Godersi il viaggio prima di tutto. Wilier Adlar è la bicicletta dedicata a chi vive l’avventura sulle due ruote, a chi ama il bikepacking e vive la bicicletta con le emozioni che è in grado di offrire. La nuova Wilier esprime un concetto molto diverso da quello espresso dal modello Rave SLR.
Adlar nasce con un telaio in carbonio di circa 1.100 grammi dichiarati, con delle geometrie derivate dalla categoria mtb e permette di montare pneumatici tanto larghi, oltre alla possibilità di una forcella ammortizzata. Entriamo nel dettaglio.
Wilier Adlar, viaggio e molto di più (foto Wilier)Wilier Adlar, viaggio e molto di più (foto Wilier)
Da caricare come un mulo
La nuova Adlar è anche un vero e proprio punto di unione tra la strada e la mtb. Uno dei cardini del progetto è stato sviluppare un mezzo con enormi margini di carico. Infatti la Wilier Adlar permette di montare un portapacchi anteriore, uno posteriore ed entrambi scaricano il peso delle borse sui perni passanti. Un aspetto tecnico decisamente importante, perché si riduce in modo esponenziale lo stress dei carichi sul telaio, sul forcella e sul carbonio in genere, ma anche nello sbilanciamento della bici. Fino a 35 chilogrammi di carico, tantissimo.
C’è inoltre la possibilità di installare un terzo portaborraccia sotto l’obliquo, o per necessità un porta attrezzi (o falsa-borraccia).
Sono previste esclusivamente le trasmissioni con monocorona anteriore, un fattore che ha permesso di “liberare” dello spazio alla base del piantone e vicino al passaggio della ruota posteriore, oltre ad alcune schiacciature (volute) dei profilati in queste zone. Si possono integrare senza difficoltà anche dei parafanghi.
A pieno carico (foto Wilier)Il piantone scavato lascia tanto spazio tra tubo e gommaCon il portapacchi il peso scarica sul perno, un bel vantaggioLa zona dello sterzo con DNA WilierUna posizione alta anche davantiA pieno carico (foto Wilier)Il piantone scavato lascia tanto spazio tra tubo e gommaCon il portapacchi il peso scarica sul perno, un bel vantaggioLa zona dello sterzo con DNA WilierUna posizione alta anche davanti
La forcella ammortizzata
Come accennato in precedenza le geometrie delle 5 taglie (XS, S e M, L e XL) sono di derivazione mtb, con un reach pronunciato. Oltre a sfruttare al meglio degli attacchi manubrio corti, l’angolo dello sterzo è “molto aperto”, con un valore di ben 70° (comune a tutte le taglie). Significa che c’è tanto comfort da sfruttare, ma anche stabilità e pochi limiti quando si affrontano dei tratti impegnativi in condizioni di sterrato.
Un altro vantaggio è dato dall’ampia luce tra il passaggio delle ruote e i foderi, quelli del carro e della forcella. Si possono montare gomme gravel fino a 52 di sezione, oppure pneumatici mtb 29×2,00.
Si può montare una forcella con escursione fino a 40 millimetri, con il vantaggio che la geometria non subisce variazioni. Il reggisella ha un diametro di 27,2 millimetri e c’è la piena predisposizione ad un reggisella telescopico.
Tra le prime bici ad usare il nuovo GRX 1×12 (foto Wilier)Nessuna compromissione per la stabilità (foto Wilier)Reach allungato e maggiore sfruttabilità degli stem corti (foto Wilier)La forcella prevede anche il montaggio di una dinamo per la luce anteriore (foto Wilier)Allestimento GRX 1×12 con kit bikepackingL’allestimento con lo Sram Rival XPLRCon il GRX 1×11Tra le prime bici ad usare il nuovo GRX 1×12 (foto Wilier)Nessuna compromissione per la stabilità (foto Wilier)Reach allungato e maggiore sfruttabilità degli stem corti (foto Wilier)La forcella prevede anche il montaggio di una dinamo per la luce anteriore (foto Wilier)Allestimento GRX 1×12 con kit bikepackingL’allestimento con lo Sram Rival XPLRCon il GRX 1×11
Anche il nuovo Shimano GRX 12v
Le configurazioni disponibili per la nuova Wilier Adlar sono 5, mentre 2 prevedono la trasmissione Sram Rival XPLR AXS e le ruote Miche Graff XL. Quella con l’aggiunta del kit bikepacking ha un prezzo di listino di 5.400 euro, quella tradizionale di 4.800 euro. Si passa all’allestimento con il nuovo pacchetto Shimano GRX, sempre con monocorona e 12 rapporti posteriori (confermate le ruote Miche Graff XL). 4.600 euro di listino con il kit bikepacking, 4.000 euro nella configurazione standard. La versione più economica ha il gruppo Shimano GRX 1×11 e le ruote Miche Contact, con un prezzo di 3.700 euro.
L’iconico Ramato ha colorato le eccellenze di Wilier in passato. Oggi torna sulla Filante SLR portando con sé la passione dell’azienda veneta per il ciclismo e l’abile maestria artigiana, emblema di italianità. Un concetto condiviso e potenziato dalla sinergia e unione d’intenti condivisi con Campagnolo e il suo nuovissimo Super Record Wireless. Questo incontro ha dato vita ad una vera e propria essenza del ciclismo italiano. Tradizione e innovazione si fondono in un look senza tempo e tecnologie prese in prestito dal mondo dei pro’.
Una linea aerodinamica e improntata alla velocitàLeggerezza e rigidità sono due caratteristiche imprescindibili di questo modelloUna linea aerodinamica e improntata alla velocitàLeggerezza e rigidità sono due caratteristiche imprescindibili di questo modello
Filante e aerodinamica
Filante SLR è stata concepita per dare il massimo del rendimento aerodinamico in condizioni reali. Lo studio si è fondato sui dati rilevati in galleria del vento prendendo in considerazione anche gli agenti effettivi che si possono incontrare in strada. Così facendo non sono stati valutati solo i dati tipici del wind tunnel (angoli di imbardata da -20° a + 20°) ma sono state considerate anche le turbolenze dell’ambiente che interferiscono con la bici per i più differenti motivi.
