Il Team Guerciotti riparte con FAS Airport Services

29.08.2023
3 min
Salva

L’inizio della stagione del ciclocross è meno lontano di quello che si possa credere. La conferma ci arriva dal fatto che a metà agosto è stato ufficialmente presentato il Giro d’Italia ciclocross, pronto a scattare da Tarvisio in provincia di Udine il prossimo primo ottobre. In queste settimane i team e gli atleti sono già al lavoro per preparare il loro debutto stagionale.

In questi giorni c’è però una squadra che sta facendo parlare molto di sé con una serie di novità che annunciano una stagione davvero ambiziosa. Stiamo parlando del team Guerciotti. Solo un mese fa la formazione milanese ha salutato l’azienda Selle Italia, per oltre trent’anni storico “compagno di viaggio” nei campi gara in Italia e nel resto del mondo. Oggi il team guidato da Paolo e Alessandro Guerciotti annuncia ufficialmente il nuovo main sponsor che a partire dalla fine di settembre farà la sua apparizione sulle storiche maglie giallonere con la stella gialla al centro. Si tratta di FAS Airport Services.

Dopo 30 anni è cambiato il main sponsor del Team Guerciotti
Dopo 30 anni è cambiato il main sponsor del Team Guerciotti

Sicurezza in aeroporto

FAS Airport Services ha la propria sede a Grumello del Monte, in provincia di Bergamo, e si occupa di gestire servizi aeroportuali in Italia, ma anche in Francia, Croazia, Slovenia e in diversi altri Stati. A raccontarci qualcosa di più dell’azienda bergamasca è il suo stesso titolare, Lucio Dognini. 

«In caso di cancellazione di un volo – racconta Dognini – ci occupiamo del reperimento di pullman per trasporto di passeggeri ed equipaggio, di sistemazioni alberghiere e altro. Può accadere anche per ritardi oppure improvvisi dirottamenti dovuti a maltempo o altro. Ad esempio, recentemente per i disagi all’aeroporto di Catania siamo arrivati a fornire 120 pullman al giorno per almeno 10 giornate. Abbiamo anche una divisione aziendale col brand Travel and Service specializzata nel turismo con prenotazione di pullman, mini-bus e autovetture NCC». 

Il marchio milanese ha una tradizione lunghissima nel mondo del fuoristrada
Il marchio milanese ha una tradizione lunghissima nel mondo del fuoristrada

Passione ciclocross

Lucio Dognini si considera un vero e proprio innamorato del ciclocross ed ha accettato con entusiasmo la sfida che gli hanno lanciato Paolo e Alessandro Guerciotti: contribuire a rilanciare in Italia la disciplina del ciclocross.

«Con la collaborazione di Paolo e Alessandro Guerciotti – afferma Dognini – noi di FAS Airport Services vorremmo contribuire alla valorizzazione del ciclocross affinché in Italia la specialità riesca a rivivere i fasti di fine anni novanta. Sappiamo che la squadra della famiglia Guerciotti ha vinto 10 titoli mondiali nel ciclocross. Speriamo di festeggiare presto l’undicesimo: sognare è bello e lecito».

L’obiettivo è quello di rimanere sempre vincenti, questa volta con FAS Airport Services accanto
L’obiettivo è quello di rimanere sempre vincenti, questa volta con FAS Airport Services accanto

Entusiasmo Guerciotti 

In casa Guerciotti c’è grande entusiasmo per il nuovo abbinamento, come racconta lo stesso Alessandro Guerciotti, team manager del team: «In questi anni – afferma – abbiamo festeggiato la conquista di molti titoli italiani. Anche noi vorremmo tornare ai vertici internazionali e Lucio Dognini può aiutarci a centrare obiettivi importanti». 

Le novità non sono però finite. Sulle maglie del team FAS Airport Services-Guerciotti ci sarà anche un terzo importante sponsor che sarà presto annunciato.

Guerciotti

Philipsen, danese vincitutto che non vuole scegliere

28.08.2023
5 min
Salva

Quando ora si cita il nome “Philipsen” non si pensa più solamente al velocista belga dell’Alpecin Deceuninck. I mondiali di Glasgow hanno messo in evidenza il nome di Albert Withen Philipsen, danese di Holte che a 16 anni è diventato il più giovane campione del mondo della categoria junior, ma non pago di questo, nella settimana successiva ha prima proiettato verso il bronzo la staffetta di mtb e poi ha conquistato un’altra maglia iridata, questa volta sulle ruote grasse.

