226ERS rafforza la propria presenza nel contesto del movimento ciclistico professionistico internazionale siglando una nuova partnership con il Team Polti VisitMalta. Il brand spagnolo – ben presente sul mercato italiano – è difatti il nuovo fornitore ufficiale di energia e integrazione sportiva della squadra di Ivan Basso e Alberto Contador.
Nato “da e per gli appassionati di sport di resistenza”, 226ERS è un marchio che si è affermato negli anni come uno dei brand di riferimento nel settore della nutrizione sportiva ad alte prestazioni. Una crescita costruita su valori chiari: esperienza sul campo, passione autentica, ricerca scientifica e miglioramento continuo. Tutti elementi che trovano una naturale sintonia con una squadra ambiziosa e orientata alla performance come Polti VisitMalta.
226ERS è un brand spagnolo che produce prodotti dedicati all’integrazione sportivaDa quest’anno sarà partner del Team Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)226ERS è un brand spagnolo che produce prodotti dedicati all’integrazione sportivaDa quest’anno sarà partner del Team Polti VisitMalta (foto Maurizio Borserini)
Nutrizione ad alte prestazioni
L’accordo prevede la fornitura completa di gel energetici, barrette, bevande funzionali e integratori specifici, studiati per sostenere gli atleti durante sforzi prolungati e intensi, sia in gara che in allenamento. Un aspetto fondamentale in uno sport come il ciclismo, dove il dispendio energetico è estremo e la gestione dell’alimentazione può fare la differenza in gara.
I prodotti 226ERS si distinguono per l’utilizzo di ingredienti di altissima qualità, di origine naturale, con una particolare attenzione alla digeribilità. Un requisito indispensabile per i corridori impegnati in competizioni di lunga durata e in calendari particolarmente densi.
Con oltre 180 giorni di gara all’anno, e competizioni in più di dieci Paesi nel mondo, il Team Polti VisitMalta affronta una stagione intensa e altamente competitiva. Una sfida che richiede soluzioni nutrizionali affidabili, testate e costantemente ottimizzate.
La collaborazione con 226ERS nasce anche con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti grazie al confronto diretto con i corridori e lo staff tecnico. Un dialogo continuo che permetterà al brand spagnolo di affinare ulteriormente le proprie soluzioni, basandosi su feedback reali provenienti dal ciclismo professionistico.
La squadra professional di Basso e Contador ha già iniziato una lunga stagione con le corse in Spagna (foto Maurizio Borserini)La squadra professional di Basso e Contador ha già iniziato una lunga stagione con le corse in Spagna (foto Maurizio Borserini)
Collaborazione e sviluppo
«Per noi è un grande piacere avviare questa collaborazione – ha dichiarato Jesus Sanchez, CEO e fondatore di 226ERS – ed una formazione professional come Polti VisitMalta rappresenta perfettamente i valori in cui crediamo: lavoro duro, ambizione e competizione leale. Siamo convinti che questo percorso comune permetterà a entrambe le realtà di crescere e affrontare nuove sfide con maggiore solidità».
Sulla stessa linea Angel Sevillano, socio e CMO del brand: «Abbiamo lavorato a lungo per finalizzare questo accordo. Oltre a fornire l’intera gamma dei nostri prodotti, per noi è fondamentale collaborare con la squadra per svilupparne di nuovi. La fiducia reciproca è la base di questo progetto».
«I corridori hanno accolto con grande soddisfazione l’ingresso di 226ERS tra i nostri partner tecnici – ha commentato Fran Contador, direttore generale del team – qualità, varietà dei prodotti e forza del brand sono difatti fattori determinanti. Questa collaborazione apre la strada a numerose iniziative congiunte e rafforza ulteriormente il percorso di crescita del team guidato da Ivan Basso e Alberto Contador. Quella che abbiamo siglato è una partnership che unisce competenza, visione e performance. Con lo sguardo rivolto alle grandi sfide del ciclismo internazionale».
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Il mondo del ciclismo professionistico richiede un’attenzione maniacale ai dettagli. Ogni elemento, dalla meccanica della bicicletta alla salute dell’atleta, concorre al risultato finale. In questo contesto d’eccellenza, Sella Farmaceutici annuncia la collaborazione come Health Partner ufficiale del Team Polti VisitMalta.
Questa sinergia non rappresenta solo una semplice sponsorizzazione. Si tratta bensì di una visione strategica condivisa che mette al centro della partnership il benessere del ciclista. La storica azienda vicentina affiancherà così la squadra guidata da Ivan Basso e Alberto Contador per tutta la stagione agonistica, garantendo supporto scientifico e prodotti di alta qualità.
Ivan Basso e Antonio Salviato, Amministratore Delegato di Sella FarmaceuticiIvan Basso e Antonio Salviato, Amministratore Delegato di Sella Farmaceutici
Tradizione e innovazione
Il ciclismo moderno è uno sport di resistenza estrema, il recupero fisico e la prevenzione degli infortuni sono pilastri fondamentali per ogni corridore. Di conseguenza un health partner di alto livello è essenziale.
Sella Farmaceutici vanta una storia centenaria d’eccellenza nel panorama chimico-farmaceutico italiano. La capacità di innovare, pur restando fedele a rigidi standard qualitativi, rende Sella il partner ideale per una realtà dinamica come il team Polti VisitMalta.
La partnership prevede la fornitura di soluzioni specifiche per le esigenze del team. Dalle creme per la preparazione muscolare ai prodotti per il post-gara, dove ogni formulazione è studiata per ottimizzare le prestazioni. Gli atleti del team Polti VisitMalta potranno così contare su referenze farmaceutiche sicure, efficaci e dai protocolli testati, garantendo la massima serenità durante le competizioni più dure come il Giro d’Italia.
I ragazzi della Polti VisitMalta sulle strade di La Nucia durante l’ultimo ritiro in Spagna (foto Facebook)I ragazzi della Polti VisitMalta sulle strade di La Nucia durante l’ultimo ritiro in Spagna (foto Facebook)
Una visione comune per il futuro
Il Team Polti VisitMalta sta vivendo una fase di grande crescita internazionale e la presenza di un Health Partner solido come Sella Farmaceutici rafforza ulteriormente la struttura tecnica della squadra. Per l’azienda invece, questa collaborazione rappresenta una vetrina prestigiosa e un laboratorio a cielo aperto. I feedback diretti dai professionisti su strada permetteranno infatti di affinare costantemente i prodotti, portando l’eccellenza farmaceutica direttamente nelle borracce e nei massaggi degli atleti.
Grande la soddisfazione da parte di Antonio Salviato, amministratore delegato di Sella Farmaceutici: «Siamo orgogliosi di iniziare questa avventura al fianco del Team Polti VisitMalta. Siamo stati sulla stessa lunghezza d’onda fin da subito, grazie a valori comuni come passione, tradizione, ricerca e innovazione orientate al miglioramento delle performance e della salute.
«Nel Team Polti abbiamo trovato la stessa fame di risultati e la stessa autenticità che guidano ogni giorno il nostro lavoro, capace di rappresentare la nostra determinazione e volontà di attaccare il mercato con la stessa grinta di un corridore in bici».
