SmarTube RS, la camera d’aria di Pirelli più leggera che mai

02.08.2025
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I tubeless ormai imperano ovunque, ma le camere d’aria resistono. Anzi, forse proprio per restare competitive con il nuovo standard diventano sempre più innovative e performanti. E’ il caso per esempio della nuova SmarTube RS di Pirelli, la camera d’aria più evoluta dell’azienda grazie ad un nuovissimo materiale. 

Leggerissima e super scorrevole, abbinata alle gomme P ZERO Race RS garantisce la combinazione camera-copertoncino più efficiente mai proposta da Pirelli. La misura è unica, dedicata alla strada, il terreno d’elezione della nuova camera d’aria del brand milanese.

Nuovo materiale, scorrevole e superleggero 

Il cuore dell’innovazione è il nuovo materiale termoplastico realizzato da Pirelli. Grazie al nuovo TPU la SmarTube RS è più leggera e scorrevole di ogni altra camera d’aria dell’azienda. I test hanno segnalato un incremento di scorrevolezze del +12% rispetto alla SmarTube precedente, che arriva fino a un +24% rispetto ad una classica camera d’aria in butile.

Tradotto in potenza risparmiata, a detta di Pirelli, il vantaggio è quantificabile in 1,5 watt. In più ha anche uno spessore maggiore del 32% rispetto ai modelli standard, quindi più resistente alle pizzicature. Questa tecnologia assicura una resistenza al rotolamento bassissima e manutenzione minima, soprattutto con un setup tubeless ready.

Ma è la leggerezza a colpire. La nuova camera d’aria di Pirelli pesa solo 32 grammi (nella versione con valvola da 42 mm). Per fare un esempio, il modello in butile RoadTube, già tra i più leggeri, pesa 85 grammi, più del doppio. Un risparmio di oltre un etto se si considera la coppia. Per questo la SmarTube RS è pensata per i percorsi con molto dislivello, nelle gare più impegnative dove ogni grammo conta.

La SmarTube RS dà il meglio di sé in accoppiata al copertoncino P ZERO Race RS, ma è anche utilizzabile con i modelli TLR
La SmarTube RS dà il meglio di sé in accoppiata al copertoncino P ZERO Race RS, ma è anche utilizzabile con i modelli TLR

Misura unica, tre diverse valvole

La SmarTube RS è presentata in un unico formato 26/35-622, adatto cioè a copertoni che vanno da 26 e 35 mm. In pratica è adatta ad ogni tipo di gomma da strada attualmente sul mercato, e potenzialmente anche a quelle da gravel leggero.

Se il formato è unico, varia invece la dimensione delle valvole (di tipologia Presta) tra cui scegliere a seconda dell’altezza del cerchio. Le opzioni sono tre: da 42, 60 e 80 mm. La camera d’aria SmarTube RS è già disponibile sia nel sito di Pirelli che nei negozi ad un prezzo consigliato al pubblico di 29,90 euro.

Pirelli

Viezzi: le prime esperienze alla Alpecin con in testa il ciclocross

30.07.2025
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L’arrivo di Stefano Viezzi nel team Alpecin-Deceuninck Development ha portato una ventata di curiosità. E’ il terzo italiano a passare dalla formazione di sviluppo, gli altri prima di lui sono stati Conci e Vergallito ma per motivi differenti. Viezzi, invece, è arrivato nel team di Mathieu Van Der Poel portando con sé le stigmate del campione. Il titolo iridato juniores nel ciclocross conquistato a inizio 2024 ha catturato l’interesse dello staff della Alpecin-Deceuninck e così il friulano classe 2006 è passato under 23.

Il focus è il ciclocross, lo si è visto durante l’inverno scorso quando Stefano Viezzi ha spinto forte mettendo insieme ventitré giorni di corsa nei quali ha collezionato esperienze importanti sia tra gli under 23 che con gli elite. 

Stefano Viezzi ha fatto il suo esordio con la Alpecin-Deceuninck Development nella stagione del cross a inizio 2025
Stefano Viezzi ha fatto il suo esordio con la Alpecin-Deceuninck Development nella stagione del cross a inizio 2025

Fango, classiche e montagne

Per il friulano alto 190 centimetri e dal peso di 73 chilogrammi l’esordio su strada non si è fatto di certo attendere. Anche se, su asfalto, i passi sono stati importanti ma fatti con estrema calma. Da aprile, con esordio alla Paris-Roubaix Espoirs, a fine luglio i giorni di gara sono stati appena dodici. Dopo essere passato da gare più adatte a lui, come le Classiche, Viezzi si è messo alla prova in corse ben più lontane dalle sue caratteristiche. L’ultima in ordine cronologico è stato il Giro Ciclistico della Valle d’Aosta

«Non sono così male in salita – dice scherzando quando gli chiediamo cosa ci facesse tra le vette della Valle d’Aosta – poi chiaro non punto a vincere. L’obiettivo era imparare a correre anche su percorsi meno adatti alle mie qualità e dare una mano ai miei compagni».

Il friulano si è tolto già qualche soddisfazione sul fango conquistando il tricolore under 23
Il friulano si è tolto già qualche soddisfazione sul fango conquistando il tricolore under 23
Fino ad ora hai corso poco su strada, una scelta presa con il team?

Sì. Quest’anno punteremo molto sulla stagione del ciclocross, poi vedremo come andrà però l’idea è di arrivare pronti. 

Com’è stato il primo impatto con la categoria under 23, partendo proprio dall’esordio nel cross?

