Natale si avvicina: ecco qualche idea regalo da Merida

28.11.2022
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Il Natale è in arrivo e nella sempre laboriosa scelta dei regali più adatti per le festività, la bicicletta rappresenta da sempre una soluzione ideale per tutti gli appassionati. Ma non solamente per loro. La bici aiuta a rimanere in movimento, strizza l’occhio al tema della sostenibilità ambientale (se usata al posto della macchina per brevi spostamenti quotidiani… ci “avvicina” decisamente alla natura) e piace sempre più ai ragazzi. 

Proprio per questi motivi, la filiale italiana di Merida – che da 50 anni produce biciclette davvero per tutte le esigenze – approfitta dello spunto delle prossime festività natalizie per rilanciare l’attenzione sulle proprie bici: ideali per incentivare uno stile di vita più sano e attivo, senza mai dimenticare l’estetica.

Un classico per la performance

Per i ciclisti più esigenti, Merida propone il “best seller” Scultura 8.000: una bici da corsa/performance, leggera e con un accentuato profilo aerodinamico, che si colloca al vertice della gamma proposta dallo stesso brand taiwanese. Realizzata con un telaio in carbonio CF3, della stessa geometria collaudata in gara del CF5 (circa 997 grammi nella taglia M) questa bicicletta risulta essere leggera ed estremamente reattiva. Altro dettaglio meritano i componenti: la Merida Scultura 8.000 monta il gruppo Shimano Ultegra Di2, ma è nei dettagli che si potrà apprezzare meglio questo gioiello, ad esempio per la tecnologia “Disc Cooler” che permette un rapido raffreddamento delle pastiglie dei freni a disco.

Questo è il modello eSPRESSO L 400 S EQ
Questo è il modello eSPRESSO L 400 S EQ

Per le donne e per i più piccoli

Tutte quelle donne che invece in città vogliono distinguersi con un mezzo di trasporto di tendenza per i propri spostamenti apprezzeranno senza dubbio la city e-bike eSPRESSO L 400 S EQ, assemblata attorno ad un telaio in alluminio a triplo spessore e provvista di una batteria interna da 504 Wh. Il manubrio alto, unitamente alla geometria compatta, rendono la posizione di guida su questa bicicletta più eretta ed estremamente confortevole, mentre il tubo orizzontale basso è detto ad “accesso facilitato”: un dettaglio utile per non interferire con gli outfit più femminili mentre si pedala. La eSPRESSO L 400 S EQ (disponibile in taglie dalla S alla XL) è dotata inoltre di parafanghi, portapacchi posteriore, cavalletto laterale, serratura e luci.

La proposta Merida rivolta i più piccoli si chiama invece Matts J24: una Mtb provvista di telaio in alluminio 6016, una lega leggera e resistente ottimizzata per peso e geometria. La bici ha pneumatici da 24″, per aumentare stabilità e aiutare i giovani bikers ad affrontare qualsiasi terreno in tutta sicurezza. La Matts J24 è dotata di ammortizzatore anteriore per rendere sempre più divertenti le escursioni di chi la pedala. Il disegno del telaio prevede un leggero abbassamento del baricentro, nella zona del movimento centrale, così da migliorare la manovrabilità dell’intera bicicletta.

Merida

Mohoric riparte con la Roubaix nella testa

19.11.2022
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A parte il fatto che si dorme poco e che sua figlia più grande ha portato a casa l’influenza, la ripresa della preparazione in casa Mohoric è ripartita nella giusta direzione. Ma siccome Matej è un uomo razionale, gli basta fare il confronto con la stagione iellata che si è lasciato alle spalle, per sorridere alle bimbe che intanto fanno baccano e guardare avanti.

Così, tornando per qualche minuto a parlare da corridore, il terzo sloveno per popolarità e prestigio dopo Pogacar e Roglic ma il primo per accessibilità e pragmatismo, ha le idee ben chiare.

«Ci sono degli obiettivi importanti nella prima parte di stagione – dice – dove ho corso molto bene l’anno scorso. Penso alle classiche al Nord, soprattutto alla Roubaix (nella foto di apertura è con Colbrelli in avvio dell’edizione 2021, vinta da Sonny, ndr). Mi è sfuggita qualche vittoria e vorrei riprovare a fare qualcosa di bello il prossimo anno».

