Canyon affida a Wyman il proprio marketing sportivo

30.09.2022
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Per qualsiasi brand attivo nel mondo dello sport di alto livello assume sempre più importanza la gestione dei rapporti con i team e gli atleti sponsorizzati. Diventa quindi importante affidarsi a figure altamente professionali in grado di assolvere questo delicato compito nel migliore dei modi. Possiamo sicuramente inquadrare in tale prospettiva la recente nomina da parte di Canyon di Stefan Wyman nel ruolo di Head of Sports Marketing. Il suo compito sarà quello di curare e rafforzare i rapporti con atleti, team e ambassador di livello mondiale chiamati a collaborare con Canyon.

Canyon è un pioniere nell’innovazione, nella tecnologia e nelle prestazioni nel settore delle biciclette
Canyon è un pioniere nell’innovazione, nella tecnologia e nelle prestazioni nel settore delle biciclette

Grande esperienza

Stefan Wyman porta in dote a Canyon un’esperienza ultra ventennale nel mondo del ciclismo. Nel suo ricchissimo curriculum possiamo trovare la gestione di squadre di ciclismo professionistico ma anche la collaborazione con realtà specializzate nella componentistica legata alla bicicletta. Nella gestione di team e atleti, Wyman può inoltre vantare con giustificato orgoglio importanti successi nel mondo strada, mountain bike, ciclocross e gravel.

La sua ultima esperienza professionale, prima di entrare in Canyon, è legata all’agenzia di marketing sportivo Rasoulution. Si è trattato di un’esperienza molto importante che fra le altre cose gli ha permesso di mettere in contatto il marchio Canyon con rider di fama internazionale come ad esempio Fabio e Gabriel Wibmer.

Il nuovo ruolo Head of Sports Marketing permetterà a Stefan Wyman di essere il nuovo responsabile del marketing sportivo di Canyon guidando le future iniziative con clienti, partner e fan del brand tedesco.

Stefan Wyman ricoprirà il ruolo di responsabile del marketing sportivo
Stefan Wyman ricoprirà il ruolo di responsabile del marketing sportivo

La parola ai protagonisti

Stefan Wyman ha così commentato il suo nuovo ruolo: «Canyon è uno dei marchi di biciclette più innovativi e stimolanti che esistano al mondo. Voglio che le nostre squadre, i nostri atleti e ambassador sentano questa innovazione. Voglio che siano entusiasti delle nostre bici e siano ispirati a raggiungere prestazioni incredibili con loro, portandoci ad un nuovo livello di eccitazione nel ciclismo».

Simon Summerscales, Head of Marketing and Brand di Canyon ha così commentato l’arrivo di Stefan Wyman: «La nomina di Stefan ci aiuta ad aumentare la posta in gioco nella nostra ambizione di ispirare le persone a pedalare. La sua straordinaria esperienza sarà un forte vantaggio nella costruzione di partnership che funzionano da entrambe le parti. Siamo costantemente alla ricerca di nuovi modi in cui gli atleti Canyon possano essere fonte di ispirazione per il nostro pubblico. Nel suo nuovo ruolo, Stefan si occuperà di fare in modo che lavoreremo con gli atleti giusti nei modi giusti per creare narrazioni avvincenti, autentiche e stimolanti attorno alle nostre biciclette e alla nostra orgogliosa identità innovativa e orientata alle prestazioni».

Stefan Wyman lavorerà in Germania a stretto contatto con il quartier generale di Canyon a Coblenza. 

Canyon

La nuova Canyon Ultimate, family design e cuore diverso

08.09.2022
7 min
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E’ la quinta generazione della Canyon Ultimate, una bicicletta che è un riferimento per molti, emulata da tanti e portata in corsa già dal Tour dai corridori del Movistar Team.

La nuova Ultimate trova nella leggerezza e nell’equilibrio prestazionale i suoi punti di forza e, pur mantenendo un design che la rende simile alle generazioni precedenti, il layout del carbonio è stato cambiato in toto.

Canyon Ultimate CFR Di2
Canyon Ultimate CFR Di2

Nuova Ultimate, “perfect balance”

Ci sono voluti più di 24 mesi per far scendere in campo questa versione della Ultimate, progetto che rappresenta anche l’investimento più oneroso nella storia delle biciclette road dell’azienda tedesca. Il risultato è una bicicletta senza compromessi, sviluppata e prodotta utilizzando cinque pilastri: leggerezza e rigidità, aerodinamica ( grazie al contributo di Swiss Side), comfort e longevità.

Questi cinque fattori collimano in maniera ottimale, perché in tutte le versioni si riscontrano dei valori alla bilancia molto ridotti, che non sacrificano l’equilibrio e la sicurezza, ma anche la durata del carbonio. La nuova Canyon Ultimate è una bicicletta comoda e adatta a differenti tipologie di utenti, comfort che arriva anche dalle geometrie non estreme.

Però è più rigida del 15%, se comparata con la versione precedente e a parità di allestimento ha un’aerodinamica più efficiente (è stato quantificato un risparmio di 10 watt a 45 kmh, watt che diventano 5 con la simulazione completa con il ciclista sulla bici).

