Canyon ha di recente introdotto un servizio davvero utile e destinato a incontrare il riscontro positivo di tutti gli appassionati del brand tedesco. Stiamo parlando di una nuova App che vuole diventare in breve tempo il partner ideale per vivere al meglio la propria esperienza in sella ad una Canyon.
La nuova App di Canyon vuole diventare un riferimento per i ciclistiLa nuova App di Canyon vuole diventare un riferimento per i ciclisti
Guida per l’assemblaggio
Fino a non molto tempo fa, uno dei possibili freni nell’acquistare una Canyon poteva essere rappresentato dal timore di non essere in grado di assemblarla. Oggi tutto ciò viene definitivamente superato grazie all’introduzione della nuova App. Una volta ricevuta a casa la nuova bici, basterà registrarla nel “garage digitale”. Da qui sarà possibile accedere ad una serie di contenuti dedicati alla propria bicicletta, come la configurazione, specifiche e misure del telaio, ma soprattutto le istruzioni per il suo montaggio.
All’interno della nuova App sono stati caricati le istruzioni e dei video utilissimi per assemblare ogni singolo modello Canyon. Per farlo non è richiesta una competenza specifica. Basterà seguire le indicazioni passaggio dopo passaggio per montare la propria bicicletta ed essere subito pronti per pedalarci sopra.
Al suo interno ci sono video e foto per aiutare l’utente nella manutenzione della sua biciAl suo interno ci sono video e foto per aiutare l’utente nella manutenzione della sua bici
Anche la manutenzione
Una volta montata, una bicicletta va anche curata per rendere ogni uscita sempre piacevole. In Canyon lo sanno bene, infatti all’interno della nuova App sono sono stati inseriti le istruzioni e i video per guidare il cliente nel sostituire in autonomia copertoni, freni e catena. Non mancano naturalmente anche tutorial su come pulirla.
La nuova App di Canyon vuole anche essere da deterrente al problema annoso dei furti di biciclette. E’ stato infatti previsto un sistema avanzato di antifurto e tracciamento GPS globale.
Nell’App è presente anche un sistema di sicurezzaNell’App è presente anche un sistema di sicurezza
Novità in arrivo
La nuova App è stata appena lanciata e sono già previste delle ulteriori novità. Oltre alle funzioni disponibili al momento del lancio, tra cui l’assicurazione bici semplice e veloce e i contenuti motivazionali dei ciclisti professionisti di Canyon. Nei prossimi mesi è in programma l’aggiunta di un’ampia gamma di nuove funzioni.
Un messaggio avverte che la bici è in movimentoIl sistema di geolocalizzazione permette di rintracciare il mezzo anche a grandi distanzeUn messaggio avverte che la bici è in movimentoIl sistema di geolocalizzazione permette di rintracciare il mezzo anche a grandi distanze
Tutto più semplice
Canyon vuol rendere più semplice l’acquisto e il successivo utilizzo delle proprie biciclette. A confermarlo è Lionel Guicherd-Callin, Global Director Canyon Connected.
«Abbiamo realizzato l’App – ha dichiarato – per semplificare e snellire ogni fase del processo di acquisto e di utilizzo di una Canyon, e per aiutare i ciclisti a ottenere il massimo dalla loro bicicletta, fin dal primo giorno e per gli anni a venire. Grazie a una serie di funzioni che rendono piacevole e senza sforzo ogni fase della costruzione, della pedalata, della manutenzione e del parcheggio della propria Canyon».
Ricordiamo che per utilizzare la nuova App di Canyon non è necessario avere uno smartphone di ultima generazione. E’ infatti compatibile con Android 7.1 e Apple iOS 15 e successivi.
L’app Canyon è gratuita e disponibile su Apple App Store e Google Play Store.
Da questa stagione il brand cinese Magene è partner tecnico del XDS Astana Team e fornisce agli atleti ciclocomputer, cardiofrequenzimetri, radar posteriori e luci
La Canyon Aeroad CFR del campione olandese, quella che per molti è “l’Aeroad rossa”, è ora disponibile per il grande pubblico. E’ una limited edition MVDP e si fregia del logo utilizzato da Van Der Poel, sulla tubazione dello sterzo e nella zona di unione tra il profilato obliquo e la scatola del movimento centrale.
Con questa bicicletta, solo nel 2023, ha vinto la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix. Vediamo i dettagli principali della Canyon Aeroad CFR Limited Edition MVDP.
Rosso-corsa e montaggio al topRosso-corsa e montaggio al top
Una Canyon rosso corsa
La livrea cromatica di questa Canyon Aeroad è stata creata su specifica richiesta di Van Der Poel, grande appassionato di motori e di auto sportive. Da qui l’accostamento e la specifica della colorazione che prende il nome di “racing red MVDP LTD”.
Si tratta di una Aeroad della famiglia CFR, ovvero il massimo disponibile nei termini di performances, ricerca e tecnologia applicata allo studio del carbonio, senza dimenticare naturalmente l’allestimento.
