Cetilar Nutrition è il nuovo Official Nutrition Partner di Giro d’Italia Giro-E, Giro Next Gen e Giro d’Italia Women. PharmaNutra, la realtà farmaceutica con sede a Pisa e della quale Cetilar Nutrition fa parte, ha difatti annunciato la definizione di una partnership triennale che vedrà il brand Cetilar Nutrition al fianco degli eventi ciclistici di RCS Sport & Events.
Questo importante accordo consolida il ruolo di Cetilar Nutrition come attore protagonista nel settore dell’integrazione alimentare sportiva, rafforzando il legame tra il marchio e le competizioni “endurance”. Il Giro d’Italia, infatti, non è solo una gara ciclistica, ma un evento che celebra la cultura, la storia e la passione italiana, esportando l’eccellenza nazionale in tutto il mondo. Questa collaborazione rappresenta per PharmaNutra un’opportunità unica di visibilità internazionale, sposando valori condivisi come l’impegno, la ricerca dell’eccellenza e la dedizione.
Cetilar Nutrition sarà partner tecnico del Giro d’Italia Il supporto di Cetilar è rivolto anche ai corridori della Vf Group-Bardiani CSF-FaizanèCetilar Nutrition sarà partner tecnico del Giro d’Italia Il supporto di Cetilar è rivolto anche ai corridori della Vf Group-Bardiani CSF-Faizanè
Innovazione e qualità
Lanciata nel 2023, la linea Cetilar Nutrition è stata concepita per soddisfare le esigenze degli sportivi, con una gamma di prodotti innovativi che supportano energia, idratazione e recupero. Progettati per affrontare e supportare le sfide degli sport di lunga distanza, i prodotti Cetilar Nutrition rispondono alle necessità di chi pratica ciclismo: uno sport che richiede resistenza fisica e una gestione ottimale delle risorse energetiche. La presenza del marchio nel settore è tra l’altro già significativa, con collaborazioni con squadre professionistiche come VF Group-Bardiani-CSF Faizanè e con eventi di rilievo quali la Gran Fondo Strade Bianche e la Gran Fondo Il Lombardia Felice Gimondi.
La partnership con il Giro d’Italia, il Giro-E, il Giro Next Gen e il Giro d’Italia Women – rappresenta un ulteriore passo avanti per Cetilar Nutrition. Grazie alla copertura mediatica globale e al vasto pubblico che segue l’evento, il marchio avrà difatti la possibilità di ampliare la propria presenza sul mercato, generando benefici economici e di immagine. L’accordo prevede inoltre attività di co-branding e campagne promozionali, con l’obiettivo di dimostrare l’impegno di PharmaNutra verso l’innovazione e la qualità.
Roberto Lacorte, Vice Presidente PharmaNutra spaRoberto Lacorte, Vice Presidente PharmaNutra spa
L’impegno nel ciclismo
«Essere scelti come Official Nutrition Partner del Giro d’Italia è per noi motivo di grande orgoglio – ha dichiarato Roberto Lacorte, Vice Presidente di PharmaNutra spa – e questa partnership in modo particolare testimonia il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni innovative per supportare gli atleti nelle loro sfide più complesse. Inoltre, il Giro d’Italia, dopo ben 45 anni, farà tappa a Pisa, sede della nostra azienda, rendendo l’accordo ancora più bello e significativo. Grazie a questa collaborazione, PharmaNutra conferma il proprio ruolo di protagonista nel mercato della nutrizione sportiva, preparandosi a tre anni di sport, innovazione e passione. Cetilar Nutrition continuerà inoltre a essere Official Nutrition Partner di eventi di rilievo come Strade Bianche, Gran Fondo Strade Bianche e Gran Fondo Il Lombardia, e del team VF Group-Bardiani CSF-Faizanè riaffermando così il proprio forte impegno nel mondo del ciclismo».
Nel mondo del ciclismo professionistico, l’alimentazione ha assunto un ruolo centrale, pari a quello della preparazione fisica. Questo aspetto è sempre più determinante e se già 10 anni si parlava di alimentazione 2.0, oggi è lecito di parlare di alimentazione 3.0.
Ci immergiamo in questa tematica conNicola Moschetti, nutrizionista della Bahrain Victorious, per esplorare come la pandemia da Covid-19 abbia segnato un punto di svolta, trasformando il rapporto tra gli atleti e la nutrizione. Moschetti ha individuato tre pilastri fondamentali che definiscono le attuali strategie alimentari: l’attenzione ai carboidrati, il controllo dei grassi e una maggiore consapevolezza generale.
Nicola Moschetti, giovane nutrizionista della Bahrain VictoriousNicola Moschetti, giovane nutrizionista della Bahrain Victorious
Rivoluzione carboidrati
Moschetti non ha dubbi e parla immediatamente di carboidrati.Quante volte abbiamo affrontato questo argomento: tipologia dei carbo, quantità prima, dopo e soprattutto durante, quando parliamo di grammi/ora.
«Il punto di partenza – spiega Moschetti – è stato educare i corridori a calcolare i carboidrati in modo preciso, una pratica mutuata dall’ambito clinico, come accade per i pazienti diabetici». Questa metodologia è diventata una consuetudine: oggi ogni ciclista sa quanta pasta mangia o quanti carboidrati ci sono in quattro albicocche. Rispetto a cinque anni fa, quando leggere le etichette dei prodotti era un’eccezione, ora è diventato un gesto naturale.
Il lavoro dei nutrizionisti va oltre il semplice conteggio delle calorie. «Noi ci occupiamo di conteggiarle – prosegue Moschetti – ma l’obiettivo è far comprendere ai corridori la qualità di ciò che mangiano. La bilancia non è più vista come un obbligo, ma come uno strumento. Questa educazione si svolge sin dai ritiri invernali e consente agli atleti di affrontare la stagione con una mentalità diversa.
«Un altro concetto chiave è il “train the gut”, ovvero l’allenamento dell’intestino. Facciamo assumere anche 120 grammi di carboidrati all’ora durante gli allenamenti. Prima era impensabile. Una volta si mangiava poco per dimagrire; oggi si mangia bene per allenarsi meglio. Questo cambio di mentalità evita problemi gastrointestinali in gara e migliora la performance complessiva».
Un tempo i grassi erano scartati a prescindere, oggi si usano e sono ben bilanciatiUn tempo i grassi erano scartati a prescindere, oggi si usano e sono ben bilanciati
Controllo dei grassi
Il secondo pilastro riguarda i grassi e soprattutto la loro gestione, il loro controllo sia in termini quantitativi che qualitativi.
