La Cannondale SuperSix EVO del Team FAS messa alla frusta

06.12.2021
6 min
Salva

Questo progetto è la conferma che il ciclocross e il gravel racing possono convivere e condividere una sola bicicletta. La Cannondale SuperSix EVO CX è la versione dedicata agli specialisti del cx, grazie ad un allestimento dedicato e a geometrie (nominate OutFront) che hanno poco da invidiare alle biciclette “cx only” e di sicuro non è un mezzo pensato nell’ottica del bikepacking. Il frame-kit è in comune con la versione SE (gravel) ed è la bici utilizzata in gara da quest’anno dalle ragazze della FAS Airport Services, sponda nel cross della Valcar&Travel Services, su cui corrono quindi Eva Lechner, Alice Maria Arzuffi, Silvia Persico e Lucia Bramati. Entriamo nello specifico del test.

L’angolazione dell’immagine permette di vedere anche le forme delle tubazioni
L’angolazione dell’immagine permette di vedere anche le forme delle tubazioni

SuperSix EVO CX, le sue peculiarità

Il telaio si basa sulla costruzione monoscocca ed è full carbon. Non utilizza il tessuto composito in alto modulo (HM), ma quello standard. L’impatto estetico e il design nel suo complesso, unito allo shape delle tubazioni, ricorda da vicino la sorella stradale Cannondale SuperSix Evo.

I profilati sono voluminosi, mai eccessivi, con un avantreno più muscoloso e un posteriore più “sottile”, un abbinamento mai banale e gratificante. Siamo nel ciclocross e il concept risulta moderno. I tubi hanno la sezione frontale arrotondata (soluzione mutuata dalla versione road), mentre il lato che non impatta nello spazio ha il profilo tronco.

Il fango blocca la ruota? Problema risolto

E poi c’è il carro ribassato, con l’innesto allargato dei foderi obliqui. Tradotto: tanto spazio tra i due pendenti e la gomma. L’ampia luce di passaggio c’é anche nel comparto anteriore, nella forcella (tutta in carbonio). Davanti e dietro scorrono pneumatici fino a 45c di sezione (mica male, pensando ai tracciati con tanto fango e alle gomme larghe che si usano nel gravel). Rimanendo in questa parte della bici e sempre in merito alla forca, ha un rake di 5,5 centimetri: aperto.

In un certo senso contrasta con l’angolo dello sterzo che è piuttosto chiuso (e infatti, la faccia e lo sguardo sono sempre perpendicolari allo sterzo, un bel vantaggio per chi ama la bici reattiva sull’avantreno). Ovviamente la considerazione è da rapportare taglia per taglia. Questa combinazione però, ha dei vantaggi in termini di guidabilità nello stretto e in fatto di stabilità.

Cinque taglie, dalla 46 alla 58

Qui entrano in gioco anche i foderi bassi del retrotreno che adottano il protocollo Save: sono muscolosi e molto corti (solo 42,2 centimetri) sagomati e asimmetrici, dissipano a dovere e si innestano nella scatola del movimento centrale che è larga 83 millimetri. La guarnitura One è in alluminio con perno da 30 di diametro.

La Cannondale SuperSix EVO CX è disponibile in cinque taglie, dalla 46 alla 58, tutte con ruote da 700c. L’allestimento è uno, così come l’accostamento dei colori. Il prezzo di listino è di 4.199 euro.

Le nostre impressioni

Non abbiamo avuto modo di testare la Cannondale SuperSix EVO SE, “solo” la cx in questione, sta di fatto che questa bicicletta ha un carattere racing e non fa nulla per nasconderlo. Race certo, ma con un approccio molto moderno, dove l’estremizzazione della rigidità diventa un limite.

E’ leggera, perché 8,3 chilogrammi (8,27 per la precisione e abbiamo provato la taglia 51) sono pochi, anche in considerazione dell’allestimento (e si può limare ancora molto), è agile davanti ed è parecchio veloce nei cambi di direzione. E’ una bella arma da sfruttare nei passaggi stretti e in quei punti che assomigliano più a singletrack, che non a fettucciati.

Leggera, ma non nervosa

Nonostante questo, non l’abbiamo “sentita” eccessivamente rigida, anzi, la sua capacità di copiare il terreno è un fattore da capire prima e da sfruttare poi. Anche il carro segue questa sorta di fil rouge, deciso nelle forme e mai eccessivamente brioso nelle risposte: il comfort ne guadagna.