Il logo sotto, ma è presente anche quello in rilievo sullo sterzoIl piantone con il disegno alare, tipico del progetto AeroadIl reggisella specifico Aeroad con la nuova guarnizioneIl logo sotto, ma è presente anche quello in rilievo sullo sterzoIl piantone con il disegno alare, tipico del progetto AeroadIl reggisella specifico Aeroad con la nuova guarnizione
Tutto al top e zero compromessi
Telaio e forcella di matrice CFR, ma ci sono anche il reggisella in carbonio specifico del progetto Aeroad e il cockpit integrato Aerocockpit CP0018, ovvero quello che permette di regolare la larghezza.
C’è la sella di Selle Italia, la Flite bianca e nera creata dall’azienda veneta per Van Der Poel e che riporta le sue iniziali. La sella ha il telaio in carbonio.
Il manubrio integrato Canyon CP0018Il manubrio integrato Canyon CP0018
Tutto Shimano: una vera replica
La trasmissione è Shimano Dura-Ace Di2 di ultima generazione, nella combinazione 52/36 e 11/30. Il pacchetto è completato dal misuratore di potenza Shimano, un valore aggiunto non da poco se consideriamo anche il prezzo di listino della bici completa, che è di 9999 euro.
Anche le ruote sono della famiglia Dura-Ace, sono le C60 e sono gommate Schwalbe. Sono le Pro One TLE (tubeless), ma sono montate con le camere d’aria Schwalbe Aerothan in poliuretano.
La nuova Roadlite:ON CF 9 LTD di Canyon alza l’asticella e presenta un’altra essenza della gamma ibrida. Design minimalista ed elegante per una bici che gode di un telaio in fibra di carbonio di qualità, robusto e confortevole. Una compagna perfetta per districarsi nell’utilizzo quotidiano e anche nelle escursioni del weekend. Un modello versatile dall’estetica raffinata che nasconde un motore potente e silenzioso firmato Fazua.
Il peso del telaio si attesta a soli 1.550 grammiIl tre volte campione del mondo di Ironman Jan Frodeno l’ha scelta per i suoi spostamenti quotidiani ed escursioniIl peso del telaio si attesta a soli 1.550 grammiIl tre volte campione del mondo di Ironman Jan Frodeno l’ha scelta per i suoi spostamenti quotidiani ed escursioni
Raffinata e potente
Il design di una e-bike Canyon più elegante e raffinato di sempre. Un nuovo standard per il futuro dell’estetica delle bici ibride della casa tedesca. L’ergonomia, il manubrio e le leve dei freni di facile accesso prevengono l’affaticamento del polso durante le corse più lunghe. Il leggero reggisella è in carbonio, aerodinamico e confortevole. Il passaggio cavi interno riduce il disordine visivo, ottenendo un’estetica minimalista.
Jan Frodeno, il triatleta tedesco tre volte campione del mondo di Ironman, l’ha scelta per sfrecciare nel trasferimento quotidiano e per fare qualche escursione con gli amici in totale tranquillità.
A rendere potente questa Roadlite:ON CF 9 LTD c’è il sistema di trasmissione Fazua Ride 60 che pesa solo 4,3 kg. Leggero, silenzioso e naturale. Con la batteria da 430 Wh l’autonomia non è un limite, con i suoi 120 km dichiarati. Con semplici click è possibile variare tra le modalità Boost, Breeze, River e Rocket riding. Infine cambiare marcia è facile come alzare il volume della radio grazie al cambio elettronico wireless SRAM Eagle AXS a 12 velocità.
La luce anteriore è integrata nel manubrio Il cockpit offre una linea pulita e in grado di ospitare lo smartphoneLa luce posteriore è intelligente e adattiva e nascosta sotto la sellaLa luce anteriore è integrata nel manubrio Il cockpit offre una linea pulita e in grado di ospitare lo smartphoneLa luce posteriore è intelligente e adattiva e nascosta sotto la sella
Snella e agile
Un peso davvero sorprendente per una e-bike. Si aggiudica infatti gli aggettivi di snella e leggera grazie ai suoi 14,45 kg. Tutto ciò è stato reso possibile da un accurato processo di analisi degli elementi, in cui gli ingegneri di Canyon hanno perfezionato ogni dettaglio eliminando ogni grammo superfluo. Il risultato è una bici ibrida versatile, dotata di tutto l’essenziale, abbastanza leggera da essere portata comodamente in casa o in ufficio.
Roadlite:ON CF 9 LTD abbraccia ogni stile di vita attivo con le sue funzioni intelligenti e intuitive. Si può infatti montare lo smartphone nella cockpit per una navigazione e un monitoraggio della forma fisica senza preoccupazioni con il sicuro supporto per smartphone SP Connect. Basta agganciarlo, ruotarlo ed è bloccato. Gli affidabili freni a disco idraulici Magura MCisono reattivi con un arresto rapido, ideali per il traffico urbano. Laluce anteriore da 150 lumen LightSKIN Ultra Mini è integrata nel manubrio per illuminare anche tutto ciò che si incontra quando la visibilità è precaria o solo per essere più visibili. Infine sul retro è presente il fanale posteriore Supernova TL3 PRO ad alta tecnologia che aumenta la luminosità quando si decelera e pulsa alla massima luminosità se si frena all’improvviso.
