettare quelle della pista. E’ stato stancante, ma alla fine sono soddisfatta: un bronzo e un quarto posto nella prima porzione, poi su pista tre titoli (inseguimento individuale e a squadre e omnium, finendo quarta nella madison. Ma alla fine non ne avevo più…

Partiamo dalla prima settimana, quella della strada. Il podio nella prova in linea ti ha sorpreso?

Per certi versi sì. La squadra era improntata su Eleonora (la Ciabocco, ndr), dovevamo lavorare per lei. Ci avevano detto che il percorso era molto duro, ma pensavo sicuramente peggio. Io non credevo di essere così brillante, considerando anche che quest’anno ho avuto il Covid a fine aprile, ero partita senza particolari ambizioni, poi alla fine è arrivato un bel bronzo.

Venturelli quartetto
Il quartetto azzurro, con la Venturelli a destra, che in finale ha battuto la Germania
Venturelli quartetto
Il quartetto azzurro, con la Venturelli a destra, che in finale ha battuto la Germania
Neanche il tempo di rifiatare e ti sei ritrovata a gareggiare su pista…

La difficoltà è stata soprattutto nei primi giorni, riadattarsi alla pista e soprattutto a un impianto diverso da quello di Montichiari. La scorrevolezza era inferiore a quella del nostro centro, ma con le prime uscite ci siamo tutti adattati.

Hai vinto in tre specialità: qual è quella che senti più nelle tue corde?

Sicuramente l’inseguimento individuale, perché non cambia nel suo sviluppo, sei sola contro te stessa, a confrontarti contro il cronometro badando a tanti piccoli fattori personali. Conta soprattutto la gestione dello sforzo come nel quartetto: lì in qualifica avevamo commesso alcuni errori, tanto è vero che poi siamo migliorate di ben 8”, un’eternità.

Venturelli inseguimento
Il podio dell’inseguimento individuale, con Federica fra la Sharp (GBR, seconda) e la Lallemand (FRA, terza)
Venturelli inseguimento
Il podio dell’inseguimento individuale, con Federica fra la Sharp (GBR, seconda) e la Lallemand (FRA, terza)
Nell’omnium come ti trovi?

Ho cercato di sfruttare al meglio le mie caratteristiche, sapevo che dovevo partire forte nello scratch che si adatta meglio alle mie caratteristiche, ho vinto lì andando in fuga e sono rimasta poi sempre in testa in classifica. Vedevo che alle mie spalle la situazione cambiava sempre e dovevo restare sempre concentrata. Quattro gare nella stessa giornata sono davvero pesanti, per questo mi piace meno.

Come mai la scelta poi di fermarti?

Perché la seconda parte di stagione sarà molto ricca: intanto ci sono da preparare i mondiali su pista di fine agosto in Israele, quindi per un mese sarò più concentrata sulla pista con qualche puntatina su strada pensando però sempre a questo obiettivo. Poi vorrei guadagnarmi la selezione per i mondiali su strada in Australia e a seguire inizierò subito con la stagione del ciclocross.

Venturelli Omnium 2022
Federica in fuga nello scratch, una tattica che ha pagato: prima piazza mantenuta fino all’ultimo
Venturelli Omnium 2022
Federica in fuga nello scratch, una tattica che ha pagato: prima piazza mantenuta fino all’ultimo
Conti quindi di continuare nell’attività invernale?

Certo, dà notevoli vantaggi e mi piace molto, poi non riuscirei a stare senza competizioni così a lungo. Per me le gare sono fondamentali per mantenere le motivazioni e la concentrazione in allenamento. Poi il ciclocross dà quelle doti di esplosività che per me sono fondamentali.

Che scuola fai e come ti trovi?

Credo sia una capacità innata. So ad esempio che i tecnici azzurri un po’ mi si contendono, ma a me non può far altro che piacere perché significa che sto facendo le cose giuste. Poi c’è la scuola, riesco sempre a organizzarmi e vado bene anche lì. Il prossimo anno ci sono gli esami di maturità, infatti per questo non penso di cambiare nulla nella prossima stagione.

