Balsamo solo per lo sprint? Eppure Parigi ricorda Leuven…

04.08.2024
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VERSAILLES (Francia) – Campionessa del mondo e d’Europa su strada e su pista, Elisa Balsamo ha tutte le carte in regola per essere protagonista della competizione olimpica. Vittima di quella brutta caduta nella Vuelta a Burgos, dove ha sbattuto violentemente contro le transenne, sembra essersi ripresa. Lo dicono il rientro alle corse e il fatto di essersi buttata senza paura nella mischia delle volate.

«Sicuramente sto molto meglio – racconta – ma l’avvicinamento non è stato dei migliori. Ho fatto il massimo per poterci essere e sono molto contenta di essere qui. Darò sicuramente il massimo».

Il percorso di Parigi ricorda quello dei mondiali del 2021, in cui Balsamo vinse allo sprint dopo corsa dura
Il percorso di Parigi ricorda quello dei mondiali del 2021, in cui Balsamo vinse allo sprint dopo corsa dura
Che ruolo avrai? 

Sono una ruota veloce, quindi dovrò essere pronta nel caso in cui fosse un arrivo in gruppo. Io credo che non succederà. Di certo sono la più veloce della squadra e quindi il mio ruolo è questo. Però siamo in quattro, quindi dovrò stare attenta anche a eventuali fughe pericolose. Ma siamo un’ottima squadra, tecnicamente ci completiamo e stiamo bene insieme. Quindi siamo pronte per una bella prova di squadra.

Sarà tutte contro Lorena Wiebes?

Secondo me sarà una gara molto aperta e molto impegnativa. Le squadre sono composte da poche atlete, quindi è impensabile di poterla controllare in quattro, non solo per noi. L’importante è stare sempre davanti. Sappiamo che ci sono delle grandi favorite, ma l’Olimpiade è un terno al lotto. E’ una gara secca, ogni quattro anni, alla quale tutti tengono. In tante proveranno ad attaccare e ci vorrà anche tanta fortuna.

Cosa cambia rispetto a una grande classica?

La differenza più grande sta nel fatto che la squadra è formata da solo quattro ragazze. Quindi il gruppo sarà meno numeroso rispetto a un europeo o mondiale. L’importante sarà dare tutto e finire senza rimpianti.

Tu sei attesa anche dalle prove della pista. L’hai già provata?

Siamo abbastanza affezionati a questa pista. Oggi mi sono allenata con le ragazze (venerdì, ndr). E’ stata levigata e stavano cercando di capire la situazione per quanto riguarda l’umidità, che potrebbe essere determinante per i tempi e per i rapporti. Nei prossimi giorni cercheranno di farsi un’idea più chiara. Ci siamo allenate, abbiamo fatto delle simulazioni di gara a Montichiari di cui siamo soddisfatte. A livello mentale la pista non è facilissima da affrontare.

Perché?

In quattro chilometri un minimo errore si paga. Su strada puoi sempre rimediare. Ma siamo un bel gruppo e sono fiduciosa. I tempi si abbasseranno, tutti hanno lavorato su materiali e aerodinamica per arrivare qui al top. Ma più o meno le squadre di riferimento saranno le stesse. 

A tanti chilometri lontano dal centro di Parigi, si vive il clima olimpico?

Ho avuto una fortuna-sfortuna. Quando sono arrivato all’aeroporto il mio pass non funzionava. Allora sono andata al Villaggio per riattivarlo e per un po’ ho respirato quell’atmosfera che a Tokyo ci era mancata, perché con la pista eravamo molto lontane. E’ così anche stavolta, per questo è stato bello, anche se per poco, vivere il clima unico del Villaggio.

Balsamo e le azzurre arrivano al quartetto olimpico dopo la vittoria degli europei 2024
Balsamo e le azzurre arrivano al quartetto olimpico dopo la vittoria degli europei 2024
Torniamo alla prova in linea. Ti piace il percorso?

E’ bellissimo. Non lascia tempo di respirare. Non ci sono salite lunghe, ma continui saliscendi. Di certo chi partirà da lontano accumulerà fatica nelle gambe e i veri valori verranno fuori alla fine. Come squadra siamo pronte, ci faremo rispettare. Di sicuro ognuna di noi ha ben chiaro qual è il suo ruolo. A un’Olimpiade però nessuno deve partire battuto, perché ognuno avrà almeno una possibilità. Sarà importante non subire la gara e non dover inseguire, questo dovrebbe darci grande carica.

Sanguineti, un buon Baloise e tanta fiducia in Balsamo

25.07.2024
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Qualche giorno fa sulle strade del Baloise Ladies Tour ha migliorato il proprio palmares stagionale grazie a due quarti posti di tappa piuttosto inaspettati. Rispetto all’ultima volta che l’abbiamo sentita, Ilaria “Yaya” Sanguineti ha il morale un po’ più alto per una serie di motivi, anche se adesso sta trascorrendo un periodo senza gare.

Alla gara belga Sanguineti ha fatto da “chioccia” ad una Lidl-Trek giovanissima, nonostante nei programmi iniziali avrebbe dovuto pilotare Elisa Balsamo nelle volate contro Wiebes e Kool prima delle Olimpiadi di Parigi. Invece una tonsillite ha obbligato l’ex iridata di Leuven ad abbandonare il Giro d’Italia Women, virando quindi su un avvicinamento diverso. E per come abbiamo imparato a conoscere Yaya in questi anni, sappiamo quanto abbia vissuto in modo intenso le vicissitudini fisiche della sua amica Balsamo. Le abbiamo chiesto come ha visto il suo ritorno alle gare.

Esperienza al servizio delle giovani. Sanguineti al Baloise Tour aveva tre compagne del 2005 ed una del 2002
Esperienza al servizio delle giovani. Sanguineti al Baloise Tour aveva tre compagne del 2005 ed una del 2002
Yaya al Baloise sei stata ancora orfana di Balsamo, ma il tuo ruolo non è cambiato di molto.

In Belgio avevamo una formazione composta da tre ragazze del 2005 (Moors, Sharp e Wilson-Haffenden, ndr) ed Elynor Backstedt che ha 22 anni. Ho trent’anni, in pratica ho fatto da zia a loro (sorride, ndr), che tuttavia sono andate molto forte. Moors ha curato la classifica, anche se il nostro obiettivo erano le vittorie di tappa. Io ci ho provato un paio di volte raccogliendo due quarti posti. Onestamente sono rimasta molto sorpresa.

Per quale motivo?

Dopo il campionato italiano non sono stata molto bene. Mi sentivo un senso di spossatezza generale che non riuscivo a giustificare. Ho fatto anche dei controlli per vedere a cosa potesse essere dovuto. Abbiamo ipotizzato la tiroide, ma non era. A dire il vero non abbiamo capito cosa fosse, forse solo una grande stanchezza. Dopo qualche giorno ferma, ho ripreso ad allenarmi e piano piano ho ritrovato un po’ di condizione. Alla luce di questo, considero quei due quarti posti allo sprint dietro Wiebes e Kool come ottimi risultati, fatti più di esperienza che di gambe.