Questi studi hanno portato alla riprogettazione dei profili, partendo dallo standard NACA / KAMM ma senza gli spigoli tagliati di netto sul posteriore. Angoli ammorbiditi quindi, che permettono una migliore resa anche quando il flusso d’aria è perturbato. L’interno della forcella anteriore vanta di 7mm quindi un 13,6% di più rispetto alla forcella di Cento10PRO.
Il colore ramato è iconico e senza tempoForcella con profili filanti e spazi maggioratiIl colore ramato è iconico e senza tempoForcella con profili filanti e spazi maggiorati
Come una piuma
I profili aerodinamicamente ottimizzati hanno permesso di risparmiare ulteriore peso nella realizzazione del telaio. La forma senza spigolo netto richiede meno materiale e meno resina negli angoli. Così l’interno è più omogeneo e permette al peso del telaio di fermare l’ago della bilancia a 870 grammi. La bici assemblata con specifiche top di gamma pesa 6,8 chili.
Il carbonio usato per costruire il monoscocca Filante è lo stesso di Wilier 0 SLR. Grazie ai diversi tipi di carbonio usati assieme al Liquid Cristal Polymer, al particolare posizionamento delle fibre e alla tecnologia costruttiva è stato possibile raggiungere un livello di leggerezza e di rigidità di assoluto livello. Il minor peso complessivo rapportato con la rigidità torsionale di altissimo livello ha fatto aumentare lo STW del 12,5%. Questo miglioramento lo si percepisce nettamente con la precisione di guida e la sensazione di sicurezza che si ha alle alte velocità.
Il Super Record Wireless viene presentato con una serie di rapporti nuovaNuovo impianto frenante, performante e aggiornatoIl Super Record Wireless viene presentato con una serie di rapporti nuovaNuovo impianto frenante, performante e aggiornato
Campagnolo
Con il Campagnolo Super Record Wireless è nata nuova generazione di trasmissioni a 12 velocità. Un’evoluzione importante che ha saputo tenere fede al design iconico e allo stile del marchio veneto. Il Super Record Wireless non prevede alcun tipo di cablaggio. I due comandi hanno un’ergonomia rinnovata, per un controllo ulteriormente migliorato rispetto alla versione EPS che si riflette anche in un’azione frenante ancora più efficiente.
I rapporti, anteriori e posteriori si posizionano al di fuori dei normali standard, con l’obiettivo di offrire un feeling ottimale in ogni situazione. In particolare sono disponibili: 50-34, 48-32 e 45-29. Tre sono anche i nuovi pacchetti dei pignoni, tutti N3W: 10-25, 10-27 e 10-29. Inoltre sonostate ridisegnate anche le pinze dei freni e i dischi adottano un sistema di controllo della temperatura.
La Wilier Filante SLR Ramato montata con Campagnolo Super Record Wireless è disponibile ad un prezzo di 12.500 euro. Il modello parte da 8400 euro, con possibilità di acquistare il kit frame a 5.000 euro.
Stando accanto alla nazionale nei giorni di vigilia, non ci è sfuggita la Wilier azzurra del cittì Bennati. L'ha portata per uscire con i ragazzi. Eccola
L’estate, anche se così non sembra, si sta avvicinando e presto ci ritroveremo a pedalare sotto i caldi raggi del sole. Dal punto di vista dell’abbigliamento non ci si può far trovare impreparati, in nessun modo. Wilier Triestina ha deciso di fare un passo verso di noi proponendo la sua linea di magliette estive. E’ la Vibes, una delle più conosciute ed apprezzate del marchio vicentino, linea che ha deciso di rifarsi il look.
La maglia Vibes ha dalla sua anche un design molto fantasioso, per gli animi più estroversiLa maglia Vibes ha dalla sua anche un design molto fantasioso, per gli animi più estroversi
Estiva e traspirante
Una delle grandi qualità della linea Vibes è l’ottimo rapporto qualità/prezzo, tanto da renderla una delle best seller di casa Wilier. I tessuti utilizzati per realizzare i capi sono altamente tecnici e leggeri, tanto da avere una grande traspirabilità. Quest’ultima porta questa maglietta ad essere estremamente apprezzata durante le lunghe pedalate, quando le temperature si fanno sempre elevate.
Il tessuto utilizzato da Wilier Triestina per la maglia Vibes è 100% poliestere con vestibilità standard, per uno stile confortevole.
Nella parte posteriore sinistra la maglia è dotata di un foro per far passare gli auricolariNella parte posteriore sinistra la maglia è dotata di un foro per far passare gli auricolari
Dettagli tecnici
La maglia Vibes ha nei dettagli e nelle scelte tecniche le sue qualità, come ogni capo di ottima fattura. La zip di chiusura è lunga, a vista e con cursore autobloccante, una scelta utile per rimanere sempre comodi. Il fine manica è in lycra e a taglio vivo, mentre il fondo maglia ha un elastico siliconato, utile per mantenere la vestibilità.
Le tasche posteriori sono tre e nella parte posteriore sinistra è presente un foro per auricolari.
Le taglie, invece, vanno dalla S alla XXL, il prezzo è di 49 euro.
Il test della Granturismo SLR, la bici endurance di casa Wilier
La nuova Wilier Granturismo SLR non è solo l’evoluzione della bici endurance. Questo mezzo è un mix perfetto di eleganza, nuove soluzioni integrate e performance dedicate a chi ama pedalare per tante ore.
Dopo il lancio ufficiale l’abbiamo provata in un test sul lungo periodo. Una prima uscita di oltre 170 chilometri (in sei ore) e oltre 2.200 metri di dislivello positivi, un primo impatto che rende bene l’idea del feeling immediato che regala questa bicicletta.
Wilier Grantursimo SLR, il piacere di stare sulla biciWilier Grantursimo SLR, il piacere di stare sulla bici
Famiglia delle bici top
SLR è un acronimo, ma anche un tatuaggio che identifica l’apice del listino di casa Wilier, a prescindere dalla categoria del prodotto. Race, Endurance e/o gravel, se una Wilier adotta il suffisso SLR, deve essere ben chiaro che non ci sono compromessi.