Già, perché Philipsen è il perfetto prototipo del ciclista contemporaneo, che ama ogni disciplina su due ruote: fa ciclocross d’inverno, poi si dedica alla mountain bike e contemporaneamente alla strada. E non chiedetegli di scegliere: «Non voglio farlo, non ora, si può tranquillamente correre in discipline diverse. Magari tra qualche anno dovrò fare una scelta, ma per ora seguo la strada di grandi maestri: Mathieu Van Der Poel, Wout Van Aert, Tom Pidcock, il mio idolo».

Philipsen è nato il 3 settembre 2006 a Holte (DEN). E’ il più giovane iridato junior
Philipsen è nato il 3 settembre 2006 a Holte (DEN). E’ il più giovane iridato junior

Il campione “vincitutto”

Ma chi è Albert Withen Philipsen? Per ora lo si può considerare un campione annunciato con una predilezione spiccata per la mountain bike. Ha iniziato a pedalare da giovanissimo e a 9 anni era già campione nazionale di Mtb per quell’età, poi a ogni anno di crescita saliva di categoria e andava a riconquistare la maglia. Lo ha fatto fino a quest’anno, ma a dir la verità nel 2023 non si è accontentato.

Albert è soprannominato “vincitutto” dopo che in questa stagione ha messo insieme, in linea temporale, i titoli di campione danese di ciclocross, di mountain bike cross country, su strada in linea e a cronometro, il titolo europeo sempre nella mtb e poi le due maglie iridate. Se vincesse a gennaio prossimo la maglia iridata di ciclocross (e ci proverà, potete scommetterci…) riuscirà in quell’impresa che Mathieu Van Der Poel ha tentato a Glasgow, cadendo dopo pochi metri della prova di mtb e che in passato è riuscita solo alla francese Pauline Ferrand Prevot, sempre però in anni sfalsati e non in quello solare.

Philipsen con la medaglia d’oro degli europei mtb, primo suo grande successo internazionale
Philipsen con la medaglia d’oro degli europei mtb, primo suo grande successo internazionale

Nato con la mtb in mano…

La propensione per la mountain bike si vede anche nel suo modo di correre su strada: «Nei boschi ho un’ottima padronanza – raccontava ai cronisti dopo la vittoria su strada a Glasgow – su strada sono ancora un po’ inesperto. Per questo mi piace correre davanti, cerco di limitare i contatti con gli avversari al minimo possibile. Preferirei usare ancora più potenza e poi stare davanti, invece di dover lottare per la mia posizione».

E’ chiaro che qualsiasi team farà firmare il contratto a Philipsen (dopo Glasgow c’era una fila interminabile di dirigenti e procuratori…) dovrà mettere in preventivo che ci sarà da lavorare approfonditamente su di lui per affinarne le doti su strada, insegnargli a limare, a prendere posizione, a lavorare di squadra anche a prescindere dalle fughe. Non è però che parliamo di un novellino…

Una settimana dopo il trionfo su strada, il danese è andato a prendersi anche l’oro nella mtb
Una settimana dopo il trionfo su strada, il danese è andato a prendersi anche l’oro nella mtb

Prime avvisaglie alla Corsa della Pace

E’ vero che la mountain bike resta il suo primo amore, è anche vero però che quando corre su strada, ottiene sempre risultati di spicco. Basti dire che alla Corsa della Pace ha conquistato tre podi ed è finito 4° in classifica 39” da quel Nordhagen tra i favoriti a Glasgow e logorato con il lavoro suo e del connazionale Storm, conquistando la maglia di vincitore a punti.

Proprio quello Storm che a suo dire è stato decisivo per la conquista della vittoria sulle strade della città scozzese: «Avevamo fatto un piano alla vigilia per correre davanti, considerando che ci sarebbe stata pioggia, invece non è stato così, si è corso con il caldo ma non abbiamo cambiato strategia. La mia fortuna è stata che Storm è uno d’esperienza, che sa come correre oltre a essere fortissimo. Quando sono partito ha coperto benissimo la mia azione e devo dirgli grazie.

Su strada il danese mostra ancora lacune soprattutto nel correre in gruppo
Su strada il danese mostra ancora lacune soprattutto nel correre in gruppo

Ora? All-in sul ciclocross…

«Quando sono arrivato al traguardo mi sentivo come se fossi appena partito, d’altronde quel percorso mi ha esaltato, era fatto per me. Dovreste usare le dita di molte mani per contare quante volte ho rilanciato durante la gara…».

E ora? Come detto, l’obiettivo adesso è stato spostato al prossimo 3 febbraio, il giorno della gara mondiale di ciclocross a Tabor in Cechia, per centrare il fatidico Grande Slam iridato. Nel frattempo continuerà ad affinarsi su strada e probabilmente metterà in mostra la sua maglia al GP Ruebliland correndo con il suo team, il Tscherning Cycling Academy. Magari inserendo anche qualche prova di mtb a chiusura di Coppa del Mondo. D’altronde, facendo il verso alla popolare pubblicità televisiva di prodotti dolciari, se provaste a chiedergli quale bici sceglierebbe vi risponderebbe come la famosa bambina: «Tutte!».