Molto buono a nostro parere il valore dell’altezza del movimento centrale da terra: 28 centimetri (28,2 per la misura più grande). I valori di reach e stack sono in linea con le taglie, considerando i moderni sviluppi che prevedono attacchi manubrio ridotti. Questo non è un fattore secondario, che facilità la scelta della taglia più consona anche a chi arriva dalla strada e dal gravel puro.

Noi l’abbiamo testata e messa sotto torchio alla nostra maniera, ma ora sentiamo chi la bicicletta la utilizza nel contesto agonistico di primo piano.

Eva Lechner (a sinistra) con la SuperSix Evo CX
Eva Lechner (a sinistra) con la SuperSix Evo CX

Una 51 per Eva Lechner

Eva Lechner: «Mi trovo davvero bene e non lo dico solo perché è la bicicletta del team. Fin da subito ho avuto delle ottime sensazioni di guida di fitting ottimale in sella. Uno dei grossi vantaggi è il suo peso ridotto, al tempo stesso è stabile. Per darvi un riferimento, io utilizzo una taglia 51 e nella configurazione gara uso i tubolari: dico questo perché anche la geometria e la componentistica sono importanti».

La Persico al Trofeo Guerciotti 2021
La Persico al Trofeo Guerciotti 2021

Persico: «La più reattiva»

«Utilizzo Cannondale da cinque anni – spiega Silvia Persico – per me è una bella fortuna, perché le bici sono belle e performanti. A mio parere, questa SuperSix EVO CX  è la più reattiva della gamma. Sotto alcuni punti di vista è superiore anche alla SuperX che utilizzavo l’anno scorso. E’ molto briosa, reattiva e veloce. Tenete presente che in allenamento uso le gomme con la camera d’aria, mentre in gara i tubolari. La vedo anche in un contesto gravel racing, anche se onestamente non ho dei riferimenti precisi, in riferimento a questa categoria di bici».

Cannondale SuperSix Evo Neo: la grinta non manca

29.11.2021
3 min
Salva

Cannondale presenta la SuperSix Evo Neo, la e-bike che mantiene tutte le caratteristiche della sua gemella a trazione muscolare. Una bici nata per correre che ora può essere goduta appieno da tutti gli amanti del ciclismo. Le e-bike spopolano e rendono lo sport che amiamo alla portata di tutti. I passi in avanti fatti nello sviluppo di questi mezzi sono incredibili. All’inizio soffrivano del peso aggiuntivo che comportava l’aver un motore che garantiva una spinta continua.

La SuperSix Evo Neo mantiene l’aggressività e la prestazione della gemella a trazione muscolare
Il motore è nel mozzo posteriore per scaricare meglio la potenza a terra

Nata per correre

La SuperSix Evo Neo è una bici nata per correre ed essere performante su tutti i terreni. Una bicicletta aerodinamica e pronta a fendere l’aria con la struttura Ballis Tech. Il motore è fornito da Ebikemotion, con la particolarità di poter essere settato comodamente dall’applicazione per smartphone. Il bottone sul tubo orizzontale fornisce una rapida selezione delle informazioni base (stato della batteria, modalità di erogazione).

La batteria si trova nel tubo obliquo ed è integrabile con un battery extender che porta l’autonomia a 460 Watt ora per dei giri che possono superare tranquillamente i 100 chilometri. Il motore, l’X35 di Ebikemotion, si trova nel mozzo posteriore con un peso di 3,5 chili. L’erogazione è fluida e non intacca la pedalata. Superato il limite imposto dalla legge dei 25 chilometri orari la pedalata assistita cessa la sua funzione.

E’ possibile aggiungere una ricarica extra grazie ad un battery extender che alimenta la batteria nel movimento centrale
E’ possibile aggiungere una ricarica extra grazie ad un battery extender

Facile da guidare

«Passati i primi chilometri – ci dice Simone Maltagliati marketing manager di Cannondale Italia – l’adattamento è naturale. La particolarità è dovuta al fatto che con il motore nel mozzo posteriore la bici ha il peso spostato in quella direzione. Si fa presto l’abitudine ed in più la comodità di avere l’erogazione del motore direttamente sulla ruota posteriore migliora il trasferimento della potenza a terra».

«La bici si adatta alle esigenze di tutti – prosegue Maltagliati – io stesso l’ho usata con amici molto più allenati di me e mi ha permesso di stare al loro ritmo senza rallentarli. Il problema principale delle e-bike era il peso elevato e la scarsa scorrevolezza che rendeva faticoso pedalare in pianure oltre i 25 chilometri orari… Ma con i suoi 11 chili la SuperSix Evo Neo è una piuma nel mondo delle e-bike e si comporta quasi come una bici muscolare».