La vittoria nella CRO Race ha confermato che i guai del 2022 erano alle spalle
La vittoria nella CRO Race ha confermato che i guai del 2022 erano alle spalle

Roubaix e Tour

Riprendersi quel che la cattiva sorte gli ha fatto lasciare indietro. Lo ha detto Marta Cavalli parlando del Tour: anche questa può essere una bella molla per la stagione che viene.

«Ci sono tante volte – spiega – quando trovi degli ostacoli e quando le cose non vanno, in cui è importante riprendersi. Io amo andare in bici prima di tutto ed è quello che mi dà la motivazione per continuare e rimettermi prima possibile in forma. Poi di sicuro ci sono le gare che vorrei vincere e quelle che non ho corso al mio livello, come il Tour di quest’anno. Questo di certo fa venire la voglia di tornarci e farlo quando stai davvero bene.

«Adesso va tutto bene, dopo la mononucleosi che mi ha fregato metà anno. Negli ultimi 10 giorni, ho preso gli antibiotici, ma non è stato un gran problema. Era una cosa che la piccola ha portato a casa dalla scuola ed è già passato. Sto già bene, tutto in ordine. E sono sicuro e convinto che il prossimo anno mi ritroverò al livello della scorsa primavera».

Mohoric ha corso il Tour con una mononucleosi addosso che l’ha fortemente limitato
Mohoric ha corso il Tour con una mononucleosi addosso che l’ha fortemente limitato

L’aiuto di Sonny

La sfida della Roubaix avrà un sapore particolare, perché a seguirla da vicino ci sarà anche il vincitore del 2021. Colbrelli lo aspettavamo tutti alla conferma, poi la storia è andata come sappiamo. L’annuncio di pochi giorni fa sul fatto che continuerà nel Team Bahrain Victorious (anche) come consulente per quelle corse, darà all’avvicinamento e alla stessa vigilia un sapore diverso.

«Sonny – dice sicuro – sarà un valore aggiunto molto importante. Avere uno così alza lo spirito di tutto il gruppo, alza la motivazione e ci farà correre tutti più uniti. Più coerenti con un sogno che lui ha realizzato e molti di noi magari non otterranno mai. Avere lui accanto di sicuro ci darà qualcosa in più nel momento che serve.

«Convivere con quello che gli è successo è stato molto difficile anche per me, perché è un caro amico. Tante volte siamo stati insieme in camera alle corse ed è stato pesante vivere la sua storia pensando a cosa significava soprattutto per lui. Cercherò di stargli vicino come posso, perché so che lui ci è rimasto male. Di sicuro non è contento di non poter più correre, ma sono convinto che a breve si ritroverà e troverà nuove motivazioni per continuare la vita dopo il ciclismo».

Dopo la vittoria di Sanremo, Mohoric con la bici sollevata e l’evidenza meno attesa: aveva un reggisella telescopico
Dopo la vittoria di Sanremo, Mohoric con la bici sollevata e l’evidenza meno attesa: aveva un reggisella telescopico

Il telescopico? Forse no

Perciò riavvolgiamo il nastro e riportiamolo al momento più bello del 2022. Alla vittoria di Sanremo con la sua Merida sollevata sopra alla testa e quell’insolito reggisella, la cui storia in pochi minuti fece il giro del mondo. Quanto c’è ancora da inventare nel ciclismo di Tadej?

«Il reggisella telescopico tirato fuori in quella maniera – sorride – è stato sicuramente un caso isolato. E’ stata una cosa abbastanza grave, tra virgolette, non era un piccolo dettaglio. Una cosa così grande non possiamo tirarla fuori tutti gli anni e usarla per vincere. Però sicuramente siamo sempre alla ricerca e sviluppiamo i materiali. Credo che siamo tra i migliori nel gruppo anche per questo. Penso che la nostra squadra abbia successo soprattutto nelle classiche, perché abbiamo dei materiali che ci permettono di fare davvero bene sulle strade del Belgio, dove la tecnologia conta davvero. Di sicuro non siamo fermi e stiamo testando già nuove soluzioni.

«Non credo che qualcuno andrà alla Sanremo col telescopico. Tanti corridori non credevano che permettesse di andare più forte. Forse qualcuno sì e magari qualcuno vorrà testarlo, ma non saprei. Io stesso non so se lo userò ancora».