«Il benessere dell’atleta è la base del successo sportivo», commentano i portavoce della squadra. «Avere al nostro fianco un’eccellenza come Sella Farmaceutici ci permette di affrontare le sfide del calendario UCI con una marcia in più».
Il nome di Sella Farmaceutici sarà anche sulla divisa 2026 del Team Polti VisitMaltaIl nome di Sella Farmaceutici sarà anche sulla divisa 2026 del Team Polti VisitMalta
Grandi ambizioni
La stagione ciclistica è lunga e sempre più logorante e i corridori affrontano condizioni climatiche avverse, sforzi prolungati e trasferte continue. In questo scenario, il supporto di un partner sanitario diventa tanto importante quanto strategico. La prevenzione delle infiammazioni muscolari e il mantenimento dell’integrità cutanea sono infatti aspetti cruciali che Sella Farmaceutici presidia con competenza e professionalità fin dal lontano 1920.
L’integrazione tra la ricerca scientifica di Sella Farmaceutici e l’esperienza sul campo dello staff medico del Team Polti VisitMalta, crea un ecosistema virtuoso che punta a definire nuovi standard di eccellenza nel supporto sanitario del ciclismo d’elite.
SANTA CRUZ (Isole Canarie, Spagna) – Ad un tratto il Muna, il museo naturalistico di Santa Cruz, si popola di giornalisti, fotografi, cameraman e autorità. Sotto un velo nero con su scritto Aurum, si cela chiaramente una bici. Arrivano Ivan Basso e Alberto Contador. Il Teide ci sorveglia sornione una trentina di chilometri più a sud, mentre un’immagine che fa da sfondo al palco riporta la scritta “El Origen”, l’origine.
E’ in quel momento che il mondo scopre la nuova Aurum Magma Tenerife, una bici speciale. Una bici che ha a che fare con la nascita del marchio stesso, con questa terra, con il Teide. C’è tanto dietro questo modello. Non è solo una colorazione diversa. E questo “tanto” bisogna coglierlo, venendo sin quaggiù, persi nell’Oceano Atlantico.
La nuova Aurum Magma Tenerife, presentata qualche giorno fa alle CanarieBasso e Contador, in compagnia del referente del turismo di Tenerife, Alfonso Lope, sollevano il velo sulla TenerifeLa nuova Aurum Magma Tenerife, presentata qualche giorno fa alle CanarieBasso e Contador, in compagnia del referente del turismo di Tenerife, Alfonso Lope, sollevano il velo sulla Tenerife
L’origine
La Magma Tenerife, un’edizione esclusiva, è nata dalla collaborazione tra Aurum Bikes e Turismo de Tenerife, attraverso il suo marchio Tenerife Despierta Emociones. Non a caso all’alzata dei veli era presente anche il vicepresidente e consigliere del turismo del Consiglio insulare di Tenerife, Lope Afonso. Con lui, chiaramente, anche Ivan Basso e la star Alberto Contador, titolari dell’azienda Aurum. Si capisce subito che è una bici che vuole rendere omaggio all’isola che ha ispirato lo spirito del marchio.
«Questa bici – dicono in coro Basso e Contador – è nata qua a Tenerife e più precisamente sul Teide. Nell’anno in cui abbiamo corso insieme alla Tinkoff abbiamo avuto modo di pensare, parlare, ideare. E’ sul Teide, durante i nostri ritiri, che pensavamo a una bici. A come questa dovesse essere, e questa Magma Tenerife è la risposta, il regalo, a questa isola, a questa terra che tanto ci ha dato».
«Una bici nata dalla sofferenza – aggiunge Contador – come poter soffrire di meno, o soffrire uguale ma andando più forte! Durante il mio periodo da ciclista professionista, ho trascorso molte settimane ad allenarmi sul Monte Teide alla ricerca della forma migliore. E’ stato proprio lì, anni dopo, che è nata l’idea di creare Aurum insieme a Ivan. Lassù hai tempo per pensare, per concentrarti. Sei solo con i compagni, la natura e la tua bici. Ecco perché tornare ora con questo progetto è come chiudere un cerchio. La Magma Tenerife rappresenta quell’origine: il luogo dove tutto ha avuto inizio e l’ispirazione che ci ha portato a creare la nostra bicicletta».
Da qui quello slogan “El Origen”. E questa è l’ultima perla della corona di Aurum.
La cura del dettaglio e dell’aerodinamica resta un must del marchio AurumMolto interessanti queste ruote Scope: leggere, rigide e stabiliLa componentistica è di Aurum: di nuovo grande pulizia di stile e tecnica (ogni cavo è integrato)La cura del dettaglio e dell’aerodinamica resta un must del marchio AurumMolto interessanti queste ruote Scope: leggere, rigide e stabiliLa componentistica è di Aurum: di nuovo grande pulizia di stile e tecnica (ogni cavo è integrato)
La bicicletta
Nel catalogo di Aurum Bikes si trova adesso anche la Magma Tenerife. La sostanza non cambia: parliamo di una bici di altissima gamma e qualità, la stessa che utilizzano i professionisti della Polti-VisitMalta.
La bici si può personalizzare nel setup. Quella che abbiamo ammirato a Santa Cruz era allestita con il gruppo Sram Red AXS, sella Prologo Scratch M5 Nack Hard Black, componentistica Aurum (a partire dal bellissimo manubrio Aurum Magma) e dalle nuovissime ruote Scope Artech 6.
Ruote che ha voluto, testato e ricercato lo stesso Contador: uno che sul peso è ancora un corridore (scalatore) a tutti gli effetti. Alberto, ci hanno detto fonti super attendibili, le ha provate di persona e quando ne ha sentito il peso e il rendimento quasi non ci credeva. Questo set(disponibile nella versione con profilo da 65, 45 e persino 20 millimetri) ferma l’ago della bilancia a 1.224 grammi nella versione con profilo più alto. Ha un canale interno da 23 millimetri, raggi profilati in fibra e una grande pulizia aerodinamica grazie alle “squame” sul profilo stesso. Trasformano la Magma in un fuso che penetra l’aria, un sibilo che dietro lascia poche turbolenze. Le Scope Artech 6 sono stampate in 3D. Le coperture con cui rendono meglio, sia in termini di scorrevolezza che di stabilità, sono quelle da 28 millimetri.
«Sono rimasto colpito dalla stabilità di queste ruote – ci ha detto Contador – anche se ti passa vicino un camion, la bici resta dritta, non sbanda».
Per il resto, come accennato, la forcella, il reggisella e il manubrio integrato della Magma sono “made in Aurum” e sono stati progettati con il solo intento di rendere la bici più veloce. La casa spagnola riporta dati a dir poco interessanti sul fronte aerodinamico: si parla di circa 7 watt guadagnati considerando forcella e telaio, che diventano 10 se nell’allestimento previsto c’è anche il manubrio integrato.