Sanguineti ha corso solo il campionato italiano assieme a Balsamo, ma ne aveva colto subito la buona condizione dopo il brutto infortunio
Sanguineti ha corso solo il campionato italiano assieme a Balsamo, ma ne aveva colto subito la buona condizione dopo il brutto infortunio
E’ un buon segnale per la parte finale di stagione, giusto?

In teoria sì, in pratica così così. Ora è come se fossi in “off season” anticipata. Vorrà dire che avrò più tempo da passare con Stitch (sorride riferendosi al suo bulldog francese, ndr). Battute a parte, vedremo come sarà il mio calendario. Il Tour de France non dovevo correrlo già da inizio stagione, ma avrei dovuto fare il Tour de Berlin e lo Scandinavia che invece hanno cancellato ultimamente. Dovrei fare il Simac Tour, però prima ci sarebbero gli europei. Devo meritarmi la convocazione azzurra in quelle gare che farò. Diciamo che è stato un anno particolare come tutti gli anni olimpici.

A proposito di Olimpiadi, a Parigi ci sarà Balsamo. Come l’hai vista dopo il rientro?

Con Elisa ho corso solo il campionato italiano, dove è andata molto forte chiudendo sesta. Lì l’avevo vista già molto bene considerando la caduta della Vuelta a Burgos. Ecco, l’ho vista solo una volta, ma ci sentiamo tutti i giorni, lo sapete che siamo tanto amiche. Elisa è una atleta con la a maiuscola che sa arrivare bene ad ogni appuntamento. Oltre che riprendersi da quelle botte.

Sanguineti al Baloise Tour ha colto due quarti posti allo sprint. Il suo programma gare dovrebbe riprendere ad agosto inoltrato (foto Lidl-Trek)
Sanguineti al Baloise Tour ha colto due quarti posti allo sprint. Il suo programma gare dovrebbe riprendere ad agosto inoltrato (foto Lidl-Trek)
Parlando con lei, hai notato differenze di reazione tra la caduta del 2023 e quella di quest’anno?

Dopo quella dello scorso maggio, spero abbia finito con le cadute perché non può sempre farmi passare degli spaventi enormi (sorride, ndr). In realtà quella dell’anno scorso era stata più brutta perché non aveva potuto mangiare per tanto tempo e nonostante tutto aveva centrato un quinto posto in volata al Tour. Stavolta ha recuperato meglio, ammesso che si possa dire così dopo capitomboli del genere. E’ in credito con la fortuna, ma Elisa è davvero una dura, che non molla mai.

Anche al Giro Women stava andando bene, poi si è dovuta fermare.

Quello è stato un vero peccato perché so quanto Elisa ci tenesse a fare bene al Giro. Pensateci, una si prepara a dovere per una corsa e poi deve ritirarsi perché si ammala. In ogni caso a Volta Mantovana si è ributtata nella mischia in terza facendo terza. Sono d’accordo con quello che diceva il cittì Sangalli, è stato bello rivederla davanti e senza paura.

Dopo la caduta a Burgos, Balsamo si ributta in volata senza paura al Giro Women chiudendo terza dietro Consonni e Kopecky
Dopo la caduta a Burgos, Balsamo si ributta in volata senza paura al Giro Women chiudendo terza dietro Consonni e Kopecky
In conclusione Yaya Sanguineti come vede la sua amica Elisa Balsamo a Parigi?

Intanto mi sento di dire che lei merita di essere alle Olimpiadi. So che dovrà dividersi tra strada e pista. Non so come siano gli ingranaggi di quegli incastri e nemmeno quali prove disputerà in pista, però posso dirvi che Elisa sarà in forma e saprà gestire benissimo le situazioni, come ha sempre fatto in passato.

Parigi ha il sapore del riscatto. Ora Plebani vuole vincere

22.07.2024
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Questa settimana Elisa Balsamo, insieme agli altri 402 atleti della grande spedizione olimpica azzurra, sarà a Parigi. Per Davide Plebani ci sarà invece da aspettare ancora oltre un mese, per gareggiare sotto l’insegna dei cinque cerchi. Il fidanzato della pluricampionessa del mondo ha raggiunto il traguardo della qualificazione insieme a Lorenzo Bernard. Nei giorni scorsi a Ostenda (BEL) con il bronzo in Coppa del Mondo ha confermato come la coppia sia una valida carta da giocare per il podio e per lui questi giorni hanno anche il dolce sapore della rivincita.

L’approdo alle Paralimpiadi riscatta infatti la doppia Olimpiade sfuggita dalle mani proprio in extremis e che gli aveva lasciato ferite che solo ora iniziano a rimarginarsi. Parlando con il corridore di Sarnico, la soddisfazione è evidente, ma anche la carica fortissima per portare a casa qualcosa di importante.

Bernard e Plebani, in un anno sono arrivati sul podio mondiale e ora sognano quello a cinque cerchi
Bernard e Plebani, in un anno sono arrivati sul podio mondiale e ora sognano quello a cinque cerchi

«Mi avvicino al momento più importante della mia carriera», esordisce. «Abbiamo cominciato a fare lavori specifici su pista abbinati alla distanza per la strada per ottenere la miglior condizione in entrambe le discipline, che rispetto alle Olimpiadi per normodotati saranno invertite: prima la pista e poi la strada. Noi punteremo molto sulla prima e anche sulla prova in linea, per la crono non abbiamo avuto molto tempo per prepararla, comunque è chiaro che ci proveremo».

C’è un particolare che ti accomuna al tuo vecchio compagno d’avventure Filippo Ganna: anche tu sarai una delle primissime punte azzurre a scendere in gara…

Sì, la prova di inseguimento sui 4.000 metri sarà il giorno successivo alla cerimonia d’apertura, spero tanto che potremo avere fortuna noi come anche Filippo sabato prossimo. Il primo giorno di gare hai tutta l’attenzione addosso, se fai bene sei di buon auspicio per tutti gli altri, qualsiasi disciplina affrontino.

L’ultimo podio in Coppa del Mondo a Ostenda è il viatico verso una Paralimpiade ricca di ambizioni
L’ultimo podio in Coppa del Mondo a Ostenda è il viatico verso una Paralimpiade ricca di ambizioni
Che cosa rappresenta per te esserci arrivato?

Era un obiettivo importantissimo, uno dei grandi traguardi della mia carriera. Uso appositamente il passato perché ora è invece uno stimolo, per conquistare almeno una medaglia. E’ sicuramente l’evento più importante al quale parteciperò, averlo raggiunto attraverso la fiducia dei cittì mi dà ulteriore spinta per alzare la mia condizione, cercare di arrivare davvero al massimo.

Quanto c’è di diverso rispetto a prima?

Molto, perché qui siamo in due, questa è una grande responsabilità. Non inseguo più solo obiettivi personali, ma condivisi. Io e Lorenzo facciamo squadra, lavoriamo come una cosa sola. Io poi sento dentro di me una spinta in più.

