Balsamo e Pasternoster, tornate a ruggire anche su pista

Balsamo e Pasternoster: tanto forti, tanto diverse

21.02.2026
6 min
Salva

Le avevamo lasciate a Parigi 2024, profondamente deluse per l’andamento di un’Olimpiade amara, dove altre avevano festeggiato mentre loro, Elisa Balsamo e Letizia Paternoster, erano rimaste con nulla in mano. Rivali su strada e compagne su pista, forse non amiche, ma sempre unite dal comune obiettivo, le due campionesse azzurre avevano messo da parte l’attività nei velodromi per concentrarsi sulla stagione su strada, ma la pista è rimasta fondamentale nel quadro della loro preparazione.

Gli europei di Konya le hanno viste tornare protagoniste sull’anello, componenti un quartetto riformato, con una sola reduce dal titolo mondiale 2025, eppure capace di riscrivere il record nazionale anche grazie alle particolari caratteristiche del velodromo turco. Un nuovo punto di partenza e nessuna delle due ha intenzione di fermarsi lì. Le abbiamo messe a confronto attraverso un fuoco di fila di domande, per analizzare un’esperienza che restituisce due gioielli al settore della pista alle porte dell’inizio del periodo di qualificazione olimpica.

Nell'omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Nell’omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Nell'omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Nell’omnium la Balsamo era andata in crescendo fino a sfiorare il podio finale
Com’è stato il ritorno a un grande evento su pista dopo così tanto tempo?

PATERNOSTER: «Bello, me lo sono goduto veramente bene, è stato emozionante sicuramente e sono stata veramente felice di com’è andato il tutto. L’ho vissuto con spensieratezza e con voglia proprio di godermi quello che stavo facendo».

BALSAMO: «Sì, era passato ormai un po’ di tempo da quando avevo gareggiato su pista e devo dire che sono stata contenta di riassaporare quelle sensazioni. Ho visto che la pista mi era mancata. Su pista mi sono sempre divertita, è stato così anche a Konya».

Nel reindossare la maglia azzurra, il caschetto, inforcare la bici sull’anello del velodromo, ti sono tornate in mente le immagini di Parigi 2024? Che cosa ti ha lasciato a distanza di tanto tempo quell’esperienza olimpica?

BALSAMO: «Sono sincera, per me ormai sia Tokyo che Parigi sono delle esperienze chiuse e quindi non ho interesse a ricordare quello che è successo, perché non sono state esperienze positive, né l’una né l’altra, per quanto mi riguarda. L’obiettivo era proprio quello di tornare a divertirmi in pista, incominciare un nuovo capitolo e quindi non ho pensato a quello che avevo passato negli ultimi anni».

PATERNOSTER: «Parto dal presupposto che mi ha lasciato veramente un grande bagaglio di esperienze. Mi ha segnato molto e non tornerei indietro su niente di quello che è stato, ma nel rimettere il caschetto e la divisa azzurra non ho voluto pensare al passato, per concentrarmi sulle forti emozioni positive che ho vissuto con quella maglietta che per me è sempre stata motivo di orgoglio».

Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell'eliminazione
Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell’eliminazione
Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell'eliminazione
Per la Paternoster buone prove anche di gruppo con il podio sfiorato nell’eliminazione
Come giudichi la trasferta di Konya dal punto di vista dei risultati personali?

PATERNOSTER: «Io sono soddisfatta, siamo riusciti a mettere in piedi un quartetto che pur non avendo provato tantissimo (anzi insieme quasi mai…), ci trovavamo l’una con l’altra. Era una formazione nuova, l’abbiamo messa in piedi un po’ così ma sicure dei nostri numeri e dei nostri valori. Per questo prendere una medaglia è stato molto emozionante. Per quanto riguarda le prove individuali, era un punto di domanda: il ritrovarmi in una corsa di gruppo dopo un anno e mezzo non è stato semplice…».

BALSAMO: «Per me è stata una trasferta positiva, non avevo alcuna ambizione a livello di risultato, invece sono arrivate ben due medaglie, più una medaglia di legno nell’omnium, quindi direi che è stato assolutamente positivo».

La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
La Balsamo ha già esordito su strada, alla Valenciana con un 6° posto nella quarta tappa
Siamo a metà del quadriennio olimpico. La pista la vedi sempre come una parte integrante della tua attività e ti sei posta Los Angeles come obiettivo?

BALSAMO: «Sì, se sono tornata è proprio rivolgendo lo sguardo verso Los Angeles, anche se manca ancora un po’ di tempo. L’obiettivo principale è quello, poi si sa che il cammino di avvicinamento prevede anche altri appuntamenti, bisognerà anche vedere come sarà il percorso della strada per vedere quali saranno poi le mie decisioni, ma l’Olimpiade è per me un must».

PATERNOSTER: «La pista è per me essenziale. Ha sempre fatto bene e farà sempre bene alla mia attività, questo è sicuro. Per quanto riguarda Los Angeles, sinceramente ad oggi non ci sto pensando, sono focalizzata tanto a vivermi il presente, le emozioni del momento e cercare di costruire giorno dopo giorno una Letizia solida e mentalmente e fisicamente, questo è veramente un grande step che ho fatto interiormente e mi sta facendo vivere la quotidianità, gli allenamenti con tanta serenità e gioia. A Los Angeles ci penserò a tempo debito».

Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Ottimo inizio stagione su strada per la Paternoster, seconda di tappa alla Valenciana dietro la Ferguson
Che impressione ti hanno fatto le nuove leve come Venturelli e Sanarini, hai rivisto in loro qualcosa di te ai primi approcci con il team azzurro?

PATERNOSTER: «Venturelli è già da un po’ nel nostro gruppo, che gira con noi, anche prima di Parigi. Quindi la conoscevo già bene ed è sempre stata un membro solido del gruppo, si sa il suo valore, è sempre stato palese a tutti il suo enorme talento. Sanarini è veramente giovanissima, fino all’anno scorso era junior, mi ha fatto veramente una grande impressione, è una ragazzina promettente ed è stato bello vedere la grinta, la tensione, la voglia che aveva di fare, di dimostrare sempre il suo meglio. In quello mi ci sono rivista tanto e spero di averle trasmesso qualcosa, è una ragazza che deve credere in sé perché ha grandi potenzialità».

BALSAMO: «Per me è stato bello correre con delle ragazze giovani. Sicuramente io non mi ritengo una veterana, ma ho più esperienza rispetto a loro. Ho cercato di trasmettere tutto quello che avevo imparato in passato e devo dire che ho ripensato alla mia prima Coppa del Mondo. Mi sono venuti in mente un po’ di ricordi nel 2016 ad Hong Kong, prima dei Giochi di Rio e quindi 10 anni fa».

Venturelli insieme a Elisa Balsamo, per loro un bronzo nella madison foriero di tante speranze per entrambe
Venturelli e Balsamo, una madison di bronzo e una formazione che può davvero crescere
Venturelli insieme a Elisa Balsamo, per loro un bronzo nella madison foriero di tante speranze per entrambe
Venturelli e Balsamo, una madison di bronzo e una formazione che può davvero crescere
Che cosa chiedi a questa stagione su strada?

BALSAMO: «Non ho nascosto che il mio sogno è vincere una Monumento, questo è l’obiettivo principale, quindi le classiche. Vorrei una stagione un po’ più tranquilla delle ultime passate, i risultati verranno di conseguenza. e gli obiettivi sono quelli, insomma».

PATERNOSTER: «Chiedo la gioia e la serenità del vivermi veramente tutto, perché è vero che con quella arrivano anche i risultati. E’ inutile dire partecipare, stare bene, essere felici, ma noi corriamo per il risultato e io lo voglio con tutta me stessa».

La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all'Omloop Het Nieuwsblad
La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all’Omloop Het Nieuwsblad
La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all'Omloop Het Nieuwsblad
La Paternoster è pronta per la campagna belga, sabato sarà in gara all’Omloop Het Nieuwsblad
Il calendario è sicuramente molto fitto, ma ci sarà occasione per rivederti all’opera su pista in questa stagione e magari puntare anche ai Mondiali di ottobre?