Ciclocross all’orizzonte, lavori in corso. Sentiamo Pontoni

27.08.2023
4 min
Salva

Siamo nel pieno dell’estate e “l’invernale” ciclocross sembra lontanissimo. In realtà “sotto la cenere” si lavora. E il cittì Daniele Pontoni non sta fermo. Ha sotto controllo i suoi ragazzi e le sue ragazze.

Il friulano è un fiume in piena e vorrebbe fare molto di più, ma per ora si deve accontentare di sapere come stanno, cosa fanno i suoi atleti.

Valentina Corvi ha vinto l’europeo in mtb tra le juniores

Gruppo variegato

Il primo cross in Europa lo terrà a battesimo la Gran Bretagna: appuntamento il 3 settembre ad Herrington Country Park, mentre in Italia si inizia il primo ottobre a Tarvisio, guarda caso proprio nella regione del commissario tecnico.

Non è facile per Pontoni avere i suoi ragazzi. Alla fine ognuno fa attività diverse: c’è chi pedala in Mtb e magari è nel pieno della Coppa del Mondo, e c’è invece chi corre su strada. Qualche crossista più puro che segue altri percorsi atletici. In più deve controllare dagli juniores agli elite, di entrambi i sessi.

«Il mio gruppo – dice Pontoni – è variegato. Alcune ragazze si sono ben comportate questa estate, penso alla Venturelli, alla Corvi che ha vinto l’Europeo in Mtb. Fra qualche giorno avrò dei calendari più definitivi e sarà importante capire con i rispettivi team di appartenenza come fare. A settembre dunque avremo le idee più chiare. Intanto, col gruppo performance faremo cinquanta test a Montichiari».

La Monsterrato Gravel potrebbe essere un primo incontro con alcuni ragazzi del cross (foto Bettini/Bellingheri)
La Monsterrato Gravel potrebbe essere un primo incontro con alcuni ragazzi del cross (foto Bettini/Bellingheri)

Lo zampino del gravel

Pontoni come detto non sta fermo. La grinta da atleta gli è rimasta addosso. Avrebbe avuto piacere di portare un gruppo al Giro del Friuli con la nazionale, ma molti ragazzi erano ancora impegnati con i rispettivi team e comunque avrebbe dovuto portare solo atleti under 23.

E poi c’è anche un altro aspetto da valutare: il gravel, che si fa sempre più spazio in questo periodo dell’anno.

«Per me è un punto, un momento di aggregazione – dice Pontoni – si va verso l’europeo e ci divideremo i compiti fra tecnici, visto che non ci sono degli specialisti. Di fatto l’italiano gravel chiuderà la stagione “su strada” e da lì avrò più la situazione sotto controllo». 

Alla fine Pontoni avrà a disposizione in modo più concreto i ragazzi da fine settembre, inizio ottobre. Il pensiero del tecnico va, per esempio, a Luca Paletti della Green Project-Bardiani, e a Filippo Agostinacchio della Beltrami, che dovrebbe puntare forte anche sul gravel.

Pontoni con Silvia Persico, che quest’anno non farà il cross. Il tecnico spera di riaverla per l’inverno post olimpico
Pontoni con Silvia Persico, che quest’anno non farà il cross. Il tecnico spera di riaverla per l’inverno post olimpico

Il calendario

Ma se i ragazzi di Pontoni corrono su strada e offroad, chi deve fare la stagione del ciclocross in modo completo, e non con delle comparsate, ha diversificato la propria estate. Ha già staccato.

«E a tal proposito – aggiunge Pontoni – dobbiamo ringraziare le società per questo programma condiviso. Quest’anno abbiamo la fortuna di avere molte gare di livello internazionale in Italia. Già ad ottobre ci sono sei gare importanti e arrivano tutte prima del campionato europeo. In questo modo si alza il livello dove misurarsi e soprattutto si possono raccogliere più punti.

«Purtroppo – conclude Pontoni – ci mancherà non poco Silvia Persico, ma abbiamo Baroni e Casasola e le altre giovani. Cercherò di fare il meglio possibile. Capisco Silvia: il 2024 è l’anno olimpico, ma mi auguro che dopo la prossima annata possa tornare con noi. Anche perché Silvia oltre ad essere forte è anche un’atleta esemplare, importante: sempre disponibile nei ritiri e con le ragazze più giovani come le juniores mi aiuta parecchio».