La Roadlite:ON CF 9 LTD in edizione limitata sarà disponibile ad un prezzo di 4.999 euro su canyon.com nelle taglie da S a XL.
Canyon ridisegna il modello Grail con un'edizione limitata in 100 esemplari. Modello nato per le corse in gravel. Componenti leggeri e zero regolazioni
Nel raccontare la prima vittoria in maglia Movistar alla Vuelta a San Juan, Fernando Gaviria ha usato un’interessante serie di parole. Famiglia, passione e fiducia non sono termini scontati nello sport professionistico. Il più delle volte, si risolve tutto nel fare bene il proprio lavoro, in alcuni casi ben pagato, in modo che i conti tornino in termini di vittorie, punti, impegno e obiettivi. Spesso dipende dal modo in cui ti poni, per cui nella stessa squadra qualcuno può trovarsi da Dio e un altro viverla come l’inferno. E’ un fatto però che alla UAE Emirates, Gaviria si stesse spegnendo e che alla Movistar abbia ritrovato gli stimoli.
L’esultanza col telefono è per Gaviria il modo di ringraziare MovistarL’esultanza col telefono è per Gaviria il modo di ringraziare Movistar
«La squadra – dice il colombiano, 28 anni – è molto importante. Mi hanno accolto bene, sono contento di essere qui. Già dal primo giorno ho sentito un bel clima e questo mi spinge a impegnarmi di più. E’ qualcosa che mi è mancato negli ultimi anni. Non voglio fare confronti, erano circostanze diverse. Adesso ci stiamo divertendo, la squadra ha fiducia ed è contenta. Allora vediamo di continuare così tutta la stagione. Mi hanno chiesto quali corse volessi fare e perché. Gli ho detto la mia, abbiamo ragionato e il calendario è nato da sé.
«Voglio riprovare le classiche. Quest’anno – ammette – sarà difficile perché sono tre anni che non le faccio. Voglio arrivare in un’ottima condizione. Adesso stiamo crescendo, manca di perdere un paio di chili e allenarmi un po’ di più sui lavori specifici, ma siamo in buona condizione. Ho fatto un bell’inverno a casa e anche in Spagna».
Gaviria e Lombardi, che da anni è il suo procuratoreGaviria e Lombardi, che da anni è il suo procuratore
Torres ultimo uomo
La Movistar, che ha da anni una tradizione legata ai Giri e non certo alle volate, ci sta prendendo gusto. E così ogni giorno il gruppo di corridori volati in Argentina con Gaviria si esercita e impara qualcosa di nuovo.
«E’ bello – sorride Gaviria da dietro il suo barbone – perché loro stanno imparando molto in fretta. Ogni giorno in corsa va un po’ meglio e questo mi fa essere ottimista. Il primo giorno sono riusciti a portarmi sulla ruota giusta, eravamo dietro Jakobsen. I ragazzi vogliono lavorare bene e fare tutto il lavoro per portarmi bene alla volata. Non c’è tanto da spiegargli. Sono cose che si trovano lungo il percorso e loro stanno iniziando a prendere da soli le loro decisioni.
«Non sbagliano tanto. La verità è che hanno un motore enorme, ma ogni tanto sprecano tante energie. Come Torres, che viene dalla pista ed è il mio ultimo uomo. E’ forte, ma deve imparare. Devono capire che la volata non è come in salita, che devi tirare a tutta e basta. Qua si devono gestire le gambe, perché ogni tanto arrivare al traguardo è davvero lungo…».
Nella volata di Barreal contro Ganna, Gaviria si è trovato aperta la strada sulla destraNella volata di Barreal contro Ganna, Gaviria si è trovato aperta la strada sulla destra
Debutto al caldo
Secondo chi lo conosce meglio, aver iniziato la stagione dal Sud America dopo gli anni di blackout dovuti alla pandemia gli ha restituito il sorriso, rispetto ai debutti in Europa al freddo che mal digerisce.
«E’ importante – dice – ritrovarsi alla fine di gennaio in una bella corsa, con il caldo e un livello così alto nelle volate. E’ un buon test per arrivare in Europa, il confronto aiuta a capire. Ho avuto le mie giornate di difficoltà, quando non riuscivo a vincere e nemmeno ad arrivarci vicino. Gli altri intanto crescevano, ma credo che alla fine tra noi ci sia un certo equilibrio. La differenza dipende dai comportamenti.
«Quando parti per una volata, prendi subito le transenne, a destra o a sinistra, quasi mai ti trovi in mezzo. Ganna l’altro giorno è stato bravo. Ha lasciato 2 metri fra sé e le transenne e non si è spostato. Si va alla transenna perché se qualcuno vuole passarti, deve prendere tutta l’aria possibile. Per fortuna non ci sono più velocisti che provano a buttarti per terra e, quando succede, è per errore. C’è molto rispetto, ormai siamo tutti amici. Non arriverà più uno sprinter che fa numeri stratosferici. Le volate ormai te la devi giocare ogni volta, contano più la padronanza, la squadra, la bici…».