Ecco la vera perla della Magma: la riproduzione topografica con le isoipse del Teide e di TenerifeContador e Basso volevano omaggiare questa spendida isola con un modello (e un marchio) che in qualche modo è nato proprio quiEcco la vera perla della Magma: la riproduzione topografica con le isoipse del Teide e di TenerifeContador e Basso volevano omaggiare questa spendida isola con un modello (e un marchio) che in qualche modo è nato proprio qui
Il colore
E veniamo alla vera novità, al fulcro di questo modello: il colore. Le sfumature di blu del dipinto evocano il viaggio dalle profondità dell’Oceano Atlantico alle vette del Monte Teide. «Dal mare al cielo – come ha spiegato Contador – quando ci affacciavamo da lassù vedevamo tutte queste tonalità di blu».
A dire la verità era stata fatta anche una prova con l’altro colore dominante di Tenerife, quello dell’ocra della sua terra, che a tratti diventa nera e ad altri rossastra. Alla fine si è optato per queste gradazioni di blu. Tra l’altro, nota curiosa: in queste verniciature c’è un tocco d’Italia. Infatti questi colori sono creati dalla Lechler, un’azienda comasca.
Sempre restando sulla grafica della Magma Tenerife, c’è un elemento che colpisce più di altri, un dettaglio che si trova sul tubo orizzontale: le linee topografiche del Teide. Una vera chicca. Queste linee sono la rappresentazione del DNA della Aurum Magma Tenerife. Se il DNA di un essere umano è una “doppia elica”, quello della Magma Tenerife è costituito dalle linee topografiche del Teide.
SANTA CRUZ (Isole Canarie, Spagna) – Capita che in una tipica serata alle Canarie Alberto Contador riceva un premio dal Cabildo de Tenerife per quanto ha fatto nella sua carriera. Una carriera ricca di successi, molti dei quali costruiti proprio su questa isola in mezzo all’Oceano Atlantico… chiaramente sul Teide.
E’ come spesso succede, questi momenti sono ideali anche per fare delle riflessioni, seppur dribblando tifosi che chiedono un selfie o autorità che tirano Contador per la giacchetta. Quali riflessioni? Quelle sulla classifica UCI, per esempio.
Alberto Contador premiato a Tenerife per il legame con questa isola e il merito sportivoAlberto Contador premiato a Tenerife per il legame con questa isola e il merito sportivo
Ranking ingannevole?
Dando uno sguardo alla graduatoria dei primi 10-15 posti del ranking UCI individuale, questa sembra sbilanciata nettamente a favore degli uomini da corse a tappe e da Grandi Giri. Forse anche perché un paio di anni fa fu rivista l’assegnazione dei punti. Ricorderete, per esempio, che la Lotto non venne al Giro d’Italia e racimolò, con piccole gare di un giorno in Belgio, più punti di chi era alla corsa rosa.
In realtà, secondo Contador, la questione è ben diversa. «Guardiamola bene questa classifica – dice Contador mentre la osserva – per me non è così vero che nei primi 15 ci siano uomini da corsa a tappe. Togliamo Pogacar, che vince sia le classiche che i Grandi Giri, ma per me Pidcock non è uomo da Grandi Giri, anche se è salito sul podio della Vuelta. Lo stesso Remco. E poi ci sono anche Van der Poel e Pedersen… che non sono certo uomini di classifica».
In effetti la nostra supposizione nasceva proprio dalla presenza, in questa graduatoria, dei soli due “bestioni” puri da classiche: gente che vince parecchio, comeMathieu Van der Poel, e gente che vince un po’ meno ma è molto presente come Mads Pedersen. E’ logico dunque pensare che questa classifica sia appannaggio degli uomini da corse a tappe.
ATLETA
PUNTI
1 – Tadej Pogacar
11.680
2 – Jonas Vingegaard
5.944,14
3 – Isaac Del Toro
5.664
4 – Mads Pedersen
5.074,45
5 – Joao Almeida
4.331,07
6 – Remco Evenepoel
4.118
7 – Thomas Pidcock
3.904,38
8 – Mathieu Van der Poel
3.838
9 – Oscar Onley
2.910
10 – Wout Van Aert
2.908
11 – Arnaud De Lie
2.781
12 – Giulio Ciccone
2.752,88
13 – Ben Healy
2.742
14 – Juan Ayuso
2.602,5
15 – Florian Lipowitz
2.552
La classifica UCI individuale al 25/11/2025 (fonte UCI)
Il “caso” Almeida
«Per me – continua Contador – un vero uomo da corse a tappe è Joao Almeida, magari anche Vingegaard. Joao fa praticamente solo gare a tappe: quelle di una settimana e i Grandi Giri. Con lui andrebbe fatto il paragone. Joao però certe corse le vince. Se ben ricordo ha vinto il Tour de Suisse e raccoglie molti punti. E infatti si trova tra Pedersen e Van der Poel in classifica».
Tolto Pogacar, che è un’eccezione e ha praticamente il doppio dei punti del secondo, cioè Vingegaard, il discorso del madrileno torna.
Van der Poel tutto sommato ha corso poco: in totale ha messo insieme appena 41 giorni di gara (15 dei quali al Tour de France), però ha vinto molto, specie nella prima parte di stagione, quando tra le altre cose ha conquistato la Milano-Sanremo, la Roubaix e poi tappa e maglia gialla al Tour, racimolando punti pesanti.
Pedersen, dal canto suo, ha vinto un po’ meno, ma è stato super presente: 74 giorni di gara, due Grandi Giri. Solo nella corsa rosa Mads, fra tappe e maglia ciclamino, si è portato via oltre 1.000 punti. E qui nasce un’altra questione: Pedersen non è uomo da classifica, ma i suoi punti li ha fatti nei Grandi Giri. La situazione, insomma, è ben più intricata.
«Ma potrei dire anche di Del Toro – riprende Contador – Isaac è vero che è salito sul podio del Giro, ma nemmeno lui possiamo considerarlo un corridore esclusivamente da Grandi Giri. Quante classiche italiane ha vinto solo nel finale di stagione? E quanti punti vi ha raccolto? Sono dure, vero… ma sono sempre corse di un giorno.
«Bisogna fare un’altra considerazione: se uno sta molto bene, è capace in un mese di portare a casa tantissimi punti pur non essendo uomo da Grandi Giri. Se poi quel mese coincide con grandi classiche Monumento, che pagano tantissimo, ecco che si ritrova in alto in classifica».
Valverde “alla Pogacar”: primeggiava nella classifica UCI grazie al suo rendimento di altissimo livello sia nei Grandi Giri che nelle classicheValverde “alla Pogacar”: primeggiava nella classifica UCI grazie al suo rendimento di altissimo livello sia nei Grandi Giri che nelle classiche
Prima di Pogacar…
«Due classiche importanti pagano quasi come un buon piazzamento in un Grande Giro e certamente più di una corsa a tappe di una settimana. Quindi per me il vero uomo da corse a tappe in classifica è Almeida».