La Granturismo è discendente della NDR, ma è molto diversa. Il carbonio utilizzato per le tubazioni è Hus-Mod, il top di gamma usato proprio per le piattaforme SLR. Unito alla fibra composita c’è il Liquid Crystal Polymer, che ha l’obiettivo di irrobustire ulteriormente il tessuto di carbonio. E poi c’è il nuovo Actiflex 2.0, una delle particolarità più evidenti della Wilier Granturismo SLR. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo a chiesto a Claudio Salomoni, deus ex machina delle tante bici Wilier.
L’Actiflex stampato 3D disponibile sui due allestimenti al top del listinoIl punto dove è ancorato l’Actiflex 2.0Una curvatura appena accennata per i foderi obliquiL’Actiflex stampato 3D disponibile sui due allestimenti al top del listinoIl punto dove è ancorato l’Actiflex 2.0Una curvatura appena accennata per i foderi obliqui
Che range di escursione prevede il sistema Actiflex 2.0?
Si arrivano ad avere un massimo di 5/6 millimetri.
In termini di performance ci sono delle differenze tra quello stampato 3D e quello “pieno”?
Si ci sono delle differenze, a livello di peso e in termini di personalizzazione. Con l’inserto 3D si risparmiano circa 20 grammi, non sono molti, ma per chi considera anche il minimo dettaglio è qualcosa da tenere presente. Questo con le cellette micro-beam ha un peso di circa 30 grammi. L’obiettivo per il futuro è quello di realizzare componenti utilizzando questi materiali “personalizzabili”. La tecnologia 3D diventa ampiamente customizzabile, in fatto di rigidità e comfort.
Il carbonio, quello dei foderi obliqui e presente nella zona dell’orizzontale dove si innesta l’Actiflex 2.0, accompagna l’azione smorzante?
Ogni parte del telaio ha una laminazione specifica. Nel caso di Granturismo SLRil carro e’ laminato in maniera che “lavori” con l’Actiflex, ma senza perdere la rigidità torsionale.
I foderi obliqui sono “separati” dal piantone, ma c’è il ponticello sopra la ruotaUna posizione sempre ben centrata sul piantoneI foderi obliqui sono “separati” dal piantone, ma c’è il ponticello sopra la ruotaUna posizione sempre ben centrata sul piantone
La bicicletta in prova
Una Wilier Granturismo SLR nella taglia media, con la trasmissione Shimano Dura Ace (50-34 e 11-30). La sella Prologo Dimension 143 TiRox e il cockpit integrato full carbon Wilier0 Bar. Un manubrio che ha un’architettura e una geometria eccellenti.
E poi le nuove ruote Wilier con il profilo da 38 millimetri, belle da vedere e perfettamente in linea con il carattere della bicicletta. Ottima la scelta di montare dei tubeless da 28 (Vittoria Control Graphene), perché danno un range ampio e ottimale per sfruttare le pressioni di esercizio. Inoltre diventano facili da capire anche per quella categoria di ciclisti che non ha ancora approcciato, o non lo ha fatto del tutto, le gomme con le sezioni maggiorate.
Abbiamo rilevato un peso di 7,52 chilogrammi (senza pedali). Il prezzo di listino della bicicletta con l’allestimento descritto, è di 10.300 euro.
Sterzo alto in linea con la categoria endurance e ampio passaggio della ruotaL’ergonomia del manubrio integrato Wilier, davvero un gran bel componenteNon c’è più il forcellino con asola aperta SpeedReleaseAnche per la forcella è stato abbandonato lo SpeedReleaseSterzo alto in linea con la categoria endurance e ampio passaggio della ruotaL’ergonomia del manubrio integrato Wilier, davvero un gran bel componenteNon c’è più il forcellino con asola aperta SpeedReleaseAnche per la forcella è stato abbandonato lo SpeedRelease
Geometria confortevole
Wilier è un marchio di biciclette da corsa, fattore che non deve essere dimenticato, inoltre, riprendendo la considerazione precedente, la Granturismo fa parte della famiglia SLR. Rispetto ad una Zero SLR, oppure ad una Filante SLR, questa bicicletta è più corta (reach ridotto) e più alta (stack maggiorato). Questo è il concetto di base sul quale si sviluppa la geometria endurance, per una posizione meno schiacciata verso il basso e verso l’avantreno.
C’è da prendere in esame anche una tubazione del piantone che non è mai eccessivamente scaricata verso la ruota posteriore, con valori compresi tra i 74,5° e 72,5° (in base alle sei taglie disponibili, dalla XS fino alla XXL). Questo porta ad avere un impatto estetico sempre proporzionato e gratificante.
Ad amplificare la sensazione di comodità, ma anche una certa facilità nel tenere alta l’andatura, c’è quella capacità di copiare il terreno. L’Actiflex è protagonista, ma non è solo lui. Si sente di più quando si è seduti ed è il peso del corpo deve essere sostenuto dalla bicicletta, meno nelle fasi di rilancio in fuorisella. Non è nervosa, non è una scattista pura, ma è fluida e stabile.
L’avantreno riprende dei concetti aero che non passano inosservatiL’avantreno riprende dei concetti aero che non passano inosservati
Il passo totale è contenuto
Per la taglia media in prova, il passo totale della bicicletta è al di sotto del metro di lunghezza, meno della media della categoria endurance. Qui si spiega l’agilità della bicicletta e una briosità marcata dell’avantreno, che comunque non è mai eccessivo nella chiusura delle traiettorie e lascia tantissimo spazio per le eventuali correzioni, anche quando si è all’interno di una curva e/o un tornante.
Il mozzo della ruota davanti non sarà mai al di sotto della linea della faccia, come spesso capita per le bici race, un ulteriore vantaggio per il piacere di guida sulle lunghe distanze e per il comfort, ma anche per chi non affronta le discese a rotta di collo.
Il profilo e la forma di queste ruote da 38Il mozzo Miche delle ruote da 38Il profilo e la forma di queste ruote da 38Il mozzo Miche delle ruote da 38
SLR38KC: che belle ruote!
Questo profilo, in questa versione rappresentano un nuovo ingresso. Come tutta la gamma delle Ruote Wilier, sono sviluppate e prodotte da Miche (che rientra nel portfolio Wilier) e sono l’interfaccia perfetta della Granturismo SLR. Sono comode e scorrevoli, ma soprattutto hanno delle misure che rendono sfruttabili differenti tipologie di gomme tubeless. Con le 28 (come la configurazione del test) diventano gratificanti anche nel corso delle salite lunghe.