Venturelli intervista
I suoi successi a ripetizione hanno attirato molte attenzioni in Portogallo
Venturelli intervista
I suoi successi a ripetizione hanno attirato molte attenzioni in Portogallo
Si avvicinano però formazioni WorldTour?

So che c’è interesse per me, ma non voglio neanche pensarci fino alla fine del prossimo anno, per ora c’è troppa carne al fuoco.

Un’ultima cosa: abbiamo già parlato della tua rivalità con la Ciabocco, ora questa rivalità si riverbera anche all’estero, con entrambe sul podio europeo…

Penso che sia un bene per il ciclismo italiano, d’altronde è una rivalità solo in gara, solo per chi segue il ciclismo, ma fra noi non parlerei di rivalità quanto di collaborazione. Se ad Anadia eravamo nella stessa camera è proprio perché andiamo molto d’accordo.

Doppio tricolore per Ciabocco, la “cacciatrice di titoli”

08.07.2022
4 min
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“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. E’ un detto che ormai è entrato nel gergo comune e a ben guardare si attaglia abbastanza bene al carattere di Eleonora Ciabocco. Abbiamo già avuto modo di raccontare la sua esperienza fra le junior e le sue continue battaglie con Federica Venturelli, con esiti altalenanti, ma studiando l’andamento della stagione si scopre che quando il traguardo conta davvero, Eleonora c’è e ci mette sempre quel qualcosa in più e così ha fatto anche la scorsa settimana, conquistando la maglia tricolore di categoria.

Il percorso era quello di Cherasco, lo stesso che poche ore dopo sarebbe stato affrontato dai pari età con il colpo di mano di Belletta. Due giri vallonati da 18,5 chilometri e altri due più lunghi, con due strappi che con il caldo e la distanza si sono fatti sentire.

Le due grandi rivali non ci hanno messo molto ad accendere la miccia della sfida e si sono lanciare in fuga con altre due atlete, poi ci hanno riprovato e ogni volta il gruppo si sgretolava per poi ricucire. Alla fine si sono giocate la vittoria in 6, ma la Ciabocco non ha voluto aspettare la volata, dove pure avrebbe potuto dire la sua e all’altezza del triangolo rosso ha dato la stoccata, prendendo tutte in contropiede. Alla fine 10” sull’eterna rivale Venturelli sono un vantaggio cospicuo (il podio nella foto di apertura di Fabiano Ghilardi).

Ciabocco tricolori 2022
L’arrivo solitario della Ciabocco a Cherasco, con 10″ su Venturelli e Segato (foto Fabiano Ghilardi)
Ciabocco tricolori 2022
L’arrivo solitario della Ciabocco a Cherasco, con 10″ su Venturelli e Segato (foto Fabiano Ghilardi)

Tranquilla solo al via

La chiacchierata con la portacolori del Team Di Federico, confermatasi sul trono tricolore (cosa che avviene molto di rado nelle categorie giovanili) prende spunto proprio da questo aspetto caratteriale: «Credete tutti che sia tranquilla nell’affrontare i grandi eventi – dice – ma non è proprio così, anzi io sono un tipo ansioso. Solo che quando mi presento alla partenza sento che svanisce ogni paura e mi riesco a concentrare sulla gara e quel che devo fare. Probabilmente quella tensione è il mio modo di approcciarmi alla gara».

Vincere due titoli italiani consecutivi non è cosa di tutti i giorni: quante squadre stanno bussando alla tua porta per averti con loro?

L’interesse c’è, non lo nego, ma cerco di non pensarci perché so che sono in un’età difficile: non c’è il “cuscinetto” delle under 23 e passare subito professionista è dura quando sai – e io lo so – che c’è ancora tantissimo da imparare e da migliorare, anche dal punto di vista fisico.

Ciabocco nazionale 2022
In nazionale la marchigiana ha già vinto un argento europeo ed è stata nona ai mondiali (foto Fci)
Ciabocco nazionale 2022
In nazionale la marchigiana ha già vinto un argento europeo ed è stata nona ai mondiali (foto Fci)
Sta avvenendo la stessa cosa per l’europeo?

