Un 2021 che è letteralmente partito col botto… Dorel Sports – la divisione sportiva del Gruppo Dorel, la multinazionale canadese che commercializza nel mondo marchi bike quali Cannondale, GT, Schwinn, Mongoose, Caloi e IronHorse – ha archiviato la prima trimestrale della stagione con un balzo del fatturato di oltre il 40% rispetto ai primi tre mesi del 2020. Nello specifico, è aumentato del 43,6% su base annua, balzando a complessivi 270,3 milioni di dollari. I profitti operativi sono stati invece di 21,8 milioni di dollari, contro una perdita di 611.000 dollari nello stesso periodo dello scorso anno.
Sempre più voglia di bici
Il motivo del vertiginoso aumento dei ricavi di Dorel Sports è facilmente individuato nella fortissima crescita della domanda di biciclette da parte di tutte le divisioni Cycling Sports Group, Pacific Cycle e Caloi, con profitti aumentati nel trimestre addirittura del 73% rispetto all’anno precedente!
La Cannondale SuperSix Evo del Team EF Education NippoLa Cannondale SuperSix Evo usata all’ultimo Giro d’Italia dal Team EF Education Nippo
Domanda Cannondale altissima
«La domanda di biciclette continua senza sosta – si legge in un comunicato di Dorel Industries sui fantastici risultati del T1/2021 – poiché le persone continuano a scegliere la bicicletta per organizzare e godere della propria attività fisica e del proprio tempo libero. Il segmento ha superato le sfide della catena di approvvigionamento, caratterizzate dalla mancanza di disponibilità di spedizioni dall’Asia e dalla carenza di componenti per l’assemblaggio delle biciclette complete. I guadagni di Cycling Sports Group sono stati guidati da una significativa crescita a due cifre in quasi tutti i paesi. In modo particolare la domanda per i modelli Cannondale è stata letteralmente senza precedenti. Per quanto invece riguarda i margini lordi, questi sono stati invece messi sotto pressione sia dall’aumento del costo del trasporto marittimo e nazionale, dall’aumento dei costi delle materie prime e dei componenti per le biciclette, quanto dall’impatto dell’indebolimento dell’USD rispetto allo Yuan cinese».
La Cannondale Topstone Neo SL 1La Cannondale Topstone Neo SL 1, una e-bike dedicata al gravel
Vendite record
«Le vendite di Dorel Sports rimangono molto elevate – ha dichiarato Martin Schwartz, il Presidente e CEO di Dorel – e si prevede che il secondo trimestre sarà simile in termini di utili all’anno precedente. La domanda rimane alta, e le vendite dovrebbero attestarsi a un livello record. Anche se la disponibilità dei componenti per biciclette rimarrà un problema costante col quale avremmo molto a che fare…».
Prosegue con Simone Maltagliati di Cannondale la nostra inchiesta fra i brand leader del mercato. Dopo il lockdown è cresciuto tutto, ma l'urban di più...
La Borgo Molino Rinascita Ormelle in questa stagione sta ottenendo grandissimi risultati, sono molte le vittorie collezionate dai ragazzi del team veneto. In questo inizio di stagione le due punte di diamante sono Alberto Bruttomesso e Lorenzo Ursella, i due atleti si sono aggiudicati ben quattro vittorie a testa nella categoria Juniores. Parliamo un po’ di loro con Pavanello, il loro direttore sportivo, il quale ci tiene a precisare che i due sono ottimi amici ed i risultati ottenuti sono frutto di un duro lavoro ma anche di un reciproco aiuto, che i due ragazzi si danno ogni volta che indossano il numero sulla schiena.
La Borgo Molino ha abbastanza forza da tenere spesso in mano la corsa (foto Scanferla)La Borgo Molino ha abbastanza forza da tenere spesso in mano la corsa (foto Scanferla)
La squadra diretta da Christian Pavanello è da più di 60 anni il riferimento nella categoria Juniores. Una società costruita con organizzazione e tanta dedizione da parte del presidente Pietro Nardin e del vicepresidente Marco Bonaldo, grazie ai quali gli atleti possono correre e divertirsi, sapendo che c’è sempre qualcuno con lo sguardo fisso sul loro futuro.
Abbiamo pensato, vista la grande serenità ed il clima amichevole della Borgo Molino, di fare un’intervista diversa, infatti i due ragazzi racconteranno l’uno dell’altro. Quindi Bruttomesso ci parlerà di Ursella e viceversa. L’idea ci è venuta parlando con Christian Pavanello, il quale ci ha detto con orgoglio che i due sono ottimi amici oltre che compagni.
Qui Ursella al Circuito di Orsago, vinto su Lava (foto Scanferla)Qui Ursella al Circuito di Orsago, vinto su Lava (foto Scanferla)
Parola a Bruttomesso
Parliamo prima con Alberto, vicentino, più precisamente di Valdagno, che ha 17 anni e studia per diventare tecnico elettronico. Ad inizio maggio ha conquistato ad Altivole la maglia di campione regionale Veneto, categoria Juniores.