Cosa cambia

Le forme della nuova Canyon Ultimate sono funzionali alla performance e abbiamo una sorta di family feeling design che presenta delle variazioni rispetto alle vecchie Ultimate.

La tubazione dello sterzo ha uno shape frontale arrotondato e ha una superficie risicata. E’ più squadrata e rinforzata della parte bassa dove si unisce con l’obliquo.

E’ stato cambiato il diametro dello stelo della forcella, che ora non è più oversize e si interfaccia perfettamente con il cockpit integrato CP0018, mutuato dalla Aeroad (anche la serie sterzo è comune alla Aeroad).

Il nodo sella ha un volume maggiore ed ha delle linee più marcate. I due foderi obliqui si innestano con un ingresso più ampio. Qui c’è anche la vite di chiusura del seat-post (che ora ha una forma D-Shape). Il nuovo reggisella è arrotondato nella parte frontale e con il profilo tronco in quella posteriore. E’ full carbon ed è disponibile con due arretramenti: zero off-set (70 grammi) in dotazione alla CFR, con un seat-back di 20 millimetri (110 grammi) disponibile su CF SLX e SL. I seat-post D-Shape sono comunque compatibili con le tre piattaforme Ultimate.

I forcellini del carro posteriore sono più armonici, con un design minimalista. Inoltre, le sezioni del carro vicine al movimento centrale sono state oggetto di un importante rinforzo. Queste due tubazioni hanno un’evidente asimmetria nel punto di innesto.

Batteria Di2 nell’obliquo

La scatola del movimento centrale è stata maggiorata nella parte superiore dove si unisce il piantone. Quest’ultimo è dritto e non presenta più la svasatura per il passaggio della ruota. Tornando alla scatola centrale è anche il punto d’ingresso per l’alloggio della batteria Di2, che ha la sede nella parte più bassa del profilato obliquo.

Si possono montare coperture fino a 32 millimetri di sezione (la soluzione ottimale per questa bicicletta è la combinazione 25 frontale e 28 posteriore). Il carro posteriore e la forcella offrono ampio spazio, il che amplia il range di sfruttabilità anche delle nuove ruote con cerchio largo.

Rimane la totale compatibilità anche con le trasmissioni meccaniche.

Ampio passaggio per le gomme
Ampio passaggio per le gomme

Un progetto, tre piattaforme

C’è la Ultimate CFR. Adotta un carbonio e delle resine differenti rispetto alle CF SLX e CF SL. La CFR è una bicicletta hors categorie in tutto, anche negli allestimenti. Per gli amanti delle bici superleggere: la CFR Di2 taglia M ha un peso di 6,2 chilogrammi (ma colpisce la CF SLX 9 Di2, una vera race ready, che ha un peso dichiarato di 6,8).

Le taglie per ogni versione ed allestimento sono 8 (7 per la CFR che parte dalla 2XS), dalla 3XS fino ad arrivare alla 2XL. Le misure 3XS 3 2XS danno la possibilità di montare anche le ruote con diametro 650b (solo per gli allestimenti CF SLX e SL). Le geometrie sono state mutuate dalla piattaforma Aeroad.

Canyon Ultimate CFR

E’ disponibile nelle due configurazioni Di2 e eTap, ma anche come frameset. Il primo allestimento, citato in precedenza e soggetto della nostra prova ha un prezzo di listino di 10.499. Ci vogliono 10.999 euro per la combinazione Sram eTap/Zipp 353 NSW ed entrambe hanno il power meter compreso nell’allestimento. 4.999 euro invece per il framekit con il cockpit. Ha un valore dichiarato alla bilancia di 2,7 chilogrammi (762 grammi il solo telaio con la minuteria).

La CF SLX

Stesse forme e geometrie della CFR, ma con un layup dal carbonio differente. Gli allestimenti sono tre: 8 eTap, 8 Di2 e 9 Di2, con prezzi rispettivamente di 6.299, 6.499 e 8.699 euro. Le prime due prevedono le trasmissioni Sram Force eTap (power meter incluso) e Shimano Ultegra Di2 (con il misuratore 4iiii), le ruote DT Swiss ARC1400 per entrambe. L’allestimento 9 Di2 invece ha il pacchetto Shimano Dura Ace (power meter incluso) e la versione ARC1100. Il valore alla bilancia del telaio con la minuteria è di 846 grammi.

La CF SL 8 Aero
La CF SL 8 Aero

Canyon Ultimate CF SL

Nessuna variazione nel design, ma cambia ancora la struttura del carbonio, votata ad ottimizzare il rapporto tra qualità e prezzo. I modelli della categoria CF SL sono cinque in totale. Si parte con le 7 e 8 con le trasmissioni meccaniche Shimano 105 e Ultegra: 2.699 e 3.199 euro. Si prosegue con 7 eTap (3.799 euro), 7 Di2 (3.999) e 8 Aero (4.999), quest’ultima ha un valore alla bilancia di 7,26 chili e porta in dote le ruote DT Swiss ARC1600. Il telaio ha un peso dichiarato di 1,06 chilogrammi con la minuteria.