Merida Reacto 8000: la bici super scattante

31.10.2022
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Merida presenta una nuova versione di una delle sue bici più iconiche: la Reacto 8000. Si tratta di un mezzo appartenente alla stessa gamma di quello condotto al successo alla Parigi Roubaix da Colbrelli (che in questi giorni ha ufficializzato il suo ritiro) nell’ottobre dello scorso anno. E’ una bici in grado di essere sempre al massimo delle prestazioni su qualsiasi terreno: non avere paura di confrontarti in ogni situazione. 

Moderna

La nuova Reacto 8000 è costruita interamente attorno al nuovo gruppo Shimano Ultegra a 12 velocità. Al quale si aggiunge un set di ruote altrettanto tecnico e performante: le Reynolds Aero 65 DB.

Il telaio è il CF3 IV, rigorosamente in carbonio, leggero, resistente ed aerodinamico, per delle prestazioni sempre eccellenti. Il peso di quest’ultimo 1.150 grammi nella taglia M. L’impianto frenante è lo Shimano MT800, con freni a disco da 160 millimetri.

Una delle caratteristiche che rendono unico l’impianto frenante è l’utilizzo della tecnologia Disc Cooler. Un componente in alluminio posto sotto la pinza anteriore che consente di dissipare facilmente il calore. I test effettuati da Merida hanno dimostrato che la temperatura si riduce del 35 per cento e i tempi di raffreddamento si accorciano, ottimizzando le prestazioni del freno.

La forma conica del tubo sterzo aumenta la stabilità e la guidabilità del mezzo
La forma conica del tubo sterzo aumenta la stabilità e la guidabilità del mezzo

I dettagli

La Reacto 8000 è un insieme di caratteristiche tecniche e di progettazione che la rendono un prodotto di alto livello. Tra le accortezze sviluppate da Merida c’è lo sviluppo di un diverso tubo di sterzo. Si tratta dell’X-Tapered che offre lo spazio per montare una forcella conica. Questa offre una rigidità ed una precisione di guida eccezionali. Anche per questo la Reacto non conosce confini, e riesce a farsi valere su tutti i terreni: dal pavé alla montagna, passando ovviamente per gli sprint

Su una bici di questo livello non può mancare l’integrazione dei cavi, tramite l’utilizzo del Wire Port. Una serie di cover che consentono a tutti i cavi di passare comodamente nella serie sterzo, donando al telaio un design pulito ed ancor più aerodinamico.  

Il prezzo di vendita è di 6.390 euro.

Merida

Merida Silex 400, basta scegliere la strada e godersi l’avventura

20.09.2022
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Scovare paesaggi immergersi nella natura, scoprire strade nascoste e intraprendere nuove sfide. Sono le esperienze che il ciclista vuole vivere al termine di una frenetica settimana lavorativa. Il gravel è la disciplina che sta riportando il ciclista fuori dalla strada asfaltata abbassando il livello di agonismo e facendo riaffiorare il puro divertimento delle due ruote. Merida con la sua Silex 400 ha voluto racchiudere tutti questi aspetti in una sola bici alla portata di tutti. 

Ce l’ha raccontata Dario Acquaroli, Marketing Manager di Merida, presente con un vasto stand all’Italian Bike Festival.

«La Silex 400 ha più anime in una – ha detto – si presta ad essere utilizzata in gara, per viaggiare e anche per fare il tragitto casa ufficio. Ha tutti gli agganci e le predisposizioni per essere allestita con accessori e borse per la città e per il cicloturismo. E’ una bici ultraversatile con un prezzo molto competitivo».

Anima avventuriera

Vederla allestita con borse aggrappate ad ogni angolo del telaio la mette in mostra come una vera e propria compagna di viaggio, solida e affidabile.

«Stiamo parlando – spiega Acquaroli – di una bici montata con una componentistica di buona gamma. La vediamo in questa occasione vestita con borse da bike packing. Da quest’anno sono sempre di più gli appassionati di ciclismo che hanno scoperto il bello di godersi una vacanza in bicicletta.

