Balsamo su Vos. A Tortolì come a Leuven, ma per la maglia rosa

01.07.2022
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La regina delle volate è lei, soltanto lei, Elisa Balsamo. Attualmente non ce n’è per nessuna, nemmeno se sei “sua maestà” Marianne Vos. A Tortolì, nella seconda tappa del Giro Donne, va in scena un replay del mondiale di Leuven col medesimo risultato con l’aggiunta del fotofinish. Balsamo rimonta e brucia Vos conquistando la prima vittoria da campionessa italiana e soprattutto la maglia rosa. Terza la promettente olandese Charlotte Kook del Team DSM in una top ten molto italiana grazie ai piazzamenti di Chiara Consonni, Rachele Barbieri, Marta Bastianelli e Silvia Zanardi.

Ventiquattro ore prima la 24enne della Trek Segafredo (esordiente al Giro Donne) ce lo aveva detto: «Se si arriva allo sprint ci proviamo». Tradotto: vinco e prendo la rosa. E così è stato malgrado l’olandese, la Vos avesse fatto tutto in modo perfetto. Volata lunga alle transenne dalla parte destra della sede stradale, nessuno dietro di lei. Solo una come l’iridata in carica (che oggi indossava la maglia verde dei gpm nonostante ieri non fossero stati assegnati) poteva passarla all’ultimo centimetro.

La volatona al fotofinish di Tortolì. Balsamo batte Vos e Kool
La volatona al fotofinish di Tortolì. Balsamo batte Vos e Kool

Il lavoro della Trek-Segafredo

Per settanta chilometri restano in testa in sei. Vitillo, Tonetti, Cesuliene, Rossato, Jaskulska e Pisciali raggiungono fino 3’20” come massimo vantaggio a circa trenta dalla fine. Davanti ci credono mentre dietro nessuno si scompone. Le squadre delle velociste tirano, il finale sembra segnato.

«Abbiamo lavorato dal primo all’ultimo chilometro – commenta Balsamo dopo il traguardo prima di essere travolta dagli abbracci delle sue compagne di squadra – Abbiamo preso in mano la situazione, soprattutto ai 10 chilometri dall’arrivo quando abbiamo ripreso la fuga. Gli arrivi in volata non sono mai semplici. Non so nemmeno cosa dire. Sono davvero contenta».

La maglia rosa della Balsamo è anche figlia della scelta di partire tra le prime nella crono di apertura prima che si alzasse il vento a condizionare la prova delle atlete del secondo blocco.

«Siamo arrivati al Giro Donne – prosegue la piemontese – con l’obiettivo di non prendere troppi secondi nel prologo. Sapevamo che con gli abbuoni potevamo puntare alla maglia rosa anche se non è mai semplice. E’ una grande emozione indossarla».

Un altro capitolo

Il testa a testa Balsamo-Vos ormai gode di tanti capitoli. Gli ultimi sono stati a favore dell’italiana che, ad esempio, Giorgia Bronzini che conosce benissimo entrambe, aveva battezzato come erede dell’olandese della Jumbo-Visma.

«Io la nuova Vos? – continua la nuova maglia rosa – Magari, ma non so. Per me correre con lei è sempre un onore. So che è un punto di riferimento, un modello. Salire sul podio con lei per me è sempre una cosa bellissima».

Ora questa maglia rosa può distogliere l’attenzione da Longo Borghini che potrà correre ancora più a fari spenti?

«Sicuramente – conclude Balsamo – l’obiettivo era quello di ottenere una vittoria per poi correre più serenamente perché, si sa, quando non si vince c’è sempre più tensione. Ci siamo riuscite già alla seconda tappa ed ora in avanti possiamo davvero divertirci».

La rivincita di Marianne

Dietro al palco delle premiazioni c’è Vos. E’ seduta al sole perché dentro le tende-spogliatoio c’è ancora più caldo. Parla alla radio con i suoi diesse per capire se ha fatto seconda o meno. Glielo confermano in linea e lei prende la notizia come se nulla fosse. La grandezza della 35enne fuoriclasse olandese è sempre stata anche quella di saper accettare in maniera impeccabile tutti i secondi posti della carriera (come quello di oggi). La sua sportività in questo senso sarebbe da insegnare ai ragazzini che accampano scuse e lamentele quando perdono in qualsiasi disciplina.

«Tutto il giorno abbiamo corso su grandi strade dove era difficile fare la differenza – racconta Vos – Nel finale ci sono stati tanti team che si sono organizzati per la volata. Siamo entrati in paese in testa, ma all’ultima curva ho perso qualche compagna perché ogni altra avversaria voleva stare davanti. A quel punto è partito lo sprint. Ho aperto e tenuto alta la velocità. Sapevo che Balsamo stava risalendo ed è andata come avete visto. Al momento è molto molto molto veloce (lo rimarca come se stesse riguardando gli ultimi loro arrivi gomito a gomito, ndr) e non c’è nulla da recriminare. No, non credo che sia la mia erede. Siamo due atlete diverse. Lei è un grande corridore, con grandi doti e potenzialità. Ognuna di noi è diversa dall’altra. Sta già facendo una grandissima carriera».

«Ci riproverò ancora, sia ad Olbia che fino alla fine del Giro Donne» La Vos ha già lanciato la volata per i prossimi giorni, a cominciare dalla terza frazione di domani, con partenza da Cala Gonone ed arrivo ad Olbia.

Dall’Alaska alla Sardegna, il romanzo rosa della Faulkner

30.06.2022
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Ha una storia tutta da raccontare, tipica del paese da cui proviene. Ed oggi ha scritto l’ennesima pagina del suo romanzo. La prima maglia rosa del Giro d’Italia Donne viene da un remoto fiordo dell’Alaska, corre in bici da poco più di due anni perché prima praticava il kayak. E dopo la premiazione si è tuffata nel lungomare del Poetto con addosso il simbolo del primato. Kristen Faulkner della BikeExchange Jayco strabilia Cagliari vincendo la cronometro d’apertura di 4,7 chilometri a 49 di media battendo di tre secondi la sua compagna Georgia Baker e di cinque Elisa Balsamo.

La statunitense, che è nata ad Homer e compirà trent’anni il prossimo 18 dicembre, è davvero un personaggio, in antitesi allo spirito chiuso e selvaggio del suo Stato. In Sardegna ha vissuto il suo personale momento di riscatto

E’ alla quarta vittoria della sua breve carriera e l’ultima l’ha conquistata nella crono di Vaduz in Liechtenstein al Tour de Suisse. Proprio nella gara elvetica (in cui era in testa) è stata vittima della sfortuna all’ultima curva dell’ultima frazione a 200 metri dal traguardo. E’ scivolata sull’asfalto viscido per la pioggia mentre era a ruota della Brand, seconda in classifica in quel momento. Morale: l’olandese della Trek-Segafredo vince tappa e generale per una manciata di secondi, la Faulkner chiude seconda con una delusione grande così.