Ciao Alberto, descrivi il tuo rapporto con la squadra e con Lorenzo
La Borgo Molino è per me una famiglia, per me i direttori sportivi sono come dei padri e i miei compagni dei fratelli. Io e Lorenzo siamo molto amici, anche al di fuori della bicicletta. Ci vediamo poco a causa della distanza, ma tra ritiri e gare abbiamo costruito un rapporto molto solido.
Come descriveresti il Lorenzo corridore?
E’ uno sprinter puro, sempre pronto a lanciarsi in volata. E’ impegnato anche nella pista, ma non vorrebbe farne la sua attività principale, anche se è molto forte anche in questa disciplina.
Per Alberto Bruttomesso, arrivo imperioso alla Coppa Montes (foto Scanferla)Per Alberto Bruttomesso, arrivo imperioso alla Coppa Montes (foto Scanferla)
Pensi che nel futuro possa continuare in tutte e due le attività?
Come detto, su pista è davvero bravo, ma non lo vedo molto convinto. Mi ha detto che non vuole abbandonarla, allo stesso tempo però non vorrebbe togliere troppo tempo all’attività su strada.
Se lo dovessi paragonare ad un corridore a chi lo accosteresti?
Visto il discorso della doppia disciplina, lo affiancherei a Viviani. So che è un corridore che ammira molto.
E ora parla Ursella
Passiamo a Lorenzo, 17 enne di Buja, come Alessandro de Marchi, al quale si ispira per la voglia di non mollare mai. Studia meccanica a Gemona del Friuli, rispetto al suo compagno è un po’ più timido, ma in bici la timidezza viene spazzata via e si trasforma in un gran combattente pronto a farsi spazio in mezzo al gruppo.
Ciao Lorenzo, ti facciamo la stessa domanda, parlaci di Alberto e di come ti trovi con lui.
La Borgo Molino per me è casa, visto come mi fanno sentire i direttori sportivi e i compagni. Per quanto riguarda Alberto, beh lui ed io andiamo in simbiosi, mi trovo davvero bene con lui, sia in gara che fuori.
Per Ursella quattro vittorie in poco più di un mese (foto Scanferla)Per Ursella quattro vittorie in poco più di un mese (foto Scanferla)
Descrivici il vostro rapporto in gara
Parliamo tanto, spesso ci affianchiamo per capire come stia l’uno rispetto all’altro. Questo atteggiamento ci ha permesso più volte di darci una mano a vicenda per vincere delle gare.
Alberto ti ha descritto come uno sprinter puro, tu come lo definiresti dal punto di vista sportivo?
Lui rispetto a me è un corridore più completo, ha un ottimo spunto veloce e a differenza mia va forte a che in salita, predilige le salite corte, dai 3 ai 5 chilometri. Questa è una caratteristica che gli invidio molto, perché riesce a farsi trovare davanti anche in gare con percorsi molto più impegnativi.
Pensi possa diventare un corridore da grandi Giri o da classiche?
E’ presto per dirlo, non abbiamo mai fatto grandi prove su più giorni, vero che ha una buona base di partenza viste le sue caratteristiche. Lo vedo bene però anche nelle gare di un giorno, è uno che non molla mai e questa sua mentalità lo aiuterebbe molto nei finali impegnativi.
Per Bruttomesso al Gp Rinascita 2° posto dietro Ursella (foto Scanferla)Per Bruttomesso al Gp Rinascita 2° posto dietro Ursella (foto Scanferla)
Nonostante vi alleniate poco insieme, il vostro rapporto sembra essere molto solido, qual è il vostro segreto?
Nessun segreto, abbiamo alle spalle dei direttori sportivi bravi e competenti, questo ci aiuta a dare sempre il massimo. Non ci viene messa alcuna pressione per i risultati, lavoriamo seriamente ma allo stesso tempo ci divertiamo molto nel farlo. Penso proprio che i risultati arrivino di conseguenza in un ambiente così organizzato e tranquillo.
La EF Education-Nippo unisce varie anime. Quella dei grandi Girio con Rigoberto Uran e quella della classiche con il nostro Bettiol. Da seguire anche Carthy
Alla partenza da Canazei, Charly Wegelius aveva in qualche modo predetto che Hugh Carthy avrebbe dovuto stringere i denti a Sega di Ala, perché il britannico della Ef Education-Nippo preferisce le tappe con tante salite e probabilmente il solo passo di San Valentino prima del finale così duro, lo avrebbe messo in difficoltà. Detto e subito fatto, tanto che c’è voluto il super Bettiol di questi giorni per portarlo al traguardo, perdendo però più di 3 minuti da Yates. Resta comunque il fatto che il corridore del team americano, magrissimo (è alto 1,93 e pesa 69 chili) sta continuando nella progressione iniziata al Giro di Svizzera del 2019, che lo scorso anno lo ha portato sul podio della Vuelta, avendo vinto sull’Alto de Angliru.