«Gli atleti sono sempre più attenti – dice Moschetti – e controllano anche le etichette per verificare la presenza e la tipologia di grassi. Questo cambio di prospettiva riflette una maggiore consapevolezza rispetto al passato, quando l’obiettivo principale era eliminarli il più possibile.
«Oggi – prosegue il nutrizionista – non si tratta più di demonizzare i grassi, ma di integrarli in modo equilibrato. Hanno una funzione essenziale e fanno parte di un’alimentazione bilanciata. Questo approccio è frutto di una rivoluzione culturale nel modo di concepire la nutrizione».
Che sia il van cucina o la sala di un hotel, la food room è ormai un passaggio fondamentale per gli atleti (foto Charly Lopez)Che sia il van cucina o la sala di un hotel, la food room è ormai un passaggio fondamentale per gli atleti (foto Charly Lopez)
Più consapevolezza
La terza grande trasformazione è legata proprio alla consapevolezza, termine che è comparso più volte in questo articolo.
«In passato – racconta Moschetti – il rapporto tra cibo e ciclista era conflittuale. Si pensava che mangiare poco, essere magri a prescindere, fosse sinonimo di successo. Oggi questa concezione è stata completamente superata. Gli atleti hanno capito che l’alimentazione non è una privazione, ma una componente fondamentale della performance.
«Abbiamo raggiunto grandi risultati – spiega Moschetti – grazie a una maggiore educazione alimentare. Gli atleti mangiano con cognizione di causa e hanno meno stress, quando vengono nella food room sono più curiosi, più tranquilli e più informati».
Per esempio, come ci diceva anche l’altro giorno Martina Fidanza, un pezzetto di cioccolato non è più visto come un “vade retro Satana”, ma come un alimento da inserire in modo intelligente nella dieta.
Questa rivoluzione dell’alimentazione è stata resa possibile anche dalla presenza costante di figure come Moschetti, che supportano gli atleti nel fare scelte alimentari consapevoli. Oggi ogni squadra ha ben più di un nutrizionista nell’organico, cosa impensabile fino ad un lustro fa, quando solo alcuni team ne avevano uno o al più c’erano delle collaborazione esterne più o meno forti.
«La nostra funzione – conclude Moschetti – non è solo quella di controllare, ma di mettere gli atleti nelle migliori condizioni per mangiare bene senza stress. L’alimentazione è ormai parte integrante dell’allenamento e contribuisce non solo al loro benessere, ma anche ai loro successi. Il futuro del ciclismo si gioca anche a tavola, dove scienza e consapevolezza lavorano insieme per fare la differenza».
Succede fra gli uomini e fra le donne. L'ossessione del peso forma rischia di diventare il solo obiettivo, prima della vittoria. E' un problema di cultura
Li ha riuniti tutti il Canturino. Il nuovo preparatore, Giacomo Conti, ha corso da junior nella squadra lariana e così al momento di avviare la nuova stagione, ha organizzato una serie di incontri. Lunedì sera è toccato alla nutrizionista, poi sarà la volta del medico. L’idea è che i corridori siano informati di tutto ciò che ruota attorno alla vita da atleta.
«E’ il momento in cui si costruisce la stagione – dice Conti, allenatore e biomeccanico – non ci sono ancora gare e gli allenamenti sono blandi. Mettere subito in linea le cose importanti è fondamentale per non dover rincorrere durante l’anno. Proprio l’incontro con la nutrizionista ha fatto capire quanto il ciclismo sia cambiato sotto questo aspetto negli ultimi cinque anni. Proprio lei, che è stata un’atleta di vertice, ha fatto notare ai ragazzi che rispetto a quando si allenava anche due volte al giorno, però mangiando come si faceva prima, oggi che si allena due volte al mese ha perso solo 30 secondi sulla sua salita di riferimento che è il Selvino».
La Ratto in cattedra
La nutrizionista è una di casa per bici.PRO e bici.STYLE: Rossella Ratto. Piemontese trapiantata da sempre a Bergamo, ha 31 anni, è stata terza al mondiale del 2013 dietro Marianne Vos ed Emma Johansson, ha vinto il Giro dell’Emilia del 2014 e in precedenza era stata medaglia d’argento ai mondiali juniores del 2010 a Offida, battuta in volata da Pauline Ferrand-Prevot. L’anno dopo, ancora nella cittadina marchigiana, ha conquistato i campionati europei a crono e su strada. Laureata in Scienza della Nutrizione, ha smesso di correre nel 2021 e da poco più di un anno ha aperto il suo studio e scrive per noi i suoi articoli, essendo passata per tutte le fasi più recenti del ciclismo per quanto riguarda l’alimentazione.
Rossella Ratto, piemontese che vive a Bergamo, ha corso fino al 2021. E’ laureata in Scienza della Nutrizione (foto Joule)Rossella Ratto, piemontese che vive a Bergamo, ha corso fino al 2021. E’ laureata in Scienza della Nutrizione (foto Joule)
Rossella, si torna al tempo in cui ti facevamo noi le interviste: che esperienza è stata questo incontro con i ragazzi del Canturino?
Avevo già fatto qualcosa del genere con la Bustese Olonia, mi piace lavorare con i ragazzi più giovani e vedo che le richieste in questo senso aumentano. Diciamo che il 70 per cento dei corridori è avanti nei ragionamenti, però ti trovi anche quello che è ancora bello… grezzo, tutto da formare. Ci sono delle belle differenze. Quindi ti trovi quello che mangerebbe male anche nella vita di tutti i giorni e chi invece è attento già alla tipologia dei carboidrati che assume: non solamente alla grammatura, ma anche al tipo di carboidrato.
Ti sembrano ragazzi che si informano leggendo siti e riviste oppure che hanno già lavorato con un nutrizionista?
Principalmente hanno studiato. C’è qualcuno che ha già lavorato con i nutrizionisti e quelli di solito hanno più un approccio… pacifico con la dieta. Invece i ragazzi che hanno studiato, come è tipico nell’adolescenza, tendono ad avere un approccio tra il curioso e l’arrogante. Quindi in questi casi devi essere proprio sicura di guadagnarti la loro stima.
Allora parliamo proprio della serata del Canturino, come si è svolta?
Eravamo in una banca, la BCC Cantù, accanto alla loro sede, dove la società ospita questo tipo di eventi. Io ho fatto subito una presentazione di un’oretta, affrontando i temi dalla base fino a qualcosa di più specifico. Li avevo già incontrati individualmente a inizio novembre, quindi bene o male conoscevo il loro livello di formazione e le difficoltà alimentari. Proprio per questo ad esempio ho inserito una sezione sulle ricette.