Il pulsante nel tubo orizzontale è di facile utilizzo e aiuta il ciclista a settare la pedalata assistita
Il tasto nel tubo centrale serve per gestire la batteria

Misure ed allestimenti

Gli allestimenti sono 3 così come le taglie: S,M e L. Il modello entry level ha la trasmissione Shimano 105 ed è in vendita a 4.499 euro. Il modello intermedio è settata con Shimano Ultegra meccanico in commercio a 6.899 euro. Mentre il top di gamma ha in dotazione lo Shimano Dura-Ace Di2 con ruote a medio profilo da 45 millimetri ed è in disponibile a 9.799 euro.

Cannondale

Stella McCartney x Cannondale: disegnate 18 bici uniche

19.11.2021
3 min
Salva

Il bike brand americano Cannondale, recentemente acquisito dal gruppo PON, ha comunicato d’aver attivato, assieme alla stilista britannica Stella McCartney una collaborazione finalizzata alla realizzazione di una serie limitata di soli 18 esemplari dei modelli SystemSix, SuperSix EVO ed EVO CX.

Le bici Cannondale firmate da Stella McCartney saranno esposte negli stores di Shanghai, Tokyo, Londra e New York
Saranno solamente 18 le bici firmate da Stella McCartney

Creatività & Design

Con i design di Ed Cutis, della newyorkese Myfawnwy (Maisie Broome) e di Tom Tosseyn, è stata creata una “capsule collection” raffinata e moderna delle biciclette da strada più rappresentative di Cannondale. Questi artisti emergenti, che hanno contribuito all’ultima collezione autunno/inverno ’21 di Stella McCartney. Hanno così potuto trasferire il loro proprio approccio artistico innovativo e la loro creatività sui prodotti Cannondale. Inoltre, queste diciotto straordinarie biciclette Cannondale – tutte dipinte a mano – rappresentano anche un concreto impegno per la sostenibilità. Non a caso è proprio il ciclismo che offre significativi vantaggi alla salute delle persone e del nostro pianeta…

Queste biciclette sono attualmente in mostra in alcuni flagship stores di Stella McCartney, più precisamente a Shanghai, Tokyo, Londra e New York. Non saranno disponibili per l’acquisto e non entreranno in produzione. Stella McCartney ha dichiarato: «Come ciclista e persona che usa la bicicletta per andare al lavoro non potrei essere più entusiasta di questa collaborazione con Cannondale. Le biciclette che abbiamo creato incarnano i nostri valori e la nostra visione comune, fondendo bellezza e desiderabilità con un senso di responsabilità verso la prossima generazione”.

Cannondale SuperSix EVO disegnata da Ed Curtis per la collezione di Stella McCartney
Cannondale disegnata da Ed Curtis per la collezione di Stella McCartney

A favore della sostenibilità

Nata e cresciuta tra Londra e la campagna inglese, Stella McCartney ha lanciato l’omonima Maison in collaborazione con Kering come joint venture al 50 per cento. Ha presentato la sua prima collezione a Parigi nell’ottobre del 2001. Vegetariana da sempre, la stilista non usa né pelle né pelliccia per le sue creazioni. Le collezioni Stella McCartney vanno dal “ready to wear” femminile, uomo, agli accessori, alla lingerie, agli occhiali, ai profumi fino a una linea per bambini. Oggi nel mondo esistono cinquantuno boutique monomarca Stella McCartney. Tra cui: Manhattan (Soho), Londra (Myfair e Brompton Cross), Los Angeles (West Hollywood), Parigi (Palais Royal), Milano, Tokyo, Shanghai e Pechino.

Le collezioni sono distribuite in oltre 77 paesi grazie da ben 863 rivenditori, tra negozi specializzati e grandi magazzini. In più sono disponibili online in 100 paesi. Particolarmente apprezzata è poi la collezione di abbigliamento sportivo “adidas by Stella McCartney”. Ha riscosso un successo sempre maggiore e si ampliata col tempo rivolgendosi a diverse discipline sportive: corsa, ginnastica, yoga, tennis, nuoto, sport invernali e ciclismo. L’impegno della stilista inglese in favore della sostenibilità è evidente in tutte le sue collezioni e parte integrante della filosofia del marchio. Un brand che si propone responsabile e al passo coi tempi.