Gli facciamo notare che una volta a vincere era Alejandro Valverde. «Ma Alejandro – ribatte Contador – vinceva le classiche e si piazzava bene nei Grandi Giri. Io ho vinto questa classifica, se ben ricordo, solo nel 2009, ma vinsi praticamente tutto il Tour de France compreso. Nel 2008 invece, quando conquistai sia il Giro che la Vuelta, non ci riuscii», come a ribadire ancora una volta che non è così vero che davanti ci siano solo specialisti dei Grandi Giri.
Alberto continua a sbirciare la classifica e i nomi. Sottovoce nomina Onley, Ciccone… e continua a ripetere che secondo lui non sono uomini solo da Grandi Giri. Poi sale sul palco e va a prendersi l’applauso di Tenerife.
Nella sua storia di corridore, Rafal Majka ha corso per tanti capitani, ma tre sopra tutti. Contador, Sagan e Pogacar. Nulla in comune, ride il polacco che a fine anno lascerà il ciclismo, se non la determinazione nel vincere. Per loro a un certo punto ha messo via la voglia d’essere leader ed il suo è diventato il viaggio del più forte gregario del gruppo. Quello che dà la svolta alla corsa e costringe i rivali al fuorigiri. Quello cuiun giorno Pogacar ha detto di calare un po’, che bastava anche meno. Tre sono state anche le squadre in cui Majka ha corso a partire dal 2011. La Saxo Bank di Bjarne Riis. La Bora Hansgrohe di Ralf Denk. Il UAE Team Emirates di Mauro Gianetti.
Da oggi, Majka è impegnato nello Skoda Tour de Luxembourg, dopo aver scortato Isaac Del Toro alla raffica di vittorie in Toscana, da Larciano a Peccioli, passando per il Giro della Toscana dedicato ad Alfredo Martini. Lo raggiungiamo prima di cena alla vigilia della corsa, con la curiosità di sapere perché ritirarsi, avendo dimostrato anche quest’anno un livello da assoluto numero uno.
Da oggi Majka è in gara al Tour of Luxembourg, dopo aver aiutato Del Toro in Toscana. Qui a PeccioliDa oggi Majka è in gara al Tour of Luxembourg, dopo aver aiutato Del Toro in Toscana. Qui a Peccioli
Rafal, come mai?
Ho fatto una bella stagione (sorride, ndr). Anche in Polonia, Austria e le corse successive, sono sempre stato davanti. Però, ti dico la verità, avevo già deciso a gennaio e l’ho comunicato alla squadra. Avevo anche la proposta per l’anno prossimo, perché il grande Mauro (Gianetti, ndr) mi ha detto che il mio posto c’è sempre. La motivazione per andare in bici e allenarmi c’è, però la decisione è arrivata dalla famiglia, dalla voglia stare con i bimbi. Sono 24 anni che sono fuori e non è facile.
Siete stati a lungo separati?
In realtà no. A parte i primi tre anni che ho passato in Italia, poi sono stato in Polonia. Però sempre girando il mondo, più di otto mesi all’anno fuori casa. La routine normale di un corridore. Non sono ancora stanco, però voglio passare un po’ tempo con i bimbi. Vanno a scuola, hanno cinque e nove anni, il tempo passa veloce.
Ti stai abituando all’idea che sono le ultime corse?
Sto veramente bene. Dopo il Giro, abbiamo vinto ancora con Del Toro. Ho fatto il podio al Giro dell’Austria. In Polonia tutti sapevano che avrei smesso e ogni giorno è stato una festa. Poi abbiamo vinto in Toscana e Isaac volava. Adesso sono in Lussemburgo, con una squadra veramente forte. Sono contento di smettere con una squadra che è ancora prima al mondo e che vince tutto.
Montegrappa, Giro d’Italia 2024: Majka sfinisce gli avversari, Pogacar sta per partireQuesto invece è il Tour de France del 2015 assieme a Contador: i due hanno corso insieme per 5 anniMontegrappa, Giro d’Italia 2024: Majka sfinisce gli avversari, Pogacar sta per partireQuesto invece è il Tour de France del 2015 assieme a Contador: i due hanno corso insieme per 5 anni
La UAE Emirates è solo la terza squadra di una carriera molto lunga: come mai hai cambiato così poco?
Sono stato per sei anni alla Saxo Bank che poi è diventata Tinkoff perché stavo bene e avevo sempre la fiducia. Dopo quattro anni sono diventato capitano e potevo anche aiutare Contador. Con la Bora ero un po’ più stressato, perché ero il solo capitano per le corse a tappe e dopo quattro anni ho sentito il bisogno di cambiare. Alla fine è arrivata una squadra, la Uae Emirates, in cui sapevo che c’erano un giovane di nome Pogacar. Pensavo fosse un buon corridore che avrebbe vinto una o due corse, invece mi sono ritrovato a correre con uno che vince tutto e che diventerà una leggenda. Per me è un divertimento correre con il migliore del mondo e migliore della storia. E’ veramente come una famiglia e so che mi mancherà. Perché Gianetti mi ha dato fiducia e come lui anche Matxin. Sono stati davvero cinque anni speciali.
Tre squadre e tre grandi capitani. C’è qualcosa in comune fra Contador, Sagan e Pogacar?
Tutti e tre sono forti con la testa. Impressionante la loro capacità di puntare un obiettivo. Tecnicamente Sagan è diverso dagli altri due, ma quando stava bene, poteva vincere tutto. Tre mondiali di seguito non sono una cosa normale. Anche Alberto è stato un grande campione capace di dichiarare che avrebbe vinto il Giro, il Tour o la Vuelta e poi di vincerli davvero. E poi c’è Tadej, che non dice niente, ma vince tutto. Pogacar parla meno, ma vince tanto.
Era il Giro del 2020, nel giorno di riposo nella cantina di Robert Spinazzè, quando ci dicesti che l’anno dopo saresti andato alla UAE per fare il gregario. Che cosa ti fece scegliere questa strada?
Sapevo che stavano arrivando dei giovani fortissimi. Io avevo ormai trent’anni e capii che sarebbe stato meglio diventare un buon gregario che vincere solo una o due corse all’anno. Perciò decisi di firmare per una squadra come la UAE, pur non sapendo quanto sarebbe diventato forte Pogacar.
Rafal Majka, classe 1989, è passato professionista nel 2011. Ha vinto 3 tappe al Tour (2 volte la maglia a pois), 2 tappe alla Vuelta, il Giro di PoloniaRafal Majka, classe 1989, è passato professionista nel 2011. Ha vinto 3 tappe al Tour (2 volte la maglia a pois), 2 tappe alla Vuelta, il Giro di Polonia
E’ paragonabile lo stress del leader con quello del gregario?
C’è stress ugualmente, perché per aiutare uno così, devi essere pronto nel momento in cui serve. Però diciamo che lo sopporti meglio, se il capitano può davvero vincere tutto. E’ uno stress diverso, mi viene meglio ed è più facile correre così. Per quello avrei ancora la motivazione di continuare, perché non sono ancora un atleta sfruttato.
Al Giro di quest’anno il meccanismo UAE si è inceppato e Del Toro ha perso la maglia rosa. Che cosa è successo secondo te?