Una delle grandi soddisfazioni di Plebani da inseguitore, l’argento agli European Games 2019
Una delle grandi soddisfazioni di Plebani da inseguitore, l’argento agli European Games 2019
C’è anche voglia di rivalsa per due Olimpiadi sfuggite?

Un po’, non lo nego. La cosa che mi piace è aver visto i miei sforzi, i miei risultati essere finalmente valsi a qualcosa. C’è stata una meritocrazia, mi sono sentito premiato per quel che avevo fatto e questo, riflettendoci, è ciò che mi è mancato in passato. Ho visto Rio 2016 e Tokyo 2020 da spettatore dopo aver tanto lavorato, essermi impegnato per qualificare il quartetto. In quel caso però i miei sforzi non trovarono un giusto premio.

Oltretutto tu hai vissuto sulla tua pelle tutta la parabola del team, partito praticamente dal nulla per arrivare all’oro olimpico…

Sì, con momenti importanti anche prima di Tokyo come ad esempio quell’edizione dei mondiali nella quale stavamo viaggiando ai limiti del record del mondo, fallito solo a causa della sfortunata caduta di Lamon. Io c’ero, io stavo contribuendo, io potevo farlo. E’ tutto ciò che non è stato considerato. Ma fa parte del passato, ora c’è un nuovo orizzonte per me e voglio concentrarmi su quello.

Bernard e Plebani, per loro pista e strada con elevate ambizioni da podio
Bernard e Plebani, per loro pista e strada con elevate ambizioni da podio
Intorno a te hai mai sentito giudizi e pensieri che esprimevano una considerazione diversa per le Paralimpiadi rispetto alle prove dei normodotati?

No, perché chi si occupa di sport sa quanto lavoro ci sia dietro e soprattutto si rende conto che il livello è altissimo. Voglio fare solo un esempio: il record mondiale di Ganna nell’inseguimento individuale è 3’59”. Noi nel tandem viaggiamo a 3’58” e per arrivarci serve un lavoro enorme. Non è che essendo in due si va automaticamente più veloci, anzi. Il peso è doppio, tanto per capirci. Sarà un’impresa enorme conquistare il podio, noi vogliamo provarci e ci stiamo provando senza stress, perché l’ambiente ci aiuta, anche questa è per me una novità.

La tua preparazione quanto è stata influenzata da quel che è accaduto a Elisa?

E’ complicato dirlo. Io le sono stato vicino e ho accompagnato tutta la sua ripresa, paradossalmente il momento peggiore è stato coincidente con un momento di minor attività mia, quindi ho potuto esserle accanto. Abbiamo condiviso la ripresa, la crescita e ci davamo forza l’un l’altra. Sicuramente è stato un viaggio bello ma difficile, ora il suo si avvia alla conclusione.

Davide insieme a Elisa Balsamo. L’avventura a Parigi ci sarà per entrambi, in periodi sfalsati
Davide insieme a Elisa Balsamo. L’avventura a Parigi ci sarà per entrambi, in periodi sfalsati
Nessuno più di te può saperlo: in che condizioni è?

E’ consapevole di quel che sta facendo, del fatto che ha dovuto ricominciare praticamente da zero e sin dall’inizio ci siamo detti che l’obiettivo vero doveva essere arrivare al 4 agosto non solo nella miglior condizione possibile, ma coscienti di aver fatto tutto quello che si poteva fare, senza avere rimpianti. La sua forma cresce giorno dopo giorno, so per certo che appena sarà a Parigi ci metterà tutto quel che si sente nella testa, nelle gambe, nel cuore. Poi staremo a vedere.

Dal Giro Women alle Olimpiadi, quali indicazioni per il cittì Sangalli?

18.07.2024
6 min
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Che il Giro d’Italia Women regalasse spettacolo ed incertezza fino agli ultimissimi metri di gara forse non era stato preventivato da nessuno. Che potesse invece fornire utili indicazioni in vista delle Olimpiadi era piuttosto assodato da tempo. Ed in questo senso cosa si è segnato il cittì Paolo Sangalli sul suo taccuino?

A parte qualche assenza dovuta a diverse scelte di programmazione, al Giro Women erano presenti tante ragazze che saranno protagoniste a Parigi. Dalle atlete che si sobbarcheranno il lavoro oscuro alle cosiddette seconde linee – quanto meno per ciò che riguarda il borsino delle favorite – fino alle big che puntano dritto alle medaglie. Il primo appuntamento a cinque cerchi sarà la crono del 27 luglio poi si farà rotta verso la prova in linea del 4 agosto, dove c’è condensata la maggior parte dell’attesa. Prima di allora le azzurre di Sangalli – Balsamo, Cecchini, Longo Borghini e Persico – svolgeranno un raduno in altura per rifinire condizione e tattiche, seppur con qualche differenza. Andiamo a scoprire quindi quali sono gli ultimi appunti del cittì (in apertura con Balsamo, foto Il Ciclista Fotografo).

Dopo il testa a testa al Giro Women, anche a Parigi si rinnoverà la sfida Longo Borghini-Kopecky?
Dopo il testa a testa al Giro Women, anche a Parigi si rinnoverà la sfida Longo Borghini-Kopecky?
Paolo, partiamo naturalmente da Longo Borghini, splendida vincitrice del Giro Women.

Elisa l’avevo vista in grande forma durante il ritiro sul Passo San Pellegrino, dove avevamo sviluppato un bel blocco di lavoro con tutte le altre ragazze. Devo dire che non mi ha sorpreso la sua vittoria al Giro, o meglio, è andata oltre le mie previsioni. Ad esempio non ha avuto quel famoso giorno di crisi che aveva sempre avuto gli altri anni. La sua prestazione complessiva mi ha trasmesso tanta tranquillità. E so che porterà questa condizione fino a Parigi.

Lei farà anche la prova contro il tempo olimpica. Seguirà un programma diverso?

Sì, Elisa salirà a Parigi col gruppo crono il 23 luglio, mentre noi della strada andremo a Soraga in Val di Fassa dal 25 al 30 luglio assieme alla nazionale maschile di Bennati, per poi partire in aereo per la Francia il giorno successivo. Già nella crono di Brescia al Giro Women, Elisa è andata molto forte. Una prova solida. E per quella olimpica sono molto fiducioso. Il podio è ampiamente alla sua portata. Anzi, ritengo che sia un bene che corra la crono, così avrà già scaldato il motore.

Cosa possiamo dire delle altre azzurre?

Balsamo non è stata fortunata, ma non sono preoccupato. Ha preso la tonsillite e avevo messo in preventivo che potessero saltare fuori questi virus visto il grande caldo e i relativi sbalzi termici per raffreddarsi. Elisa ha fatto solo quattro tappe, nelle quali ha lavorato bene. Sono molto contento per il suo terzo posto di Volta Mantovana perché si è buttata nuovamente in volata, in un finale tutt’altro che semplice e con avversarie di altissimo livello. Arriverà pronta anche lei per Parigi.

