“Ruota Libera”: torna con la seconda stagione del podcast Ursus 

16.04.2025
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Dopo il successo della prima edizione, “Ruota Libera”, il podcast ideato e prodotto da Ursus, è tornato per una seconda stagione ancora più ricca di contenuti, ospiti e curiosità dal mondo del ciclismo. La partenza è già avvenuta, sabato 12 aprile, in concomitanza con uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la Parigi-Roubaix.

A condurre questa nuova avventura sarà ancora Giada Borgato, ex ciclista professionista e volto noto di Rai Sport, che guiderà gli ascoltatori in un viaggio… a ruota libera tra il presente, il passato e il futuro delle due ruote. La seconda stagione conferma lo stile diretto e coinvolgente del format, che ha saputo conquistare gli appassionati fin dalla prima puntata.

Registrato all’interno della sede Ursus di Rosà (Vicenza), “Ruota Libera” è molto più di un semplice podcast: è un progetto editoriale che riflette l’anima dell’azienda veneta, da sempre punto di riferimento nella produzione di ruote ad alte prestazioni per bici da strada, gravel e mtb. Il legame tra “Ruota Libera” e la passione per l’innovazione trova massima espressione nel 2025, anno che segna l’ingresso ufficiale di Ursus nel WorldTour al fianco del Team Picnic-PostNL, sia nella sezione maschile che femminile. Le nuove PROXIMA Team Edition, presentate alla Milano-Sanremo, sono il frutto di questa visione e accompagneranno gli atleti nelle competizioni più importanti al mondo.

Con Ursus nel cuore del ciclismo

Come anticipato, la prima puntata – già disponibile online – ha avuto come protagonista Alessandro Ballan, ultimo italiano a vincere sia il Giro delle Fiandre che il Mondiale su strada. Ballan ha svelato i segreti delle Classiche del Nord, tra pavé, fatica e adrenalina, offrendo uno sguardo autentico e coinvolgente su uno dei momenti più iconici del calendario ciclistico.

La nuova stagione di “Ruota Libera” proporrà un episodio al mese, disponibile su Spotify e YouTube, con interviste esclusive a protagonisti del ciclismo professionistico e tecnico. Tra gli ospiti annunciati ci saranno: Angelo Furlan, ex professionista oggi esperto in preparazione atletica, Diego Bragato, Head of Performance della Federazione Ciclistica Italiana e Niklas Quetri, specialista in “bike fitting” e biomeccanica. Ma non solo: la seconda stagione sarà arricchita da contenuti tecnici, approfondimenti sui materiali, racconti inediti dal mondo delle corse, e uno sguardo dietro le quinte del professionismo, portando in primo piano le persone, le idee e le tecnologie che fanno girare le ruote del ciclismo moderno.

Con “Ruota Libera”, Ursus conferma il proprio impegno nel raccontare il ciclismo dall’interno, offrendo contenuti di qualità, approfondimenti tecnici e storie vere. Una visione in linea con l’evoluzione del brand, sempre più presente nei grandi eventi internazionali e al fianco degli atleti.

Ursus

Ursus Proxima, l’enigma ha un’identità ben precisa

02.04.2025
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Viste qualche mese addietro, sbirciate e spoilerate alla Sanremo, le ruote Ursus che equipaggiano le Lapierre del Team PicNic-PostNL hanno un nome.

Proxima Team Edition diventano il simbolo della ricerca Ursus e dell’importante collaborazione con un team World Tour. Ben quattro i profili disponibili per questa nuova famiglia di ruote: 35 e 40, 50 e 60 millimetri.

Il mozzo delle nuove Proxima
Il mozzo delle nuove Proxima

Affidabilità e nuovo mozzo

Resta uno dei cardini di casa Ursus, nonostante il progetto Proxima punti anche a valori di scorrevolezza, leggerezza ed efficienza aerodinamica. Tutte le versioni portano in dote un cerchio full carbon, ma buona parte del nuovo progetto Ursus Proxima ha come soggetto principale il nuovissimo mozzo U-RS Xeramik.