«E’ adatta per strade asfaltate e ghiaiate ma anche strade impervie e tratti scorrevoli. Queste biciclette hanno un design particolare. Quasi tutte le gravel sono di derivazione stradale. Merida invece ha scelto le biciclette da fuori strada come fonte d’ispirazione. Quindi troviamo uno sterzo più aperto, una bici più comoda e una rigidità e reattività più naturale nell’offroad rispetto alla concorrenza. Io che vengo dal fuoristrada essendo stato un professionista della Mtb devo dire che quando l’ho provata ne sono rimasto stupito. E’ una bici che ti permette molto. Portata su sterrati anche impegnativi è in grado di assecondarti e di farti divertire».

Geometria dalla Mtb

Con la sua moderna geometria ispirata alla Mtb, i tubi superiori sono più lunghi mentre l’attacco manubrio è più corto. Il tutto per offrire una guidabilità agile, che ispira fiducia. La maneggevolezza stabile del telaio in alluminio a triplo spessore, abbinata al gruppo GRX specifico per gravel di Shimano sono un asso nella manica di questa bici.

La forcella interamente in carbonio e la ruota 700c sono un connubio perfetto per il fuoristrada e la strada asfaltata. Il passaggio cavi è interno per un telaio pulito e facile da caricare. La geometria comfort è ideale per lunghe ore in sella.

I foderi del carro posteriore si vanno ad inserire direttamente sul tubo orizzontale abbracciando il piantone
I foderi del carro posteriore si vanno ad inserire direttamente sul tubo orizzontale abbracciando il piantone

Per ogni necessità

La gamma Silex è disponibile in due opzioni. La “classica” con ruote da 700c, la perfetta bici “all-road” che ama l’asfalto , i sentieri forestali e la ghiaia o la nuova versione più “robusta”, che può affrontare facilmente terreni più impegnativi grazie alla sua 650B più corpulenta con pneumatici da 45 mm. Entrambe le opzioni si basano sullo stesso telaio, quindi le ruote possono essere sostituite in un secondo momento.

Di serie, viene fornita con pneumatici 700x38c mentre l’altra versione con 650Bx45c. La dimensione massima dello pneumatico per le ruote 700c è di 42 mm (profilo stradale) mentre con le ruote 650B montate, è possibile utilizzare pneumatici con profilo stradale largo fino a 42 mm.

Il passaggio per gli pneumatici è molto ampio e può ospitare coperture fino a 42 mm
Il passaggio per gli pneumatici è molto ampio e può ospitare coperture fino a 42 mm

Ovunque senza limiti

In linea con l’etica del design della versatilità e dell’andare ovunque, la Silex 400 è disponibile con un’ampia gamma di bagagli e accessori, tra cui borse da telaio e spaziose sacche da sella. Il telaio è dotato di attacchi per parafango sul triangolo posteriore e sulla forcella.

Dotata di perni passanti da 12 mm per la massima rigidità del telaio, facilitando però notevolmente l’allineamento delle ruote durante il montaggio. Il freno posteriore flat mount è montato sul fodero orizzontale per una migliore dissipazione delle forze frenanti e per proteggerlo da eventuali danni nel triangolo posteriore. La tecnologia del raffreddatore a disco dissipa il calore attraverso le alette di raffreddamento fresate a CNC, particolarmente importanti quando si è a pieno carico. I rapporti sono racchiusi in una guarnitura compatta 50-34 con una configurazione stradale 11-32. Il prezzo è degno di nota e uno dei suoi pregi inconfondibili, viene infatti proposta a 1.870 euro.

Merida

Il test della Merida Scultura in edizione limitata

09.09.2022
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Una Merida Scultura CF5 in Edizione Limitata e prodotta in soli 60 esemplari, così si celebrano i 50 anni di attività.

La livrea è nero e oro con il marchio e il logo tono su tono. La trasmissione è Sram Red eTap AXS e il power meter è incluso nel pacchetto. Ci sono le ruote Vision SC40 gommate Continental, la sella Prologo Scratch e il cockpit integrato Alanera di Deda. Il prezzo di listino? 10990 euro.

La livrea Limited Edition non passa inosservata (foto Sara Carena)
La livrea Limited Edition non passa inosservata (foto Sara Carena)

Il frameset è mutuato dalla Scultura Team Replica

Il telaio, la forcella e il seat-post sono i medesimi della Merida Scultura CF5 in dotazione ai corridori professionisti. Qualche mese a dietro abbiamo avuto l’opportunità di testare la versione Team Replica, restando positivamente colpiti dall’equilibrio e dal comfort complessivo della bicicletta, dalla bontà delle geometrie e da un avantreno con una forcella davvero ben fatta.