Cannondale

La storia di Higuita: spunto per i manager, monito per gli atleti

17.11.2021
4 min
Salva

Higuita licenziato per essere apparso durante El Giro de Rigo in sella a una Specialized e non alla sua Cannondale. Provvedimento storico, ma intanto per una settimana non s’è parlato d’altro. Stessa storia e lettera di licenziamento per un altro corridore della Ef Education-Nippo, Lawson Craddock, che passerà alla Bike Exchange e apparso su una Giant.

Poi il passo indietro, per entrambi. Riassunti o comunque provvedimento ritirato in cambio di una lettera di scuse. E così il piccolo colombiano destinato a correre nel 2022 con la Bora-Hansgrohe e il compagno americano hanno salvato gli ultimi mesi di stipendio. Conoscendo Jonathan Vaughters e il suo estro, il doppio gesto non voleva essere una vera sanzione, ma il modo per educare i corridori colpendone un paio. E il messaggio, gli va riconosciuto, è arrivato. Ciò non toglie tuttavia che la regolamentazione dei contratti sia cervellotica e meriterebbe una revisione.

Anche Craddock ha ricevuto la lettera di licenziameno (poi ritirata) per aver usato una bici Giant
Anche Craddock ha ricevuto la lettera di licenziameno (poi ritirata) per aver usato una bici Giant

Un’esigenza concreta

Ivan Basso è sceso di sella nel 2015 e anche a lui, nell’iniziare la nuova preparazione, è capitato di allenarsi con una bici non consentita. Così oggi, nel gestire situazioni analoghe con i suoi atleti, ha qualche consapevolezza in più rispetto a manager che magari non sanno che cosa significhi allenarsi. Non è chiaramente il caso di Vaughters, il cui obiettivo era palesemente un altro.

«Il discorso ha due aspetti – spiega Ivan – uno contrattuale e uno di buon senso. Tutti sanno che quando inizi la preparazione per il nuovo anno è opportuno usare la bici, la sella e le scarpe dell’anno successivo. Lo sanno i corridori e lo sanno i due manager: quello che lascia e quello che prende l’atleta nella sua squadra. E’ una cosa logica, che funziona così da sempre. Se si vuole cambiare, vanno riviste le date sui contratti, oppure si prevedono postille chiare negli stessi. Ad ora si va avanti con una serie di liberatorie».

Con Zanatta in ammiraglia, Ivan Basso sta vivendo il primo anno da team manager della Eolo-Kometa
Con Zanatta in ammiraglia, Ivan Basso sta vivendo il primo anno da team manager della Eolo-Kometa

Attenti ai social

Usare la bici nuova non è un capriccio, ma un’esigenza. E questo dovrebbe far riflettere l’ambiente, dato che l’andare e venire dei corridori riguarda tutti: nessuno escluso.

«Nel gesto di Higuita – dice Basso – non ho visto nessuna malizia. Non si è messo in posa con la bici nuova, non ha fatto lui il video. Diciamo che è stata più una leggerezza fatta senza pensarci. Però è chiaro che se l’incastro è così articolato fra sponsor, aziende e manager, anche il corridore deve prestare attenzione. Allora in questo caso, la vicenda di Higuita può diventare spunto per una riflessione, per cui anche gli atleti devono capire che l’uso del materiale prima del tempo va bene, ma formalmente i contratti dicono altro. Loro sono personaggi esposti, è chiaro che i social possono diventare trabocchetti».

E questa è l’immagine che stava per costare a Higuita tre mesi di stipendio
E questa è l’immagine che stava per costare a Higuita tre mesi di stipendio

Tenuta da allenamento

Il messaggio di Vaughters sicuramente puntava proprio sull’uso dei social, che i corridori usano con grandissima disinvoltura. E c’è da scommettere che avendo prospettato chiaramente i rischi cui si potrebbe incorrere, più di qualcuno abbia ridimensionato l’esposizione più rischiosa.

«Penso sia così – chiude Basso – ma vorrei anche aggiungere una considerazione sulla variazione di data nei contratti. Noi abbiamo preso Maestri dalla Bardiani. Ipotizzando che il contratto scada il 31 ottobre, come si allena Maestri, visto che la nuova maglia non possiamo tirarla fuori prima di gennaio? Dovrei dargli una maglia Eolo del 2021 oppure dotarmi di una tenuta con gli sponsor tecnici giusti e una grafica anonima? Sono tutte cose da approfondire, ma credo che con il buon senso si sia sempre fatto e si possa continuare a farlo…».