Wegelius è tecnico in questo team sin dal 2012, quando si chiamava GarminWegelius è tecnico in questo team sin dal 2012, quando si chiamava Garmin
«Lo aspettavamo a questi livelli – spiega Wegelius – ha avuto una progressione più lenta dei fenomeni e di tanti bimbi prodigio che ci sono in giro. Ha 26 anni. E’ sempre estato regolare. La tappa in Svizzera del 2019, prima di Rohan Dennis e di Bernal, poi la Vuelta sono stati dei passaggi fondamentali verso questa leadership. Ma non è facile gestire le aspettative di una squadra che lavora per te. Tutti vogliono la responsabilità, poi quando arriva si accorgono che pesa…».
Resta comunque una grande scuola…
La nostra squadra ha mentalità aperta. E’ chiaro che momenti come questi per un corridore, per un uomo sono significativi. Finora quello che accade è per lui uno stimolo positivo. Non ha buttato via energie per cause nervose e del resto viene dalla grande scuola con Rigoberto Uran, che ha insegnato a tutti in questa squadra a dare la giusta dimensione alle cose.
Primo arrivo in salita a Sestola, arriva con Bernal, Landa, Vlasov e CicconePrimo arrivo in salita a Sestola, arriva con Bernal, Landa, Vlasov e Ciccone
Che tipo di corridore è Hugh Carthy?
Io lo definisco un corridore all’antica. Va bene nelle tappe con più salite, che logorano di più. Il finale di Sega di Ala era buono per le sue caratteristiche, ma l’avvio era troppo veloce. Si è vista la stessa cosa sullo Zoncolan. Perché lui possa venire fuori, serve qualcosa che diminuisca l’esplosività degli altri.
Hai parlato di leadership.
Fondamentale in una squadra, ma non parliamo di un leader che batte il pugno sul tavolo perché pretende aiuto. Nelle squadre ci sono delle dinamiche, la ruota gira, tutti contribuiscono alla causa perché ne trarranno giovamento. Più che leadership, nel suo caso parlerei di credibilità verso i compagni. E’ un uomo onesto, trasparente. Ha il coraggio di chiedere aiuto. E’ diverso dal carisma di Rigo, ma piano piano troverà il modo di usare la sua voce.
La vittoria all’Angliru ha fatto salilre a Carthy uno step molto importante
Dopo l’Anliru è arrivato anche il terzo posto finale, dopo Roglic e Carapaz
La vittoria all’Angliru ha fatto salilre a Carthy uno step molto importante
Dopo l’Anliru è arrivato anche il terzo posto finale, dopo Roglic e Carapaz
Hai detto che non è come i ragazzi prodigio: è difficile farlo capire all’atleta?
E’ difficilissimo. Prima della Vuelta, si sentiva pronto, ma vedevo che viveva una frustrazione. Vedeva coetanei arrivare dal nulla e vincere. Ma il ciclismo non è come lavorare il legno, è giardinaggio e ogni pianta per crescere ha bisogno del suo tempo. E lui ora sta raccogliendo, forte proprio dell’esperienza della Vuelta.
Fino a qualche giorno fa si ragionava del podio.
Non voglio pensare che il Giro sia chiuso. Bernal sembrava inattaccabile, ma resta forte. Non so se il podio sia ancora possibile, forse no, ma siamo qui e continueremo a lottare.
Il successo può far male. Abbiamo riletto con Manuella Crini, psicologa, le parole di Bernal dopo la vittoria del Giro. Uno spunto valido per tutti gli atleti
«E' tutta una questione di testa - dice Bettiol - nella terza settimana siamo tutti distrutti». Il toscano vince a Stradella. Le sue parole sono splendide
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Ormai siamo nell’ultima settimana del Giro d’Italia e fra i protagonisti della Corsa Rosa ci sono gli uomini della EF Education Nippo, con Hugh Carthy in classifica generale e il nostro Alberto Bettiol che ha dimostrato di essere in un ottimo stato di forma. Il team americano ha fatto parlare di sé anche per la nuova grafica dei completi dei corridori e sulle biciclette Cannondale. Per capire meglio come sono nate queste nuove colorazioni abbiamo parlato con Simone Maltagliati, Brand Manager di Cannondale.
Non è la prima volta
La EF Education Nippo non è nuova a queste iniziative, infatti anche lo scorso anno al Giro d’Italia i corridori si erano presentati con un completo frutto della collaborazione fra Rapha e Palace Skateboards, che aveva riscosso un notevole successo. Andando più indietro nel tempo, come non ricordare i completi a strisce bianche e nere da galeotti indossati dalla Saeco diCunegoe Simoni al Giro d’Italia 2004, nell’ambito della campagna “Legalize my Cannondale” per chiedere la legalizzazione delle loro Cannondale Six13, che infrangevano il peso minimo di 6,8 chilogrammi imposto dal regolamento. Anche quest’anno Cannondale in collaborazione con Rapha ha voluto creare una nuova grafica particolare.