Da Cecchini e Persico ti aspettavi qualcosa in particolare?

Hanno avuto compiti diversi al Giro Women, facendo tuttavia ciò che avevo chiesto. Elena si è confermata la “solita” atleta fidata che dà garanzie ed equilibrio. Ha lavorato tantissimo per Kopecky sia in volata che negli ultimi due giorni, che erano durissimi. Ha dimostrato di stare bene. Silvia invece è partita con l’obiettivo Parigi in testa, forse più delle altre. Ha lavorato su sforzi da 5/6 minuti come troverà sul percorso olimpico. Aveva messo nel mirino alcune tappe, ma ha dovuto giustamente adattarsi alle tattiche della sua formazione. A Chieti poteva fare qualcosa in più, ma aveva Magnaldi in fuga e non si è mossa. E’ comunque uscita in crescita dal Giro.

L’hai nominata prima. La Kopecky vista al Giro Women sarà l’avversaria numero uno oppure pensi che abbia consumato troppo?

Magari fosse solo lei quella da tenere d’occhio (sorride, ndr). Kopecky era partita per puntare alle tappe e rifinire la condizione. Si è trovata poi a giocarsi la generale e sappiamo che atleta sia quando è in lizza per una vittoria, specie se di quella portata. Non ha recuperato dallo sforzo del Blockhaus e all’ultima tappa ha pagato, anche se per me Elisa avrebbe vinto ugualmente perché era più forte. In ogni caso Kopecky sarà la principale nemica per le Olimpiadi.

Chi saranno le altre rivali per l’Italia?

Beh, prima facevo riferimento a chi non abbiamo visto al Giro Women, ovvero Vollering, Vos e Wiebes. Quest’ultima sta correndo al Baloise Tour (fino al 21 luglio, vincendo ieri il prologo d’apertura, ndr) e vedremo come sta. Prevedo una sfida a tre tra noi, Olanda e Kopecky, perché penso proprio che il Belgio sarà tutto per lei. Poi bisognerà fare attenzione alle outsider, ammesso che si possano definire così…

A chi fai riferimento?

Ci sono tanti nomi da tenere sotto osservazione. Niewiadoma non va mai sottovalutata perché lei c’è sempre. Però attenzione a quelle che hanno finito il Giro Women in crescendo. Grace Brown ha fatto una grande crono a Brescia (seconda per un solo secondo dietro Longo Borghini, ndr) e ci ha provato in diverse occasioni. Ludwig è stata protagonista nelle frazioni mosse e nella generale. Lippert ha vinto la tappa di Chieti, la più lunga del Giro, e mi è piaciuta tantissimo. Mi limito a loro, ma lista può essere più lunga.

In sostanza che gara si aspetta il cittì Paolo Sangalli?

Sicuramente sarà dura, fin dai primi chilometri. Il 2 agosto faremo una ricognizione collettiva sul circuito di Parigi quasi chiuso al traffico, anche se lo conosciamo bene perché ci eravamo stati nei mesi scorsi. E’ una gara che si presta a tante soluzioni, tipo il mondiale di Wollongong nel 2022. Difficile dire se si arriverà con un gruppetto di venti atlete o in solitaria, una ad una. Dall’ultimo scollinamento di Montmartre al traguardo ci sono ancora nove chilometri e quindi il tempo di recuperare. Di sicuro sarà un finale imprevedibile, soprattutto dal punto di vista mentale. Però io sotto quell’aspetto sono sereno. So di essere ben coperto dalle mie ragazze, pronte ad ogni evenienza.

Martina Fidanza, due vittorie per lanciare Parigi

06.07.2024
5 min
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Con due vittorie al Lotto Thuringen Ladies Tour, Martina Fidanza si è già lanciata verso il grande appuntamento olimpico di Parigi e verbo non potrebbe essere più appropriato, visto che stiamo parlando della ragazza chiamata ad avviare il trenino dell’inseguimento verso il grande sogno. La ragazza di Ponte San Pietro ha chiuso come meglio non si poteva la prima porzione di gare su strada, conquistando due sprint di seguito in un contesto molto qualificato.

Le feste del team per le sue due vittorie, che hanno restituito il sorriso dopo l’incidente di Archibald
Le feste del team per le sue due vittorie, che hanno restituito il sorriso dopo l’incidente di Archibald

La portacolori della Ceratizit WNT ha ricevuto dalla prova tedesca una grande iniezione di fiducia non solo per i successi, ma per la gara in se stessa: «Era una corsa a tappe di sei giorni, quindi una di quelle lunghe, inferiore solo a Giro e Tour in quanto a durata. Oltretutto si è rivelata molto impegnativa perché c’era pochissima pianura. Una gara che in questo periodo della stagione è stata ideale per me che avevo già deciso a inizio anno di non prendere parte al Giro Donne per concentrarmi per un mese sul lavoro per la pista».

Al di là delle due vittorie che indicazioni hai avuto per la tua prova?

Ottime, anche perché se guardo a come sono arrivata alla corsa tedesca c’era poco di che essere allegri. Arrivavo da tre settimane di allenamento molto impegnative e sentivo le gambe molto pesanti, non avevo buone sensazioni. Non gareggiando da un mese, con il solo anticipo del campionato italiano peraltro neanche concluso, quindi sapevo che mi sarebbe mancato il ritmo gara. Non ero preoccupata, piuttosto consapevole della difficoltà che faceva parte di un cammino.

Prima della corsa tedesca, la Fidanza aveva preso parte alla prova tricolore correndo per le FF.OO.
Prima della corsa tedesca, la Fidanza aveva preso parte alla prova tricolore correndo per le FF.OO.
E poi?

La prima tappa diciamo che è servita per sbloccarmi, anche mentalmente, successivamente c’erano due frazioni, quelle di Gera e di Erfurt, destinate a una volata generale e lì mi sono trovata bene, la squadra ha lavorato per me e queste due vittorie sono state un’ottima attestazione del lavoro svolto. Poi sono arrivate le frazioni più dure e alla fine ero stanca. Appena tornata ho subito iniziato con 3 giorni di lavoro su pista e ora si va avanti su quella direzione.

Tu sei parte integrante del quartetto, a meno di un mese dal vostro torneo qual è la situazione generale?

Noi abbiamo iniziato a concentrarci su Parigi sin dal rientro dalla tappa di Nations Cup in Canada, sull’onda della grande performance sostenuta lì. Con Villa abbiamo lavorato bene, compatibilmente con gli impegni che aveva ognuna di noi con il suo team siamo sempre riuscite a essere almeno in 4 in ogni sessione, svolgendo tutti i lavori previsti nonostante le difficoltà. Ora nell’ultimo mese sarà molto importante riuscire a ritrovare le sensazioni giuste, quelle da mettere in campo in gara anche se fino al turno qualificativo non avremo naturalmente test agonistici.