Il CC Canturino 1902 è un team lariano che svolge attività per juniores uomini e donneIl CC Canturino 1902 è un team lariano che svolge attività per juniores uomini e donneIl team femminile conta su sei ragazze, guidate dal diesse Pino Sala
Le ricette?
Sapendo che hanno difficoltà a inserire certi tipi di verdura, ho preparato un paio di ricette da provare. E poi sapendo che variano poco la dieta, questa è una tendenza di quelli che studiano di più, ho fatto vedere perché invece è importante apportare delle variazioni ai soliti schemi. Quindi per loro c’è stato un approccio più personalizzato, ispirato agli incontri individuali che avevamo già fatto.
Hai presentato le ricette: c’erano solo i ragazzi o c’erano anche le mamme che poi quelle ricette devono prepararle?
C’erano anche le mamme e i papà che si leccavano i baffi. Ma non crediate che quelle ricette le faranno solo le mamme, perché su questo ci sono dei ragazzi veramente sul pezzo.
Quanto è importante in questi incontri che Rossella Ratto metta su tavolo il suo essere stata atleta di vertice?
Tanto, non potrei mai presentarmi solo come nutrizionista e mettere in gioco solo la metà di me. E’ fondamentale ed è ancora più importante per le donne. A differenza del maschile, le donne tendono sempre a mangiare meno. Crescono con tante cose che si sentono dire e con tante di loro devo ricostruire dalle basi. Quindi lì la mia esperienza in questo conta ancora di più. Anche io ci sono passata e adesso che so giustificare certi passaggi e certe esigenze a livello scientifico posso essere ancora più incisiva. Mi sento di riuscire a dare qualcosa in più, insomma.
Fra le ragazze del Canturino Misia Belotti è stata selezionata per la crono ai mondiali di Zurigo (immagine Instagram)Fra le ragazze del Canturino Misia Belotti è stata selezionata per la crono ai mondiali di Zurigo (immagine Instagram)
C’è stata anche una fase dedicata alle domande?
Lascio sempre spazio per questo alla fine, ma anche durante, se hanno dei dubbi. E infatti sono venute fuori domande su quanti grammi di zucchero si possono mettere nella borraccia. Sull’opportunità o meno di prendere solo rifornimento liquido in gara. Oppure su come gestire il pranzo, perché a scuola non glielo lasciano portare. Cose molto pratiche e legate alla quotidianità. Considerate che l’80 per cento di loro aveva già ricevuto la dieta elaborata dopo la prima visita. Parliamo di juniores e di ragazzi completamente alle prime armi forse ce n’erano il 40 per cento, fra uomini e donne. E sembrava quasi che avessero paura a fare domande, perché sono ben coscienti di essere meno preparati sul tema della nutrizione rispetto ad altri compagni. Questa almeno è stata la mia impressione.
Quanto è durato il tutto?
Un’oretta e mezza, anche perché i ragazzi il giorno dopo andavano a scuola e magari avevano avuto il rientro, perché il lunedì di solito hanno il rientro nel pomeriggio ed è già tanto che siano riusciti a seguirmi. Alcuni sono emiliani, altri di Pavia. Se non sbaglio c’era un ragazzo del cuneese, quindi li ho fatti registrare alla presentazione e l’ho ho condivisa anche online, sia in diretta sia registrata per chi aveva altri impegni. Così riescono a seguirla e ad avere elementi di educazione nutrizionale oltre alla tabella, perché la tabella in sé parla poco e magari se non capiscono cosa c’è sotto, diventa anche una limitazione. Invece il mio approccio è più educativo. Gli spiego che questo è quello che più o meno dovrebbero mangiare per raggiungere intanto l’obiettivo del peso, che per tanti ragazzi può essere anche legato alla crescita muscolare. E poi da quel punto, devono imparare a fare le sostituzioni in autonomia. Diciamo che è stato un incontro per dargli gli strumenti necessari.
Giacomo Conti è il preparatore del CC Canturino in cui ha corso a sua volta da juniorGiacomo Conti è il preparatore del CC Canturino in cui ha corso a sua volta da junior
Ce ne saranno altri oppure da ora in avanti diventerà un rapporto individuale?
Ci sarà sicuramente un altro incontro in studio, poi in base alle esigenze e alle richieste si lavorerà sull’individualità. Ho consegnato loro un questionario da compilare settimanalmente dove faccio delle domande, tra cui anche il monitoraggio del peso, in modo da tenere traccia di quello che sta succedendo. E se qualcosa non mi torna, sono io che li contatto. E poi in base agli appuntamenti che avranno durante stagione e in base alla preparazione che dovranno seguire, sarò io a mandargli gli aggiornamenti della dieta.
Ci si lamenta sempre dell'azione di chi governa, ma a volte gli insoddisfatti hanno ragione. L'azione della Federciclismo potrebbe essere molto più incisiva
Tra i molti prodotti di Cetilar® Nutrition, azienda di integratori parte del gruppo PharmaNutra, ce ne sono alcuni che possono rivelarsi molto utili durante l’attività fisica autunnale (immagine depositphotos.com in apertura). Nello specifico parliamo di due prodotti, che prevengono i malanni stagionali e che aiutano il recupero ottimale.
Uno è Defense Booster, che sostiene il sistema immunitario mantenendo alto il livello delle prestazioni. L’altro è Night Restore, un alleato per il migliorare il recupero fisico e mentale nelle ore notturne. Andiamo a vederli più nel dettaglio.
Questo è Defense Booster, che supporta il sistema immunitario e mantiene costante il livello delle prestazioniDefense Booster, supporta il sistema immunitario e mantiene costante il livello delle prestazioni
Defense Booster
Con Defense Booster parliamo di un integratore alimentare pensato soprattutto per chi pratica sport di endurance. Per quei fisici, cioè, che corrono il rischio di essere messi a dura prova dalle lunghe ore in sella e incorrere in un indebolimento del sistema immunitario, il fenomeno della cosiddetta “open window” (una volta si sarebbe forse detto “colpo di freddo”). Quel momento in cui l’organismo è più soggetto ad ammalarsi, tipicamente in autunno ed inverno.
Per prevenire tutto ciò e rinforzare le difese immunitarie, Defense Booster combina un sacco di cose. L’azione immunomodulante e antiossidante di 6 minerali, 3 vitamine e nutrienti fondamentali come il licopene e il coenzima Q10. Ogni ingrediente è stato scelto per assolvere ad una specifica funzione.