Alberto Bettiol con il SystemSixAlberto Bettiol con la Cannondale SystemSix
Per non confondersi con la Rosa
Il motivo per cui la EF Education Nippo ogni anno si presenta al via del Giro d’Italia con una grafica diversa sta nel fatto che il regolamento vieta che ci siano squadre che possano avere la maglia dello stesso colore del leader della corsa, quindi il rosa. «E’ stata fatta questa scelta per non confondersi con la maglia rosa – ci conferma Simone Maltagliati – ed è una scelta giusta, di rispetto verso la corsa. I nostri corridori si confonderebbero con il leader della corsa e questo sarebbe sbagliato».
Un messaggio che vuole unire
Ricordiamo che Rapha ha pensato di creare una grafica che richiama i colori delle bandiere di tutto il mondo, inserite su uno sfondo nero. Questa scelta sta a simboleggiare l’incontro fra culture diverse. Non a caso EF Education First è una società specializzata nella formazione linguistica, viaggi studio e scambi culturali.
La Cannondale SuperSix con la nuova colorazioneLa Cannondale SuperSix con la nuova colorazione speciale per il Giro d’Italia 2021
Una grafica che è piaciuta
Il team ha scelto di cambiare colore non solo ai completi dei corridori, ma è stata rivista anche la grafica delle biciclette Cannondale in dotazione alla squadra, vale a dire: SuperSix Evo, SystemSix e SuperSlice. «Abbiamo avuto un riscontro molto positivo – continua Maltagliati – le biciclette con questa grafica sono piaciute moltissimo».
Sulla base di questa affermazione abbiamo chiesto a Simone Maltagliati se è in previsione di realizzare una serie di bici con questi colori. «Purtroppo per ora non è prevista nessuna serie da mettere sul mercato con questi colori, ma sono certo che avrebbe avuto successo. Il problema – aggiunge il manager di Cannondale – è che siamo in un momento in cui abbiamo problemi con le fonti produttive e ci sono ritardi nelle consegne delle biciclette. Sarebbe molto difficile creare una serie su larga scala con una grafica nuova. Quindi per ora ci sono solo le bici della squadra con quei colori».
La velocissima SuperSlice
La bicicletta per le cronometro del Team ED Education Nippo, la SuperSlice
Dotazione standard
A livello tecnico le biciclette che stanno usando i corridori dell’EF Education Nippo al Giro d’Italia non presentano novità particolari, infatti troviamo il gruppo Shimano Dura Ace Di2, le ruote e i manubri di Vision, le selle Prologo e le borracce Tacx, quest’ultime aggiornate con la nuova grafica.
Nuova colorazione anche per le borracceNuova colorazione anche per le borracce Tacx in dotazione al team statunitense
Nuovi tessuti più veloci
Oltre a ideare una nuova grafica, Rapha ha svolto anche un gran lavoro sui tessuti dei completi, soprattutto sul body per le cronometro. Sono stati fatti dei test su più di 100 materiali e sono state realizzate 40 versioni diverse di body, che sono stati provati in galleria del vento. Il tutto per migliorare l’impatto aerodinamico.
Abbiamo approfittato della vigilia della Scheldeprijs per andare a Bruges a vedere le Cannondale SuperSix EVO della Valcar. A guidarci, Ilaria Sanguineti
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Molti cambiamenti nel team, a cominciare dallo sponsor, l’arrivo della Nippo ha portato anche quattro elementi dalla Delko, la formazione professional francese che precedentemente era appoggiata dall’azienda giapponese. La struttura della squadra resta comunque la stessa dello scorso anno, fatta di un nutrito gruppo di ambiziosi corridori, senza grandi punte ma con molti in grado di emergere.
Bettiol tornato motivato e pronto a riscattarsi al Giro d’Italia, dopo una brutta primaveraBettiol tornato motivato e pronto a riscattarsi al Giro d’Italia, dopo una brutta primavera
Tra gli ultimi arrivati spicca il danese Michael Valgren, pronto a ripetersi dopo la splendida doppietta primaverile del 2018 con Omloop Het Nieuwsblad e Amstel Gold Race a distanza di pochi giorni.
Le caratteristiche della squadra portano a privilegiare azioni di disturbo in grado di sconvolgere l’andamento prestabilito delle corse. Gli uomini in grado di farlo non mancano, dallo stesso Valgren a Keukeleire fino ad Alberto Bettiol, che seppur nel 2020 non sia riuscito a ripetere il successo clamoroso del Fiandre, ha dimostrato di poter recitare sempre un ruolo importante nelle classiche del Nord e non solo.