Cannondale: obiettivo raddoppio produttivo in Europa e USA

02.11.2021
3 min
Salva

Le recenti notizie dell’acquisizione, per la cifra “monstre” di 800 milioni di euro, da parte del gruppo olandese PON della divisione Sports di Dorel (alla quale fanno riferimento i bike brand Cannondale, GT, Schwinn, Caloi e Mongoose), non sono passate inosservate. Ma Cannondale non si ferma e continua la sua crescita produttiva, inaugurando due nuove strutture dedicate all’assemblaggio delle biciclette, rispettivamente negli Stati Uniti e in Olanda.

Cannondale ritorna ad assemblare bici in USA grazie all’apertura di uno stabilimento produttivo a Rincon, Georgia.
Cannondale ritorna ad assemblare bici in USA grazie all’apertura di uno stabilimento produttivo a Rincon, Georgia.

Una strategia importante

Con questi due “opening”, Cannondale punta decisa a raddoppiare la propria presenza su entrambi i mercati. L’apertura del sito americano, in particolare, significa per il brand americano un importante ritorno all’assemblaggio bici negli Stati Uniti. L’azienda americana sta difatti pianificando di raddoppiare la presenza sul mercato in Nord America ed Europa nei prossimi tre anni. Un rafforzamento che sarà supportato dalle 500.000 biciclette che i due siti saranno in grado di produrre collettivamente una volta pienamente operativi.

L’obiettivo è quello di poter soddisfare i propri rivenditori con più biciclette, in meno tempo e con la più alta qualità. Le due strutture, situate ad Almelo nei Paesi Bassi e a Rincon in Georgia, segnano uno dei più grandi investimenti nella storia del brand. Un ulteriore investimento che rientra negli ambiziosi piani di crescita globale del marchio iniziati già nel 2019. Entrambe le fabbriche sono letteralmente da considerare “a prova di futuro”, con la possibilità sia di aumentare la propria capacità sia di adattarsi continuamente a nuovi processi che si allineano con l’impegno di Cannondale per l’innovazione e la qualità. Il sito olandese – aperto in settembre – punta a triplicare la capacità produttiva europea. Quello statunitense avrà come data di apertura il terzo trimestre del 2022.

Cannondale fornisce le bici anche al team femminile Valcar
Cannondale fornisce le bici anche al team femminile Valcar

Siamo solo all’inizio…

«Cannondale sta uscendo dal branco – ha affermato Peter Woods, CEO e presidente di Dorel Sports – per garantire il proprio futuro come marchio leader a livello globale. La nostra missione è quella di rendere il ciclismo parte della vita di tutti. Lo slancio dei nostri piani è in pieno svolgimento. E questo significa avvicinare le biciclette che produciamo ai nostri concessionari e ai loro clienti. I rivenditori e i clienti Cannondale hanno davvero molto da aspettarsi. Stiamo difatti sfruttando 50 anni di esperienza, d’innovazione e di energia: c’è molto da festeggiare… ma siamo solo all’inizio».

Cannondale

Balsamo sul pavé con una Cannondale iridata (dipinta a mano)

01.10.2021
6 min
Salva

Elisa Balsamo vive ancora nell’onda lunga dell’entusiasmo iridato e c’è da capirla. Non è ancora passata una settimana e serve ben di più per somatizzare il sogno di una vita. Gli scossoni del pavé nelle prove di ieri pomeriggio e stamattina l’hanno richiamata alla realtà, ma guardare la nuova Cannondale SuperSix EVO World Champion l’ha rimessa subito di buon umore.

«Avevamo già provato qualche tratto a marzo – dice – mi ricordavo i tratti abbastanza bene. E’ dura. Non in quanto pericolosa, ma perché ci sarà da spingere. La selezione comincerà subito e noi proveremo a esserci. Con le nostre bici e i tubolari da 28. Certo passare dalla pista levigata al pavé è un bel salto, ma sono esperienze che voglio e devo fare per crescere. Non ho ancora pensato a come sarà correre con la maglia iridata e soprattutto in una gara così. Penso che sarà una bella vetrina per la Valcar, in questo ultimo mese voglio farla vedere per far passare anche il messaggio. La mia vittoria è stata il coronamento di un percorso iniziato dalle junior. Qui si lavora bene».

Sanguineti e la Mtb

Con lei alla Valcar correrà domani anche Ilaria Sanguineti, che per caratteristiche e fisico alla Roubaix potrebbe trovarsi benissimo.