L’insidia del vento

«Oggi è un giorno incredibile per me – racconta la Faulkner che ha iniziato a correre nel 2020 con la Tibco Svb – sia la mia compagna Georgia sia io eravamo molto motivate per la prova di oggi. Volevo essere sul podio con lei (la Baker è stata a lungo in testa alla classifica provvisoria prima del suo arrivo, ndr) e così ho dato tutto andando a tutto gas. Si stava alzando il vento e mi sono salvata in qualche curva riprendendo subito la giusta traiettoria. Dall’ammiraglia mi hanno incitato dopo l’intertempo. Mi sono concentrata sull’arrivo e ho ottenuto il miglior tempo. A maggio sono rientrata dopo un infortunio patito a febbraio ed ora arrivo da un buon periodo di forma, segno che ho lavorato bene».

Atleta da scoprire

«Che tipo di corridore sono? Bella domanda, non ne ho idea», prosegue ridendo dopo il cerimoniale delle premiazioni. «Ho iniziato la stagione pensando di essere adatta alle classiche. Poi sono andata al Giro di Svizzera dove c’è stato un buon clima e sono andata bene sia a crono che in salita. Sto crescendo e mi sto accorgendo di cosa posso diventare. Vado ad ogni corsa per aiutare le compagne e per fare del mio meglio. Non ho piani per la classifica generale, vedremo cosa succederà, d’altronde sono al secondo giro a tappe in pochi giorni. Siamo un team attrezzato. Possiamo fare bene negli sprint con la stessa Baker e Kessler e naturalmente puntare alla vittoria finale con Amanda Spratt. Lei è una grande scalatrice e ha tutte le carte in regola per fare bene».

L’emozione è evidente se si pensa allo sport e alla parte di mondo da cui viene. «Sia ciclismo che canottaggio – chiude la Faulkner – sono duri e impegnativi, bisogna soffrire. Ma mi piace così. E’ la seconda volta che vengo in Italia e che faccio gare estive. La maglia rosa è bellissima, ma non la userò a dormire perché fa troppo caldo. Ora mando un messaggio a casa in Alaska dove sono circa 10 ore indietro di fuso orario. Saranno le 5 del mattino, forse sveglierò qualcuno anche se credo che saranno stati tutti collegati alla tv per vedermi».

Baker, Faulkner, Balsamo. L’italiana potrebbe prendere la maglia rosa a Tortolì
Baker, Faulkner, Balsamo. L’italiana potrebbe prendere la maglia rosa a Tortolì

Balsamo e la rosa

Sulla sfondo c’è già la seconda tappa. La Villasimius-Tortoli di 106,5 chilometri che strizza l’occhio alle velociste. Una delle accreditate sarà Elisa Balsamo, che scende le scale del podio con la maglia azzurra per la migliore italiana nella generale. Con una vittoria e gli abbuoni può puntare a prendersi la rosa, una delle poche maglie importanti che mancano alla sua collezione. «Sarebbe un sogno prenderla, ma non sento particolari pressioni. Cercheremo di correre al meglio poi se si arriverà allo sprint proveremo a dare il massimo».

Il Giro Donne è appena iniziato, ma ci sono già tutti gli ingredienti – e tante storie se preferite – per seguirlo con tanta attenzione.

Pronostico rispettato: Balsamo campionessa d’Italia

26.06.2022
6 min
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Se avessimo dovuto scommettere un centesimo sulla vincitrice del campionato italiano donne elite – descritto da tanti come un terno al lotto visto il suo percorso totalmente piatto – probabilmente lo avremmo puntato su di lei. Elisa Balsamo domina la volata tricolore a San Felice sul Panaro, battendo quasi per distacco Rachele Barbieri delle Fiamme Oro e Barbara Guarischi della Movistar. Quinta al traguardo e prima delle U23, Eleonora Camilla Gasparrini della ValcarTravel&Service che vince la maglia di categoria, messa in palio per la prima volta.

Uno sprint dei suoi, quello della 24enne della Trek-Segafredo (in apertura nella foto Isola). Avreste dovuto vedere l’espressione del cittì Paolo Sangalli quando la Balsamo esultava già a venti metri dall’arrivo. Una roba da “mamma mia”, da “senza storia”. La piemontese, che ha corso con la maglia iridata del suo club dopo l’uscita dalle Fiamme Oro, si è vista praticamente solo una volta, oltre a quella al podio firma. Una ma giusta.

Dopo l’arrivo per la neo campionessa italiana, una Coca ghiacciata. Il tricolore resta in Trek-Segafredo
Dopo l’arrivo per la neo campionessa italiana, una Coca ghiacciata. Il tricolore resta in Trek-Segafredo

Tutte contro Balsamo

Infatti proprio il fatto che Balsamo corresse da sola contro formazioni più numerose ed attrezzate era una delle incognite tattiche. L’intento era tagliarla fuori dalla contesa finale con una azione da lontano. Le Fiamme Oro hanno mandato Pirrone in fuga (con Pisciali della Mendelspeck e Monticolo della Top Girls Fassa Bortolo) sperando di usarla come appoggio per un loro contrattacco.

Ci hanno provato alternandosi con le Fiamme Azzurre in una fase agonistica fatta scatti e controscatti mentre le tre fuggitive erano state già riassorbite. Parte Bastianelli, chiude Longo Borghini. Riparte Bertizzolo e risponde Guderzo. A quel punto tutte si mettono l’animo in pace. Tirano anche BePink, Isolmant e Top Girls con i propri treni ed iniziano a comparire le sagome di altre atlete sole. Non c’è più spazio per tentativi disperati, sarà volata.

Sul podio, Balsamo onorata da Barbieri e Guarischi: un bel terzetto di atlete super veloci
Sul podio, Balsamo onorata da Barbieri e Guarischi: un bel terzetto di atlete super veloci

En-plein tricolore

«Ci tenevo molto a questo campionato italiano – racconta Balsamo che con quello elite completa l’en-plein tricolore dopo le vittorie tra le esordienti, allieve e junior – perché è qualcosa di sempre prestigioso. Stamattina sono partita con l’idea di fare il mio meglio. Sapevo che correndo da sola non sarebbe stato semplice. Dovevo guardare le altre squadre cosa volevano fare, ma ho visto che in molte avevano interesse ad arrivare in volata. Per me è stato il miglior scenario possibile».

Non potrà indossare però questa maglia tricolore. «Sicuramente mi dispiace non portarla – prosegue Elisa, giunta alla sesta vittoria stagionale – ma alla fine uno dentro di sé sa di averla vinta e questa è la cosa più importante. Ora mi concentro sul Giro Donne, dove ci sono tante tappe adatte alle mie caratteristiche. Questo successo mi dà morale e spero di arrivarci nelle migliori condizioni possibili. Noi ragazze italiane siamo molto orgogliose di creare interesse attorno a noi, grazie ai tanti nostri risultati».

Rachele Barbieri correva in casa ed era tra le favorite. Il secondo posto resta un grande risultato
Rachele Barbieri correva in casa ed era tra le favorite. Il secondo posto resta un grande risultato

Orgoglio Barbieri

Dietro Balsamo che volata è stata? «Sapevamo che Elisa fosse difficile da battere», spiega Rachele Barbieri, che aveva tutti i suoi tifosi ad attenderla dopo l’arrivo. «Noi abbiamo provato ad attaccare, io compresa cercando di entrare in qualche fuga. Siamo arrivate in volata, le mie compagne sono state splendide, ma Elisa è stata più forte. Ha vinto nettamente. Una come lei si batte se non la porti all’arrivo, ma ogni gara è a sé. Tuttavia i pronostici sono stati abbastanza seguiti.