E’ completamente alluminio/ergal 7075, ha cuscinetti ceramici ed il posteriore è un esempio di semplicità quando viene smontato. Il meccanismo interno che supporta la ruota libera non necessita di attrezzi e chiavi. Significa una manutenzione e pulizia semplificate, aspetto particolarmente apprezzato dai meccanici del team, fattore che influisce in modo positivo sulla scorrevolezza e sulla rapidità d’ingaggio del sistema. La ruota libera è disponibile per Shimano, Sram e Campagnolo. Gli stessi mozzi hanno un fusto oversize (tipico del design Ursus) con flange non eccessivamente pronunciate, il tutto a favore di un comparto estremamente rigido. La sede per i dischi dei freni è CenterLock.

Cerchio in carbonio, naturalmente per tubeless

Quattro le opzioni, come accennato in precedenza, 35 e 40, 50 e 60 millimetri di altezza, per tutti i gusti e necessità. Tutti hanno una larghezza complessiva del cerchio pari a 30 millimetri (ad eccezione della versione da 35 che è largo 29), con il canale interno da 23 (dotato di tape tubeless). Concettualmente il cerchio supporta in modo ottimale pneumatici da 28 in avanti, perfettamente i 30. Il carbonio ha la finitura unidirezionale.

I raggi Sapim sono in acciaio della serie CX, con profilo piatto/aerodinamico. Sono a testa dritta, hanno i nipples esterni e adottano incroci in seconda per entrambe le ruote (anteriore e posteriore).

Per gli amanti dei numeri

Ursus Proxima Team Edition hanno un prezzo di listino davvero interessante, aggressivo: 1.750 euro, non elevato se consideriamo che è un prodotto da WorldTour. I valori dichiarati alla bilancia: 1.350 grammi e 1.410 grammi rispettivamente per le 35 e 40 millimetri. 1.470 e 1.550 grammi per le Proxima 50 e 60.

Ursus

Ursus con Vitesse per rafforzare la strategia di comunicazione

15.02.2025
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La stagione 2025 può essere considerata come un anno di svolta per Ursus, la realtà italiana specializzata nella produzione di ruote e componenti per il ciclismo. Lazienda con sede a Rosà, in provincia di Vicenza, ha difatti ufficialmente fatto il proprio ingresso nel WorldTour grazie alla nuova partnership con il Team Picnic PostNL. Quello compiuto è un passo significativo per Ursus, che per la prima volta affianca una squadra appartenente alla massima categoria del ciclismo su strada, consolidando così il proprio posizionamento nel settore delle due ruote ad altissimo livello.

Fondata oltre cinquant’anni fa, e specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione, Ursus ha costruito la propria reputazione producendo bloccaggi, mozzi e cavalletti reggicicli: segmento in cui l’azienda detiene una posizione di leadership mondiale. Con l’avvento della seconda generazione alla guida dell’azienda, agli inizi degli anni 2000, Ursus ha successivamente ampliato il proprio focus investendo nella progettazione e produzione di ruote in carbonio di alta gamma, destinate ai settori corsa, mtb e gravel. Questo processo di evoluzione ha portato l’azienda a distinguersi per l’innovazione e l’elevata qualità dei propri prodotti.

Ursus ha affidato la sua comunicazione all’agenzia Vitesse
Ursus ha affidato la sua comunicazione all’agenzia Vitesse

Innovazione, ricerca e sviluppo

Oltre all’importante ingresso nel World Tour, il 2025 segna per Ursus un ulteriore passo strategico: la scelta dell’agenzia Vitesse come partner per la gestione dell’Ufficio Stampa e delle PR a livello internazionale. Dal mese di gennaio, infatti, la stessa agenzia di comunicazione supporta Ursus nel consolidare la presenza sui media globali, valorizzando i successi aziendali e amplificando il brand a livello internazionale.