La posizione del tronco non è mai troppo bassa e schiacciataFodero arrotondato e scatola da 86,5 millimetriPiantone svasato e voluminoso nell’innesto con la scatola centraleLa posizione del tronco non è mai troppo bassa e schiacciataFodero arrotondato e scatola da 86,5 millimetriPiantone svasato e voluminoso nell’innesto con la scatola centrale
In conclusione
La Granturismo SLR è una bici endurance di livello superiore. Lo è per l’insieme di dettagli che porta in dote, gli stessi che influiscono su una performance a tuttotondo e tanto sfruttabile. Lo è anche per alcuni prezzi relativi ad una parte degli allestimenti, che pongono questa bicicletta in una fascia piuttosto alta del mercato. Qui collimano eleganza, un impatto estetico gratificante e una prestazione che non scontenta nessuno.
Non scontenta quei ciclisti che amano pedalare, ma rimangono lontani dalle competizioni. Non scontenta chi trova l’ambizione nell’attaccare di tanto in tanto il numero, ma sfidando se stesso prima di tutto.
Mark Cavendish eAstana Qazaqstan Team: un binomio che è diventato ufficiale qualche giorno fa e che abbraccia in modo importante anche Wilier. Per il campione britannico c’è una Filante SLR “quasi” pronta per gareggiare.
Abbiamo chiesto al suo meccanico, Gabriele Tosello, di argomentarci le scelte tecniche del corridore e di entrare nei dettagli della bici di Cav.
Durante il ritiro in Spagna con i compagni (@Team Astana-Wilier)Durante il ritiro in Spagna con i compagni (@Team Astana-Wilier)
Come si è approcciato con voi meccanici?
Decisamente molto tranquillo ed è stato parecchio tempo con noi per capire le particolarità dei materiali a disposizione. Un atleta del genere lo assecondi e lo ascolti.
Per Cavendish ci sarà la Filante?
Si, ci sarà una Wilier Filante SLR, anche se arrivando all’ultimo secondo l’ufficialità dell’ingaggio di Cavendish, al corridore è stata fornita anche una Zero SLR. Per noi è stata una scelta obbligata, ma anche strategica, perché era fondamentale che iniziasse a far la gamba su una bici Wilier. Durante il secondo ritiro spagnolo, quello che è iniziato dopo le feste, gli è stata fornita una Filante SLR standard, nella taglia small e con il manubrio integrato che abbiamo noi in Astana, che poi è quello Wilier full carbon: 130 millimetri di lunghezza e 40 di larghezza.
Ruote Corima e trasmissione Dura-Ace (foto Team Astana-Wilier)Ruote Corima e trasmissione Dura-Ace (foto Team Astana-Wilier)
Ha avanzato delle richieste particolari?
Da subito il comando sprinter da velocista per la trasmissione elettronica, quello che viene inserito alle spalle dello shifter e nella piega del manubrio. Mi ha colpito inoltre una sua richiesta, che potrei definire in controtendenza, ovvero un manubrio con la larghezza maggiore, rispetto a quella attuale, di 42 centimetri. Oggi i corridori vogliono delle pieghe sempre più strette. E poi la sua posizione in bici, molto racing e molto caricata in avanti.
Gabriele Tosello all’opera con la preparazione di una bici da crono (foto Team Astana)Gabriele Tosello all’opera con la preparazione di una bici da crono (foto Team Astana)
Ce la puoi descrivere?
E’ un setting quasi da triatleta. Dopo alcune prove, l’ultimo setting richiesto ha una sella molto avanzata e con il corpo completamente caricato sul movimento centrale. Ci siamo confrontati con Cavendish, ho voluto sapere, per regolarmi in primis e per capire quello che potrebbe chiedermi in futuro. Al di là delle abitudini del corridore e una posizione che usa da diverse stagioni, l’atleta ha le gambe corte e il busto allungato. Ovviamente si tratta di un campione e i risultati parlano da soli, quindi, un Cavendish deve essere accontentato nelle sue scelte e richieste.
Si nota la nuova livrea “marmorizzata” delle nuove Wilier (foto Team Astana-Wilier)Si nota la nuova livrea “marmorizzata” delle nuove Wilier (foto Team Astana-Wilier)
Erano note le sue richieste per i telai super rigidi. Ci puoi dire qualcosa?
Direttamente non ha espresso richieste del genere. Questo non esclude il fatto che collabori a stretto contatto con Wilier per altre soluzioni delle quali non sono a conoscenza in questo momento.
Gli altri componenti della bici?
Le sue dotazioni complessive rispecchiano quelle degli altri corridori del team. Le ruote Corima di diverse altezze, prodotto che ci obbliga ad usare i tubolari. Noi abbiamo Vittoria con delle larghezze di 26 millimetri. Le pressioni che normalmente vengono utilizzate sono comprese tra le 7 e 8 atmosfere. Per le bici da gara abbiamo le trasmissioni Shimano Dura Ace complete, con il doppio plateau 54-40 anteriore. Per questa stagione avremo in dotazione bilanciere posteriore SLF Motion.
Cavendish per la prima volta su una Wilier (foto Team Astana-Wilier)Il bilanciere posteriore, da quest’anno SLF Motion (foto Astana/Sprintcycling)La “classica” inserzione ribassata della Filante SLR (foto Team Astana-Wilier)La Prologo Nago per Cavendish (foto Astana/Sprintcycling)L’orizzontale sfinato verso il retro (foto Team Astana-Wilier)Cavendish per la prima volta su una Wilier (foto Team Astana-Wilier)Il bilanciere posteriore, da quest’anno SLF Motion (foto Astana/Sprintcycling)La “classica” inserzione ribassata della Filante SLR (foto Team Astana-Wilier)L’orizzontale sfinato verso il retro (foto Team Astana-Wilier)La Prologo Nago per Cavendish (foto Astana/Sprintcycling)
Lui viene da più stagioni con i tubeless. Ha fatto notare questo particolare?
Ne abbiamo parlato in maniera approfondita, anche a livello personale ero curioso di ascoltare il parere di un corridore di questo calibro. Si è trovato particolarmente bene con i tubeless, ma non ha espresso richieste che vanno oltre la dotazione standard del team.