In action all’alba sulla Costa Azzurra (foto Canyon / Jojo Harper)
In action all’alba sulla Costa Azzurra (foto Canyon / Jojo Harper)

Test CFR Di2 (taglia S)

Il rapporto che si instaura con la bicicletta è immediato. E’ facile da guidare, non è scomoda e ha una geometria che non obbliga a fare dei sacrifici.

In discesa è una spada ed è stabile, due fattori non scontati se consideriamo il peso ridottissimo (scriviamo di un bici test da 6,2) e una rigidità che non fa fatica a venire fuori. L’angolo del piantone scaricato a 73,5° è un vantaggio da non sottovalutare, perché aiuta a tenere il peso del corpo verso il retrotreno. Con un paio di ruote dal profilo medio e dei tubeless di buon livello, la sua resa potrebbe migliorare ulteriormente.

La salita, il suo pane. Ci si aspetta una bici di questa caratura e in grado di essere un vantaggio a favore della prestazione; sostiene tantissimo le azioni in fuori sella. Le Mon Chasseral di DT Swiss non sono ruote estremamente rigide, anzi, sono piuttosto confortevoli pur avendo una canale interno ridotto (rispetto agli ultimi standard previsti dal mercato).

E’ anche veloce, confermando la versatilità che contraddistingue da sempre il progetto Ultimate, con una ciclistica che nella totalità tiene conto del binomio bici/ciclista.

Canyon partner del Triathlon PTO Tour

01.09.2022
4 min
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Per gli appassionati di ciclismo il nome Canyon rimanda immediatamente al WorldTour. L’azienda tedesca è partner tecnico del team Movistar e della Alpecin-Deceuninck. In questi anni ha accompagnato campioni del calibro di Valverde e Van der Poel alla conquista di prestigiosi traguardi.

Non tutti però sanno che Canyon è da molti anni una presenza significativa nel mondo del triathlon. Atleti di fama mondiale come Jan Frodeno, Patrick Lange, Daniela Bleymehl e Laura Philipp hanno gareggiato e vinto su bici Canyon.

Ecco la Canyon Aeroad CFR con grafica personalizzata e dedicata a Valverde
Ecco la Canyon Aeroad CFR con grafica personalizzata e dedicata a Valverde

Una partnership di prestigio

A conferma del forte legame tra Canyon e il mondo del triathlon ecco oggi arrivare una partnership di assoluto prestigio con la Professional Triathletes Organization. Per i prossimi tre anni l’azienda fondata da Roman Arnold sarà accanto alla neonata organizzazione voluta dagli stessi triatleti. L’obiettivo comune non è solo quello di rafforzare l’interazione fra gli atleti professionisti. Con questo nuovo accordo si vuole infatti far crescere a livello mondiale il numero dei praticanti, attraverso una combinazione di iniziative e servizi fino ad oggi riservati solo agli atleti professionisti.

Dopo il 4° posto nel campionato del mondo 2019, Laura Philipp resta una delle triatlete più forti
Dopo il 4° posto nel campionato del mondo 2019, Laura Philipp resta una delle triatlete più forti

L’esperienza di Canyon

Canyon porta in dote alla neonata Professional Triathletes Organization un’esperienza e un know-how senza pari, come ha voluto sottolineare fin da subito Tim Godfrey, Chief Marketing Officer di PTO.

«Questa è una partnership prestigiosa per entrambe le parti a diversi livelli. Canyon e PTO – spiega – condividono una filosofia e un impegno molto simili nel portare lo sport al livello più alto. L’esperienza, il know-how e la collaborazione con atleti di spicco come Jan Frodeno e Laura Philipp da parte di Canyon garantiranno da subito un valore significativo alle proposte della PTO Professional e Age Grouper volte a coinvolgere e far crescere la base di appassionati di triathlon in tutto il mondo».

«Siamo entusiasti – ha commentato invece Simon Summerscales, Global Head of Marketing di Canyon – di ciò che la PTO sta cercando di ottenere con il suo modello di business di proprietà degli atleti. La PTO sta portando avanti un approccio innovativo alla crescente partecipazione all’interno dello sport, sia per gli atleti professionisti che per i non professionisti. Questi ultimi hanno l’opportunità unica di guardare le prestazioni dei professionisti nel nuovo PTO Tour e poi gareggiare sugli stessi percorsi. Tutto ciò è in linea con la nostra mission di ispirare più persone a salire su una bicicletta. Lo faremo insieme attraverso interazioni divertenti e innovative come contenuti educativi, premiazioni e attivazione di eventi».

Partenza dal Canada

Il nuovo PTO Tour ha debuttato lo scorso 23-24 luglio in Canada con il primo PTO Canadian Open. La seconda tappa è coincisa con la seconda edizione della Collins Cup da 1,5 milioni di dollari in stile Ryder Cup  che si è svolta lo scorso 20 agosto e che ha visto il Team Europe affrontare il Team USA e il Team International. Il prossimo appuntamento è in programma il 17-18 settembre negli Stati Uniti con il PTO US Open. Ogni Open prevede un montepremi minimo di 1 milione di dollari e si correrà su 100 km (2 km di nuoto, 80 km di bici e 18 km di corsa).