Da quest’anno Gaviria corre con la Canyon Aeroad in uso al Movistar TeamLa Aeroad è una bici aerodinamica che bem si presta per le volateGaviria ha chiesto di correre per tutto l’anno con le ruote Zipp 454 NSWI riscontri in termini di precisione di guida e rigidità dell’anteriore sono confermati da tutti i corridori della MovistarDa quest’anno Gaviria corre con la Canyon Aeroad in uso al Movistar TeamLa Aeroad è una bici aerodinamica che bem si presta per le volateGaviria ha chiesto di correre per tutto l’anno con le ruote Zipp 454 NSWI riscontri in termini di precisione di guida e rigidità dell’anteriore sono confermati da tutti i corridori della Movistar
Una Canyon per amica
Proprio sul fronte della bici, pare che Gaviria sia molto contento della Canyon Aeroad ricevuta in dotazione e montata con lo Sram Red (corona anteriore 41-54): la stessa bici con cui Philipsen e Merlier hanno fatto incetta di vittorie lo scorso anno. Di certo quella utilizzata negli ultimi anni era invece una bici più adatta agli scalatori e meno ai… maltrattamenti dei velocisti.
«Mi trovo molto bene – dice – la nuova bici è comoda, sono felice. Ho scelto le ruote che userò tutto l’anno. Ne abbiamo tante a disposizione, ma ho scelto quelle che mi sembrano più belle (la preferenza di Gaviria è andata alle Zipp 454 NSW tubeless, montate con pneumatici Continental Grand Prix 5000 S TR, ndr). Ho chiesto di poterle avere per tutte le tappe, in tutte le corse dell’anno».
Il lungo elenco dei campioni del Uae Team Emirates, con tutti i presupposti per diventare lo squadrone di riferimento. Da Pogacar a Trentin: li hanno tutti
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Due Canyon Inflite CF SLX, quelle di PuckPieterse e di Van der Poel pronte per la neve di Vermiglio in Val di Sole, settate in modo differente. Ruote da 50 per il campione olandese, da 36 per la campionessa del mondo in carica.
Entriamo nel dettaglio delle biciclette. Abbiamo chiesto direttamente al papà delle Pieterse, che opera in qualità di meccanico all’interno dello staff Alpecin-Deceuninck anche di spiegarci alcune scelte tecniche.
La Canton Inflite CF SLX della PieterseLa bici di Van der PoelLa Canton Inflite CF SLX della PieterseLa bici di Van der Poel
Parola al signor Pieterse
«In un contesto come questo, la differenza la possono fare le gomme e le loro pressioni, così come l’abilità di guida e la capacità di domare la bicicletta in alcuni frangenti. Puck proverà alcuni settaggi, ma la decisione verrà presa a ridosso della gara, in modo da valutare la consistenza della neve e del terreno sottostante. A prescindere dal modello, la pressione che adotteremo sarà intorno a 1,2/1,3 bar. Abbiamo un set di ruote pronto con gomme da fango e uno pronto con i tubolari da asciutto, una sorta di multipuntinato. Non sono state fatte variazioni sugli altri componenti, rispetto ad una gara classica».
La scelta dei tubolari per la Pieterse da valutare subito prima della gara di VermiglioTubolare intermedio per l’atleta olandeseLa scelta dei tubolari per la Pieterse da valutare subito prima della gara di VermiglioTubolare intermedio per l’atleta olandese
Guarnitura da uomo
Quello che più colpisce è la rapportatura anteriore, con una doppia corona 46-39 (con il power meter incluso e pedivelle da 170). 11-34 invece per la cassetta posteriore. Il pacchetto è Shimano Dura Ace a 12v, ma con le ruote per i tubolari, sempre Dura Ace, ma da 36 e della versione più anziana.
«La combinazione delle corone anteriori è la stessa utilizzata dagli uomini, perché Puck è fortissima e potente. Sopporta uno sviluppo metrico importante e non è per tutti, ma questa è la soluzione che offre attualmente il sistema a 12 velocità. Per avere più di margine, Puck preferisce utilizzare i pignoni 11-34 posteriori».
Ci sono i tubolari Dugast, con sezione da 32 per la versione più artigliata, da 33 in quella più scorrevole e multipuntinata. C’è il manubrio integrato in carbonio, classico canyon e c’è la sella di Selle Italia X-LR, molto stretta e con foro centrale. Il reggisella è un tradizionale Canyon in carbonio con arretramento.
Il modello X-LR che utilizza la PieterseLavaggio solo con acqua e a bassa pressione, dopo le provePedivelle da 172,5 per Van der Poel46/39, power meter e pedivelle da 170 per la PieterseLa Pieterse ha usato la GoPro durante i giri di provaMathieu controlla la pressione delle gommeIl modello X-LR che utilizza la PieterseLavaggio solo con acqua e a bassa pressione, dopo le prove46-39, power meter e pedivelle da 170 per la PietersePedivelle da 172,5 per Van der PoelLa Pieterse ha usato la GoPro durante i giri di provaMathieu controlla la pressione delle gomme
La bici rossa di Van der Poel
In questo 2022, Van der Poel usa una Inflite CF SLX tutta rossa, anche se non è molto chiaro se il suo parco includa anche un nuovo modello, ancora coperto da segreto. Limitiamoci ad argomentare quello che abbiamo visto a Vermiglio.
