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In cucina con Mirko nel ritiro degli azzurri in Giappone

23.07.2021
4 min
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La crisi di fame fa perdere mondiali o Giri d’Italia: per informazioni chiedere a Mathieu Van der Poel (Yorkshire 2019) o a Cadel Evans (Giro 2002). Spesso le condizioni atmosferiche contribuiscono a far cadere i corridori in questa infima trappola e proprio caldo e umidità, che in questo periodo soffocano Tokyo, saranno due avversari in più dei corridori che si contenderanno le medaglie olimpiche all’ombra del Fuji.

La nutrizionista Laura Martinelli, ha parlato dell’acclimatazione, necessaria per i corridori per rendere al meglio e che comprendeva anche una dieta mirata. Gli azzurri la seguiranno e il cuoco della federazione, Mirko Sut direttamente dal Giappone, ci svela qualche segreto, aprendoci le porte della cucina dell’albergo esclusivo in cui alloggiano ragazzi e ragazze delle prove in linea e a cronometro.

Azzurri pronti per il primo allenamento in terra giapponese
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Clima soffocante, 234 chilometri da percorrere, 4.865 metri di dislivello. Come si prepara a tavola una corsa così?

Bisogna bere e mangiare frutta e verdura. Tanta. La pre-idratazione è fondamentale. Gli italiani hanno il vantaggio di venire da un Paese caldo che abitua a correre ed allenarsi a certe temperature.

State seguendo una dieta particolare per combattere il fuso orario?

Iniziamo un po’ prima la colazione per quei corridori che riescono a dormire meno, alle 6,15 sono già in cucina. Per il resto il ritmo è sempre quello: colazione, allenamento, pranzo in hotel, massaggi, cena.

Quante calorie si spenderanno durante le 7 ore di corsa?

Dipende da corridore a corridore e dal suo ruolo. In media si bruceranno 5-6mila calorie. L’importante sarà bere acqua, maltodestrine e sali minerali: la regola è che bisogna integrare tutto quello che si perde e non è affatto facile durante una corsa stressante.

Il Fuji visto dal’hotel azzurro: sembra l’Etna, ma è alto 400 metri di più
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Quante calorie si dovranno assumere a colazione?

Un migliaio che deriveranno dalla fonte principale di carboidrati (riso, pasta, crostata senza burro) e dalle proteine per cui propongo omelette, pancake, porridge di avena. 

E’ stato difficile reperire frutta e verdura in Giappone?

L’albergo in cui alloggiamo ci ha fatto trovare frutta e verdura di qualità, sana, gustosa, biologica, italiana insieme a pasta, bresaola, prosciutti. Per noi italiani è fondamentale trovare cibi uguali a quelli che assumiamo durante l’anno, è un aiuto a sentirsi a casa e a correre meglio. 

Durante la gara cosa mangeranno i corridori?

Alimentazione standard con un aumento di liquidi per contrastare l’alta sudorazione. Quindi: barrette, gel, panini dolci e salati. A Tokyo, grazie a Roberto Amadio, abbiamo trovato una panetteria gestita da una ragazza che ha lavorato in un panificio italiano. Ci ha preparato i classici “paninetti” al latte, da ciclista seguendo la ricetta italiana.

Prove di Monte Fuji per Moscon e Caruso, la corsa sarà durissima
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E le rice cake che hai contribuito a far diventare famose in gruppo…

Sono composte dal riso che si usa per il sushi, viene fatto cuocere tantissimo fino a diventare colloso. A quel punto viene impastato con banana schiacciata o miele e messo in frigo a raffreddare; una volta pronto lo si taglia in tante barrette.

Sappiamo che cerchi di inventare sempre qualcosa che appaghi il palato dei corridori. Il Giappone ti ha ispirato?

Sto cercando di proporre piatti che richiamano la cucina orientale. Preparerò ad esempio del tonno giapponese, buonissimo. Non esagero però con la fantasia perché i corridori sono molto fedeli alla loro dieta.

E’ difficile gestire gusti diversi?

Non lo è perché sono tutti molto preparati e perché li conosco bene. Amano i piatti classici come la pasta e la crostata e se hanno esigenze li assecondo cercando anche di anticiparli.

A che cosa non può rinunciare Vincenzo Nibali?

Alla crostata che preparo con marmellate diverse. Non c’è tutti i giorni e la propongo solo a colazione, ma quando c’è gli piace molto.

Il cittì Davide Cassani segue l’alimentazione?

E’ molto attento, gli piace chiedere e conoscere. Lo staff ha lo stesso menu dei corridori, quindi sa tutto.

Vedendoli a tavola ogni giorno riesci a capire come stanno le gambe?

Posso solo dire che il clima nel gruppo è positivo.