Canyon

Pro Triathletes

Canyon guarda agli Stati Uniti e tira a bordo LeBron James

09.08.2022
3 min
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Canyon ha di recente annunciato un doppio investimento azionario che contribuirà ad espandere la propria presenza negli Stati Uniti. Il primo investitore è LRMR Ventures, il gruppo imprenditoriale dell’icona mondiale del basket LeBron James e di Maverick Carter, uomo d’affari specializzato in marketing sportivo. L’altro investitore è SC Holdings: una società di private equity con sede negli Stati Uniti, che si occupa di marchi leader di mercato. 

I nuovi investitori si uniranno agli attuali azionisti della società, tra cui il socio di maggioranza Groupe Bruxelles Lambert e il fondatore di Canyon, Roman Arnold.

Canyon ha vinto il campionato del mondo su strada nel 2018, grazie a Valverde
Canyon ha vinto il campionato del mondo su strada nel 2018, grazie a Valverde

Un momento di svolta

Canyon si trova in un momento davvero importante della sua storia. Un momento che potremmo definire di svolta con numerosi fattori di crescita, tra cui la salute e il wellness, mobilità sostenibile e distribuzione online. 

L’azienda continua ad espandere la sua presenza internazionale grazie al ruolo di leader nell’innovazione, nella tecnologia e nelle prestazioni dell’industria della bicicletta. Oggi Canyon può essere considerata un punto di riferimento in tutte le discipline agonistiche e ricreative del ciclismo su strada, gravel, mountain bike e urban. Allo stesso tempo, l’azienda tedesca si sta concentrando su nuove aree di crescita attraverso l’espansione della sua offerta di servizi e ulteriori sviluppi nel campo delle e-bike, delle biciclette urban e della connettività.

Roman Arnold, socio di maggioranza e fondatore di Canyon
Roman Arnold, socio di maggioranza e fondatore di Canyon

La parola ai protagonisti

Roman Arnold, fondatore di Canyon, ha così commentato l’ingresso dei nuovi investitori: «Sebbene non fossimo attivamente alla ricerca di nuovi investitori, LRMR e il team SC Holdings hanno immediatamente intuito la nostra missione di voler creare l’azienda di biciclette più innovativa e influente del mondo. La loro passione per ciò che stiamo costruendo li renderà membri fondamentali del nostro team».

Alle parole di Roman Arnold hanno fatto eco le prime dichiarazioni di Maverick Carter per conto di LRMR Ventures: «Come appassionato ciclista e storyteller, sono entusiasta di collaborare con Canyon. La qualità dei prodotti, la forza del marchio e il modello di vendita unico creano molte opportunità interessanti di cui desideriamo essere parte».

Il brand tedesco ha investito molto anche sul settore e-bike
Il brand tedesco ha investito molto anche sul settore e-bike

Parola a Jason Stein

Chiudiamo con le parole di Jason Stein, fondatore e socio amministratore di SC Holdings: «Da oltre 20 anni Canyon è leader nel settore del ciclismo e pioniere dell’e-commerce diretto al consumatore. Dai professionisti ai ciclisti di tutti i giorni, l’impatto su sport e cultura è visibile ovunque. Siamo onorati di collaborare con Canyon, GBL e LRMR e di contribuire a cogliere le opportunità di crescita negli Stati Uniti». 

Parallelamente all’ingresso di nuovi investitori, Canyon sta rafforzando ulteriormente le sue capacità digitali grazie alla nomina di Robert Kyncl, Chief Business Officer di YouTube, come membro del consiglio di amministrazione. 

Canyon

Canyon aggiunge un nuovo tocco d’artista al modello Ultimate

28.05.2022
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Lo scorso anno vi avevamo raccontato della versione speciale della Canyon Ultimate CF SLX 8 Disc LTD realizzata in numero limitato dal designer Erik Spiekermann. Qualche mese dopo era arrivata una versione creata appositamente per il Tour de France con un richiamo sul telaio alle carte da gioco. A distanza di un anno ecco ora arrivarne una nuova con una colorazione unica creata dal designer industriale berlinese Konstantin Grcic (foto di apertura Canyon).

Da decenni all’avanguardia nel campo del design industriale, Grcic vanta una serie di creazioni iconiche e pluripremiate. Molte delle sue opere fanno parte delle collezioni permanenti dei principali musei di tutto il mondo, tra cui il MoMA di New York e il Centre Georges Pompidou di Parigi. La sua attività personale ha lasciato il segno nel campo del design industriale, espositivo e dell’arredamento. 

Il modello scelto dal designer è la Canyon Ultimate CF SLX (foto Canyon)
Il modello scelto dal designer è la Canyon Ultimate CF SLX (foto Canyon)

Uno stile unico

La nuova versione della Ultimate CF SLX 8 Disc LTD realizzata da Kostantin Grcic riprende fedelmente lo stile progressivo caratteristico delle sue opere e dei particolari elementi iridescenti che brillano alla luce. Lavorare su una superficie limitata come quella rappresentata dal telaio di una bicicletta non è facile. Nonostante questo Kostantin Grcic ha creato qualcosa di unico facendo ricorso a delle decalcomanie rettangolari che creano riflessi sempre diversi e il cui aspetto cambia a seconda dell’angolazione di chi osserva.