Rispetto alla Canyon Inflite CF SLX della Pieterse, Van der Poel non usa il power meter e normalmente non lo impiega sulla bici da cx. Usa delle pedivelle da 172,5. I rapporti anteriori sono uguali a quelli della Pieterse, mentre i posteriori hanno una scala 11-30. Il cockpit è il medesimo, mentre cambia la sella. Mathieu usa una Selle Italia Flite Boost Superflow kit carbonio personalizzata per lui.
Cambia completamente il comparto ruote e gomme. Per l’olandese un paio di Shimano Dura-Ace da 50 (tubolare) di ultima generazione e gomme Dugast Typhoon da 33 con tassellatura media, non da fango e non per i terreni secchi.
«Di sicuro correre sulla neve è particolare – dice Van der Poel – ma il setting della bicicletta non cambierà rispetto ad una gara tradizionale. Potremo fare solo alcune piccole variazioni in merito alle pressioni delle gomme, pur mantenendo le ruote con il profilo da 50».
Nei giorni scorsi Canyon ha annunciato la propria collaborazione con Valtteri Bottas (foto di apertura Thomas Maheux), pilota di Formula Uno quest’anno in forza all’Alfa Romeo. Il campione finlandese, da sempre ciclista praticante e amante di Canyon, da oggi diventa nuovo Brand ambassador del marchio tedesco.
Bottas non è il solo sportivo che ama pedalare. Capita sempre più spesso di vedere atleti delle più svariate discipline sportive utilizzare la bicicletta da corsa come mezzo di allenamento oppure di svago. Restando alla Formula Uno non è raro vedere nei giorni che precedono la gara più di un pilota visionare in sella ad una bicicletta il circuito che lo vedrà impegnato nel weekend. Per molti di loro si tratta di un modo molto utile per scoprire con calma le insidie che si possono nascondere lungo la striscia di asfalto che li vedrà poi impegnati in gara. Pedalare è però soprattutto un modo per scaricare la tensione mantenendosi in forma.
Valtteri Bottas in gruppo durante il test ride della FNLD GRVL (foto Thomas Maheux)Valtteri Bottas in gruppo durante il test ride della FNLD GRVL (foto Thomas Maheux)
Una passione vera
Nel caso di Bottas la passione per la bicicletta è davvero profonda. In tantissime occasioni il campione finlandese è stato visto pedalare in sella alla sua Canyon anche lontano dalle gare. Da quest’anno il ciclismo ha però un posto particolare nella vita di Bottas. Il filandese è infatti legato sentimentalmente a Tiffany Cromwell, professionista del team Canyon-Sram. In occasione della prima edizione del Tour Femmes, abbiamo addirittura visto Bottas a bordo strada fare rifornimento con una borraccia in mano alla sua compagna.
Il finlandese ha voluto così commentare il suo nuovo ruolo di Brand Ambassador Canyon: «Pedalo su delle Canyon da diversi anni e, da sempre, sono colpito dal particolare impegno che l’azienda ha dimostrato nei confronti dell’innovazione e delle prestazioni. La possibilità di incontrare alcune delle persone che lavorano per il brand non ha fatto altro che alimentare la mia passione verso questo mondo. Ora non vedo l’ora di raccontare il mio viaggio in bici in veste di testimonial ufficiale Canyon, e mostrare tutto ciò che amo delle due ruote».
Quando l’asfalto è scorrevole, Bottas sceglie la sua bici da strada Canyon Ultimate (foto @shy_rajdev)Quando l’asfalto è scorrevole, Bottas sceglie la sua bici da strada Canyon Ultimate (foto @shy_rajdev)
Non solo la strada
La collaborazione fra Canyon e Bottas non si limiterà alla sola strada. Il brand tedesco lavorerà infatti con il campione finlandese per aumentare la consapevolezza del marchio. Si inizierà partendo dalla sua passione per lo sterrato e la strada, per poi espandersi verso altre discipline ciclistiche come la mountain bike e il ciclismo urbano.
Canyon supporterà Bottas nella prima edizione della FNLD GRVL, evento gravel in programma a Lahty in Finlandia il 10 giugno 2023. Nell’occasione il finlandese potrà utilizzare il modello Grail, sul quale sta già pedalando da tempo. Di recente Bottas ha avuto l’opportunità di provare in anteprima anche la nuova Ultimate.
«Valtteri è un super fan del ciclismo e sono entusiasta di lavorare con lui (ha dichiarato Stefan Wyman, nuovo responsabile del marketing sportivo di Canyon, ndr). Siamo anche entusiasti di unire le forze per contribuire in piccola parte a dare vita alla FNLD GRVL e a far crescere l’appeal del ciclismo non solo nella sua nativa Finlandia, ma anche tra i suoi numerosi fan a livello mondiale. La sua personalità e le sue esperienze autentiche con Canyon lo rendono la persona perfetta per raccontare una storia di ciclismo appassionante».
Protagonista oppure no, Carlos Verona è un altro stradista che ha risposto presente al primo mondiale gravel UCI. Lo abbiamo incontrato e pedalato con lui.
Una Canyon Grail CF SLX in taglia large presa in mano dopo la Vuelta, con la trasmissione elettronica e la corona singola davanti. Ma vediamo le curiosità principali della bici del corridore iberico.