Caicedo, qui vittorioso sull’Etna al Giro 2020, uno dei giovani più interessantiCaicedo, qui vittorioso sull’Etna al Giro 2020, uno dei giovani più interessanti
La squadra ha però un buon background anche per le corse a tappe, almeno quelle medio-brevi dove l’ecuadoriano Caicedo, il portoghese Guerreiro e il colombiano Higuitapossono dire la loro. Resta poi Rigoberto Uran, che al di là del suo rendimento attuale è sempre un riferimento, in grado con la sua esperienza di fare da regista in corsa, essendo ancora in grado di centrare una Top 10 in un grande giro. Insomma, una squadra sempre pronta alla battaglia, da non sottovalutare mai.
L’ORGANICO
Nome Cognome
Nato a
Naz.
Nato il
Pro’
Daniel Arroyave Canas
Yarumal
Col
19.06.2000
2019
William Barta
Boise
Usa
04.01.1996
2018
Fumiyaki Beppu
Chigasaki
Jpn
10.04.1983
2005
Alberto Bettiol
Poggibonsi
Ita
29.10.1993
2014
Stefan Bissegger
Weinfelden
Sui
13.09.1998
2020
Jonathan Caicedo
Santa Marta
Ecu
28.04.1993
2014
Diego A.Camargo Pineda
Tuta
Col
03.05.1998
2021
Simon Carr
Hereford
Gbr
29.08.1998
2020
John Carthy
Preston
Gbr
09.07.1994
2015
Gregory Lawson Craddock
Houston
Usa
20.02.1992
2011
Mitchell Docker
Melbourne
Aus
02.10.1986
2009
Julien El Fares
Aix en Provence
Fra
01.06.1985
2008
Ruben Guerreiro
Montijo
Por
06.07.1994
2015
Sergio A.Higuita Garcia
Medellin
Col
01.08.1997
2017
Moreno Hofland
Roosendaal
Ned
31.08.1991
2016
Alex Howes
Golden
Usa
01.01.1988
2012
Jens Keukelaire
Bruges
Bel
23.11.1988
2010
Lachlan Morton
Port Macquarie
Aus
02.01.1992
2012
Hideto Nakane
Nagoya
Jpn
02.05.1990
2011
Logan Owen
Bremerton
Usa
25.03.1995
2018
Neilson Powless
Sacramento
Usa
03.09.1996
2018
Jonas Rutsch
Erbach
Ger
24.01.1998
2020
Tom Scully
Invercargill
Nzl
14.01.1990
2016
Rigoberto Uran
Urrao
Col
26.01.1987
2006
Michael Valgren Hundahl
Osterild
Den
07.02.1992
2014
Julius Van Den Berg
Purmerend
Ned
23.10.1996
2018
Tejay Van Garderen
Tacoma
Usa
12.08.1988
2010
James Whelan
Melbourne
Aus
11.07.1996
2019
DIRIGENTI
Jonathan Vaughters
Usa
General Manager
Charles Wegelius
Gbr
Direttore Sportivo
Matti Bretschel
Den
Direttore Sportivo
Juan Manuel Garate
Esp
Direttore Sportivo
Andreas Klier
Ger
Direttore Sportivo
Tom Southam
Gbr
Direttore Sportivo
Ken Vanmarcke
Bel
Direttore Sportivo
DOTAZIONI TECNICHE
La Ef Education-Nippo anche per quest’anno è rimasta fedele all’americana Cannondale che, a ben vedere, divenne primo nome del team al passaggio di mano dopo gli anni della Liquigas. I modelli a dispisizione di Rigoberto Uran e Alberto Bettiol con SuperSix Evo, SystemSix e SuperSlice montati con ruote vision.
Bettiol è in Australia per il Down Under. L'inverno gli ha permesso di conoscere la proprietà cinese del team. Il 2025 debutta e si apre la caccia ai punti
Una lunga fuga uscendo dal gruppetto dei più forti. Così Alberto Bettiol ha provato a vincere il mondiale. Se ne va sfinito, ma con un guizzo nello sguardo
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Un binomio che dura da alcuni anni e che continuerà fino al 2023. Stiamo parlando del Team EF Education First e Cannondale, che vede quest’anno l’aggiunta di Nippo come ulteriore sponsor. Le biciclette di Alberto Bettiol e Rigoberto Uran saranno: SuperSix Evo, SystemSix e SuperSlice.
Completa e più veloce
E’ una delle biciclette più conosciute e amate del gruppo, la SuperSix Evo è un vero classico di Cannondale. L’ultima versione oltre alle caratteristiche di leggerezza, guidabilità e reattività, beneficia anche di un profilo dei tubi che migliorano l’efficienza aerodinamica. Il telaio è realizzato in carbonio ad alto modulo, il BallisTec Hi-Mod, che fa fermare il peso a 866 grammi nella taglia 56.
Per quanto riguarda il manubrio, i corridori dell’EF Education Nippo hanno a disposizione il Vision Metron 5D. Si tratta di un manubrio integrato realizzato completamente in carbonio dalle linee aerodinamiche e che permette il passaggio interno dei cavi.