Super Baroni: equilibrista tra strada e cross

12.06.2023
4 min
Salva

Francesca Baroni macina chilometri praticamente 365 giorni all’anno. Una volta posata la bici da ciclocross prende quella da strada e viceversa. Dopo una stagione invernale sul fango corsa con i belgi del team Pissei – Groep TOM, che ha messo in mostra le sue qualità, è tornata a vestire la maglia della Aromitalia-Basso Bikes-Vaiano. Il 26 febbraio ha chiuso la stagione in Belgio con l’Internationale Sluitingsprijs – Oostmalle ed il 4 marzo era alla Strade Bianche.

Francesca Baroni il 4 marzo era già in corsa alla Strade Bianche (foto pedaleforchetta)
Francesca Baroni il 4 marzo era già in corsa alla Strade Bianche (foto pedaleforchetta)

Un sottile equilibrio

Matteo Ferrari, diesse della Aromitalia, è uno dei coordinatori della doppia attività di Baroni. La squadra è rientrata da qualche giorno dalla Spagna, più precisamente dall’Andalusia dove hanno corso la Ruta del Sol. 

«Francesca (Baroni, ndr) sta bene – ci dice Ferrari – è totalmente concentrata sulla strada, ora farà un piccolo periodo di stacco per preparare i campionati italiani ed il Giro d’Italia Donne. Dopodiché si concentrerà sul cross, anche se avrà ancora una o due gare con noi. Ci si muove su un filo sottile, vero, ma fino a quando i risultati arrivano non ci si può lamentare, sia da una parte che dall’altra.

«Il segreto, se così vogliamo definirlo – riprende il diesse – è la comunicazione. Si imposta tutto diversamente: i contatti avvengono prima con la Baroni, poi con il suo preparatore, infine con il team del ciclocross. Francesca è aiutata in tutto questo dalla sua grande professionalità, fa la vita da atleta, totalmente». 

Per Baroni un periodo di pausa dopo la Ruta del Sol, poi si prepareranno campionato italiano e Giro Donne (foto sergii_raw)
Per Baroni un periodo di pausa dopo la Ruta del Sol, poi si prepareranno tricolori e Giro Donne (foto sergii_raw)

Periodi più brevi

Baroni e la Aromitalia-Basso Bikes-Vaiano sfruttano ogni momento per recuperare e poi correre, non c’è spazio nemmeno per un raffreddore, ma il sistema funziona. Questo grazie all’equilibrio trovato con la Pissei. 

«Esce dalla stagione del cross a febbraio – dice sempre Ferrari – noi sfruttiamo un po’ il lavoro invernale e la facciamo correre fin da subito. Quest’anno appena rientrata dal Belgio è venuta subito alla Strade Bianche. Ha una buona gamba viste le tante gare fatte durante l’inverno, ma il periodo di forma è più breve. L’idea era di portarla fino a Cittiglio, ma un’influenza l’ha fermata al Trofeo Ponente in Rosa. Per questo l’abbiamo portata a correre in Belgio, anche se non era previsto. Baroni spalma quello che è il periodo di stacco classico di un mese in diversi micro-periodi. Il primo è stato a marzo, il secondo arriva ora prima di preparare italiani e Giro, l’ultimo sarà a luglio prima di ributtarsi verso il ciclocross».

La stagione sul fango di Francesca Baroni inizia presto: metà settembre
La stagione sul fango di Francesca Baroni inizia presto: metà settembre

Un picco di forma (e mezzo)

Chiaramente quando un’atleta si divide in due attività deve lavorare al meglio, se si hanno a disposizione cinque mesi su strada al posto dei canonici nove, tutto va ricalibrato. Si devono scegliere gli obiettivi in maniera sistematica, lavorando al meglio per raggiungerli. 

«Per come è fatta – spiega Ferrari – più Francesca corre e meglio sta, anzi lei è una di quelle ragazze che preme per gareggiare. Tanto che a volte dobbiamo stopparla. Con lei si può puntare ad un picco di forma all’anno, uno e mezzo se si conta quello che sfruttiamo quando arriva dal Belgio. In questa stagione abbiamo puntato sul campionato italiano e sul Giro Donne. Non si ha tempo di fare il lavoro della preparazione invernale, e non ce n’è bisogno. La sua condizione è sempre buona, lei sta crescendo in diversi campi, soprattutto resistenza e forza. Il ciclocross le fa bene e si vede direi.

«Una volta terminato il periodo più intenso – chiude il diesse – Baroni inizia a concentrarsi sulla stagione del ciclocross. Per esempio l’ultima corsa che dovrebbe fare con noi è il Giro di Toscana, dal 24 al 27 agosto, ma lì starà già lavorando per arrivare preparata nel ciclocross. Anche perché la sua stagione inizia presto: metà settembre. Tra tutto mette insieme 70 giorni di corsa».