Abbiamo intervistato un Verona entusiasta di essere al Mondiale GravelAbbiamo intervistato un Verona entusiasta di essere al Mondiale Gravel
Con la bici e un po’ di normalità
«Dopo la Vuelta – dice – mi hanno consegnato la Canyon Grail, ho speso qualche giorno per sistemarla al meglio in base alle mie caratteristiche. Ho utilizzato la bici gravel anche per scaricare un poco l’impegno della Vuelta. Normalmente sono concentrato solo sulla bici da strada e sulla crono. In questo ultimo mese non ho mai abbandonato la bicicletta, ma è pur vero che mi sono goduto la famiglia e anche un po’ di normalità, che per noi corridori è sinonimo di bella vita».
Zipp 303 Firecrest e tubeless Conti da 40Terra Speed da 40Dopo il tratto tecnico si prova un’altra pressione delle gommeIl Garmin con la fascetta, non si sa maiI pulsanti sotto la bassa alta del manubrioSacca sotto la sella, sempre anche in allenamento su stradaLa Fizik usata da Verona pr l’off-roadTraccia del percorso scaricata e consultabile sul GarminTerra Speed da 40Dopo il tratto tecnico si prova un’altra pressione delle gommeIl Garmin con la fascetta, non si sa maiI pulsanti sotto la bassa alta del manubrioSacca sotto la sella, sempre anche in allenamento su stradaTraccia del percorso scaricata e consultabile sul Garmin
«Se alla partenza riuscirò a stare con i migliori allora mi impegnerò fino al termine della gara, se invece soffrirò e farò fatica, come è probabile che avverrà, allora mi farò da parte e mi godrò la giornata in uno scenario che mi piace molto. Correre in Italia mi stimola e mi da sempre emozioni particolari e, questo è il primo mondiale gravel».
La Grail CF SLX nel dettaglio
Verona ha mantenuto il cockpit integrato full carbon double-deck, quello con la doppia barra orizzontale. C’è una trasmissione Sram Red eTap AXS, con 12 rapporti posteriori (i pignoni sono XPLR) e una monocorona (piena) da 46 denti. C’è il power meter Quarq. Una particolarità: Verona ha voluto i due pulsati aggiuntivi per cambiare, posizionati su una delle due barre dritte del manubrio.
Corona piena da 46 denti e power meter Quarq, poi le Fizik Vento Ferox CarbonCarlos Verona, il nome sul tubo orizzontaleCorona piena da 46 denti e power meter Quarq, poi le Fizik Vento Ferox CarbonCarlos Verona, il nome sul tubo orizzontale
Le ruote sono le Zipp 303 Firecrest con i tubeless Continental da 40. Nel corso della pedalata, dopo il primo tratto, quello più tecnico del tracciato, l’atleta si è fermato per abbassare la pressione, portata intorno alle 2,5 bar posteriori e 2,2 anteriori.
La sella è una Fizik Terra Argo con rails in lega. Il reggisella è il Canyon full carbon con lo stelo sdoppiato, flessibile e smorzante.
Stradista con scarpe da offroad
Al contrario di molti suoi colleghi stradisti, l’atleta della Movistar ha montato dei pedali off-road e relative calzature Fizik dedicate al fuoristrada.
Ecco il primo campionato del mondo gravel. Non vediamo l’ora di vedersi sfidare i grandi campioni della strada e dell’off road tra la polvere. Come affronteranno la corsa, sia dal punto di vista tattico che tecnico. Van de Poel, Van Avermaet, ma anche Sagan e gli altri che bici useranno?
Scopriamo le bici dei favoriti e degli outsider. Vi anticipiamo subito che ci sono delle belle differenze e questo perché ci sono delle falle nel regolamento. L’Uci, più o meno volontariamente, non ha stabilito regole univoche sulla scelta delle bici. In soldoni: il mondiale è gravel, ma non tutti partono con bici gravel.
La Canyon Grizl che avrebbe dovuto usare Van der Poel, ma…Dopo aver provato il percorso sembra aver optato per la Ultimate Cfr, vedremo quanto inciderà il meteo. Magari tornerà ancora sui suoi passiLa Canyon Grizl che avrebbe dovuto usare Van der Poel, ma…Dopo aver provato il percorso sembra aver optato per la Ultimate Cfr, vedremo quanto inciderà il meteo. Magari tornerà ancora sui suoi passi
VdP ci ripensa…
Tra giovedì e venerdì soprattutto i corridori hanno fatto dei test sul tracciato (194 chilometri) che da Cittadella porta a Vincenza.
Mathieu Van der Poel parte da netto favorito. Sappiamo tutti del suo feeling con lo sterrato e con la potenza, che probabilmente sarà decisiva al pari delle scelte tecniche.
Il corridore della Alpecin-Deceunincksembrava puntasse sulla Canyon Grizl ma dopo i test della vigilia ha deciso di cambiare totalmente rotta. L’asso olandese infatti userà la nuova Canyon Ultimate Cfr, una bici da strada. Bici che quest’anno aveva esordito al Delfinato.