«Non avevo battezzato nessuna ruota, mi sono fidata di Longo Borghini che mi ha pilotato fino all’arrivo. Era questa la tattica qualora fossimo arrivate allo sprint. Peccato, correvo sulle strade vicino a casa ma sono contenta di questo secondo posto dietro alla campionessa del mondo. E poi sono arrivata davanti a gente fortissima come Barbara e Chiara (rispettivamente Guarischi e Consonni, quest’ultima quarta e delusa, ndr) e tante altre che se la sono giocata. Non mi sento sconfitta, al Giro darò il meglio di me grazie anche al supporto della mia squadra. Penso che in futuro potrò vincere uno sprint di gruppo in una gara importante come il campionato italiano».

Soddisfazione Guarischi

Sorride soddisfatta della sua medaglia di bronzo anche Guarischi, che fa eco alle parole della Barbieri.

«Piazzarsi dietro ad una come la Balsamo – confida la lecchese che sarà impegnata ai Giochi del Mediterraneo – vale come un oro. Sono contenta del mio risultato perché Rachele è molto veloce, aveva il supporto di una grande squadra e lo stimolo di gareggiare nella sua provincia. Questo terzo posto mi dà morale, anche perché anch’io come Elisa correvo da sola e ho saputo muovermi bene, sprecando molto poco. La gara è andata come me l’aspettavo.

«Non ci credevo minimamente che sarebbe arrivata la fuga. Ho agito solo quando sono partite le Fiamme Oro e Azzurre, perché c’erano nomi importanti dentro a quei tentativi, ma me lo sentivo che sarebbe andata così. Ormai credo che sia una dote questa cosa di azzeccare molti pronostici (ride, ndr)».

Guarischi sul podio. I tanti chilometri a tirare per le compagne della Movistar non le hanno tolto lo spunto: grande!
Guarischi sul podio. I tanti chilometri a tirare per le compagne della Movistar non le hanno tolto lo spunto: grande!

«Nel finale mi ero messa a ruota di Rachele Barbieri – chiude la 31enne della Movistar – poi è arrivata Balsamo, ho perso la posizione e mi sono messa a ruota di Elisa. E’ stata una volata concitata. Probabilmente ho sbagliato ad uscire. Sono andata a sinistra, ma dovevo seguire la Balsamo. Ho pensato poi di restare chiusa tra Barbieri e Consonni e così ho continuato forte a sinistra fino alla fine. Adesso vado con la nazionale in Algeria in una formazione molto forte. Ci vado col morale alto. Indossare la maglia azzurra è sempre un onore. Indipendentemente da chi lo farà, l’obiettivo per noi è di portare a casa la vittoria ai Giochi del Mediterraneo».

“Scarte”, come si prepara la madison con le ragazze?

02.06.2022
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Elisa Balsamo, nel suo racconto che prendeva spunto dalla felice trasferta di Nations Cup su pista a Milton, era stata chiara a proposito della madison: a dispetto della vittoria, è un “work in progress”. Nella specialità Villa sta gettando le fondamenta di una costruzione che dovrà essere “inaugurata” in occasione di Parigi 2024. Per allora tutto dovrà essere messo a punto per puntare al bersaglio grosso.

Sedute a coppie miste

L’iridata, parlando della sua vittoriosa esperienza con la Consonni, aveva stimolato la nostra curiosità: «Su pista lavoriamo sempre insieme ai ragazzi, proprio perché dobbiamo migliorare tantissimo nella tecnica. Sappiamo che il cittì è molto esigente, sui cambi ad esempio siamo ancora carenti. Quando saremo abbastanza brave faremo coppie diverse, tutte al femminile, ma ci vuole tempo e pazienza». Parole che non potevano restare fini a se stesse.

Abbiamo allora sentito chi lavora con loro e non è uno qualunque, perché parliamo del vicecampione del mondo di specialità Michele Scartezzini, in partenza per l’Adriatica Ionica Race nelle file della nazionale.

«Quel che ha raccontato Elisa – dice – è la pura verità e fa bene a chiarire che quella vittoria non deve distogliere dal discorso generale. La madison al femminile ha iniziato il suo corso pochi anni fa, quindi è normale che le ragazze manchino di esperienza. A questo si aggiunga che Marco (Villa, ndr) è molto esigente, riprende spesso anche noi e ci ricorda sempre che non si finisce mai d’imparare la tecnica ed è quella che fa la differenza».

Balsamo Consonni Milton 2022
Balsamo e Consonni, a Milton un successo importante, che non deve esaltare troppo
Balsamo Consonni Milton 2022
Balsamo e Consonni, a Milton un successo importante, che non deve esaltare troppo
Com’è strutturato il lavoro con le ragazze?

Marco ci dispone per coppie miste e questo ha molti significati. Innanzitutto bisogna considerare che dal punto di vista della forza pura, che serve nel rilancio, c’è uno squilibrio, come anche nella velocità. Viaggiamo quindi a ritmi minori rispetto ai nostri soliti, ma spesso Marco ci chiede di accelerare un pochino per portare le ragazze sempre al loro limite.

Quanto durano queste sessioni?

Dipende, dai 20 ai 30 minuti con cambi frequenti. Cerchiamo di curare ogni minimo dettaglio, dalle prese al movimento dell’avambraccio (notare il dettaglio nella foto di apertura, ndr). Ad esempio le mani non devono intrecciarsi, ma la presa deve comunque essere solida per lanciare il compagno. Il lancio deve avvenire non tanto con la spalla, quanto con la leggera torsione del braccio. All’inizio senti dolore, ma via via che il gesto diventa naturale, il dolore non arriva più. Allora significa che stai lavorando tecnicamente bene.

Scartezzini Viviani
Scartezzini e Viviani al cambio, molto incide anche a che altezza della pista esso viene fatto
Scartezzini Viviani
Scartezzini e Viviani al cambio, molto incide anche a che altezza della pista esso viene fatto
Oltre al momento del cambio, su quale altro aspetto si lavora con loro?

E’ importantissima la posizione che si tiene quando il compagno è in gara. Un errore che spesso veniva commesso era girare piuttosto bassi, a metà pista pensando che così, facendo meno metri, si faticava di meno. Invece in questo modo ci si stanca prima. Bisogna girare in alto facendo così girare maggiormente le gambe, ma in modo che, non essendo impegnati, il cuore possa scendere di pulsazioni. Quando è il momento del cambio, si arriva a maggiore velocità e questo permette non solo di non perderla, ma di renderlo più semplice anche per chi sta finendo la frazione.

Lavorando con le ragazze, hai notato in loro dei miglioramenti rispetto al recente passato?

Enormi. Chiara Consonni ad esempio ha cambiato totalmente modo di interpretare questa specialità, gira in un modo completamente diverso.