Wilier Filante Hybrid avvicina il mondo delle e-road a quello delle biciclette standard. Adotta le medesime forme del modello Filante SLR tradizionale e integra la nuova unità di supporto Mahle X20. Vediamola nel dettaglio
Wilier Granturismo SLR, una nuova bicicletta molto interessante, per prestazioni e contenuti tecnici. Il nome Granturismo è azzeccato e per certi versi è accostabile alla categoria delle auto, prodotti che non sacrificano le performance di alto livello, facendole collimare con la raffinatezza, l’eleganza e la cura dei dettagli. E poi c’è la nuova soluzione Actiflex 2.0 posizionato tra i foderi obliqui, il piantone e l’orizzontale che offre fino a 5 millimetri di corsa, per aumentare il comfort e fermare le vibrazioni.
Il suffisso SLR, che fa entrare questa nuova bicicletta nei prodotti di elite dell’azienda veneta, al fianco della Zero SLR e Filante SLR. Entriamo nel dettaglio.
Posizione comoda e geometria rilassata, ma efficiente (@rupert fowler-BCA)Posizione comoda e geometria rilassata, ma efficiente (@rupert fowler-BCA)
Il carbonio non è un compromesso
Il tessuto utilizzato per il telaio e la forcella della Granturismo SLR non è di seconda fascia, ma utilizza il medesimo blend di fibre di Zero e Filante, ovvero il blend HUS-MOD. Questo significa che la categoria endurance rimane al centro dell’attenzione, per sviluppi e contenuti tecnici. C’è poi una combinazione di fibre aramidiche. La soluzione è voluta e ha l’obiettivo di rendere il connubio ancor più resistente, leggero al tempo stesso, capace di assecondare quell’elasticità che è un’altra importante caratteristica della Granturismo SLR.
La forcella ha gli steli asimmetrici e il fusto centrale è arrotondato, ma sfrutta a pieno l’integrazione del cockpit Wilier, senza ostruire il passaggio delle guaine. Una tubazione rotonda in questa zona offre delle maggiori garanzie di tenuta e rigidità. E poi c’è il sistema smorzante inserito sulla testa dei foderi obliqui, nel punto in cui si innestano nel profilato orizzontale. La Wilier Granturismo SLR è da considerare la naturale evoluzione della NDR? Sì. L’ultima nata però, non ha solo il comfort come priorità, perché sono stati considerati anche i fattori di leggerezza e prestazioni, versatilità e naturalmente il processo evolutivo che ha coinvolto tutti i materiali. La Granturismo è tutta un’altra bicicletta.
Lo snodo dell’Actiflex è ancorato alla tubazione orizzontale (@mirromedia-BCA)La zona di innesto è abbondante e rinforzata, ma in linea con il telaio (@mirrormedia-BCA)I due foderi obliqui separati dal piantone (@mirromedia-BCA)Il punto di inserzione degli obliqui all’orizzontale, con l’inserto grigio (@mirrormedia-BCA)Il pivot che inserito nel frame e che supporta l’inserto elastico (@mirrormedia-BCA)Si misura la durezza degli inserti dell’Actiflex 2.0 (@mirrormedia-BCA)Lo snodo dell’Actiflex è ancorato alla tubazione orizzontale (@mirromedia-BCA)La zona di innesto è abbondante e rinforzata, ma in linea con il telaio (@mirrormedia-BCA)I due foderi obliqui separati dal piantone (@mirromedia-BCA)Il punto di inserzione degli obliqui all’orizzontale, con l’inserto grigio (@mirrormedia-BCA)Il pivot che inserito nel frame e che supporta l’inserto elastico (@mirrormedia-BCA)Si misura la durezza degli inserti dell’Actiflex 2.0 (@mirrormedia-BCA)
L’effetto smorzante
Ci sono diversi fattori da considerare, ma il fulcro del sistema Actiflex 2.0 è l’innesto che abbiamo menzionato in precedenza. In questa sezione il layup del carbonio ha uno sviluppo dedicato e specifico. I due foderi obliqui in carbonio sono stati completamente rivisti. Rispetto alla “vecchia” Cento10 NDR, si infilano nell’orizzontale poco più avanti del nodo sella e sono staccati dal piantone.
C’è una sorta di guida che lavora su dei cuscinetti (sopra l’orizzontale si nota l’asola che nasconde le due brugole che agganciano il blocco) e c’è anche un elastomero che completa il pacchetto. L’elastomero (si può sostituire) funge da spessore e regola la corsa ed è previsto con una doppia densità. Quello grigio è più morbido, quello nero è maggiormente consistente. In mezzo ai due foderi obliqui c’è il ponticello: ha il compito di fornire una consistenza maggiore al comparto e di azzerare le flessioni laterali.
Rimane una bicicletta gratificante da portare alle alte velocità (@rupert fowler-BCA)Rimane una bicicletta gratificante da portare alle alte velocità (@rupert fowler-BCA)
Geometrie della categoria endurance
Le geometrie non sono quelle della Zero e della Filante, sono endurance e a parità di taglia hanno uno stack maggiorato di 3 centimetri (rispetto alle Wilier Zero e Filante SLR). Le taglie disponibili sono 6: XS, S e M, L, XL e XXL.
Il concept del nuovo progetto Granturismo è ottimizzato per sfruttare gli pneumatici da 32 millimetri. E’ possibile montare anche la monocorona anteriore e il deragliatore Oneby può essere rimosso.
Si nota la svasatura del piantone che permette di contenere la lunghezza del carro (@rupert fowler-BCA)Si nota la svasatura del piantone che permette di contenere la lunghezza del carro (@rupert fowler-BCA)
Alcune particolarità da considerare
I perni passanti hanno le dimensioni tradizionali, 100×12 l’anteriore e 142×12 posteriore, ma le sedi di telaio e forcella non sono SpeedRelease (soluzione invece adottata per la Zero e Filante). La scatola del movimento centrale è larga 86,5 millimetri e ha le sedi press-fit. Nel caso si utilizzi una trasmissione Shimano Di2, la batteria è inserita all’interno del reggisella.