Una delle decalcomanie arriva addirittura a coprire il logo Canyon posizionato sul tubo obliquo. A spiegarne la ragione è lo stesso Grcic.

«Coprire la complessa geometria del telaio con la grafica – dice – è stata una sfida. Il design è diventato più astratto, ridotto, con meno elementi, ma più appariscenti… A un certo punto ho finito per coprire la scritta Canyon. Non perché volessi nasconderla: è successo naturalmente, come parte del processo creativo. Gli appassionati di ciclismo su strada riconoscono immediatamente la Ultimate dalla sua forma distintiva, anche senza il logo».

Gli esemplari in vendita saranno solamente 50 (foto Canyon)
Gli esemplari in vendita saranno solamente 50 (foto Canyon)

L’invito a divertirsi

La nuova versione della Ultimate CF SLX 8 Disc LTD realizzata da Kostantin Grcic fa parte del progetto “Ultimate Artists’ Edition”. L’obiettivo finale di questo progetto è ispirare il maggior numero di appassionati a divertirsi in bicicletta. E’ lo stesso Roman Arnold, fondatore di Canyon, a sottolinearlo.

«La combinazione di arte e ciclismo sotto forma di design di telai speciali – racconta – mi ha sempre affascinato. E’ stato un onore collaborare con Konstantin Grcic e con tutte le altre figure di rilievo della serie Canyon Ultimate Artists’ Edition. Abbiamo cercato, in particolare, tutti quegli artisti che avessero la nostra stessa passione per il ciclismo. Ci auguriamo che la loro arte ispiri le vostre attività sportive e creative”.

Il modello disegnato da Kostantin Grcic, qui in foto, fa parte del progetto “Ultimate Artists’ Edition” (foto Canyon)
Il modello disegnato da Kostantin Grcic, qui in foto, fa parte del progetto “Ultimate Artists’ Edition” (foto Canyon)

Nata per le gare

Parlando della Ultimate CF SLX 8 Disc LTD dobbiamo ricordare che si tratta di una bici costruita per le gare ma anche per gli allenamenti quotidiani. Presenta lo stesso telaio utilizzato dai team professionisti che gareggiano nel WorldTour. L’allestimento soddisfa tutte le esigenze in termini di performance, con cambio Sram Force eTap wireless a 12 velocità, un misuratore di potenza integrato e ruote in carbonio DT Swiss ARC 1400 ad alto profilo.

Sono stati realizzati solamente 50 esemplari e sono in vendita dallo scorso martedì 17 maggio esclusivamente su canyon.com. Il prezzo di vendita è 6.799 euro.

Canyon

Canyon: anche il 2022 è aerodinamico con Aeroad

26.05.2022
3 min
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Canyon toglie il velo dalla propria gamma Aeroad 2022, una delle bici più riconoscibili e vincenti del WorldTour. La casa di Coblenza ha creato, insieme a Mathieu Van Der Poel, un binomio incredibile e vincente. In sella alla Aeroad il campione olandese ha vinto praticamente tutto: ha indossato la maglia gialla al Tour, ha conquistato due volte il Giro delle Fiandre, la Strade Bianche e quest’anno ha vestito per tre giorni la maglia rosa al Giro d’Italia.

Questo è il modello Aeroad CF SL l’entry level della gamma
Questo è il modello Aeroad CF SL l’entry level della gamma

Una lunga serie

La gamma di bici Aeroad è nata nel 2020 e i test e gli sviluppi per portare questo mezzo vicino alla perfezione sono stati molteplici. In Canyon si è lavorato per 4 anni: con numerosi test e simulazioni anche in galleria del vento per offrire agli utenti il miglior prodotto possibile.

Il modello Aeroad ha l’obiettivo di essere adatto a tutte le esigenze dei ciclisti di ogni categoria, non solo ai professionisti. Per rendere possibile tutto ciò, Canyon offre un’ampia gamma di allestimenti e tre diverse piattaforme di telaio: la Aeroad CFR di livello pro, la CF SLX per ciclisti appassionati e la CF SL, la scelta più accessibile.

Adatta ad ogni esigenza

I modelli Aeroad CFR e CF SLX hanno integrato il misuratore di potenza, per allenamenti sempre più dettagliati e specifici. La Canyon CFR, la gamma più alta delle tre, offre un allestimento degno dei professionisti: con ruote in carbonio DT Swiss ARC 1100 Dicut, alle quali si combina un telaio super leggero.

Il modello Canyon Aeroad CFR è lo stesso usato da Van Der Poel alla Parigi-Roubaix
Il modello Canyon Aeroad CFR è lo stesso usato da Van Der Poel alla Parigi-Roubaix

Tre modelli di Aeroad CF SLX saranno disponibili per la vendita a partire da 4.999 euro, prezzo per averla equipaggiata con SRAM Rival AXS. Completa la gamma la Aeroad CF SL 8 Disc a partire da 3.999 euro, allestita con cambio Shimano Ultegra, ruote DT Swiss ARC 1600.

Canyon

Con “capo” Velasco, nei segreti di Sram e Movistar al Giro

26.05.2022
7 min
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Nella giornata di riposo di Salò, ci siamo fermati anche al camion officina del Movistar Team e abbiamo sbirciato le soluzioni adottate da Valverde e compagni, che utilizzano le forniture Sram, Zipp e Canyon.