Tutti pensano che possano essere state le gambe o la testa. Io penso a un corridore di 21 anni che ha indosso la maglia rosa fino al penultimo giorno. Ho grande rispetto per Del Toro, come è chiaro che possa essergli mancata un po’ di esperienza. Però è un ragazzo forte, andrà fortissimo ai mondiali e sono certo che nei prossimi anni vincerà anche un Grande Giro.
E a proposito di giovani: che consiglio di senti di dare ad Ayuso che lascerà la squadra?
Di andare forte, andare forte e basta. Allenarsi al 100 per cento e andare forte. Perché anche Ayuso ha un talento che può sfruttare veramente bene, ovunque andrà a correre.
Sestriere, Del Toro ha appena perso la maglia rosa: Majka lo abbraccia, non si può sempre vincereSestriere, Del Toro ha appena perso la maglia rosa: Majka lo abbraccia, non si può sempre vincere
Tutto questo ti mancherà?
Mi mancherà tutto. Se fai la stessa cosa da quando sei giovane, è inevitabile che ti manchi quando la interrompi. Però alla fine voglio anche godermi la bici in tranquillità. Non guardare i watt e guardare invece la natura, fare chilometri con uno spirito diverso.
E’ fuori luogo aspettarsi un Majka direttore sportivo?
Volete proprio saperlo? Vi rispondo fra quattro mesi (ride, ndr), perché adesso voglio recuperare bene dopo la stagione. Lasciare tutto per quattro mesi e dopo sicuramente parleremo del futuro in questo sport, perché non voglio abbandonare del tutto un mondo che mi piace così tanto.
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Alla fine si è deciso di non farla. Il Giro d’Italia avrebbe dovuto scalare un Mortirolo inedito, quello che in Valtellina e fra gli organizzatori è stato ribattezzato come la “Recta Contador”. Era tutto pronto. Le autorità hanno lavorato nei tempi prestabiliti, sistemando il fondo stradale. Quando abbiamo parlato alla vigilia del Giro, Garzelli lo aveva appena provato, stupito per la sede stradale molto stretta, che avrebbe previsto il divieto al pubblico. Invece c’è stato appena il tempo di rientrare in Italia e Mauro Vegni ha deciso di non correre rischi. Nessuna squadra conosce quel tratto e il Giro d’Italia scalerà il Mortirolo senza deviazioni.
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Un altro Mortirolo
Lo racconta Gigi Negri, riferimento del ciclismo in Valtellina, che ha aspettato il Giro nei giorni pugliesi ed ha avuto modo di confrontarsi sul tema con il patron della corsa. Nella sua voce c’è un po’ di rammarico, ma anche la soddisfazione perché nella prossima estate i cicloturisti potranno scalare il Mortirolo da un versante inedito. Soprattutto nei giorni di Enjoy Stelvio Valtellina in cui a rotazione i grandi passi di lassù saranno riservati alle bici. E questo stimola la curiosità e la competizione che anima i conquistatori delle grandi salite.
«Ho parlato con Mauro – spiega – e la conferma è che per quest’anno non si fa la Recta Contador. Bisogna dirlo chiaramente. I lavori sono stati ultimati a fine aprile, perché lì in alto c’era la neve. Il fatto che le squadre non abbiano potuto provare una salita molto impegnativa che cambierebbe la storia della tappa lo ha spinto a decidere per il no. Ha pensato che se poi ci fosse un problema, verrebbe fuori un putiferio. Avrebbe dovuto fare una riunione, oltre che con le squadre, anche con l’UCI e alla fine ha preferito non rischiare. In ogni caso, in quel tornante a destra, metteremo una gigantografia di Contador con tanto di indicazione per la variante».
Al bivio del Mortirolo, una gigantografia indicherà la Recta ContadorAl bivio del Mortirolo, una gigantografia indicherà la Recta Contador
Lo sbaglio di Alberto
Il Giro volterà a destra, Contador andò dritto. La storia è ghiotta da conoscere ed è proprio Negri a ricordarla. Il suo racconto ci aveva incuriosito già qualche tempo fa, ma lo avevamo tenuto in caldo aspettando il Giro.
«Era l’anno 2014 – racconta – e facevamo il Contador Day. Si scalavano Gavia e Mortirolo, che l’anno prima si era affrontato da Mazzo. Quell’anno, per dargli la giusta visibilità, si era deciso di salire dal lato della Valcamonica, quindi da Monno. Io sono un valtellinese convinto che i nostri passi uniscono e non dividono, per cui ogni anno si cercava di fare un versante diverso. Nel 2014 partimmo da Aprica e Alberto si mise in movimento con il gruppo alle spalle. Si scendeva verso Edolo, fino al bivio per Monno. Cominciò la salita. Solo che a un certo punto, appena usciti dall’abitato di Monno, dove c’è il mega tornante, lui cosa fa? Mette giù la testa e parte, ma non fa il tornante e va dritto in una stradina stretta».
Alberto Contador nel 2014 tracciò la linea della Recta Contador: quell’anno vinse la VueltaAlberto Contador nel 2014 tracciò la linea della Recta Contador: quell’anno vinse la Vuelta
La Recta Contador
Negri è alle spalle nell’auto con Angelo Zomegnan, che in quegli anni era il direttore del Giro d’Italia, dopo essere stato il vicedirettore della Gazzetta dello Sport. I due si accorgono dello sbaglio di percorso, ma non c’è modo di fermare lo spagnolo.
«Chiaramente in quel periodo Contador era ancora professionista – prosegue Negri – e faceva quel giro anche per allenamento. Quindi non fece il tornante e si infilò in questa strada che tagliava dritta. Saliva a testa bassa sull’asfalto che non era perfetto. E così, non potendo fare altro, decidemmo di andare in cima, salendo dal versante… ufficiale. Lo trovammo in cima al Mortirolo. Si era fermato al rifugio per cambiarsi e io gli dissi: “Ma Alberto, hai sbagliato!”. Invece lui era molto soddisfatto e disse: “Nessuno sbaglio, d’ora in poi questa sarà la Recta Contador”. Era soddisfatto di aver fatto una cosa inedita. E da lì quel tratto ha preso il suo nome».
La Recta Contador misura 2,9 chilometri, con la parte più dura nella prima metàLa 17ª tappa porta da San Michele All’adige a BormioLa Recta Contador misura 2,9 chilometri, con la parte più dura nella prima metàLa 17ª tappa porta da San Michele All’adige a Bormio
Una sfida per l’estate
La Recta Contador probabilmente verrà inquadrata dalle telecamere nella 17ª tappa che il 28 maggio porterà il gruppo da San Michele all’Adige a Bormio. E in attesa che un domani anche i professionisti ne accettino la sfida, rimarrà terreno di conquista per i cicloturisti che dall’estate inizieranno a sfidare i giganti della Valtellina.