È stato difficile, anche perché devo riprendermi ancora dall’infortunio. Però poi a fine stagione penso di aver fatto vedere qualcosa di buono, sono contento anche perché sono arrivato al livello che mi sarei aspettato a inizio anno. Ho conquistato due bei piazzamenti in coppa del mondo, compreso un terzo posto a Hoogerheide. Anche il mondiale under 23 non è andato male, diciamo che sono riuscito a entrare in forma nell’ultimo mese di gare. 

L’esordio su strada è avvenuto nelle Classiche U23, prima la Roubaix (in foto), poi Liegi e Gent
L’esordio su strada è avvenuto nelle Classiche U23, prima la Roubaix (in foto), poi Liegi e Gent
Su strada?

Dopo un periodo di stacco al termine delle prime gare su strada sono tornato ad allenarmi per questa seconda parte di stagione con l’obiettivo di aiutare la squadra. Insieme allo staff ci siamo concentrati sulle gare a tappe, siamo partiti a inizio luglio con una corsa in Polonia e poi il Giro della Valle d’Aosta. 

Come ti stai trovando con questo metodo di lavoro?

Le gare a tappe sono molto stancanti, tra una e l’altra inserisco un periodo di recupero di un mesetto più o meno nel quale mi alleno. In questa prima stagione mi sono concentrato tanto sugli allenamenti correndo di meno, credo sia una scelta giusta per adattarsi al meglio alla categoria. 

La seconda parte di stagione per Viezzi è costruita sulle gare a tappe, per crescere e mettere insieme giorni di corsa
La seconda parte di stagione per Viezzi è costruita sulle gare a tappe, per crescere e mettere insieme giorni di corsa
Il programma su strada ora cosa prevede?

Sicuramente correrò al Giro del Friuli, la corsa di casa, nella quale mi piacerebbe anche provare a vincere una tappa. 

La stagione del cross quando inizierà?

Ottobre. Faremo anche dei ritiri mirati per preparare al meglio la stagione del fuoristrada, ma su questo aspetto ci confronteremo una volta finite le gare su strada. 

Bianchi: la rivoluzione è partita, si punta al tetto del mondo

03.07.2025
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TREVIGLIO – Bianchi si sta proiettando verso il futuro, il cammino è già iniziato e l’azienda non vede l’ora di muovere i primi, decisi, passi. La serata con la quale hanno presentato il progetto agli addetti ai lavori e poi ai giornalisti ha una dichiarazione d’intenti ben precisa, come sottolineato dal cavaliere Salvatore Grimaldi: «Diventare la miglior azienda di biciclette al mondo che farà le migliori biciclette al mondo». Musica, spettacoli di bike trial (con il campione del mondo Elia Orfino) e un accenno a quelle che saranno le biciclette del prossimo futuro. 

Il progetto che vuole rivoluzionare il percorso di Bianchi si è tenuto nella sua nuova struttura, fortemente voluta dal Cavaliere Salvatore Grimaldi, presidente del marchio. E’ lui l’anima del brand, la sua storia e tutto quello che ha costruito e realizzato in passato fungono da biglietto da visita. Il resto lo hanno fatto gli altri protagonisti. Per questa presentazione sono state coinvolte tutte le più importanti figure di Bianchi, che a loro modo e per il ruolo rivestito hanno presentato i punti di forza e le novità dalle quali ripartire.

A destra, Alberto Cavaggioni, amministratore delegato. Accanto a lui, Salvatore Grimaldi proprietario del brand
A destra, Alberto Cavaggioni, amministratore delegato. Accanto a lui, Salvatore Grimaldi proprietario del brand

100 giorni

E qualche altro in più. Perché Alberto Cavaggioni, nuovo amministratore delegato di Bianchi, è arrivato da poco ma ha già fatto sentire la forza delle sue idee e di un nuovo impulso. La rinnovata sede produttiva di Treviglio è stata resa teatro, letteralmente, della rivoluzione partita da poco, ma che ha già visto coinvolti tutti i membri dell’azienda. 

Due tribune, montate per l’occasione, con un palco davanti e uno schermo pronto a proiettare la storia e il futuro. Bianchi rimarrà fedele al passato che l’ha resa grande, ma guarderà avanti per tornare dove per anni è stata. Le prime immagini che scorrono sono foto di Marco Pantani, quando la storia della tua azienda è legata a un nome del genere è impossibile distaccarsene. E poi arriva il momento di vedere quale sarà il volto di Bianchi

E-mtb e gravel

Così vengono presentate le novità tecniche del brand. I segmenti di mercato dai quali ripartire sono stati delineati da ricerche approfondite e da indagini di mercato. Il mondo della mountain bike è in grande ascesa, ma non quello muscolare bensì l’elettrico. Bianchi infatti presenta due nuove e-mtb: e-Vertic FX e Tronik X, entrambe motorizzate Bosch. 

Su strada il focus si sposta verso le prove contro il tempo che Bianchi proverà a dominare con le nuove Aquila Triathlon e Aquila Time Trial. Il gravel è un’altra fetta di mercato in grande crescita, capace di raccogliere molte persone che si avvicinano al ciclismo con la voglia di scoprire ed esplorare. Anche in questo caso Bianchi entrerà sul mercato con due nuove biciclette, muscolari, la Nirone e la Arcadex. Entrambe con telaio in alluminio e dal profilo pulito. 