Sotto il profilo tecnico, rimanendo nel comparto kit-telaio, tra quella versione e questa Limited Edition non cambia nulla, se non la colorazione.

Merida Scultura Limited Edition, cosa cambia?

C’è un pacchetto del cambio che è tutto diverso ed è Sram Red eTap AXS. La combinazione che abbiamo provato vede i 12 rapporti posteriori 10/26, 48/35 per il plateau anteriore, munito di power meter Quarq. Un’importante variazione riguarda il manubrio full carbon integrato, che in questa versione 50 anniversary vede l’impiego del Deda Alanera (c’è l’adozione anche della serie sterzo Deda, per una interfaccia perfetta).

Manubrio diverso e più rigido

Rispetto al cockpit SL utilizzato sulla Merida Scultura Team Replica il Deda ha una rigidità maggiore e una sorta di “durezza” che in parte cambia il comportamento dell’avantreno. Qui entra in gioco la geometria della bicicletta, a nostro parere una delle più azzeccate nel panorama di questa categoria di prodotti e una gran forcella. Quest’ultima è capace di “sostenere” la bici ed ha una precisione esemplare.

Gratificante da portare in discesa (foto Sara Carena)
Gratificante da portare in discesa (foto Sara Carena)

Cambia anche il valore alla bilancia

A parità di taglia la Limited Edtion paga qualcosa alla bilancia: 7,4 rispetto ai 7,08 della Team Replica. La trasmissione Sram è più pesante (rispetto alla Shimano Dura Ace) e il manubrio Merida è più leggero del Deda. Eppure per quanto concerne l’efficienza in salita, la differenza si sente poco. C’è un retrotreno che spinge e invita a spingere parecchio e anche una distribuzione ottimale dei pesi, fattori che si riflettono su una bicicletta mai severa. Non stanca e non si perde potenza.

Il test della Merida Scultura Limited Edition 50

Pur essendo una bici da agonista e da corridore vero, la Scultura CF5 mette insieme un comfort ottimale, una geometria facile da sfruttare e un grado di leggerezza con il giusto valore. Ha dei valori di reach e stack non troppo aggressivi, che tradotto per i comuni mortali (quindi chi pedala anche per piacere e gratificazione personale), significa non andare mai troppo verso il basso dell’avantreno, con la possibilità di adeguare la taglia della bici alle proprie esigenze. E’ una bicicletta che per le caratteristiche tecniche è adatta a molti, non solo ai pro.

Il piantone non è dritto in piedi e questo lascia spazio ad una pedalata un po’ più aperta. Il comfort nel medio e lungo periodo ne guadagna.

L’avantreno è granitico e il Deda Alanera contribuisce a far risaltare questa caratteristica della bicicletta. La forcella e lo sterzo sono rigidi, si sente parecchio, eppure non sbacchettano mai, anche quando i cambi di direzione diventano tanti e condotti a velocità elevate.

Bene con ruote diverse, che siano alte o più basse. Non è una bici aero, ma con i cerchi alti la bici funziona bene e lo fa anche in salita, perché non subisce “l’effetto pesantezza del ruotone”. Con i profili medi trova la sua configurazione migliore e il compromesso per sfruttarla ovunque al pieno delle potenzialità.

Merida sponsor ufficiale della prima Gran Fondo Roma Ride 

30.08.2022
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Il 2022 rappresenta una stagione davvero molto importante per Merida e tra le iniziative messe in campo dalla filiale italiana del celebre brand taiwanese – che festeggia i primi cinquant’anni di attività – c’è anche la conferma di una partnership estremamente prestigiosa con la prima edizione della Gran Fondo Roma Ride

Quest’ultimo evento, organizzato dal Team Bike Terenzi domenica 9 ottobre, consentirà a tutti i partecipanti di “tuffarsi” nella bellezza della partenza all’alba dalla Città Eterna, scoprendo – chilometro dopo chilometro – l’autenticità di un tracciato che porterà il gruppo a pedalare sulle strade a nord della Capitale e attorno al lago di Bracciano.