Anche le ruote sono marchiate Vision e per la precisione sulla SuperSix Evo vediamo le Metron 40SL. Questa coppia di ruote ha un cerchio in carbonio con un profilo aerodinamico sviluppato attraverso analisi CFD e test in galleria del vento. Il profilo di 40 millimetri si sposa alla perfezione con le qualità della SuperSix Evo e la rende competitiva su tutti i terreni.
La SystemSix con le sue linee super aerodinamicheLa SystemSix con le sue linee super aerodinamiche
La novità di Bianchi
La SystemSix è una delle biciclette aerodinamiche per eccellenza. Il punto forte di questa bicicletta è la progettazione unica degli elementi chiave come il telaio, la forcella e il reggisella, che insieme al manubrio integrato Vision Metron 5D e le ruote Metron 55SL la rendono molto veloce. I tecnici di Cannondale hanno quantificato un risparmio di 50 watt a una velocità di 48 chilometri orari. Valori che nel mondo dei professionisti possono fare la differenza fra vincere o perdere una volata. Anche il telaio della SystemSix è realizzato in carbonio ad alto modulo BallisTec Hi-Mod, il più pregiato del marchio americano.
Sergio Higuita sulla SuperSliceSergio Higuita impegnato a cronometro con la SuperSlice
A filo della lenticolare
La SuperSlice è la bicicletta dedicata alle prove contro il tempo. Linee aerodinamiche per tagliare al meglio l’aria, con la forma del tubo verticale che segue il profilo della ruota posteriore e il tubo orizzontale dritto. Anche per le cronometro la EF Education Nippo si affida alle ruote Vision con le Metron 81SL all’anteriore e la lenticolare Metron TFW al posteriore. Sempre di Vision anche il manubrio e le protesi per le cronometro.
I pedali Speedplay Zero con la relativa tacchettaI pedali Speedplay Zero con la relativa tacchetta
La scheda tecnica
Gruppo
Shimano Dura Ace Di2
Ruote
Vision Metron 40SL e 50SL,
Pneumatici
Vittoria
Manubrio
Vision Metron 5D
Sella
Prologo
Reggisella
HollowGram
Pedali
Speedplay Zero
Pedali Speedplay
A livello di equipaggiamento le Cannondale della EF Education Nippo vantano il gruppoShimano Dura Ace Di2, tranne la guarnitura che è la HollowGram realizzata con forgiatura in 3D a cui sono applicate le corone FSA. Le selle sono fornite daPrologo, i portaborracce sono di Tacx e i pedali sono gli Speedplay Zero. Per finire segnaliamo che per le coperture vengono usati i tubolari Vittoria Corsa.
In occasione delle Classiche del Nord abbiamo avuto modo di vedere da vicino leCannondale SuperSix EVO in dotazione alla Valcar-Travel&Service, la squadra di Elisa Balsamo, Ilaria Sanguineti e Chiara Consonni. C’è un aspetto che ci è saltato agli occhi, parliamo del manubrio usato dalle ragazze, che rispetto alla dotazione standard in commercio è diverso. Per capire i motivi di questa scelta abbiamo parlato con Ivan Panseri, meccanico della Valcar e anche della nazionale femminile.
Una scelta diversa
Tra i nostri test di biciclette c’è anche quello che abbiamo avuto il piacere di fare con la Cannondale SuperSix EVO, che ci ha permesso di conoscere ancora meglio questa bicicletta dalle prestazioni eccellenti. Fra i componenti che colpiscono maggiormente c’è sicuramente il cockpit, costituito nelle configurazioni di serie dal manubrio e dall’attacco HollowGram Knot. Ma nelle SuperSix della Balsamo e compagne questo elemento è diverso. «Sulle biciclette delle ragazze abbiamo montato l’attacco e il manubrio HollowGram Save – ci dice subito Ivan Panseri – che sono diversi per alcune caratteristiche rispetto al Knot con cui solitamente vengono equipaggiate le SuperSix Evo».
Il manubrio HollowGram Knot
Il manubrio HollowGram Save
Si nota la differente ampiezza della superficie di appoggio dei due manubri
Manubrio HollowGram Knot
Manubrio HollowGram Save
Si può notare la differenza ampiezza della superficie di appoggio con il Save che è più snello
Più sottile
A prima vista non si direbbe che ci siano grandi differenze, ma non è così.
«Il manubrio Knot ha una superficie maggiore del Save – precisa Panseri – noi abbiamo deciso di optare per quest’ultimo che è un po’ più sottile e le ragazze si trovano meglio».
In effetti le ragazze hanno mediamente mani più piccole rispetto ai ragazzi e un manubrio più sottile può facilitare la presa. C’è anche un’altra caratteristica diversa, infatti il Save è disponibile anche nella larghezza di 36 centimetri, mentre il Knot parta da un minimo di 38 centimetri. Questo potrebbe essere un ulteriore motivo per scegliere il Save, ma il meccanico della Valcar ci tiene a precisare un aspetto.