La zona dello sterzo con lo 0 bar (@mirrormedia-BCA)Manubrio full carbon ed integrato di casa Wilier (@mirrormedia-BCA)Il ponticello che unisce i foderi obliqui (@rupert fowler-BCA)Fodero sfinato per la forcella (@mirrormedia-BCA)La zona dello sterzo con lo 0 bar (@mirrormedia-BCA)Manubrio full carbon ed integrato di casa Wilier (@mirrormedia-BCA)Il ponticello che unisce i foderi obliqui (@rupert fowler-BCA)Fodero sfinato per la forcella (@mirrormedia-BCA)
Allestimenti e prezzi
Le versioni della nuova Wilier Granturismo SLR sono 9, tutte disponibili con il cockpit integrato 0 bar. La prima è quella con la trasmissione Campagnolo Super Record EPS e le ruote Wilier SLR38 (11.700 euro), la seconda è quella con la trasmissione Dura-Ace e le stesse ruote della precedente (10.300 euro). Quest’ultima è disponibile anche con le ruote Vision Trimax 30C, ad un prezzo di listino di 9.300 euro. Si passa all’allestimento con lo Sram Red AXS e ruote Wilier SLR38, ad un prezzo di 11.200 (disponibile con le Vision Trimax 30C a 10.200 euro).
Gli ultimi due allestimenti sono con Ultegra oppure con Sram Force AXS ed entrambe alternano le ruote della casa veneta oppure le Vision. I prezzi di queste due sono 8.400 euro (ruote Wilier), 7.400 euro (con Vision).
Impatto frontale asciutto ed elegante, stile Wilier (@rupert fowler-BCA)Impatto frontale asciutto ed elegante, stile Wilier (@rupert fowler-BCA)
I primi feedback
Abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di salire in sella appena sfornata dal reparto Wilier Lab di ricerca e sviluppo. Come è facile immagine si tratta di una bicicletta che ha come obiettivo il comfort, ma anche un impatto estetico pieno e gratificante, con una cura dei dettagli eccellente. La bici non è fatta per scattare e per rilanciare l’andatura in continuazione, per questo ci sono la Zero e la Filante, ma mostra fin da subito una stabilità e una capacità di essere veloce che è superiore alla media della categoria.
Non è solo una bici endurance, lo si vede e lo si sente. Alle andature regolari e dove l’asfalto è buono, l’Actiflex quasi non si percepisce, ma entra in azione quando il terreno non è uniforme, stabilizzando la bici, al pari di un grip ottimale e capacità di copiare il terreno.
Il mondiale dei pro’ è davvero alle porte. Poche ore ancora e sapremo chi avrà il privilegio di indossare la maglia iridata per i prossimi dodici mesi. Meglio, i prossimi undici mesi, considerando che il mondiale 2023 riservato ai professionisti si correrà a Glasgow, in Scozia, domenica 13 agosto. Poche ore all’appuntamento con la storia, dicevamo, e nel quartier generale delle nazionali azzurre di Bowral fervono i preparativi per sistemare al meglio le biciclette di chi “scenderà in strada” pensando anche al più piccolo dei dettagli.
E proprio scambiando qualche battuta con il cittì Daniele Bennati, appena qualche istante prima di una delle ultime uscite collettive in allenamento, ci siamo accorti di una bicicletta particolare. Ma molto particolare, notando immediatamente l’assoluto grado di personalizzazione della verniciatura…
«E’ la mia Wilier – ha raccontato Bennati al direttore di bici.PRO Enzo Vicennati, nostro inviato a Wollongong – e l’ho portata qui in Australia con l’idea di pedalare qualche volta con i ragazzi. E alla fine, sono uscito con loro un paio di volte».
Non è una bici qualsiasi: è una Filante SLR personalizzata completamente attraverso il configuratore Infinitamente e con un’ispirazione chiaramente legata all’azzurro della nazionale.
La sella è Prologo personalizzata con il tricoloreQuello tra Wilier e Bennati è un rapporto che dura da molti anniLa sella è Prologo personalizzata con il tricoloreQuello tra Wilier e Bennati è un rapporto che dura da molti anni
Una bici veloce
Bennati è legatissimo al brand Wilier. Non a caso, alcune delle sue vittorie più belle sono state colte proprio in sella ad una specialissima del centenario marchio con sede a Rossano Veneto: su tutte quella sui Campi Elisi in occasione dell’ultima tappa del Tour de France edizione 2007. La bici di allora era il top di gamma Le Roi in dotazione alla Lampre Fondital. Le specifiche tecniche della Filante SLR di Daniele Bennati, personalizzata con i colori della nazionale azzurra, sono quelle che hanno accompagnato il corridore aretino nel corso della sua carriera: attacco manubrio lungo (127x430mm), ruote Wilier SLR ad alto profilo (420mm), gruppo completo Shimano Dura Ace a 12 velocità con guarnitura 52/36.
Come anticipato, la bici è stata personalizzata attraverso la piattaforma Infinitamente di Wilier, sia per la scelta dello schema grafico quanto per l’opzione cromatica. Una curiosità: la vernice iridescente scelta da Bennati per colorare d’azzurro la sua Filante SLR sarà anch’essa presto disponibile sullo stesso configuratore.
Sul manubrio della Filante SLR dedicata a Bennati ecco che spunta il tricoloreSul manubrio della Filante SLR dedicata a Bennati ecco che spunta il tricolore
La Wilier nel cuore
Ma la personalizzazione di Bennati è andata anche oltre “il consentito”. Colori e schema grafico di telaio e Filante Bar sono stati scelti con il massimo grado di fantasia, ma un tocco di tradizione il cittì lo ha comunque voluto apponendo una medaglietta tricolore proprio al centro dell’attacco manubrio integrato della sua nuova bici.
Sempre a Wollongong, ma nella gara U23, Fedorov ha vinto il titolo su una Wilier FilanteSempre a Wollongong, ma nella gara U23, Fedorov ha vinto il titolo su una Wilier Filante
«Il rapporto che si è creato con Wilier lo considero speciale – ha dichiarato Daniele Bennati, che di Wilier stessa è global ambassador – sin da quando ero corridore mi hanno sempre supportato e con loro ho raggiunto i traguardi più importanti della mia carriera. Wilier è sempre nel mio cuore e oggi sono onorato di poter pedalare su una bici veloce, proprio come piace a me, come la Filante SLR. E poi con questi colori».