Gomme tubeless, ma anche tubolari, tantissime ruote con profili diversi e quegli impianti frenanti che non hanno bisogno di manutenzione. E le leve dei freni curvate all’interno del manubrio? Più che altro una moda, secondo Ivan Velasco, tecnico del team iberico, anche se alcuni aspetti positivi ci sono. Entriamo nel dettaglio.

Si ultimano le operazioni di setting, in merito ai rapporti richiesti dai corridori
Si ultimano le operazioni di setting, in merito ai rapporti richiesti dai corridori

Sram, Canyon e Movistar, collaborazione totale

Un team WorldTour come la Movistar non ha bisogno “solo” della fornitura dei materiali, ma anche di un supporto costante e completo dei partner. Non di rado, proprio tra i corridori, il team e le aziende che forniscono i materiali, si instaurano anche dei rapporti profondi che contribuiscono alla ricerca e sviluppo. Canyon è con la squadra di Valverde da più stagioni, Sram e Zipp sono entrati nel 2019.

«Abbiamo iniziato la collaborazione con Movistar a fine 2019, proprio alla vigilia dell’anno del Covid – spiega Carlo Anzolin, Road Race Technician di Sram per i team pro’ – e non è stato semplice. Le difficoltà erano rappresentate dalle prime forniture e dal fatto che noi, come tecnici, non potevamo andare in Spagna per effettuare i collegiali a stretto contatto dei meccanici. Proprio in queste occasioni lo staff della squadra si è dimostrato all’altezza, per competenze meccaniche e capacità di fornire dei feedback. Dettaglio, quest’ultimo, tutt’altro che secondario».

La grafica dedicata a Valverde
La grafica dedicata a Valverde

Il punto con Ivan Velasco

Ivan Velasco è arrivato al Movistar Team da quest’anno, dopo essere stato responsabile dei materiali e del loro sviluppo per l’Astana. Basco classe 1980, prima dell’Astana ha anche lavorato per Specialized. E prima ancora è stato corridore con Orbea, Euskaltel e Caja Rural.

«Dal punto di vista tecnico e di approccio, il ciclismo è cambiato davvero tanto – spiega il responsabile tecnico del team Movistar – i corridori giovani talvolta montano in sella senza il minimo problema, mentre quelli con diversi anni di attività sono pignoli in tutto».

Buona parte dei corridori più giovani usa i tubeless
Buona parte dei corridori più giovani usa i tubeless
Tubeless o tubolari?

Posso dire che abbiamo metà dei corridori che usano i tubeless e l’altra metà che monta i tubolari, per dare un riferimento. Poi la scelta viene fatta anche in base alla tipologia di percorso alla soggettività del corridore. Diciamo che gli atleti più anziani preferiscono ancora il tubolare, mentre i più giovani montano i tubeless da 28. La nostra fortuna è anche quella di avere un parco davvero importante in fatto di scelta delle ruote Zipp, tra queste ci sono le versioni hookless.

A che pressioni vengono utilizzati i tubeless, sulle Zipp hookless?

La pressione è soggettiva e il parametro da considerare è il peso del corridore, prima di ogni altro fattore. Indicativamente siamo intorno alle 4,2 bar, fino alle 4,8/5.

La raggiatura delle Zipp del team è Sapim
La raggiatura delle Zipp del team è Sapim
Sempre nel comparto ruote, le raggiature sono Sapim?

Sì, le raggiature sono Sapim, una sorta di customizzazione per il team, anche se il carico dei raggi è quello standard, che si può ritrovare anche nelle ruote con raggi classici. Anche le ruote in dotazione ai corridori hanno i raggi in acciaio.

Passando invece alla trasmissione, caricate le batterie dopo ogni tappa?

No, indicativamente ricarichiamo le batterie del deragliatore e del bilanciere dopo 3 tappe, ma comunque facciamo un check quotidiano del sistema e dello stato della batteria, semplicemente usando la app di Sram. Le trasmissioni e le batterie sono quelle che si trovano in commercio, non abbiamo delle serie dedicate.

Con quale intervallo viene sostituita la catena?

Premetto che le catene Sram hanno una longevità amplificata e fin dalle prime forniture ci hanno colpito la durata e l’efficienza. Sulle bici da gara cambiamo la catena una volta a stagione, a meno che non si verifichino problemi, magari una botta oppure un incidente. Le variabili esterne sono comunque da considerare. Se dovessi quantificare in termini di chilometri, potrei dire che una catena Sram è efficiente anche per 12.000 chilometri, forse di più. Le batterie sugli shifters le cambiamo una volta l’anno, per essere sicuri.

Ci sono anche i pignoni Sram Force, con la scala 10-33
Ci sono anche i pignoni Sram Force, con la scala 10-33
I corridori usano i pulsanti eTap Blips?

Hanno iniziato ad usare quelli della generazione precedente, collegati con il filo ai manettini, ma quasi tutti stanno passando gradatamente ai nuovi che sono wireless. Questi ultimi li troviamo ad esempio sul manubrio di Valverde, posizionati sotto la parte orizzontale. Il vantaggio è che questi pulsanti satellitari vengono alloggiati ovunque sul manubrio, senza problemi.