PATERNOSTER: «Sicuramente sì. Adesso mi concentro bene sulle classiche e cerco di andare in pista quando mi è possibile, perché ora risiedo a San Marino, quindi è un po’ difficile l’organizzazione del tutto. Ma cerco di incastrarla al meglio dalle mie potenzialità e poi da lì capirò cosa fare. Sono in contatto con Bragato e Villa, cerchiamo di mettere giù un piano e penso che una Coppa del Mondo se è fattibile mi piacerebbe andare a farla, ma ancora con il team non ne ho discusso».

BALSAMO: «Sì, il mondiale potrebbe essere un’occasione, ma è a fine stagione, manca ancora parecchio tempo, è però sicuramente un’opzione aperta».

Campionati europei pista, Konja, Elisa Balsamo, Federica Venturelli

Venturelli e quella madison fuori dalla sua comfort zone

20.02.2026
5 min
Salva

Fra due giorni riattaccherà il numero sulla schiena alla Clasica de Almeria per la sua prima stagione nel WorldTour, ma il 2026 Federica Venturelli lo ha aperto ad inizio febbraio con gli europei in pista a Konya portando a casa tre medaglie.

Oltre all’argento nell’inseguimento individuale e il bronzo col quartetto in due discipline che per lei rappresentano la comfort zone, la 21enne cremonese ha conquistato un incoraggiante bronzo nella madison in coppia con Elisa Balsamo. Dopo averne parlato con Marco Villa, cittì della pista femminile al pari di Bragato, abbiamo chiesto a Venturelli com’è stato reimmergersi in quella disciplina che da juniores e U23 le aveva dato gioie e dolori. Nel frattempo lei, dopo la rassegna continentale in Turchia, si è allenata attorno a Brescia, dove ormai è di stanza nelle residenze dell’università cittadina nella quale studia Farmacia seguendo in presenza obbligatoria le sedute in laboratorio.

Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Venturelli si è fidata della grande esperienza di Balsamo nelle gare di gruppo (foto Sinan Celik)
Federica avete sfiorato l’argento di un solo punto. Che corsa è stata?

Sapevamo che la madison è una gara lunga e 120 giri si fanno sentire. Sapevamo anche la tattica di alcune nazionali sarebbe stata quella di partire a tutta. Elisa ed io abbiamo gestite le forze per uscire alla fine e così è stato. Non abbiamo inseguito subito quando è partito il Belgio, ma abbiamo recuperato in fretta. Peccato perché nell’ultima parte di gara abbiamo quasi preso il giro e per noi poteva cambiare tutto. Il finale è stato molto faticoso, abbiamo dato tutto, però non è bastato.

Eravate più soddisfatte o rammaricate?

Certamente eravamo molto contente per un risultato che riteniamo ottimo, quindi soddisfatte. Considerate che era la prima madison che Elisa ed io facevamo assieme, avevamo fatto solo un paio di prove a Montichiari. Entrambe arrivavamo dall’estate 2024 particolarmente sfortunata. Per lei era la prima esperienza di una certa importanza dopo i Giochi di Parigi, io invece non facevo una madison dopo la caduta agli europei U23 di Cottbus dove mi ero rotta un braccio.

Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all'europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all’europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all'europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Venturelli nella madison aveva vinto un oro iridato da junior nel 2023, mentre all’europeo U23 nel 2024 si era rotta un braccio (foto Sinan Celik)
Come avevi preso la decisione dello staff di farti fare la madison?

Ammetto che ero piuttosto tesa proprio perché mi era rimasto quel ricordo di quasi due anni fa. Mi mette sempre un po’ di paura visto che sei in pista con altre 30 atlete che talvolta fanno movimenti imprevedibili. Dovevo vedere come mi sarei ritrovata in una gara di gruppo. Tuttavia durante l’avvicinamento e la gara stessa ho capito che una madison tra le juniores e U23 è una cosa, mentre tra le elite che sono molto più esperte e lineari è un’altra. Alla fine è andata così.

Immaginiamo che la presenza di Balsamo ti abbia aiutata, giusto?

Sì, assolutamente. Con Elisa ho trovato subito un grande feeling. Ha tantissima esperienza e mi sono completamente fidata ed affidata a lei. E’ stata molto brava anche a mantenere la calma nei momenti più delicati.

Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Venturelli e i grandi appuntamenti: Coppa del Mondo e mondiali in pista, classiche, Roubaix e Vuelta su strada (foto UAE Team ADQ)
Rispetto alle madison che facevi da giovane, in quale aspetto ti senti di dover crescere?

Già correndo con Elisa ho capito tanti dettagli di cui fare tesoro. Devo imparare a leggere meglio le dinamiche di gara. Oppure ad esempio se allungare o accorciare i tempi del cambio. O ancora altri meccanismi che si presentano durante i giri.

Pensi che potremo rivedere nuovamente Federica Venturelli ed Elisa Balsamo alle prossime madison internazionali?

Per questo europeo la nostra è stata una coppia forzata perché mancavano sia Guazzini che Consonni, che hanno vinto l’Olimpiade. Loro sono le titolari, ma erano impegnate con le corse delle loro formazioni. Quando ci saremo tutte, io lascerò il posto a loro o alle altre ragazze più esperte di me. Mi trovo più a mio agio con le bici da inseguimento (dice sorridendo, ndr), ma non escludo che in futuro mi possa giocare il posto anche per le gare di gruppo. Siamo tutte forti, la concorrenza è stimolante e sapremo alzare ulteriormente il nostro livello.

Senza le "titolari", questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Senza le “titolari”, questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Senza le "titolari", questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Senza le “titolari”, questo bronzo europeo vale tanto anche in previsione futura
Il tuo calendario tra pista e strada cosa prevede?

Correrò la Coppa del mondo in pista ad Hong Kong dal 17 al 19 aprile e spero che ci possa essere il quartetto che ha vinto il mondiale, anche solo per sfoggiare tutte assieme il body iridato e poi il mondiale in Cina a Shanghai a metà ottobre. Non farò l’europeo U23 di luglio a Cottbus perché sarò impegnata su strada. Con la UAE Team ADQ dopo l’esordio di Almeria, farò la Omloop Nieuwsblad e Le Samyn tra fine febbraio ed inizio marzo. Correrò ancora tante classiche di seconda fascia in Belgio prima di fare la Roubaix. Con la Vuelta ad inizio maggio finirò il blocco della prima parte di stagione e poi imposterò la seconda.

Europei al via, fra le donne due graditi ritorni

Europei al via, fra le donne due graditi ritorni

31.01.2026
5 min
Salva

Una nazionale allenata a quattro mani: agli europei di Konya torna il gruppo azzurro della pista femminile che vede Diego Bragato e Marco Villa affiancati nella gestione della squadra. Una formazione costruita non senza fatica, considerando che tante sono impegnate nelle prime uscite su strada e i vari team WT hanno bisogno di loro per testare gli assetti in vista della primavera. Ma gli spunti d’interesse non mancano.

Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato
Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato
Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato
Villa portato in trionfo dalle ragazze agli ultimi mondiali. Gli europei saranno con un team rinnovato

Europei troppo in anticipo? Forse no…

Tutti dicono che questi europei (ancora abbastanza scevri da responsabilità, considerando che le qualificazioni olimpiche inizieranno solo a fine stagione) arrivano troppo presto, ma Villa sorprende nella sua risposta: «Forse se arrivavano una settimana prima era meglio, però siam sempre qua che cozziamo contro le attività dei team, cerchiamo di conviverci e di organizzare al meglio come si può. Quest’anno almeno abbiamo la possibilità di recuperare elementi che nel 2025 non abbiamo potuto avere a disposizione».

Anche se non sono tappa qualificativa per Los Angeles 2028, Bragato sottolinea però che la rassegna continentale ha comunque un peso specifico importante: «Non è qualificazione diretta, ma serve ad avere i punti per poter a fine anno essere presenti al mondiale e iniziare il cammino a cinque cerchi. Da un lato il titolo mondiale del quartetto ci dà una certa tranquillità per quella gara, come punteggio non abbiamo problemi per partecipare a fine anno al mondiale, ma i regolamenti UCI impongono che facciamo punti nelle prove di gruppo, quindi omnium, scratch, eliminazione e anche la madison hanno ranking differenti da quelli dell’inseguimento».

Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya
Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya
Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya
Diego Bragato, che condivide con Villa la responsabilità del settore, è già stato a Konya

Due rientri attesi da tanto

Come ci si è regolati per supplire alle assenze e chi mancherà a Konya? «Guazzini, Consonni, Fidanza e Alzini ci avevano già detto che non potevano esserci – spiega Villa – quindi abbiamo cercato di parare il colpo, sfruttando il fatto che la rosa si sta allargando. Intanto abbiamo una Venturelli che è l’unica reduce di Santiago, poi dopo l’anno sabbatico ritroviamo Balsamo e Paternoster, e quindi andarci già con queste tre campionesse è un bel vantaggio. Sono tre nomi importanti. Ma trovare delle giovani da affiancare loro non è facile. Abbiamo lavorato un po’ con Sanarini, con Baima, con altre giovani, ma dovremo trovare un compromesso di prestazione, però sono contento di avere almeno queste 3 top».

«Abbiamo scelto di avere un bel mix – ribadisce Bragato – nel senso che sarà l’occasione per ritornare al lavoro con persone che avevano la pista nel cuore e non hanno potuto viverla nel 2025. Porteremo Sanarini, daremo fiducia a una ragazza che era junior fino a qualche mese fa, ma sta crescendo e lavorando bene insieme a Baima e a Venturelli, che porterà la maglia di campionessa del mondo. Sarà un’occasione di maturità per lei».

Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024
Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024
Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024
Agli europei Elisa Balsamo torna alla pista dopo una lunga assenza, sin dai Giochi di Parigi 2024

La Balsamo è tornata competitiva

Per Balsamo e Paternoster è quindi un gradito ritorno, ma come le hanno trovate dopo un anno di assenza? «Abbiamo ritrovato una Balsamo in allenamento molto competitiva – sottolinea Villa – già ai livelli dove l’avevamo lasciata, ma parliamo di ragazze che hanno iniziato da giovanissime a fare questa doppia attività e ormai hanno una memoria atletica che con poco la richiamano. Vediamo nelle gare di gruppo che gap hanno con le altre, ma non credo molto, anche se pesa l’assenza di gare nostre interne».

Questa occasione consente anche di sperimentare una nuova coppia per la madison, considerata l’assenza delle olimpioniche Consonni e Guazzini. Su chi puntare per trovare un’alternativa? «Ci si dimentica che, prima dei problemi fisici avuti nel 2024, Balsamo era titolare fissa per la madison ricorda Villa – insieme alla Guazzini. Anche a malincuore dovetti prendere certe decisioni. Diciamo che ritrova un po’ il suo ruolo e si affiancherà alla Venturelli che è stata campionessa del mondo juniores della madison con la Grassi qualche anno fa.

«Fra europei, coppe del mondo e mondiali – prosegue Villa – in questi due anni faremo delle rotazioni nelle gare di gruppo, madison compresa, per dare la possibilità a tutte di farsi vedere e a noi per cercare di capire come giostrare questo bel gruppo molto competitivo per fare le scelte giuste il giorno che dovremo farle per le Olimpiadi».

Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore
Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore
Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore
Anche per Letizia Paternoster gli europei in Turchia saranno un ritorno al primo amore

Una pista molto veloce

Tornando alle prove di gruppo, Bragato sottolinea come si muoveranno potendo contare solamente su 5 elementi (con le 4 del quartetto ci sarà anche la Baima): «Ci affideremo soprattutto all’esperienza, perché apriamo un ciclo e perché sono le stesse ragazze che vogliono tornare ai loro livelli anche su pista e quindi torneranno in gioco principalmente loro».

Bragato il velodromo di Konya lo conosce bene: «Ci sono stato l’anno scorso in Coppa del mondo, è nuovo, molto veloce, soprattutto per le discipline di velocità, anche perché è molto largo, quindi dall’alto si scende veramente forte. Ha una situazione di climatizzazione interna che rende l’aria molto rarefatta, quindi mi aspetto tempi molto interessanti sia per la velocità, ma anche per le prove contro il tempo».

Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l'unica reduce del quartetto iridato presente agli europei
Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l’unica reduce del quartetto iridato presente agli europei
Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l'unica reduce del quartetto iridato presente agli europei
Pur essendo la più giovane, la Venturelli sarà l’unica reduce del quartetto iridato presente agli europei

La situazione delle altre squadre

Una selezione, quella italiana, ridotta e un po’ rimaneggiata, ma qual è la situazione in casa altrui?

«Dai feedback dei colleghi – risponde Bragato – inglesi e tedeschi arriveranno in forze e quindi ci punteranno in maniera importante. La Francia invece ha un po’ il nostro problema, con tante titolari impegnate su strada. L’Olanda anche, pur presentando una squadra competitiva ma senza le sue punte. Ma attenzione, perché se gli europei sono in concomitanza con le prove australiane del WorldTour, anche il mondiale sarà in corrispondenza con le gare cinesi. Ma in qualche modo faremo, le ragazze sono collaborative, le squadre anche, abbiamo già programmato tutta la stagione assieme proprio per far fronte a queste concomitanze».

Elisa Balsamo

Balsamo: watt, classiche e ambizioni. Elisa è già nel 2026

20.12.2025
5 min
Salva

DENIA (Spagna) – Compostezza, eleganza cucita addosso e un grande sorriso. E’ così che Elisa Balsamo si siede a parlare con noi in questi giorni di pieno inverno. I lavori per il 2026 sono già iniziati e tutto sembra procedere per il meglio. Le prime distanze, le prime prove di volata, i primi test.

La cosa che più ci ha colpito è che, come vedrete, Balsamo parla sempre al plurale. Non c’è solo lei, ma lei e la squadra. Tipico dei campioni, un dettaglio che colpisce in modo positivo. La Lidl-Trek punta molto su di lei e la piemontese ne è evidentemente consapevole.

Al Tour de Suisse Women: la 5ª ed ultima vittoria del 2025. In precedenza aveva conquistato anche Trofeo Binda e Scheldeprijs
Al Tour de Suisse Women: la 5ª ed ultima vittoria del 2025. In precedenza aveva conquistato anche Trofeo Binda e Scheldeprijs
Elisa, partiamo dal 2025. Che anno è stato? Cosa c’è stato di buono e cosa di meno buono?

Direi che l’anno è iniziato in modo molto positivo. La primavera è stata più che buona, sono arrivati tanti risultati e tanti podi, quindi direi di essere soddisfatta. Forse è mancata una vittoria davvero importante, però sono sempre stata lì. L’estate invece è stata un pochino più difficile.

Come mai?

Abbiamo scoperto solo dopo che avevo passato un virus che mi ha compromesso un po’ tutta l’estate. Nonostante questo, anche il finale di stagione è andato abbastanza bene. Posso dire che è stata una stagione da archiviare bene, finalmente portata a termine senza intoppi troppo grandi. Dopo due anni con cadute così brutte non ci si riprende del tutto in una sola stagione, quindi per questo penso che sia stata un’annata positiva anche sotto questo aspetto.

Hai fatto un anno di volume tra corse e piazzamenti, senza intoppi. Ti dà fiducia?

Sì, dà fiducia a me e anche al mio staff, alle persone che lavorano con me in squadra. Abbiamo parlato, fatto dei meeting e tutti sono fiduciosi del fatto che questa stagione sia stata una buona base per il prossimo anno. Non vedo l’ora di iniziare.

Elisa Balsamo
Elisa Balsamo (classe 1998) con la divisa Lidl-Trek 2026. Come colonna sonora per questa foto ha scelto Dont’Stop Me Now dei Queen… che sia di buon auspicio!
Elisa Balsamo
Elisa Balsamo (classe 1998) con la divisa Lidl-Trek 2026. Come colonna sonora per questa foto ha scelto Dont’Stop Me Now dei Queen… che sia di buon auspicio!
E arriviamo alla solita domanda…

La Wiebes!

Sì, scherzi a parte. Non tanto per un confronto diretto, ma per impostare un discorso tecnico prendendola come riferimento. Si parla sempre di watt: come si possono tirare fuori per ridurre il gap con sprinter assolute come Lorena?