Il ferro contribuisce a sostenere il metabolismo energetico e la normale funzione del sistema immunitario, oltre che alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Lo zinco aiuta la normale sintesi proteica e, in combinazione con il selenio, sostiene la risposta immunitaria. Il magnesio, com’è noto, contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, oltre a garantire il normale funzionamento del sistema nervoso e della funzione muscolare. Il cromo, dal canto suo, contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti. Lo iodio poi aiuta a sostenere il metabolismo energetico, la funzione cognitiva e il funzionamento del sistema nervoso.
La vitamina D3 aiuta il mantenimento di ossa normali, della funzione muscolare, e anche lei sostiene la normale funzione del sistema immunitario. Poi c’è la cara vecchia vitamina C, che come sappiamo fin da bambini aiuta il sistema immunitario durante e dopo lo sforzo fisico. Infine la vitamina E, che aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo dell’endurance.
Cetilar consiglia l’assunzione di una bustina di Defense Booster al giorno, sciolta un bicchiere d’acqua, almeno a 3-4 ore di distanza dall’attività sportiva. Il prezzo di una confezione di Defense Booster, che contiene 20 bustine da 4,5 grammi, è di 24,90€.
Ecco Night Restore, un alleato per il migliorare il recupero fisico e mentale nelle ore notturneNight Restore, un alleato per il migliorare il recupero fisico e mentale nelle ore notturne
Night Restore
Come dice il nome stesso, Night Restore è un integratore ideato per chi ha bisogno di un aiuto per il proprio riposo. Può essere un buon alleato per chi si allena nelle ore serali (magari anche in palestra o correndo a piedi) e poi per l’accumulo di adrenalina fatica a rilassarsi. Oppure anche, specularmente, per chi si allena la mattina presto e la sera ha bisogno di addormentarsi nel miglior modo possibile.
E’ utile però anche nella vita di tutti i giorni. In caso di ansia da prestazione, stress quotidiano, jet lag, stanchezza accumulata, difficoltà di addormentamento, insomma per contrastare tutti quei fattori che possono ostacolare il riposo notturno, tema caro a Cetilar®.
Night Restore è a base di Magnesio Sucrosomiale e proteine idrolizzate del latte. Due elementi (naturali) che contribuiscono ad aiutare il rilassamento e a garantire il corretto riposo, sia fisico che mentale. Importante sottolineare che è al 100% naturale, non causa sonnolenza o assuefazione.
Il consiglio dell’azienda è di assumere una compressa di Night Restore la sera 30 minuti prima di andare a dormire. Si trova nel sito di Cetilar® Nutrition in confezione da 20 compresse al prezzo di 21 euro.
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«Il grosso passo quest’anno è stato l’essere seguito in maniera super professionale da un team valido di preparatori e nutrizionisti. Il cambio sostanziale penso sia arrivato grazie a Gorka, il nutrizionista della squadra. Ci manda delle tabelle settimanali tarate in base agli allenamenti e al consumo calorico. Alla fine questa è una parte fondamentale, in quanto ci fornisce l’energia per essere sempre in forze e mantenere il peso costante».
Queste parole di Filippo Baroncini, reduce della prima vittoria da professionista, nella nostra intervista di sette giorni fa ci hanno incuriosito. Il corridore da quest’anno in forza al UAE Team Emirates ha cambiato parecchio dal punto di vista dell’alimentazione e della nutrizione. L’artefice di tutto ciò, come ammesso dallo stesso Baroncini, è stato Gorka Prieto il nutrizionista del team emiratino. Siamo andati a chiedere direttamente a lui in che modo ha lavorato e portato il campione del mondo U23 di Leuven a un nuovo livello.
«E’ la prima volta – dice Gorka – per stessa ammissione di Baroncini, che qualcuno lo segue in maniera così completa dal punto di vista dell’alimentazione. A inizio stagione ci siamo dati un target di peso da rispettare in base agli obiettivi che aveva nel corso dell’anno. Il primo test fatto è stata una semplice plicometria che mi ha permesso di capire i valori di grasso corporeo».
Alla base della crescita di Baroncini c’è la cura dell’alimentazione grazie alle conoscenze di Gorka il nutrizionista del teamAlla base della crescita di Baroncini c’è la cura dell’alimentazione grazie alle conoscenze di Gorka il nutrizionista del team
Qual è il target di peso deciso per Baroncini?
Tra i 76 e 76,5 chilogrammi nel momento di massima forma. Chiaramente non si può mantenere il peso costante per tutto l’anno, quindi sono state fatte delle scelte in base al calendario. Baroncini aveva come obiettivo quello di fare bene alla Vuelta e nel finale di stagione. Siamo partiti un po’ più alti per poi adattare il peso verso questi impegni.
Come segui i corridori?
Tutti hanno un piano alimentare da seguire e tramite un’applicazione io fornisco loro un menu. In questo modo sanno cosa mangiare anche quando sono a casa. Tutto viene calibrato in base agli allenamenti e al tipo di obiettivi. Il nostro team comunica in maniera totale.
Michele Romano, cuoco del UAE Team Emirates, ha un piano alimentare e sa cosa cucinare agli atleti durante le gareMichele Romano, cuoco del UAE Team Emirates, ha un piano alimentare e sa cosa cucinare agli atleti durante le gare
Spiegaci meglio.
Il preparatore carica il piano di allenamenti settimanali su Training Peaks, io lo vedo e calibro cosa bisogna fare a livello nutrizionale per avere sempre la giusta dose di energie e il miglior reintegro.
Qual è stato il primo passo fatto con Baroncini?
Fare un’intervista con lui e spiegargli il nostro metodo di lavoro. Poi abbiamo preso le misure: grasso corporeo e peso. Infine ci siamo confrontati sui suoi gusti e il metodo di alimentazione in gara. Il nostro non è un metodo che impone qualcosa all’atleta, ma lo aiutiamo seguendolo al meglio. Se un giorno preferisce il riso alla pasta, lo comunica e io cambio la tabella nutrizionale.
La pasta viene pesata cotta e condita per garantire il giusto apporto nutritivo (foto Giallo Zafferano)La pasta viene pesata cotta e condita per garantire il giusto apporto nutritivo (foto Giallo Zafferano)
Quanto è stato difficile integrare nel vostro sistema un corridore nuovo che non era abituato a lavorare in questa maniera?
