Elisa Longo Borghini, Nicola Conci, Trek-Segafredo, 2021

Trek-Segafredo, tempo di… shopping da Santini

16.12.2020
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«Qui è dove cucivano le mascherine – dice Stefano Devicenzi, del marketing Santini – mentre adesso stanno lavorando alle maglie della Trek-Segafredo. E’ tutto diviso in comparti, ogni comparto si occupa di un passaggio. Si va dal disegno al computer fino alla confezione, tutto fatto in azienda. E questo ci permette una bella agilità in caso di imprevisti. Come quando nel 2017 il Giro d’Italia cambiò il colore della maglia rossa in ciclamino pochi giorni prima e ci toccò rifarle tutte…».

Giorno di metà dicembre nella sede del maglificio bergamasco, in un brusio silenzioso che sa di alveare e spazi che sono ampi a prescindere, ma in tempo di Covid sembrano provvidenziali. Il magazzino è pieno di scatoloni in cui si va ammassando il materiale della Trek-Segafredo. Le nuove maglie sono state appena presentate. Per gli uomini e per le donne. I numeri riferiti alle forniture per ciascun atleta lasciano senza fiato. Ma quello che più ci premeva capire è quali differenze ci siano fra vestire un’atleta con l’apostrofo e un atleta che l’apostrofo non ce l’ha.

Santini, impianto stampa maglie
Qui Santini, si comincia così. I capi disegnati al computer vengono trasferiti su rulli di carta
Santini, impianto stampa maglie
Prima fase, si comincia stampando su carta
Il know-how già c’era, giusto?

Esatto. La nostra storia, complice il fatto che l’azienda è in mano a due sorelle (Monica e Paola Santini, ndr), testimonia che un occhio al ciclismo femminile lo abbiamo sempre avuto. Si facevano già capi dedicati, tagliati su misura per assecondare l’anatomia femminile. Allo stesso modo, per dare coerenza alla produzione, si è realizzato il fondello di alta gamma anche per le ragazze.

Che cosa prevede la collaborazione con Trek-Segafredo?

Per ciascun atleta la fornitura si divide fra prodotti da catalogo e altri personalizzati. La squadra ha una referente che si chiama Leslie, che fa da intermediario tra i corridori e noi. Ora passa tutto per le sue mani, mentre al primo anno andammo di persona a raccogliere i feedback degli atleti più rappresentativi, anche se Leslie era già ben presente ne suo ruolo. La squadra è molto ben strutturata e attenta ai dettagli.

Ad esempio?

Sono molto rigidi. Alla Vuelta, un corridore arrivato piuttosto bene, ha messo in testa una fascia che non apparteneva alla nostra fornitura. Un corridore forte, ma ugualmente è stato multato.

Rotolo stampa, Maglificio Santini
Il colore esatto verrà fuori grazie all’elevata temperatura di quel rullo
Rotolo stampa, Maglificio Santini
La giusta colorazione verrà fuori grazie al calore
Quali sono le fasi prima di riempire le famose valigie?

Il primo step è quello del fitting, che di solito si fa durante i giorni del mondiale, se non altro perché gli atleti ci sono praticamente tutti. Vengono prese le misure di ciascuno, con vari gradi di attenzione. Ad esempio, quando vestivamo la Nippo-Vini Fantini, si faceva un fitting più blando perché la squadra aveva esigenze diverse. La Boels Dolmans delle olandesi è stata a lungo senza prendere l’invernale. Fu dopo un Trofeo Binda corso nel gelo, che decisero di mettere nel budget anche l’abbigliamento invernale. 

Ogni corridore fa storia a sé?

Ogni corridore ha la sua scheda e non tutti hanno le stesse dotazioni. Ad esempio, Kiel Reijnen, che vive negli Usa su un lago sempre gelido, ha voluto due tute integrali per l’inverno. Un capo che gli altri quasi neppure guardano.