Il quartetto azzurro gareggerà il 6 e 7 agosto. A Martina Fidanza il compito di lanciarlo
Il quartetto azzurro gareggerà il 6 e 7 agosto. A Martina Fidanza il compito di lanciarlo
Il vostro cammino è stato comunque non semplice, considerando il grave infortunio di Elisa Balsamo rientrata nel gruppo proprio in extremis…

Io ho condiviso con lei le tre settimane di lavoro a Livigno e ho potuto vedere davanti ai miei occhi la sua crescita, non solo dal punto di vista fisico e della condizione di forma, ma soprattutto della consapevolezza. Ha lavorato molto duramente, con un obiettivo chiaro. Io l’ho vista molto bene e posso scommettere che a Parigi sarà la vera Elisa Balsamo.

Tu sei compagna di squadra di Katie Archibald, messa fuori gioco da un incidente domestico. Quanto perde la Gran Bretagna secondo te?

Intanto sono particolarmente addolorata per quanto è successo a Katie perché so quanto ci teneva. E’ chiaro che la squadra perde qualcosa, ma questo secondo me non cambia granché nelle gerarchie della vigilia. Conosciamo il quartetto britannico, lo abbiamo già affrontato senza di lei e resta sempre uno dei favoriti per l’oro a Parigi. Noi non dobbiamo commettere l’errore di guardare gli avversari, entrare nel gioco di chi perde e chi guadagna con un ingresso o l’altro. Dobbiamo pensare solo a noi stesse, completare il percorso soprattutto a livello tecnico per riuscire a tirare fuori il meglio. Per intenderci, dobbiamo pensare che l’assenza di Katie non cambi nulla.

Katie Archibald, messa fuori gioco da un grave incidente domestico. Doveva gareggiare in 3 specialità
Katie Archibald, messa fuori gioco da un grave incidente domestico. Doveva gareggiare in 3 specialità
Un aspetto importante del torneo olimpico sarà anche la gestione dei tempi prima e dopo ogni impegno.

Il nostro torneo, a differenza di quello maschile, sarà articolato come le altre gare, il primo giorno per qualificazioni, il secondo per primo turno e finali. Noi di solito arriviamo al velodromo molto prima, almeno due ore e iniziamo a lavorare sui rulli per fare quel lavoro necessario per sbloccare il fisico ed entrare nel ritmo gara. Poi una breve sosta e si riprende con la seconda parte, sempre sui rulli, questa tesa al vero e proprio riscaldamento. Importantissimo sarà gestire il tempo fra una gara e l’altra: ci saranno tra le 4 e le 5 ore, questo dovrebbe consentirci, seppur in tempi stretti, di tornare in albergo, mangiare e rilassarci un po’ prima di ricominciare ed è un buon vantaggio.

Martina sta dedicando tutto l’ultimo mese alla pista, con un intervallo in altura
Martina sta dedicando tutto l’ultimo mese alla pista, con un intervallo in altura
Tu sarai chiamata a un ruolo importantissimo, il lancio…

Sì, infatti stiamo lavorando molto su questo aspetto e anche sulla seconda tirata, per capire quanto potrò dare alla squadra prima di staccarmi.

Tu non sarai al Giro come le tue compagne: che cosa farai?

Sfrutterò quella settimana per tornare a Livigno e fare un po’ di altura prima di tornare e affrontare con le compagne la parte finale della preparazione. Quella sì che sarà una volata importante…

Carbonari, stimoli a cinque cerchi più forti di cadute e fratture

26.06.2024
5 min
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Il suo avvicinamento a Parigi finora è stato un percorso ad ostacoli, ma l’aria di casa del Mar Baltico le ha dato nuove motivazioni. Anastasia Carbonari con la vittoria al campionato nazionale lettone (il terzo consecutivo) si è messa alle spalle, è proprio il caso di dirlo, tutti i malanni fisici che l’hanno rallentata e impaurita in questi mesi.

Quello di Carbonari è un film già visto e vissuto – purtroppo per loro – da tante atlete, soprattutto negli ultimi anni. Una serie di cadute e botte che ti fanno passare la voglia di risalire in sella e minano la stabilità emotiva più di quella fisica. Poi i traguardi che vuoi tagliare ti fanno uscire la determinazione per riprendersi. A fine maggio alla Ride London, Anastasia cade, si rompe la clavicola destra e la sua partecipazione all’Olimpiade è a rischio. Invece gli eventi si susseguono e si evolvono in modo rapido e positivo. Mentre sta aspettando il volo di rientro dalla Lettonia verso le Marche, la 24enne della UAE Team ADQ ci racconta le sue sensazioni dell’ultimo mese e quelle che proverà nei prossimi.

Carbonari ha rivinto il campionato lettone (per il terzo anno consecutivo) quindici giorni dopo essere tornata in bici dall’operazione alla clavicola
Carbonari ha rivinto il campionato lettone (per il terzo anno consecutivo) quindici giorni dopo essere tornata in bici dall’operazione alla clavicola
Anastasia partendo dalla attualità, ti sei riconfermata campionessa nazionale. Te lo aspettavi?

No, devo essere sincera. Sapevo di non avere una grande tenuta, tant’è che ho provato ad anticipare andando in fuga con due estoni e una lituana (nei Paesi Baltici si corre un’unica prova e vengono divise le classifiche per nazione, ndr). Quando siamo state riprese, è ripartita la fuga decisiva ed io purtroppo ho perso l’attimo per entrarci. D’altronde arrivavo da un lungo periodo di inattività e non potevo chiedere di più. Alla fine ho centrato la top 10 finale che mi ha garantito la vittoria. L’obiettivo primario però era quello di non cadere nuovamente e di conseguenza tenere la maglia.

Seconda tappa della Ride London, Carbonari si rompe la clavicola. Teme per Parigi 2024, ma rientra a tempo di record
Seconda tappa della Ride London, Carbonari si rompe la clavicola. Teme per Parigi 2024, ma rientra a tempo di record
Indipendentemente dal risultato, hai fatto un recupero a tempo di record.

Forse è stato un po’ troppo accelerato, ma ci tenevo a correre a Voru (in Estonia, ndr) per tanti motivi. Rappresentare la mia Nazione e, nel mio piccolo, promuovere il ciclismo femminile in Lettonia che non ha ancora un grande seguito. Tutto ciò è stato possibile grazie alla Clinica Pierangeli del dottor Di Ruscio e ad Andrea Masciarelli che mi ha messo in contatto subito con loro. Pensate che il 25 maggio mi sono rotta la clavicola ed il 31 ero già in sala operatoria. Sono stati tutti fantastici e non li ringrazierò mai abbastanza.

Quanto ha inciso il timore di non poter andare a Parigi per tornare in bici?

Tantissimo, non posso negarlo, però non è stato per nulla facile. Ho avuto tanti pensieri negativi. Già solo se perdi giorni di gara ti butti giù perché si va sempre più forte. Poi non sai più se ne vale la pena rischiare di correre e farsi male. Quando ho letto la vostra intervista a Balsamo, mi ci sono immedesimata. Per fortuna la mia famiglia e il mio fidanzato Riccardo hanno avuto pazienza. Mi hanno sopportata e supportata in ogni situazione. Stessa cosa per la mia squadra che non mi ha mai lasciata sola tra fisioterapia ed allenamenti. Alla fine due settimane dopo l’operazione ero tornata in bici.