Claudio Masnata, Group Marketing and Communication Manager dell’azienda con la Specialissima RC Pantani Limited Edition
Claudio Masnata, Group Marketing and Communication Manager dell’azienda con la Specialissima RC Pantani Limited Edition

Strada

Sull’asfalto Bianchi ha costruito i suoi successi e la sua storia, che quest’anno sono arrivati al 140° anniversario. E da qui vorrà ripartire e lo farà con una nuova versione della sua bicicletta endurance: la Infinito. Una bici che risulterà ancora più comoda e votata al comfort. Nel campo delle collaborazioni Bianchi ha voluto sottolineare l’importanza per un brand del suo calibro di lavorare con il massimo livello del ciclismo mondiale: il WorldTour. Da questo punto si aspettano importanti novità nel prossimo futuro.

Il passato che incontra il presente, così possiamo definire la limited edition presentata da Bianchi: la Specialissima RC Pantani. Una bicicletta ispirata a quella con cui il Pirata conquistò la doppietta Giro-Tour nel 1998. I modelli disponibili saranno 101, come il numero che Pantani aveva sulla schiena a quel Giro d’Italia. 

A 360 gradi

Le novità “investono” il mondo Bianchi nella sua totalità. Tra pochi mesi partiranno i lavori per realizzare un museo dedicato, sempre nella sede di Treviglio. 

Ma la grande notizia per gli appassionati si chiamerà Officina Edoardo Bianchi: un laboratorio di restauro, personalizzazione e una boutique d’eccellenza. Lusso e tecnica si uniranno per dare al cliente un servizio unico. Chi possiede già una bici Bianchi d’epoca potrà restaurarla utilizzando prodotti e colori originali. Se, al contrario, si entra per la prima volta nel mondo Bianchi lo si potrà fare scegliendo lo stile che più ci si addice. 

Sono nate anche nuove colorazioni capaci di accontentare chi rimane fedele al famoso “Celeste Bianchi” e chi invece vuole guardare all’innovazione partendo dal design. 

La sfida è lanciata e in Bianchi l’entusiasmo è palpabile. I prossimi appuntamenti saranno fondamentali, il primo arriverà in autunno con la presentazione ufficiale delle novità gravel. Per il resto toccherà aspettare il 2026 e un nuovo appuntamento in casa Bianchi.

Bianchi

Sparfel: 19 anni e domina sia nel cross che su strada

28.06.2025
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PINEROLO – Aubin Sparfel è uno dei migliori prospetti del ciclismo francese per quanto riguarda il ciclocross e la strada. Il passaggio di categoria da juniores a under 23 non sembra averlo messo in difficoltà, soprattutto nella stagione invernale. Nelle prove di Coppa di Francia di categoria ha raccolto sette vittorie, alle quali si aggiungono il secondo posto agli europei nel team relay e il terzo nella gara under 23. Il prodigio francese si è trovato spesso in contrapposizione al nostro Stefano Viezzi, entrambi classe 2006, sia nel cross che su strada. 

Il cammino di entrambi i ragazzi ha visto una crescita progressiva grazie alla quale siamo riusciti ad ammirare il loro talento. Tuttavia Sparfel ha avuto una maggiore costanza dato che, da quando è passato tra gli juniores, corre con la Decathlon AG2R La Mondiale, prima nel team U19, ora in quello U23. Al francese non sono mancate le prime esperienze con i professionisti, in una di queste è anche riuscito a vincere: al Tour du Finistère.

Una magra consolazione

Un buon banco di prova per Sparfel è stato il Giro Next Gen appena concluso (in apertura foto Marie Vaning), lo scalatore francese arrivava al via di Rho forte della vittoria finale all’Alpes Isère Tour. La corsa rosa under 23 tuttavia non è andata come si sarebbe aspettato e vedere il suo volto nonostante indossi la maglia rossa, dedicata alla classifica a punti, ci fa capire come questa sia una magra consolazione. 

«Non è stato sicuramente il Giro Next Gen dei miei sogni – racconta con addosso il gilet refrigerante prima del via dell’ultima tappa – mi sarebbe piaciuto giocarmi la classifica generale. Purtroppo al primo arrivo in salita, sul Passo del Maniva, non stavo molto bene quindi ho lasciato perdere la classifica e mi sono concentrato sul vincere una tappa (anche questo obiettivo è sfumato, ndr)». 

Abbiamo incontrato Sparfel alla partenza dell’ultima tappa del Giro Next Gen, a Pinerolo
Abbiamo incontrato Sparfel alla partenza dell’ultima tappa del Giro Next Gen, a Pinerolo
Com’è stato il salto di categoria da juniores a under 23?

Arrivando dal team Decathlon U19 direi molto bene. La squadra mi conosce e io conosco loro. Ora siamo professionisti e alcuni aspetti della mia vita sono cambiati, sono molto più concentrato sull’allenamento e fare il mio lavoro. 

Hai fatto anche alcune gare con i professionisti…

E’ stato molto divertente e avevo anche una buona gamba. Fin da inizio anno, quando ho chiuso la stagione del ciclocross, sentivo di stare bene. Ero davvero in un’ottima forma e ho semplicemente continuato a correre. 

Il francese della Decathlon Development Team ha colto come miglior risultato al Giro U23 un secondo posto a Cantù dietro a Vervenne (Marie Vaning)
Il francese della Decathlon Development Team ha colto come miglior risultato al Giro U23 un secondo posto a Cantù dietro a Vervenne (Marie Vaning)
Quindi sei un ciclocrossista e un corridore da classifica generale?

Non direi che sono un atleta da classifica generale, sono forte in salita ma non il migliore. Tuttavia sono arrivato a raccogliere ottimi risultati e vincere all’Alpes Isère. Riuscire a fare tutte e due le discipline è molto difficile ma sono concentrato e poi mi piacciono entrambe. Non riuscirei a decidere e la squadra non mi chiede di farlo, anzi mi lascia molta libertà di scelta e mi sostiene parecchio durante l’inverno. 