«Terrorizzata no – dice – ma certo ieri dopo due settori mi sono venute le vesciche alle mani, pur avendo i guanti. A me che di solito non li porto mai. E’ un pavé completamente diverso da quello che conoscevo, proprio non sappiamo cosa aspettarci. In certi tratti, visto che d’inverno mi diverto con la mountain bike, è sembrato di rivedere quei sentieri. Bisogna essere bravi a guidare e poi ci sarà da stringere tanto i denti, perché il pavé è conciato male, non pensavo così tanto. Servirà fantasia, anche perché in squadra nessuno l’ha mai corsa o seguita, per cui sarà un’incognita per tutti».

La Cannondale iridata

La Cannondale Cannondale SuperSix di Elisa Balsamo ha il telaio SuperSix EvoHi-ModDisc misura 51. Il gruppo è lo Shimano Ultegra Di2 con casetta Ultegra 11-30 e pedivelle da 170 con PowerMeter FSA Powerbox. Le ruote sono le Vision Metron 40 montate con tubolari Veloflex da 28 per la Roubaix (gonfiate a 6). Attacco e manubrio sono Hollowgram, la sella Prologo NDR (altezza di sella da 71,2). Di Prologo è anche il nastro manubrio OneTouch. Borracce Elite, pedali Look Keo e computer Garmin 830.

Assieme a Elisa Balsamo, Ilaria Sanguineti che sul percorso della Roubaix ha più di qualche freccia da scoccare
Assieme a Elisa Balsamo, Ilaria Sanguineti che sul percorso della Roubaix ha più di qualche freccia da scoccare

Bastianelli preoccupata

«La Foresta? Ci mancava solo quella». Davanti alla prima Roubaix femminile della storia, Marta Bastianelli fa avanti e indietro fra il timore e la curiosità.

«Ho visto due tratti di pavé particolarmente malconci – prosegue – ho mal di braccia, mi tirano tutti i tendini. Infatti stiamo valutando col massaggiatore di mettere un tape. Il pavé del Fiandre è tutta un’altra cosa. Qui a volte senti che la bici se ne va per i fatti suoi e le banchine di lato sono tutte rovinate e non ci puoi passare. Se poi c’è il pubblico, lo spazio si restringe ancora. Insomma, una bella esperienza, ma per ora non sono troppo entusiasta. Forse perché con l’età si tende a frenare prima e a correre meno rischi, magari il debutto quando avevo 25 anni sarebbe stato un’altra cosa».

«Una bella gara – dice – una gara monumento. Una gara che per noi è un buon trampolino di lancio, però secondo me è troppo impegnativa nel complesso. Nel gruppo ci sono tante ragazze, alcune magroline. Mi chiedo che cosa succede nella seconda metà del gruppo. Non abbiamo l’abilità e l’esperienza degli uomini. Se cade una, cadono tutte. Per ora la vedo un po’ così, però magari poi mi dovrò ricredere e verrà fuori una gara bellissima. A prescindere sarà una gara bellissima, però dal punto di vista tecnico, tattico e fisico ma sarà sicuramente molto impegnativa per noi ragazze.

Un primo assaggio inatteso e severo per Tatiana Guderzo
Un primo assaggio inatteso e severo per Tatiana Guderzo

Ansia Guderzo

E poi c’è Tatiana Guderzo che in vita sua pensava di averle viste tutte e invece davanti al pavé francese ha trovato il modo di grattarsi i capelli…

«Penso che sia una gara molto molto, molto, molto dura – sottolinea – e caratterizzata da tanti tratti di pavé non eccessivamente massacranti nella prima parte. Ho provato solamente gli ultimi 13 e due sono veramente difficili. Soprattutto il penultimo, pericoloso quando l’ho affrontato ieri con l’asciutto. Era difficile guidare la bici, difficile stare in un gruppo ristretto come eravamo noi. Non oso immaginare se si arriva all’interno di quel settore un gruppo di 10-15 ragazze. Se domani pioverà, mi fa paura affrontare un settore del genere.

«E’ una gara non eccessivamente lunga, dunque questo forse la renderà più veloce dall’inizio. Sicuramente il vento sarà determinante, perché già oggi ce n’è molto di più in confronto a ieri. Si fa sentire e averlo laterale nei settori li renderà ancor più selettivi. Poi con fango e acqua le cadute saranno… gratuite e questo spezzerà il gruppo ancor prima metti di quanto potrebbe fare una selezione naturale.