Bisogna trovare il giusto compromesso. Per una velocista che tiene anche sulle salite non troppo lunghe, come me, è difficile trovare l’equilibrio tra allenare lo sprint, la forza, il lavoro in palestra, le partenze e le volate, senza mettere su troppo peso e continuando a fare lavori per salite da 5 a 15 minuti. Quando si lavora di più su un aspetto, inevitabilmente si perde qualcosa dall’altra parte.

Si è sempre sul filo della lama…

E’ vero. Quest’anno penso comunque di aver trovato un buon equilibrio. L’idea di migliorare ancora qualche watt in volata c’è, ma l’obiettivo principale è riuscire a esprimerli alla fine di una gara dura. Ci sono atlete che magari fanno più watt di me, ma non riescono a farli dopo quattro ore di gara. Credo che il mio punto di forza sia proprio questo: riuscire a esprimere watt significativi dopo tante ore e tanti chilometri. E’ su questo che stiamo lavorando.

Elisa Balsamo
Tra gli obiettivi di Balsamo c’è la Roubaix: nell’ultima edizione chiuse nona
Elisa Balsamo
Tra gli obiettivi di Balsamo c’è la Roubaix: nell’ultima edizione chiuse nona
Quindi non solo volate di gruppo, ma anche qualche classica più impegnativa?

Non nascondo che i miei obiettivi principali per il 2026 saranno la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix. Sono due gare difficili, non completamente piatte, dove bisogna comunque arrivare a giocarsi la volata. Se ci poniamo questi obiettivi è perché ho capito di essere un’atleta adatta a quel tipo di corse.

Il fatto che aumentino i chilometri ti piace?

Eh – sospira Elisa – è diventata una cosa un po’ devastante. Ci sono gare in cui è comprensibile aumentare la distanza, come la Sanremo. Lì ci può stare, anche perché negli uomini è famosa per i suoi 300 chilometri. Per il resto eviterei di continuare ad aggiungere chilometri: c’è il rischio di rendere le gare monotone nella prima parte, perché sono troppo lunghe. Secondo me siamo già a un buon livello, con chilometraggi giusti. So che non tutti la pensano così, perché per alcune ragazze subentrano caratteristiche fisiche diverse.

In che senso?

Ci sono atlete che in una gara di 100 chilometri non riescono a rendere, mentre in una da 160-170 sì. E’ una cosa molto soggettiva.

Elisa Balsamo
Intanto sono già iniziati i lavori per il treno. Balsamo è l’ultima: sarà lei a sprintare (screenshot a video)
Elisa Balsamo
Intanto sono già iniziati i lavori per il treno. Balsamo è l’ultima: sarà lei a sprintare (screenshot a video)
Hai fatto qualche intervento tecnico sulla bici?

Ho cambiato il manubrio. Ero rimasta l’unica in squadra a usare ancora quello vecchio. Ora è integrato e soprattutto non è pari misura sopra e sotto, nel senso la parte superiore è più stretta rispetto a quella della curva. E’ l’unico cambiamento, perché per il resto mi sono sempre trovata bene con tutto.

Chiudiamo con la pista. Il prossimo anno inizia la rincorsa a Los Angeles…

E’ vero, ma il mio obiettivo principale resta la strada. Nonostante questo sono tornata in pista per qualche allenamento, anche prima di venire qui in Spagna in ritiro. E continuerò ad andarci. Parteciperò agli europei a inizio febbraio, ma cerco di vivere la pista come un’attività complementare alla strada.

In che modo?

Sono sicura che i lavori in pista siano molto utili anche per la strada, per le mie caratteristiche. Più ci si avvicinerà a Los Angeles, magari bisognerà rinunciare a qualcosa su strada, ma non è la mia idea per il prossimo anno. L’obiettivo è tornare in pista dopo un po’ di tempo, ritrovare il feeling giusto e usare il lavoro in pista per raggiungere anche gli obiettivi su strada.

Confalonieri ai saluti. E lascia posto a due italiane

12.09.2025
5 min
Salva

Per Maria Giulia Confalonieri queste sono le ultime gare. E’ in Francia, per due classiche di prestigio, poi ancora qualche impegno e alla fine di questa stagione chiuderà la sua lunga carriera. Una decisione maturata nel tempo, anche se poco strombazzata, tenendo fede d’altro canto al suo personaggio schivo, preciso, estremamente professionale in qualsiasi frangente.

Al suo terzo anno nella Uno-X, la Confalonieri lascia posto ad altre forze provenienti dall’Italia, come Alessia Vigilia e Laura Tomasi che l’anno prossimo terranno alto il vessillo italiano in terra norvegese. Forse avrebbe potuto esserci anche lei, la carta d’identità e soprattutto le prestazioni dicono che è ancora super competitiva, ma la decisione è stata presa.

L’abbraccio con la polacca Malecki. Nel team norvegese la lombarda ha trovato un ambiente ideale e pieno di fiducia
L’abbraccio con la polacca Malecki. Nel team norvegese la lombarda ha trovato un ambiente ideale e pieno di fiducia

«Sì, praticamente già dall’anno scorso, infatti avevo firmato solo un anno, poi ovviamente andando ancora bene abbiamo parlato con la squadra e avrebbero voluto che continuassi, che restassi. Non avrei preso in considerazione altre soluzioni perché sarei rimasta qua dove ho trovato un bell’ambiente, un gruppo che piano piano sta crescendo. Ma non me la sono sentita di andare avanti, penso che sia anche il momento giusto».

Tu hai avuto una carriera lunga, ma chiudi anche abbastanza presto come età. Come lasci questo mondo, è un ambiente logorante secondo te?

Sicuramente sta diventando tutto più curato. Abbiamo fatto passi da gigante nel ciclismo femminile negli ultimi anni, ma l’impegno che ti richiede è maggiore. Poi sì, forse 32 anni non è chissà che età, ma sono passata dalle junior nel 2011, è stata una carriera molto lunga, credo che sia ora di guardare ad altro e mi piace chiudere vedendo che posso essere ancora protagonista.

Due anni alla Valcar per la ciclista di Giussano, unica sua esperienza nel nostro Paese (foto Valcar)
Due anni alla Valcar per la ciclista di Giussano, unica sua esperienza nel nostro Paese (foto Valcar)
Tu hai girato tante squadre, dov’è che ti sei trovata meglio?

Soprattutto nei primi anni era difficile fare contratti lunghi, quindi mi sono ritrovata in diverse situazioni in giro per il mondo. La stabilità ho iniziato a trovarla alla Valcar, poi la Ceratizit e l’Uno-X sono state altre due bellissime esperienze che hanno rappresentato il cuore della mia carriera, ma a quel biennio italiano sono rimasta legata, perché eravamo tutte italiane, tutte amiche, un gruppo fortissimo, ma fatto di ragazze giovanissime. Lì sono stati due bellissimi anni. Italia a parte, qua in Uno-X ho trovato il mio posto, sono stati anni che mi sono goduta.

Se ti guardi indietro, quali sono state le grandi gioie che hai vissuto nella tua carriera?

A livello personale non sono stata una gran vincente, i miei più grandi risultati li ho tenuti in pista, a partire dai due titoli europei consecutivi nella corsa a punti. Poi però ho avuto la fortuna di partecipare a tutte le più grandi gare e negli ultimi anni ad essere di supporto alle mie compagne. Penso che il giorno più bello in assoluto sia stato quando Elisa Balsamo ha vinto il titolo mondiale. In quella che è stata una giornata perfetta. E’ vero che sul podio non c’ero io, ma quel titolo l’ho sentito anche mio. L’esempio di quando la tua compagna vince perché tu lavori per qualcosa e contribuisci.

L’abbraccio con Elisa Balsamo, pilotata magistralmente verso la conquista del titolo iridato 2021
L’abbraccio con Elisa Balsamo, pilotata magistralmente verso la conquista del titolo iridato 2021
E ciclismo a parte, dal punto di vista personale, tutti questi anni di ciclismo, di attività internazionale, che cosa ti hanno dato?

Questa è una bella domanda. Una cosa che mi porto dietro è sicuramente il fatto che ho fatto amicizia con persone un po’ di tutte le parti del mondo, con culture diverse dalla nostra. Questo mi ha consentito d’imparare a vedere il mondo da più punti di vista.

Le due ragazze che arrivano adesso che cosa si troveranno di fronte?