VdP ha scelto questa bici. E l’ha scelta in tutto e per tutto con un assetto da strada, a partire dal gruppo che sarà lo Shimano Dura-Ace R9200. Come rapporti ecco una corona doppia 52-36 e un 11-34 al posteriore. Le ruote saranno le Shimano Dura Ace con profilo da 36 millimetri. Ruote che tra l’altro hanno un canale interno da 21 millimetri. E questo fa sì che l’olandese vi possa più sfruttare meglio coperture più larghe come le Vittoria Terreno da 33 millimetri. Questo è il vero elemento che cambia rispetto ad una bici total road.
E da strada sono anche i pedali. Segno che non ci sarà da mettere piede a terra, mentre ci saranno da scaricare sule pedivelle tanti watt e in questo caso i pedali da strada sono i migliori.
La Kaius di Van Avermat, la più gravel bike tra le bici dei bigIl campione olimpico di Rio 2016 utilizzerà un monocorona da 44 dentiDa notare la posizione delle leve, molto verso l’esternoLa Kaius di Van Avermat, la più gravel bike tra le bici dei bigIl campione olimpico di Rio 2016 utilizzerà un monocorona da 44 dentiDa notare la posizione delle leve, molto verso l’esterno
«Tutto è stato fatto un po’ all’ultimo minuto – dice Stefano Cattai di Bmc – anche in virtù di un regolamento non chiarissimo, che consente l’utilizzo anche di bici da strada. Però Greg correrà con una Bmc Kaius.
«La nostra idea alla fine è di andare su una vera gravel. Greg userà il gruppo Campagnolo Ekar. Avevamo anche pensato al Record Eps, quindi elettromeccanico, ma visto che i sobbalzi e le sconnessioni potrebbero portarlo al “crash mode”, abbiamo optato per un gruppo meccanico robusto».
Pertanto Van Avermaet userà un monocorona da 44 denti con al posteriore una scala 9-32. E sono molto gravelistiche anche le gomme che saranno le Pirelli Cinturato da 40 millimetri.
Ma anche per Van Avermaet il setup non è tutto gravel. Ci sono degli elementi stradistici, come il manubrio. «Greg – riprende Cattai – ha scelto un manubrio integrato in carbonio aero, con il quale si trova molto bene, ma l’attacco sarà più corto di un centimetro». Per mantenere inalterata la posizione infatti, ha dovuto fare così viste le diverse geometrie della Kaius rispetto alla sua Teammachine.
La Specialized Roubaix di Sagan. Anche Oss e Ballerini utilizzeranno questa bici con ruote Rapid con profilo alto. E il setup più da strada dei bigAnche per le gomme, Peter ha scelto una copertura tubeless Specialized Pathfinder da 32 mmLa Specialized Roubaix di Sagan. Anche Oss e Ballerini utilizzeranno questa bici con ruote Rapid con profilo alto. E il setup più da strada dei bigAnche per le gomme, Peter ha scelto una copertura tubeless Specialized Pathfinder da 32 mm
Sagan su Roubaix
E veniamo ai corridori supportati da Specialized. Tutti sappiamo come il brand californiano studi tantissimo i percorsi prima di scegliere una bici, ma al tempo stesso sappiamo quanto credano nel gravel. Eppure, ed è questa la sorpresa, Sagan, Oss e Ballerini correranno con la Specialized Roubaix. Mentre solo Stybar dovrebbe andare sulla gravel bike, Crux.
«La prima parte del percorso – spiega Giampaolo Mondini di Specialized – poteva far pensare ad un utilizzo anche di gomme più larghe, ma c’è la parte centrale che, è molto scorrevole e veloce, è molto molto lunga. Anche per noi tante decisioni sono state prese all’ultimo minuto, c’è stato un rincorrersi di informazioni».
«Sulla Roubaix vi possono alloggiare gomme fino a 33 millimetri e quindi ci siamo subito orientati su questa bici. L’unico dubbio fino al test di venerdì pomeriggio è stato sull’utilizzo delle ruote: le Alpinist o le Rapid a più alto profilo? Queste ultime pesano 200 grammi di più, ma torniamo al discorso della lunga parte centrale che è velocissima. Magari si sfruttano di più». E infatti Peter dovrebbe partire con le Rapid.
«Avevamo anche una terza opzione: le ruote Terra. Queste hanno un canale più largo che aiutano chi ha meno manico». Ma non è certo il caso di Sagan!
La Cipollini Ago di Zoccarato, il campione italiano…Le sue leve sono molto rivolte all’interno, l’opposto di Van AvermaetHaas in sella alla sua Colnago G3-X… c’è da capire di quale colore sarà!Cort ha scelto la Cannondale Supersix Evo Se, un telaio molto versatileLa Cipollini Ago di Zoccarato, il campione italiano…Le sue leve sono molto rivolte all’interno, l’opposto di Van AvermaetHaas in sella alla sua Colnago G3-X… c’è da capire di quale colore sarà!Cort ha scelto la Cannondale Supersix Evo Se, un telaio molto versatile
Outsider “cattivi”
E ci sono molti oustsider che sono pronti a lottare. Uno che potrebbe anche vincere è Nathan Haas. L’australiano, che ha sempre avuto la passione per l’offroad, fino allo scorso anno era nella fila della Cofidis, adesso fa parte in tutto e per tutto di un team gravel. Lui corre su Colnago. Userà una G3-X, probabilmente con gomme più filanti rispetto ai suoi standard da gare americane.