Baroncini è un ragazzo estremamente bravo e diligente. Ha capito subito come questo metodo potesse aiutarlo a migliorare e crescere nelle prestazioni. D’altronde avere qualcuno che ti dà delle indicazioni precise su come mangiare e cosa ti permette di concentrarti al 100 per cento sull’obiettivo.
Che è diverso dall’essere seguiti solamente in gara.
Decisamente. Perché poi in quei giorni sai cosa fare e ti viene detto. Poi però quando torni a casa non hai continuità nel lavoro. Il rischio più grande è che il corridore mangi meno del dovuto, arrivando vuoto e senza energie a fine gara o allenamento.
Il gusto degli atleti gioca una parte importante nel costruire la tabella nutrizionaleIl gusto degli atleti gioca una parte importante nel costruire la tabella nutrizionale
Baroncini è un corridore “massiccio” che ha bisogno di un costante apporto di energia…
E’ un ragazzo alto e parecchio muscoloso quindi il suo fabbisogno energetico di base è più alto di quello di uno scalatore. Poi tanto dipende dal tipo di gara e di allenamento. La cosa importante è sapere quanto ha consumato all’interno di uno sforzo per regolare l’alimentazione. A inizio stagione abbiamo tenuto il peso più alto, anche se di poco. Con l’avvicinarsi degli obiettivi ho calcolato la strada giusta per arrivare al peso forma.
La grande differenza vista?
L’alimentazione in corsa. Filippo non era abituato a mangiare tanto durante le gare, rispetto allo scorso anno integra di più.
Uno dei passi in avanti fatti da Baroncini è l’aver imparato ad alimentarsi nel modo corretto in corsaUno dei passi in avanti fatti da Baroncini è l’aver imparato ad alimentarsi nel modo corretto in corsa
Ha qualche richiesta o esigenza particolare?
No. In gare o allenamenti impegnativi l’apporto di carboidrati è intorno ai 120 grammi ogni ora. Lui è uno che preferisce usare le borracce, quindi integrazione attraverso i liquidi. Io sono in costante comunicazione con il nostro fornitore di integratori: Enervit, per riportare le richieste dei corridori e adattare i prodotti alle loro esigenze.
Ad esempio?
Le famose rice cake si fanno ancora, ma con una ricetta diversa. Si usa il riso soffiato e marshmallow per avere un apporto maggiore di zuccheri. Questa soluzione risulta anche più facile da digerire in gara.
Ormai le partenze per Parigi sono già iniziate: se quelle degli atleti si susseguono in base al calendario, i vari entourage sono già all’opera spesso in loco. E’ chiaro che questa edizione dei Giochi Olimpici (la prima con lo stesso fuso orario italiano, cosa che non avveniva addirittura dal 1992 a Barcellona) ha dal punto di vista logistico indubbi vantaggi, basti pensare a quel che riguarda l’alimentazione dei corridori.
La spedizione dei cronoman azzurri è già a Parigi: anche la cucina è aperta (foto FCI)La spedizione dei cronoman azzurri è già a Parigi: anche la cucina è aperta (foto FCI)
In cucina tutto da solo
Mirko Sut, chef della Lidl-Trek è ancora una volta al seguito della nazionale, a lui il compito di fornire tutto il necessario alle nazionali della mountain bike e della pista, mentre strada e crono avranno un altro chef. Parliamo al singolare non a caso: «Siamo da soli per curare l’alimentazione della squadra, un po’ come avviene alle corse e questo si può fare avendo contatti molto stretti con la struttura logistica che ci ospita e i suoi rappresentanti. Io ho iniziato a sentirli già da molte settimane, ho fatto presente le nostre esigenze e soprattutto ho già ricevuto tutte le indicazioni necessarie per avere la materia prima, che dovrà essere fresca e di prima qualità».
Questo è uno dei vantaggi di gareggiare a Parigi, a due passi dal nostro Paese, quindi dovendosi portare da casa molto meno di quello che avveniva nelle ben più lunghe trasferte delle passate edizioni: «A Tokyo era tutto molto più complicato (foto di apertura, ndr), chiaramente abbiamo dovuto spedire tantissimo materiale, dalle forme di parmigiano alla pasta tanto per fare due esempi. In Francia è tutto molto più semplice anche perché non trovi solo i prodotti delle grandi catene di distribuzione, ma anche quei brand con cui siamo più avvezzi a lavorare, magari più piccoli ma di qualità ottima e comprovata».
Il parmigiano non manca mai nelle spedizioni azzurre. A Parigi sarà facile trovarlo…Il parmigiano non manca mai nelle spedizioni azzurre. A Parigi sarà facile trovarlo…
Cercando sempre qualcosa di gradevole
Sapere che una persona sola si occupa in cucina dell’alimentazione di tante persone per certi versi stupisce, considerando anche che vengono da realtà ciclistiche diverse e che hanno magari proprie esigenze specifiche volute dai nutrizionisti che li seguono. Eppure per Sut sembra tutto molto semplice: «Molti di questi corridori li conosco da anni, basti pensare a Ganna con cui ho condiviso il primo mondiale 10 anni fa, quand’era ancora junior. Poi due quarti della squadra d’inseguimento sono con me alla Lidl-Trek, so di molti non solo le esigenze, ma anche i gusti e se si può dare qualcosa di gradevole che serva anche al morale seppur inserito nella dieta, è un aiuto in più. I ragazzi al buffet trovano comunque le giuste proporzioni di carboidrati, proteine e verdure, sempre».
Attenzione a questo avverbio finale, perché stiamo parlando della pista, quindi significa che i tempi sono sfalsati per chi gareggia: «E’ vero, è forse la disciplina più difficile da seguire dal nostro punto di vista, si lavora a ciclo continuo perché c’è chi ha la gara al mattino, chi al pomeriggio. Oltretutto lavorare sempre con prodotti freschi richiede tempo, ma fa parte del gioco».
Insieme a Filippo Ganna, suo amico e con cui condivide trasferte azzurre sin dal 2014Insieme a Filippo Ganna, suo amico e con cui condivide trasferte azzurre sin dal 2014
Lavoro a ciclo continuo
Per questo è fondamentale per Sut essere pienamente coordinato con i tecnici: «In base agli impegni e alle fasce orarie si stabiliscono i pasti sin dalla colazione. Oltretutto essi cambiano anche in base alla specialità e non sono solo legati alle gare, ma anche agli allenamenti. Bisogna prestare molta attenzione e calendarizzare ogni giornata fin nei minimi dettagli».