Laura (la Tomasi, ndr) è già stata in organizzazioni abbastanza strutturate. Qui sia lei che Alessia Vigilia troveranno un ambiente molto ben organizzato, ma anche a livello umano è un bel gruppo, dove non si guarda solo all’atleta, ma anche tanto al benessere della persona. Poi come organizzazione, calendario, materiali, preparazione, parliamo di una squadra a livello WorldTour. Ma visto da dove vengono non credo che troveranno differenze. Io penso però che, come è stato importante per me, sarà importante anche per loro il il valore che danno anche alla persona, per farti sempre sentire considerato.

Apeldoorn 2019, secondo titolo europeo nella corsa a punti. Su pista anche un bronzo europeo e mondiale
Apeldoorn 2019, secondo titolo europeo nella corsa a punti. Su pista anche un bronzo europeo e mondiale
Loro ti hanno contattato, ti hanno chiesto qualche consiglio?

Con Laura non ci conosciamo molto. Con Alessia ogni tanto ci sentiamo, mi ha chiesto un po’ come si sarebbe trovata e le ho detto le stesse cose. Non credo proprio avranno problemi di ambientamento.

Chiudendo adesso la tua carriera, hai già idea di che cosa fare?

Sono da 10 anni all’interno del gruppo sportivo delle Fiamme Oro e mi piacerebbe continuare a farne parte, cercando di dare il mio contributo, rimanendo in questo mondo al quale credo di poter dare ancora qualcosa, anche se non più pedalando…

La stagione (solida) di Balsamo. L’analisi tecnica di Larrazabal

08.09.2025
6 min
Salva

Anche ieri al Simac Ladies Tour Elisa Balsamo ha strappato un podio, anzi due. Uno nella generale e uno nella tappa. Rispettivamente è arrivata seconda e terza. Questo ennesimo buon piazzamento, ma non ancora una vittoria, ci porta ad analizzare la sua stagione. Una stagione che non si può non scomporre senza tenere presente un punto cruciale: l’incidente occorsole la passata stagione, quella della terribile caduta che mise in discussione persino le Olimpiadi. Il rientro rapido, il Giro Women e poi Parigi… Ma da lì in avanti non è stato facile. Oggi è comprovato che un atleta di vertice impiega oltre una stagione intera e senza intoppi per tornare al proprio livello.

Altro aspetto che può essere fuorviante: da sempre la carriera di Balsamo è accostata in parallelo a quella di Lorena Wiebes. E il fatto che l’olandese si trovi in stato di grazia può portare a un giudizio distorto. Per questo, per avere il quadro reale della situazione, ne abbiamo parlato con il capo dei coach della Lidl-Trek, Josu Larrazabal.

Josu Larrazabal è il capo dei preparatori in casa Lidl-Trek
Josu Larrazabal è il capo dei preparatori in casa Lidl-Trek
E quindi, Josu, partiamo facendo un quadro generale di Elisa Balsamo…

Alla fine la crescita di Elisa è costante e direi anche più solida. E’ più forte anche in salita. Come avete già accennato voi, non bisogna dimenticare l’incidente della passata stagione, che qualche intoppo poi lo ha portato nel corso dei mesi. No, no… per me la stagione di Elisa è solida.

E ieri ha concluso il Simac Ladies Tour al secondo posto…

Ecco, prendiamo proprio il Simac Ladies Tour: vedendo la classifica e gli ordini d’arrivo delle tappe, vinte quasi tutte dalla Wiebes, può sembrare sia stata una corsa di sole velociste e invece non è stato affatto così. Sì, alcune tappe erano veloci, ma non sono mancati strappi, brevi salite, ventagli, cronometro. Posso dirvi che Elisa non ha sbagliato un ventaglio. E’ sempre stata nel vivo della corsa.

Volendo fare la parte del diavolo, però la vittoria manca da un po’. E siamo abituati a vederla vincere con maggior frequenza…

La stagione è iniziata bene. La Balsamo ha vinto subito un paio di tappe e nella stagione delle classiche è stata bravissima. Ha vinto il Trofeo Binda, che non è affatto una corsa facile. E’ arrivata settima alla Milano-Sanremo, ha fatto podio a De Panne, Gand-Wevelgem e ha vinto la Scheldeprijs. Chiaro, non è a livello di vittorie del 2022, ma quella fu una stagione da record. Nel mezzo c’è stato un incidente importante, è di nuovo caduta al Tour de France Femmes e contestualmente c’è stato un grande salto di livello della Wiebes. E non è tutto.

Al Simac una Balsamo di grande sostanza, competitiva anche a crono
Al Simac una Balsamo di grande sostanza, competitiva anche a crono
A cosa ti riferisci?

Anche in squadra abbiamo avuto cambiamenti importanti, che non sono affatto da trascurare quando devi battere la Wiebes e la sua squadra, che è formidabile. Mi riferisco al fatto che abbiamo un treno nuovo, che deve ancora essere messo a punto. Sta anche a noi riuscire a darle il giusto supporto. Non siamo ancora al massimo sotto questo punto di vista, ma ci stiamo lavorando. Se una sprinter non vince uno sprint sembra sempre che manchi qualcosa, mentre noi tecnici valutiamo tutto anche sotto altri aspetti. Sappiamo che lei può ancora crescere. La Wiebes non so, altrimenti vince il Tour Femmes!

Prima hai accennato al fatto che Balsamo sia più forte anche in salita. C’è in corso una trasformazione fisica dovuta anche al fatto che quest’anno non ha fatto pista?

Dal momento che cambi approccio perché non fai pista è chiaro che qualcosina cambia. Se parliamo di trasformazione fisica nel senso che è più leggera, direi di no: il peso è più o meno quello. Ma con il coach e marito Davide Plebani stiamo facendo un ottimo lavoro. Il problema è che anche la Wiebes è più forte in salita e lo si è visto per come ha superato il Poggio e gli strappi di tante altre classiche.

Chiaro, è riduttivo ormai parlare “solo” di velociste…

In certi momenti diventa uno scontro uno a uno, devi stare al vento ma su questo vedo che Elisa è pronta. Vincere tre volte il Binda, che è una gara dura, non è cosa da semplici sprinter. Lo stesso fare seconda alla Parigi-Roubaix Femmes. Per questo sono convinto che arriverà anche il giorno in cui vincerà la Sanremo. Lo dico perché stiamo andando in quella direzione. Poi ripeto, se parliamo di vittorie aggiungo che in certi sprint non puoi fare tutto da sola: il supporto della squadra è vitale.

Balsamo è sempre più una leader del team e questo contribuisce alla sua crescita (foto Instagram)
Balsamo è sempre più una leader del team e questo contribuisce alla sua crescita (foto Instagram)
E’ previsto un ritorno in pista per Balsamo da qui a breve, a fine anno?

Non ne abbiamo parlato. I piani si fanno a dicembre anche con la federazione. Per quest’anno posso dire che non farà gare. Poi per i prossimi anni ci tornerà sicuramente, anche a noi fa piacere. Siamo abituati anche con altri atleti a stendere programmi misti, sono progetti importanti, ma ci sono certe pause da rispettare. Anche perché non si tratta solo di fare questa o quella gara, ma di programmare tutto: fasi di preparazione, gare su strada e su pista, ritiri, altura, fasi di recupero.

Quindi quale sarà il programma di Elisa Balsamo da qui a fine stagione?

Correrà fino alle ultime gare WorldTour in Cina. Prima farà Stoccarda, GP Wallonie, Tre Valli ed è in lista per il Giro dell’Emilia anche se in ogni caso non sarebbe al via per puntare, ma come avvicinamento alla Tour of Chongming Island che è una corsa a tappe sempre in Cina prima del Tour of Guangxi. Fare tante corse, specie WorldTour, per noi quest’anno è importante, non solo per il ranking a squadre, dove siamo quarte.

Con Copponi (in maglia verde) e Norsgaard un treno valido ma da migliorare ancora secondo Larrazzabal
Con Copponi (in maglia verde) e Norsgaard un treno valido ma da migliorare ancora secondo Larrazzabal
E anche per cos’altro?