Adesso come si guarda avanti?

Con tante motivazioni. Volevo rientrare in fretta anche per dare un segnale a me stessa. Ad inizio stagione ero caduta al Nord battendo forte il ginocchio e ci avevo messo tanto per riprendere la condizione proprio prima della Ride London. Se penso che sono ripartita dopo uno scontro con un pick-up in Olanda due anni fa, credo di essere ormai più forte di tutto. Quindi ora guardo avanti con fiducia, perché non può sempre andare male. Cercherò di stare attenta in gruppo e di ritrovare la necessaria confidenza col braccio operato, sperando che poi tutto venga da sé.

Cosa prevede il tuo calendario a breve?

Al momento so che farò l’Argenta Classic in Belgio e a metà luglio il Baloise Tour per ritrovare il ritmo che ti sa dare solo una gara a tappe. Poi finalmente ci sarà la prova in linea di Parigi (il 4 agosto, ndr) e vedremo come andrà. Naturalmente anche mondiale, benché sia molto duro, ed europeo sono nel mio calendario, però ci penserò più avanti.

Carbonari correrà la prova su strada dell’Olimpiade. Un sogno iniziato nel 2021 quando scelse la nazionalità della Lettonia
Carbonari correrà la prova su strada dell’Olimpiade. Un sogno iniziato nel 2021 quando scelse la nazionalità della Lettonia
Quasi quattro anni fa hai scelto la nazionalità di tua madre proprio per inseguire il sogno olimpico. Come sta vivendo Anastasia Carbonari l’attesa?

Devo dire che la chiamata a queste Olimpiadi è stata una sorpresa perché i criteri per partecipare non sono semplici. Infatti nei miei programmi facevo i conti su quelle del 2028, invece non è andata così per fortuna. Qualche assaggio ce l’ho avuto nei giorni del campionato nazionale perché sono stata al Centro Olimpico di Riga dove ho fatto delle visite mediche e dove mi hanno preso le misure per gli abiti ufficiali. Mi servivano queste emozioni per ripartire e dimenticare cadute e botte morali. Però finché non sarò a Parigi e non sarò nel mezzo della cerimonia inaugurale, non realizzerò appieno quello che sto per vivere.

Villa, il dopo Giro e quelle sensazioni positive

24.06.2024
5 min
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Sono giorni intensi per Marco Villa che sta entrando nel clima olimpico. Quel clima che conosce molto bene, avendolo vissuto prima come atleta e poi come tecnico ottenendo sempre il massimo risultato. C’era molta curiosità per capire come avrebbe trovato il “suo” gruppo in uscita dal Giro d’Italia e i riscontri sono stati più che positivi.

«Ho dato loro qualche giorno di libertà com’era giusto che fosse, soprattutto per ricaricarsi mentalmente, poi abbiamo cominciato a lavorare il venerdì e il sabato e devo dire che ho trovato ragazzi carichi e rinfrancati soprattutto di testa. I primi riscontri sono stati oltre le mie aspettative, sicuramente diversi rispetto a quelli dello scorso anno».

Consonni con Milan e Ganna. Il quartetto azzurro (qui manca Lamon) parte in condizioni diverse rispetto al 2023
Consonni con Milan e Ganna. Il quartetto azzurro (qui manca Lamon) parte in condizioni diverse rispetto al 2023
Nello specifico?

Ad esempio ho trovato un Consonni che è tutt’altra persona rispetto al 2023 quand’era uscito dal Giro non nelle migliori condizioni. Lo stesso dicasi per Milan: lo scorso anno aveva sì vinto la maglia ciclamino, ma era molto affaticato negli ultimi 3 giorni, invece questa volta ha chiuso molto meglio. Ganna da parte sua l’ho trovato con il morale alto. In generale il gruppo è in condizioni migliori rispetto al 2023 e questo mi dà fiducia.

Com’è strutturato ora il lavoro, fra volume e tecnica?

C’è da lavorare soprattutto su quest’ultima, considerando che Ganna sarà con noi solo in dati periodi dovendo preparare anche la crono e avendo il Giro d’Austria. Lui infatti, appena finita la corsa a tappe tornerà in altura, il resto del gruppo l’ha già fatta. Il lavoro degli altri è stato modulato anche in base agli impegni di Pippo, ma comunque lavoreranno due-tre giorni a settimana.

Ganna ha chiuso il Giro con il sorriso. Abbinerà la pista alla preparazione per la crono olimpica
Ganna ha chiuso il Giro con il sorriso. Abbinerà la pista alla preparazione per la crono olimpica
Su quali basi?

Servirà innanzitutto lavorare sulle partenze da fermo e sulla prima parte, che nella passata stagione è stata per forza di cose il nostro tallone d’Achille. Noi abbiamo un problema: il quartetto principale, quello che ha vinto tre anni fa è tanto che non corre assieme quindi quando sarà presente Ganna, sarà necessario fare delle prove in assetto da gara, più che nelle normali tabelle perché abbiamo bisogno di riscontri.

Questo significa fare vere e proprie gare di 4 chilometri, con tempi che utilizzerai come metro di riferimento?

Sì, chiaramente però calibrati in base al fatto che si tratta di prove di allenamento e non di gara. Inoltre bisogna tenere presente che la pista di Montichiari in certi periodi dell’anno è molto lenta, per le caratteristiche del legno e la sua reazione alle temperature. Non saranno certo i tempi che ci aspettiamo a Parigi, ma ci serviranno per capire come arrivarci, per trovare i giusti meccanismi. Inoltre saranno prove utili per capire i carichi di lavoro di ognuno: quanto dovrà durare il lancio di Lamon, quanto dovrà tirare Consonni dopo la sparata iniziale, se Milan e Ganna dovranno fare due giri e mezzo o tre ognuno. Il lavoro di Consonni è fondamentale, perché dovrà poi tenere il ritmo di Milan e Ganna nella seconda parte quando Lamon si staccherà. Senza poi dimenticare Moro che mi tengo stretto a seconda delle esigenze del gruppo.

Su Milan, Villa conta molto per dare al quartetto uno sprint in più
Su Milan, Villa conta molto per dare al quartetto uno sprint in più
In questo momento sei ottimista più o meno rispetto a qualche settimana fa quando eravamo nel pieno della Nations Cup?

E’ un periodo diverso. Io mi raffronto con l’anno scorso e i riscontri sono molto positivi, Lamon ad esempio lo vedo anche superiore a quel che era a Tokyo, ma per vincere dovranno essere tutti al massimo. Io spero che a Parigi Milan sarà l’equivalente del Ganna di Tokyo e che Ganna… farà il Ganna. Allora potremo davvero giocarcela.