Per affrontare tutto ciò serve una grande passione e Sut, che ha anche seguito la sua squadra al Tour de France tornando un po’ prima per riuscire a staccare la spina almeno per qualche giorno, ammette che a spingerlo c’è innanzitutto l’amore per la maglia azzurra: «I corridori a lungo andare diventano amici, ti senti con loro e quando vincono è come se avessi vinto tu. Per questo l’avvicinamento ai Giochi è vissuto con un’adrenalina pazzesca. E’ un gruppo molto unito, come una grande famiglia e siamo tutti, ognuno nel suo, loro in gara e io in cucina, tesi verso l’obiettivo».
Sut alle prese con la cucina giapponese. A Tokyo 2020 le difficoltà furono molto maggioriSut alle prese con la cucina giapponese. A Tokyo 2020 le difficoltà furono molto maggiori
Una valigia carica di… speranze
Per questo anche da parte sua può arrivare una testimonianza valida di come sia l’atmosfera nella squadra: «Sono tutti carichi a molla, con un’incondizionata fiducia verso il cittì e verso i propri compagni. Rispetto a tre anni fa c’è una responsabilità diversa, quello che è stato fatto a Tokyo non verrà mai cancellato ma è chiaro che tutti guardano ora ai nostri. Ma è altrettanto chiaro che si va a Parigi per far bene. Tutti, me compreso…».
Il CC Canturino propone ai suoi atleti delle lezioni alla vigilia della stagione. Qui quello che hanno fatto con Rossella Ratto sul tema della nutrizione
Okay, Tadej Pogacar è un fenomeno, però se è così forte il merito è anche della cura che lo sloveno e il suo entourage ripongono nei dettagli. Bici al top, integrazione al top, accessori al top. E poi gregari, staff… tutto funziona al meglio. E in questo contesto non poteva mancare l’alimentazione, oggi tassello fondamentale.
Michele Romano è il cuoco della UAE Emirates. E’ lui che prepara per Tadej e i compagni i piatti durante le corse e persino durante i ritiri. E non sono mai pietanze banali: qualità e funzionalità sono sempre portate al massimo. In questo Giro d’Italia trionfale c’è dunque anche il suo zampino.
Se preparato ad hoc anche il sushi può essere un buon piatto per il recupero. Tadej e i suoi hanno fatto spesso ricorso al pesceSe preparato ad hoc anche il sushi può essere un buon piatto per il recupero. Tadej e i suoi hanno fatto spesso ricorso al pesce
Il tuo lavoro, Michele, è molto più complesso di quel che ci si può aspettare. Quest’inverno ci avevi parlato della “messa a punto”, del bilanciamento delle ricette. Spiegaci meglio…
Durante il ritiro spagnolo abbiamo bilanciato le ricette che poi i ragazzi hanno mangiato e mangiano nel resto dell’anno. Partiamo dai primi (sostanzialmente riso e pasta, ndr) e testiamo le ricette e le quantità dei condimenti. Per bilanciare intendo le quantità di grassi e degli altri macronutrienti per ogni piatto finito.
Fai questo insieme al nutrizionista?
Esatto, insieme. Studiamo i pesi precisi di quel che andiamo ad utilizzare nel corso della stagione. E questo è importante ai fini pratici perché si risparmia tempo quando si è in gara, si ha la certezza di quel che si andrà a preparare, e quindi fare fronte alle determinate esigenze del momento, e soprattutto è replicabile anche da altri cuochi, qualora non ci sia io.
E questo lavoro è tornato utile anche al Giro…
Chiaro. Abbiamo selezionato le ricette per le varie e tappe e ci siamo mossi di conseguenza. Che sia una tappa piana, ondulata o di montagna, abbiamo ricette specifiche.
Le ricette cambiano anche in base al meteo?
Certo. Faccio un esempio: se le temperature sono basse facciamo delle zuppe, delle vellutate o dei purè di verdure per aiutarli a mantenere il calore.
Il pane fatto in casa UAEMichele Romano e il pane fatto in casa UAE
Il menù è solo per la sera?
No, è per le colazioni, per il pranzo che poi sarebbe il recupero post tappa, e per la cena. Per le colazioni quello che varia da parte mia è il pane sostanzialmente. E ne abbiamo studiato diverse tipologie. Per esempio, se c’è una tappa piatta usiamo del pane dolce fatto con uva passa. Per una tappa di media montagna prepariamo pane alla curcuma o alle olive.
Perché curcuma o olive?
Perché sono antinfiammatori e restano facilmente digeribili. Mentre utilizziamo un pane bianco più classico per le tappe di montagna. A queste ricette aggiungiamo sempre delle fibre utilizzando delle farine biologiche macinate a pietra, quindi parliamo di farina di tipo 1 o 2.
Immaginiamo che sia tu a fare la spesa, vista la particolarità delle ricette. E’ così?
Esatto, la faccio io. Una settimana prima del nostro arrivo, invio una mail a tutti gli hotel presso cui andremo a soggiornare richiedendo prodotti specifici in base alle indicazioni del nutrizionista. Ma prima del via abbiamo una nostra scorta, tra l’altro fornita dai nostri sponsor, per quel che concerne i prodotti secchi, come la pasta, ma anche l’olio e i vari conservati. Questi prodotti sono stoccati in magazzino. Andiamo lì e ci riforniamo prima della grande partenza.
Michele, quando parli delle richieste agli hotel, indichi anche il marchio del prodotto che volete trovare?
Sì, sì… primo perché deve essere di qualità estrema e poi perché avendo fatto i nostri bilanciamenti siamo certi che quel brand ha determinate caratteristiche. Io poi comunque supervisiono quel prodotto e se non è quello richiesto o non mi soddisfa non lo uso.
Ecco (più o meno) il crumble alla nutella richiesto da TadejEcco (più o meno) il crumble alla nutella richiesto da Tadej
Quali sono state le tre pietanze più gettonate da Pogacar in questo Giro d’Italia?
Tadej è un buongustaio e mangia davvero di tutto. Gli piace molto il pesce bianco di qualità, come spigole e bronzini. Ma soprattutto ama la pasta più di ogni cosa. Nelle tre settimane l’ha mangiata in 15 modi diversi. Chiaramente erano tutte ricette bilanciate. Cerchiamo di unire le esigenze del nutrizionista con il gusto degli atleti.
La sua pasta preferita di questo Giro qual è stata?
Uno spaghetto con crema di zucca, peperone rosso e porro. Mentre per le paste corte si è orientato principalmente sulle mezze maniche con salsa di pomodoro arrosto.