DT Swiss CRC 1400 Spline, il cx sposa il tubeless

30.03.2023
4 min
Salva

Arrivano le nuove ruote DT Swiss sviluppate per il ciclocross e con il cerchio tubeless ready. Sono le CRC 1400 Spline, nate per offrire il miglior compromesso tra guidabilità, trazione e minimizzare gli effetti negativi della resistenza al rotolamento.

Due le versioni che si basano su due profili differenti del cerchio, 35 e 45 millimetri, ma entriamo nel dettaglio.

La valvola DT Swiss con un cap specifico
La valvola DT Swiss con un cap specifico

DT Swiss Spline, un’icona

Spline è un concetto che nel corso delle stagioni è diventato un simbolo per molti ciclisti di tutte le discipline. Per molti ha rappresentato e rappresenta il miglior compromesso possibile tra performance, qualità complessiva e spesa. Dalla strada, alla mtb, passando ovviamente dal ciclocross, dove la categoria delle ruote DT Swiss Spline è ambita, apprezzata e molto utilizzata anche da atleti di primissimo piano.

Il caratteristico design del mozzo Spline
Il caratteristico design del mozzo Spline

Nuove CRC 1400 Spline

Come accennato in precedenza, i modelli disponibili sono due: il primo con un cerchio alto 35 millimetri, il secondo da 45. Entrambi si basano su una costruzione full carbon e tubeless ready (non hookless), con un canale interno largo 22 millimetri. Il cerchio esige l’impiego del tubeless tape.

Il mozzo è in alluminio e fa parte della famiglia DT Swiss Spline 240, con meccanismo Rachet System 36T interno. Significa che ci sono le due ruote dentate contrapposte (con lo stesso diametro) da 36 denti ciascuna. Velocissime nell’ingaggio e longeve, per un sistema che nel complesso riduce al minimo le operazioni di manutenzione. Ci sono due molle elicoidali che contribuiscono a tenere sempre nella posizione ottimale i due ingranaggi. Inoltre il Rachet System non necessita di strumenti specifici per eventuali interventi. I cuscinetti sono sigillati e hanno le sfere in acciaio. Gli stessi mozzi adottano le sedi CenterLock per i dischi del freno. Il corpetto della ruota libera è disponibile nella versione Shimano e/o Sram XDR (non è prevista l’interfaccia Campagnolo).

Il cerchio tubeless ready con il tubeless tape
Il cerchio tubeless ready con il tubeless tape

Per entrambe le versioni e per le due ruote (anteriore e posteriore), viene utilizzata la raggiatura con incrocio in seconda, con un totale di 24 raggi. Sono differenziati i profilati in acciaio tra ruota davanti e quella dietro. Per l’avantreno sono impiegati i DT Aerolite, aerodinamici, invece per il retrotreno i raggi della famiglia DT Aerocomp, più robusti e capaci di garantire sostegno nelle diverse fasi di trazione. Sono in acciaio anche i nipples e sono ancorati all’interno del cerchio, mutuando la soluzione delle ARC e delle altre ruote con cerchio in carbonio di DT Swiss.

Perché tubeless?

Per una maggiore sicurezza e per una migliore combinazione tra cerchio e pneumatico, fattori che si riflettono anche in una piena sfruttabilità del sistema in condizioni estreme di fango. Inoltre la tecnologia tubeless del cerchio garantisce una piena compatibilità con i diversi players produttori di pneumatici. Tecnicamente non ci sono limiti anche per quello che concerne le sezioni delle gomme.

Le ruote vengono tensionate a mano nella fabbrica di Biel
Le ruote vengono tensionate a mano nella fabbrica di Biel

Assemblate a mano

Proprio così, le ruote DT Swiss sono assemblate a mano e la tensionatura dei raggi è specifica e dedicata ad ogni tipologia di prodotto. Non solo, perché le stesse raggiature trovano delle differenze tra lato drive e quello non-drive.

I mozzi presentano il Rachet System EXP, è l’ultima evoluzione e versione del sistema d’ingaggio brevettato da DT Swiss ed è in dotazione sulle versioni da 180 e 240, anche della famiglia Dicut. Questa tipologia di Rachet System è il medesimo che troviamo nelle ruote da strada ARC ed ERC.

Pesi e prezzi

Le DT Swiss CRC 1400 Spline 35 hanno un valore alla bilancia dichiarato di 1.415 grammi totali (647 davanti e 768 dietro), per un prezzo di listino di 2050 euro circa. Le 45 invece hanno un peso dichiarato di 1.466 chilogrammi la coppia (673 e 793 grammi), con lo stesso prezzo delle Spline 35.