Vitesse, attiva dal 1991, è una delle più prestigiose agenzie di comunicazione nel mondo dello sport, specializzata nei settori outdoor, ciclismo e turismo. Con oltre trent’anni di esperienza, l’agenzia vanta collaborazioni con alcuni dei marchi più prestigiosi del settore, tra cui Bianchi e Northwave. La partnership con Ursus si inserisce in un percorso di crescita volto a rafforzare il posizionamento del brand nei mercati chiave del ciclismo internazionale.

L’impegno di Ursus si riflette anche nella moderna sede operativa di Rosà, inaugurata nel 2015 accanto allo storico stabilimento. Qui, l’azienda investe costantemente in ricerca e sviluppo, puntando su innovazione, sostenibilità e benessere delle risorse umane. Certificazioni e riconoscimenti attestano la qualità dei prodotti e l’attenzione ai processi produttivi, elementi che la rendono un marchio sempre più competitivo a livello globale.

Ursus quest’anno fornirà anche le route al team continental SC Padovani Polo Cherry Bank
Ursus quest’anno fornirà anche le route al team continental SC Padovani Polo Cherry Bank

Una storia da raccontare

«Entrare nel WorldTour – ha dichiarato Mirko Ferronato, CEO di Ursus – è la realizzazione di un sogno per noi. Abbiamo lavorato con dedizione per raggiungere questo traguardo, e oggi siamo pronti a competere con i migliori grazie alla qualità e all’affidabilità delle nostre ruote. La collaborazione con il Team Picnic PostNL rappresenta un’opportunità unica per dimostrare il nostro valore, mentre la partnership con Vitesse ci consentirà di raccontare al meglio la nostra storia e i nostri progetti ad un pubblico sempre più ampio».

«Siamo entusiasti di intraprendere questa collaborazione con Ursus – ha aggiunto David Evangelista, Head of Communication di Vitesse – un’azienda che conoscevamo e apprezzavamo già da tempo e che, entrando in contatto diretto, ci sta mostrando ancora di più il suo enorme potenziale. Insieme lavoreremo per valorizzare il brand e comunicare al meglio i prossimi passi di Ursus nel mondo del ciclismo».

Con questa nuova strategia, Ursus si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, portando il proprio brand su scala globale e consolidando la propria reputazione di eccellenza nel settore delle due ruote.

Ursus

Gran colpo di Ursus, al fianco del Team PicNic-PostNL

30.01.2025
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Ursus, un’altra azienda italiana che entra nel World Tour con il chiaro intento di innovare e sviluppare. Sarà al fianco del Team PicNic-PostNL per almeno due anni.

Enrico Stragliotto, del dipartimento sales di Ursus, ci racconta qualche dettaglio di questa partnership che ha tutte le carte in regola di essere il primo tassello di un percorso più lungo, con uno sguardo ad ampio spettro rivolto al futuro.

Quando nasce e quando ha preso realmente forma la partnership con il team?

L’interesse nasce all’inizio del 2024. Volevamo fare un salto di livello e dopo molti anni nelle squadre professional, come Total Direct Energies, Bardiani, Corratec ed in passato al fianco della CCC, ci sentivamo pronti a fare il grande passo nel WorldTour. A metà 2024 siamo entrati ufficialmente in contatto con il team. Oggi siamo pronti a partire.

E’ possibile conoscere qualche dettaglio che vi lega al team?

Siamo reduci anche noi dai primi ritiri, dove in modo effettivo siamo entrati in contatto con l’intero staff. Nei prossimi mesi potremo fornire maggiori dettagli. Posso dire che la collaborazione vuole essere a lungo termine. Ad oggi abbiamo firmato per 2 anni, ma…

Dopo le prime giornate di test e utilizzo il team ha già avanzato delle richieste?