«Sulle misure c’è da dire che noi per convenzione misuriamo la larghezza del manubrio da centro / centro, mentre Cannondale la misura da lato interno. Questo vuol dire che una nostra misura da 40 per Cannondale è un 38. Comunque di tutte le ragazze solo la Magri usa il 38, mentre le altre hanno il 40»
Attacco HollowGram Knot
Attacco HollowGram Save
L’attacco Save è sprovvisto di cover per il passaggio interno dei cavi
Attacco HollowGram Knot
Attacco HollowGram Save
L’attacco manubrio Save non ha la cover inferiore per il passaggio interno dei cavi
Un passaggio cavi diverso
Ci sono delle differenze anche per quel che riguarda l’attacco, infatti il Save non ha la cover per far passare i cavi internamente. «I cavi escono da due fori posti nella parte inferiore del manubrio – ci spiega Panseri – e poi li facciamo entrare direttamente nel tubo sterzo che ha un ampio passaggio. Noi usiamo una guaina termosaldata per mettere insieme i due cavi (quello del freno e quello che va alla centralina dello Shimano Di2, ndr). In questo modo rimane tutto più pulito. Non è un sistema complicato da montare, anzi è piuttosto semplice».
I cavi vengono uniti e fatti passare nel tubo sterzoI cavi uniti con un nastro termosaldato vengono inseriti nel tubo sterzo
Due pezzi ma sembra uno
Entrambi i modelli sono formati da due pezzi, manubrio e attacco. Il primo in carbonio e il secondo in alluminio. «Anche se è in due pezzi, sembra che sia un manubrio integrato, e le ragazze si trovano molto bene – precisa Panseri – anche nelle Classiche con molto pavé i feedback sono stati ottimi. Le ragazze dicono che assorbe bene le vibrazioni e non abbiamo avuto nessuna rottura o tipo di problema».
Il manubrio della Sanguineti è leggermente inclinatoIl manubrio della Sanguineti è leggermente inclinato verso il basso
Inclinazione a piacimento
Il sistema HollowGram Save permette di variare l’inclinazione del manubrio di 8 gradi e soddisfare le necessità delle atlete. «Il manubrio si aggancia con l’attacco tramite quattro viti e in questa zona si trova una specie di mezzaluna che permette di regolare l’inclinazione del manubrio per abbassare o alzare le leve freni. Ad esempio, la Sanguineti ha una inclinazione negativa, mentre le altre ragazze preferiscono stare parallele al terreno»
Ilaria Sanguineti, terza ai tricolori dietro Longo Borghini e Guderzo, scopre una nuova sicurezza. Ora sa che le salite non sono un capitolo impossibile
Nella prima Scheldeprijs per le donne, arriva il podio di Elisa Balsamo. La piemontese è delusa, ma ha rischiato di farsi molto male. E allora, va bene così
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Approfondimento nei giorni del Nord sulle Cannondale della Valcar-Travel&Service guidata da Davide “Capo” Arzeni, che ha in Elisa Balsamo la punta di diamante. E' Ilaria Sanguineti a spiegarci la Cannondale SuperSix EVO con cui il team corre quest'anno. Una bici leggerissima, aerodinamica e pronta nella risposta. I freni a disco che rendono il gruppo più sicuro. E sensazioni di guida da prima classe. Sono i giorni del Fiandre e della Ronde de Mouscron vinta proprio da Chiara Consonni su questa bici.
Approfittando delle pause fra le corse del Nord, siamo andati nella villa vicino Bruges in cui alloggiava la Valcar-Travel&Service. Volevamo studiare un po’ meglio le Cannondale gialle, che in gruppo tante ragazze guardano con una sottile punta di invidia.
I dati diffusi al riguardo dalla casa americana sono entusiasmanti. Parlano di 30 watt. Ecco quanta potenza si risparmia grazie alla forma dei tubi e il design integrato della nuova SuperSix EVO rispetto alla precedente versione, calcolata a una velocità di 48,3 chilometri all’ora.
Nostra guida per questo viaggio tecnico è Ilaria “Iaia” Sanguineti, ligure di Sanremo classe 1994, che alla Valcar corre dal 2018 e di mestiere fa la velocista. Tirando spesso le volate a ragazze come Elisa Balsamo e Chiara Consonni, che quassù proprio lunedì scorso ha vinto la Ronde de Mouscron.
La SuperSix EVO di Ilaria Sanguineti al via della Ronde de MouscronLa SuperSix EVO di Ilaria Sanguineti al via della Ronde de Mouscron
Provata con Bettiol
Avevamo già testato la SuperSix EVO su bici.PRO, nella configurazione che Cannondale ha riservato ai professionisti della Ef-Nippo. Avevamo riscontrato il cambiamento nella sezione dei tubi, non più tondi dato che la galleria del vento ha confermato che la forma tonda non è la più aerodinamica.
E’ proprio il loro profilo troncato migliora l’efficienza aerodinamica: risultato che le ragazze apprezzano in pianura ma anche se c’è tanto vento.