Sì, oltretutto io sono partita in anticipo rispetto alle altre della gara in linea, facendo compagnia a chi deve gareggiare nel team relay e nella cronometro. Curiosamente sono in stanza proprio con Federica Venturelli, condividiamo l’avvicinamento alle nostre gare a conferma che fuori da esse siamo in ottimi rapporti. Lei è molto forte, uno stimolo continuo, a Cherasco avevo visto che arrivare al traguardo con lei e giocarmela allo sprint sarebbe stato estremamente pericoloso, per questo ho voluto evitarlo.

E’ la prima volta che nella vostra categoria si gareggia nel Team Relay. Anche se non sei chiamata a partecipare, che cosa ne pensi di questa gara?

Io dico che è molto interessante, è una formula diversa e credo che faccia spettacolo. Anche se non gareggerò, assisterò con molta curiosità.

Ciabocco team 2022
Foto di gruppo per il Team Di Federico con la Ciabocco confermatasi tricolore
Ciabocco team 2022
Foto di gruppo per il Team Di Federico con la Ciabocco confermatasi tricolore
Avete già un’idea di com’è il percorso e come interpretarlo?

Il cittì ci ha mandato il profilo della corsa appena sono arrivate le convocazioni e sappiamo che è abbastanza impegnativo, con diversi strappi e soprattutto l’arrivo in leggera salita. Ma solo l’esperienza sul posto, il giro preliminare potrà dirci com’è realmente e come andrà affrontato. Per questo cerco di non pensarci molto, poi quando saremo sulla linea di partenza avremo ben chiari i nostri piani e vedremo di metterli in pratica.

Dì la verità: sapendo che con due maglie tricolori addosso saranno in molti a guardarti come una possibile protagonista, la cosa ti mette a disagio?

Diciamo che del tutto tranquilla non sono… Ma so anche che di qui al momento del via passerà tutto. Sono fatta così…

De Vallier, tanti piazzamenti sognando di passare pro’

26.06.2022
5 min
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La stagione delle junior ha sicuramente due prime attrici come Federica Venturelli e Eleonora Ciabocco, ma alle loro spalle si sta distinguendo una ragazzina veneta che ha nella costanza di risultati la sua forza. Gli ordini di arrivo non mentono: Elisa De Vallier è pressoché sempre lì, appena dietro le due grandi rivali e la cosa non è sfuggita agli addetti ai lavori, perché tali risultati significano applicazione e rendimento garantito.

La ragazza della Conscio Pedale del Sile ha dalla sua una gran voglia di emergere, pur sapendo di avere ancora molto da apprendere e di avere ancora un divario dalle prime due, guardate più con ammirazione che con invidia.

«Vederle davanti non è una sorpresa – dice – avveniva così anche da esordiente e allieva, erano le prime assolute e continua ad essere così. Sanno dove possono arrivare e sono concentrate per questo, è questo il lato di loro che apprezzo di più».

De Vallier compagne
Nella Conscio Pedale del Sile Elisa ha trovato un ambiente ideale e anche uno stimolo nell’altro talento Michela De Grandis
De Vallier compagne
Nella Conscio Pedale del Sile Elisa ha trovato un ambiente ideale e anche uno stimolo nell’altro talento Michela De Grandis
C’è qualcosa di diverso rispetto a te?

Forse quella consapevolezza di se stesse che le porta ad avere sempre maggiore fiducia e convinzione e ad allenarsi meglio. Vedo con quale cura sono seguite, ma anche quanto impegno ci mettono, ma da questo punto di vista certamente non sono da meno, anche io prendo questa attività molto seriamente…

Quando hai iniziato?

Praticamente subito, perché i miei genitori sono appassionati di ciclismo. Mio padre gareggiava, come mio fratello e mia sorella maggiore. Andavamo a guardare le loro gare ma io mi annoiavo, mi piaceva di più pedalare. Così a 7 anni ho iniziato a fare anch’io le mie prime gare con la Sanfiorese, poi ho corso con le giovanili della Fassa Bortolo prima di passare al team attuale dove mi trovo molto bene.

E guardare le gare di ciclismo ti annoia ancora?