Il ciclocross in quali aspetti ti aiuta a livello atletico?

La mia guida, grazie alle gare nel fuoristrada, è molto tecnica. Inoltre ho grandi prestazioni su sforzi da un minuto o anche meno. Insomma, ho sviluppato qualità importanti per tante gare differenti sia su percorsi mossi che nelle classiche. Sulle salite lunghe no.

I tuoi allenamenti sono cambiati?

No, sono uguali a quelli di tutti: sprint, sforzi sulle salite sia brevi che di media lunghezza. Cerco di lavorare in ogni aspetto. Il più grande miglioramento dall’anno scorso a ora l’ho visto nel ciclocross, sono rimasto piacevolmente sorpreso di questo. Su strada invece la crescita è più graduale ma c’è tempo.

Martina Fidanza: il doppio (e triplo) allenamento su strada

26.06.2025
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La vedremo impegnata oggi sulle strade della prova a cronometro valida per il titolo nazionale e poi sarà al via anche della prova in linea sabato 28 giugno. Un doppio impegno che lancerà la seconda parte di stagione per Martina Fidanza, l’atleta bergamasca della Visma Lease a Bike Women volerà in Belgio per correre al Baloise Ladies Tour dal 16 al 20 luglio

Quando abbiamo chiamato la più giovane delle sorelle Fidanza, ieri (mercoledì) nel pomeriggio, stava ricaricando le energie in vista del campionato nazionale a cronometro che correrà con il supporto delle Fiamme Oro.

«E’ un percorso bello anche se non troppo adatto alle mie caratteristiche, sono qui di supporto  – dice con una risata – a Vittoria Guazzini. Siamo venute entrambe con le Fiamme Oro e correremo anche su strada sabato».

Martina Fidanza è tornata in gara al Copenaghen Sprint lo scorso 21 giugno dopo tre settimane
Martina Fidanza è tornata in gara al Copenaghen Sprint lo scorso 21 giugno dopo tre settimane

Tripla sessione

I metodi di allenamento per Martina Fidanza sono cambiati da quando è arrivata alla Visma Lease a Bike Women. La cosa che ci ha colpito è una storia su Instagram nella quale la velocista della formazione WorldTour olandese con scritto: “terza sessione completata”. 

«E’ stato un po’ un incrocio di fattori – racconta – e una scelta mia presa di comune accordo con la squadra e lo staff. Il giorno prima avrei avuto la sessione in palestra ma coincideva con il giorno di riposo. Ho preferito quindi recuperare totalmente e spostare l’allenamento in palestra al giorno successivo, solamente che questo coincideva con un doppio allenamento su strada. Da quest’anno sto facendo spesso doppia sessione in bici, una al mattino e l’altra al pomeriggio. E’ un metodo che già adopero con la nazionale su pista e mi trovo bene».

Fidanza era già abituata a svolgere doppie sessioni di allenamento, ma di solito lo faceva su pista nei ritiri con la nazionale (foto Instagram)
Fidanza era già abituata a svolgere doppie sessioni di allenamento, ma di solito lo faceva su pista nei ritiri con la nazionale (foto Instagram)
Andiamo con ordine e parliamo di come ti trovi con il doppio allenamento su strada?

Bene. Alla fine sono due allenamenti corti ma al termine della giornata il volume fatto è ottimo, intorno alle quattro ore. Poi a seconda dei lavori si può stare in bici una mezz’ora in più o in meno. 

Come dividi le sessioni?

Si tratta di fare un allenamento ad alta intensità e uno di endurance. Solitamente sono io a decidere come dividerli preferendo fare la sessione ad alta intensità al mattino e quella legata al fondo al pomeriggio. La doppia sessione serve perché sarebbe impossibile fare un allenamento unico per entrambe, in questo modo si riesce a fare tutto mantenendo un buon volume di lavoro. 

La doppia sessione di allenamento permette di fare ottimi volumi di lavoro e variare gli esercizi per avere una giornata completa (foto Instagram)
La doppia sessione di allenamento permette di fare ottimi volumi di lavoro e variare gli esercizi per avere una giornata completa (foto Instagram)
Gli allenamenti ad alta intensità in cosa consistono?

Variano spesso nell’arco delle settimane e delle sessioni, ma solitamente faccio gli stessi lavori che facevo anche gli anni precedenti: sprint oppure VO2Max o interval training con ripetute da trenta secondi, un minuto o cinque minuti. Con la Visma direi che la novità maggiore è l’aver inserito più VO2Max. 

In queste doppie sessioni inserisci anche la bici da cronometro?

Ultimamente sì. Visto l’impegno al campionato italiano e la doppia prova contro il tempo al Baloise Ladies Tour ho portato a casa la bici dedicata e mi sono allenata anche con quella. 

Il recupero e il reintegro sono gestiti con la nutrizionista tramite un’applicazione (foto Instagram)
Il recupero e il reintegro sono gestiti con la nutrizionista tramite un’applicazione (foto Instagram)
Come gestisci i tempi di recupero tra le due sessioni?

In inverno le ore di luce sono poche e ho orari “obbligati” mentre adesso che è estate preferisco uscire la mattina e poi il pomeriggio tardi, intorno alle 17 e avere un recupero più lungo. A livello di alimentazione mi affido alla nutrizionista della squadra, usiamo un’applicazione che si chiama Food Coach. Noi troviamo i macronutrienti da assumere in base a quello che consumi in allenamento. Cosa mangiare lo decidiamo noi. 

