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Barbieri, l’addio alla pista e il tentativo di Villa

12.11.2023
3 min
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“Barbieri, il passaggio alla DSM e l’addio (sofferto) alla pista”. Con questo titolo giovedì abbiamo raccontato la scelta di Rachele Barbieri, in procinto di passare al Team DSM-Firmenich, di lasciare la pista proprio nell’anno delle Olimpiadi.

«Penso di avere dato tanto alla pista – ci ha detto – è il mondo in cui ho raccolto i risultati più importanti. Ho mandato un messaggio a Villa per dirgli che ho scelto di puntare tutto sulla strada e non aver ricevuto neanche una risposta mi ha fatto rendere conto che ho fatto la scelta giusta».

L’abbraccio fra Barbieri e Villa agli europei del 2022, dopo la vittoria della madison
L’abbraccio fra Barbieri e Villa agli europei del 2022, dopo la vittoria della madison

La riunione di Glasgow

Come correttezza e curiosità impongono, abbiamo contattato il tecnico della pista azzurra, che dopo le Olimpiadi di Tokyo ha ricevuto l’incarico di seguire anche il settore femminile della pista. Non è un mistero che dopo i mondiali di Glasgow e alcune prestazioni non proprio esaltanti delle ragazze, Villa si fosse sfogato invitando le azzurre a frequentare con più assiduità la pista.

«Non siamo riusciti a trovare la quadra – spiega – mentre gli uomini ormai sanno gestirsi meglio. Niente di troppo grave, il WorldTour femminile c’è da soli tre anni e le ragazze sono giovani e devono trovare gli equilibri giusti. Per questo dopo i mondiali, Amadio ha fatto una riunione chiedendo loro chi volesse garantire il proprio impegno in pista. Rachele era già ripartita, per cui questa cosa le fu riportata».

Agli europei del 2022, oltre alle medaglie su pista, per Barbieri il bronzo nella prova su strada, dietro Wiebes e Balsamo
Agli europei del 2022, oltre alle medaglie su pista, per Barbieri il bronzo nella prova su strada, dietro Wiebes e Balsamo

La reazione di Villa

Amadio diede alle ragazze una scadenza entro la quale fornire la risposta richiesta, quella di Rachele è arrivata oltre quel tempo e nei toni a Villa è parsa molto netta in favore della strada.

«A me dispiace che abbia scelto in questo modo – prosegue Marco – perché so quanto ha dato alla pista. Nel 2022 agli europei vinse tutto, quest’anno non ha avuto una stagione troppo buona, ma sono cose che possono succedere. Mi dispiace pensi che sia tutto deciso, perché non è vero. Ascoltando i singoli, ognuno ha le argomentazioni più convincenti. Io però ho otto atlete e devo farne correre cinque, per cui devo avere una visione di insieme. Non le ho risposto subito perché prima ho voluto confrontarmi con Nicola Assuntore, responsabile delle Fiamme Oro, per capire se possa parlarci lui e se ci sia margine di ripensamento. Non voglio che tutto questo diventi un botta e risposta sui media. Ma risponderò certamente a Rachele». 

Frattanto la nazionale sta per iniziare il percorso di avvicinamento all’anno olimpico. Dal 15 al 19 novembre tutte le ragazze sono attese a Noto per il primo ritiro del nuovo anno. Pedaleranno prevalentemente su strada, ma il velodromo Pilone poco distante dall’hotel sarà comunque il loro punto di riferimento. A differenza dello scorso anno, le azzurre candidabili a un posto per Parigi 2024 saranno tutte presenti, come chiesto da Amadio in quella riunione a Glasgow.