Cucitura giubbini Trek-Segafredo, Santini
Si cuciono i giubbini. Le postazioni nello stabilimento Santini rispettano il distanziamento
Cucitura giubbini Trek-Segafredo, Santini
Si cuciono i giubbini, ben distanziati…
Ci sono atleti con misure strane?

Pochi che richiedano lavorazioni davvero su misura. Piuttosto ci sono piccole fissazioni, come il punto in cui cucire la tasca per la radiolina, oppure chi vuole ugualmente il silicone sulla manica corta, nonostante sia fatta di tessuto indemagliabile che non stringe. Con i più magri e alti, come Mollema, è necessario allungare la gamba del pantaloncino. Un altro abbastanza particolare con cui abbiamo avuto a che fare è Froome.

Froome?

Era leader della Vuelta e dovevamo dargli il body da crono. Santini sponsorizza la corsa spagnola e anche tutti i mondiali Uci, per cui ci capita di dare maglie ad atleti con cui non abbiamo mai lavorato. E questo non è semplice. Froome, quindi. Eravamo in contatto con Sky ed eravamo preoccupati che il body standard non andasse bene. Invece lo usò, vinse la crono e alla fine disse di essersi trovato bene. Allo stesso modo, sempre alla Vuelta, Adam Yates era così piccolo che trovammo una sarta sul posto che gli adattasse il body.

Si parlava di feedback da parte degli atleti.

Un valore aggiunto se il periodo di collaborazione è sufficientemente lungo. I tre anni con Trek iniziano a essere interessanti. Ma in assoluto la collaborazione più proficua e longeva per ora ce l’abbiamo con l’Australia, con cui lavoriamo dal 2000. Loro fanno uno sviluppo incredibile in pista. Non tanto per i mondiali, quanto per le Olimpiadi. Si ragiona per quadrienni. Sui body per Tokyo stiamo lavorando da tre anni. E’ chiaro che se sviluppi un prodotto per un cliente, resterà riservato a lui. Ma ugualmente un certo tipo di feedback resta lo stesso.

Santini, maglie tricolori Elisa Longo Borghini
Le maglie tricolori marcate Santini per Elisa Longo Borghini sono tutte pronte
Santini, maglie tricolori Elisa Longo Borghini
Pronte le maglie tricolori per Longo Borghini
Capita mai di dare ai corridori qualcosa di non… ufficiale?

Ci sono stati vari casi. Il primo che mi viene in mente è Tim Reed, che volle correre il mondiale di triathlon a Kona con lo stesso body da crono con cui Rohan Dennis aveva vinto il mondiale nello Yorkshire. Ovviamente è impossibile stare in posizione eretta con un capo del genere, così dopo quella volta disegnammo il body da triathlon. Altro caso, una Sanremo corsa nell’uragano. Fornimmo alla Trek-Segafredo dei giubbini non ufficiali, perché previsti per l’anno dopo e fu utile. Oppure è capitato di dare in prova i pantaloncini con il fianco anti-taglio, che protegge l’anca dalle abrasioni. E proprio dal riscontro dei corridori, è stato sviluppato un nuovo tessuto che dà le stesse garanzie, ma è stampabile con le scritte degli sponsor.

Santini, fondello donna, fondello uomo
Fondelli Santini di altissima gamma, per donna e per uomo: identico standard
Santini, fondello donna, fondello uomo
Fondello alto di gamma per donne e per uomini
I corridori sono capaci di infilarsi in taglie piccolissime. Le ragazze come fanno?

Le taglie femminili sono da XS in giù, con i body da crono che sembrano da bambine, per quanto sono piccoli. Diciamo che in catalogo ci sono tre tipi di vestibilità e quella dei corridori è la più tirata.

Quindi la sponsorizzazione non deve avere solo un ritorno di immagine…

Esatto, ci stavo arrivando. Non è solo per visibilità, deve portare sviluppo e aperture commerciali. E Trek per questo è eccezionale. Ci spingono verso una ricerca e uno sviluppo non banali. Ci siamo ritrovati davanti a due squadre di altissimo livello. E ne siamo davvero contenti.