Mi spingo a dire che i primi feedback sono positivi, ovviamente c’è da lavorare. Credo che per quantificare al meglio i dati ed i riscontri maggiori dovremo aspettare dopo gennaio. Siamo in contatto con i tecnici del team ai quali chiediamo aggiornamenti continui. Il team non ha solo le ruote Ursus come materiale nuovo, ma anche le bici Lapierre (rientra nel WorldTour con la nuova Xelius DRS e la Aerostorm per le crono-NDR). Quindi tutto è in divenire.

Charlotte Kool sarà uno dei riferimenti della compagine femminile (foto Pic Nic-PostNL)
Charlotte Kool sarà uno dei riferimenti della compagine femminile (foto Pic Nic-PostNL)
Utilizzerete la compagine World Tour per test e sviluppo dei prodotti futuri?

Per noi questa collaborazione è sicuramente importante. Lo è per la visibilità, ma l’aspetto che più ci interessa è la capacità del team di processare dati e capire insieme come sviluppare i prodotti del futuro. Siamo certi che con le nostre competenze unite a quelle del team, avremo l’opportunità di sviluppare ruote ancora più performanti.

E poi il progetto Enigma. Un’evoluzione Ursus che si spinge in modo deciso verso il WorldTour?

Esatto. Enigma rappresenta un primo passo verso quello che per Ursus è da sempre un punto fisso. Innovazione e qualità. In questa fase dobbiamo tenere ancora la bocca cucita, ma posso anticipare che nei prossimi mesi ci saranno delle sorprese molto interessanti.

Rispetto alle sponsorizzazioni fatte ad oggi, cosa comporta l’impegno World Tour?

Il WorldTour è la F1 della bici. L’impegno è notevole sotto ogni aspetto e all’interno di un’azienda tutti sono coinvolti, direttamente e indirettamente. Ursus è una realtà solida da sempre orientata alla crescita e l’ingresso in questa categoria è parte integrante di un processo di crescita che non è solo di oggi. Di fatto, il legame con una squadra World Tour è la ciliegina sulla torta di un percorso che dura da più stagioni. Ora ci siamo e si ricomincia con altri step dell’evoluzione.

Ruote Ursus per il Team Picnic PostNL: sbarco nel WorldTour!

19.12.2024
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Ursus ha recentemente annunciato la propria, nuova partnership con il Team Picnic PostNL, una delle squadre più prestigiose del circuito WorldTour, per le stagioni 2025 e 2026 (in apertura foto Tornanti.cc). Questo sodalizio rappresenta un connubio davvero ideale tra eccellenza produttiva tutta italiana, innovazione ed un impegno condiviso per lo sviluppo dei giovani talenti nel ciclismo professionistico.

La compagine olandese Picnic PostNL, ben conosciuta per l’attento lavoro di sviluppo e di crescita di promettenti ciclisti, utilizzerà in gara da gennaio una gamma di ruote Ursus ancora… avvolta nel mistero. Questi nuovi prodotti fanno difatti parte del progetto Enigma, una creazione frutto della passione per l’ingegneria avanzata e della qualità Made in Italy che contraddistingue Ursus. Tutti i dettagli sulle nuove ruote impiegate dagli atleti del Team Picnic PostNL verranno svelati nei prossimi mesi, aumentando così l’attesa per le innovazioni tecnologiche che l’azienda porterà nel ciclismo professionistico.

Il mistero del progetto Enigma

Fondata oltre 50 anni fa, Ursus spa è un’azienda tutta italiana con sede a Rosà, in provincia di Vicenza, specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione. All’inizio degli anni 2000, Ursus ha ampliato il proprio raggio d’azione entrando nel settore delle biciclette da corsa e mountain bike con la produzione di ruote di alta gamma. Questo passo è stato un esperimento tanto audace quanto vincente, permettendo all’azienda di guadagnarsi un posto di rilievo nel mondo del ciclismo professionistico grazie a prodotti in costante evoluzione e a una qualità senza compromessi.

Ursus è da sempre un partner orientato al cliente, riconosciuto per l’innovazione e la continua ricerca dell’eccellenza. La “customer satisfaction” rappresenta uno dei valori cardine della sua attività, accompagnata da una dedizione instancabile per la creazione di prodotti e servizi di elevata qualità.