Fra le iniziative per festeggiare i 50 anni di Merida, spicca anche la sponsorizzazione della Roma Ride
Fra le iniziative per festeggiare i 50 anni di Merida, spicca anche la sponsorizzazione della Roma Ride

Un percorso suggestivo

Il suggestivo percorso della Roma Ride prevede la partenza alle 7 del mattino, nei pressi del Foro Italico, sul Lungotevere. Nel primo tratto i ciclisti passeranno davanti ad alcuni simboli di Roma come il Circo Massimo, il Colosseo e Via dei Fori Imperiali, il tutto ad andatura controllata. Successivamente, scatterà la gara vera e propria, transitando sulla Via Cassia in direzione di Calcata. Da qui si attraverseranno alcune pittoresche località, come Anguillara Sabbazia, Bracciano e Trevignano Romano, rientrando poi nuovamente nella Capitale lungo la Via Flaminia. Giunti al traguardo, i ciclisti avranno percorso 136 chilometri per 1.164 metri di dislivello.

Durante la Roma Ride 2022 sarà possibile concorrere anche alla speciale classifica Roma Joy Ride: un ranking stilato in base alla sommatoria dei tempi fatti registrare nei tratti cronometrati che verranno svelati solamente a ridosso dell’evento… Il regolamento, inoltre, prevede la partecipazione, rigorosamente fuori classifica, anche di biciclette a pedalata assistita, con motori fino ad un max di 250 Watt.

Un’organizzazione affidabile

«Un evento Gran Fondo organizzato in un contesto come quello di Roma è sicuramente qualcosa che tutti i ciclisti apprezzeranno – ha commentato Gianluca Bonanomi, sales manager di Merida Italy – e noi siamo estremamente felici, in un anno così importante per Merida, di essere al fianco della prima edizione di una manifestazione che riporta Roma nel calendario delle grandi prove amatoriali».

Gianluca Bonanomi, direttore vendite Merida Italy
Gianluca Bonanomi, direttore vendite Merida Italy

«Siamo davvero entusiasti di poter unire nuovamente le nostre forze a quelle di un brand di prestigio internazionale come Merida – ha ribattuto Claudio Terenzi, il patron dell’omonimo bike team che organizza la Roma Ride assieme a ASC Attività Sportive Confederate – una realtà con cui abbiamo già proficuamente collaborato in occasione del Gran Premio Liberazione. E’ un vero piacere avere Merida come nostro sponsor ufficiale anche per la Gran Fondo Roma Ride. Un evento che nel weekend del 7-9 ottobre permetterà ai partecipanti di pedalare immersi in alcune meraviglie paesaggistiche e culturali a nord di Roma. Toccando luoghi ciclisticamente ancora poco conosciuti, come ad esempio il lago di Bracciano e la splendida valle del Treja».

Merida

RomaRide

Merida ed i cinquat’anni celebrati con una Scultura “limited”

27.07.2022
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Il brand taiwanese Merida taglia il traguardo dei primi cinquant’anni di attività. E proprio per festeggiare al meglio queste vere e proprie “nozze d’oro”, la sede italiana di Merida si appresta ad introdurre una “limited edition” del proprio modello Scultura, presentata in settembre.

Saranno 60 biciclette esclusive riservate ad un pubblico di autentici intenditori. 

La storia

La storia di Merida inizia nel 1970, anno i cui Ike Tseng, un giovane uomo d’affari di Taipei, si trova in viaggio per gli USA. Nel corso della trasferta, entrando in un negozio di biciclette, Tseng trova un cartello con un messaggio chiaro: “non si riparano biciclette fabbricate a Taiwan”. La ragione la spiega lo stesso titolare del punto vendita, adducendo alla scarsa qualità delle bici provenienti da quel paese… Superato lo sgomento per quella frase, e raccolto il guanto di sfida, Ike Tseng rientra in patria con l’intenzione di sfatare questo pregiudizio. Un paio di anni più tardi inaugura a Yuanlin, a ovest dell’isola di Taipei, Merida Industry Co. Ltd: un’azienda che sarebbe in poco tempo diventata uno dei principali produttori al mondo di biciclette.