Scartezzini Villa
Villa è sempre molto attento ai dettagli, grazie alla sua grande esperienza nella madison
Scartezzini Villa
Villa è sempre molto attento ai dettagli, grazie alla sua grande esperienza nella madison
Elisa raccontava anche che Villa vuole continuare su questo metodo, solo più avanti comincerà a far allenare le ragazze da sole, ma mischiando continuamente le coppie…

E’ giusto. Devi innanzitutto assimilare ogni gesto in modo che diventi naturale, a quel punto si cominceranno a verificare altri fattori per formare le coppie migliori. E’ così anche fra gli uomini. Molti pensano che basta mettere insieme i due uomini più forti, ma non è così. Spesso abbiamo visto emergere coppie con un campione famoso e un corridore sulla carta molto inferiore, ma l’affiatamento faceva la differenza. Addirittura hanno vinto gare e medaglie importanti coppie che individualmente rendevano molto meno. I nomi non fanno il risultato…

Un altro aspetto: i cambi sono fissi, ossia ogni frazione ha un numero definito di giri da fare?

No, ci si parla in gara. Dipende da molte cose. Quando decidi di fare la volata e chi dei due deve farla, ci si dice dove ci si troverà per il cambio e dovrai farti trovare pronto. Inoltre spesso in gara si va incontro a qualche momento di crisi, allora l’altro andrà a ridurre i propri tempi di recupero per permettere all’altro di riprendersi. L’equilibrio nasce anche da queste cose, si deve formare una sinergia molto stretta.

Barbieri Paternoster 2021
Barbieri e Paternoster agli ultimi mondiali. Nel cambio ci si danno anche indicazioni tattiche
Barbieri Paternoster 2021
Barbieri e Paternoster agli ultimi mondiali. Nel cambio ci si danno anche indicazioni tattiche
Ha ragione quindi Villa a dire che, a prescindere dai risultati, per ora si continua a lavorare a coppie miste?

Sì, perché sono meccanismi che si acquisiscono solo con il tempo, senza dimenticare che tutti noi, uomini e donne, abbiamo poi anche altre discipline da curare. Nel caso specifico della madison, quando noi ci alleniamo solo fra uomini andiamo a velocità molto più alte e fatichiamo molto di più. Nell’altro caso siamo degli sparring partner e il minor stress fisico serve anche per prestare attenzione a quei piccoli ma fondamentali particolari di cui sopra.

Ora sei in partenza per l’Adriatica Ionica Race, con quali obiettivi?

Sinceramente, salvare la gamba e fare fatica… Non parto certo per fare chissà cosa, questa trasferta servirà per accumulare lavoro da trasformare poi al ritorno su pista. E comunque le gare non si sa mai prima come andranno…

Balsamo MIlton 2022

Tre vittorie su pista, ma ora la Balsamo torna alla strada

27.05.2022
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Facciamo un piccolo salto indietro perché la trasferta azzurra alla seconda tappa di Coppa del Mondo su pista a Milton ha dato segnali importanti. Si ha un bel dire che mancavano molti big, a differenza di quanto avvenuto a Glasgow dove c’erano tutti per “mettersi al sicuro” in vista delle convocazioni per i Mondiali di ottobre in Francia. Sarà anche vero, ma se guardiamo numeri e presenze, i risultati sono stati importanti in chiave italiana, soprattutto per Elisa Balsamo.

La campionessa del mondo su strada manca dal calendario “on the road” da un mese, un’assenza considerevole ma che era stata programmata con la Trek Segafredo pensando alla lunghezza della stagione e agli obiettivi da identificare dopo la più che proficua campagna del Nord: «Dovevo staccare, la prima parte era stata pesante. Durante questo periodo, tra Glasgow e Milton sono stata anche una settimana senza toccare la bici. Abbiamo valutato, con la squadra e con Villa, la mia presenza in Canada e poteva essere utile per riprendere in vista della strada, così ho accettato di partecipare alla trasferta».

Balsamo Villa 2022
Consonni e Balsamo fra Fabio Masotti e Marco Villa. A Milton una vittoria di spessore nell’americana
Balsamo Villa 2022
Consonni e Balsamo fra Fabio Masotti e Marco Villa. A Milton una vittoria di spessore nell’americana
Bilancio migliore non poteva essere, con 3 vittorie…

Effettivamente mi sono ritrovata con una condizione migliore di quanto pensassi e questo mi ha dato molta fiducia per il prosieguo della stagione.

Partiamo dall’inseguimento a squadre. Al di là dell’assenza di Germania e Gran Bretagna, la sensazione è che rispetto allo scorso anno siate cresciute.

Un passo avanti c’è stato, indubbiamente. Soprattutto perché non siamo solamente 4 ragazze, ma c’è un gruppo ampio, con continui innesti: a Milton siamo scese in qualificazione senza mai esserci allenate insieme e dopo la prima prova eravamo già affiatate, come si è visto in semifinale e finale. Il tempo finale non è stato dei migliori, ma è normale se non provi insieme. Vorrei poi sottolineare che fra noi c’era Barbara Guarischi che non gareggiava su pista da una decina d’anni… E’ questo che intendo quando parlo di un gruppo ampio, sono tante le ragazze che possono entrare nel team e questo significa anche che c’è concorrenza per farlo, non ci sono posti assicurati.

Che cosa manca per chiudere quel piccolo gap rispetto alle nazioni citate prima?

Sinceramente è difficile dirlo, so che Villa ci sta lavorando molto. Il metodo di allenamento è cambiato, lui è prodigo di consigli e si lavora molto anche sulla base dell’esperienza dei ragazzi arrivati all’oro olimpico. Intanto però dimostriamo costantemente che pista e strada possono convivere benissimo, senza nulla togliere l’una all’altra.

Quartetto Milton 2022
Con Balsamo e Consonni anche Zanardi, Fidanza e Guarischi hanno contribuito al successo
Quartetto Milton 2022
Con Balsamo e Consonni anche Zanardi, Fidanza e Guarischi hanno contribuito al successo
Se nel quartetto mancavano i vertici, nell’omnium c’erano l’oro e l’argento di Tokyo. Averle messe alle spalle ti ha dato una soddisfazione in più o ti ha fatto rimpiangere ancora di più quella caduta?

A dir la verità non ci ho pensato, non avevo riflettuto sul fatto di chi mi ero messa alle spalle. Mi fa piacere, dà un senso ulteriore a quella vittoria, ma se proprio devo dire, ormai a Tokyo non ci penso più, è una pagina chiusa alla quale ne sono succedute tante altre, molte davvero belle e poi sono sempre stata portata a guardare avanti. Non avevo un particolare spirito di rivincita, questo è sicuro, ogni gara fa storia a sé.

Terza gara e terza vittoria, nella madison. Villa ha sempre affermato che per emergere in quella che era la “sua” specialità serve grande affiatamento fra i compagni.

E’ vero e il fatto che io e Chiara (Consonni, con lei nella foto d’apertura, ndr) abbiamo vinto alla nostra prima gara insieme non deve trarre in inganno. L’affiatamento è la prima componente per emergere e la madison è un grande “work in progress”, tanto è vero che su pista lavoriamo sempre insieme ai ragazzi, proprio perché dobbiamo migliorare tantissimo nella tecnica. Sappiamo che il cittì è molto esigente, sui cambi ad esempio siamo ancora carenti. Quando saremo abbastanza brave faremo coppie diverse, tutte al femminile, ma ci vuole tempo e pazienza.

Balsamo Omnium Milton 2022
Il podio dell’Omnium, con l’azzurra fra l’olimpionica americana Valente e l’australiana Manly
Balsamo Omnium Milton 2022
Il podio dell’Omnium, con l’azzurra fra l’olimpionica americana Valente e l’australiana Manly
Quando tornerai su pista?