«E io – sottolinea Luigi Negri – devo ringraziare il sindaco di Monno e tutte le Istituzioni perché hanno speso veramente tanti soldi per metterla a posto. Sicuramente è un percorso nuovo per raggiungere il Mortirolo. Sono 2,9 chilometri che arricchiscono la nostra offerta turistica. Poi abbiamo saputo che Contador non sarebbe potuto venire per altri impegni con Eurosport, per cui ce ne siamo fatti una ragione. Soprattutto perché non sarebbe giusto giocare con la sicurezza dei corridori».
Il ragionamento è giustissimo. Gli stringiamo la mano chiedendoci come facessero negli anni in cui non esisteva VeloViewer e la pratica delle ricognizioni sui percorsi era sconosciuta o poco frequentata. E quando ai direttori sportivi, quelli più bravi, bastava una buona altimetria per guidare i corridori. Ma i tempi cambiano, giusto così. La Recta Contador noi l’abbiamo fatta casualmente in auto una volta che scalando il Mortirolo ci rendemmo conto che così avremmo guadagnato qualche chilometro. Ma in bicicletta state attenti: la pendenza è davvero degna del miglior Alberto Contador.
Innovazione, qualità, ambizione e passione sono i principi che guidano NAMEDSPORT> e il Team Polti-VisitMalta, due realtà che condividono una visione comune: superare i propri limiti e raggiungere l’eccellenza. E’ da questa sinergia che nasce la nuova partnership per la stagione 2025, con NAMEDSPORT> in qualità di Official Nutrition Partner della squadra.
Il Team Polti-VisitMalta è una realtà nata dall’intuizione di Ivan Basso e dei fratelli “Fran” e Alberto Contador. Fondato con l’obiettivo di promuovere le nuove generazioni di atleti, il team si distingue per un progetto ambizioso che mira a valorizzare e sviluppare il talento, utilizzando un approccio innovativo e un costante impegno nella ricerca dell’eccellenza. In questo contesto, la partnership con NAMEDSPORT> risulta essere una scelta naturale. Il brand di nutrizione sportiva italiana, fortemente presente nel settore da oltre dieci anni, ha sempre coniugato la passione per lo sport con l’expertise della medicina naturale, offrendo una gamma di integratori studiati per supportare ogni fase della performance sportiva.
Grazie a questa collaborazione, gli atleti del Team Polti-VisitMalta potranno contare su un supporto nutrizionale di altissimo livello, che garantirà loro di affrontare le sfide della stagione con maggiore energia, resistenza e benessere.
NAMEDSPORT> affiancherà il Team Polti-VisitMalta per la stagione 2025L’azienda fornirà i prodotti per la nutrizione in corsaNAMEDSPORT> affiancherà il Team Polti-VisitMalta per la stagione 2025L’azienda fornirà i prodotti per la nutrizione in corsa
I valori sono condivisi
«Accogliere un partner come NAMEDSPORT> nel nostro reparto performance e nutrizione – ha dichiarato Ivan Basso, team principal della squadra – è motivo di grande orgoglio. Questa collaborazione ci permette di offrire ai nostri atleti un supporto sempre più puntuale e dettagliato, focalizzandoci sulla loro prestazione e benessere. NAMEDSPORT> è un marchio con una grande esperienza, lavora ai più alti livelli del ciclismo e per la nostra squadra rappresenta un’opportunità di accedere a prodotti all’avanguardia».
«Questa collaborazione – ha replicato Alessio Romitelli, il CEO di NAMEDSPORT> e Named Group – si inserisce nel nostro percorso consolidato nel mondo del ciclismo professionistico. Con il Team Polti-VisitMalta condividiamo valori e obiettivi comuni, come la qualità del Made in Italy, la determinazione nel raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e la costante ricerca di miglioramento. Siamo convinti che la fiducia reciproca e il lavoro di squadra siano la chiave del successo. Insieme, pedaliamo verso nuovi orizzonti, offrendo il meglio agli atleti e agli appassionati di ciclismo, con un forte impegno nella crescita del talento e nell’innovazione».
Alessio Romitelli, CEO Namedsport> e Named GroupAlessio Romitelli, CEO Namedsport> e Named Group
La partnership tra NAMEDSPORT> e il Team Polti-VisitMalta rappresenta così un incontro di visioni, con un impegno concreto verso il miglioramento continuo delle performance sportive e la valorizzazione delle nuove generazioni di ciclisti. Il futuro del ciclismo passa anche attraverso collaborazioni di questo tipo, che uniscono competenza, passione e innovazione per raggiungere risultati sempre più straordinari.
Lo scorso mese di ottobre, esattamente il giorno dopo la quarta vittoria consecutiva al Lombardia da parte di Pogacar, abbiamo avuto l’opportunità di essere ospiti di Lechler, azienda comasca leader nella produzione di prodotti vernicianti. Motivo dell’invito l’ufficializzazione dell’accordo che avrebbe visto Lechler “colorare” anche per il biennio 2025-2026 le biciclette dell’attuale Team Polti-VisitMalta. L’accordo prevedeva anche che il marchio Lechler fosse presente sulle bici Aurum del team, una novità assoluta nel mondo del ciclismo professionistico (foto apertura Maurizio Borserini).
Lechler ha siglato un accordo biennale con il team di Basso e Contador (foto Maurizio Borserini)Lechler ha siglato un accordo biennale con il team di Basso e Contador (foto Maurizio Borserini)
Colorazione speciale
In occasione del debutto stagionale del Team Polti VisitMalta, avvenuto lo scorso 24 gennaio in Spagna alla Camp de Morvedre, la formazione voluta da Ivan Basso e Alberto Contador ha gareggiato in sella al modello Magma, il top di gamma di Aurum, che presentava una colorazione speciale. Un mix di estetica e performance frutto del “Progetto Colore” di Lechler.
Alessandra Damaschino, Marketing Communication Manager di Lechler, ha spiegato con queste parole in cosa consista il “Progetto Colore” dell’azienda comasca: «Progettare un colore è diverso da scegliere un colore che già esiste: è un processo di creazione che deve tenere conto del contesto, della storia, della forma dell’oggetto e delle emozioni che esso deve evocare. Lo scorso anno abbiamo accompagnato il team nella colorazione delle biciclette per il Giro d’Italia e per Il Lombardia. Quest’anno coloreremo le biciclette con cui i corridori affronteranno l’intera stagione e sono previste anche delle “special edition”…».
Questa è la Aurum Magma con la quale correranno i corridori della Polti-VisitMalta nel 2025 (foto Maurizio Borserini)Questa è la Aurum Magma con la quale correranno i corridori della Polti-VisitMalta nel 2025 (foto Maurizio Borserini)
Scopriamo la Magma
La nuova colorazione della Magma per la stagione 2025 del Team Polti-VisitMalta ci offre lo spunto per ricordare alcuni dei suoi punti di forza. Frutto delle idee e dei test dei due fondatori, Ivan Basso e Alberto Contador, presenta un telaio realizzato utilizzando un laminato in carbonio specifico per Aurum con un processo di costruzione chiamato ECT (Experience Carbon Technology, ndr). Il telaio e la forcella della Magma utilizzano il livello ECT-10, il più performante. Da ricordare poi il manubrio integrato e il movimento centrale T47. Tubi e forcella sempre più profondi, triangolo posteriore perfezionato e completa integrazione dei cavi.