Bisogna considerare anche che alcuni dovranno lavorare anche per le altre discipline…

Dal 28 al 30 Consonni sarà a Gand per importanti gare su pista, dove purtroppo non ci sarà Viviani per impegni col team, altrimenti sarebbe stato utile vederli insieme nella madison. Lì gareggerà con Scartezzini, mentre fra le donne ci saranno Paternoster e Consonni entrambe impegnate nell’omnium e nella madison gareggeranno Guazzini e Consonni. Poi ci sarà l’appuntamento di Fiorenzuola anche quello utile per le altre specialità.

Gli azzurri saranno in gara a Parigi il 5 agosto per le qualificazioni. Finali il 7 agosto
Gli azzurri saranno in gara a Parigi il 5 agosto per le qualificazioni. Finali il 7 agosto
Accennavi alle donne: quanto influisce sull’economia dei valori dei quartetti l’infortunio della Archibald?

Non voglio stare tanto a guardare l’assenza della Archibald, che mi dispiace molto perché la conosco e so quanto ci teneva. Noi abbiamo messo in difficoltà le inglesi anche con lei presente e agli europei abbiamo battuto la Gran Bretagna senza di lei, faticando. Tutto ciò significa che dobbiamo guardare a noi stesse, tra l’altro sappiamo bene che cosa significa, visto quel che hanno passato Guazzini e Balsamo lo scorso anno.

Oltretutto anche Elisa viene da un bruttissimo incidente. Avete avuto modo di lavorare insieme dopo?

E’ stata con noi mercoledì al rientro da Livigno. Ha fatto prove di quartetto con partenze semilanciate con Consonni, Alzini e Fidanza per non stressare troppo il polso. Tra l’altro all’inizio della sessione aveva detto che in base a come si sentiva in allenamento avrebbe deciso se partecipare ai campionati italiani su strada, il fatto che abbia gareggiato a Firenze è un altro segnale positivo. Tornando al quartetto, noi non dobbiamo pensare a chi ci sarà o meno, dobbiamo essere consapevoli che si vincerà correndo sotto i 4’10” e come noi possono scenderci le britanniche, le neozelandesi con un occhio di riguardo anche alle francesi.

Per la Balsamo già ripresa la preparazione su pista dopo il terribile incidente in Spagna
Per la Balsamo già ripresa la preparazione su pista dopo il terribile incidente in Spagna
L’infortunio di Balsamo e Archibald ripropone il tema dei rischi sotto Olimpiade…

Sono giorni che vivo con molta apprensione, oltretutto le ragazze hanno ancora il Giro d’Italia da affrontare, ma se mi perdo dietro questi pensieri non ne esco più. Bisogna concentrarsi sul lavoro, su tutto quel che resta da qui a Parigi, poi faremo i conti con quel che abbiamo in mano.

Balsamo, dai propositi di ritiro, al ritorno in grande stile

23.06.2024
5 min
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FIRENZE – Mentre Elisa Balsamo parla, la sua espressione ci sembra provata. Manca un’oretta al via del campionato italiano, la campionessa è venuta a sedersi sui gradini del pullman, per raccontare la sua storia. Chi l’ha vista allenarsi negli ultimi pochi giorni ci ha parlato di una gamba superba, pare che anche in pista abbia presto mollato ogni timore e ci abbia dato dentro. Ma quanto deve esserle costato riconnettersi con questo mestiere che tante soddisfazioni le ha dato, ma anche a dolore non ha mai scherzato?

Lei parla piano e, nell’ascoltarne le parole, la mente finisce a un verso di Bob Dylan: quante volte un uomo dovrà alzare lo sguardo, prima di poter vedere il cielo? E quando Elisa potrà vivere una stagione con l’anima finalmente leggera? Dove avrà trovato la forza per rialzarsi anche questa volta? L’anima è una corda che si può tendere a dismisura oppure a un certo punto dice basta?

«In realtà quando mi sono svegliata – mormora – ho detto che non volevo più andare in bici e per qualche giorno è stato così. Poi, poco per volta, il mio istinto di atleta è tornato fuori. E’ stata una cosa venuta esclusivamente da me, ogni passo. Nessuno mi ha mai forzato: la squadra, nessuno. E quindi se una persona si sente di fare le cose, allora è il momento giusto per ricominciare a farle. Non è stato semplice, sicuramente. Diciamo che adesso sono contenta di essere qua, per me è già una grande cosa partire oggi, essere qui con le mie compagne. Vedremo un po’ come va, più che altro come è il feeling a ritornare in gruppo. Non so bene cosa aspettarmi».

La condizione in salita è parsa soddisfacente: il Giro d’Italia potrebbe darle ciò che manca
La condizione in salita è parsa soddisfacente: il Giro d’Italia potrebbe darle ciò che manca

Dai rulli alla strada

Sono passati diciotto giorni dal ritorno in sella dopo la caduta della Vuelta Burgos, avvenuta pochi giorni dopo il viaggio con la nazionale alla scoperta del percorso di Parigi. In un battito di ciglia, è passata dall’adrenalina della grande sfida alla paura che fosse tutto finito. Un film purtroppo già visto, anche se questa volta rispetto allo scorso anno, la bocca non è stata toccata e ha sempre potuto alimentarsi senza problemi.

«Esserci già passata mi ha insegnato qualcosa – dice con una punta di sarcasmo – va così da due anni. Però adesso basta, vorrei evitare altre esperienze simili. Diciamo che sono state comunque due cose diverse. Non è stato facile né l’anno scorso e neppure quest’anno, ma fortunatamente ho potuto riprendere a pedalare un po’ prima. Ho fatto un po’ sui rulli e poi ho iniziato a uscire su strada, ovviamente col tutore alla mano sinistra. Non è la stessa cosa, però almeno ho iniziato a allenarmi».

Gaia Realini si è scusata per non averla aiutata in finale, ma ha forato una gomma finendo in una buca enorme
Gaia Realini si è scusata per non averla aiutata in finale, ma ha forato una gomma finendo in una buca enorme

Senso di liberazione

Le foto di Balsamo sui rulli e poi su strada ci hanno fatto sorridere e subito le abbiamo mandato un messaggio per dirglielo. Quante volte un uomo dovrà alzare lo sguardo, prima di poter vedere il cielo? Elisa Balsamo è salita sui rulli il 4 giugno ed è poi uscita su strada il 10, in una sorta di liberazione che ci ha ricordato la prima uscita in bici dopo la chiusura del lockdown, quando tornammo a immaginare la libertà.

«Sì, più o meno è stato così – sorride – quel giorno mi sono piaciute anche le gallerie di Livigno. Ero su perché avevo già prenotato. Avevamo in conto di andare anche con la nazionale pista, per cui la prima settimana mi sono allenata sui rulli, dato che non potevo uscire su strada. Siamo andati lo stesso per stare tranquilli e non poteva essere altrimenti, visto che eravamo a Tre Palle. Abbiamo cercato di stare lontani da tutto e da tutti gli stress e poi avremmo visto come andava. Abbiamo messo una buona base, pur sapendo che al rientro avrei trovato ragazze che arrivano da gare e che hanno corso. Quindi indubbiamente la mia condizione non è delle migliori, ma mi preme soprattutto capire la mia reazione all’interno del gruppo. Non ho altri obiettivi per oggi».