Qual è stato lo sgarro di Pogacar nel Giro?
La sera di Bassano ha voluto un crumble alla nutella. Tra l’altro la ricetta di questo dolce me l’ha data proprio lui. Poi come sempre io e il nutrizionista gliel’abbiamo bilanciata. E’ stato il suo premio finale e il nutrizionista ha dato l’okay per questo dolce abbastanza calorico.
Pogacar rimedia l'errore di ieri e vince a Oropa. La UAE questa volta non sbaglia un colpo. Lo sloveno conquista la rosa, incitato dai tifosi di Pantani
Il discorso dell’integrazione è sempre più al dettaglio. E anche più determinante. Oggi spesso vince chi arriva nel finale con la gamba più piena. Chi si è alimentato meglio. Ma il capitolo è vastissimo.
Se tante volte abbiamo parlato di prodotti specifici, di alimentazione liquida, di quantità di carboidrati l’ora, oggi facciamo un paragone tra metabolismi giovani e metabolismi più esperti. E lo abbiamo fatto con il supporto di Luca Porfido, nutrizionista della VF Group Bardiani-CSF-Faizanè, che al Giro d’Italia aveva il corridore più giovane, Giulio Pellizzari, e quello più vecchio, Domenico Pozzovivo. Tra i due ballano ben 21 anni.
Con il passare degli anni, il recupero si fa più difficoltoso. Saper integrare alla perfezione diventa sempre più importanteCon il passare degli anni, il recupero si fa più difficoltoso. Saper integrare alla perfezione diventa sempre più importante
Dottor Porfido, come cambia il metabolismo nel corso degli anni?
In effetti cambia. Pozzovivo viene da tantissimi anni di esperienza. Era al suo diciottesimo Giro d’Italia quindi è passato attraverso tante “ere”, tra queste anche quella che riguarda l’integrazione e l’alimentazione. Vi dirò che avere un atleta come Pozzovivo è utile anche per me.
Perché?
Per una questione di conoscenze in generale, perché è un esempio per il Pellizzari di turno e per gli altri ragazzi, così distanti come generazione e per confrontare abitudini diverse in corsa e fuori.
Quante calorie brucia uno scalatore giovane come Pellizzari e uno più esperto come Pozzovivo? E’ possibile fare un confronto anche di numeri?
In modo così netto no. L’integrazione si fa in base all’efficienza e quindi in base a quello che realmente l’atleta poi va a consumare. E anche in base alle riserve di glicogeno che si valutano sul momento. Ed è’ dunque qualcosa di soggettivo.
Come cambia l’integrazione col passare del tempo?
Pozzovivo per esempio è abituato a stare un po’ più basso di carboidrati, 80-90 grammi l’ora, perché nel suo caso a livello gastrico, di stomaco, si trova meglio così. Pertanto non raggiunge le quantità che assume invece Pellizzari o altri ragazzi della squadra. Al Tour of the Alps, gara di preludio al Giro, e che ci è servita anche per mettere a punto gli ultimi dettagli sull’integrazione, Pellizzari viaggiava sui 90-100 grammi l’ora. Ma c’è anche altro da considerare.
La VF Group-Bardiani si affida a Cetilar per l’integrazione: sia in gara che per il recuperoLa VF Group-Bardiani si affida a Cetilar per l’integrazione: sia in gara che per il recupero
Cosa?
Che l’integrazione va anche contestualizzata: tappa, meteo, ruolo del corridore… Una tappa può essere di trasferimento per un corridore e più importante per un altro. E chi punta deve arrivare full all’arrivo, cioè con la gamba piena nel finale. L’altro, che magari deve aiutarlo all’inizio, al contrario deve cercare di essere full nei primi chilometri.
E tu nutrizionista calcoli anche questo?
Chiaro, è un aspetto fondamentale ormai da tenere conto: al netto del consumo reale dei watt e quindi dei chilo-joule trasformati in calorie. Oggi più che mai, per avere un’integrazione ottimale, è fondamentale conoscere le caratteristiche dell’atleta, età compresa, del percorso e appunto anche delle strategie. Se un corridore punta al Gpm è chiaro che la sua gara finisce lì e da quel momento pensa al recupero… nei limiti delle possibilità ovviamente.
In base alla tattica, prepari il sacchetto per ognuno. Per sacchetto intendiamo non tanto il sacchetto vero e proprio quanto la strategia alimentare nel suo insieme…
Stabiliamo i classici grammi di carbo l’ora. L’integrazione in gara si fa sommando quel che dà l’ammiraglia (compresi i rifornimenti a terra, ndr) e quel che hanno dietro i ragazzi. Ma in partenza ognuno sa a quanti grammi deve andare e quando deve mangiare, anche in base al proprio ruolo, come dicevo. I ragazzi ormai sono ben istruiti. Abbiamo due grandi tipologie di borracce per esempio: quella con 40 grammi di carbo, quella con 80 grammi. Oltre alla borraccia di sola acqua.
Per ingerire tanti grammi di carbo l’ora bisogna allenare l’intestino. I più esperti tendono ad assumere qualche grammo di carbo l’ora in menoPer ingerire tanti grammi di carbo l’ora bisogna allenare l’intestino. I più esperti tendono ad assumere qualche grammo di carbo l’ora in meno
Al netto di grammi e forse prodotti, noti differenze di approccio tra giovani ed esperti?
Come accennavo, Pozzovivo che viene dalla vecchia scuola, tende ad assorbire qualche grammo di carbo in meno. Pellizzari che è nato con la nuova integrazione già ne assorbe di più. Ma non è tanto questo, è proprio un concetto di approccio: quello dei numeri. Oggi i ragazzi sono abituati a guardare i numeri fra TrainingPeaks e varie App, controllano sempre tutto. Ci sono applicazioni per il computo delle calorie, che tengono conto anche dei macronutrienti… quindi gli viene automatico e naturale guardare i numeri, fare affidamento a quelli. Le nuove generazioni sanno “metabolizzare” i dati molto meglio di chi era abituato ad andare a sensazione.
Quindi non dipende solo ed esclusivamente dall’allenamento dello stomaco a mangiare determinate quantità…
Il “training gut”, allenare l’intestino, è comunque importante. E questo vale a prescindere se faccia parte della vecchia o della nuova generazione. E’ fondamentale per essere efficienti in quello che poi si va ad integrare. Io posso seguire la linea guida su un atleta che è abituato ad ingerire 120 grammi l’ora, ma se il suo intestino non è allenato si va solo a fare un danno e a compromettere la sua gara.