Mirko e Sergio Ferronato, titolari Ursus
Mirko e Sergio Ferronato, titolari Ursus

La collaborazione con il Team Picnic PostNL non si limita all’aspetto tecnico, ma si basa anche su valori condivisi: entrambe le realtà credono fermamente nell’importanza dell’innovazione e nel connubio tra prestazioni e lavoro di squadra. La partnership promette dunque di scrivere nuove pagine di successo nel ciclismo agonistico di primissimo livello, quello del WorldTour, rafforzando la reputazione di Ursus come attore protagonista nel settore. 

Tutti gli appassionati ed i praticanti ciclisti possono seguire gli sviluppi del progetto Enigma, e le performance del Team Picnic PostNL, visitando il sito ufficiale dell’azienda a questo link.

Ursus

Ursus fa suo l’Eurobike Gold Award: la strada è quella giusta…

08.07.2024
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FRANCOFORTE (Germania) – La rassegna espositiva Eurobike a Francoforte ha chiuso i battenti da appena qualche… ora, ma per un’azienda italiana in particolare questa edizione 2024 rimarrà senza alcun dubbio indimenticabile. 

Parliamo di Ursus, che proprio quest’anno è stata riconosciuta con lo speciale e prestigioso Eurobike Gold Award 2024. Ad essere selezionato e a vincere l’ambitissimo premio è stato il cavalletto Ursus R97 IC (dove IC significa Invisible Connect): un prodotto assolutamente innovativo e di estrema qualità frutto di una idea e di uno sviluppo tecnico degno della migliore tradizione artigianale italiana.

«Ursus R97 IC – ha dichiarato ufficialmente la giuria nella propria motivazione – offre una soluzione incredibilmente innovativa per quanto riguarda i cavalletti per biciclette. La sua possibilità di essere posizionato in modo variabile lungo il fodero posteriore del telaio, unitamente al sistema antirumore integrato, migliora sia la funzionalità che la stabilità del prezioso componente. Il design aerodinamico, e l’utilizzo per la sua creazione di oltre l’80% di materiali riciclati, dimostrano un impegno reale per il tema della sostenibilità da parte dell’azienda. Ursus R97 IC rappresenta una soluzione elegante e di alta qualità che eleva un componente spesso trascurato».

Innovazione e italianità

«Il Gold Award degli Eurobike Awards – ha dichiarato a bici.PRO Mirko Ferronato – è il più importante riconoscimento assegnato ad un nuovo prodotto. Un vero e proprio certificato di eccellenza e di innovazione. Vorrei estendere i miei più sentiti ringraziamenti alla giuria degli Eurobike Awards per questo incredibile onore. Siamo anche profondamente grati del nostro talentuoso team Ursus, la cui passione ed il duro lavoro svolto hanno reso possibile questo straordinario risultato. Un ringraziamento speciale va poi ai nostri fedeli clienti, e ai partner che da sempre lavorano con noi: per il loro incrollabile supporto e per la fiducia che ripongono nei nostri prodotti.

«Questo premio ci motiva a continuare il nostro impegno per l’eccellenza e per l’innovazione. Per avere in gamma prodotti sempre più iconici e soprattutto rispettosi dei rigorosi standard di sostenibilità ambientale che ci siamo imposti».

La sede di Ursus a Rosà
La sede di Ursus a Rosà

Verso la transizione ecologica

In fiera sono stati premiati complessivamente quarantatre prodotti del settore bicicletta. Una giuria di esperti di alto livello ha selezionato i vincitori valutando attentamente circa trecento proposte provenienti da ben trentacinque paesi diversi. Le categorie prese in considerazione son o state complessivamente nove. Undici prodotti ha ricevuto il Gold Award, uno dei quali è stato anche premiato con lo “Start Up Award”. Un prodotto con un focus speciale sul tema della sostenibilità ha poi ricevuto il “Green Award”. 