Per la giornata di triplo allenamento come hai diviso gli impegni?

Avevo in programma la doppia uscita in bici e la sessione in palestra. Allora per organizzarmi bene sono partita in bici da casa e sono andata in palestra, mi sono allenata e tornando a casa ho finito i lavori che mi mancavano in bici. Nel pomeriggio ho inserito l’ultimo allenamento su strada. Devo dire che mi piace fare attivazione in palestra, mi trovo bene anche nel pedalare dopo. Poi la sera ero un po’ più stanca. Diciamo che non lo farei sempre ma se capita si fa e si riescono a rispettare bene i tempi di recupero.

Agostinacchio è maturo e il Giro Next Gen ce lo ha confermato

25.06.2025
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BRA – La prima vittoria italiana, tra l’altro l’unica, al Giro Next Gen porta il nome di Filippo Agostinacchio . Il corridore che da quest’anno corre con la Biesse Carrera Premac ha cambiato marcia e si vede, parlano i numeri e i risultati. E’ arrivata la maturazione fisica e mentale che si aspettava ed è arrivato il momento di cogliere i frutti di un lavoro lungo e iniziato quando ancora la strada non era nei suoi pensieri. Il maggiore dei due fratelli, l’altro, Mattia, è al secondo anno juniores, ha trovato un percorso che lo ha portato a trovare un equilibrio ottimo tra ciclocross e strada

«E dire che sono arrivato su strada – racconta a pochi minuti dal via della settima tappa del Giro Next Gen – perché la squadra di mountain bike con la quale avrei dovuto correre ha “ritirato” l’offerta. Così nell’inverno del 2022 mi sono trovato un po’ spiazzato ed è arrivata la Beltrami a darmi una chance proponendomi di correre anche su strada. Ho iniziato la preparazione in vista della stagione 2023 prendendo un po’ le misure nei due mondi».

Filippo Agostinacchio ha vinto la quinta tappa del Giro Next Gen con un’azione di forza notevole (foto La Presse)
Filippo Agostinacchio ha vinto la quinta tappa del Giro Next Gen con un’azione di forza notevole (foto La Presse)
Un progresso rapido considerando che hai saltato il primo anno under 23…

Proprio perché la strada non era nei miei piani, alla fine il 2022 è stata una sliding door importante ma quasi involontaria nella mia carriera.

Come hai trovato l’equilibrio tra strada e cross?

Il 2023 è stato un anno di approccio, dove ho corso meno su strada. Infatti a luglio ci eravamo fermati per non tirare troppo la corda. Quella scorsa è stata la prima stagione intera su strada e sento di aver fatto dei grandi progressi. 

Dopo l’arrivo di Acqui Terme Agostinacchio è scoppiato in lacrime, per lui si è chiuso un cerchio (foto La Presse)
Dopo l’arrivo di Acqui Terme Agostinacchio è scoppiato in lacrime, per lui si è chiuso un cerchio (foto La Presse)
Quest’anno con la Biesse Carrera come stai lavorando?

Molto bene. Grazie alla squadra sono riuscito anche a stare un po’ più tranquillo. Ho fatto quello che devo fare a casa senza nessun problema, l’ambiente in squadra mi ha permesso di stare sereno e concentrarmi solo su allenamento, alimentazione e riposo. Da un paio d’anni curo la mia preparazione e mi alleno da solo, ho il supporto di Pierantozzi che lavorava con me quando ero alla Beltrami.

Come mai ti alleni da solo?

Sto studiando Scienze Motorie all’università. Fino a due anni fa mi allenava mio padre, poi ho pensato che “emanciparmi” mi potesse fare bene. Alla squadra questa cosa sta bene e i risultati stanno arrivando. Il binomio con il cross funziona bene e non ho intenzione di mollarlo a breve. L’unico problema che ho avuto quest’anno è stato un infortunio alla schiena che mi ha fatto concludere in anticipo la stagione sul fango. Poi sono andato in ritiro con la Biesse a Denia ed è andata meglio.

L’arrivo alla Biesse Carrera Premac ha permesso al più grande dei fratelli Agostinacchio di fare un salto di qualità notevole
L’arrivo alla Biesse Carrera Premac ha permesso al più grande dei fratelli Agostinacchio di fare un salto di qualità notevole
Qual è la differenza rispetto agli anni scorsi?

Probabilmente il fatto che gareggio di più su strada. Anche questo dettaglio ha fatto in modo che migliorassi a vista d’occhio. 

Hai vinto la tua prima corsa su strada saltando degli step intermedi…

Il successo della quinta tappa, ad Acqui Terme, dà una grande consapevolezza soprattutto se pensiamo al livello degli altri corridori. Adesso vediamo quali potranno essere gli altri obiettivi. Visto che sto andando bene non ho paura di dire che il campionato italiano può essere uno di questi. 

I progressi del valdostano si erano già visti in primavera, qui sul podio di San Vendemiano, dove ha conquistato il terzo posto (photors.it)
I progressi del valdostano si erano già visti in primavera, qui sul podio di San Vendemiano, dove ha conquistato il terzo posto (photors.it)
E’ solo la tua terza stagione su strada ma sei al quarto anno da under 23, hai mai sentito la pressione?

In generale no, magari quest’anno qualche giorno ci ho pensato a questo fatto di dover dimostrare qualcosa. Ma devo ammettere che la maggior parte del tempo sono rimasto tranquillo, sapevo quello che dovevo fare e come farlo. 

E il prossimo anno?

Vedremo, non si sa ancora nulla.

Sprayke debutta su strada…esame superato!