Non lo so, non ne abbiamo ancora parlato. Per gli Europei ci sarà da capire come gestire il poco spazio temporale fra le gare su pista e su strada, vedremo di trovare la soluzione più adatta. Quello di Monaco è un percorso piatto, che potrebbe portare a una volata finale e io voglio esserci. Magari gareggiare su pista prima potrebbe anche darmi quel quid in più.

E su strada?

Ricomincio questa settimana con la RideLondon, dove sono salita già due volte sul podio. Mi aspettano Giro e Tour, con tanta voglia di correre ora che le batterie sono state ricaricate…

ULTIM’ORA: Non c’è due senza tre. Nella prima tappa della RideLondon l’iridata ha chiuso seconda nella volata di gruppo, battuta dall’altra regina dello sprint, l’olandese Lorena Wiebes con Guazzini, Persico e Consonni dal quinto al settimo posto. Come ritorno non c’è male…

Villa Glasgow 2022

Glasgow, missione compiuta. Villa traccia il bilancio azzurro

25.04.2022
5 min
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Una tappa particolare, quella di apertura della coppa del mondo su pista a Glasgow. Innanzitutto per la sua collocazione temporale, accavallata con il periodo delle classiche delle Ardenne che ha posto molti atleti di fronte a una difficile scelta, cercando di ricavare spazio e libertà dagli obblighi imposti dalle varie squadre. Poi per i regolamenti Uci, che impongono una presenza in coppa (ci saranno sole altre due tappe, a Milton e Cali) per essere eleggibili per i mondiali e quindi per guadagnare punti importanti per la qualificazione olimpica.

Il cittì Marco Villa (nella foto di apertura fra Balsamo e Guazzini, seconde nella madison, le foto @arne_mill/FCI) è stato così costretto ad autentici salti mortali nella composizione della squadra azzurra, richiamando in nazionale tutti i migliori (chi è rimasto fuori, come Milan e Paternoster, è stato solo per problemi di salute) ma senza poterli “assemblare” come al solito, senza quindi aver potuto fare quei necessari lavori specifici di allenamento a ridosso dell’evento che a questi livelli sono decisivi. Se quindi a prima vista il quarto posto finale del quartetto olimpionico può sembrare deludente, scavando si scopre che ci sono precise ragioni.

Glasgow quartetto 2022
Il quartetto iridato ha chiuso 4°, dopo il miglior tempo in qualificazione con 3 dei 4 olimpionici
Glasgow quartetto 2022
Il quartetto iridato ha chiuso 4°, dopo il miglior tempo in qualificazione con 3 dei 4 olimpionici

5 podi, un buon inizio

Villa, in procinto di tornare in Italia, spiega il bilancio azzurro (un oro con Viviani nella “sua” eliminazione, argento delle due formazioni madison e della Vece nei 500 metri da fermo, bronzo del quartetto femminile) con la solita sincerità, senza pararsi dietro ad attenuanti: «I problemi che ho avuto io li hanno avuti tutti, devo abituarmi a questa situazione perché è chiaro che ragazzi e ragazze hanno la strada come attività primaria. Abbiamo comunque approntato un sistema che consente loro, almeno una volta a settimana di effettuare lavori su pista e questo serve per mantenere legato un filo e per fare ripassi, è chiaro che poi possono mancare quei particolari che fanno la differenza».

Il quartetto azzurro era stato il migliore in qualificazione, con Ganna al suo interno, poi che cosa è successo?

E’ proprio a questo che mi riferivo a proposito dei particolari. Il quartetto è fatto di sincronismi che devono funzionare alla perfezione: Lamon ha chiamato al cambio Scartezzini che non lo ha sentito, così il quartetto si è sfaldato e una cosa simile è avvenuta nella finalina. Non nascondo di esserci rimasto un po’ male, perché so bene il valore di questi ragazzi e so che ci tengono a far bene ogni volta che scendono in pista, ma sono esperienze che fanno parte del gioco.

Relativamente alla prova delle ragazze, la sensazione è che i vertici ora siano ancora più vicini…

Io sto portando avanti il lavoro che ha impostato con loro Salvoldi. Ho detto loro che sta a loro crederci, se lo faranno, fra due anni e mezzo saranno al livello delle migliori. Con la Gran Bretagna in semifinale erano davanti fin quasi alla fine, hanno perso per 60 millesimi perché la Consonni, che era quella che meno aveva lavorato su pista, ha ceduto, ma io guardo a quella sconfitta come a un fatto positivo, ora dobbiamo lavorare per trasformare quei 60 millesimi da uno svantaggio a un vantaggio nei confronti delle avversarie.

Come giudichi nel complesso la trasferta azzurra?

E’ stata positiva, va guardata con soddisfazione considerando proprio le difficoltà avute e lo scarso tempo per mettere a punto quei meccanismi che a questi livelli fanno la differenza. Ribadisco però che i problemi nostri li hanno avuti tutti: la Francia aveva qui il meglio, con Thomas reduce dal trionfo a Besseges e i quartetti che continuano a crescere pensando alle Olimpiadi di casa. La Gran Bretagna anche aveva i migliori effettivi, basti guardare la Archibald che si era fatta male nell’omnium è stata prontamente e degnamente sostituita nella madison. Per questo i risultati azzurri sono ampiamente positivi.

Viviani Eliminazione 2022
Viviani ha un po’ deluso nell’omnium, ma nell’eliminazione è sempre il re
Viviani Eliminazione 2022
Viviani ha un po’ deluso nell’omnium, ma nell’eliminazione è sempre il re
Come pensi di regolarti per le prossime tappe?

A Milton conto di portare molti Under 23, soprattutto per il quartetto, in modo da far fare loro esperienza, proprio perché ci tengo a lasciare la porta aperta a nuovi innesti in vista anche di Parigi 2024, quindi c’è bisogno che si confrontino ai massimi livelli. Fra le donne sicuramente ci saranno la Balsamo e la Consonni: a proposito di Elisa devo dire che la sua abnegazione le fa onore: durante le classiche ha fatto su e giù con il Belgio proprio per effettuare lavori in pista e i risultati si sono visti, sia nel quartetto, sia soprattutto nella madison con la Guazzini. Spero inoltre di recuperare la Paternoster che è mancata a Glasgow in quanto aveva la febbre, attendiamo gli esami per capire come sta, come anche vorrei portare la Fidanza in ripresa dopo il brutto incidente.

E a Cali?

In Colombia ci sarà una spedizione più ridotta nei numeri, è probabile che soprattutto al femminile ci saranno poche ragazze per la concomitanza con il Giro d’Italia, forse rinunceremo al quartetto. Per questo era importante essere a Glasgow al meglio delle nostre forze.

Glasgow donne 2022
Azzurre terze nel quartetto, con Alzini, Balsamo, Barbieri, Consonni e Guazzini
Glasgow donne 2022
Azzurre terze nel quartetto, con Alzini, Balsamo, Barbieri, Consonni e Guazzini

Intanto l’Olanda riparte senza Wild

Nel complesso la tappa di Glasgow ha confermato la sensazione emersa nel dopo Tokyo, ossia l’emergere di nuove forze pronte a smuovere le gerarchie. Nel quartetto maschile ormai la Francia è una seria candidata ai vertici mondiali, guidata da quell’Ermenault figlio d’arte che ai mondiali di Roubaix aveva impressionato nell’inseguimento individuale. Fra le donne le transalpine sono in netta crescita mentre anche l’Olanda inizia a interessarsi alla specialità, in un quadro di ricostruzione dopo l’addio della sua storica guida Kirsten Wild. Ci sarà molto da lavorare, ma noi ci siamo.