«Non si può sottovalutare. Non si può arrivare qui senza allenamento o senza un equipaggiamento idoneo. E’ la dimostrazione che il ciclismo femminile sta crescendo e poter vivere questa esperienza è la conferma che è il futuro è rosa o comunque la speranza c’è. Speriamo di portare a casa un’altra importante esperienza, sono gare che nella vita di una ciclista bisogna provare. Dunque ho questa possibilità che concluderò sicuramente con sicuramente delle vesciche sulle mani, che comunque già ieri hanno iniziato a vedersi».

Cannondale SuperSix EVO SE: gravel a tutta velocità

30.08.2021
4 min
Salva

Cannondale introduce una nuova bici gravel e lo fa con una bicicletta velocissima sullo sterrato. Il brand americano – che proprio quest’anno festeggia i primi 50 anni di storia – ha lanciato la settimana scorsa la nuovissima SuperSix EVO SE: una “super” bicicletta dedicata al gravel che punta forte sulla velocità, ma non solo.

Gli appassionati ricorderanno senza dubbio quanto Cannondale ha recentemente presentato per il cross – la SuperSix EVO CX – una bicicletta che è stata presa come ispirazione per realizzare la SuperSix EVO SE. Meglio ancora, la piattaforma della SuperSix EVO SE si deve considerare una vera e propria fusione tra quelle denominate SuperX e EVO.

Particolarità vincente

Il telaio di questa nuova Cannondale si presenta subito estremamente compatto, totalmente integrato e con profili aero. Ma la particolarità vincente è un’altra e ve la sveliamo… Grazie ad anni di esperienza e di ricerca, Cannondale ha qui associato un angolo sterzo aperto (70° un valore quasi da Mtb) con un “offset” forcella lungo e compatto, e questo per garantire una stabilità eccellente mantenendo però basso il “trail” con l’obiettivo di offrire una guidabilità del mezzo agile e veloce.

Il risultato di questa associazione geometrica è uno speciale connubio fatto di leggerezza, reattività ed equilibrio che esalta alla perfezione il mezzo tra fango e ghiaia… Merita una nota anche il carro posteriore, sottile ma estremamente resistente, capace di conferire alla bici rigidità e potenza. A proposito del carro e della forcella, ricordiamo un aspetto che sarà ben gradito dagli amanti del fuoristrada: questa bicicletta è disegnata per ospitare anche pneumatici da 45 millimetri, permettendo così una scorrevolezza senza precedenti nel fuoristrada.

Componenti di qualità

E’ scontato affermare – ma lo facciamo ugualmente – che una bicicletta così importante debba essere equipaggiata con i migliori componenti che si possano trovare in circolazione. Ecco allora il montaggio Sram Rival AXS a 12 velocità con le speciali ruote DT Swiss CR 1600 (pensate esclusivamente per il fuoristrada). La nuova SuperSix EVO SE è un mezzo di assoluto rilievo: reattivo, rigido, aerodinamico, ideale per soddisfare in pieno le esigenze degli appassionati di gravel più competitivi.

Il telaio è disponibile nelle seguenti misure: 46, 51, 54, 56 e 58. Il prezzo consigliato al pubblico (variabile in base alla scelta dei componenti) parte da 4,199 euro

cannondale.com

Cannondale SuperSix EVO Cx, fra cross e velocità

24.08.2021
4 min
Salva

Il ciclocross tira e tira forte. E così Cannondale apre il gas e presenta la SuperSix EVO Cx, progettata proprio per offrire il massimo supporto ai corridori della specialità nelle più disparate situazioni di guida che il cross presenta loro. Il progetto non è per caso: è infatti la sintesi di quello che l’azienda americana ha imparato dai progetti SuperX ed EVO, raccogliendo e utilizzando il meglio delle tecnologie quanto a aerodinamica, guidabilità, versatilità e raggiungimento della velocità. Il cross infatti è una disciplina in continua evoluzione e grazie ad atleti sempre più forti come Van der Poel e Van Aert raggiunge ormai delle velocità piuttosto ragguardevoli.

Il colpo d’occhio e l’aerodinamica di una bici da strada, con le specifiche offroad
Il colpo d’occhio e l’aerodinamica di una bici da strada, con le specifiche offroad

Puro ciclocross

Gli amanti di Cannondale a questo punto hanno capito tutto, agli altri lo raccontiamo noi. Il colpo di genio è infatti quello di unire alle specifiche fuoristradistiche della Super X le qualità di velocità della EVO, una delle bici da strada più aerodinamiche.

Perciò parliamo di una bici da cross quando diciamo che lo spazio libero per ogni lato è di 13 millimetri montando gomme da 33 millimetri (si può salire fino a 45 per uso non agonistico): questo fa sì che si riduca l’accumulo di fango e sporco e una superiore facilità in frenata.