Di prestigio anche i partner tecnici presenti sulla bici ufficiale del Team Polti VisitMalta in questa nuova stagione: SRAM per il gruppo, Enve per le ruote, Vittoria per le coperture, Prologo per le selle, Elite per il porta borraccia e Look per i pedali.
Grande novità di quest’anno è la presenza sulla bici del logo Svitol, fornitore dei prodotti per la manutenzione e pulizia delle biciclette.
La nuova livrea per la stagione 2025 ha fatto il suo esordio nelle prime gare in Spagna La nuova livrea per la stagione 2025 ha fatto il suo esordio nelle prime gare in Spagna
Chiude Fran Contador
Lasciamo a Fran Contador, nella doppia veste di CEO di Aurum e general manager del Team Polti VisitMalta, la chiusura: «Ci auguriamo bei successi in questa quinta stagione del nostro team e delle nostre biciclette tra i professionisti. Ormai tutti conoscete questa generazione di Magma, ancora più bella e confortevole della precedente. Non vediamo l’ora di vederla continuativamente all’opera in gara, forte anche del fantastico lavoro di Lechler!».
ROMA – L’Auditorium Parco della Musica ha accolto la presentazione del Giro d’Italia 2025. Lo scenario è da grande evento e se non fosse per la data decisamente avanzata, da italiani potremmo dire che per questa volta non abbiamo nulla da invidiare ai cugini francesi. Proprio sul ritardo nella presentazione e nella firma del contratto, un sorriso viene strappato dal premier albanese Edi Rama, che ha ironizzato sulla trattativa con Urbano Cairo.
«Consiglio alla Groenlandia – ha sorriso – di ingaggiarlo per la trattativa con Trump».
«Sono 15 anni che partiamo dall’estero – ha replicato Cairo – e indovinate un po’ chi è quello che ha pagato meno!».
«Questo è vero – ha chiuso Rama – ma alla fine chi ci ha guadagnato?».
La serata è ricca di storie e personaggi. Elisa Longo Borghini, la vincitrice uscente, ha tenuto a battesimo il Giro d’Italia Women, accanto alla direttrice Giusy Virelli e a Marta Bastianelli, che si muove col piglio dell’ex campionessa e del tecnico federale in pectore. Poi quando si comincia a parlare del Giro d’Italia degli uomini, salgono sul palco Mauro Vegni assieme a Vincenzo Nibali e Alberto Contador. E’ il giorno del 55° compleanno di Marco Pantani: su quel palco ci sarebbe stato benissimo anche lui. Nell’annunciarlo, Barbara Pedrotti strappa l’applauso più bello: «Speriamo che questi auguri e questo applauso giungano dove devono arrivare».
La planimetria generale del Giro d’Italia 2025. Dall’Albania in Puglia e poi si inizia la risalitaLa planimetria generale del Giro d’Italia 2025. Dall’Albania in Puglia e poi si inizia la risalita
Dopo l’Albania, in Puglia
Il Giro d’Italia 2025 parte dall’Albania, con tre tappe impegnative, compresa una cronometro lungo le strade di Tirana. La prima è impegnativa con arrivo nella Capitale e finale con due salite ravvicinate anche con pendenze in doppia cifra. La prova contro il tempo sarà seguita dalla frazione di Valona con le salite di Qafa e Llogarase, primo punto sopra quota 1.000 metri.
Dopo il primo giorno di riposo, si riparte con tre tappe veloci, ma non necessariamente destinate all’arrivo di gruppo compatto. Dopo la Puglia e la Campania, con l’arrivo di Napoli che sta diventando uno stupendo appuntamento fisso, si risale la penisola l’Italia con il primo arrivo in salita a Tagliacozzo. In realtà il traguardo è posto 3,5 chilometri più in alto, a Marsia: località turistica dismessa, ma salita di tutto rispetto. Poi l’arrivo a Castelraimondo, quindi la Gubbio-Siena, tappa Bartali del Giro 2025, con cinque settori di strade bianche (per circa 30 chilometri) prima dell’arrivo in Piazza del Campo.
Foto di partenza con le autorità: spicca per statura e spirito il premier albanese Edi RamaFoto di partenza con le autorità: spicca per statura e spirito il premier albanese Edi Rama
Le 21 tappe del Giro 2025
Il Giro d’Italia 2025 parte dall’Albania e si conclude a Roma. Come sempre quando si parte dall’estero, i giorni di riposo sono tre. Due prove a cronometro individuale per un totale di 42,3 km. Sei tappe per velocisti, otto di media montagna e cinque di alta montagna. Saranno circa 38 i km di sterrato: 30 di strade bianche nel finale della tappa di Siena e 8 sul Colle delle Finestre (Cima Coppi del Giro con i suoi 2.178 metri). La Montagna Pantani sarà il Passo del Mortirolo, mentre la Tappa Bartali sarà la Gubbio-Siena, con arrivo in Piazza del Campo.
data
tappa
partenza-arrivo
km
dislivello
9/5
1ª tappa
Durazzo-Tirana
164
1.800
10/5
2ª tappa
Tirana-Tirana (crono individuale Tudor)
13,7
150
11/5
3ª tappa
Valona-Valona
160
2.800
12/5
1° riposo
13/5
4ª tappa
Alberobello (Pietramadre)-Lecce
187
800
14/5
5ª tappa
Ceglie Messapica-Matera
144
1.550
15/5
6ª tappa
Potenza-Napoli
226
2.600
16/5
7ª tappa
Castel di Sangro-Tagliacozzo
168
3.500
17/5
8ª tappa
Giulianova-Castelraimondo
197
3.800
18/5
9ª tappa
Gubbio-Siena
181
2.500
19/5
2° riposo
20/5
10ª tappa
Lucca-Pisa (crono individuale Tudor)
28,6
150
21/5
11ª tappa
Viareggio-Castelnovo ne’ Monti
185
3.850
22/5
12ª tappa
Modena-Viadana (Oglio-Po)
172
1.850
23/5
13ª tappa
Rovigo-Vicenza
180
1.600
24/5
14ª tappa
Treviso-Nova Gorica/Gorizia
186
1.100
25/5
15ª tappa
Fiume Veneto-Asiago
214
3.900
26/5
3ª riposo
27/5
16ª tappa
Piazzola sul Brenta-San Valentino (Brentonico)
199
4.900
28/5
17ª tappa
San Michele all’Adige-Bormio
154
3.800
29/5
18ª tappa
Morbegno-Cesano Maderno
144
1.800
30/5
19ª tappa
Biella-Champoluc
166
4.950
31/5
20ª tappa
Verres-Sestriere (Vialattea)
203
4.400
1/6
21ª tappa
Roma-Roma
141
600
tot. 3.413,3
tot. 52.500
Finale da brividi
Dopo il secondo riposo, il Giro 2025 riparte dalla Toscana con la cronometro da Lucca a Pisa. Il giorno successivo è estremamente interessante, con il ritorno al Giro dopo 25 anni di San Pellegrino in Alpe: salita che ha scritto pagine importanti nelle edizioni degli anni 90. Seguono Viadana con arrivo in volata, Vicenza sullo strappo di Monte Berico e Nova Gorica/Gorizia con il circuito transfrontaliero. La settimana si conclude ad Asiago con una tappa molto impegnativa da 3.900 metri di dislivello.