DT Swiss

Pasol firma le maglie degli Internazionali d’Italia Series

24.03.2023
3 min
Salva

La stagione offroad, quella del Cross Country in modo particolare, deve ancora entrare nel vivo, ma il 2023 sembra già iniziato sotto una buona stella per Internazionali d’Italia Series… Il più importante circuito italiano della disciplina olimpica ha difatti recentemente ufficializzato la definizione di un rilevante accordo di collaborazione con Pasol per quanto riguarda la fornitura delle sei maglie ufficiali della challenge che vestiranno i leader delle classifiche generali. Alla luce di questa nuova collaborazione, il brand vicentino consolida così la propria vicinanza al mondo del ciclismo e del Cross Country in particolare. Ed mantra di Pasol “Vivi Fuori” incarna perfettamente lo spirito dei biker, ovvero quello di godere della montagna e della natura a 360 gradi. 

La maglia della gamma JS Zana di Pasol, quella che sarà indossata dai leader di Internazionali d’Italia Series, offre un mix di stile, qualità e tecnicità. Realizzata in poliestere bi-elastico, questa “jersey” è in grado di garantire un “fit” ideale unitamente ad una asciugatura rapida anche nelle giornate più calde. Saranno dunque marchiate Pasol la maglia blu del leader della classifica Uomini Open, la maglia verde del leader della classifica uomini U23, la maglia rossa del leader della classifica uomini junior, la maglia fucsia della leader della classifica donne open, la maglia viola della leader della classifica donne U23 e la maglia azzurra della leader della classifica donne junior. 

La filosofia degli Internazionali d’Italia Series sposa perfettamente quella di Pasol
La filosofia degli Internazionali d’Italia Series sposa perfettamente quella di Pasol

“Vivi Fuori” è la filosofia

«Siamo felici di essere diventati partner degli Internazionali d’Italia Series – ha commentato Luciano Sommacal, che di Pasol è il CEO – il più importante circuito italiano di Cross Country Mtb. Per noi il divertimento all’aria aperta rappresenta un ingrediente essenziale, e questa collaborazione incarna perfettamente la nostra filosofia. Siamo orgogliosi di condividere il nostro progetto con atleti e amanti della Mountain Bike, a maggior ragione calcando un palcoscenico così importante e prestigioso».

Per Pasol è importante esplorare e godersi tutti i momenti di libertà che la bici ci dona
Per Pasol è importante esplorare e godersi tutti i momenti di libertà che la bici ci dona

«Pasol ha creduto fortemente nel nostro progetto – ha ribattuto Michele Mondini di CM Outdoor Events – e siamo davvero felici di iniziare questa nuova collaborazione. In una stagione di gare che si preannuncia di altissimo profilo, con tre appuntamenti di livello Hors Catégorie, le maglie degli Internazionali d’Italia Series disegnate da Pasol si preparano a brillare sulle spalle dei grandi nomi dell’XC mondiale». 

Le prime maglie di leader di Internazionali d’Italia Series sono state assegnate sabato scorso 18 marzo nel corso della seconda edizione del Pineta Sperane XCO a San Zeno di Montagna (Verona).

Pasol

Samuele Scappini: due tricolori cross e ora strada e pista

15.02.2023
4 min
Salva

Gli juniores rappresentano una categoria di transizione che vede l’alternarsi di nomi e risultati. Quando però emerge un nome in grado di vincere due tricolori consecutivi nel ciclocross e molteplici corse su strada, è bene farsi un piccolo appunto sul taccuino. I tempi però non devono essere affrettati, Samuele Scappini compirà diciotto anni il 24 aprile e quando ci risponde ha appena chiuso il libro di scuola su cui stava studiando. Entriamo così in punta di piedi a conoscere l’umbro, talento emergente del Team Fortebraccio

Per Scappini quella di Hoogerheide è stata la prima convocazione ad un mondiale. In apertura, il podio ai tricolori di Roma
Per Scappini quella di Hoogerheide è stata la prima convocazione ad un mondiale. In apertura, il podio ai tricolori di Roma
Sei appena tornato dalla tua prima convocazione ad un mondiale. Che esperienza è stata?

Essere stato convocato in nazionale è stato bellissimo. E’ stata la mia prima volta. Ero partito per fare bene. Però ci sono stati degli inconvenienti che non mi hanno permesso di esprimermi al meglio.

Di che tipo?

Quindici minuti prima del via ho fatto una partenza da fermo e mi sono trovato con il manubrio in mano. Con il carbonio squarciato. Ho dovuto quindi cambiare bicicletta. 

E l’altro inconveniente?