Pura aerodinamica

Parliamo invece di una bici aero citando il profilo dei tubi aerodinamici che su strada rendono la Super X EVO Cx veloce quasi quanto una bici da strada, con il dettaglio dei foderi corti che la rendono estremamente reattiva e l’avancorsa sufficientemente lungo da rendere la bici guidabile nello stretto e insieme stabile in velocità.

Identico alla EVO è il carbonio ad alto modulo con cui è costruito il telaio, per una bici che viene poi montata con lo Sram Force 1 a 11 velocità, freni a disco Sram Force1 e reggisella Hollowgram KNOT. Gomme di serie 700cx33, colore Purple Haze (che tradotto significa foschia viola).

Pronta per la Valcar?

Non stupisce che il brand americano abbia deciso di investire così forte sul ciclocross e una considerazione a margine scatta da sé guardando al ciclocross (femminile) di casa nostra. E’ ormai ben più che che una supposizione che la Valcar stia per lanciare una squadra di cross e dato che il team di Valentino Villa è da anni fedelissimo a Cannondale, perché non pensare che con questa bici possa correre il prossimo anno anche la campionessa italiana Alice Maria Arzuffi?

La bici è disponibile nelle misure 46, 51, 54, 56, 58 al prezzo di 4.199 euro.

cannondale.com

Cannondale partner importante di FAR Gravel 2021

14.07.2021
3 min
Salva

La filiale italiana di Cannondale, coordinata da Simone Maltagliati, ha raggiunto un’accordo finalizzato a riconoscere l’iconico bike brand americano quale partner di FAR Gravel, manifestazione ciclistica non competitiva che si svolgerà ad Argenta (Ferrara) sabato 18 settembre.

L’evento consentirà a chi deciderà di parteciparvi la scelta di ben tre percorsi (un corto di 50 chilometri, un medio di 100 ed un lungo di 150) tutti caratterizzati da strade bianche, sentieri in terra battuta, piste nel bosco e sulla sabbia e strade comunali a bassa intensità di traffico. Tutti ingredienti ideali per scoprire un territorio fantastico, per pedalare nella maniera più adatta e nella massima sicurezza. FAR Gravel non avrà alcuna classifica, nessuna graduatoria, ma in compenso sono previsti tantissimi premi ad estrazione: prodotti tecnici, gadget Cannondale, e premi legati ai (buonissimi) prodotti del territorio. Inoltre, i più fortunati avranno la possibilità di pedalare e testare lungo i percorsi previsti le biciclette Gravel della gamma Cannondale e GT. 

Percorsi pianeggianti tra borghi di campagna e corsi d’acqua
Percorsi pianeggianti tra borghi di campagna e corsi d’acqua

Argenta, Comacchio e la Costa Adriatica 

Famiglie, atleti e grandi pedalatori potranno assaporare in bici il territorio di pianura compreso fra il Fiume Reno, le cittadine di Argenta e di Comacchio e la Costa Adriatica: tre percorsi pianeggianti – il dislivello è sostanzialmente pari a zero – ma non per questo da considerare semplici. Si pedalerà lungo una rete di strade bianche di campagna, al tramonto sulle Valli di Comacchio e di Argenta, sotto il volo di fenicotteri rosa e cormorani, fra testimonianze storiche e gastronomiche che parlano dei Bizantini, degli Estensi, degli scariolanti e delle staffette partigiane.

La quarta edizione della FAR Gravel è aperta a tutti, e si pone come obbiettivo quello di indurre il maggior numero di cicliste e di ciclisti a scoprire lo spirito di questa bellissima disciplina. Disciplina nella quale Cannondale Italia crede ed investe.

Il logo di FAR Gravel che sancisce la collaborazione con Cannondale
Il logo di FAR Gravel che sancisce la collaborazione con Cannondale

Visione condivisa…

Cannondale da sempre punta a migliorare l’esperienza in bicicletta di tutti i suoi clienti: dall’atleta professionista all’amatore che richiede un prodotto di qualità. Il tutto senza trascurare anche la Mtb e le famiglie che utilizzano le biciclette per il trasporto quotidiano e il tempo libero.

E proprio come Cannondale, FAR Gravel è molto attenta ai dettagli (la sicurezza, i servizi, l’accoglienza ad esempio) focalizzandosi in modo particolare sull’esperienza del pedalare. Pedalare con gusto, con piacere, concedendo ad ognuno di scegliere il passo che più gli si aggrada.

cannondale.com

fargravel.it