C’è poi Lachlan Morton della EF Education Easy Post. Morton come Haas è un esperto di gravel, anche se lui ha più una vocazione da viaggiatore. Per lui c’è la CannondaleTopstone. Mentre il compagno di squadra, Magnus Cort che nell’occasione veste i colori della Danimarca, ha optato per la Supersix EvoSe.
Non vanno dimenticati Alban Lakata, cinque volte campione del mondo marathon in mtb, e i due dell’Astana Qazaqstan: l’iridato U23 Fedorov e Miguel Angel Lopez, che benché piccolo, è un vero amante dell’offroad. Entrambi hanno scelto una Wilier Rave Slr con gomme da 33 millimetri.
E non dimentichiamo i nostri ragazzi a partire da Samuele Zoccarato. Il campione italiano stavolta sarà in sella alla sua Cipollini ma la nuova Ago. «La gamba c’è ma ci sarà sta spingere tanto – ha detto Zoccarato – Per quanto riguarda le gomme ho scelto dei tubeless da 36 millimetri con dei “salsicciotti” per le forature. Scalini e sassi comunque non mancano».
La pioggia, caduta incessantemente negli ultimi giorni, ci ricorda che l’estate è finita e sta arrivando l’inverno. Con esso l’attività di ciclismo si sposterà dalle lisce strade asfaltate ai sentieri fangosi ed impervi del ciclocross. Canyon, che del fango ha fatto il suo regno, lancia la nuova Inflite per la stagione 2023. Il marchio tedesco ha legato il suo nome a quello del fenomeno del ciclocross, e non solo, Mathieu Van Der Poel, che avrà presto l’opportunità di guidare la nuova Inflite.
La Canyon Inflite CF SLX è la stessa che usa Mathieu Van Der Poel nelle gare di coppa del mondoLa Canyon Inflite CF SLX è la stessa che usa Mathieu Van Der Poel nelle gare di coppa del mondo
La preferita di VDP
La Canyon Inflite è la bici da cross di Van Der Poel, un binomio che ha vinto numerose prove di coppa del mondo. E’ costituita da quattro versioni diverse di telaio, tutte in carbonio. La Inflite 2023 si basa sul telaio già esistente, anche se non mancano delle modifiche, volte a migliorarne ulteriormente le prestazioni. La curvatura del tubo superiore è progettata per un pedalata senza sforzi eccessivi.
Il telaio, invece, ha una geometria che crea un perfetto equilibrio tra stabilità ed agilità: caratteristiche essenziali per eccellere nel ciclocross. Una delle modifiche principali è la sezione maggiorata tra forcella e ruota, così da diminuire l’accumulo di fango. La Inflite 2023 è pronta per gareggiare con componenti rinnovati e i misuratori di potenza Quarq e 4iiii disponibili su più modelli.
Viene usato il gruppo SRAM Force eTap AXS con cassetta posteriore 10-36Viene usato il gruppo SRAM Force eTap AXS con cassetta posteriore 10-36
CF SLX 9 e CF SL
Per chi ama mettersi alla prova ai massimi livelli c’è la possibilità di avere la Inflite CF SLX 9, la stessa usata dai professionisti. Leggera, scattante e resistente. Insomma, un prodotto top di gamma. La base della CF SLX 9 è naturalmente il telaio costruito con un mix di fibre di carbonio ad alta resistenza ed alto modulo, al quale viene combinato il gruppo SRAM Force eTap AXS con cassetta posteriore 10-36.
L’altra versione è la Inflite CF SL 8, costruita con un pacchetto di carbonio che la rende più accessibile. Il gruppo montato su questa versione è lo SRAM Rival eTap AXS senza fili. Della gamma CF SL è stata creata anche la versione CF SL 6, montata con una trasmissione Shimano GRX 600, freni a disco idraulici Shimano GRX e ruote in lega DT Swiss Cross LN robuste e tubeless ready.
Il cockpit ha dimensioni ridotte (nella taglia M misura 90 mm) per una posizione più comoda in sellaIl cockpit ha dimensioni ridotte (nella taglia M misura 90 mm) per una posizione più comoda in sella
Ruote specifiche
Tutte le versioni della nuova Inflite 2023 sono dotate di ruote in carbonio DT Swiss CRC, per ora ad uso esclusivo per il marchio di Coblenza. Il cerchio ha una larghezza interna di 22 millimetri, per ospitare pneumatici da ciclocross con misure fino a 33 millimetri. L’altezza del cerchio è di 45 millimetri per superare al meglio sabbia e fango senza sprofondare.
Pogacar gli ha mandato a dire che domenica sarà un altro gioco ed Evenepoel si diverte a rispondere. Poi approfondisce, ma si capisce che la tensione sale
Van der Poel saluta la stagione del cross e si affaccia sulla strada. Ma prima riflette sulla rivalità con Van Aert e conferma il progetto Tokyo in Mtb