Dopo il sopralluogo di Leuven, prime impressioni degli azzurri. Colbrelli, Trentin, Nizzolo e Puccio. Circuito veloce. Vento. E il Belgio sembra spaccato
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In un nostro precedente articolo vi avevamo raccontato del forte interesse verso il mercato italiano da parte di Probikeshop, realtà di riferimento a livello europeo nel settore del commercio online.
L’e-commerce francese è entrato in Italia nel 2011 e ultimamente ha deciso di intraprendere una serie di iniziative finalizzate a farsi conoscere sempre più dalla clientela italiana. Una scelta questa giustificata dal fatto che il mercato italiano rappresenta oggi per Probikeshop il secondo per importanza dopo quello francese.
Il museo Wilier con la bici con la quale Pantani conquistò l’Alpe d’Huez al Tour del 1997Il museo Wilier con la bici con la quale Pantani conquistò l’Alpe d’Huez al Tour del 1997
Le aziende si raccontano
Invece di parlare di sé, in Probikeshop hanno pensato che fosse più utile far parlare direttamente le aziende presenti nel proprio portfolio clienti. Per farlo è stato creato un format ad hoc: “ProbikeTour Series”. Come suggerisce il nome, si tratta di un vero e proprio tour fra le aziende partner, cui viene offerta l’opportunità di raccontarsi attraverso un video che ne ripercorre la storia e spiega il lavoro che c’è dietro a ogni singolo prodotto, che sia una bici o un accessorio, disponibile all’interno della vetrina digitale di Probikeshop.
L’ufficio marketing, qui nascono le idee per la promozione del brandL’ufficio marketing, qui nascono le idee per la promozione del brand
A casa Wilier
La prima puntata di “ProbikeTour Series” è stata dedicata a Wilier. Si è trattato diuna scelta non casuale, ma strettamente legata alla forte partnership che lega l’azienda di Rossano Veneto a Probikeshop.
A guidarci alla scoperta della sede di Wilier sono stati Marie Pizzera, Field Marketing Coordinator Europe per Probikeshop, e Gregory Girard, Sales Area Manager di Wilier. La visita è partita dall’Innovation Lab, l’Ufficio Ricerca e Sviluppo di Wilier dove nascono tutte le novità firmate dalla casa veneta come ad esempio la nuova Filante Hybrid.
La verniciatura del telaio di Wilier La verniciatura del telaio di Wilier
Testato sul campo
Il video realizzato per l’occasione da Probikeshop ci mostra come ogni nuovo prototipo venga testato sul campo prima di passare alla sua produzione su vasta scala. In questa fase Wilier può contare su tester d’eccezione come i campioni del team Astana Qazaqstan ai quali si affiancano tecnici interni alla stessa azienda. Una volta che il nuovo prototipo ha superato tutti i test di affidabilità si passa alla fase della verniciatura. Questa avviene esternamente all’azienda presso due laboratori esterni che incontrano la piena fiducia di Wilier. Nel video realizzato da Probikeshop possiamo vedere con quanta cura e professionalità ogni singolo telaio Wilier venga verniciato.
La visita in Wilier è proseguita passando dal reparto produzione, dove i telai vengono assemblati, all’ufficio marketing. Quest’ultimo è stato ricavato dall’ex showroom dell’azienda. Attualmente qui fanno ancora bella mostra di sé alcune bici che hanno fatto la storia del marchio Wilier.
Una visita al museo
Per raccontare al meglio la propria storia, l’azienda vicentina nel 2017 ha deciso di creare internamente un proprio museo, in cui oggi è possibile vedere le biciclette che hanno regalato a Wilier grandi trionfi. Tra le tante bici esposte spicca il modello con il quale Marco Pantani vinse all’Alpe d’Huez nel Tour del 1997. Non manca naturalmente uno spazio showroom con le ultime novità di prodotto strada, gravel e mountain bike. Qui fa naturalmente bella mostra di sé la Wilier Zero SLR utilizzata quest’anno dall’Astana Qazaqstan insieme al modello Filante SLR.
Nuovi appuntamenti
La visita in Wilier è solo la prima di una serie di puntate che permetteranno a Probikeshop di presentare le aziende partner con cui l’e-commerce francese collabora. Per poter vedere le prossime puntate basterà collegarsi al canale youtube “Probikeshop TV”.
Oltre alle visite alle aziende, qui è visibile tutta una serie di video realizzati dallo staff di Probikeshop. Si va dalla classica presentazione prodotto, ai consigli sulla manutenzione, alla presentazione di luoghi dove è bello poter pedalare. Un format al quale in Probikeshop credono moltissimo, convinti che si possa, anzi si debba promuovere sempre più la cultura e la passione per la bicicletta.
Primo giorno di test nel Piceno con Daniele Bennati e la sua Filante SLR, l'ultima nata di Wilier Triestina. Montaggio Super Record, freni a disco e le nuove Bora. Un missile
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In questi giorni abbiamo parlato spesso della quinta tappa del Tour de France, quella del pavè. L’abbiamo ricordata, l’abbiamo analizzata da un punto di vista tattico, adesso buttiamo un occhio sul punto di vista tecnico. E lo facciamo con Gabriele Tosello, storico meccanico dell’Astana Qazaqstan (in apertura foto Instagram – Getty, ndr).
“Toso” c’era anche nel 2014 e quell’anno aveva preparato la bici di Nibali. E se lo Squalo volò sulle pietre, una fetta di quel “successo” fu anche la sua.
Gabriele Tosello è il meccanico dell’Astana da molti anni. C’era già nel 2014Gabriele Tosello è il meccanico dell’Astana da molti anni. C’era già nel 2014
Da Specialized a Wilier
«La differenza più grande fra quelle bici e quelle attuali è la bici stessa – commenta Tosello – almeno nel nostro caso noi usammo un telaio specifico. All’epoca avevamo Specialized e la casa americana aveva un modello chiamato proprio Roubaix. Si trattava di un telaio “più morbido”, merito principalmente degli elastomeri su forcella e carro posteriore.
«Era una bici davvero adatta a quel percorso, molto confortevole. Mentre le ruote erano le stesse che utilizzavamo nelle altre tappe».