«Tutti i prodotti premiati – ha ribadito Dirk Heidrich, il responsabile del progetto Eurobike di fairnamic GmbH – mettono in mostra un’ampia gamma di approcci innovativi, con soluzioni riconosciute nelle categorie biciclette, e-bike, veicoli elettrici leggeri fino a 45 km/h, mini veicoli elettrici, componenti, accessori, abbigliamento, soluzioni digitali e soluzioni e infrastrutture per la mobilità. Quest’anno l’attenzione si è concentrata in particolare sul miglioramento altamente funzionale dei sistemi esistenti e la considerazione degli aspetti sostenibili. Il tema della sostenibilità non è evidente in tematiche quali la riduzione dei materiali e la riciclabilità, ma anche sotto forma di concetti socialmente motivanti e soluzioni circolari. Il Premio Eurobike contribuisce in modo significativo all’ulteriore sviluppo di eccezionali innovazioni di prodotto e approcci anch’essi innovativi nei settori della biciclette e della mobilità elettrica, contribuendo così in modo significativo ad accelerare la transizione ad una mobilità decisamente più ecologica».

Ursus

Ursus Countach, ottima sul gravel, perfetta su strada

03.07.2024
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La Ursus Countach è una di quelle ruote che ci piace definire come una ruota prestazionale da strada, mascherata per l’utilizzo gravel. La nuova Countach fa della rigidità complessiva uno dei suoi cardini.

Il cerchio è tutto in carbonio con il canale interno hookless, con i bordi pieni e sostanziosi. La raggiatura è a nostro parere uno dei punti di forza che influiscono su rigidità, reattività e quell’efficienza aerodinamica che non guasta. Entriamo nel dettaglio del test.

Countach è una tipologia di ruota ad elevate prestazioni
Countach è una tipologia di ruota ad elevate prestazioni

Ursus Countach, per le gomme larghe

Più le utilizziamo e più ci orientiamo a pensare che la Countach sia una sorta di ruota all’round. Con tutta probabilità nasce per un gravel competitivo e corsaiolo, dove conta il giusto rapporto tra il peso/resa tecnica/affidabilità e anche la robustezza. In realtà ci confrontiamo con un sistema scorrevole e capace di interfacciarsi al meglio anche con pneumatici stradali da 32 millimetri di sezione. Questo fattore la posiziona in quel segmento di prodotti che, opportunamente configurati con le bici endurance più moderne, gratifica anche se portato nei contesti stradali “scassati”. Ad esempio strade secondare abbandonate, ciottolati e pavè, strade bianche battute.

Rimanendo in ambito off-road/gravel è il gravel veloce e con dislivello il suo pane, dove una buona tecnica nella guida del mezzo collima con una rigidità (elevata) delle due ruote, anteriore e posteriore, aspetto che obbliga a gestire le pressioni e le tipologie di pneumatici (meglio tubeless da 38/40 usati a pressioni medie e basse). A nostro parere, per una ruota dall’elevata caratura tecnica (come lo è la Contach) si dovrebbe prevedere il montaggio di fabbrica del tubeless tape.

Sembra una ruota più alta

In alcuni frangenti sembra di avere in dotazione una ruota con un cerchio più alto, da 40 millimetri e oltre. Perché è veloce quando la si fa correre e perdona poco o nulla nella fase ammortizzante. La Countach è una ruota “secca” e diretta, una ruota che ti fa sentire la consistenza del terreno. La raggiatura è di quelle toste, per tensione e tipologia di profilato (Sapim in acciaio a testa dritta trattato al carbonio). I nipples sono esterni al cerchio, ma quello che influisce, al pari dei raggi, sono i punti di ancoraggio ai mozzi. Sono un blocco unico con il corpo del mozzo in alluminio.

Ma un cerchio da 35 millimetri ha dei grossi vantaggi. Ad esempio si rilancia con maggiore facilità alle andature più basse, ad esempio in salita e nei cambi di ritmo, oppure nei rilanci perentori in fase di sprint tenendo ben presente le gomme “cioccione” e le pressioni relativamente basse.