Dopo la partenza a 300 metri dal via c’è stata una caduta e sono rimasto coinvolto. Sono ripartito ma la gara era già compromessa. Una serie di avvenimenti che mi hanno fatto perdere concentrazione e lucidità e ho chiuso solo 45°.

Scappini Variano 2022
A Variano 2022 il corridore umbro aveva spiazzato tutti, vincendo il primo titolo italiano juniores
Scappini Variano 2022
A Variano 2022 il corridore umbro aveva spiazzato tutti, vincendo il primo titolo italiano juniores
Un mondiale sfortunato possiamo dire. La tua stagione cross vanta però 12 vittorie tra cui il secondo titolo tricolore consecutivo…

Ero dato favorito da tutti. Sono rimasto con i piedi per terra con quella maglia, che nella mia testa volevo riconquistare e confermare. Così è stato. 

Portaci a quel giorno…

Le gambe le avevo e la concentrazione era al massimo. Le prime curve le ho affrontate bene guadagnando subito 20 metri. Poi pian piano ho incrementato il vantaggio e sono arrivato al traguardo con 40 secondi. 

La tua categoria è stata criticata per l’impegno nelle trasferte in maglia azzurra. Che cosa hai percepito da dentro?

In nazionale mi sono sempre trovato bene. Io vado d’accordo con tutti, non mi arrabbio facilmente. Dobbiamo lavorare e seguire quello che ci dicono. 

La vittoria di Scappini al campionato italiano di Roma è stata la ciliegina sulla torta di una stagione plurivittoriosa
La vittoria di Scappini al campionato italiano di Roma è stata la ciliegina sulla torta di una stagione plurivittoriosa
Veniamo alla strada. Ti stai già preparando?

Da domani parto con la preparazione per partire al meglio con la stagione. Il mio obiettivo è quello di diventare uno stradista. Per farlo devo vincere le gare e so che non sarà facile. 

Oltre a cross e strada, gareggi anche in pista?

Sì assolutamente. Con le mie caratteristiche penso di poterla portare avanti e sento che mi tornerà utile. 

Quale specialità ti piace di più?

Mi piace molto il chilometro da fermo. Sono esplosivo e sento di poter far bene. 

Stai scoprendo le tue potenzialità, che tipo di corridore sei?

Se c’è un arrivo in salita, diciamo che non sono il favorito, ma me la gioco. Non sono uno scalatore. Se si arriva con un gruppetto ristretto posso dire la mia. Io mi sento velocista da pianura e mi piacciono molto anche gli arrivi in leggera salita dove c’è da spingere. 

L’umbro corre nel Team Fortebraccio dalla categoria juniores
L’umbro corre nel Team Fortebraccio dalla categoria juniores
Quando partirà la tua stagione?

Le prime gare saranno a inizio marzo, ma non abbiamo ancora stilato un calendario. Parto con la preparazione poi si vedrà. 

TI sei prefissato degli obiettivi?

Spero di fare bene al campionato italiano perché sarebbe la ciliegina sulla torta per la categoria juniores. Due tricolori ciclocross e uno su strada sarebbe il massimo. I miei due sogni per il 2023 sono andare al mondiale e all’europeo. 

Se per strada e ciclocross gli obiettivi sono tricolori, per la pista?

Non sento di avere particolari aspirazioni. A livello nazionale sento di poter dire la mia, poi tutto quello che viene è guadagnato. 

Allenamenti mirati, con MagneticDays si può

03.02.2023
4 min
Salva

Ogni volta che MagneticDays propone qualcosa di nuovo, la novità non è mai banale. Alle spalle c’è un percorso di crescita del sistema e un pool di coach di altissimo livello, una combinazione di qualità che ha l’obiettivo primario di offrire un training specifico senza eguali.

L’ultima frontiera sono i training specifici che toccano le discipline del gravel, nelle sue diverse interpretazioni e del ciclocross. Ma non finisce qui, perché in pari alla metodologia HTT, nascono anche gli allenamenti mirati ai singoli eventi.

MagneticDays è anche un esempio di piattaforma tecnologicamente fruibile
MagneticDays è anche un esempio di piattaforma tecnologicamente fruibile

Il training non è solo competizione

Allenarsi significa migliorare, conoscere se stessi e le risposte del proprio corpo, imparare ad interpretarle ed utilizzare gli stimoli positivi che arrivano da una serie di adattamenti fisici. MagneticDays è sinonimo di indoor training di qualità, fatto con gli strumenti più moderni e con i numeri, ma non è solo gara e agonismo.

Alla base di tutto c’è il miglioramento, non una chimera, ma un obiettivo perseguibile da tutti, anche da chi la bicicletta la vede e la interpreta come uno svago, come la valvola di sfogo del fine settimana e come mezzo di spostamento per le vacanze. Ovviamente c’è anche la competizione. Un mix di ragionamenti e tante soluzioni che danno forma agli allenamenti personalizzati per il gravel e per il ciclocross.