«Adesso le cose si sono invertite. Usiamo il telaio che utilizziamo normalmente, ma con altre ruote.
«Nonostante su carta sia un po’ più rigida, la maggior parte dei ragazzi pedalerà sulla Wilier Filante (gli altri sulla Wilier 0 Srl). Abbiamo fatto dei test nel periodo delle classiche del Nord e ci siamo accorti che questa bici dava dei leggeri vantaggi in termini di comfort e quindi di guida. Test che fece, tra gli altri, anche Moscon».
La Specialized Roubaix di Nibali usata nel 2014 (da notare gli elastomeri su forcella e pendenti)…
E la Wilier Filante che utilizzeranno Moscon e compagni tra qualche giorno (con ruote diverse, più basse di quelle in foto)
La Specialized Roubaix di Nibali usata nel 2014 (da notare gli elastomeri su forcella e pendenti)…
E la Wilier Filante che utilizzeranno Moscon e compagni tra qualche giorno (con ruote diverse, più basse di quelle in foto)
Ruote importantissime
Tosello ha parlato di un’inversione di tendenza: stessa bici ma ruote diverse. Alla base di questa soluzione ci sono più motivazioni. Telai con strutture diverse nel layout costruttivo, presenza dei freni a disco e di conseguenza anche di ruote con ben altre tecnologie rispetto al 2014.
«Adesso le ruote sono un po’ più larghe – riprende Tosello – e soprattutto si possono avere con la tecnologiatubeless. Credo che sei dei nostri otto ragazzi al Tour useranno i tubeless. Gli uomini di classifica e quelli che puntano alla tappa di sicuro, mi riferisco a Moscon e Lutsenko».
«Corima per l’occasione ci ha fornito una ruota specifica, una ruota intermedia direi. Di solito noi utilizziamo i profili da 32 o 47 millimetri, la ruota che monteremo in questa tappa stile Roubaix sarà da 40 millimetri. Si tratta di una tubeless modificata.
«Queste Corima hanno raggi piatti in acciaio ma con niplles esterne al cerchio e non all’interno. I motivi di questa soluzione sono due. Quello principale è che trattandosi di un cerchio tubeless, fare troppi fori sul cerchio appunto rischia di indebolire la sua struttura e di favorire anche delle impercettibili perdite di aria. E la seconda motivazione riguarda il fatto che in questo modo la ruota è leggermente più flessibile.
«Volendo, c’è anche una terza motivazione. Con le niplles esterne possiamo intervenire meglio sulla tensionatura e la centratura».
Con “Toso” si passa poi ad analizzare le coperture. Nel 2014 sostanzialmente cambiava solo la misura del tubolare.
«Noi usammo – riprende Toso – un tubolare di un marchio francese da 28 millimetri. Ricordo che li gonfiammo intorno ai 5 bar, quelli di Nibali appena meno: sui 4,8. Stavolta le gomme, saranno tubeless, ma sempre da 28millimetri. Abbiamo l’opzione da 30 millimetri pronta in caso di maltempo. Ma deve essere davvero brutto, brutto!
«Per quanto riguarda le pressioni scenderemo al di sotto dei 5 bar, credo 4,5: con i tubeless si può fare, liquido e mousse te lo consentono. Con le mousse anche se fori, il cerchio non va a terra e quantomeno esci dal settore in pavè. Puoi andare avanti mentre aspetti l’ammiraglia».
Grudzev, che sarà presente al Tour, in azione all’ultima RoubaixGrudzev, che sarà presente al Tour, in azione all’ultima Roubaix
Zero compromessi
Alla fine le bici attuali con queste ruote (cerchio e gomma) sono performanti sul pavé, ma rispetto al 2014 sono molto più performanti sui tratti in asfalto.
«Esatto – dice Tosello – restano comunque bici veloci. Dobbiamo considerare che sono strutture completamente diverse. C’è stata un’evoluzione continua e… poveri noi meccanici! Ormai siamo più ingegneri che meccanici!
«Pensiamo al carbonio: altri intrecci, altre fasciature e anche un altro peso. Una volta si tendeva ad irrigidire laddove si pensava che ci fossero più tensioni. Quindi si metteva più materiale nella zona della scatola del movimento centrale. Adesso si è visto che non è così. Lì si “è tolto” del materiale e lo si è tolto anche dalla zona del reggisella ed è stato inserito nel carro per esempio. Tanto ha inciso la disposizione delle fibre.
«In teoria i telai pesano meno, ma con il disco alla fine la bici pesa uguale, se non qualcosa in più rispetto al 2014. Quella Specialized Roubaix pesava 7 chili, la Wilier Filante in versione pavé ne pesa 7,2, ma è più performante: è molto più scorrevole e quel piccolo peso in più è abbondantemente recuperato così».
L’inserto di Prologo da inserire sul manubrio (è disponibile in due misure di lunghezza 156mm e 166mm)L’inserto di Prologo da inserire sul manubrio (è disponibile in due misure di lunghezza 156mm e 166mm)
Comfort più importante
Essendo una tappa in pavè e non una corsa “secca” come la Roubaix, diventa fondamentale uscirne indenni.
«E’ importantissimo non avere piaghe o dolori in vista del giorno dopo – conclude Tosello – A tal proposito non cambiamo le selle, ma semmai i corridori possono scegliere pantaloncini un po’ più imbottiti.
«Prologo inoltre ci ha preparato un “nastro” speciale. Un inserto con la loro tecnologia (e materiale, ndr) CPC, che si può mettere sopra o sotto il nastro e ammorbidisce molto. Ed è anche antiscivolo».
Le tecnologie in generale sono cambiate tantissimo. Le bici sono più comode e più veloci. E il perno passante ha inciso molto.
«Rispetto al bloccaggio classico i ragazzi dicono di avere tutt’altre sensazioni di guida. Ruote e telaio sono un “tutt’uno”, un feeling di guida diretto. Mentre con il bloccaggio c’erano le ruote e c’era il telaio. La sensazione era di avere due pezzi distinti».
Van der Poel debutta al Tour con un pensiero speciale e un'iniziativa per suo nonno Raymond Poulidor. Otto volte sul podio del Tour e mai in maglia gialla.