03.06.2025
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GALBIATE – Da inizio stagione i meccanici del team MBH Bank-Ballan-Csb possono contare nello svolgimento del loro lavoro su un prezioso alleato. Si tratta di Sprayke, brand giovane e ambizioso, specializzato nella cura e manutenzione della bicicletta. Per scoprire qualcosa di più di questa nuova collaborazione tecnica abbiamo deciso di fare due chiacchere con Michele Cereda, brand manager di Sprayke. L’abbiamo incontrato a pochi giorni dall’ufficializzazione da parte della stessa MBH Bank-Ballan-Csb del passaggio a team professional che avverrà a partire dal prossimo anno.

Sprayke è accanto agli atleti del team MBH Bank-Ballan-Csb che dal 2026 sarà professional
Sprayke è accanto agli atleti del team MBH Bank-Ballan-Csb che dal 2026 sarà professional
Fino ad oggi abbiamo visto Sprayke collaborare esclusivamente con team off road. Ora è arrivato il debutto nel mondo strada.

Come tutti sanno, fino ad oggi siamo sempre stati partner tecnici di team mountain bike. Fra questi figura il Ktm Protek Elettrosystem. Il meccanico della squadra collabora anche con la MBH Bank-Ballan-Csb. Grazie a lui sono entrato in contatto con Antonio Bevilacqua, manager della formazione bergamasca. Ci siamo incontrati a fine dello scorso anno e in breve tempo abbiamo trovato l’accordo grazie al quale oggi siamo loro partner tecnici.

Che cosa vi ha spinto a entrare nel mondo strada?

Lavorando esclusivamente con team off road avevamo interesse nel testarci con la strada. Tra i due mondi ci sono delle analogie e dei punti di contatto, ma anche delle differenze. Volevamo entrare in contatto con un mondo nuovo, particolarmente esigente e che ci potesse in qualche modo permettere di testare i nostri prodotti in contesti e gare per noi nuovi.

Sprayke non fornisce solo prodotti per la cure delle bici ma anche dei mezzi
Sprayke non fornisce solo prodotti per la cure delle bici ma anche dei mezzi
Sono passati solo pochi mesi dall’inizio di questa nuova collaborazione tecnica. Siete già in grado di tracciare un primo bilancio?

Posso sicuramente dire che ci troviamo benissimo nel lavorare con tutto il team, a partire naturalmente dai meccanici fino ad arrivare agli atleti. Sono disponibili tanto da averci fatto mettere il nostro logo sulla parte bassa del triangolo posteriore del telaio della bicicletta. E’ una posizione “strategica”. Ogni volta che viene fatto un video sulla pulizia della bici il nostro logo risulta ben visibile. A proposito di video, il team ne ha realizzati diversi in cui si vedono i meccanici in azione con i nostri prodotti.

I vostri prodotti sono lo strumento di lavoro quotidiano dei meccanici. Come è il vostro rapporto con loro?

Direi ottimo. A inizio anno li abbiamo incontrati per una giornata di formazione nel corso della quale gli abbiamo presentato ogni singolo prodotto, spiegandogli il relativo utilizzo e come utilizzarli nella maniera corretta. Mi preme sottolineare che i nostri prodotti sono stati pensati per rendere il loro lavoro il più facile possibile. Si tratta di prodotti che, oltre a pulire e rendere splendente il telaio, non danneggiano in alcun modo la sua componentistica. A proposito di pulizia, posso raccontarvi un aneddoto?

Sprayke nel 2025 ha fatto il suo debutto nelle competizioni su strada proprio con la MBH Bank-Ballan-Csb
Sprayke nel 2025 ha fatto il suo debutto nelle competizioni su strada proprio con la MBH Bank-Ballan-Csb
Prego…

A inizio stagione abbiamo fornito ai meccanici del team una confezione da 25 litri del nostro detergente sgrassante Super Cleaner. Dopo solo un mese ci hanno chiamato per chiederci una nuova confezione in quanto non ne avevano più. Con sorpresa, abbiamo così scoperto che l’avevano utilizzato anche per la pulizia delle ammiraglie e dei furgoni grazie alla sua capacità di rendere brillanti e protette le superfici trattate. “Non abbiamo mai avuto le ammiraglie così pulite, brillanti e protette…” ci ha riferito il loro Capo Meccanico.

Inoltre, essendo un prodotto biodegradabile può essere usato con tutta tranquillità, senza alcun timore di inquinare. In ogni caso abbiamo spiegato loro che in fase di utilizzo potevano tranquillamente diluirlo e di conseguenza farlo durare di più, senza per questo comprometterne le sue capacità. Una piacevole sorpresa ed una ulteriore soddisfazione per noi di Sprayke!

I prodotti Sprayke sono estremamente efficaci ma con un occhio di riguardo all’ambiente
I prodotti Sprayke sono estremamente efficaci ma con un occhio di riguardo all’ambiente
Immagino che lavorare con un team così importante come la MBH Bank-Ballan-Csb sia per voi motivo di orgoglio?

Assolutamente sì. Sapere che una squadra che nel suo recente passato ha avuto fra i suoi atleti campioni del calibro di Ganna, Ciccone e Ayuso non può che riempirci di orgoglio. Abbiamo poi deciso di fornire ai ragazzi che quest’anno sono in forza alla squadra un kit di manutenzione con i nostri prodotti in modo che quando sono a casa possono prendersi personalmente cura della loro bicicletta.

Siamo arrivati alla fine della nostra intervista. C’è qualcosa che l’ha incuriosita in questo “debutto” nel ciclismo su strada?