«E’ una via di mezzo – spiega Sanguineti – fra la SystemSix (che ad ora la Valcar tiene di scorta, ndr) che era molto aerodinamica e quelle più leggere che usavano le scalatrici. La SuperSix va bene dovunque, anche in volata».
Il carro posteriore è compatto e breve: la reattività nasce da quiIl carro posteriore è compatto e breve: la reattività nasce da qui
Risposta immediata
Quel che lascia senza fiato le ragazze e tutti coloro che hanno potuto provare questa bici, è la risposta alle accelerazioni. In salita, allo sprint, in pianura.
«La senti come una parte di te – dice Ilaria, durante l’incontro nella casa alle porte di Bruges – e molto dipende dalla forma del carro posteriore così compatto».
Un punto determinante del telaio è infatti il carro posteriore, che si innesta nel piantone davvero molto in basso e con foderi di 40,8 centimetri. Una scelta in controtendenza da quando l’uso dei freni a disco e le forze che essi esercitano proprio sul telaio, ha portato tutti gli altri ad allungare questa parte della bici.
La bici monta lo Shimano Ultegra Di2, ecco il comando della batteriaLa bici monta lo Shimano Ultegra Di2, ecco il comando della batteria
Tubeless al debutto
La bici della Valcar è montata con lo Shimano Ultegra Di2, sella Prologo, ruote Vision e coperture Veloflex.
«Nelle corse del Nord – spiega Sanguineti – abbiamo corso con cerchi da 40, ma a disposizione ne abbiamo anche di più alti. Proprio a partire da De Panne invece, per la prima volta abbiamo usato i tubeless da 28 mm e mi sono trovata così bene che ho chiesto di averli anche nella corsa successiva».
Guidabilità. Leggerezza. Compattezza. Sono queste le tre qualità principali della bici della Valcar. Da Bruges per ora è tutto. Ora le ragazze di “Capo” Arzeni sono attese dalla seconda parte di Nord, dalla Freccia del Brabante, all’Amstel Gold Race di domenica prossima.
Chiara Consonni vince al Nord e porta il primo successo 2022 alla Valcar-Travel&Service. La squadra si è rifondata e la “Conso“ è leader. A Waregem tutto bene
Ma che bella questa idea pensata e messa velocemente “in pista” da Cannondale! Alla luce del secondo rinvio della prima edizione della Parigi–Roubaix femminile, il bike brand americano, che ricordiamo è partner della Valcar Travel Service di Balsamo,Consonni e compagne, ha difatti introdotto una sfida sul proprio canale ufficiale su Strava sulla esatta distanza della Classica delle pietre francese riservata alle donne.
Il pavé della Foresta di ArenbergUno dei punti chiave della Parigi Roubaix è il pavé della Foresta di Arenberg
Pietre virtuali
E proprio per onorare al meglio questo evento, che purtroppo non potrà svolgersi nella sua originaria data di aprile, Cannondale ha deciso di estendere la campagna “Choose to Challenge”, prevista in occasione della Giornata Internazionale della donna, organizzando una pedalata su Strava di 116 chilometri. Un impegno da realizzarsi in un’unica giornata a scelta nella settimana tra l’11 ed il 18 aprile. Saranno dunque sette i giorni a disposizione di tutti gli appassionati per portare a termine questa Classica riservata al ciclismo femminile. La mitica corsa che affronta tratti sulle temibili pietre, attraversa piccoli villaggi nel nord della Francia per terminare nel mitico velodromo di Roubaix.
Le ragazze del Team TIBCO SVB anche loro con bici CannondaleLe ragazze del Team TIBCO SVB anche loro equipaggiate con bici Cannondale
Tre super premi
E non è tutto, perchè una volta portata a termine questa esclusiva challenge, si otterrà automaticamente un badge digitale “Cannondale Choose to Challenge” mediante il quale si avrà la possibilità di aggiudicarsi uno dei tre premi ad estrazione previsti, e costituiti da una maglia autografata della Valcar Travel Service e da una carta regalo Cannondale del valore di 500 euro da utilizzare presso la rete dei rivenditori ufficiali!
La distanza della Parigi Roubaix femminile è di 116 chilometriLa distanza della Parigi Roubaix femminile è di 116 chilometri
Su Instagram
Inoltre, a tutti i partecipanti è fortemente raccomandato di non dimenticare di condividere foto e video della propria prova attraverso Instagram (#CannondaleChallenge, @ridecannondale) per poter avere la possibilità di essere condivisi sull’account ufficiale Instagram di Cannondale. Tutte le attività registrate durante il periodo della sfida dovranno essere caricate su Strava entro e non oltre tre giorni dal termine della challenge stessa. E’ poi fondamentale che tutti gli utenti/partecipanti seguano scrupolosamente gli Strava Community Standards che includono il rispetto di tutti i consigli e delle restrizioni sulla salute, relativamente la zona di residenza, prima di intraprendere qualsiasi attività fisica.