No, mi piace, cerco sempre di seguire le gare e di carpire qualche segreto ai migliori. Ma non nascondo che pedalare mi piace di più…

De Vallier Fassa
Elisa De Vallier con la divisa della Fassa Bortolo, con la quale ha corso nelle categorie giovanili
De Vallier Fassa
Elisa De Vallier con la divisa della Fassa Bortolo, con la quale ha corso nelle categorie giovanili
Dove ti trovi meglio in quanto a percorsi?

Preferisco quelli mossi, dove c’è salita, dove c’è possibilità di “agitare le acque”. Sono abbastanza veloce, ma non amo certamente gli sprint affollati, preferisco arrivi ristretti dove meglio riesco a sfruttare le mie doti che sto affinando con la pista.

A tal proposito notiamo che siete ormai in tante che dividete la vostra attività fra strada e pista…

I benefici sono evidenti, io avevo iniziato da allieva, poi a causa del lockdown ho dovuto lasciarla perdere. Ho ripreso da poco, praticamente quando ci sono competizioni nazionali ci ritroviamo tutte. Comunque ammetto che continuo a prediligere la strada, mi diverte di più.

Quali sono le specialità su pista che preferisci?

Quelle che più rispecchiano le caratteristiche delle prove su strada, quindi lo scratch oppure la corsa a punti. Le gare individuali non le amo molto, non solleticano la mia fantasia.

De Vallier Noventa 2021
La bellissima vittoria conseguita a Noventa, anche contro le Elite come Silvia Zanardi (foto Soncini)
De Vallier Noventa 2021
La bellissima vittoria conseguita a Noventa, anche contro le Elite come Silvia Zanardi (foto Soncini)
Qual è stata la gara più bella che hai finora disputato, quella che ti è rimasta maggiormente impressa?

Probabilmente quella Open di Noventa Vicentina dello scorso anno, dove ho vinto la volata di gruppo con gente importante alle mie spalle, anche la Zanardi che aveva appena vinto il titolo europeo. Allo stesso livello però metto anche una gara da esordiente vinta in Lombardia a Sabbio Chiese, perché vincere lì per una ragazzina veneta significa tanto, c’è sempre una forte rivalità fra di noi…

I tuoi continui piazzamenti non stanno passando inosservati. Ti accorgi di essere migliorata rispetto allo scorso anno?

Sì, tanto. Quando ho cambiato categoria ho avuto bisogno di tempo per abituarmi e prendere le misure. Ora va molto meglio, ma mi accorgo anche che c’è tanto da migliorare perché se qualcuna arriva sempre davanti significa che ci sono aspetti da mettere a punto e fare altri salti di qualità.

Tanti piazzamenti possono voler significare anche una chiamata in azzurro…

Sarebbe bellissimo. Darei qualsiasi cosa per indossare quella maglia e mi metterei a disposizione delle più forti, sarei pronta a correre solo per aiutare chi ha più possibilità e condividere un buon risultato perché lo sentirei anche mio. Sarebbe davvero una soddisfazione per me.

Il podio Esordienti a Sabbio Chiese 2018, un successo che Elisa ricorda ancora oggi (foto Ghilardi)
De Vallier Sabbio Chiese 2018
Il podio Esordienti a Sabbio Chiese 2018, un successo che Elisa ricorda ancora oggi (foto Ghilardi)
Tu che arrivi quasi sempre tra le prime 5, ai tricolori a cronometro sei arrivata dietro, come mai? Non ti piace quella specialità?

Mi piace ma so anche che va preparata bene e finora non ho potuto ancora farlo. Venivo da giornate impegnative, con molte gare e sin dal mattino mi sono sentita appesantita. E’ stata proprio una giornata no…

Veniamo alla tua quotidianità: come riesci a conciliare scuola e allenamenti?

Non è un problema. Io frequento l’Istituto Tecnico di Economia con indirizzo ragioneria, ho la media del 9 quindi credo di andar bene… D’inverno esco in bici appena finita la scuola con mia sorella e le amiche, d’estate la mattina, di solito fra le 2 e le 3 ore, ma al mercoledì facciamo allenamento di squadra e stiamo fuori anche 4 ore. Per fortuna il caldo non mi pesa e riesco a rendere bene.

C’è un’atleta nella quale ti rispecchi e che guardi come modello?