Perché come detto siamo in una fase di transizione. Per il treno dobbiamo lavorare su certi automatismi. Emma Norsgaard, Clara Copponi e poi Balsamo. Ma in generale lo scorso anno avevamo due atlete come Gaia Realini, che quest’anno si è dovuta riprendere, e una certa Elisa Longo Borghini che in determinate corse facevano un certo lavoro. Non sono due atlete banali. E per dire quanto sia cresciuta Elisa: a Durango, corsa molto dura, ha aiutato molto il team. Una gara del genere nel 2024 con Longo e Realini l’avremmo controllata più facilmente.

Chiaro…

Elisa è stata la chiave della vittoria anche se personalmente, guardando l’ordine d’arrivo, non era davanti. Una vera donna-squadra. Si staccava, rientrava, tirava… Per questo dico che è solida. Alla fine le vittorie sono le stesse dell’anno scorso ma con tanti secondi posti in più. Basta che tre di quei secondi posti fossero vittorie e già sarebbe cambiato tutto.

Niewiadoma-Vollering e le altre. Borgato fa le carte al Tour Femmes

26.07.2025
8 min
Salva

Un cavalcata di quasi 80 chilometri da bere tutta d’un fiato per conoscere stasera la prima maglia gialla del Tour Femmes all’ora dell’aperitivo. Si apre in Bretagna la quarta edizione della Grande Boucle femminile in un weekend in cui si incastrerà cronologicamente con la corsa maschile seppur a distanza, prima che il menù delle donne da lunedì proceda con una conformazione più tradizionale ed autonoma.

Frizzanti saranno pure le giornate fino alla quinta tappa, anticipando le ultime quattro frazioni alpine nelle quali le montagne potrebbero diventare dure da digerire. Il conto alla rovescia per l’assalto al trono della vincitrice uscente Niewiadoma è finito (in apertura foto Tour de Suisse/UCI WWT). Nove tappe (nessuna cronometro) da oggi a domenica 3 agosto per un totale di 1165 chilometri e 17240 metri di dislivello con 154 atlete al via in rappresentanza di 22 formazioni.

Questi numeri li abbiamo sottoposti a Giada Borgato sovrapponendoli ai nomi delle possibili protagoniste del Tour Femmes, tenendo conto di ciò che hanno espresso il Giro Women due settimane fa e la stagione finora. La commentatrice tecnica di RaiSport apre il ventaglio di soluzioni mantenendo le idee chiare come sempre, senza sottovalutare eventuali evoluzioni tattiche che potrebbero riguardare chi parte a fari spenti.

Qual è la tua impressione sul percorso?

Hanno disegnato un Tour Femmes come il 2024. Prima parte dedicata alle ruote veloci e per chi vuole andare in fuga. La quinta tappa di media montagna fa da spartiacque perché poi ci sarà salita fino alla fine. Insomma, c’è spazio un po’ per tutti, dalle velociste alle attaccanti fino, naturalmente, alle donne di classifica.

C’è una tappa in più rispetto agli altri anni, così come sarà il Giro Women 2026. Pensi che possa incidere questo aspetto nell’economia della gara?

Direi proprio di no, anzi è giusto che siano nove tappe. Per il livello attuale del ciclismo femminile, queste atlete non avrebbero problemi ad una gara a tappe di dieci giorni, come il Giro di qualche anno fa. Detto questo, ce ne sarà abbastanza per le ragazze che dovranno affrontare tre tappe da 160 chilometri, un paio con dislivelli alti, di cui una con l’arrivo al Col de la Madeleine dopo 20 chilometri di salita.

Balsamo (qui vincente al Tour de Suisse) a Plumelec può conquistare la prima maglia gialla
Balsamo (qui vincente al Tour de Suisse) a Plumelec può conquistare la prima maglia gialla
Invece quanto influirà la componente stress, che si preannuncia immancabile?

Quello purtroppo ci sarà fin dalla prima tappa e, anche se spero di sbagliarmi, temo che ci saranno anche cadute dovute alla tanta tensione in gruppo. Vollering l’anno scorso ha perso il Tour per una caduta, non perché le mancassero le gambe. Tutte vorranno e dovranno stare attente e davanti, specialmente le leader per la generale. In questo senso, le prime tappe saranno difficili perché potrebbero non esserci volate scontate.

Buttiamo uno sguardo alle atlete partendo dalle velociste. Wiebes-Balsamo per la maglia verde?

Certo, ma non solo. Innanzitutto loro due potrebbero sfidarsi per la prima maglia gialla. La nostra Balsamo può regalarci questa gioia, tenendoci accese le speranze come è stato con Milan al Tour uomini, magari con un altro esito. Elisa ha fatto una preparazione mirata per il Tour Femmes ed il finale di stagione. In ogni caso oltre a lei e Wiebes, che ha vinto la classifica a punti al Giro, non dobbiamo escludere Kool che ha vinto le prime due frazioni dell’anno scorso o Vos che ha vinto l’ultima maglia verde. Nella lotta inserisco pure Paternoster che potrebbe essere una sorpresa. Tra le velociste sarà una bella sfida.

Apriamo il capitolo invece per la vittoria finale con tanta concorrenza. Vollering parte con i favori del pronostico?

L’anno scorso Niewiadoma si è guadagnata e meritata il successo del Tour Femmes proprio sull’olandese. Kasia sarà molto motivata per confermarsi, visto che ha impostato buona parte della sua stagione su questo appuntamento. La vedo però mezzo gradino sotto Vollering. Entrambe hanno squadre forti, ma dico che Demi è favorita per ciò che ha detto l’annata. Finora ha vinto quasi tutte le gare a tappe a cui ha partecipato: Valenciana, Vuelta, Itzulia e Catalunya, finendo seconda al Tour de Suisse alle spalle di Reusser.

Giada Borgato ha commentato Giro NextGen e Giro Women assieme ad Umberto Martini
Giada Borgato ha commentato Giro NextGen e Giro Women assieme ad Umberto Martini
A proposito, cosa potrebbe fare la svizzera della Movistar?

Reusser ha fatto due mesi favolosi rischiando di vincere anche il Giro. Ha chiuso in calando perché, come ha detto lei, negli ultimi tre giorni era malata. Per come l’abbiamo vista ad Imola, credo che possa avere perso quello smalto e quella adrenalina, però se ha recuperato bene le energie nervose, penso che possa tenere molto bene su tante tappe di montagna.

La SD Worx-Protime come la vedi?

E’ una squadra che può puntare sempre in alto con Kopecky e Van der Breggen. Lotte ha corso il Giro in funzione delle compagne poi si è ritirata per un problema alla schiena per non compromettere il Tour. Vanta già due secondi posti a Giro e Tour e ha mostrato doti indubbie in salita. Sulla carta il percorso sembra un po’ duro per Kopecky, però lei ha un grande carattere e può fare qualsiasi cosa. Per Anna invece bisogna capire come è uscita dal Giro. Potrebbe avere qualcosa in più da spendere. Parliamo comunque di due fenomeni. Attenzione però ad altre atlete…

Gigante ha vinto due tappe al Giro Women. Per Borgato l’australiana della AG Insurance in salita può impensierire tutte le favorite
Gigante ha vinto due tappe al Giro Women. Per Borgato l’australiana della AG Insurance in salita può impensierire tutte le favorite
A chi ti riferisci?

La prima che mi viene in mente è Pauline Ferrand-Prevot. In pratica è tornata a correre su strada perché puntava forte sul Tour Femmes. Per la generale c’è anche lei, nonostante si sia un po’ nascosta. Ad aprile, dopo la vittoria della Roubaix, aveva detto che avrebbe dovuto e voluto perdere un po’ di peso per essere competitiva ad agosto.

Al Giro Women eri stata buona profeta per Gigante nelle tappe che ha vinto. L’altro nome a cui pensi è lei?

Sì, esatto. Vedendola tra le partenti al Tour non posso non inserirla tra le favorite. Al netto del recupero e della preparazione, Gigante in salita ha dimostrato di essere nettamente la più forte e per me è l’unica che può impensierire Vollering. Ha una bella formazione, molto adatta alle tappe mosse, con compagne forti come Ghekiere e Le Court. Spero che impari a correre, tenendo le giuste posizioni in gruppo. Se non perderà tempo nelle tappe iniziali, sarà una cliente scomoda per tutte.

Uscendo dalla zona podio, chi può rientrare nella top 5 o top 10?