Sergio Balsamo racconta Elisa: «E’ il nostro orgoglio»

03.04.2022
6 min
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«In quello sguardo li si vede il massimo della gioia che un genitore ha nel vedere la figlia felice». La foto in apertura sta girando da una settimana sul web. Racchiude un padre e una figlia. Orgoglio. Amore. La stessa passione per la bicicletta. Sergio e sua figlia Elisa. Un’istantanea scattata qualche metro dopo l’arrivo vittorioso di Elisa Balsamo alla Gand-Wevelgem

Abbiamo deciso di farci raccontare direttamente da Sergio Balsamo quello scatto partendo dal percorso della figlia campionessa del mondo. Ripercorrendo rispettosamente i ricordi più intimi di gioia, crescita e momenti difficili. 

Il forte legame di Elisa è anche con mamma Silvia anche lei appassionata di bici
Il forte legame di Elisa è anche con mamma Silvia anche lei appassionata di bici

Un’istantanea d’amore

«Dico la verità. Noi preferiamo stare nell’ombra. Lo siamo stati fino adesso, lei è la protagonista. Chi ha fatto quella foto è stato bravo a cogliere il momento. Lei sa che noi ci siamo. Ci siamo sempre. Facciamo prima a contare le gare a cui non siamo andati che viceversa. E sono davvero poche. I genitori diventano dei punti di riferimento per qualsiasi situazione che una figlia richieda che siano belli o brutti».

Da questa affermazione che ci viene detta da Sergio pochi secondi dopo che ci ha risposto al telefono, si capisce quanto papà e mamma siano rispettosi della figlia in ogni momento della sua carriera

Papà Sergio e mamma Silvia seguono la figlia da sempre in giro per il mondo
Papà Sergio e mamma Silvia seguono la figlia da sempre in giro per il mondo

Nata sull’ammiraglia

Da ogni frase detta da Sergio spicca sempre la parola “noi”. Proprio così, nessuna frase che descriva il percorso di Elisa viene detta in prima persona. La famiglia infatti conta tre. Mamma Silvia è l’altra colonna portante della famiglia Balsamo che supporta la figlia da sempre.

«Noi ci siamo conosciuto attraverso la bici. Io ho corso fino a dilettante. Mia moglie è sempre andata in bici. Siamo direttori sportivi di terzo livello entrambi. Siamo stati diesse della SC Vigor Piasco per undici anni. In quel periodo è nata Elisa e chiaramente fin dai primi mesi l’abbiamo portata sull’ammiraglia. E’ nata sull’ammiraglia. Dietro alle gare non possono salire minori sulle macchine della carovana e noi la nascondevamo tra i sedili dove giocava spensieratamente. Era diventata la mascotte della gara».

Finestra sul passato

Parlando con il padre viene naturale chiedersi come una campionessa del mondo si sia approcciata alla bicicletta. «Noi non l’abbiamo mai forzata – racconta il papà – anzi volevamo che praticasse altri sport. L’avevamo iscritta ad uno sci club e d’inverno faceva sia fondo che biathlon. Lei cominciava ad andare in bici a marzo quando finivano le gare di sci. Era molto brava anche nel nuoto, infatti volevano che entrasse nella squadra agonistica».

Una foto di Sergio Balsamo dilettante nel 1988
Una foto di Sergio Balsamo dilettante nel 1988

«Da piccoli è importante che i bambini e ragazzi sviluppino le capacità coordinative e si divertano senza pensare ad un futuro nello sport. La prima gara che fece a sei anni è caduta e quello è stato il suo battesimo alle corse. Fino ai dodici anni faceva gare per divertirsi. C’erano i suoi cugini i suoi amici. Era una festa continua, giocavano di continuo».

Agonismo innato

Dietro a ogni campione c’è sempre una dose di agonismo che scorre nelle vene. E’ forse una delle caratteristiche che accomuna gli sportivi di tutto il mondo. «Lei è un’agonista incredibile. Se non vince – racconta Sergio – si arrabbia, ma quella è una caratteristica innata. A livello mentale su quel lato lì è sempre stata così, è un suo tratto distintivo fin da quando era piccola».

Elisa Balsamo emula la foto del padre a dimostrare il piacere di stare in sella e il legame fra loro
Elisa Balsamo emula la foto del padre a dimostrare il piacere di stare in sella e il legame fra loro

Da allenatori a genitori

Un passaggio importante per la crescita di un’atleta, ma in generale della pratica sportiva nell’adolescenza, è sicuramente come viene vissuto lo sport dalla famiglia.

«Abbiamo capito presto che a lei bastava allenarsi poco per vincere – spiega papà Sergio – e abbiamo sempre voluto tutelarla in rapporto alla sua età. Lei si confrontava con altre ragazze e posso assicurare che si allenava la metà. Usciva in bici un’ora al giorno e poi si dedicava allo studio. Vedevamo che a lei piaceva e che voleva impegnarsi. Dal nostro lato non l’abbiamo mai caricata di agonismo o aspettative. Ci limitavamo ad assecondarla e accompagnarla. Mamma natura ha pensato a darle un’abilità che non aveva bisogno di altro». 

Dopo le Olimpiadi amare di Tokyo Elisa si è focalizzata sui mondiali di Leuven
Dopo le Olimpiadi amare di Tokyo Elisa si è focalizzata sui mondiali di Leuven

Una mentalità devastante

Che Elisa sia forte ormai lo si capisce dall’arcobaleno che cintura la sua maglia Trek-Segafredo. Ma per un’atleta che conquista questo tipo di risultati i motivi dei successi vanno oltre al fisico.

«A livello fisico è forte. Secondo noi a livello mentale è davvero incredibile. Se si mette qualcosa in testa non glielo togli. Una cosa che ci ha impressionato è stato il periodo post Olimpiadi di Tokyo. E’ uscita da quell’esperienza distrutta. Non per la caduta. Ma mentalmente era a terra. E’ arrivata a casa e non voleva sentire parlare di bici. Non l’ha toccata per una settimana. Alla domenica ha resettato la mente e si è focalizzata su un nuovo obiettivo. Il mondiale. In quattro settimane ha preparato un campionato del mondo di 160 chilometri dopo aver passato gran parte dell’ultimo periodo in pista. Siamo rimasti impressionati». 

Crescita graduale

Il palmares di Elisa inizia ad essere sempre più ricco di classiche e successi di spessore. Tutti questi risultati però sono arrivati in maniera costante con una continua crescita delle prestazioni.

«Lei di anno in anno è cresciuta – dice papà Balsamo – senza bruciare tappe o con exploit casuali. Fortunatamente ha trovato un preparatore come Davide Arzeni che l’ha capita fin da subito. Tant’è vero che lei quando è passata juniores ci siamo subito tirati indietro e ci siamo messi dietro le quinte».