Il tappone trentino, l’indomani del terzo riposo, ha cinque salite dure una dietro l’altra con arrivo a San Valentino sul Monte Baldo che domina il Lago di Garda. Gli arrivi di Bormio – con il Passo del Mortirolo (Montagna Pantani) – e Cesano Maderno precedono le due tappe più terrificanti del Giro. La prima da Biella a Champoluc: breve ma dislivello di 4.950 metri. La seconda da Verrès a Sestrière, è lunga e ripropone l’accoppiata finale Colle delle Finestre e Sestriere, che nel 2005 lanciò la stella effimera ma splendente di Rujano.
Totale di 3.413 i km per 52.500 metri di dislivello: tutte le salite del Giro 2025Totale di 3.413 i km per 52.500 metri di dislivello: tutte le salite del Giro 2025
L’occhio di Contador
Alberto Contador segue tutto con grande attenzione e parla in quel misto di italiano e spagnolo che ha messo a punto in tanti anni di sfide sulle nostre strade. «Il Giro d’Italia per me è un ricordo speciale – dice – a partire da quando nel 2008 arrivai per la prima volta e all’ultimo momento. Mi sentii benvoluto come se fossi a casa mia. Per questo fra i Grandi Giri, mi sento di dire che il vostro è quello più speciale».
Poi Alberto sofferma la sua attenzione sulla cronometro di Pisa, che individua come la svolta da cui capire come impostare la corsa che resta. «E’ il momento in cui i corridori di classifica – dice – capiscono quello che hanno da recuperare o il vantaggio che hanno. E poi restano le montagne, in cui si può riprendere tanto terreno. Guardo le altimetrie e ricordo il Colle delle Finestre, quando Aru e Landa mi attaccarono nel 2015 e io mi staccai. Ma avevo ancora 4 minuti di vantaggio e gestii lo sforzo. Quella è una salita da stare attenti. Ricordo bene quando Froome riaprì il Giro e lo tolse dalle mani di Dumoulin».
1ª tappa, Durazzo-Tirana, 164 km2ª tappa, crono individuale Tirana, 13,7 km3ª tappa, Valona-Valona, 160 km4ª tappa, Alberobello (Pietramadre)-Lecce, 187 km5ª tappa, Ceglie Messapica-Matera, 144 km6ª tappa, Potenza-Napoli, 226 km7ª tappa, Castel di Sangro-Tagliacozzo, 197 km8ª tappa, Giulianova-Castelraimondo, 197 km9ª tappa, Gubbio-Siena, 191 km. Poi il primo riposo10ª tappa, Lucca-Pisa Tudor Itt, 28,6 km11ª tappa, Viareggio-Castelnovo ne’ Monti, 185 km12ª tappa, Modena-Viadana, 172 km13ª tappa, Rovigo-Vicenza, 180 km14ª tappa, Treviso-Nova Gorica/Gorizia, 186 km15ª tappa, Fiume Veneto-Asiago, 214 km, poi il secondo riposo16ª tappa, Piazzola Sul Brenta-San Valentino (Brentonico), 199 km17ª tappa, San Michele All’adige (Fondazione Edmund Mach)-Bormio, 154 km18ª tappa, Morbegno-Cesano Maderno, 144 km19ª tappa, Biella-Champoluc, 166 kmVerrès-Sestrière (Vialattea), 203 km21ª tappa, Roma-Roma, 141 km1ª tappa, Durazzo-Tirana, 164 km2ª tappa, crono individuale Tirana, 13,7 km3ª tappa, Valona-Valona, 160 km4ª tappa, Alberobello (Pietramadre)-Lecce, 187 km5ª tappa, Ceglie Messapica-Matera, 144 km6ª tappa, Potenza-Napoli, 226 km7ª tappa, Castel di Sangro-Tagliacozzo, 197 km8ª tappa, Giulianova-Castelraimondo, 197 km9ª tappa, Gubbio-Siena, 191 km. Poi il primo riposo10ª tappa, Lucca-Pisa Tudor Itt, 28,6 km11ª tappa, Viareggio-Castelnovo ne’ Monti, 185 km12ª tappa, Modena-Viadana, 172 km13ª tappa, Rovigo-Vicenza, 180 km14ª tappa, Treviso-Nova Gorica/Gorizia, 186 km15ª tappa, Fiume Veneto-Asiago, 214 km, poi il secondo riposo16ª tappa, Piazzola Sul Brenta-San Valentino (Brentonico), 199 km17ª tappa, San Michele All’adige (Fondazione Edmund Mach)-Bormio, 154 km18ª tappa, Morbegno-Cesano Maderno, 144 km19ª tappa, Biella-Champoluc, 166 kmVerrès-Sestrière (Vialattea), 203 km21ª tappa, Roma-Roma, 141 km
Lo spirito di Bettini
La presentazione va avanti fino alle 20,30. Sfilano personaggi. Paolo Pacchioni, giornalista di Rtl 102,5 radio ufficiale del Giro, fa le sue interviste dalla platea e coinvolge prima il presidente federale Dagnoni e poi Antonio Tiberi, quindi Paolo Bettini. E il “Betto” mette subito l’etichetta giusta a questo Giro così spettacolare e spigoloso, dall’inizio alla fine, quando le ultime due tappe di montagna saranno il terreno per la resa dei conti.
«Visto che in montagna non ero bravo come Vincenzo e Alberto – dice sorridendo – io avrei cominciato a fare un gran casino sin dalle prime tappe. La gente vuole lo spettacolo, ma anche i corridori quando attaccano il numero, vogliono divertirsi. Qui per fortuna non ci sono i velocisti, loro magari non sarebbero d’accordo».
Nibali gli fa notare che in sala c’è Bennati, commissario tecnico per ora non confermato e domani chissà. Ma Bettini è arguto: «Il Benna non era soltanto un velocista – dice – secondo me anche a lui sarebbe piaciuto combinare qualcosa».
Sono le ultime parole, poco prima di quelle in cui Paolo Bellino svela il sogno di Urbano Cairo di fare del Giro un prodotto superiore al Tour de France. Si respira l’entusiasmo che a volte fa perdere di vista le reali proporzioni, ma non è sera per fare confronti. Abbiamo assistito alla presentazione di un sontuoso Giro d’Italia. Domani ve ne offriremo qualche approfondimento. Ora non resta che scoprire quali campioni, a parte quelli già annunciati, verranno in Italia a prendersi lo scettro di Pogacar.
Dopo le prime dieci tappe del Giro, torniamo con Martinello sulle volate di Jonathan Milan. «E' fortissimo, con un treno e con Morkov sarebbe imbattibile»