Ce ne sono diverse da tenere in considerazione. Malcotti della Human, Rooijakkers e Pieterse della Fenix-Deceuninck, Vallieres e Kerbaol della EF Education-Oatly, Mavi Garcia nonostante l’età (con i suoi 41 anni è la più “grande” al via, ndr). Fisher-Black della Lidl-Trek punta a fare molto bene e infine sono curiosa di vedere Bunel (vincitrice dell’Avenir Femmes 2024, ndr) della Visma | Lease a Bike in coppia con Ferrand-Prevot.

Longo Borghini ha annunciato che al Tour Femmes non curerà la generale, ma giorno dopo giorno può inserirsi nella lotta
Longo Borghini ha annunciato che al Tour Femmes non curerà la generale, ma giorno dopo giorno può inserirsi nella lotta
Cacciatrici di tappa, su chi puntiamo?

E’ una lista di partenti molto ricca, ce n’è per tutte, ma bisognerà capire gli ordini di squadra. Ad esempio la Canyon//Sram zondacrypto ha Bradbury che può fare classifica, quindi c’è da vedere se lasciano spazio a Paladin o Dygert per le fughe. Mentre Ludwig dovrà aiutare in salita, quindi sarà meglio che si risparmi. La EF ha una formazione forte che sa andare all’attacco e penso a Faulkner. La Lidl-Trek potrebbe liberare Brand, Norsgaard o Van Anrooij per azioni da lontano, così come Lippert della Movistar o ancora De Jong e Edwards della Human.

Teniamo apposta per ultima Longo Borghini. A fine Giro ha specificato che in Francia non curerà la generale. Secondo Giada Borgato sarà così?

Per me Elisa ha fatto bene a tenere i piedi per terra, proprio come aveva dichiarato prima del Giro Women. Sa correre, ha una squadra attrezzata e vedrà giorno dopo giorno. Ho visto comunque che ha fatto una bella preparazione, con allenamenti duri e lunghi, quindi penso che sarà pronta. Arriva col morale alto e poi ha un conto aperto col Tour Femmes che vuole saldare.

Integrazione a casa e in gara, la ricetta di Elisa Balsamo

10.06.2025
7 min
Salva

Integrare, lo dice la parola, significa ripianare il bilancio di quello che si è consumato. Nel caso di chi fa sport, spesso il riferimento è al bilancio energetico e ai liquidi. Anche il ciclocomputer più elementare offre una lettura piuttosto precisa delle calorie consumate: va da sé ovviamente che al livello professionistico questo aspetto sia analizzato e codificato perché si è capito che tutto passa di qui. Più che dall’allenamento e dai progressi tecnologici: alla base del rendimento dell’atleta c’è la benzina che riesce a mettere nel serbatoio e la sua capacità di sfruttarla.

Quando il dispendio energetico è molto elevato o non ci sono occasioni per sedersi a tavola, entrano in ballo gli integratori realizzati dalle aziende specializzate, che permettono di ripristinare con porzioni minime di prodotto grandi quantità di nutrienti: siano essi carboidrati, proteine, aminoacidi, sali.

Elisa Balsamo, classe 1998, corre con la Lidl-Trek dal 2022. Il suo contratto arriva al 2026
Elisa Balsamo, classe 1998, corre con la Lidl-Trek dal 2022. Il suo contratto arriva al 2026

A casa oppure in gara

Elisa Balsamo all’alimentazione è sempre stata molto attenta, al punto di aver iniziato sin dai vent’anni una collaborazione con Erica Lombardi e aver dedicato al tema più di un passaggio nel suo blog. E’ stato interessante perciò farsi raccontare dall’atleta della Lidl-Trek, che per contratto utilizza prodotti Enervit, in che modo gestisca questo aspetto della sua vita e della sua professione.

In un’intervista a inizio stagione, la nutrizionista Stephanie Scheirlynck ha spiegato lo schema suggerito agli atleti. Ha parlato del recovery drink al rientro, che contiene 40 grammi di carboidrati e 20 grammi di proteine. Poi del recovery box, in cui viene inserito un pasto personalizzato sulle esigenze nutrizionali di ciascun corridore. E’ interessante però rendersi conto di come l’esperienza e la sensibilità dell’atleta piemontese le permettano di gestire questo aspetto in autonomia.

«Divido il discorso in due parti – spiega Balsamo – quando sono a casa in preparazione come adesso, oppure quando sono alle gare. Nel primo caso cerco di basarmi soprattutto sull’alimentazione più classica, anche se quando rientro dagli allenamenti il passaggio obbligato è assumere amminoacidi. Credo molto nel valore dell’alimentazione».

Se a casa cerchi di integrare con un’alimentazione più classica, quando è necessario invece usare i prodotti più tecnici?

Sicuramente in gara. Mi trovo molto bene con la linea Carbo 2:1. I gel addirittura adesso arrivano a contenere 40 grammi di carboidrati e quello secondo me fa molta differenza. Soprattutto in primavera, quando il clima è un po’ più rigido e si fa più fatica a mangiare, magari sulle strade del Belgio. Sapere che con un solo gel riesci a buttare giù 40 grammi di carboidrati è sicuramente un gran vantaggio. Sapere esattamente le quantità che devo assumere e quelle che effettivamente ho a disposizione è fondamentale per il controllo della dieta.

Restando in ambito integrazione, in che modo gestisci il dopo gara o gli allenamenti più impegnativi?

Come dicevo, sono abituata a prendere gli amminoacidi (i BCAA di Enervit che contengono per ciascuna dose 2,4 g di Leucina, 0,6 g di Iso Leucina, 0,6 g di Valina, ndr) e poi in gara mi trovo bene anche con il Magic Cherry Juice, che ormai bevo sempre dopo gli arrivi. La squadra sta lavorando molto, soprattutto in ottica corse a tappe, a dei pasti pronti e personalizzati, che fanno davvero la differenza.

Si è ormai capito che dopo lo sforzo si deve puntare al reintegro delle proteine, ma anche dei carboidrati. In che modo questi vostri pasti ne tengono conto?

Il recupero dopo gara è una fase decisiva. Troviamo sempre una parte di carboidrati, che è molto spesso garantita da riso o pasta perché è anche la cosa più semplice da preparare. Però mettono dentro anche delle proteine, ad esempio le uova. Io però non le mangio perché non mi piacciono, quindi le sostituisco con del pollo piuttosto che con parmigiano o altri alimenti ricchi di proteine. E poi ci sono sempre anche delle verdure, in modo da offrire un recupero completo di tutto.

Carboidrati e proteine

Ancora Stephanie Scheirlynck entra nello specifico della composizione dei pasti post attività, sottolineando come le abitudini e le valutazioni siano in continua evoluzione. E come ogni valutazione del nutrizionista del team debba tener conto delle preferenze dei corridori. Alla Lidl-Trek non mancano ad esempio atleti vegetariani o vegani.

«La ricerca più recente – dice – conferma l’importanza dei carboidrati per il recupero, ma questo non significa che le proteine siano da escludere. Anzi, entrambi sono cruciali. Non tralasciamo le proteine nel recovery drink, perché spesso passa un lungo lasso di tempo tra l’ultimo pasto completo, come la colazione pre-gara o pre-allenamento, e il primo pasto vero e proprio, che include proteine».

E proprio il pasto vero e proprio, che viene dopo l’integrazione immediata post arrivo, è il tema di cui torniamo a parlare con Elisa Balsamo.

Lucinda Brand e Shirin Van Anrooij sul camion che contiene tutti gli integratori Enervit della Lidl-Trek
Lucinda Brand e Shirin Van Anrooij sul camion che contiene tutti gli integratori Enervit della Lidl-Trek
Quindi lo chef lavora in collaborazione con il nutrizionista e tutto è sotto controllo?

Abbiamo uno chef praticamente in tutte le gare WorldTour e ormai ci conoscono bene. Sanno chi di noi ha delle allergie o delle intolleranze oppure chi non mangia qualche alimento. Quindi fanno molta attenzione da questo punto di vista e la loro bravura sta nel mettere insieme un buon pasto anche a livello di gusto, utilizzando esattamente gli ingredienti e le quantità indicati dal nutrizionista.