Le vittorie costanti nella sua crescita naturale del talento fino ad arrivare al mondiale di Leuven
Le vittorie costanti nella sua crescita naturale del talento fino ad arrivare al mondiale di Leuven

«Ovviamente sempre a sua disposizione perché è lei la prima a venirci a domandare. Una cosa che ci dava fastidio quando facevamo i direttori sportivi, erano i genitori che si intromettevano tra atleti e allenatori. Per tornare ad Arzeni, lui la pensa come noi. Sia come ore in bici che come preparazione. Le ha dato un carico di lavoro che non è straordinario. Anzi, lavora spesso in pista per i lavori specifici. Alla Valcar l’hanno fatta crescere con calma e serenità e questo ha giovato al suo percorso. A completare il cerchio, tre anni fa ha preso una nutrizionista che l’ha aiutata a fare un ulteriore salto di qualità». 

Vivere il presente

Siamo ormai alla chiusura di una telefonata che ci ha fatto percorrere i passaggi più intimi che due genitori hanno vissuto nella carriera della figlia. Una domanda sul futuro per quanto scontata è però doverosa.

Papà Balsamo ci risponde così: «Non faccio voli pindarici, ci piace vivere nel presente. Quello che vogliamo noi è vederla sorridente e felice come in questo periodo. Vedere una figlia che fa quello che le piace, che si impegna e non le pesano i sacrifici per questo sport è il massimo. Due genitori non possono chiedere di meglio. Per il resto, tutto quello che arriva è un regalo. Non si sente superiore e sa che quello che raccoglie è dovuto per la maggior parte alla squadra che le dà la possibilità di giocarsi le sue carte».

Van Dijk, Balsamo, Longo: prove d’intesa alla Trek-Segafredo

02.04.2022
6 min
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Prendi Elisa Longo Borghini e la Balsamo e aggiungi allo stesso tavolo anche Ellen Van Dijk. Un simile concentrato di bandiere non è facile da trovare. La campionessa italiana, quella del mondo e quella d’Europa. Tutte con le insegne della Trek-Segafredo. Mancano 24 ore al Giro delle Fiandre e il Belgio s’è vestito di bianco, ammantando le strade di neve e aggiungendo insidie a un percorso già di per sé complicato.

I discorsi si legano, le domande e le risposte vengono snocciolate con quell’andare impersonale delle conferenze online. Anche se da ieri in Italia lo stato d’emergenza è alle spalle, il dannato Covid continua a circolare. Van Aert ha appena rinunciato al suo più grande obiettivo. Le squadre sono decimate e adesso al danno immediato si somma il sospetto di quel che il Covid potrebbe lasciarti addosso. Troppi malanni saltati fuori senza causa apparente. Per questo alcune squadre tengono ancora chiuso e sebbene con una punta di fastidio, c’è da capirle.

Orgoglio di figlia

«E’ sempre bello vestire questa maglia – dice Balsamo – ed è sempre speciale correre in Belgio. Il Fiandre sarà corsa dura, ma abbiamo una super squadra e diverse soluzioni. Sono venuti su i miei genitori ed è davvero bello. Quando ero piccola, mi hanno trasmesso l’amore per la bicicletta. Averli accanto e vincere come a Gand è stato bellissimo».

Il riferimento è alla foto dell’esultanza con suo padre Sergio dopo l’arrivo di Wevelgem. In quegli occhi c’è un mondo. L’amore del padre, lo slancio della figlia. L’orgoglio dell’uno e il gusto di averlo reso felice dell’altra.

Balsamo ha vinto tre corse in fila, ma sempre con il sole: come andrà al Fiandre?
Balsamo ha vinto tre corse in fila, ma sempre con il sole: come andrà al Fiandre?

Dannata sinusite

«Questa primavera sta venendo un po’ dura – ragiona Longo Borghini – non ho una gran forma. Mi sono presa una sinusite dopo la Strade Bianche e ci sto ancora combattendo. Domenica sarò alla partenza, ma non so cosa aspettarmi. Però mi conoscete, mi piace correre. Ci sarò, ma parleremo di tattiche domani. Penso spesso alla mia vittoria nel Fiandre del 2015, fu grandioso. Ci penso perché vincere qui è speciale per la carriera. Per questo spero che una mia compagna possa provare quella sensazione o che tocchi nuovamente a me».

Aveva 24 anni, se ne andò da lontano con la sua maglia della Wiggle-Honda, mentre Rochelle Gilmore a furia di incitarla rischiò quasi l’infarto. Elisa sembra più tranquilla da quando in squadra è arrivata Balsamo, ma si capisce che il morale non sia dei migliori. Nei giorni scorsi ha aiutato, ma questa sarebbe una corsa per lei.

Elisa Longo Borghini è alle prese con una fastidiosa sinusite già dalla Strade Bianche
Elisa Longo Borghini è alle prese con una fastidiosa sinusite già dalla Strade Bianche

Kopecky provoca

«Il Koppenberg sarà una bella sfida – dice Van Dijk – non è nel finale, ma darà la svolta. Tutte vorranno stare davanti. Il Fiandre non è una corsa che si presti a chissà quali ragionamenti tattici alla vigilia. Di sicuro non si potrà tenere chiuso. In corsa può succedere tutto. Elisa Balsamo è la migliore in caso di arrivo allo sprint, ma non so se finirà in volata. Vedo ragazze come Van Vleuten, Kopecky, Vollering e Vos che proveranno a portare via la fuga. Siamo professioniste, non ci saranno problemi».

Ellen è una che ama attaccare. Alla Gand s’è piegata di buon grado alla causa di Elisa Balsamo, ma sin da ieri le rivali hanno cominciato a chiedersi come mai la Trek corra in modo così difensivo e lei s’è sentita un po’ pungere l’orgoglio.

Van Dijk è campionessa europea e finora ha lavorato per la Balsamo. Ha vinto una tappa alla Valenciana
Van Dijk è campionessa europea e finora ha lavorato per la Balsamo. Ha vinto una tappa alla Valenciana

Ragazze nell’ombra

«E’ facile andare d’accordo – interviene la Longo – perché ci conosciamo bene. Sappiamo che se portiamo Elisa ai 200 metri, lei vince la corsa. E poi ci siamo Ellen ed io che corriamo insieme da quattro anni. Siamo complementari e sappiamo come integrarci. Il fatto è che la gente è abituata a vedere quello che succede nei finali. La verità è che la nostra squadra entra in azione molto prima. Ci sono altre ragazze che lavorano nell’ombra da prima».

Viene da pensare che all’appello manca per giunta Lizzie Deignan, ferma ai box per la maternità annunciata il 24 febbraio. Se ci fosse stata anche lei, allora sì che l’imbarazzo per la scelta sarebbe stato trabordante.

Fra le gregarie della Trek-Segafredo anche ragazze che lavorano lontano dai riflettori come Leah Thomas
Fra le gregarie della Trek-Segafredo anche ragazze che lavorano lontano dai riflettori come Leah Thomas

Sfida a Consonni

«C’è buona comunicazione fra noi in corsa – precisa Elisa Balsamo, che si sarà sentita tirata per la manica – e domenica sarà più che mai necessario. Il Fiandre è duro. In più sarà freddo e bagnato, quindi sarà anche peggio perché io preferisco il sole e le corse asciutte. So che tanti team vorranno andare full gas per non arrivare in volata. Io combatterò per sopravvivere alle salite ed eventualmente arrivare in fondo. E chissà che magari in uno sprint di gruppo, non trovi Chiara Consonni con cui duellare. E’ in forma, quando sta così, tiene anche sugli strappi. Però non sento pressioni su di me, siamo tante. Farò del mio meglio e vedremo come va a finire».