Semplice nella manutenzione

Countach è sicuramente un pacchetto ruota brioso, nonostante questo non è difficile da guidare. Difficilmente perde la traiettoria, tutt’altro. Non “sbacchetta” quando prende un colpo proibito che fa perdere la linea giusta, anche se la posteriore smorza ben poco a prescindere dalla tipologia di pneumatico e pressione. Countach è una ruota da agonista senza tanti fronzoli.

In caso di manutenzione, pulizia e controlli di fino non è necessario essere degli ingegneri. Il corpetto posteriore della ruota libera è inserito a pressione e si toglie con un semplice gesto, per un ingrassaggio facilitato. Così anche per il mozzo anteriore, che ha dei cuscinetti classici messi in sede senza viti o blocchi particolari. Inoltre, le dimensioni dei cuscinetti sono standard.

Il cerchio ha una larghezza complessiva di 32 millimetri, cifra importante
Il cerchio ha una larghezza complessiva di 32 millimetri, cifra importante

Inserto oppure no?

L’utilizzo dell’inserto è sempre piuttosto soggettivo, ma a prescindere dalla soggettività l’utilizzo di un prodotto run-flat modifica in modo sostanziale il comportamento dello pneumatico e di conseguenza del cerchio. Dal canto nostro appoggiamo in modo deciso l’utilizzo di un inserto in un cerchio hookless.

Al di la della bontà construttiva delle ruote Ursus, un run-flat con una consistenza elevata protegge i bordi in carbonio in caso di foratura e perdita di pressione (evita di criccare il carbonio) e influisce in modo positivo sulla tenuta del tallone dello pneumatico, stabilizzandolo al cerchio.

Un pacchetto ruote che decisamente “veste” la bicicletta
Un pacchetto ruote che decisamente “veste” la bicicletta

In conclusione

Considerando la qualità (pessima) delle strade attuali, con asfalti spesso ai limiti della percorribilità, una ruota come la Ursus Countach può essere il compromesso perfetto e una soluzione che permette di unire l’utilizzo stradale e quello gravel.

Tecnicamente si tratta di un prodotto rivolto ad un all-round impegnativo ed un’utenza alla quale piace un sistema performante, prestazionale e una ruota rigida. Il cerchio mediamente basso (considerando i canoni attuali dei cerchi sempre più alti), ma largo (32 millimetri esterno/esterno) offre stabilità e capacità di abbinarsi a diverse tipologie di pneumatici, tassellati o meno.

Ursus

CCT Team Pro: la bici di casa corratec adatta a tutti

18.06.2024
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corratec non trascura le esigenze di nessun ciclista grazie al modello CCT Team Pro, realizzato sulla base della sorella maggiore: la Evo, in dotazione al Team corratec Vini Fantini. Due bici da un lato simili, almeno esteticamente, ma che abbracciano due tipologie diverse di pubblico. Per chi ama le sfide e sulla bici è pronto a sacrificare un po’ di comfort in favore della prestazione c’è la Evo. Al contrario, coloro che vogliono pedalare con maggior comfort possono contare sulle prestazioni del modello CCT Team Pro. 

«La nostra idea – racconta Sergio Laurino, country manager per l’Italia di corratec – è di avere due linee prodotto differenti. Le geometrie dei due telai sono simili, ma la CCT Team Pro rimane con una posizione in sella più comoda. Il ciclista non si trova allungato sul telaio, ma più compatto».

Anche questo modello di casa corratec è realizzato in carbonio, anche se con caratteristiche diverse
Anche questo modello di casa corratec è realizzato in carbonio, anche se con caratteristiche diverse

Carbonio

Nonostante le differenze, i due telai sono comunque costruiti con fibra di carbonio, per offrire all’utilizzatore tutte le qualità tipiche di questo materiale.