E cosa ne pensi delle leve girate all’interno?

E’ più che altro una moda, anche se qualche aspetto positivo può essere argomentato. Ad esempio si può sfruttare una sorta di doppio appoggio per mano e polso, ma bisogna stare attenti alla rotazione del polso. In termini di aerodinamica si guadagna qualcosa, i test lo confermano, ma anche in questo caso è fondamentale non sacrificare in modo eccessivo il comfort dell’atleta, che è portato a chiudere la spalle. Rannicchiarsi in modo eccessivo può portare a tensioni sul collo e sulla schiena.

E invece per quanto concerne la scelta dei rapporti?

E’ molto soggettiva, ma tendenzialmente i corridori spaziano tra la doppia anteriore 54-41, 52-39 per le frazioni con tanta montagna, 10-30 e 10-33 per i pignoni. Valverde ad esempio usa quasi sempre la seconda combinazione per le corone e i pignoni 10-30. La scala 10-33 l’ha chiesta per la tappa con arrivo ad Aprica.

Leve leggermente interne per Valverde, non troppo
Leve leggermente interne per Valverde, non troppo
Quali sono le considerazioni del team in merito ai freni a disco?

Le opinioni sono soggettive, anche se ormai le biciclette con i freni a disco non sono più una novità. Anche il limite del peso è un fattore quasi secondario, noi con le Aeroad siamo a 7 chilogrammi, nelle taglie più piccole andiamo anche sotto questa cifra. Il grosso vantaggio per i corridori e per i meccanici è l’affidabilità dell’impianto idraulico Sram, che non richiede il cambio dell’olio. Viene fatto una volta all’anno e nel circuito non si accumulano bolle pericolose. E poi i dischi, che non si storcono e non danno fastidio, anche dopo discese molto lunghe e tecniche.

Van der Poel: a Compiegne la sua Canyon per il pavé

17.04.2022
4 min
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«Comunque sia partirà bianca, ma non arriverà bianca e di sicuro sarà protagonista»: facciamo nostra la frase di un amico. Siamo alla partenza dell’edizione numero 119 della Parigi-Roubaix e il turbinio di emozioni è incredibile. Prima della presentazione ufficiale dei corridori abbiamo documentato qualche dettaglio della bicicletta di uno dei possibili protagonisti. Ecco la Canyon CFR Aeroad di Matthieu Van der Poel.

Roubaix 2022, la bici di MVDP
Roubaix 2022, la bici di MVDP

VdP e la sua Canyon CFR

Il telaio e la forcella corrispondono al modello normalmente utilizzato dal corridore olandese, nella versione CFR. E’ una Aeroad e Van der Poel utilizza il cockpit integrato full carbon. Il kit e il setting, nella loro completezza, sono gli stessi che MVDP utilizza per le gare “normali”.

Pacchetto Dura Ace

La trasmissione è Shimano Dura-Ace a 12 velocità (11/30), con doppio plateau anteriore (54/40). C’è l’ultima versione del power meter Shimano, le pedivelle da 172,5 e proprio l’intera guarnitura corrisponde al modello abbinato al sistema a 12 rapporti. Dietro il deragliatore non è previsto nessun chain catcher. Il reparto delle ruote è composto dal binomio C50 tubeless version e pneumatici Vittoria Corsa Control Graphene 2.0 con la sezione da 30 millimetri. Il diametro dei dischi è da 140 millimetri, per anteriore e posteriore.

Due curiosità

Per qualche minuto i tecnici/ingegneri di Shimano hanno affiancato lo staff del Team Alpecin-Fenix. Hanno misurato la distanza delle leve e dei pulsanti, rispetto al punto di appoggio (basso) delle mani.

«Cerchiamo di fare una media della distanza utilizzata dai corridori, tra leve e manubrio – le parole di un ingegnere Shimano – sono dati che vengono immagazzinati e sempre utili. Non è solo il cambio, qui c’è anche la parte idraulica dell’impianto frenante».

La seconda curiosità è la bomboletta CO2, con cap già inserito e pronto all’uso, posizionata a lato del portaborraccia (Elite in alluminio, non in carbonio) del tubo obliquo.

«Mathieu ha disponibile questa bomboletta nel caso voglia aggiustare direttamente la pressione delle gomme, magari dopo i primi tratti di pavé e dopo che ha preso il giusto feeling con i primi tratti di pietre. Il gonfiaggio iniziale è previsto al di sotto delle 4 bar”. Questa la battuta di un membro dello staff.

Nastro classico

Non ci sono doppie nastrature del manubrio, una scelta comune a tanti atleti del ciclismo attuale. Il nastro è Selle Italia, ruvido e morbido, ma standard. Selle Italia anche per la sella, modello Flite Boost Superflow con rail in carbonio e livrea personalizzata.

Canyon Endurace CF All-Road, il test

13.04.2022
6 min
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Il test della nuova Canyon Endurace in versione CF 7 All-Road. L'abbiamo anche portata in gara alla Granfondo Strade Bianche.