La cura maniacale della bicicletta. Vengo dal mondo della mountain bike, ho sempre frequentato i campi gara e sono stato accanto ai meccanici dei team. Anche lì si cura il mezzo, ma non ho mai visto la cura, l’attenzione verso la pulizia della bicicletta che ho visto in questi primi mesi di collaborazione con i meccanici della MBH Bank-Ballan-Csb. E’ davvero un altro mondo.

Sprayke

Spiuk in Italia: un modello di efficienza, qualità e personalizzazione

27.05.2025
4 min
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Da oltre dieci anni, Spiuk rappresenta un brand ben presente nel panorama ciclistico italiano. Nata in Spagna, e distribuita inizialmente tramite due importatori distinti, l’azienda ha compiuto un importante salto di qualità nel 2019, quando ha deciso di gestire direttamente le vendite sul territorio italiano. Questo cambio di rotta ha segnato una vera e propria svolta, consentendo di accedere al magazzino centrale e di ampliare sensibilmente la gamma di prodotti disponibili, dai caschi alle calzature, fino alle collezioni di abbigliamento tecnico e agli accessori per ogni specialità del ciclismo.

La nuova organizzazione ha reso Spiuk molto più competitiva sul mercato nazionale, grazie a una logistica snella, consegne rapide e una capacità di risposta immediata alle richieste dei rivenditori. L’obiettivo? Offrire un catalogo ampio, aggiornato e di alta qualità, in grado di soddisfare le esigenze dei ciclisti italiani, professionisti e amatori.

Per conoscere più da vicino questa storica realtà dei Paesi Baschi, abbiamo fatto due chiacchiere con Fabrizio Cazzola che di Spiuk è il country manager per l’Italia.

Fabrizio Cazzola, Country Manager Spiuk per l’Italia
Fabrizio Cazzola, Country Manager Spiuk per l’Italia
Da quanti anni Spiuk è presente sul mercato italiano, e come si è evoluta la sua presenza nel tempo?

Spiuk è presente sul mercato italiano da oltre dieci anni. In una prima fase, abbiamo collaborato con due diversi distributori. Dal 2019, invece, gestiamo direttamente la vendita sul territorio, e questo ha segnato una svolta importante. Accedendo direttamente al magazzino centrale di Spiuk, abbiamo potuto ampliare notevolmente la nostra offerta, introducendo collezioni di abbigliamento e nuovi accessori. Questo ci ha permesso di essere molto più competitivi, coprendo in modo completo le esigenze dei negozi italiani con un catalogo ampio e aggiornato.

Qual è la copertura della rete vendita Spiuk in Italia e quali sono i canali di distribuzione principali?

La nostra struttura è estremamente lineare, come se fossimo un’azienda italiana a tutti gli effetti. Lavoriamo con una rete di agenti suddivisi per regioni, che dialogano direttamente sia con la sede in Spagna che con i rivenditori italiani. Ogni punto vendita ha accesso al nostro portale B2B, collegato in tempo reale con il magazzino centrale, e può ordinare anche un singolo pezzo con consegne rapide, spesso in soli tre giorni. Dal 2025, abbiamo lanciato anche la linea di abbigliamento “custom”, prodotta interamente in Spagna: stiamo già riscontrando un buon successo sia tra i negozi che tra i clienti finali. Oggi possiamo dire di offrire un servizio completo al 100% ai nostri partner commerciali.

Spiuk è partner del team professional spagnolo Caja Rural – Seguros RGA
Spiuk è partner del team professional spagnolo Caja Rural – Seguros RGA
Quali categorie di prodotto registrano il maggiore interesse in Italia? Esistono differenze tra i vari segmenti di ciclisti? 

Il nostro prodotto di punta in Italia è sicuramente la scarpa, sia da strada che “off-road”. Grazie alla tecnologia BOA, alla qualità dei materiali e a un prezzo molto competitivo, siamo riusciti a ritagliarci uno spazio importante in un mercato molto affollato. Anche per le eBike offriamo calzature “ad hoc”. Un altro comparto in crescita è quello dei caschi, dove Spiuk vanta una lunga tradizione. Abbiamo un’offerta che va dal modello “entry-level” a quello professionale, con la possibilità di personalizzazione per team e negozi. La grande sfida per il 2025 è affermarci definitivamente anche nel segmento dell’abbigliamento tecnico, sia con le collezioni pronte (come la Capsule Collection) che con il “custom”. In Spagna, Spiuk è legata a un’azienda produttrice interna, garanzia di qualità e controllo diretto della filiera.

Quali sono i principali vantaggi distintivi di un prodotto Spiuk rispetto alla concorrenza?

Il vero valore aggiunto di Spiuk è la possibilità di acquistare da un’azienda solida, trasparente e reattiva, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Collaboriamo con fornitori leader a livello mondiale come BOA, Elastic Interface, Dolomite, Carvico: tutte aziende che elevano il livello tecnico dei nostri prodotti… Puntiamo molto su precisione, affidabilità e rapidità: vogliamo rispondere in modo immediato alle esigenze del mercato e dei negozi. Siamo stati per anni un riferimento in Spagna, ora l’obiettivo è consolidarci anche tra i protagonisti europei.

Il team Soudal Lee Cougal offre ottimi spunti per testare e perfezionare i prodotti nel fuoristrada
Il team Soudal Lee Cougal offre ottimi spunti per testare e perfezionare i prodotti nel fuoristrada

Spiuk, presente in ben 22 Paesi nel mondo, ha trovato nei mercati italiano e francese i suoi principali sbocchi esteri, dove opera con vendita diretta. Tra i suoi prodotti, spicca a livello globale la scarpa da gravel Loma – best-seller assoluto – mentre il colore bianco si conferma il più richiesto sia per le scarpe che per i caschi. La linea Anatomic, pensata per ciclisti amatoriali e di livello intermedio, è tra le più apprezzate. Il marchio collabora con team internazionali come la Professional Wagner Bazin WB, attiva in Francia e Belgio, e il Soudal Lee Cougan di Leonardo Paez in Italia, continuando a sostenere numerosi team locali grazie alla propria rete di distributori e agenti.