Andiamo indietro ai ritiri invernali, che forse sono le fasi dell’anno in cui ci sono le maggiori oscillazioni di peso. In che modo si gestisce quella fase?

L’obiettivo è arrivare al giusto peso curando molto all’alimentazione. Per esperienza personale, il fine stagione è la fase in cui puoi permetterti di non seguire tanto la dieta. Magari per 1-2 settimane, quando si va in vacanza, si mangia quello che si vuole, ovviamente cercando di fare un minimo di attenzione. Penso sia importante anche per l’aspetto mentale che quando uno è in vacanza si possa togliere anche qualche soddisfazione culinaria. Quindi alla fine gli aumenti di peso durante l’inverno sono dovuti anche a questo. Lo si vede anche in chi non fa vita da atleta.

Che cosa?

D’estate si è molto più invogliati a mangiare insalate, cose fresche e più leggere. Mentre d’inverno, anche seguendo la dieta, ci sono piatti più… cucinati. Per cui con il caldo è fisiologico iniziare a perdere peso.

Clara Copponi all’Antwerp Port Epic Ladies con il suo Magic Cherry Juice tutto da bere
Clara Copponi all’Antwerp Port Epic Ladies con il suo Magic Cherry Juice tutto da bere
Si riesce a valutare se dal punto di vista dell’integrazione c’è tanta differenza fra donne e uomini?

No, io penso che sia piuttosto simile. Forse cambiano le quantità, perché tendenzialmente il peso di un uomo, fosse solo per la statura, è maggiore. Quindi è normale che le quantità siano differenti, però ad esempio anche sull’assunzione dei grammi di carboidrati per ora in gara, secondo me siamo molto vicini.

Nelle donne c’è un maggior problema di ritenzione idrica, come la gestisci?

Diciamo che quello è un po’ complicato. Ovviamente ci sono degli alimenti che possono aiutare particolarmente in tutti i casi di gonfiore o ritenzione idrica, però non è sempre facile. Il suggerimento che mi è stato dato e che cerco di seguire è quello di bere tanto, anche tisane cui aggiungo zenzero o altri prodotti che hanno questa funzione. Non sempre si riesce, perché il fisico è sottoposto a molti stress e non sempre reagisce nello stesso modo. Ma l’idratazione è importantissima.

Wiebes fa 100: volata senza storia. Balsamo seconda

30.03.2025
6 min
Salva

Come a Sanremo, come a De Panne, tutto apparentemente facile. Molto facile. Troppo facile. Sprinta, s’invola e quando si alza per festeggiare allargando le braccia si toglie persino gli occhiali. Cose che si fanno quando si arriva da soli. Ma d’altra parte, quando si è la più forte, almeno su certi percorsi, è così. A Ypres, Gand-Wevelgem Women, Lorena Wiebes vince ancora e raggiunge la centesima vittoria in carriera, la terza nelle ultime tre gare. E si conferma regina della primavera.

Potenza, lucidità, velocità. Elisa Balsamo, seconda, era posizionata perfettamente, le è stata a ruota ma non è neanche riuscita ad uscirle di scia. Se non quando Lorena si è rialzata. Se poi a lanciarti è la campionessa del mondo, la compagna Lotte Kopecky, allora tutto si fa ancora più “scontato”. A volte sembrava di rivedere Van der Poel con Philipsen al Tour. Quando vedevano le brutte, VdP si spostava, con Philipsen a ruota. Dava una sgasata sul filo dei 70 all’ora e lo lanciava. Kopecky più o meno ha fatto così, con la differenza che in precedenza tutta la SD Worx-Protime aveva lavorato benissimo.

Confalonieri dixit

Una Gand sorniona? Forse, almeno vista dalla tv. La fuga del mattino, qualche caduta a creare problemi qua e là, anche alla nostra Elisa Longo Borghini, e gli attacchi sui muri. Stavolta il Kemmelberg fa la selezione, ma non è così netta. Altro segnale che il ciclismo femminile sta crescendo. Poi sì, vincono le stesse, ma in tutt’altro modo.

Come ci aveva detto Confalonieri: «Arriva un gruppo di una quarantina di atlete e se dentro c’è Wiebes, vince lei». Amen!

«Dopo il Kemmelberg – ha detto una felicissima, ma sempre composta Wiebes – siamo rimaste in un drappello davanti, ma la collaborazione non è stata così buona, quindi il gruppo ci ha ripreso. A quel punto sapevamo che nessuno avrebbe voluto stare con me fino al traguardo. E lì la squadra è stata bravissima a controllare la gara».

A fine gara Kopecky è parsa sinceramente felice. Probabilmente senza di Vollering si sente più leader e anche felice di aiutare le compagne
A fine gara Kopecky è parsa sinceramente felice. Probabilmente senza di Vollering si sente più leader e anche felice di aiutare le compagne

Wiebes: 100 e chapeau

Un alleato naturale per tenere chiusa la corsa, ma non poteva essere diversamente: a quel punto è stata la Lidl-Trek di Balsamo.

«Sapevo – riprende Wiebes – che Lotte era con me in finale e questo mi ha dato tranquillità. Visto il caos, avevamo scelto di lasciare che solo Lotte guidasse lo sprint, dopo che le altre ragazze avevano fatto un ottimo lavoro portandomi davanti. Certo, Lotte avrebbe fatto un lead-out di quasi un chilometro, un bel po’! Ho anche pensato che fosse davvero presto. Ma sapevo anche che Lotte è molto forte e che avrebbe saputo come fare. Mi sono fidata completamente di lei e ai 250 metri mi sono detta: ora inizio io».

Stupefacente, la differenza tra i campionissimi e gli ottimi corridori. Sentite che lucidità, che calma nel raccontare uno sprint così teso dopo quasi 170 chilometri di gara.

Sul Kemmelbeg Balsamo (con Paternoster a ruota) fa fatica: ma poi rientrerà
Sul Kemmelbeg Balsamo (con Paternoster a ruota) fa fatica: ma poi rientrerà

E Balsamo… fa 32

La magra consolazione per Balsamo è che è stata l’unica a tenere la ruota di Wiebes. Quello dell’olandese è stato uno sprint talmente forte che probabilmente con la vecchia regola del buco, dopo 1” anziché 3”, quindi con uno spazio minore, sarebbero state le uniche due con lo stesso tempo.

Ma è così, alla fine in carriera ognuno ha la sua “bestia nera”. E oggi, da quando sono professioniste entrambe, è la 32ª volta che Wiebes vince e Balsamo è seconda.

«In questo periodo – ha detto Elisa – Wiebes è molto forte, anzi è la più forte ora, ma sono abbastanza soddisfatta del mio sprint. Ovviamente partiamo sempre per vincere, ma anche il podio è un’importante. Non mi ha sorpreso che sia partita così lunga.

«Sono contenta anche per la squadra: siamo state molto aggressive. E per questo ringrazio le ragazze. Spero che un giorno possa vincere per loro. Abbiamo provato a fare anche alcuni ventagli ad un certo punto, ma non ha funzionato».

E ora il Fiandre

La settimana che arriva è quella che porta al Giro delle Fiandre. Mercoledì ci sarà l’antipasto della Dwars door Vlaanderen, e Wiebes non ci sarà. Si arriva così alla Ronde con i valori in campo ben delineati e una Wiebes più forte che mai. Che possa imporre la sua legge anche lì? I numeri non le mancherebbero, la “faccia tosta” forse sì.

Ci spieghiamo. In Sd Worx gli equilibri sono perfetti e c’è armonia. Come a Sanremo, anche oggi la tattica era: se Lotte se ne va sul Kemmelberg fa lei la corsa, altrimenti c’è Lorena. Difficile dunque pensare che Wiebes faccia di testa sua. I muri della Ronde sono tutt’altra cosa.

E infatti, parlando proprio di Fiandre, Wiebes ha detto: «Spero di poter continuare a stare davanti il più a lungo possibile per supportare la squadra nel miglior modo. Non penso che potrò fare troppo di più. Se sarà diverso vedremo. Ma intanto Lotte dimostra di essere molto forte, quindi è bello avere più carte da giocarci».

La speranza però, come abbiamo detto, è che i muri del Fiandre siano un’altra cosa e la campionessa in carica si chiama Elisa Longo Borghini. La volata ad Oudenaarde magari non ci sarà…