Dopo aver rinnovato la piattaforma Endurace, Canyon introduce la versione CF 7 All-Road, quella per i tanti utilizzi e diverse interpretazioni, il modello Endurace che maggiormente si avvicina al segmento gravel. L’allestimento standard prevede le gomme con design multipuntinato e una larghezza da 35 millimetri, ma noi l‘abbiamo provata anche in una configurazione racing.

Il nostro test vede anche la partecipazione alla Granfondo Strade Bianche.

La stabilità della Endurace è uno dei punti di forza (@chiara_redaschi foto)
La stabilità della Endurace è uno dei punti di forza (@chiara_redaschi foto)

Canyon Endurace, comfort e non solo

L’obiettivo principale è quello di avere una bicicletta comoda sulle lunghe distanze e capace di sfruttare una geometria non estremizzata. Il risultato è un mezzo versatile, adatto ad affrontare le strade sterrate e fuori porta, non troppo complicate, ma che non dimentica il dna racing di Canyon.

Il frame e la forcella mettono sul piatto una grande elasticità nelle risposte, al pari di stabilità ed equilibrio tra le parti. L’avantreno non è mai nervoso e si guida bene anche dopo tante ore di sella, preciso e senza vibrazioni. Il retrotreno e il corpo centrale della bici contengono le vibrazioni, a vantaggio di comfort, piacere di guida e stabilità.

L’allestimento

Si tratta di un tessuto composito Canyon di matrice CF, per frame e forcella. La tecnologia monoscocca collima con un’applicazione specifica del carbonio, che vuole amplificare e sfruttare l’elasticità del progetto, insieme alle geometrie dedicate alla disciplina endurance.

Tutto il cockpit è firmato Canyon, con stem e piega in alluminio (l’attacco manubrio è da 1”/1,4, ovvero con un diametro di 31,8 millimetri) e un reggisella da 27,2 millimetri. Quest’ultimo è classico, con fusto in composito. A nostro parere il nuovo progetto Endurace si sposa alla perfezione con il seat-post VCLS 2.0, quello sdoppiato per intenderci, componente che aumenterebbe ulteriormente il potere smorzante della sezione alta della bici.

La trasmissione è Sram Rival AXS, 48/35 e 10/36. Le ruote sono DTSwiss Endurance LN in alluminio, gommate Shwalbe G-One tubeless. La sella è la Fizik Argo Tempo da 150 millimetri di larghezza. La bicicletta ha un prezzo di listino di 2999 euro e a nostro parere può sfruttare un rapporto ottimale con la qualità complessiva del prodotto.

Test con doppia configurazione

Dopo aver preso confidenza con la Canyon Endurace nella sua versione originale, abbiamo voluto “estremizzare” la prova della bici portandola alla Granfondo Strade Bianche di Siena.

Per questo motivo abbiamo montato delle ruote leggere in carbonio (Deda RS4 DB con pneumatici Schwalbe Pro One tubeless), sfruttando una configurazione più stradale. La volontà è stata quella di usare una bicicletta che non conosce limiti di percorso e di interpretazione, immedesimandosi nell’utente finale che potrebbe pedalare la Endurace con qualsiasi tipologia di ruota ed allestimento.

L’arrivo in Piazza del Campo a Siena
L’arrivo in Piazza del Campo a Siena

Perfetta per buona parte degli amatori

Questa Endurace potrebbe essere la bici perfetta per fare un po’ di tutto e per gli amatori che amano le lunghe e lunghissime distanze. E’ comoda e offre dei vantaggi in termini di guida, perché è facile e stabile anche sui fondi sconnessi. Ha una geometria vantaggiosa, sfruttabile e che aiuta ad un’impostazione comoda.

Si risparmiano energie, non ci si stanca in modo eccessivo a causa delle tensioni che si generano nella parte alta del corpo e asseconda eventuali errori nelle fasi di guida maggiormente tecniche. Inoltre si adatta al meglio ad una eventuale configurazione racing.

Ripaga nel lungo periodo

La Canyon Endurance non ha il compito di essere una bicicletta per gli sprint e per i continui cambi di ritmo. Ci piace categorizzarla come una bici progressiva, più lunga nelle risposte e che ripaga nel medio e lungo termine. Non è una piuma, la configurazione originale si avvicina ai 9 chilogrammi e quella utilizzata per la Strade Bianche si abbassa poco sotto gli 8, ma proprio per le sue qualità di trazione e bilanciamento non ha paura delle salite arcigne dove si pedalata parecchio scaricando tutto il peso sulla bici. Anche in discesa è un bel cavallo da battaglia e sa anche essere veloce.

In conclusione

E’ difficile trovare un limite a questa bicicletta, che nasce per l’endurance, per essere versatile e conferma la bontà della piattaforma Endurace di Canyon. La trasversalità del suo concept dipende dal vestito che indossa e proprio le ruote (e gli pneumatici con una gestione adeguata) fanno la differenza.

Non è una bicicletta gravel, certo, la si può usare sulle strade battute e in quei contesti che definiamo “gravel leggero”, ma a nostro parere l’accostamento e una sorta di confronto, vanno fatti con una bici stradale vera e propria.

Canyon