Non sente la pressione, ma ripete queste parole come un mantra da qualche settimana. In realtà, se hai vinto così tanti titoli fra strada e pista, la pressione è un problema per gli altri.

Le ragazze partiranno domenica mattina da Oudenaarde alle 13,25 e ancora a Oudenaarde arriveranno intorno alle 17,45 dopo 158,6 chilometri, 11 muri e 6 tratti in pavé. Lo scorso anno vinse Annemiek Van Vleuten. In 18 anni di storia, fra le italiane soltanto Elisa Longo Borghini (2015) e Marta Bastianelli (2019) hanno vinto il Giro delle Fiandre. Domenica saranno entrambe in corsa.

La super Balsamo? Tanti motivi (più uno), parola di Arzeni

30.03.2022
5 min
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Qualche giorno fa, con Davide Arzeni, abbiamo parlato della Wiebes, come la velocista più forte del momento. Adesso però dopo le vittorie della sua ex atleta, Elisa Balsamo, siamo “costretti” a rivedere il tutto! 

Sia perché la campionessa del mondo sta vincendo in volata, sia perché in generale sta andando davvero forte. Come mai? Cosa è cambiato? Quanto influisce il minor lavoro in pista? Sentiamo il diesse della Valcar Travel & Service, ex direttore sportivo della stessa iridata e suo preparatore.

Elena Balsamo con Davide Arzeni, il diesse che ha cresciuto la cuneese
Elena Balsamo con Davide Arzeni, il diesse che ha cresciuto la cuneese
Davide ci eravamo lasciati con la Wiebes dominatrice in volata, ma Elisa…

Per me sono due atlete differenti. La Wiebes è una velocista pura. Elisa è un’atleta completa con lo spunto di una velocista. Se dovessi definirla direi che è appunto una ciclista completa, ma con la testa da velocista.

E com’è la testa da velocista?

E’ così perché lei vuole avere la testa da velocista. Le piacciono più le volate…

Ma questo significa che è rinunciataria su percorsi più duri, magari con delle salite?

No, è che come ho detto le piace di più fare le volate. Le piacciono i percorsi medi. Penso che non si sia ancora resa del tutto conto del suo potenziale, che debba ancora conoscersi al 100%. Come ho già detto in passato: non c’è una classica che non possa vincere. E il Trofeo Binda, in cui sono arrivate in 15, lo dimostra. La Wiebes, tanto per restare in tema, anche con tutta la squadra che le sta attorno a Cittiglio non vince, non ci arriva in volata. Elisa ha bisogno semmai più di una squadra che la porti fuori nel finale. Qui aveva la Sanguineti, la Consonni, lì ha Van Dijk e quando parte davanti poi sa come si fa.

La Wiebes è molto più “scomposta”, Elisa quando fa le volate sembra quasi non si alzi di sella. Dipende anche dalla pista?

Sì, è vero si alza poco. Credo sia una postura tutta sua, una postura perfetta. Ha classe anche nella pedalata.

Adesso però sta andando davvero forte. E’ cambiato qualcosa?

Ha 24 anni. C’è una crescita fisiologica, ha preso consapevolezza, è in una squadra fortissima, la Trek-Segafredo e comincia anche a conoscere gli arrivi. Faccio un esempio: lo scorso anno alla Gand con noi fece quarta perché sbagliò qualcosina nel rettilineo finale, quest’anno che lo conosceva ha vinto.

Con una volata magistrale, ben portata fuori dalla Van Dijk, la Balsamo ha vinto la Gand. Prima la guidava la Guazzini
Con una volata magistrale, ben portata fuori dalla Van Dijk, la Balsamo ha vinto la Gand. Prima la guidava la Guazzini
E negli allenamenti? La Balsamo va più forte perché è più concentrata sulla strada?

Elisa continua ad andare in pista. Almeno fino a 15 giorni fa, prima della campagna del Nord ci andava una volta a settimana. Si allena di più in salita, proprio perché l’obiettivo è fare bene nelle classiche. Prima si faceva di più in pista: un giorno di più in pista e uno in meno su strada. Ma resta comunque funzionale. Lo scorso anno era un continuo compromesso. Lei, come altre ragazze, le ho avute a mezzo servizio. Per dire, il giorno prima della Classic London le hanno detto che doveva assolutamente fare un allenamento in pista. Mentre gli uomini, Ganna, Consonni, Viviani hanno corso molto di più su strada.

Quindi il lavoro su pista incideva eccome…

Da quando ha lavorato di più su strada, e parlando solo di WorldTour, non è mai uscita dal podio, Roubaix esclusa che comunque è una corsa particolare. Ha vinto il mondiale, ha fatto un primo posto e due secondi al Women’s Tour. Quest’anno a Drenthe è stata seconda. E al Binda, a Depanne e Gand ha vinto. E lo ha fatto con una volata di gruppo, ristretta…

Se parliamo di volumi totali di lavoro, in percentuale che differenza c’è tra pista e strada rispetto alla passata stagione?

Quest’anno potremmo dire un 20% pista e 80% strada. Lo scorso anno era 50-50. Ma poi cambia anche il modo di lavorare.

Cioè?

Non voglio dire se sia giusto o sbagliato, ma lo scorso anno con le Olimpiadi era tutto più intenso, adesso invece coi mondiali su pista ad ottobre le sedute sono meno intense e ne risente meno anche la pedalata (fa una pausa Arzeni, ndr). E lo dice un fervente sostenitore dell’allenamento sul parquet: io ci porto dagli esordienti agli elite, uomini e donne, almeno una volta a settimana. Così come sono convinto che questo maggior lavoro su strada le tornerà utile anche in pista. 

Balsamo Roubaix 2021
Nel 2021 Elisa ha dedicato moltissimo tempo alla pista. Per Arzeni quest’anno ha ridotto al 20% il volume di lavoro sul parquet
Balsamo Roubaix 2021
Nel 2021 Elisa ha dedicato moltissimo tempo alla pista. Per Arzeni quest’anno ha ridotto al 20% il volume di lavoro sul parquet
Cosa intendi quando dici: ne risente meno la pedalata?

In pista pedali con altri rapporti, con determinate intensità e con la ruota fissa e questo lavoro ti resta almeno un paio di giorni nelle gambe. Con la ruota fissa spingi sia quando la gamba va avanti, sia quando la richiami. Tuttavia sei anche “costretto” ad andarci per non perdere l’abitudine. Lo scorso anno su 5 allenamenti, due e mezzo erano su pista e tutti al 100%. Chiara Consonni, per esempio, dopo che uscì dal discorso olimpico al Giro d’Italia faceva fatica a tenere le ruote in pianura. Capito? La Consonni fatica in pianura. E infatti poi finì fuori tempo massimo nella cronoscalata.

Un discorso complesso, ma chiaro…

Certo. Senza contare il discorso del peso. In pista quel chiletto in più ti fa anche bene, per la forza e l’esplosività, su strada non sempre. Di certo non va bene per una Gand o per un Fiandre.