LIVIGNO – Quando scriviamo che oggi nulla è lasciato al caso non ci si rende conto fino in fondo quanto si vada nel dettaglio. E questo accade soprattutto quando si parla di nutrizione. Ieri pomeriggio abbiamo assistito alla riunione, o meglio alla pre-riunione, dei rifornimenti del team Jayco-AlUla per la tappa di oggi. E più precisamente per quella che è la strategia nutrizionale.
Pre-riunione perché in realtà proprio ieri c’era enorme fermento per questa frazione, in quanto la stessa era (e forse è ancora) oggetto di modifiche se non addirittura di annullamento, visto il temuto passaggio sull’Umbrail Pass. Quindi la riunione definitiva era rimandata alle decisioni prese dagli organizzatori della corsa rosa..
Tuttavia Laura Martinelli, la nutrizionista del team, il direttore sportivo Pieter Weening e il massaggiatore Alberto Alessandri, stavano comunque tirando giù una traccia del programma della strategia nutrizionale verso Santa Cristina di Val Gardena.
La schermata della strategia (qui la tappa di Lucca). In alto la tappa con i punti di ristoro, sotto quel che devono prendere. A destra, nome e auto di chi dovra coprire quei puntiLa schermata della strategia (qui la tappa di Lucca). In alto la tappa con i punti di ristoro, sotto quel che devono prendere. A destra, nome e auto di chi dovra coprire quei punti
La prima domanda, dottoressa Martinelli, è: perché per stilare la strategia alimentare partecipano anche il diesse e il massaggiatore?
Perché è il direttore sportivo a stabilire i punti di rifornimento. E da questi, cioè da come sono dislocati, dipende poi la strategia alimentare. In più c’è il massaggiatore perché è lui l’esecutore, colui che mette in pratica questo piano. Quindi deve preparare il tutto. Noi qui siamo solo tre, altrimenti sarebbe un caos, ma ognuno di noi tre poi ha i suoi referenti. La schermata che avete visto viene stampata su un foglio distribuito a tutti gli interessati.
E, direttore Weening, come li sceglie i punti?
Solitamente ne imbastisco uno ogni 25-30 chilometri e li scelgo soprattutto per questioni logistiche, cioè su come e quanto siano facili da raggiungere per i vari massaggiatori. In seconda battuta, valuto se da quella posizione poi si possono fare altri tagli e si possono andare a fare altri rifornimenti. Solitamente sono cinque i punti che fisso, raramente di più. Anche perché poi non avrebbe troppo senso. I ragazzi stessi sarebbero meno concentrati sul prendere il rifornimento. E’ come se fosse un “buffet continuo”. Invece così è tutto più preciso. Poi qualcuno viene in ammiraglia a chiedere qualcosa, e va bene… Ma di base cerchiamo di attenerci a questo piano.
E da questi punti, Laura, scegli cosa devono ingerire?
Sì, stabilisco cosa mangiare anche in base alla tattica, ma soprattutto in base alla tipologia della tappa e alla temperatura. In particolare presto attenzione ai carboidrati. Quest’anno, sia perché le tappe del Giro d’Italia sono più corte e sia perché abbiamo integratori diversi che ci consentono di assumere più carboidrati l’ora, non utilizziamo più il sacchetto.
Luke Plapp manda giù una borraccia di carbo (si nota il numerino della quantità di carbo scritto in bianco sul tappo)Luke Plapp manda giù una borraccia di carbo (si nota il numerino della quantità di carbo scritto in bianco sul tappo)
Avete parlato di tattiche, che relazioni ci sono tra queste e i rifornimenti in corsa?
Che se un corridore deve andare in fuga, deve partire con il pieno. Nella nostra scheda ci sono anche indicazioni alimentari che riguardano il pre-tappa, che per loro diventano ancora più importanti. O al contrario il velocista che deve arrivare con le scorte di glicogeno piene nel finale.
La scheda che gli date serve anche a loro per mettere le cose giuste in tasca al via?
Sì, e serve anche per capire se il massaggiatore gli deve passare la borraccia più il gel o solo la borraccia. Poi ci possono anche essere dei cambiamenti in corsa, ma cerchiamo di limitarli al massimo, ai soli imprevisti.
Cioè?
Cioè se un corridore si ritrova in fuga e magari non doveva. Ma noi preferiamo che il corridore non cambi idea durante la tappa. Del tipo, in partenza era stabilito che mangiasse una barretta al chilometro X e un gel al chilometro Y e poi cambia i piani. Siamo tante persone a lavorare e serve un piano chiaro. Univoco. E poi avere un piano chiaro evita al massaggiatore che sta sul posto di ritrovarsi con la frenesia di dover sostituire all’ultimo quella borraccia o quel gel. Spesso i tempi sono veramente stretti tra un punto e l’altro e il passaggio della corsa.
Il massaggiatore Alberto Alessandri ci mostra la scorta degli integratori nel camion. Da qui inizia il suo lavoroIl massaggiatore Alberto Alessandri ci mostra la scorta degli integratori nel camion. Da qui inizia il suo lavoro
Si parla sempre più di carboidrati/l’ora: resta questo il fondamento della strategia e dell’integrazione?
Sì, ormai sappiamo con una certa precisione quanto consumeranno i ragazzi. E in base a questo stabiliamo le varie assunzioni con borracce, gel e barrette. Alcune borracce più o meno cariche di carbo, variano in base alla tattica e al ruolo di ognuno.
Qual è la variabile che più incide, oltre al percorso chiaramente, sulle quantità di carboidrati da prendere?
La temperatura. Faccio un esempio, sin qui è stato un Giro d’Italia fresco, ma come ci sono state un paio di tappe più calde abbiamo notato come sia aumentato notevolmente il consumo di acqua, che invece è libero. In tal senso i ragazzi non hanno un piano specifico. Anche perché la regola qui in casa Jayco-AlUla è quella di consumare una borraccia l’ora. Anche se è una borraccia che contiene carboidrati ha comunque dei liquidi. Se ne vogliono di più di acqua, no problem. Semmai con la temperatura varia la composizione della borraccia stessa.
Cioè?
Se questa è più nutriente, vale a dire ha più carbo, è meno idratante. E viceversa. Se fa freddo il fatto che s’idratino un po’ meno non è assolutamente un problema. Mentre se fa caldo e le borracce contengono meno carboidrati è anche vero che ne consumano più di una l’ora, pertanto vanno a compensare la quantità di carboidrati necessaria.