Elisa Balsamo, la campionessa del mondo, perché ha un po’ le mie caratteristiche, è velocissima ma tiene anche su certe salite. Io vorrei essere così.

Sogni un futuro da pro’?

E chi non lo fa? Spero di trovare una squadra buona per il prossimo anno ma so che non sarà facile, dipende molto dai risultati e anche da un pizzico di fortuna. Io comunque ce la metto tutta, se però non trovassi una via per raggiungere quel livello non mi fascerò la testa e cercherò un’altra strada.

Venturelli vs Ciabocco: talento e simpatia a confronto

02.06.2022
5 min
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Ogni epoca ha i suoi dualismi, anche nelle categorie giovanili. E forse sono quelli più belli, sia che tu li riveda a distanza di anni, sia che tu li viva quasi in diretta, perché tra le rivali in bici possono nascere belle amicizie. Nell’ultimo periodo – specialmente al Giro di Campania in Rosa – Federica Venturelli ed Eleonora Ciabocco (in apertura, foto Ossola) si sono succedute l’una all’altra negli ordini d’arrivo delle junior.

La lombarda della Cicli Fiorin – 17 anni e tricolore allieva uscente – ha vinto le prime due tappe e la classifica generale della corsa campana. La marchigiana del Team Di Federico – classe 2004 e campionessa italiana in carica – ha conquistato la terza frazione ed il secondo posto finale. Sicuramente le rivedremo ancora sfidarsi in strada però noi abbiamo voluto metterle alla prova, l’una di fronte all’altra, in una sorta di intervista doppia. Anche in questo frangente vi garantiamo che hanno sfoderato talento e simpatia.

Nelle ultime settimane vi siete alternate ai primi posti. Come state vivendo questo momento?

VENTURELLI: «Sono molto soddisfatta dei miei ultimi risultati, in particolare per quelli ottenuti al Giro di Campania, dopo solo due settimane dalla ripresa dell’attività a causa dello stop per il covid. Eleonora è stata per me uno stimolo a dare il meglio in questa occasione e continuerà ad esserlo. Comunque il mio obiettivo è quello di migliorare e di fare esperienza al primo anno nella categoria junior, senza che i risultati a breve termine siano la mia priorità».

CIABOCCO: «Non lo sto vivendo in maniera diversa dal solito. Cerco sempre di fare del mio meglio sapendo che ci sono avversarie molto temibili e Federica è indubbiamente una di queste».

Che rapporto avete fra di voi, sia in gara che fuori?

VENTURELLI: «Eleonora ed io siamo amiche, non c’è mai stata tensione tra noi. Durante la gara c’è pieno rispetto, dopo la competizione parliamo e scherziamo insieme molto volentieri. Il nostro legame si è rafforzato durante la trasferta in Belgio con la nazionale e spero che con il tempo possiamo diventare sempre più unite».

CIABOCCO: «Con Federica ho un ottimo rapporto, siamo state insieme anche in nazionale e ci siamo confrontate su tanti aspetti della nostra vita da atlete. Fra noi c’è grande rispetto».

Eleonora Ciabocco è nata il 4 marzo 2004, nel 2021 ha vissuto una grande stagione conquistando tricolore e argento europeo su strada (Ph Rosa)
Eleonora Ciabocco è nata il 4 marzo 2004, nel 2021 ha conquistato tricolore e argento europeo su strada (Ph Rosa)
Che qualità ruberesti all’altra?

VENTURELLI: «A Eleonora ruberei sicuramente la sua forza in salita e la sua esperienza nella gestione della gara. Giù dalla bici mi piacerebbe essere sempre sorridente e allegra come lei, con una battuta sempre pronta in ogni occasione».

CIABOCCO: «Mah, questo è difficile da dire. Siamo due atlete molto diverse e rubare una qualità dall’altra significherebbe cambiare il proprio modo di essere e magari peggiorare le cose. Meglio accontentarsi di quello che abbiamo (sorride, ndr)».

In cosa pensi di essere migliore rispetto alla tua avversaria?

VENTURELLI: «Se esistesse una gara completamente in discesa, grazie alla mia statura e al mio peso, potrei sicuramente farmi valere (ride, ndr)».