Il nome scelto non è casuale, infatti Merida rappresenta una forma costruttiva delle tre sillabe “Me-Ri-Da” che nella lingua di Taiwan esprimono l’obiettivo dell’azienda di realizzare prodotti di alta qualità, per consentire a chiunque di raggiungere la propria destinazione nel modo più piacevole possibile.

Negli anni il brand ha accresciuto la propria fama: la produzione è sempre più concentrata a Taiwan, dove è possibile avere un controllo costante delle fasi di realizzazione. Lo sviluppo di nuove soluzioni ha come sede un laboratorio di proprietà in Germania, tra i più innovativi del comparto. I due gruppi di lavoro si muovono in sinergia nelle diverse fasi di progettazione di una bici. Per un designer o un ingegnere a Stoccarda c’è sempre una controparte a Taiwan che valuta l’implementazione delle proposte nel ciclo produttivo.

Una iniziativa italiana

Come anticipato, per celebrare al meglio il raggiungimento di questa importante ricorrenza, la sede italiana di Merida ha messo a punto una “limited edition” in appena sessanta esemplari del modello Scultura.

«Quello che tagliamo quest’anno – ha dichiarato Gianluca Bonanomi, il sales manager di Merida Italy – è un traguardo importantissimo. Cinquant’anni di attività sul mercato, vissuti da attori protagonisti, non è da tutti, e quello che come Italia faremo sarà di festeggiare questa ricorrenza attraverso una rielaborazione grafica del nostro modello iconico Scultura. Solo sessanta biciclette, rigorosamente numerate come solo le opere d’arte devono essere».

Merida

Velocità e passione: qualità vincenti nel Dna Merida

10.06.2022
3 min
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Passione, tecnologia e tanta, tantissima velocità… Potrebbero essere queste le parole per inquadrare l’incontro avvenuto, qualche settimana, fa presso la sede di Reggio Emilia del colosso produttore di biciclette Merida. Un incontro tra due brand caratterizzati da un Dna “racing oriented” e da una passione per la qualità del prodotto e per l’attenzione dei dettagli…

“L’appuntamento” di cui stiamo parlando ha avuto luogo all’interno dell’ampio showroom di Merida Italy, che per l’occasione ha aperto le proprie porte per ospitare ed accogliere una autovettura da corsa davvero speciale, di quelle che fanno girare la testa quando le vedi per strada.

Per qualche ora la sede Italiana di Merida si è ritagliata il ruolo di garage privilegiato di una Porsche 911 GT3 Cup del team Raptor Engineering di Modena, la scuderia impegnata nel campionato Porsche Carrera Cup Italia, la stessa – per chi fosse appassionato di motori – che lo scorso anno si è aggiudicata il titolo della Michelin Cup nella stessa challenge con il pilota Marco Cassarà. 

Nello show-room Merida Italia è avvenuto l’incontro tra il brand e la Porsche 911 GT3 Cup Raptor Engineering di Modena
Nello show-room Merida Italia è avvenuto l’incontro tra il brand e la Porsche 911 GT3 Cup Raptor Engineering di Modena

Una Porsche in Merida Italy

Quello andato in scena in Merida Italy potrebbe essere definito come un incontro tra passioni, seppur diverse, ma che sotto moltissimi aspetti hanno tanto da condividere. Il primo aspetto in comune è la ricerca e la maniacale cura dei singoli dettagli.

La Porsche 911 GT3 Cup che è entrata per poche ore nel cuore italiano di Merida è un vero e proprio concentrato di tecnologia. Ad accompagnarla ci ha pensato direttamente Andrea Palma, il team principal del team Raptor Engineering, che con grande attenzione ne ha descritto tutti i particolari. Dalla costruzione della carrozzeria interamente in fibra di carbonio (e dunque di una leggerezza strepitosa) ai mille tasti e bottoni presenti sul volante, dal motore con la sua potenza agli interni spartani che “accolgono” il pilota una volta seduto sul proprio sedile di guida.