Spiuk

Giorgia Pellizotti: il ritorno su strada e la rivincita dopo sei anni

05.05.2025
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«In realtà fino a quando ero esordiente secondo anno correvo principalmente su strada, ma a causa della mia corporatura minuta non riuscivo ad esprimermi al meglio. Facevo fatica e non mi divertivo, in quel periodo ho anche pensato di smettere di andare in bici. Così sono passata a correre nel fuoristrada e le cose sono andate sempre meglio. Essere leggera mi ha permesso di primeggiare sia nella mountain bike che nel ciclocross. La vittoria a Gossolengo di settimana scorsa è stata una rivincita personale».

Dall’altra parte del telefono risponde Giorgia Pellizotti, figlia di Franco e anche lei ciclista (in apertura foto stella e Bft burzoni). Chi segue il ciclocross e la mountain bike la conosce sicuramente, lo scorso inverno è stata campionessa europea nel mixed team relay. Nella prova di categoria, tra le juniores, ha fatto vedere grandi cose. La sua stagione sul fango ha attirato l’interesse del TRINX Factory Team che l’ha voluta nel suo roster per il 2025. Con loro ha iniziato esattamente come aveva finito: vincendo. Sia nella mountain bike nelle prove di inizio anno e ora anche su strada.

Giorgia Pellizotti ha vinto la sua prima gara su strada a Gossolengo (foto stella e Bft burzoni)
Giorgia Pellizotti ha vinto la sua prima gara su strada a Gossolengo (foto stella e Bft burzoni)

“Colpa” del fratello

Giorgia Pellizotti, a detta del padre Franco che la conosce meglio di chiunque altro, non aveva molte intenzioni di rimettere le ruote sull’asfalto. Poi però il seme della curiosità, che fa parte dei giovani e li spinge a provare e riprovare, si era insinuato in lei.

«Insieme alla squadra – continua a raccontare mentre si gode una passeggiata prima delle vacanze scolastiche – avevamo pensato di inserire qualche corsa su strada in funzione della stagione di mountain bike. Mio fratello che è un grande appassionato di questa disciplina si è messo a cercare qualche gara. Ne aveva trovate alcune ma non era semplice riuscire a incastrare tutti gli impegni. L’occasione si è concretizzata la settimana scorsa e così siamo andati».

Le doti di Giorgia Pellizotti sono emerse durante lo scorso inverno, quando all’europeo di ciclocross ha conquistato il terzo posto nella prova juniores
Le doti di Giorgia Pellizotti sono emerse durante lo scorso inverno, quando all’europeo di ciclocross ha conquistato il terzo posto nella prova juniores
Con la squadra o da sola?

Da sola, la squadra era impegnata in un’altra gara. La mia famiglia mi ha seguito, per fortuna il percorso era suddiviso in tre circuiti diversi e passavo davanti a loro più volte. Così riuscivano a passarmi qualche borraccia.

Gara lunga, ti aspettavi di fare così bene?

Erano settantacinque chilometri con qualche salita impegnativa. La distanza un pochino mi preoccupava perché non sono di certo abituata a fare così tanti chilometri. Durante gli allenamenti arrivo a cinquanta, massimo sessanta.

Su strada le qualità del ciclocross e della mountainbike l’hanno aiutata ad emergere (foto stella e Bft burzoni)
Su strada le qualità del ciclocross e della mountainbike l’hanno aiutata ad emergere (foto stella e Bft burzoni)
Però li fai fuoristrada, a livello di ore l’impegno è simile…

In effetti sì. La gara è durata due ore e mezza più o meno. Partivo senza aspettative però, questo non lo nego. Alla fine doveva essere un passaggio in preparazione alla mountain bike.

Invece hai vinto…

E’ stato qualcosa di inaspettato. Sinceramente dopo l’arrivo ho avuto anche poco tempo per realizzare tutto, mi sono commossa e basta. Tornare a correre su strada e vincere è stato un modo per scacciare via i brutti pensieri che avevo avuto anni fa. Ho vinto io, in tutti i sensi.

Giorgia Pellizotti nel finale ha vinto con uno sprint lungo, dote che nemmeno lei pensava di avere (foto stella e Bft burzoni)
Giorgia Pellizotti nel finale ha vinto con uno sprint lungo, dote che nemmeno lei pensava di avere (foto stella e Bft burzoni)
Quali aspetti del fuoristrada ti hanno aiutata maggiormente?

Direi la capacità di fare sforzi ad alta intensità e per periodi abbastanza lunghi. Dall’inizio dell’ultima salita fino al traguardo avremo fatto una quarantina di minuti davvero a ritmo elevato. Dietro il gruppo stava comunque andando forte. Anche la forza esplosiva del ciclocross mi è tornata utile, in volata avevo ancora gambe per fare il massimo sforzo. Ah, c’è anche un altro aspetto.

Quale?

La dimestichezza nel guidare la bici, in gruppo riuscivo a destreggiarmi molto bene.

Tornerai?

Penso di sì, ma se mi state chiedendo di scegliere vi fermo subito. Per ora mi godo il momento. Mio fratello sta già cercando qualche altra gara, vedremo però.