CIABOCCO: «Questo non spetta a me dirlo, lascio che siano gli addetti ai lavori e la strada a decidere».

Dove pensi che la tua avversaria sia più forte?

VENTURELLI: «Un po’ dappertutto, come ha dimostrato in quasi tutte le gare di quest’anno. Sicuramente abbiamo strutture fisiche completamente diverse. Io sono molto più pesante perciò direi che Eleonora è sicuramente più predisposta di me per i tratti di salita, soprattutto quelli con pendenze elevate. Nonostante il suo fisico minuto è anche molto forte in volata».

CIABOCCO: «Sicuramente a cronometro, credo che Federica sia fortissima in questa specialità e penso che sarà un punto fermo della nazionale anche nei prossimi anni nelle gare contro il tempo».

Venturelli 2022
Federica Venturelli è nata il 12 gennaio 2005 ed è nel giro azzurro sia su strada che nel ciclocross
Venturelli 2022
Federica Venturelli è nata il 12 gennaio 2005 ed è nel giro azzurro sia su strada che nel ciclocross
Salita, volata, menata per portare via la fuga e visione di gara. Chi è la più forte in questi aspetti?

VENTURELLI: «Essere più forte di lei è molto difficile. Una specialità, che non è tra quelle della domanda, in cui posso sperare di competere con lei sono le cronometro».

CIABOCCO: «Le nostre caratteristiche fisiche direbbero che io sia più forte in salita, ma non sempre è stato così. Federica ha dimostrato di essere una atleta completa, difficile trovarle un punto debole. Le sue numerose vittorie lo dimostrano».

Chi è l’avversaria che temete di più?

VENTURELLI: «Oltre ad Eleonora che si è dimostrata l’atleta più forte d’Italia. Le ragazze che temo e che al contempo mi stimolano a fare meglio sono quelle che hanno già fatto esperienze all’estero. Parlo di Francesca Pellegrini, Gaia Segato, Michela de Grandis e Elisa Valtulini».

CIABOCCO: Non c’è una avversaria particolare, Federica è una fra le più forti ma ce ne sono anche altre e non mi sento di fare un nome. Perché le gare stanno dimostrando che il livello è alto e in tante possono dire la loro».

Chi è più brava nelle interviste e perché?

VENTURELLI: «Sicuramente non io. Sono abbastanza timida e non sono molto brava con le parole. Mi troverei sicuramente più a mio agio davanti a un problema di matematica rispetto a un’intervista (ride, ndr)».

CIABOCCO: «Non saprei, in generale però preferisco tenermi alla larga dalle interviste. Ho sempre paura di sbagliare!».

Chi fra voi due vincerà la prossima gara o farà meglio dell’altra?

VENTURELLI: «Senza dubbio Eleonora, su strada non c’è storia. E’ praticamente imbattibile. Spero però di far bene nella prossima cronometro».

CIABOCCO: «Sono scaramantica, perciò dico Federica! (ridono entrambe, ndr)».

Ciabocco, avvio buono e il tricolore che non pesa

05.04.2022
5 min
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L’ultima volta avevamo lasciato Eleonora Ciabocco pronta per la seconda annata da junior reduce da un 2021 ricco di soddisfazioni. All’inizio di stagione della 18enne marchigiana della Ciclismo Insieme-Team Di Federico – che corre con la maglia tricolore, vinta a Darfo Boario Terme lo scorso 4 luglio – è mancato solo il sigillo di un successo.

Finora quattro gare, tutte disputate da protagonista. Un terzo posto all’esordio il 6 marzo (a Gossolengo), un secondo la settimana successiva (a Ceriale) poi nona piazza al Piccolo Trofeo Binda il 20 marzo ed infine la trasferta in Belgio con la nazionale per la Gand-Wevelgem chiusa nel gruppo principale.

Il 2022 della Ciabocco deve ancora decollare, ma lei (in apertura nella foto Facebook/Ph Rosa), come abbiamo imparato a conoscerla, non si scompone più di tanto e, con il pragmatismo che la contraddistingue, sa che davanti a sé c’è tempo per fare e pensare a tutto.