«Il carbonio – continua a spiegare Laurino – è il materiale migliore per realizzare i telai delle bici da corsa. Chiaramente la qualità cambia tra i due modelli ma la Team Pro, che risulta ideale per un pubblico meno esigente, offre comunque ottime prestazioni. Il risultato finale è una bici da endurance che si adatta a tutti e questo la porta ad un target più vasto di clienti. Sulla Team Pro si ha una minore rigidità del telaio, ma un maggior comfort. Certe caratteristiche, utilizzate nel mondo dei professionisti, sono difficili da portare anche a chi utilizza la bici con meno frequenza. Per questo abbiamo optato per caratteristiche tecniche più morbide e accoglienti. Il peso aumenta un po’ per il modello Team Pro, per il solo telaio infatti si aggira poco sotto al chilo».

Dettagli tecnici

Maggior comfort significa anche avere una più ampia libertà di scelta nei componenti, cosa che nella corratec CCT Team Pro si può vedere e gustare.

«Una scelta differente – conclude Laurino – è quella di non montare un attacco manubrio integrato. Questo porta l’utente a scegliere la misura che preferisce, sia per comodità che per peso. La CCT Team Pro è a tutti gli effetti una bici altamente personalizzabile, lo testimonia la varietà nel gruppo da montare. Di base è la famiglia Shimano 105 ma c’è la possibilità di utilizzare il vecchio gruppo meccanico a 11 velocità, quello meccanico a 12 e l’elettronico, sempre a 12 velocità.

«Sulla Team Pro montiamo le ruote Ursus Miura TC37, un profilo valevole in ogni situazione e che accontenta sempre l’utente medio. Leggero, ma che conferisce ottime sensazioni di scorrevolezza. Con dischi da 160 millimetri sia al posteriore che all’anteriore, per una frenata sicura e reattiva. La dimensione dei copertoni, i Pirelli P7, è di 28 millimetri e sono tubeless ready. Di base viene montata una sella Selle Italia, modello X Green». 

Corratec

Miura TC37 Disc: leggere, scorrevoli e per ogni terreno

29.02.2024
3 min
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Le ruote sono una delle componenti tecniche più importanti, se non la più importante. Sono l’unico punto di contatto tra la bicicletta e l’asfalto, quindi ogni dettaglio conta e va curato. Ursus propone, per i ciclisti che cercano un prodotto polivalente, le Miura TC37 Disc: aerodinamiche, leggere ed estremamente scorrevoli.

Raggi e mozzi

Il peso contenuto è dato dalla sezione ellittica scelta da Ursus per i raggi, questa forma permette di alleggerire di molto le ruote. Inoltre, la scelta tecnica dei raggi ellittici porta un vantaggio aerodinamico e una migliore resistenza alla trazione. L’incrocio e la tensionatura portano le Miura TC37 Disc ad essere molto reattive, caratteristica fondamentale per chi cerca un prodotto di alta qualità. 

La scelta di montare il mozzo RD52 consente di avere raggi straight pull che migliorano l’aerodinamica. Con un guadagno di 3 watt a 48 km/h, 4.3 watt a 55 km/h e 6 watt a 60 km/h). Il mozzo RD52 risulta estremamente leggero, e garantisce un’estrema scorrevolezza durante la pedalata. Le Miura TC37 Disc sono ruote tubeless ready, uno dei modelli più leggeri di casa Ursus. Dimostrandosi così un prodotto adatto a terreni misti, con tanti tratti in salita.

Dettagli tecnici

Le Miura TC37 Disc hanno un canale interno da 21 millimetri, che riesce ad ospitare tranquillamente copertoni fino a 28 millimetri di larghezza. Il peso della ruota anteriore è di 735 grammi, mentre per la posteriore è di 870 grammi. La compatibilità è garantita con tutti e tre i gruppi: Shimano, SRAM e Campagnolo. Dettaglio importante, le Miura TC37 Disc sono compatibili anche con il gruppo Campagnolo Ekar. 

Ursus