«La parte coaching rimane il cardine dell’intero sistema Magnetidays – spiega il titolare Marco Sbragi – e grazie anche all’innesto di Alessandro Corsini è diventato ancor più strutturato. I coach che fanno parte della famiglia MagneticDays, ognuno con le sue peculiarità, hanno permesso di allargare le nostre conoscenze nelle diverse discipline e di personalizzare in maniera infinita il training. La specificità e le profonde valutazioni, possibili grazie al nostro percorso di crescita e alle eccellenze dei nostri coach, hanno dato modo di creare degli allenamenti dedicati al singolo evento.

«Per noi è un grandissimo traguardo. Questo significa che al fianco della metodologia HTT per la preparazione atletica completa, viene proposta anche una serie di pacchetti che danno modo di allenarsi in vista di singole manifestazioni delle varie discipline. E’ un lavoro enorme da sviluppare, ma che ci darà modo di crescere ancora di più, allargare le nostre conoscenze e quelli dei nostri utenti».

Per gravel race e cicloturismo

L’esponenziale crescita di questo segmento ha aperto diversi dibattiti, tra i quali anche il training specifico e dedicato. Il gravel race fa coniugare l’attività endurance a quelle aerobica e anaerobica, mentre il turismo in bici e il bikepacking hanno bisogno di una base concreta per far vivere l’esperienza sulla bicicletta nel migliore dei modi.

Ecco serviti i due pacchetti training, MagnetiDays Gravel Pro Race e Gravel Turismo. Oltre alla costruzione personalizzata, in base alle soggettività dell’utente e alle richieste specifiche, i due pacchetti tengono ovviamente conto di come le due attività si sviluppano.

E per il ciclocross

Come è facile immaginare, il training specifico per il ciclocross è costruito in modo diverso dai precedenti. L’obiettivo primario è quello di allenare l’intensità e le tante variazioni cardiache, tipiche di questa disciplina che ha tempi ridotti di esecuzione, ma presenta dei picchi di intensità difficilmente riscontrabili in altri sport.

MagneticDays

Eureka CXS: la tradizione nel ciclocross continua

24.01.2023
2 min
Salva

Guerciotti e ciclocross sono praticamente sinonimi, il marchio milanese presenta una bici dedicata a questa disciplina: la Eureka CXS. Un mezzo estremamente agile e competitivo, pronto a lanciarsi su tutte le tipologie di terreni. Il telaio della Eureka CXS ferma la bilancia a 1.120 grammi, un peso contenuto per una bici da ciclocross. 

Il passaggio cavi totalmente integrato offre un design pulito e di grande livello
Il passaggio cavi totalmente integrato offre un design pulito e di grande livello

Elastica e veloce

La Eureka CXS ricalca tutte le esigenze di coloro che cercano la massima competitività nel ciclocross. Si tratta di una bici elastica, capace di resistere a tutte le sollecitazioni derivanti dai percorsi e dagli ostacoli che si trovano su di essi. Il telaio, monoscocca, è realizzato in fibra di carbonio lavorato con resina a freddo, un materiale che associa all’elasticità un’ottima rigidità. Così da imprimere sul terreno ogni singolo watt scaricato sui pedali. 

Le geometrie della Eureka CXS sono da vera bici votata al racing, studiata e sviluppata per avere sempre la massima reattività nei cambi di direzione. Il sistema frenante è anch’esso di alto livello: freni a disco e pinze flat mount. Anche i mozzi, con perno passante, garantiscono un’ulteriore rigidità. 

Il telaio è sviluppato per scaricare al meglio il fango
Il telaio è sviluppato per scaricare al meglio il fango

Massima pulizia

Nel ciclocross il fango fa parte del gioco, ed è importante per gli atleti che la bici che stanno utilizzando riesca a smaltirlo nel migliore dei modi. In Guerciotti hanno lavorato anche su questo particolare, infatti il telaio è sviluppato per scaricare al meglio il fango. Questo grazie ad un maggiore spazio tra piantone e ruota posteriore, che evita l’accumulo di sporcizia e la conseguente perdita di prestazioni. 

Per non avere problemi neanche tra i cavi questi sono stati totalmente integrati, fin dal manubrio. Una soluzione che dona alla Eureka CXS praticità, pulizia, affidabilità e un design davvero notevole. Si tratta della bici ufficiale del team Selle Italia Guerciotti Elite, che ha fatto conquistare nella stagione 21/22 due maglie di campione italiano in ambito maschile e femminile.

Guerciotti