Eleonora Ciabocco tiene bene in salita ed ha uno spunto veloce (foto Flaviano Ossola)
Eleonora Ciabocco tiene bene in salita ed ha uno spunto veloce (foto Flaviano Ossola)
Eleonora come è stato questo avvio di stagione?

Sono soddisfatta e felice di come sta andando. I risultati della prime due gare sono molto buoni, ma anche quello di Cittiglio vale tanto. Lì ho scollinato nelle quattro di testa, poi poco per volta sono rientrate tutte da dietro e nel finale eravamo molte. Ho cercato di tenere le prime posizioni perché l’arrivo non era troppo adatto a me. Ero messa molto bene fino all’ultima curva, ma l’ho presa un po’ indietro perdendo posizioni. Peccato per il nono posto, ma sono contenta della mia prestazione.

E la prova con la nazionale?

Era la prima volta che correvo con la maglia azzurra una gara che non fosse un europeo o mondiale. La Gand-Wevelgem è stata importante per fare ulteriore esperienza e fare squadra. Ci siamo confrontate non solo contro selezioni nazionali ma anche contro formazioni di club, specialmente quelle belghe, che corrono sempre con un spirito battagliero, diverso dalle nostre corse italiane. Ci siamo fatte un’idea di ciò che intendono per gara in Belgio. Noi lassù abbiamo corso sempre davanti per aiutare Francesca (Pellegrini della Valcar Travel&Service, tre vittorie finora, ndr) anche se poi non abbiamo fatto un gran piazzamento. Avevamo impostato la gara in un certo modo pensando che ci sarebbe stato più vento. Invece non c’è stata tanta selezione.

Anche voi junior avete notato qualche differenza col nuovo cittì Sangalli?

Sì. La prima cosa è che Paolo, per farci affiatare, preferisce portarci a fare queste gare piuttosto che in ritiro a Livigno d’estate. Infatti a maggio dovremmo andare in Francia per il Tour de Gévaudan Occitaine. Poi so che il cittì è molto attento a certe questioni, come prevedere una massaggiatrice per noi ragazze. Oppure fare riunioni sulla nutrizione, senza troppe esasperazioni. O ancora, ci chiede sempre feedback su ogni cosa.

Obiettivi particolari per questa stagione sia col club che con la nazionale?

In generale non mi sono prefissata nulla. Vedrò come andranno le corse. Ad esempio voglio fare bene a Monselice il 18 aprile e soprattutto il 25 aprile a Corridonia, a casa mia. Vorrei migliorare il secondo posto dell’anno scorso. Per il resto sono cresciuta in salita, dove già andavo piuttosto bene, senza perdere il mio spunto veloce. Forse ha inciso il fatto che Sangalli mi aveva detto di farmi trovare pronta alle gare di inizio anno. Io l’ho fatto, come del resto l’ho fatto per tutte le altre.

Nel 2023 sarai elite. Hai già avuto contatti con qualche formazione?

Sì e no (ride, ndr). So che qualche squadra si è fatta avanti, anche WorldTour, ma ancora nulla di serio.

Ti pesa correre con la maglia di campionessa italiana sulle spalle?

E’ una grande emozione prima di tutto. E poi una grande responsabilità. Però credo che sentirei la stessa pressione anche se non ce l’avessi nel momento in cui le tue avversarie ti considerano forte.

Eleonora Ciabocco ha vinto il tricolore sia da junior nel 2021 che da esordiente 2° anno nel 2018 (foto Flaviano Ossola)
Eleonora Ciabocco ha vinto il tricolore sia da junior nel 2021 che da esordiente 2° anno nel 2018 (foto Flaviano Ossola)
Ecco, a proposito. Noti che ti marcano di più?

Di sicuro ho più occhi addosso. Però per come vivo io le gare, non posso pensare che le rivali corrano solo su di me. Anzi, quando ero allieva ricordo che alla mia ruota avevo sempre una o due ragazze tutte le domeniche. A me verrebbe molto difficile correre in questa maniera però so che può succedere.

Le tre vittorie della Pellegrini sono state frutto di questa situazione?

No, direi di no perché Francesca ha vinto in modo netto le volate delle prime tre gare. Forse dopo questi tre successi sarà lei ad essere più marcata ed io potrei approfittarne avendo meno attenzioni.