Merida fornisce le bici al team Bahrain Victorious,
Merida fornisce le bici al team Bahrain Victorious,

Tecnologia al top

«Sentire il rombo del motore di una Porsche da competizione non può lasciare indifferenti – ha dichiarato Paolo Fornaciari, Presidente e CEO di Merida Italy – immediatamente ne percepisci tutta la potenza. Per molti questo suono rappresenta una vera e propria melodia, una scintilla che fa scattare il sogno di poterla un giorno guidare. Mentre ammiravamo questa meravigliosa Porsche, ospite per qualche ora nella casa italiana di Merida, abbiamo ascoltato la passione che è emersa dai racconti di Andrea, riconoscendo quella tonalità di voce che ritroviamo spessissimo nelle parole di molti ciclisti nostri clienti che magari hanno pedalato soddisfatti sulla propria Scultura.

«Qualcuno dirà che non è la stessa cosa, ma noi crediamo che l’attrazione per una passione non possa essere declinata: quella per il motorsport ha la stessa intensità che ritroviamo nel ciclismo. Elementi come velocità, sudore, rischio e dolore hanno interpretazioni diverse, ma nel profondo sono molto simili».

Anche i ragazzi del Cycling Team Friuli pedalano con Merida
Anche i ragazzi del Cycling Team Friuli pedalano con Merida

Lo stesso Fornaciari ha poi risposto alle domande di Andrea Palma sulla composizione della Scultura Team. Tutto questo a conclusione di un piacevole pomeriggio che ha rappresentato senza alcun dubbio un riuscito incontro tra tecnologia e passione. 

Merida

Le Merida Scultura che vedremo anche al Giro

22.04.2022
4 min
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Il Team Bahrain-Victorious dimostra di essere una squadra ben organizzata, al di là di quello che potrà essere la classifica finale del Tour of the Alps, degno antipasto del Giro d’Italia. Siamo andati a curiosare le scelte tecniche di Landa e Pernsteiner. Abbiamo chiesto a Ronny Baron, meccanico del team, una considerazione per quanto concerne i rapporti usati sulle Merida del team.

La scatola del movimento centrale e la parte bassa del piantone
La scatola del movimento centrale e la parte bassa del piantone
Che rapporti montate sulle Merida qui al Tour of the Alps?

La combinazione anteriore varia tra il 54-39 e 53-39, la scelta viene fatta anche in base alla planimetria della tappa e alle indicazioni del corridore. Non montiamo la corona da 36, perché si preferisce usare un ampio margine dei rapporti posteriori. Talvolta i pignoni sono 11-30, per le tappe più dure 11-34. la trasmissione è quella a 12 rapporti.

Scultura per tutti gli scalatori

Il gruppo degli scalatori del Team Bahrain-Victorious ha in dotazione la Merida Scultura Team. Cambiano le scelte dell’allestimento e gli atleti hanno a disposizione un pool di componenti molto vario. Tubeless e tubolari, in base al percorso e alle preferenze soggettive, oltre ad un cockpit integrato tra Vision e Merida.

Ruote da 55, oppure da 40

Ci sono le ruote Vision Metron SL, con profilo da 55 millimetri e abbiamo notato che molte di queste hanno la predisposizione tubeless e poi ci sono quelle da 40, queste ultime con i tubolari. I tubeless utilizzati sono i Continental GP5000s TR, con una larghezza da 28 millimetri, soluzione apprezzata anche da Pello Bilbao.

Pernsteiner ad esempio utilizza le Metron SL da 40 millimetri e con i tubolari Continental Competition LTD da 25, quelli con la parte centrale slick e puntinata ai lati.

Manubrio Vision o Merida

I corridori hanno la possibilità di scegliere, tra un cockpit integrato Vision 5D (quello con arcuatura verso il fronte della bici) e un Merida Team SL. Quest’ultimo è un sistema molto recente e legato a filo diretto con la nuova Merida Scultura Team.

Il manubrio Merida è usato da Pernsteiner e Landa. Il primo preferisce uno stem piuttosto classico in fatto di angolo negativo, mentre Landa ha un setting decisamente aggressivo. Non ci sono i pulsanti da scalatore per la trasmissione.

Le selle in avanti, tra corte e standard

Tre corridori con le selle tradizionali e 3 con quelle corte (Scratch M5). Tutti gli atleti Bahrain però, adottano una posizione aggressiva, molto caricata sul piantone e sull’avantreno. Il più estremo è di sicuro Pernsteiner, con la sella tutta in avanti e reggisella con off-set zero, da vero biker (Pernsteiner è stato un fortissimo interprete della disciplina) e da scalatore puro.