Voglia di Giro

P.S. Il campionato italiano ha visto Elisa Balsamo sesta alle spalle della compagna Longo Borghini. Tutti gli sguardi che abbiamo incrociato dopo l’arrivo, mentre riprendeva fiato seduta per terra, stavano a significare la grande stima per il suo recupero. Ora il programma che vorrebbe comprende il Giro d’Italia per mettere insieme più lavoro e poi il doppio impegno alle Olimpiadi.

«Sono stata un po’ nervosa nel finale quando si andava verso lo sprint – dice – per il resto tutto abbastanza bene. Ma devo fare il Giro, credo che ne avrò bisogno».

La grossa differenza fra quella Balsamo seduta sui gradini del pullman e quella seduta sull’asfalto dopo la corsa sta nel lampeggiare dello sguardo. I suoi genitori la osservavano dalla transenna facendo battute per scacciare la preoccupazione, ma adesso Elisa è sulla strada giusta per fare grandi cose. E speriamo che a forza di puntare in alto, possa presto vedere nuovamente il cielo.

Si rivede Sanguineti, presto non più orfana di Balsamo

14.06.2024
5 min
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Torna a farsi vedere Ilaria Sanguineti, nelle parti alte della classifica di una classica belga. Una delle tante prove del calendario locale, la SPAR Flanders Diamond Tour, certamente non una di quelle corse da far tremare i polsi, ma per chi come la sanremese attendeva un piazzamento da tempo, per rinfocolare il suo entusiasmo, ha comunque un valore anche un quinto posto. Anche perché Ilaria non è certo una finalizzatrice, nella Lidl Trek i suoi compiti sono altri.

Per questo anche un piazzamento ha un valore, in un momento della stagione dove le certezze sul futuro non sono poi così tante: «Dà morale, dopo un periodo vissuto in continua altalena fra alti e bassi. Per tutta la stagione ho inseguito finora la forma migliore e sembrava non arrivasse mai, finalmente si è intravisto uno spiraglio».

La volata vincente della Consonni con la Sanguineti dietro, alla fine quinta, miglior risultato del 2024
La volata vincente della Consonni con la Sanguineti dietro, alla fine quinta, miglior risultato del 2024
Che corsa era?

Una gara completamente piatta, ma a far la differenza è stata la stanchezza per molte partecipanti, me compresa, che il giorno prima avevano preso parte a un’altra corsa belga, l’Elmos Dwars door het Hageland che era stata molto dura e nella quale noi del team avevamo lavorato per la Brand, alla fine vincitrice. Noi sapevamo che in una corsa così pianeggiante e con una probabile conclusione in volata la Consonni sarebbe stata favorita, quindi lavoravamo per favorire una fuga. La selezione c’è stata, siamo rimaste in 25 a giocarci il successo, ma la corsa non è andata come volevamo.

Perché?

Perché come detto era nostro interesse favorire una fuga, ma la Brand era stanca come altri e quindi ci siamo ritrovate a giocarci la vittoria in volata. In quel caso diventavo io la finalizzatrice e quindi ho fatto del mio meglio. Il quinto posto non è male, ma è chiaro che si spera sempre in qualcosa di meglio.

La ligure in gara all’Elmos Dwars door het Hageland, dove aveva favorito la vittoria della Brand
La ligure in gara all’Elmos Dwars door het Hageland, dove aveva favorito la vittoria della Brand
Tu sei al secondo anno nel team americano, come ti trovi?

Benissimo, c’è una bella atmosfera perché nel team siamo amiche prima che colleghe e questo aiuta molto, anche in corsa. A me capita spesso di avere compagno di stanza straniere e ormai la lingua non è più un problema, anzi ci confidiamo molto. La cosa importante è che si sia formato un gruppo, che agisce dentro e fuori la nostra attività.

Proprio a livello di atmosfera, come avete assorbito le ultime settimane senza la Balsamo?

La sua mancanza si è sentita molto. Anche perché io ed Elisa siamo amicissime da sempre, condividiamo tutto e non averla in squadra è strano. Anche il fatto che mi ritrovo in corse come quella di domenica a dover fare la volata invece di pilotarla, non nascondo che mi spiazza sempre un po’. L’importante è che stia sempre meglio e possa tornare il prima possibile.

La Balsamo è a terra alle sue spalle. Sanguineti si lascia andare, consolata dalla Brand
La Balsamo è a terra alle sue spalle. Sanguineti si lascia andare, consolata dalla Brand
Proprio perché siete tanto amiche, avrai vissuto in prima persona l’altalena di emozioni che Elisa ha attraversato e che ha anche esternato sui social, passando da un cupo pessimismo alla sfrenata voglia di ripartire con il sogno olimpico ancora ben impresso…

Assolutamente sì, abbiamo condiviso tutto. Io poi ero lì, il giorno della caduta, avendo nella mente quel che era successo un anno prima a Londra (quando invece non c’ero) e sapendo quel che le era costato. Questa volta ho sofferto un po’ di più e capisco tutto quel che ha provato. La paura di veder svanire tutto ciò per cui ha lavorato in questi tre anni. Per me Elisa è come una sorella, abbiamo passato settimane difficili che hanno influito anche su di me, non lo nego. Ma quel che conta è mettersi tutto alle spalle.

Come detto ti sei trovata a recitare in un ruolo non tuo…

Questo è anche uno stimolo, poter cambiare ogni tanto fa bene. In corsa si vedono i risultati di quel gruppo di cui dicevo prima. Io lavoro sempre per le compagne e quando si vince un pezzo della vittoria è anche mio. E’ però bello anche vedere per un giorno le compagne prodigarsi per me e per questo domenica avrei voluto ripagarle con qualcosa di più del quinto posto. Per me poi, che sia corsa d’un giorno o tappa non cambia molto.

Ilaria insieme alla Balsamo, un legame di amicizia di antica data e che si perpetua anche fuori dal ciclismo
Ilaria insieme alla Balsamo, un legame di amicizia di antica data e che si perpetua anche fuori dal ciclismo
A tal proposito, sei in una squadra che, nelle corse a tappe, parte sempre con un doppio obiettivo, pensando alla vittoria parziale ma anche alla classifica. Questo accresce impegno e responsabilità?

Sì, ma è giusto. Abbiamo un organico che impone questo e per noi è stimolante partire pensando a quel che possiamo fare sia per il giorno stesso che in funzione della classifica. Il nostro compito è rendere fruttuosa la nostra partecipazione.

Ti vedremo in un grande giro?

Non è in programma, ora punto sui campionati italiani, poi si vedrà che cosa proporrà il calendario. Non nascondo che mi piacerebbe tornare a vestire la maglia azzurra, i mondiali hanno forse un percorso troppo duro ma per gli europei potrei dare una mano., La maglia azzurra però bisogna meritarsela, io farò di tutto per guadagnarmela, magari proprio per avere Elisa alla mia ruota nel momento decisivo.